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Topolino 3285  (Letto 1928 volte)

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Vito65
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Re:Topolino 3285
« Risposta #15 il: Venerdì 9 Nov 2018, 22:57:30 »
Perché siamo noi che lo paghiamo!
Beh, questo è vero solo in senso lato. Il paragone con il muratore calza fino ad un certo punto: Il muratore ha un rapporto diretto con il committente, l'artista - disegnatore e/o sceneggiatore - è pagato dall'editore, non dal lettore. Il lettore influisce indirettamente ed in modo mediato, per il gradimento che suscita in lui l'opera dell'artista.
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doppio segreto
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Re:Topolino 3285
« Risposta #16 il: Venerdì 9 Nov 2018, 23:38:16 »
Perché siamo noi che lo paghiamo!
Beh, questo è vero solo in senso lato. Il paragone con il muratore calza fino ad un certo punto: Il muratore ha un rapporto diretto con il committente, l'artista - disegnatore e/o sceneggiatore - è pagato dall'editore, non dal lettore. Il lettore influisce indirettamente ed in modo mediato, per il gradimento che suscita in lui l'opera dell'artista.
L'editore paga l'artista nella misura in cui i 100.000 "condomini" continuano a pagare 2.70 alla settimana. Se i condomini di questo immenso palazzo, cominciano a calare drasticamente, il condominio chiude e l'artista deve trovarsi un altro condominio.  8)
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anapisa
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Re:Topolino 3285
« Risposta #17 il: Sabato 10 Nov 2018, 10:41:26 »
Ho letto anche io l'editoriale e colto il chiaro entusiasmo di Bertani sui wizard..
Doppia puntata x la serie..se nn fosse che ho l'abbonamento avrei evitato l'acquisto del topo questa settimana..meno male che in allegato mandano una bustina di figurine 🤣
Ieri ho finito di leggere il numero tralasciando i wizard(che però voglio sfogliare x i disegni che sembrano esser molto belli) e le storie son piacevolissime.


