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Topolino Fuoriserie 3 - PK: Danger Dome - Recensione di Manuel Crispo

Gilda Policastro una volta ha scritto: «La critica mostra ma non dimostra». E così, in un’epoca in cui ogni opera dell’ingegno umano sembra essere destinata ineluttabilmente a qualche forma di processo pubblico più o meno ragionato, non è inutile considerare come non esista formula chimica o procedimento alchemico in grado di dimostrare che i difetti percepiti in una determinata storia siano realmente tali. Il giudizio critico si basa su una serie di convenzioni estetiche storicamente determinate. Un incompreso Marcel Proust, snobbato dagli intellettuali del tempo, si abbassò a pubblicare la Recherche a proprie spese. Se Roberto Gagnor, sceneggiatore torinese classe 1977, sia un novello Proust, solo il tempo saprà dircelo. Famoso per aver dotato Brigitta di un alter-ego supereroistico e per parodie come Quacklight e Topolino e il ritorno alla Dolce Vita, complici anche gli studi effettuati in campo cinematografico, lo stile di Gagnor si è sempre distinto per un umorismo “televisivo”, eroicomico e carnevalesco, ricco di citazioni, antifrasi e modi di dire mutuati da certa serialità teen alla CW: a prima vista non proprio l’ideale per l’ennesimo re-start di PK, personaggio che negli anni Novanta fu al centro di una piccola rivoluzione in termini di linguaggio fumettistico in casa Disney Italia. In questi mesi di polemiche furibonde, innescatesi in seguito alla pubblicazione del primo episodio di questo nuovo rilancio pikappico, Un nuovo eroe, si sono spesi fiumi di parole nel tentativo di definire una formula, un ingrediente magico che circoscriva l’essenza di PK. C’è stato chi ha parlato di serietà e di grandi temi; chi di comprimari dalla grande profondità psicologica; chi di rottura della gabbia disneyana, con vignette allungate moderne e inquietanti; chi ha giustamente puntato i riflettori sul maestoso worldbuilding, sulla pianificazione certosina, sulla sapiente integrazione delle citazioni (un esempio per tutti, il lungo rifacimento presente in Terremoto di Francesco Artibani della famosa tavola di Steve Canyon analizzata da Umberto Eco nel suo saggio Apocalittici e integrati) all’interno del narrato. Hanno tutti ragione. Ineluttabilmente, non esiste distillatore in grado di separare l’essenziale dall’accessorio nella complessa formula estetico-narrativa del vecchio PK. Certo molti lettori, nel corso della miniserie PKNE pubblicata sulle pagine di Topolino fra il 2014 e il 2018, hanno lamentato la mancanza di un certo “qualcosa”. Tanti, me compreso, hanno invocato maggiore indipendenza editoriale rispetto al settimanale, e questa indipendenza è arrivata nel 2019 con Un nuovo eroe, primo di una serie di cartonati alla francese da una cinquantina di pagine l’uno. Di PK, evroniani e larvali comprimari Un nuovo eroe non ha avuto l’accoglienza critica che forse i suoi autori si attendevano. A farne le spese è stato soprattutto Alberto Lavoradori, già colonna portante del vecchio PKNA, i cui disegni insolitamente poco curati hanno attirato critiche feroci – a tratti davvero eccessive. Molti lettori delusi, stuzzicati anche dal cambio di disegnatore in corsa, attendevano il seguito della vicenda per poter fare un primo (ineluttabile) bilancio sulla nuova miniserie pikappica. Il seguito si intitola Danger Dome ed è stato pubblicato nel maggio di quest’anno avaro di fiere, in una specie di ovattato silenzio mediatico. Come già il suo predecessore, questo nuovo volume vanta una copertina realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, interessante nel tratto e nel colore ma sempre stranamente fuori posto, statica, nella quale la tempoliziotta Lyla Lay occupa incomprensibilmente uno spazio di rilievo. Ai disegni della storia la new entry Roberto Vian, artista mestrino classe 1965 che ha raccolto il testimone del veterano Lavoradori mostrando un tratto e una sensibilità compositiva che non avrebbero sfigurato sulle pagine del vecchio