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Topolino 3289 - Recensione di Bramo

Siamo in presenza di un numero nel complesso buono, ma non privo di qualche complicazione.
Prendiamo Topolino in: Che fine ha fatto Peter Quarky? Si tratta di una storia dal presupposto di certo lodevole, quello di celebrare i 90 anni di una figura significativa come Piero Angela e, nel contempo, trattare l’insidioso tema delle false notizie mostrando l’uso del metodo scientifico. Peccato che lo svolgimento della sceneggiatura, da parte di Fausto Vitaliano, mostri anche alcune debolezze: il fatto che il personaggio utilizzi un macchinario "sbufalatore" non sembra essere molto attinente con quello che professa lo stesso metodo scientifico, e il fatto che i topolinesi diventino improvvisamente dei creduloni disinformati fin dal giorno successivo alla scomparsa del conduttore televisivo appare una conseguenza un po’ troppo inverosimile, al di là del significato che chiaramente voleva intendere l’autore. Al netto di queste soluzioni che possono convincere poco, rimane interessante la scelta di far apparire per meno di un terzo della storia la versione paperizzata del vip di turno e, come detto, la messa in guardia da certe teorie infondate e corrosive. Lo stile morbido di Alessandro Perina si conferma ottimale per questo tipo di storie, con un Topolino dinamico e un Piero Angela beccuto piuttosto riuscito e somigliante. Meno riuscito il character design di alcuni dei diversi personaggi secondari presenti.
Per quanto riguarda il terzo e ultimo episodio di Droidi, poi, il giudizio è complesso da formulare: alla luce della conclusione e, soprattutto, di una lettura unitaria dell’intera storia, la nuova avventura di PK assume sicuramente maggior identità e scorrevolezza, rendendo molto più palese il carattere da thriller futuristico che alla fin fine è. I richiami a Blade Runner rimangono evidenti, anche nella risoluzione dell’intreccio e nel colpo di scena finale, già intuibile dal primo episodio, ma col senno di poi Paperinik appare calato nella trama in maniera meno pretestuosa e il lavoro di Alessandro Sisti appare maggiormente riuscito. Il problema sta quindi nella suddivisione in tre episodi, nel fatto che la diluizione abbia portato a singole parti in cui sembrava non succedere quasi nulla, con una sensazione di vuoto che ha ammazzato il ritmo narrativo, in particolare nella lettura spezzettata. Di fatto i primi due episodi sono sembrati più che altro un preambolo al terzo, che rappresenta il vero cuore del racconto, creando quindi squilibrio. I disegni di Claudio Sciarrone continuano a mantenere un alto tasso di spettacolarità, anche se alcune espressioni appaiono un po’ troppo caricate e alcuni sfondi un po’ poco curati. Ma la regia è molto vivace e questo rappresenta un pregio, rispetto alla solita struttura delle tavole nel fumetto Disney.
La sorgente del tempo, quinto episodio della saga Alla ricerca di Topolino, non mostra invece problemi di sorta: in quest’occasione Mickey Mouse è affiancato da Zio Paperone, ed insieme si imbarcano in una caccia al tesoro guidati da tre statuine che costituiscono la mappa per la fonte della giovinezza. Francesco Artibani è abile nel coniugare i "temi" tipici dei vari membri del cast disneyano con Topolino, e così se la settimana scorsa abbiamo potuto assistere a una specie di cortometraggio animato su carta con le gag di Paperino, questa volta abbiamo un’avventurosa ricerca di un elemento mitologico, come sempre condita da dialoghi brillanti e buone considerazioni di fondo. Stefano Intini offre un appeal fortemente cartoonesco a personaggi e ambienti, e la colorazione di Edizioni BD accentua questa impressione con colori accesi e sgargianti. Il tutto non contrasta con il carattere avventuroso della trama, immettendo piuttosto dinamicità e fantasia nel contesto narrativo.
Per quanto riguarda le restanti storie, la breve di Paperoga insegna è piuttosto banale e dimenticabile, mentre Paperino e l’app da un milione di dollari parte da un’idea simpatica e fresca, che però viene "bruciata" fin troppo velocemente, con un finale repentino e scontato.
Zio Paperone e i misfatti nell’oscurità, infine, è una classica storia di Carlo Panaro, con tutti i pro e i contro del caso: da un lato abbiamo una trama buona per tutte le stagioni, ottima come lettura di totale relax e senza pretese con Zione e nipoti, come se ne sono sempre trovate su Topolino, dall’altro ritroviamo l’ennesimo giallo all’acqua di rose, con tanto di false piste palesi, facilmente dimenticabile. Renata Castellani disegna però con verve il racconto, valorizzandolo e concentrandosi in particolare su espressioni e pose dei protagonisti.
Per quanto attiene alla parte editoriale, risultano interessanti e curati il reportage dalla mostra Pixar a Roma e l’intervista-approfondimento a Piero Angela.

