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Topolino 3321 - Recensione di piccolobush

La prima parte di "Topolino e il castello sulla luna", scritta e disegnata da Casty, è il pezzo pregiato del numero di Topolino in edicola questa settimana. La storia, che celebra anche la ricorrenza del primo sbarco umano sul nostro satellite, in queste sue prime 38 tavole si articola come tante altre storie di largo respiro dell'autore: un breve prologo che si conclude con un cliffhanger, l'entrata in scena dei protagonisti e il loro progressivo coinvolgimento, quindi la svolta decisiva che fa entrare la vicenda nel vivo.
Il tutto condito da enigmi, colpi di scena, sequenze quasi "horror" (si pensi alla scena del rientro dei tre presunti astronauti, tipica di tanto cinema di genere), piccoli omaggi e dettagli che sicuramente si tramuteranno in qualcosa di più concreto nella seconda parte, come l'accenno al classico quesito matematico del foglio piegato 42 volte. Insomma, nonostante qualche "scorciatoia" di sceneggiatura (gli emissari di un ente governativo coinvolti in una missione, a detta di loro stessi, segretissima che imbarcano in tale missione persone che non hanno mai visto prima. Ma evidentemente il numero di pagine è tiranno), si tratta di un lavoro che promette una conclusione di alto livello e offre tanti spunti di approfondimento per chi ne ha voglia (l'elio-3 è davvero un elemento usato nella ricerca sulla fusione nucleare, piuttosto raro sul nostro pianeta ma presumibilmente più abbondante proprio sulla Luna).
La saga dell'estate, "L'enigma della lettera dal passato", giunge al terzo episodio ma appare abbastanza spenta. Si regge unicamente su una classicissima caccia al tesoro per enigmi, tuttavia non è particolarmente intrigante, né divertente. Decisamente da Bosco (con disegni "originali" di Tosolini) ci si aspettava qualcosa di più, dato che con trame mistery e gialle ha sempre dimostrato di cavarsela ottimamente. Non resta che aspettare gli episodi successivi e sperare che il tutto converga verso una conclusione degna di una storia in diverse puntate con tanti (forse troppi) protagonisti.
L'autore non si riabilita del tutto neanche con la sua seconda storia del numero: "I Bassotti e il gadget prodigioso" (disegni di Lara Molinari) avrebbe funzionato meglio se fosse stata un po' più breve. Le troppe pagine finiscono col depotenziare lo spunto di base e soprattutto conducono inevitabilmente il lettore ad intuire quello che voleva essere un finale a sorpresa.
Un enorme punto di domanda scaturisce invece dalla visione della storia che chiude l'albo, "Paperino e il timbro cittadino" di Venerus e Palazzi.
Mi sono convinto che sia una di quelle storie che hanno bisogno di una seconda lettura (e magari anche una terza... e una quarta... e una quinta...) per coglierne appieno il significato. Il problema è che ho fatto fatica anche a finire la prima. E' stata un'esperienza quasi lisergica, sensazioni che mi mancavano dai tempi delle storie di Siegel e Fanton.
Anzi, ritiro quello che ho detto: niente seconda lettura, non voglio rovinarla rischiando di trovare (per puro caso, ovviamente) la giusta chiave interpretativa. Voglio ricordarla così, meravigliosamente confusa, gioiosamente anarchica, totalmente ad minchiam.
I contenuti redazionali sono piuttosto corposi ed includono un articolo celebrativo della missione Apollo 11, uno sul Giappone (per la rubrica dei topoviaggi) e la presentazione del Giffoni Film Festival.
In conclusione, mi permetto una annotazione nella ipotesi che qualcuno della redazione legga questo intervento: nella mia città (Arezzo) è stato impossibile trovare una copia senza pupazzetto allegato. Forse le poche arrivate, se sono arrivate, sono andate via subito o forse sono state distribuite a pochissimi punti vendita. Non è la prima volta che accade e anche questa volta, come le precedenti, stavo per rinunciare ad acquistare il numero: essere obbligato, perché di questo si tratta, a spendere 13 € per il settimanale è una opzione da me non contemplata e non avrò problemi (come non ne ho avuti in passato) a lasciarlo ancora in edicola quando si ripresenterà nuovamente tale situazione.
Per cui, se si tratta di una scelta deliberata dell'editore, ne prendo atto senza problemi. In caso contrario, sarebbe forse il caso di riesaminare le strategie di distribuzione.

