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Topolino 3333 - Recensione di Gianni Santarelli

Il traguardo dei 3333 numeri è occasione per una mini-celebrazione approfittando del pretesto offerto dalla particolarità del numero in questione. A esso sono infatti dedicati una piccola raccolta di curiosità e una storia a fumetti Tuttavia è preferibile andare in ordine di importanza e quindi non si può non partire dalla conclusione della seconda storia del nuovo ciclo di Paperinik firmato da Gervasio. La prima parte era stata indubbiamente intrigante anche se la sensazione di già visto continua ad essere non esattamente un valore aggiunto. E’ comunque innegabile che l’autore romano, con un grande aiuto fornitogli dai disegni di Lorenzo Pastrovicchio, stia portando avanti un recupero molto fedele delle atmosfere delle prime avventure del vendicatore mascherato. Era dunque lecito aspettarsi un finale all’altezza, cosa che invece non avviene, non del tutto almeno. La mimesi con il personaggio martiniano arriva fin dove oggi è consentito e forse anche un po’ più in là: vediamo infatti Paperino/Paperinik arrivare a commettere ben due furti, eseguiti tra l’altro per difendere quello che era stato, a sua volta, un primo atto disonesto (la presa di possesso di Villa Rosa “scippata” al legittimo proprietario, Gastone). Certo, in questa occasione mostra qualche scrupolo (necessario oggi, ma che suona beffardamente ipocrita proprio per il pregresso a cui si fa riferimento) ma sarebbe un ben piccolo prezzo da pagare se… se non fosse per il finale. Un finale che appare non solo un poco “disonesto”, sono sempre fastidiosi questi deus ex machina che spuntano all’improvviso per aggiustare magicamente le cose, ma che di fatto invalida tutta a vicenda. Paperone e Rockerduck si sono combattuti per nulla, Paperino si è macchiato di almeno due reati per nulla, tutto quanto è accaduto viene reso inutile da una semplice legge, perdipiù ignota alle stesse istituzioni. E’ come se all’improvviso si fosse deciso che Paperino si era davvero spinto un po’ troppo in là e allora bisognava assolutamente fare in modo che le sue gesta non venissero percepite come troppo audaci (“ah, ok, ha rubato per riprendersi la villa, ma tanto era sua comunque, quindi non è così grave”). Al di là del fatto che, se così fosse, sarebbe sbagliato comunque, credo fosse lecito invece aspettarsi qualcosa di diverso, soprattutto qualcosa di meno “comodo”, per dare maggior rilevanza a un intreccio che per buona parte dello svolgimento si è rivelato comunque efficace. L’altra storia che sembrava essere un pezzo da novanta del numero si rivela invece una semplice avventura umoristica ben diversa da come era stata anticipata. “Topolino e il condomini dei fantasmi”, diversamente da quanto annunciato dal direttore nell’editoriale e poi ribadito nel sommario, non è affatto il remake di “Topolino nella casa dei fantasmi”, bensì una storia del tutto differente che della storia di Gottfredson ha solo qualche richiamo (il trio di protagonisti, i sette spettri) e qualche suggestione grafica. Per il resto è una avventura autonoma, carina e in più occasioni divertente ma certo nulla di epocale. Interessanti la resa grafica e le ambientazioni di Luca Usai. “Qui, Quo, Qua e la realtà troppo reale” parte invece da un soggetto tutt’altro che nuovo adattandolo a quanto offerto oggi dal settore dei videogiochi. Al netto di questo “aggiornamento”, non dice molto di più delle precedenti storie sull’argomento. Perplessità sulla rappresentazione degli elementi videoludici, presentati con un aspetto curiosamente pixelloso, piuttosto lontano dall’alta definizione degli odierni videogiochi e che invece richiama alla mente la grafica di vecchie avventure anni 80 (a dir tanto). Delle restanti storie merita una citazione la breve di Vito Stabile che, come in altre occasioni, parte da un piccolo spunto, quasi banale nella sua normalità, per costruire una lenta escalation di disastri e nonsense: divertente. Completano il volume, tra le altre cose, un servizio sul triathlon e uno sull’iniziativa del regista Wes Anderson e di sua moglie Juman Malouf, arrivati a Milano con il progetto espositivo “Il sarcofago di Spitzmaus e altri segreti”

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Topolino 3333

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MatteZena
Papero del Mistero