Forse ot ma.una saga su Harry Potter nn l'hanno mai fatta?
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anapisa
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Re:Topolino 3285
« Risposta #18 il: Sabato 10 Nov 2018, 10:44:47 »
Ah cmq penso che chi paga,siano anche sponsor e pubblicità
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doppio segreto
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Re:Topolino 3285
« Risposta #19 il: Sabato 10 Nov 2018, 18:34:45 »
Ah cmq penso che chi paga,siano anche sponsor e pubblicità
La pubblicità è sempre direttamente legata al peso delle vendite, dunque ...
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Andy98
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Re:Topolino 3285
« Risposta #20 il: Sabato 10 Nov 2018, 21:25:30 »
Wizards of Mickey - Arena avrà anche dei disegni stupendi, però la sua bellezza nasce e muore in quello, è una lettura piacevolmente visiva ma non lo è dal punto di vista della sceneggiatura, giacché si parla di un capitolo aggiuntivo, totalmente scollegato dai precedenti, di una serie che aveva praticamente detto tutto ciò che voleva dire nelle prime due saghe, da quel punto in poi è stato tutto un allungare e architettare modi per portare avanti una storia senza mai curarla davvero nei minimi dettagli.
Eppure al pubblico piace, questa è la triste realtà: i Wizards of Mickey hanno debuttato almeno una dozzina di anni fa, e alla prima saga (2654/2663) è seguita dopo pochi mesi la seconda (2680/2689), e da lì si è andati oltre, sicché sono stati in tutto questo tempo una presenza comunque viva tra le pagine del Topolino, talché si sono presi cover, articoli, editoriali e via dicendo. Per quanto molti qui sul forum siano avversi alla saga in questione, bisogna scontrarsi col fatto che, a quanto pare, se gli editoriali preferiscono enfatizzare il ritorno dei Wizards of Mickey anziché dare credito a Casty per il capolavoro che ci ha regalato la scorsa settimana, tale giudizio è formulato sulla base di quello che dovrebbe essere il meglio che Topolino ha da offrire, e questo viene anche stabilito dal gusto del pubblico a cui la rivista si rivolge: Casty è bello ma impegnativo a confronto coi Wizards of Mickey, i quali, puntando sull'ambientazione fantasy e su quel presunto sapore di epicità che si dovrebbe percepire di storia in storia, tra scontri magici e luoghi variopinti, riescono a quanto pare a catturare nell'immediato istante in cui la storia viene letta.
Tuttavia, si tratta di un fascino piuttosto mediocre, a mio modo di vedere, poiché alla fine si punta a qualcosa di talmente scialbo e scevro di ulteriori piani di lettura, che volendo ad una lettura passiva, finalizzata ad un diletto puramente incondizionato, potrebbe addirittura piacere perché mancano di impegno per essere comprese in ulteriore misura, volendo più grande ed interessante del solito.
Dico questo perché mi pare che riflettano alla perfezione cosa voglia il pubblico medio di Topolino - di cui noi siamo solo una frazione infinitesima - altrimenti non mi spiegherei la loro continua riproposizione, dal momento che ci sono stati solo tre sceneggiatori ad occuparsene (Ambrosio, Venerus, Muzzolini), motivo per cui non sono utilizzati da tanti sceneggiatori per produrre storie col minimo sforzo. E affermo ciò con tristezza, poiché non mi sono mai piaciuti e non l'ho mai nascosto: non sono spazzatura come potrebbe essere Ultraheroes, volutamente demenziale e parodistico su certi punti, però almeno le prime due saghe avevano motivo di esistere, quantomeno per una vera e propria formazione spirituale in Topolino, da quel momento in poi non c'è stata più una necessità narrativa che avesse come diretta conseguenza la produzione di altri capitoli, dacché si deduce che sia stata una richiesta voluta da un pubblico assai vasto: prendete i numeri in cui sono apparsi, misuratene le distanze e le date di pubblicazione tra uno e l'altro, e noterete, infatti, come siano stati una presenza sì saltuaria ma incisiva, un po' come lo è Casty.
Come spiegarselo? Penso che dietro ci sia un'evidente questione di maggior consumo. L'episodio del numero in questione è narrativamente inconsistente, è pieno di duelli con incantesimi improbabili ed è tutto quello che potremmo dirvi a riguardo, poiché la trama che vi sta dietro non è neanche degna di essere chiamata tale, è più che altro un pretesto per vedere Topolino Paperino e Pippo lanciare magie contro nemici a caso. Insomma: è qualcosa che si consuma più facilmente di un Casty, e questo non lo affermo affatto con gioia, anzi, ritengo che la soddisfazione nella lettura sia anche in questo, nella complessiva di un lavoro artistico, altrimenti tutto potrebbe tranquillamente spacciarsi per arte senza un minimo di giudizio critico che ne giustifichi l'esistenza.
Insomma, credo che i Wizards of Mickey abbiano il loro ben nutrito numero di sostenitori, e da questo non si scappa: aspettiamoci in un futuro, dopo magari altri due o tre episodi (visto che il prossimo numero è doverosamente dedicato a Topolino) in cui non succede niente - ma in fondo i disegni sono belli, quale grosso valore aggiunto ammirare una bellissima opera muta nei suoi significati! - una nuova saga che farà aumentare le fila degli appassionati.

Paperino e Filo Sganga a scuola di buone maniere mi ha sorpreso, ma non tanto per l'intreccio, quanto piuttosto per aver rivisto sulle pagine del Topolino un Filo Sganga così subdolo e approfittatore, il che, in mezzo a tanti personaggi resi forzatamente buoni e gentili, è un fatto alquanto insolito, ma assolutamente positivo. Non è una storia tanto dinamica, e i disegni di Mazzarello non aiutano certamente, però c'è stato un rispetto per il personaggio e le sue indubbie qualità negative, e questo fatto merita di essere menzionato.

Le due brevi sono dimenticabili: quella di Qui Quo Qua ha di interessante solo i disegni di Lavoradori, che tratteggia bene Ciccio e il "Buione", per il resto non è nelle mie corde; quella di Paperino, invece, è una breve dal soggetto riciclato.