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Topolino 3321

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gambadilegno
Papero del Mistero

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    Re:Topolino 3321
    Risposta #30: Domenica 21 Lug 2019, 19:10:38
    Un po’ controtendenza l’ultima non mi è dispiaciuta per la velocità delle gag. Viva la luna!

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    Andy98
    Evroniano

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      Re:Topolino 3321
      Risposta #31: Domenica 21 Lug 2019, 22:37:07
      Casty non avrà la serpeggiante e suggestiva linea barocca di un Mottura o di un Celoni, tuttavia, come già notato da brigo, il suo è uno stile funzionale e ben integrato rispetto a quelli che sono i ritmi e i registri delle sue sceneggiature, dacché col tratto dei primi avremmo certamente tavole più frenetiche e rarefatte, al prezzo, però, di un'atmosfera che a mio avviso mancherebbe di una piena compenetrazione tra testi e disegni, che sulle pagine del Topolino, visti i lavori a più mani, è spesso complicata da rintracciare. Pensando alle tavole di Topolino e il castello sulla luna, che si alternato tra toni un po' cupi e sinistri - ormai sempre più rari da trovarsi sul giornaletto - assieme a quelli più comici e leggeri, difficilmente le riterrei così riuscite se non nello stile di Casty, e non è un caso che la narrazione appaia fluida, dinamica e priva di tempi morti. Insomma, le premesse per un ottima storia ci sono tutte, speriamo solo che non si perda in un finale troppo accelerato e sbrigativo, come è facile che accada in un impianto a due puntate come questo.

      L'enigma della lettera dal passato, invece, non riesce a decollare proprio. Manca di pathos ed ha una narrazione troppo lineare, ma penso che sia un problema legato alla massiccia schiera di personaggi coinvolti, che in una vicenda a più puntate necessita di uno schema che riesca a ordinare ciascun personaggio di modo da dargli una ragione di esserci, e se da una parte Bosco non è caduto nella trappola dei personaggi stessi che fanno la loro comparsa in modo stereotipato, dall'altra li sta facendo apparire spenti e poco sinergici: esaminando, infatti, il quartetto di questa settimana, i tre cugini assieme non creano alcuna occasione di gag e si mantengono troppo tranquilli, mentre Rockerduck è davvero fuori luogo, dovrebbe essere un antagonista ed invece si è unito alla ricerca tirando fuori delle motivazioni tanto forzate quanto narrativamente risibili, pertanto spero in un colpo di scena che scuota un po' la ricerca, che finora è risultata un po' fiacca. Insomma: pur partendo da buone premesse - un mistero corale, se scritto bene, ha sempre il suo fascino, soprattutto quando riesce a far brillare di luce propria tutti i personaggi che ne prendono parte - sembra non voler osare, al momento.

      I Bassotti e il gadget prodigioso è una storia che personalmente avrei scritto con toni diametralmente opposti, regalando ai Bassotti l'agognato riscatto che da anni abbisognano al fine di sembrare antagonisti quantomeno credibili. Però, ormai, nessuno riuscirebbe più a prendere sul serio la "temibile Banda Bassotti", nemmeno se avessero avuto in mano per davvero un pericoloso gadget di Paperinik e questi si fosse dovuto ingegnare pur di sconfiggerli, quindi mi limito a riassumere nel modo seguente: una storia dal potenziale sprecato.