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Topolino 3289

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McDuck
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    Re:Topolino 3289
    Risposta #15: Giovedì 6 Dic 2018, 20:46:15
    Lo scopo della storia era principalmente rendere omaggio a una grandissima personalità che se lo strameritava, oltre che dare una bella stoccata alle varie teorie assurde che si trovano in rete, e l'obiettivo è stato centrato in pieno.

    Del vero Piero Angela, il Piero piumato non possiede né la calma che lo contraddistingue, né tantomeno la sua proverbiale introversione.
    Il programma che conduce, poi, non assomiglia per niente a Super Quark.
    Insomma, voleva essere davvero un omaggio?

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      Re:Topolino 3289
      Risposta #16: Giovedì 6 Dic 2018, 22:17:11
      Credo che lo scopo della storia fosse
      SPOILER: HIDE
      spiegare co's'è il metodo scientifico e come funzioni.
      A parte che devo capire quale sia lo spoiler qua, mi sembra che comunque nella storia il metodo scientifico sia stato abbastanza sopravanzato dal "debunkatore", letteralmente deus ex machina e contrapposto al coso acchiappapanzane dell'altro conduttore.

      Sugli alieni non so che dire, ritengo che accostarli a Piero Angela equivalga grossomodo a fare la carbonara con la panna, però effettivamente la visione di GioReb può quantomeno risollevare un attimo quel punto.
      Citazione
      Quello degli alieni (mi raccomando, verdognoli e con il tablet in mano!!!) era per dimostrare che non bisogna essere increduli fino in fondo e/o che non è detto che la scienza - almeno quella finora nota - possa spiegare ogni cosa, però forse si poteva procedere diversamente.
      Sugli altri meh, il messaggio è l'importanza del metodo scientifico e ok, fin qui ci siamo, però la trovo comunque poco riuscita complessivamente.

      Lo scopo della storia era principalmente rendere omaggio a una grandissima personalità che se lo strameritava, oltre che dare una bella stoccata alle varie teorie assurde che si trovano in rete, e l'obiettivo è stato centrato in pieno.

      Del vero Piero Angela, il Piero piumato non possiede né la calma che lo contraddistingue, né tantomeno la sua proverbiale introversione.
      Il programma che conduce, poi, non assomiglia per niente a Super Quark.
      Insomma, voleva essere davvero un omaggio?
      Ecco, oltretutto, questo è un aspetto non da poco.
      A parte la caricatura, il nome e la popolarità del personaggio introdotto, cosa c'è davvero di omaggio a Piero Angela in questa storia?
      « Ultima modifica: Giovedì 6 Dic 2018, 22:19:17 da Paperinika »