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    Re:Topolino 3333
    Risposta #30: Martedì 15 Ott 2019, 16:35:07
    forse per il 3333 si poteva fare di piu a livello di storie, inserendo validi disegnatori come la ZICHE o CASTY,SOFFRITTInon mi pare all altezza e nemmeno USAI
    Beh, contando che la storia celebrativa è breve e comica (mi sembra, non lo ancora letta), ci sta usare Soffritti (abile disegnatore migliorato molto nell'ultimo periodo), Per quanto riguarda Usai, specificando che non ho ancora letto neanche la storia di Zemelo, lo reputo un bravissimo disegnatore, ma per la storia in questione avrei scelto un autore dal tratto meno comico (quindi uno come Asaro, Perina, De Lorenzi, Pastrovicchio...) (questa cosa di scegliere un disegnatore magari bravo ma con un tratto che poco c'entra con la storia è accaduta più volte, di recente con il conte di Anatran, dove è stato scelto Picone, disegnatore bravo (migliorato molto negli ultimi mesi rispetto a quella saga), ma il cui tratto prevalentemente comico non c'entra nulla con una storia di stile e ambientazione storica (per quanto bravissimi non ci sarebbero stati bene neanche, ad esempio,  Intini, Soffritti, D'Ippolito, Tosolini..., tutti autori molto bravi ma dal tratto, a mio parere, troppo comico e '''dinamico''' per una saga del genere)).

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      Re:Topolino 3333
      Risposta #31: Martedì 15 Ott 2019, 16:58:52
      ognuno ha le proprie opinioni ,ai due preferisco OTTAVIO PANARO piuttosto
      come faccio a mettere immagine qui

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        Re:Topolino 3333
        Risposta #32: Martedì 15 Ott 2019, 21:47:22
        In Topolino e la disfida di villa Rosa, non ho capito perchè Gervasio non ha cambiato un po' le carte in tavola, cioè non poteva dare villa Rosa a Rockerduck, per portare una ventata d'aria fresca, e magari  Rockerduck una volta aver scoperto il segreto di Paperino,lo potrebbe ricattatare a svantaggio dello zione!
        In realtà Rockerduck aveva già fatto in modo d'impadronirsi dei ruderi di Villa Rosa nella storia del 1996 Paperinik e il ritorno a Villa Rosa, storia per me imprescindibile perché disegnata da G.B. Carpi.
        "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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          Re:Topolino 3333
          Risposta #33: Mercoledì 16 Ott 2019, 10:39:40
          Un poco deluso anch'io da Paperinik e la Disfida di Villa Rosa, forse perché Paperinik e Villa Rosa sono stati fin troppo inflazionati in tempi recenti facendo un pò perdere quell'alone mitico che avevano... e anche perché non c'era bisogno del Diabolico vendicatore in questa storia... bello ricoinvolgere il biglietto della lotteria e Gastone, ma bastava che Paperino facesse scrivere dall'avvocato...

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            Re:Topolino 3333
            Risposta #34: Giovedì 17 Ott 2019, 23:58:21
            A me la storia di Paperinik è piaciuta, forse qualche forzatura qua e la, ma si è respirata un po di aria da "diaboloco vendicatore"

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            Cornelius Coot
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              Re:Topolino 3333
              Risposta #35: Venerdì 18 Ott 2019, 15:25:25
              Simpatico albo che ha dedicato al particolare numero 3333 una serie di iniziative: una storia, un redazionale sui venti numeri gemelli del Topo usciti fino ad oggi (compreso quest'ultimo), fra bigemellari, trigemellari, tetragemellari e, addirittura, pentagemellari (in proiezione moooolto futura), con copertine e altri particolari riguardanti questi albi. Poi musica e libri che hanno a che fare col numero 3, oltre allo sport (il triathlon e tutti i suoi multipli). E i terzetti disneyani più famosi: i Tre Caballeros, i Tre Porcellini, i tre micetti degli Aristogatti oltre ai nipotini di Paperino e alle nipotine di Paperina.
              Paperinik e la disfida di Villa Rosa   (seconda puntata)
              Anche in questa seconda parte Gervasio riprende alcune situazioni tipiche delle storie martiniane (il terzetto nemico PdP-RK-Gastone in 'visita di cortesia' da Paperino), ricolora in 'total black' la 313 X (visto che nelle storie degli ultimi tempi restava, chissà perché, rossa e blu), particolare non da poco per infondere un'atmosfera ancor più noir, e poi crea nuove circostanze incasellate alla perfezione. Il ritmo frenetico ricorda quello della saga di Fantomius, forse dovuto anche alle sole venti tavole disponibili rispetto alle trenta che il suo collega Martina aveva anche nelle storie in due puntate. Il Paperinik gervasiano mi piace e sono sicuro che nelle storie future saprà caratterizzarsi ancor più rispetto a questi primi episodi molto legati alle radici martiniane.
              Topolino e il condominio dei fantasmi
              Buona rilettura alternativa (e 'buonista') del classico di Gottfredson, fatta magari per incuriosire le nuove generazioni alla conoscenza dell'opera originale oltre che per divertirsi a giocare con certe situazioni e comportamenti ormai storicizzati. Molto dinamiche le matite di Luca Usai, uno 'stile-Gula' con alcuni 'eccessi' alla Andersen.
              Zio Paperone e il Tesoro 3333
              Simpatica breve dove il finale è piuttosto particolare, nella sua 'regolarità'. Donald Soffritti mi ha positivamente sorpreso grazie ad un tratto più classico ma sempre dinamico, rispetto a quello precedente più pasticciato.
              Gambadilegno e il mago del crimine
              Interessante soggetto di Mainardi (ottimamente illustrato da Ottavio Panaro) dove Trudy si comporta, per certi versi, come Glenn Close in 'The Wife - Vivere nell'ombra'. E' proprio vero che dietro un grande ladro c'è sempre una grande ladra!
              I corti di Paperino - Un piccolo grattacapo
              Un 'corto' poco convincente in cui, oltretutto, l'alter ego di Paperino ricade nella sua quotidianità notturna che nulla ha di epico. Lo salvo solo per le belle tavole di Luciano Gatto.
              QQQ e la realtà troppo reale
              Storia troppo 'tecnica' su realtà virtuali con protagonisti dei ragazzini: disegni di Sciarrone (che apprezzo) in linea con un soggetto che non mi ha interessato e non ho finito di leggere.
              « Ultima modifica: Venerdì 18 Ott 2019, 16:20:52 da Cornelius Coot »