PKNA. La vicenda, ancora una volta suddivisa in due tempi, riparte da PK e l’alieno insettoide Derrick in fuga dalla macchina qui rinominata Danger Dome, veicolo cingolato debitore del celebre Tarkus che dal 1971 campeggia sulla copertina dell’omonimo disco degli Emerson, Lake & Palmer. Non ci è dato sapere quando il malvagio evroniano rinnegato Tuiroon si sia intrufolato nel Danger Dome dato che sul finale di Un nuovo eroe si trovava a bordo di una astronave dal riconoscibile design evroniano. Veniamo informati che il Danger Dome è di fatto un veicolo privato appartenente allo stesso Tuiroon, il che collima poco (per ciò che sappiamo del popolo evroniano) con il suo aspetto da “armadillo corazzato”. Perdersi PK e Derrick vengono catturati dai Decimator, fuggono, si avvicinano emotivamente, mentre Lyla, un insolito Uno in versione “crapa fluttuante” e i membri dei cosiddetti PKorps si lanciano nei deserti del pianeta Shikaar per salvare l’eroe dalla furia di Tuiroon. Fra una scazzottata e una corsa su zoomorfiche motociclette corazzate, Gagnor e Vian ci trasportano in un’avventura frenetica che presenta due degli errori di scrittura tipici degli sceneggiatori alle prime armi: un profluvio di situazioni e personaggi poco approfonditi compressi in uno spazio esiguo (il che rende indecifrabili molti passaggi della vicenda, complici anche le numerose incongruenze fra questo episodio e il precedente) e allo stesso tempo una macro-trama semplicistica e banale, che nella sua essenza ricorda in più punti cose già viste e sperimentate. Il cliffhanger con cui si conclude questo quarto tempo della saga di Gagnor è sufficiente a far tremare i polsi di ogni Pker che nutra ancora un briciolo di amore per questo bistrattato universo narrativo. Tante le domande che questo volume lascia senza risposta. Perché Tuiroon viaggia su una base mobile a forma di roditore terrestre? Che fine fanno i vestiti di Derrick quando si trasforma in larva, e a che serviva regredire per colpire il Decimator? Perché mai, su una base evroniana, dovrebbe esserci una sala chiamata Makgupheen? Quando mai i veicoli evroniani hanno avuto le ruote? Da quando Uno è in grado di trasportarsi fisicamente ovunque voglia? Che cosa accade esattamente nella cella anti-evasione? Cosa esattamente fa esplodere PK alla fine dello scontro con Tuiroon? Quand’è che Lyla ha cominciato a parlare come una galeotta appena uscita da un regime di carcere duro? Interrogato in merito alle evidenti dissonanze stilistiche fra il suo PK e quello che tutti i Pkers hanno imparato a conoscere nell’arco di più di vent’anni, Roberto Gagnor ha fornito un blocco di motivazioni oscillanti fra la legittima ricerca di una propria voce autoriale e un malcelato disinteresse per il worldbuilding pikappico. Danger Dome appare costruita su un misto di automatismi di scrittura, comprimari dalla profondità del cartone e battute “alla Marvel” che sovente finiscono col cedere all’assertività per colmare buchi narrativi generati dallo scarso spazio e da una cattiva gestione vettoriale della pagina. Le pur belle tavole di Vian si trovano spesso a soffocare, compresse fra i mille avvenimenti che lo sceneggiatore torinese si è imposto di infilare a forza in una avventura che ineluttabilmente finisce col collassare sotto il peso di un’architettura insicura. Fra una vignetta e l’altra si aprono vasti crateri di senso. Il frenetico storytelling gagnoriano si ribella a tal punto al concetto di sequenzialità dell’azione che in più momenti sembra di trovarsi di fronte una sorta di proto-fumetto, un fortunato superstite dell’epoca di Will Eisner. Gagnor ha affermato di essersi ispirato, per la sua storia di fughe e inseguimenti, ai film americani “alla Mad Max”, dimenticando forse che quei film problematizzavano la violenza e l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. A me appare evidente come Danger Dome non problematizzi alcunché, e non esponga nulla se non il proprio carnascialesco vuoto di idee e di cuore. Ma non posso dimostrarvelo.