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      Lucandrea
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        Re:Topolino 3289
        Risposta #17: Giovedì 6 Dic 2018, 23:18:12
        Il mio commento:
        Topolino in: che fine ha fatto Peter Quarky? voto 7
        Condivido i vostri punti di vista in merito ad un omaggio poco riuscito a Piero Angela: ci sono elementi di omaggio molto validi mentre ce ne sono altri fuori luogo. Il finale "alieno" stona con tutta la storia e con Peter Quarky. Ottimo Perina
        Zio Paperone e i misfatti nell’oscurità voto 7,5
        Storia vecchio stile dove tutto si svolge con tranquillità e ben dosando i vari passaggi. Buon lavoro della Castellani
        Alla ricerca di Topolino – Ep. 5: La sorgente del tempo voto 7,5
        Vedere Topolino e Paperone come coppia in una storia capita raramente: buon risultato anche se Intini in qualche raffigurazione dei personaggi mi ha convinto poco
        Paperoga insegna – Il postino voto 6
        Breve simpatica
        Paperino e l’app da un milione di dollari voto 5
        Secondo me l'idea era da sviluppare per una storia più lunga: in poche tavole perde molto del suo senso
        PK – Droidi, ep. 3 voto 8,5
        Tutto si spiega in fondo e anche il finale è un piccolo colpo di genio. Droidi non delude
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          Re:Topolino 3289
          Risposta #18: Venerdì 7 Dic 2018, 08:52:51
          più che a super quark la storia fa riferimento a vecchie trasmissioni di angela in cui dava la caccia a pseudoscienzati 

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            Re:Topolino 3289
            Risposta #19: Venerdì 7 Dic 2018, 10:34:52
            Chiaro che i terrapiattisti stanno sulle balle a tutti, me compreso, e secondo me dovrebbero ripassare la fisica, e non solo quella. Detto ciò, però, pur avendo apprezzato il suo contributo alla divulgazione, uno come Angela, che dice che la scienza non è democratica, quando la storia della scienza dimostra l'esatto contrario, proprio non riesce a starmi simpatico.

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              Re:Topolino 3289
              Risposta #20: Venerdì 7 Dic 2018, 11:25:53
              Detto ciò, però, pur avendo apprezzato il suo contributo alla divulgazione, uno come Angela, che dice che la scienza non è democratica, quando la storia della scienza dimostra l'esatto contrario,
              Credo ti sia sfuggito completamente il senso di quello che intendeva dire.
              Ma mi fermo qui, perché la deriva sfocerebbe nell'OT selvaggio, ed è meglio evitare.

              Aggiungo due parole sulla storia di PK, dichiaratamente (almeno nelle intenzioni dell'autore) un omaggio a Blade Runner, che ho rivisto prima di rileggere la storia in maniera completa

              Sì, perché la prima lettura inframmezzata dalle pause settimanali mi aveva dato una sola ed unica impressione: quella del brodo allungato. Tra spiegoni, poca azione e vignettone e splash page composte al 90 per cento da sfondi, l'impressione è stata solo quella.

              Rileggendola dopo il film devo dire che la lettura è passata molto meglio, più fluido il ritmo e anche i vari riferimenti e strizzate d'occhio al film entrano a far parte della storia, che prima sembrava quasi vuota.
              C'è da dire, poi, che il terzo episodio racchiude quasi tutto della narrazione, e quindi anche questo è un aspetto che influisce molto sulle sensazioni post lettura.

              Nonostante tutto promossa, ma continuo a pensare che PK debba chiudersi dignitosamente una volta per tutte, senza continuare a rimestare nel fanservice (nonostante alcuni risultati interessanti).
              « Ultima modifica: Venerdì 7 Dic 2018, 11:30:54 da Paperinika »

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                Re:Topolino 3289
                Risposta #21: Venerdì 7 Dic 2018, 12:17:07
                Chiaro che i terrapiattisti stanno sulle balle a tutti, me compreso, e secondo me dovrebbero ripassare la fisica, e non solo quella. Detto ciò, però, pur avendo apprezzato il suo contributo alla divulgazione, uno come Angela, che dice che la scienza non è democratica, quando la storia della scienza dimostra l'esatto contrario, proprio non riesce a starmi simpatico.