Infine, Zio Paperone e l'Ecotecnologia si inserisce nell'ampia collezione di storie di stampo ecologico, ed è riuscita a metà poiché nella parte finale, pur dando un insegnamento importante, si è preferito sacrificare la credibilità della trama per perseguire la solita mania di buonismo che ogni tanto prende ai vari personaggi, con Paperone che accetta di collaborare coi nipotini per battere Rockerduck senza guadagnarci nulla: è vero che Paperone non è come quest'ultimo, però rimane comunque un affarista i cui principi sono anche e soprattutto regolati dall'estrema cupidigia e dall'amore per il denaro, quindi la collaborazione ci azzecca fino ad un certo punto. Ah, e menomale che c'era Rockerduck, altrimenti sarebbe stata una storia noiosa e piena di paperi sorridenti per la loro attitudine ecologica, e invece grazie al suo zampino ci sono state un po' di gag che l'hanno resa piacevole.
Queste storie mi lasciano contrariato, alle volte: partono bene ma poi sembrano quasi scadere nell'utopia, giacché laddove si arriva a toccare il tema ecologico tutti diventano improvvisamente entusiasti fautori dell'iniziativa, quando dubito che in realtà sia veramente così, e proprio perché i paperi più dei topi incarnano bene quelle maschere che rappresentano anche i nostri vizi e difetti si dovrebbe evitare di sacrificare questo aspetto per comunicare il messaggio, altrimenti è ovvio che questo arrivi in maniera meno incisiva.

Permettimi però di dissentire perché la critica,nell'ambito dell'Arte è quella che la rende viva e immortale.

Non posso che condividere, però, se posso intromettermi, ritengo che sia il voto in sé ad essere problematico, ma più che altro per una ragione puramente psicologica. Sembrerebbe una contraddizione, se detta da me, tuttavia un numero non riesce ad esprimere se non una stima inesatta di un giudizio estetico, motivo per cui eviterei proprio di valutare le storie in tale maniera, poiché le giustificazioni su tale motivazione potrebbero poi non essere mai abbastanza per gli altri, motivo per cui si instillerebbero tutta una serie di polemiche che non contribuirebbero a rendere fertile il dialogo.
Le motivazioni date da Lucandrea sono piene di rispetto verso coloro che stanno dietro alle pagine del Topolino, tuttavia, per quanto nobili, non è detto che  rechino davvero beneficio in tutte le circostanze, giacché è bene ricordare che la critica è tanto positiva quanto negativa, e in generale è un'unione delle due cose. Però, ritengo che lo faccia principalmente per quella ragione psicologica che andavo sopra esponendo - anche se ho notato che ha assegnato senza alcun problema un 4,5 ad una recente danese - e secondo me è un peccato perché, finché si parla con rispetto e cognizione di causa, si possono fare discussioni anche intorno ai difetti di ciò che ci sta intorno: in fondo, nessuno penso che qua dentro si metta a criticare i Wizards of Mickey perché non tiene nulla da fare, quanto, piuttosto, perché esprime il proprio giudizio su un prodotto che consuma e spera di essere in qualche modo ascoltato.
Lo so, sembra contraddittorio che proprio io mi schiero contro i giudizi numerici su prodotti artistici (già non mi piace assegnare le stelline ai libri che leggo, però ho bisogno di riferimenti che mi aiutino a capire quali testi meritino una rilettura, e magari su che grado di approfondimento, ma non basta, e quindi devo andare a recuperare quello che ho scritto a proposito), però già solo liberarsene contribuirebbe ad un dialogo più leggero e spontaneo, senza alcun vincolo personale che impedisca di dire pienamente ciò che si pensa.
« Ultima modifica: Sabato 10 Nov 2018, 21:53:23 da Andy98 »
https://www.goodreads.com/user/show/69923711-andrea (Se volete visitare la mia libreria su Goodreads e visualizzare le mie letture e recensioni)
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Re:Topolino 3285
« Risposta #21 il: Domenica 11 Nov 2018, 16:50:19 »
Wizards of Mickey - Arena avrà anche dei disegni stupendi, però la sua bellezza nasce e muore in quello, è una lettura piacevolmente visiva ma non lo è dal punto di vista della sceneggiatura, giacché si parla di un capitolo aggiuntivo, totalmente scollegato dai precedenti, di una serie che aveva praticamente detto tutto ciò che voleva dire nelle prime due saghe, da quel punto in poi è stato tutto un allungare e architettare modi per portare avanti una storia senza mai curarla davvero nei minimi dettagli.

Permettimi però di dissentire perché la critica,nell'ambito dell'Arte è quella che la rende viva e immortale.

Non posso che condividere, però, se posso intromettermi, ritengo che sia il voto in sé ad essere problematico, ma più che altro per una ragione puramente psicologica. Sembrerebbe una contraddizione, se detta da me, tuttavia un numero non riesce ad esprimere se non una stima inesatta di un giudizio estetico, motivo per cui eviterei proprio di valutare le storie in tale maniera, poiché le giustificazioni su tale motivazione potrebbero poi non essere mai abbastanza per gli altri, motivo per cui si instillerebbero tutta una serie di polemiche che non contribuirebbero a rendere fertile il dialogo.