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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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Cornelius Coot
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    Re:Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian
    Risposta #135: Mercoledì 20 Mag 2020, 22:51:33
    Da extra pikappico, considerando il prezzo di 10 euro e la foliazione di 50 pagine (20 cent a pagina - discorso che però non ha coinvolto molti pkers, evidentemente disposti a qualche sacrificio economico pur di seguire le gesta del loro super eroe) e considerando le tante polemiche lette in questo topic, direi che, in effetti, il prosieguo di questa nuova testata sembra essere alquanto arduo, fin dall'inizio.

    L'altra Fuoriserie, i Wizards of Mickey, non credo abbia suscitato particolari turbamenti e immagino che anche in quel mondo fantasy ci saranno state diverse 'novità narrative' (tanto per giustificare la nuova veste). Evidentemente i fans dei Wizards sono più di 'bocca buona' rispetto ai pkers.

    Mi inserisco da 'esterno' per dire che sicuramente questa del Pk Fuoriserie è, tra le tante, la sfida più difficile di Alex Bertani: proporre nuove situazioni, contesti diversi, personaggi un po' 'strattonati' in un cartonato deluxe (non tanto nella forma - che non mi pare abbia contenuti extra - quanto nella sostanza del rapporto pagine/prezzo) al posto di saghe pikappiche più popolari (anche per il prezzo - a parte la versione deluxe, quella 'vera') sembra essere una battaglia persa già in partenza ma evidentemente il direttore vuole fare una 'scrematura' dei tanti lettori amanti del genere per vedere quanti saranno disposti a seguirlo in questa nuova esperienza.

    La politica del 'pochi ma buoni' potrebbe essere quella attuata da Bertani, per tornare a differenziare maggiormente un personaggio che negli anni della De Poli si era 'mischiato' troppo con altri inquilini nella stessa popolare testata del Topo. Non potendo tornare allo spillato dei '90 (che però è stato replicato) ecco una Fuoriserie che 'sbanda' ma dove i lettori, tra una curva pericolosa e l'altra, nonostante protestino con il guidatore, continuano a restare attaccati ai finestrini come alle maniglie delle portiere, sperando che prima o poi un percorso 'rettilineo' arrivi. Oltretutto il biglietto per fare un giro in Fuoriserie è salato e non è detto che molti vorranno continuare a pagarlo, considerando i 'rischi'.
    « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 21:50:11 da Cornelius Coot »

      Re:Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian
      Risposta #136: Mercoledì 20 Mag 2020, 22:58:45
      Dopo aver letto tutta la discussione e vista la precedente delusione con UNE mi sono finalmente convinto, investo il mio obolo in Universo PK (che come deluxe sta pure esteticamente bene accanto a PKNE sulla libreria) e lascio perdere questa nuova run... nell'attesa e speranza che altri spiragli si concretizzino

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        Da extra pikappico, considerando il prezzo di quasi 10 euro e la foliazione di quasi 50 pagine (20 cent a pagina - discorso che però non ha coinvolto molti pkers, evidentemente disposti a qualche sacrificio economico pur di seguire le gesta del loro super eroe) e considerando anche le tante polemiche lette in questo topic, direi che, in effetti, il prosieguo di questa nuova testata sembra essere alquanto arduo, fin da subito.

        L'altra Fuoriserie, i Wizards of Mickey, non dovrebbe suscitare tanti turbamenti, sebbene immagini che anche in quel mondo fantasy ci saranno state diverse 'novità narrative' (tanto per giustificare la nuova veste). Evidentemente i fans dei Wizards sono più di 'bocca buona' rispetto ai pkers.

        Mi inserisco da 'esterno' per dire che sicuramente questa del Pk Fuoriserie è, tra le tante, la sfida più difficile di Alex Bertani: proporre nuove situazioni, contesti diversi, personaggi un po' 'strattonati' in un cartonato deluxe (non tanto nella forma - che non mi pare abbia contenuti extra - quanto nella sostanza del rapporto pagine/prezzo) al posto di saghe pikappiche più popolari (anche per il prezzo - a parte la versione deluxe, quella 'vera') sembra essere una battaglia persa già in partenza ma evidentemente il direttore vuole fare una 'scrematura' dei tanti lettori amanti del genere per vedere quanti saranno disposti a seguirlo in questa nuova esperienza.