                Ho avuto la fortuna di assistere ad una Lectio Magistralis di Piero Angela, dove ha ribadito fermamente questo concetto, sul quale non posso che essere d'accordo.

                Concetto che va ribadito come non mai ai giorni nostri, che con l'avvento e l'espansione di internet e dei social media hanno visto incrementare in maniera esponenziale il numero di cosiddetti esperti che vedono complotti ovunque e che sono pronti a mettere in discussione ogni certezza ed ogni conquista scientifica raggiunta sinora.

                E se la storia della Terra piatta alla fine può essere presa come una bufala tutto sommato innocua, anche se fa specie pensare a gente convinta realmente che l'Australia non esista, ci sono argomenti ben più seri che non possono essere sottovalutati, come i vaccini, che hanno fatto regredire pericolosamente l'Italia e che sono già costati carissimi in termini di vite umane.

                La democrazia si fonda sulle opinioni, la scienza non potrà mai essere democratica perchè si basa su conoscenze specifiche e prove evidenti e quindi, a meno di portare controprove inoppugnabili, non possono essere ammissibili pseudo-teorie suffragate da semplici convinzioni, che a conti fatti sono quindi soltanto fuffa, ed ecco il senso del messaggio di Piero Angela.
                « Ultima modifica: Venerdì 7 Dic 2018, 17:49:51 da Luxor »
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                  Re:Topolino 3289
                  Risposta #22: Venerdì 7 Dic 2018, 12:26:03
                  Chiaro che i terrapiattisti stanno sulle balle a tutti, me compreso, e secondo me dovrebbero ripassare la fisica, e non solo quella. Detto ciò, però, pur avendo apprezzato il suo contributo alla divulgazione, uno come Angela, che dice che la scienza non è democratica, quando la storia della scienza dimostra l'esatto contrario, proprio non riesce a starmi simpatico.

                  La Scienza non è "democratica" per il semplice fatto che chiunque voglia sostenere una teoria, che ha a che fare con la scienza, deve essere in possesso di dati, che possano essere verificati da altri scienziati ed eventualmente confermati o confutati, ma non posso argomentare una teoria scientifica solo con delle opinioni personali.
                  Le opinioni non hanno la stessa valenza dei fatti, quindi non c'è par condicio (come in democrazia), su una rivista scientifica non potrei pubblicare una mia teoria senza che sia supportata da dati oggettivi ,verificabili e riproducibili,  ma solo basata su una mia personale visione delle cose.
                  In pratica in un ambito sociale democratico chiunque può dire la sua, nessuno per esempio può impedirti di sostenere che la terra è piatta, o che l' uomo non è mai andato sulla Luna, o che Alieni invisibili sono già tra noi, mentre  in ambito scientifico la tua opinione è accettata solo se basata su dati verificabili.

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                  Bramo
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                    Re:Topolino 3289
                    Risposta #23: Venerdì 7 Dic 2018, 22:12:24
                    Anche questa settimana ho potuto dire la mia sul nuovo numero di Topolino direttamente al pulpito dell'Edicola del Papersera.
                    Potete quindi leggere la mia recensione dell'albo scrollando con il mouse fino alla cima di questa pagina o andando alla sezione dell'Edicola dalla home page del sito ;)