Lo so, sembra contraddittorio che proprio io mi schiero contro i giudizi numerici su prodotti artistici .
Penso di poter affermare che io mi posso completamente rispecchiare nella tua critica alla storia dei Wizards al 100%, nel senso che, se pur incantato dai disegni che ho scorso dal primo all'ultimo, nel provare a leggere mi sono impantanato completamente all'inizio della seconda parte, dicendo: "adesso basta, ho di molto meglio da fare e, soprattutto da leggere".


Detto ciò, posso sottoscrivere anche tutto quello che affermi relativamente all'uso e alla valenza del voto nell'ambito di una critica artistica ma, non capisco - o non riesco a cogliere -, quella contraddizione che sembra tale, a cui ti riferisci per ben due volte nel tuo intervento.
Le tue critiche settimanali, sono certamente le più corpose e approfondite che si possono leggere nel forum e, in quanto tali, dovrebbero e potrebbero essere il - o uno - dei punti di partenza su cui aprire proficui confronti; viceversa un voto e un giudizio molto stringato e, spesso ripetitivo nei termini, difficilmente può invece creare spunti di dialettica e, la differenza, se sembra poco, è tutta qui.
Se oggi siamo ancora qui a disquisire sulla Divina Commedia, sulla Cappella Sistina o sulle Nove sinfonie di Beethoven è perché, nel corso dei secoli, tantissimi critici hanno continuato a studiare e a confrontarsi, su quelli che sono i monumenti dell'Arte Occidentale
e tu, nell'ambito della critica disneyana stai facendo attualmente la tua egregia parte. Questo è! ;) :)
Quello su cui ci si potrebbe invece proprio lamentare nell'ambito delle critiche che si fanno settimanalmente è la quasi totale mancanza di un confronto più diretto e approfondito - ovviamente educato e civile - fra i vari forumisti che si cimentano in questa funzione. Noi ci troviamo di fronte a diverse recensioni, a volte anche contraddittorie fra loro,che sostanzialmente rimangono tali e dunque non fertili per aiutarci a comprendere come è veramente lo stato dell'arte.
« Ultima modifica: Domenica 11 Nov 2018, 18:02:01 da doppio segreto »
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Re:Topolino 3285
« Risposta #22 il: Domenica 11 Nov 2018, 19:20:06 »
Detto ciò, posso sottoscrivere anche tutto quello che affermi relativamente all'uso e alla valenza del voto nell'ambito di una critica artistica ma, non capisco - o non riesco a cogliere -, quella contraddizione che sembra tale, a cui ti riferisci per ben due volte nel tuo intervento.

Ti ringrazio, ma in realtà il motivo per cui ho puntualizzato quel fatto è legato alle mie esperienze pregresse sul forum, quando valutavo in decimi, con tanto di virgola, tutte le storie, distribuendo voti sia sulla sceneggiatura sia sui disegni, e utilizzavo tutto un mio criterio che è stato fonte di infelici polemiche - anche da parte di autori che lavorano per il Topolino. Di conseguenza, siccome ho contestato una cosa che facevo anch'io, ho preferito preservarmi da chi avrebbe potuto polemizzare su questo fatto... insomma, ho fatto tutto un mio ragionamento mentale su quello che sarebbe potuto accadere scrivendo quel commento, appunto perché preferirei che si evitasse di discutere di queste cose, concentrandosi invece sul contenuto vero e proprio del messaggio, cioè il commento sulle storie e la loro analisi.
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Donald112
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Re:Topolino 3285
« Risposta #23 il: Martedì 13 Nov 2018, 15:44:47 »
Anche a me è piaciuto molto il modo in cui è stato utilizzato Filo Sganga nella storia di Zemelo, che ho trovato molto divertente. Carina anche quella di Salati (in particolare mi sono piaciute molto le gag che si sono sviluppate a seguito
Spoiler: mostra
del sabotaggio di Rockerduck.