        La politica del 'pochi ma buoni' potrebbe essere quella attuata da Bertani, per tornare a differenziare maggiormente un personaggio che negli anni della De Poli si era 'mischiato' troppo con altri inquilini nella stessa popolare testata del Topo. Non potendo tornare allo spillato dei '90 (che però è stato replicato) ecco una Fuoriserie che 'sbanda' ma dove i lettori, tra una curva pericolosa e l'altra, nonostante protestino con il guidatore, continuano a restare attaccati ai finestrini come alle maniglie delle portiere, sperando che prima o poi un percorso 'rettilineo' arrivi. Oltretutto il biglietto per fare un giro in Fuoriserie è salato e non è detto che molti vorranno continuare a pagarlo, considerando i 'rischi'.

        Il formato comunque secondo me non è malaccio. Certo, prezzo elevato e qualche pagina in più non sarebbe male. Ma per una testata non mensile può essere accettabile (non da tutti, certo, sicuramente è ostica per i nuovi lettori).

        Spero comunque che (magari con aggiustatine su pagine e prezzo, se possibile...sennò amen) questa idea del formato fuoriserie prosegua. Le critiche per quanto mi riguarda sono più sul contenuto che sulla forma: un Sisti o un Artibani in questo contenitore li prenderei in busta chiusa.

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        hendrik
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          "Quel tizio del Papersera inutile, hendrik" (cit. Da Fisbio Live Show).

          Post muto.
          ... non ferma a Verkuragon!

            Vorrei specificare che il Papersera non è affatto inutile, Hendrik: parlavo di te.

            *

            Garalla
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              Vorrei specificare che il Papersera non è affatto inutile, Hendrik: parlavo di te.

              Roberto perdonami... da un lato ci chiedi di fare gli adulti, di essere adulti (leggasi questione UNO) e poi rispondi alle provocazioni facendo il bambino?
              Con colpevole ritardo (colpevole... in fumetteria mi è arrivato Sabato scorso... ho quasi fatto le corse per leggerlo e girare il video) pubblicherò oggi una mia video opinione più o meno dettagliata (e più ci penso più mi vengono in mente elementi che ho tagliato, ma che reputo marginali) su cosa mi è piaciuto (poco) e cosa non mi è piaciuto (troppo). E parliamo di un video di quasi 40 minuti su 50 pagine scarse.
              Però se c'è una cosa che mi ha fatto uscire dai gangheri è questa pretesa che noi lettori dobbiamo fare gli adulti con però elementi nella storia che sembrano volerci trattare da bambini.
              In merito alla storia mi riferisco in particolare a Chanoox.
              In una storia il cui fulcro è "cos'è che ci rende davvero ciò che siamo" tematica anche matura e profonda volendo, degna di un bel albo di PK (anche se per come è posta nella storia mi è sembrata una moralina spicciola per un adolescente, figuriamoci per un adulto) inserire un personaggio caratterizzato da un'arma che spara sbobba che non piace a nessuno la trovo molto infantile.
              Trovata che in storie comiche di Topolino (con Paperoga protagonista) posso capire e sopportare magari. Ma in PK?

              (A proposito... Voleva essere una sorta di citazione al "Re dei Condimenti" di Batman? Personaggio nato in un contesto sopra le righe nel cartone animato anni '90 e recentemente usato da Tom King come macchietta comica per analizzare quanto Batman si prenda sul serio e trovi seri i crimini che compiono villain ridicoli come un tipo che spara ketchup e maionese da pistole?)

              Siamo adulti? Cominciamo a trattarci da tali nelle storie (e nelle risposte ai post) e poi possiamo parlarne.

              Perdonami se sono duro... ma è che conoscendo certe tue storie, e sapere cosa sai scrivere e quanto cuore sai metterci (Paperoga Eroe nello Spazio, Area 15)... sono abbattuto, amareggiato e arrabbiato da queste storie di PK.
              « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 12:27:49 da Garalla »
              La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti. Ogni Lunedì il video sul Topolino della settimana precedente.

              https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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              Gumi
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                Ragazzi le offese personali no, però. "Inutile" ad un altro utente non si può scrivere. Rimaniamo nel seminato e se avete qualche "complimento", da scambiarvi vi prego di farlo in privato.
                Su queste pagine gradiremmo che la discussione continuasse a svolgersi in maniera corretta: mi riservo di eliminare ulteriori code polemiche al riguardo (cancellerò ovviamente anche le risposte degli altri utenti, non inclusi nella diatriba, ma che vorranno partecipare alla rissa :P).


                tenderei a cercare di evitare ciò, insomma :)
                « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 10:36:00 da Gumi »

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                  Più che altro ci sono tantissimi spunti di riflessione emersi in queste pagine e, nonostante una delusione palpabile, il tono degli utenti è formativo e propedeutico a lasciare feedback per migliorare una storia, finora, molto deludente.