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                      Re:Topolino 3289
                      Risposta #24: Sabato 8 Dic 2018, 21:26:38
                      Non posso che dar ragione a coloro che hanno definito Topolino in: Che fine ha fatto Peter Quarky? un omaggio poco riuscito ad una personalità importante come Piero Angela.
                      La storia in sé non sarebbe nemmeno malvagia, soprattutto perché Vitaliano riesce a contenere quella sfumatura di comicità eccessivamente fine a se stessa che ha caratterizzato, per esempio, la sua precedente prova, tuttavia si perde in una serie di soluzioni piuttosto risibili, prima fra tutte la presenza dei marziani che cozzano con le premesse fissate in partenza, ovverosia l'importanza del pensiero scientifico, quello stesso pensiero messo in secondo piano da una macchina in grado di stabilire se una data congettura sia vera o falsa.
                      Fa sorridere come ormai Topolino non riesca a parlare di cultura se non attraverso poche vignette didascaliche che dicono poco e niente sull'argomento, un po' come ha fatto Gagnor con le sue recenti storie sull'arte: sembra proprio che narrazione ed informazione non siano in grado di coesistere senza che la prima venga messa da parte per la seconda, e viceversa, confezionando, quindi, dei prodotti di qualità piuttosto altalenante. Da parte mia, queste sono occasioni sprecate per informare con leggerezza un vasto pubblico su questioni che dovrebbero far riflettere: La scienza non propone dogmi, ma ipotesi che possono essere smentite da nuove scoperte. è una constatazione sacrosanta che non trova alcuna collocazione negli sviluppi successivi della storia, che sceglie piuttosto di immaginare un piumato Piero Angela attorniato da extraterrestri, o di parlare di misteriosi test di intelligenza vincolati da contratti intergalattici. Magari sacrificando questa componente alquanto demenziale e concentrandosi piuttosto sul pensiero di Piero Angela, si sarebbe potuto ottenere un omaggio più convincente, e, soprattutto, più interessante per il lettore che mai come oggi ha necessità di relazionarsi col pensiero scientifico: non è facendo diventare i topolinesi un'improvvisa manica di pecoroni ignoranti a spingere il lettore all'informazione, e, soprattutto, alla comprensione ragionata di determinati argomenti.
                      Forse bisognerebbe prendere in considerazione l'idea di affiancare a storie di questo genere degli esperti, un po' come è accaduto con Artibani e Saracco, in modo da cercare un equilibrio tra una narrazione gradevole e leggera nello stile di Topolino e un'informazione tanto essenziale quanto completa e non banale, altrimenti ci si limiterebbe a richiamare giusto quelle due o tre cose che bene o male tutti potrebbero conoscere sull'argomento senza offrire un motivo di approfondimento: a riguardo, so di essermi ripetuto più di una volta, tuttavia è una questione che mi è molto vicina per svariate ragioni, sicché mi dispiace che quando ci sia la possibilità di aprire degli squarci su determinate questioni si scelga di farle passare in secondo piano a favore, piuttosto, di una comicità che si ripiega su se stessa.

                      Piacevole, invece, Zio Paperone e i misfatti nell'oscurità, che al di là del titolo da thriller non ne ha l'atmosfera, un elemento che secondo me l'avrebbe resa più interessante. Questa volta devo dire che mi è piaciuto il modo in cui Panaro si è mosso, regalando, soprattutto, un duo Paperone-Paperino bello frizzante e senza troppi fronzoli sentimentalistici, anche se il giallo in sé è piuttosto debole e poco convincente per certi versi - ad esempio, al di là dell'insistenza con cui si è cercato di far apparire Bud come il colpevole dei furti, mi è difficile credere che il cuoco in mensa potesse aver appreso del cacciavite di quest'ultimo. Tuttavia ripagano delle spiegazioni conclusive meno forzate del solito e dei bei disegni espressivi della Castellani. Di degna menzione, infine, la quarta vignetta di pagina 79, che conferisce un minimo di profondità ad un villain lontano dai soliti schemi panariani.

                      Per quanto riguarda le brevi, in ultimo luogo, ho trovato molto simpatica quella di Paperoga, talché mi sarebbe piaciuto se tutte le altre del ciclo avessero avuto un po' di gag come è accaduto in questa.
                      Paperino e l'app da un milione di dollari, invece, ha uno spunto da storia ben più lunga delle otto pagine che le sono dedicate, soprattutto è confusa dal punto di vista narrativo: credo che Deninotti debba puntare piuttosto sulle storie lunghe, poiché nelle brevi gli riesce difficile costruire una situazione che riesca a risolversi senza avere l'impressione che qualcosa non funzioni. Se non altro, i disegni di Verzì sono carini, ma non possono nascondere quella carenza di sostanza che mi è parso di percepire.