Queste due buone storie riescono solo in parte a compensare il nuovo episodio di Wom, che ritengo forse il peggiore tra quelli pubblicati da Venerus: negli altri episodi vi era almeno una trama, qui non c'è praticamente nulla, solo lotte continue con nemici a caso e un antagonista di cui non viene approfondita la storia. Ottimi come sempre i disegni di Marini, ma da soli non bastano.
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MiTo
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Re:Topolino 3285
« Risposta #24 il: Martedì 13 Nov 2018, 16:15:40 »
Wizards of Mickey – Arena :P
Con tutto il bene che si può avere per i personaggi, lo sceneggiatore (bravissimo) e il disegnatore (chapeau) WoM è una serie che ormai non ha più nulla da dire. Anzi, ha smesso di averlo da anni. La singola storia poi è un'ennesima variazione su un tema che giocoforza è sempre lo stesso. Battaglie, insegnamenti sull'amicizia, incantesimi o qualche gag. Mi spiace dirlo ma è una storia che verrà dimenticata nel giro di una settimana e che finirà nel mucchio di saghe di WoM indistinguibili l'una dall'altra. Insomma, è come cercare di preparare ogni volta un piatto diverso usando sempre gli stessi ingredienti da un decennio e passa, anche lo chef migliore a un certo punto non sa più che pesci pigliare.

Paperoga e Filo Sganga a scuola di buone maniere ;)
In questa storia ho genuinamente detestato Filo ganga. E questo è un bene, perché significa che il personaggio è stato ben caratterizzato e che l'autore non si è arreso una conformazione da Mulino Bianco di Paperopoli, dove tutti in fondo sono dei bonaccioni e nessuno vuole male all'altro. Qui Sganga è una meravigliosa canaglia nonché un bieco approfittatore, e da quanto non vedevamo un personaggio così?
Mazzarello fa bene ma nelle scene più movimentate sembra sempre un po' legnoso.

Qui, Quo, Qua in: al mostro! Al mostro! ;)
Bella, casomai un po' breve. All'inizio trasmette sensazioni di inquietudine ma poi termina in maniera più comica. Nulla di male, ma il cambio di registro è un po' brusco. Lavoradori è adatto a questo tipo di storie surreali.
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Cornelius Coot
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Re:Topolino 3285
« Risposta #25 il: Oggi alle 00:24:37 »
Se quasi una metà del Topo è 'occupata' dai Wizards (e ciò mi ha permesso di leggerlo più velocemente), l'altra metà è piacevolmente caratterizzata da divertenti storie quotidiane dove troviamo un Filo Sganga non semplice spalla, come visto negli ultimi anni, ma autentico protagonista in negativo come forse neanche gli autori dei '60/70 lo avevano mai rappresentato.

PAPEROGA E FILO SGANGA A SCUOLA DI BUONE MANIERE
Ottimo soggetto di Zemelo che rinverdisce le 'gesta' del robusto traffichino che se in passato riusciva solo in minima parte a gabbare quelli che considerava suoi 'colleghi' in affari (Paperone e Rockerduck), adesso con Paperoga vince a mani basse. La scaltrezza, la furbizia e la manipolazione di Filo vanno a nozze con l'ingenuità e la 'naiveté' di un papero che in altre occasioni è stato sicuramente più 'sveglio'. Ma il sogno di andare ad un elitario evento mondano (su invito di una baronessa che l'ha preso in simpatia) lo rende 'debole' e vulnerabile, facilmente raggirabile. Davvero bravo Zemelo a delineare con precisione e a rapportare due personalità così particolari. Mazzarello, per quanto ancora lontano da quel livello a cui potrebbe arrivare (si intravede una potenzialità ancora non espressa), ha migliorato comunque il suo tratto e riesce a dare ritmo ad una storia già ben oliata di suo.

Qui, Quo, Qua in: al mostro, al mostro!
Lavoradori, con il suo tratto 'cubista', delinea una Nonna Papera 'severa' che ricorda quella delle origini, non solo nell'aspetto ma anche nel rapporto con i nipotini (riguardo ciò un'altra nota di merito va a Pietro B. Zemelo, autore anche di questa breve).
Paperino e la pazienza agli sgoccioli
Per quanto subissato da contrarietà, non si capisce perché Donald decida alla fine di fare ciò che non voleva fare all'inizio (una 'pedalata' poco allettante e molto umiliante, già vista in diverse occasioni passate).

ZIO PAPERONE E L'ECOTECNOLOGIA
Salati riesce a rendere brioso e divertente un soggetto teoricamente noiosetto nella sua tematica ecologista. Protagonista assoluta di un inedito 'triello' ZP-RK-GM l'app Ecobot, 'carnefice' e vittima al tempo stesso della secolare inimicizia fra i due miliardari. Usai ancora troppo 'guliano' ma si scorgono nelle sue tavole dei barlumi per un futuro stile più personale.   



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