                  Dispiace che l'autore intervenga per questi futili motivi; sarebbe interessante proseguire il discorso inerente alla saga che si sta dipanando, leggendo risposte più inerenti a ciò, visto che tutti quelli che hanno scritto finora hanno motivato chiaramente le critiche.
                  ...poche ragazze da quelle parti...

                  www.acroteri.altervista.org - sito amatoriale della mia squadra di calcetto
                  www.goblins.net - sito dedicato ai giochi da tavolo

                  *

                  conker
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                    È notizia fresca la prossima uscita di una Snyder's cut del film Justice League (che, ricordiamo, è stato smontato e rimontato alla buona, considerati tempi strettissimi e budget, da Joss Whedon, risultando una sorta di creatura di Frankenstein con sprazzi di luce in mezzo al buio)... Snyder che, in tutti i suoi DC movie, ha interpretato a modo suo, con una sua visione, personaggi molto ben radicati nell'immaginario collettivo. Legittimo. Poi io mi trovo tra i tanti spettatori che quei personaggi non li hanno riconosciuti a schermo. Non basta per me il costume a rendere Superman tale. E neanche i superpoteri. È un insieme di tante piccole cose a rendere Superman "Superman". E Whedon nella breve scena iniziale di Justice League credo lo colga come Snyder non era riuscito minimamente a fare in due film interi, Man of Steel e Batman vs Superman.

                    Altro discorso.

                    I colpi a effetto, a sovvertire i (conosciuti) personaggi e le loro relazioni e l'ambiente in cui agiscono, ci stanno benissimo. Accidenti, adoro essere spiazzato. E anche qui mi viene da citare Joss Whedon, stavolta su Buffy dove di scherzetti ce ne ha giocati in quantità. Il più clamoroso forse quando improvvisamente appare dal nulla la sorella dell'ammazzavampiri. Destabilizzante. Ma tutto aveva una sua logica che è poi emersa.

                    Questo per ribadire che nel breve questi due volumi di PK non mi hanno convinto appieno sotto determinati aspetti, ma magari serve solo altro tempo e spazio per ingranare bene.

                    P.S. davvero mi si porta a esempio una "altalenante" qualità delle uscite di PKNA? una serie che usciva mensilmente con dietro un corposo team di scrittori e disegnatori paragonato alla formula attuale con un team creativo definito e uscite (2 o 3 in un anno?) rarefatte? la cosa non è sovrapponibile

                    "Si 50 millions de personnes disent une bêtise, c'est quand même une bêtise." - Anatole France