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              Paolo
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                Re:Topolino 3333
                Risposta #36: Lunedì 21 Ott 2019, 18:33:55
                Letto stamattina, e sono d'accordo con la maggior parte di voi che ritiene il numero più che buono. La storia di Paperinik ha una prima parte molto "citazionista", per così dire, con richiami - per chi conosce le storie classiche del diabolico vendicatore - alla scuola del Krimen, alle consuete alleanze Rockerduck - Paperone - Gastone ai danni di Paperino, ma che non hanno invalidato la trama, anzi Gervasio è riuscito ad "accalappiare" il mio interesse e ho letto volentieri le due parti. Certo qualche trovata sembra un po' troppo "buttata li'", tipo il trovare il biglietto con il nascondiglio del tesoro proprio nell'unico oggetto acquistato da Paperone, e proprio nell'unico che viene rotto... insomma il tutto mi è risultato un po' forzato. Non sono uno sceneggiatore e non riesco ad immaginare gag/trovate alternative decenti, ma credo che in questo caso si potesse fare di meglio. Non inficia, comunque, il resto della storia, sia chiaro: è un episodio determinante allo svolgimento della trama, ma non memorabile in sé.

                Considerando anche la storia del B&B dei numeri precedenti (e facendo finta di non aver mai letto quella cross-over con Fantomius), il nuovo ciclo di Paperinik spero riesca a coinvolgere nuovi lettori, che non conoscono le storie "vecchie" e che potrebbero appassionarsi a queste. Insomma, attendo fiducioso la prossima!

                Capitolo "casa dei fantasmi".... sapete che sono un appassionato fanatico di Gottfredson, autore senza il quale probabilmente non ci sarebbe nessun Papersera.net e ben pochi appassionati Disney, e quindi potrei inorridire all'idea del remake di uno dei suoi capolavori... e invece no, la storia mi è piaciuta abbastanza, si fa leggere anche se con qualche farraginosità nello svolgimento e forzatura nel finale... sarà che da programmatore sono abituato a pensare che le numerazioni partano da zero e non da uno, ma l'ascensore che "ignora" il pianoterra mi ha infastidito, quasi quanto l'"acca" mancante... Però la storia va bene, son contento di averla letta, e mi addentro anche su qualche considerazione sui disegni: ogni tanto sono un po' incerti e poco "formali", specialmente nelle mani di Paperino, mi pare di ricordare, però ci sono anche vignette molto belle... per quanto possa sembrare una vignetta banale e vista mille volte a me quella di apertura della storia nel commissariato è piaciuta parecchio come atmosfera, prospettiva, colori, disegni, tutto.

                Al solito, Vito ha il pregio raro di riuscire a farmi ridere con spunti meno che minimi e in pochissimi spazi/tavole: ricordo ancora quelle dello zione freddoloso in riva al mare! Uno spasso.

                Fa piacere infine rivedere Fabio Michelini, anche se in una storia fin troppo classica e "celebrativa" per essere ricordata, e infine mi piacerebbe sentire il parere dei più giovani sulla storia di Sciarrone, specialmente se videogiocatori. Io pur facendo un po' di fatica a seguirla, non l'ho trovata così terribile come temevo dalle preview!

                Insomma, per me 4 stelle stavolta ci possono stare.

                 - Paolo
                Orrore! Panzaal non è Panzaal!

                 

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