      Infine, Paperino e il timbro cittadino di Venerus è una storia troppo caotica, ma di cui voglio lodare l'intenzione da parte dello stesso autore di scrivere una vicenda che animi un po' tutto il cast di Paperopoli a partire da uno spunto semplice e quotidiano. Il problema è che il finale e lo sviluppo appaiono tra loro incorrelati e privi di alcuna soluzione di continuità. Ciò nonostante, questo è il genere di situazione che vorrei vedere più spesso sulle pagine del Topolino: tanti personaggi che pur non essendo protagonisti della storia riescono comunque ad impreziosirla con la loro presenza, senza che si riducano ad essere un puro contorno.
      « Ultima modifica: Domenica 21 Lug 2019, 23:03:03 da Andy98 »

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      bunny777
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        Re:Topolino 3321
        Risposta #32: Martedì 23 Lug 2019, 09:40:46
        Devo associarmi alle ultime parole della recensione di piccolobush circa la difficoltà di reperire il Topo in versione liscia quando capiti di essere accompagnato da accessori vari.
        Abito in una città abbastanza rifornita come Napoli e ultimamente, come non mi era capitato prima, quando Topolino è venduto con allegati non è così semplice trovare la copia liscia. Nel caso del numero con la storia delle origini di Paperinik rivisitate da Gervasio addirittura ho dovuto reperirla al supermercato.
        Non credo sia un caso o un problema di distribuzione ma una precisa scelta dell'editore, che - suppongo per ragioni di costi - per giustificare la produzione dell'allegato mira a vendere più copie con quest'ultimo, 'spingendole' rispetto alla versione standard.
        Sono scelte che da un lato mostrano ancora una volta - a mio modo di vedere - le difficoltà che un settimanale pur diffuso come Topolino si trova oggi ad affrontare e che dall'altro non mi vedono minimamente aderente, cosicchè, come già osservato da piccolobush, qualora realmente non dovessi rintracciare la copia semplice del giornalino, non mi farò il problema di evitare l'acquisto piuttosto che adattarmi (sottostare?) a logiche di produzione che francamente non mi riguardano.


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          Re:Topolino 3321
          Risposta #33: Martedì 23 Lug 2019, 22:43:34
          Arrivo in ritardo ma volevo spendere due parole su questo numero del Topo.

          Vivaddio che c'è Casty! Anche in una storia che - almeno finora - non rientra tra le sue migliori secondo me, l'autore crea un plot ricco di misteri e inquietudini, che si riflettono anche nel suo disegno, qua particolarmente funzionale alla trama.
          Le prime tavole non mi hanno convinto molto, invero, perché per quanto apprezzi anche il lato "buffacchiotto" della narrativa castyana, in questo caso mi è sembrato meno riuscito e in alcune situazioni paradossali (pur volutamente tali) qualcosa non funziona (tutta la parte con i responsabili dell'ente lunare, per dire, regge poco nella sua dinamica).
          Ma quando la vicenda prende il via tutto va al suo posto e l'avventura prende una piega realmente elettrizzante, che fa ben sperare per uno sviluppo appassionante nella seconda parte.

          Interessante l'articolo sull'anniversario dello sbarco lunare, ricco di informazioni interessanti e stuzzicanti, così come risulta pieno di curiosità e immagini il reportage del viaggio in Giappone.

          Potrei fermarmi qui, e praticamente lo farò, perché null'altro di degno di nota è rimasto, per quanto mi riguarda.
          Non di certo la breve di Paperino e Paperoga carovanieri, e nemmeno quella dei Bassotti, che di per sé non sarebbe malaccio ma che sbrodola troppo rovinando l'unico punto valido della sceneggiatura, cioè la gag finale.
          E avete già detto tutto voi per quanto concerne la storia conclusiva: un guazzabuglio incasinato, lento, noioso, inconcludente e senza apparente direzione, in cui i personaggi agiscono in maniera disconnessa e stramba e in cui non si rintraccia un senso.
          Alla Missione Z?one non mi sono avvicinato nemmeno, invece, non avendo seguito le prime puntate.

           

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