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                      Finora mi sono tenuto fuori dalla discussione sia perché non sto seguendo questo nuovo corso, sia perché non vedevo come potessi contribuire. Di fronte però agli ultimi sviluppi, non posso rimanere indifferente. Dire che Gagnor non è adatto allo stile generale di PK non è un insulto, solo una considerazione. Ogni autore ha lo stile che ritiene più consono con la sua personalità, questo è pacifico. Infatti secondo me se a Gagnor venisse affidato il rilancio di Neopard credo che farebbe faville, perché è un personaggio che ben si confà al suo stile. In generale trovo che sia nostro diritto esprimere se lo stile di un certo autore non ci piace, e nel caso, dire perché. Io stesso non apprezzo particolarmente quello di Gagnor, soprattutto con i Paperi, trovo che abbia un umorismo che non incontra il mio gusto. Ma ovviamente non nego che abbia talento, e lo ha dimostrato in più occasioni, per esempio nel Tor Korgat, per citare la mia preferita. Il problema non è lo stile, la difformità stilistica tra i vari autori che collaborarono a PKNA ha contribuito ad arricchirlo esponenzialmente. Il problema è che l'autore non può pensare di approcciarsi alla scrittura di PK come si approccia a quelle del settimanale,  perché si tratta di storie che hanno basi molto differenti. In PK c'è una forte continui, personaggi la cui caratterizzazione è in generale diversa da quella dei canonici. Nelle storie del settimanale, salvo eccezioni come Artibani, non c'è continuity, ed è anche giusto così. E in ogni caso è suo dovere nel farlo avere presente un minimo cosa PK è realmente stato, tra le altre cose il fatto che sia stato uno dei più coraggiosi progetti della Disney, senza dubbio. Da quanto mi è parso di capire dai vostri interventi (un piacere leggerli) anche più di Frittole, questo nuovo corso gagnoriano è l'equivalente pikappico, passatemi il paragone videoludico, di Other M, che è un gioco con pregi e difetti, ma che stilisticamente con l'atmosfera della serie c'entra nulla. O con i nuovi libri della saga di Millennium. Tutti esempi di bad fanfiction. Inoltre mi ha fatto molto dispiacere, seppur non fosse certo una sorpresa, che Gagnor sia così impermeabile alle critiche, anche e soprattutto quelle costruttive. Ma questo è un atteggiamento su cui seppur con fatica posso passare sopra. Quello che non sopporto, e il motivo che mi ha spinto a intervenire, è considerarci una comunità che si diverte a fare critica fine a sé stessa, quando palesemente non è così. Inoltre, è qui mi rivolgo a lei, signor Gagnor, si deve ricordare che lei qui è un utente come tutti noi, e come tale (questa è solo la mia opinione, ovviamente) dovrebbe trattarci come interlocutori alla pari, non con malcelata aria di superiorità. Non fa bene a noi e nemmeno a lei, distruggendo ogni possibilità di confronto costruttivo. Secondo me PK è una saga conclusa, ormai, e tenerla artificialmente in vita, senza che si abbia nulla di interessante e coerente da dire,  è uno sforzo inutile e dannoso. EDIT: Grrodon ha espresso il mio punto in modo molto più approfondito di me
                      « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 12:32:06 da Hero of Sky »
                      Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni.                                                                                                 Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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                        Questo per ribadire che nel breve questi due volumi di PK non mi hanno convinto appieno sotto determinati aspetti, ma magari serve solo altro tempo e spazio per ingranare bene.

                        P.S. davvero mi si porta a esempio una "altalenante" qualità delle uscite di PKNA? una serie che usciva mensilmente con dietro un corposo team di scrittori e disegnatori paragonato alla formula attuale con un team creativo definito e uscite (2 o 3 in un anno?) rarefatte? la cosa non è sovrapponibile

                        Molto brevemente: non mi serve IL GIORNO DEL SOLE FREDDO per comprendere IL VENTO DEL TEMPO. #0/2 ha un inizio e una fine. #3 si lega perfettamente a questo, ma solo perchè ne eredita lo scheletro. Sempre #3 ha una sua conclusione, che poi verrà ripresa da altre storie, ma comunque ognuna con un capo, svolgimento e coda.

                        Attualmente, così come accadde per PK2, ci troviamo IN OSTAGGIO di una macro-trama solo accennata che ha bisogno di svariati numeri per essere compresa in pieno.

                        Mi sembra di parlare di serie tv, dove chiedo il parere di un amico che, per convincermi a vederla, dice: "i primi 4 episodi della 1° stagione non sono granchè, la trama inizia a prendere col 5° episodio (di 8 magari), poi fidati che il cattivo inizia a farti vedere qualcosa del suo piano, e poi c'è un bell cliffhanger che ti fa crescere l'hype per la seconda stagione che arriva tra un anno".
                        Capisci che ci sono dei lettori che non sono invogliati a continuare perchè (in primis monetariamente parlando) non vogliono investire ancora 20 € per due albi che FORSE saranno uguali ai primi acquistati, dove "si capirà tutto nelle prossime storie" e quindi ora ti rimane relativamente poco di attaccato? E non voglio una cosa tipo "rivelami tutto subito", sia ben chiaro. Ma vorrei qualche altro cenno chiaro che mi invogli a continuare, non dilungando le eccessive gag sulla sbobba, o le tirate di capelli tra Lyla ed Hellenoire.
                        Parentesi, a me Hellenoire in UNE aveva convinto, e mi sarebbe bastata solo lei in DD, senza Lyla! Questo per far capire come io, vecchio, non schifi il nuovo.