                      Non posso, purtroppo, esprimermi sulle altre due storie: quella di Artibani la leggerò a ciclo completato, mentre PK non riscuote proprio il mio interesse salvo qualche rara eccezione.
                      « Ultima modifica: Domenica 9 Dic 2018, 20:40:43 da Andy98 »
                      https://www.goodreads.com/user/show/69923711-andrea (Se volete visitare la mia libreria su Goodreads e visualizzare le mie letture e recensioni)

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                        Re:Topolino 3289
                        Risposta #25: Domenica 9 Dic 2018, 00:09:58
                        Trovo che un po' tutti i commenti espressi sopra sul Topolino n. 3289 diano una presentazione puntuale di pregi e difetti delle storie in esso contenute, per cui nulla aggiungo.
                        Vorrei invece soffermarmi un attimo su Droidi per chiedere aiuto ai colleghi forumisti su un paio di punti che mi suscitano perplessità: alla luce della lettura completa della storia, il Pikappa che appare nelle prime tavole del primo episodio è il vero Pikappa del XXI secolo, prima che venga tramortito da Duckard? E cosa intende esattamente Uno quando dice che Duckard non poteva richiedere il permesso di prelevare Pk dal passato senza fornire i dettagli della sua missione? Non deve comunque essere sempre autorizzato dalla Tempolizia per spostarsi nel tempo per le sue missioni, e quindi non deve comunque fornire sempre i dettagli sui motivi dei suoi viaggi temporali? Se si è recato nel XXI secolo per tramortire Pk, non ha chiesto il permesso? Non ha dato spiegazioni in merito? O forse Duckard viene fermato dall'Ispettore Wuff nel corso del primo espisodio proprio per fornire questi dettagli che prima non ha dato? Se qualcuno può fornirmi lumi, lo ringrazio.

                        *

                        Sisti
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                          Re:Topolino 3289
                          Risposta #26: Domenica 9 Dic 2018, 10:29:28
                          Buongiorno a tutti, volevo ringraziarvi dei commenti a proposito di Droidi, ma prima ne approfitto per cercare di sciogliere i dubbi di Vito. Allora: sì, il Pikappa delle tavole iniziali è quello vero, in carne e piume nel nostro presente, prima d'essere tramortito da Duckard. Infatti lì si ferma la copia che il droide fa della sua memoria. Come detective temporale privato, Duckard deve informare la tempolizia dei propri spostamenti nel tempo, ma non è soggetto a restrizioni quanto un comune cittadino, per cui può dire che si recherà agli inizi del XXI secolo a cercare elementi per un'indagine e la cosa non susciterà obiezioni. Ben diverso sarebbe stato se avesse dichiarato di voler portare il vero PK in un tempo che non è il suo: gliene avrebbero chiesta la ragione, nonché i dettagli inconfessabili dell'incarico affidatogli da Chandra! Quindi, approfittando dei privilegi concessi dalla sua licenza, ha fatto un salto nel XXI e ha duplicato la memoria di PK, per inserirla nel suo droide replicante e avere un credibile PK-esca. Quando Wuff lo ha visto, nelle immagini trasmesse dal robot di pattuglia durante la scena al bar, è andato a prelevare Duckard per chiedergli spiegazioni. Dopodiché lo ha lasciato andare, poiché creare un falso PK temporaneo non può generare reali anomalie nel flusso del passato e dunque non costituisce un reato temporale, però da quel momento s'è insospettito e li ha tenuti sotto controllo. Spero che così sia più chiaro, ma per ogni altro dubbio sono come sempre a disposizione. Ciò detto, grazie a tutti ancora una volta. Mi pare che la storia non vi sia dispiaciuta e ne sono felice, perché da un pezzo desideravo dedicare un omaggio a Blade Runner (in effetti Droidi doveva originariamente uscire per i 35 anni del film, ma il mondo editoriale ha i suoi ritmi), che è stato un elemento fondante del mio immaginario fantastico… come lo è - credo - per moltissimi di noi. Se sono incorso nel peccato di fanservice me ne scuso, ma nello specifico il fan ero io :) Alla prossima!

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                            Re:Topolino 3289
                            Risposta #27: Domenica 9 Dic 2018, 10:58:32
                            Quando ieri leggevo le domande di Vito, gran conoscitore del Pk e delle sue vicende, pensavo esattamente : " Sarebbe il massimo, se oltre a qualche utente che abbia idee più chiare sui risvolti della vicenda, a rispondere a tali quesiti ci fosse colui che questi risvolti li ha immaginati e creati...".
                            E stamattina ecco la gradita sorpresa !
                            Questi sono i rapporti che dovrebbero instaurarsi sempre tra autori e fan , appassionati, seguaci (o con altri millemila appellativi li si voglia chiamare).
                            Rapporti che in alcune occasioni possono essere anche leggermente aspri in base all'argomento trattato ( ma comunque basati sull'educazione, sul rispetto reciproco e sul rispetto del lavoro altrui) ma che comunque sono essenziali per poter chiarire dinamiche e "lati oscuri" delle storie.
                            Insomma è stata una bella sorpresa domenicale questo post di Sisti a cui vanno i complimenti per la storia e per il modo in cui interagisce con noi !
                            Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                              Re:Topolino 3289
                              Risposta #28: Domenica 9 Dic 2018, 11:54:14
                              Se sono incorso nel peccato di fanservice me ne scuso, ma nello specifico il fan ero io
                              Per carità, non ero rivolta espressamente a te, anzi!

                              Tra l'altro, ricordo che mi accennasti dell'omaggio per il 35mo di Blade Runner proprio un paio di anni fa a Reggio Emilia... e a tutto pensavo meno che al fanservice (oltre al fatto che allora non avevo ancora mai visto Blade Runner, ma vabbè, ho recuperato ;D).

                              La mia è un'osservazione generica sul mondo di PK di questi ultimi anni. A mio parere è stato concepito/impostato (in maniera più o meno spontanea forse, ma non mi addentrerò in simili meandri sulla base delle mie sole sensazioni) sì per chiudere i buchi lasciati da PKNA e PK2, ma anche per spalancare dei portoni che non avevano nessun bisogno di essere aperti... se non appunto in nome della logica fanservice che negli ultimi anni ha portato, nel cinema e nei fumetti, una valanga di sequel e reboot i cui esiti non sono sempre all'altezza dei capisaldi storici.

                              Con questo non voglio dire che Droidi o Cronaca di un ritorno o le altre non mi siano piaciute, però, ecco, come dire... mi manca un elemento fondamentale per apprezzarle fino in fondo, perchè è impossibile non inquadrarle nel discorso generale di cui si parlava prima (sì, ok, Droidi ha poco a che vedere con il discorso del sequel in senso stretto, ma immagino tu abbia capito che mi riferisco in generale al nuovo universo di PK e non ad una singola storia nello specifico). ;)
                              « Ultima modifica: Domenica 9 Dic 2018, 11:56:09 da Paperinika »

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                                Re:Topolino 3289
                                Risposta #29: Domenica 9 Dic 2018, 14:38:50
                                Ringrazio Alessandro Sisti per il graditissimo regalo delle sue delucidazioni sul soggetto di Droidi: precisazioni puntuali, chiare e precise; inoltre, lo ringrazio specificatamente anche per la cortesia della risposta, che traspare chiaramente dal suo post.
                                Già che ci sono, un ultimo dubbietto...Nel 2179 Vertighel è un giovane scienziato, in Frammenti d'Autunno siamo nel 2255 circa, sono passati 76 anni ed il nostro Leonard, seppur in gamba, è chiaramente in età avanzata. E' giusto concludere che nel suddetto arco temporale il progresso ha influito sulla longevità?
                                « Ultima modifica: Domenica 9 Dic 2018, 22:43:35 da Vito65 »

                                 

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