                        Poi, parlo personalmente per dirottare l'argomento: a me la trama accennata da Gagnor piace eh! Tuiroon con doppia/tripla/boh personalità, una sua probabile evoluzione/ritorno alla forma originaria (Vedi il discorso sulle teste che parlano o meno), il fatto che sia un reietto che vuole fare un golpe, che sia un "alfa" scartato, il karium che potenzia e modifica le spore. Questa è roba che mi piace. Altre cose invece mi lasciano interdetto. E trovo avvilente che queste cose belle, siano relegate al alcune sporadiche didascalie, o ad una paginetta di flashback.

                        Mi spiace che dovrò aspettare il terzo, quarto albo per capire qualcosa che sarebbe stato onesto accennare prima, e non tenermi "per le palle" e sentirmi rispondere ad ogni domanda "ma questo? - lo scoprirai poi. ma quest'altro? - lo scoprirai poi". Riguardatevi la live fisbiana per esempio.
                        E ci tengo a sottolineare che contro l'autore non ho nulla, prima che queste parole vengano intese come un offesa o altro, mi limito a giudicare la trama e il prodotto che ho in mano come tale. Anzi, a breve rispolvererò il topic della storia precedente, perchè rileggendo la storia (dopo DD) ci sono ancora più cose che non mi tornano.. e mi piacerebbe il confronto con qualcun altro che riguardi appunto solo la trama, evitando le parentesi sulla storia e relativa esecuzione, questo caso ;)
                        "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

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                          Mi limito a dare la mia solidarietà a Hendrik, che finora ha sempre argomentato e spiegato le sue opinioni in maniera civile. Testa alta, ché basta leggere lo scambio per farsi un'opinione. E tu avresti solo da insegnare.

                          PS: @Kraven, mi sa che il discorso dell'evoluzione/teste parlanti è semplicemente un errore dei balloon (tant'è che non appare neanche la mini-testina in questa storia).

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                          Grrodon
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                            Con un certo ritardo mi sono recuperato la live e tutto il papocchio di commenti sul Paper che sono seguiti. Sorvolando sulle bambinate, sono rimasto abbastanza spiazzato da quanto poco sia stato capito il mio riferimento all’Uno svolazzante e spara-laser. Forse è il caso che spieghi meglio il motivo per cui ritengo che quel dettaglio sia spia di un problema più profondo e non un problema in sé.

                            Irridere il concetto di “tecnobubbola” dicendo che è da bambini aspettarsele, dicendo che i personaggi devono essere piegati alle necessità della storia (storia che poi in fin dei conti non è altro che una scazzottata infantile) e che non è davvero importante spiegare come Uno attraversi lo spazio e il tempo significa non solo non aver compreso lo spirito alla base di Pk ma di star clamorosamente sottovalutando anche altri aspetti del proprio mestiere di narratore.

                            Sfatiamo il campo da equivoci. Della tecnobubbola “in sé” a nessuno veramente importa. Io stesso, da ragazzo, non è che ne fossi particolarmente fan, mi concentravo giustamente su altro. Il ruolo della tecnobubbola era però un altro: rimanere dietro le quinte, facendo avvertire indirettamente la propria presenza. In termini di storytelling stiamo parlando dell’iceberg: lo sceneggiatore parte da un ragionamento tecnico, lo concepisce in modo solido… e inizialmente se lo tiene per sé. Però poi costruisce sopra di esso la propria storia e il proprio mondo, che acquisterà così una sua solidità strutturale… e finirà per sembrare reale al lettore. Poi se sarà il caso di approfondire, di aggiungere note, spiegoni interni ed esterni, rubriche, interviste web questo tecnicismo emergerà, a uso e consumo del lettore più affamato e attento. Altri lo ignoreranno, e sarà giusto così. Ma tutti, durante la fruizione  ne avranno avuto percezione e per quel piccolo magico momento… ci avranno creduto. Perché difatto la narrazione questo è, raccontarmi una bella bugia e fare in modo che temporaneamente io ci creda.

                            Dire “vabbè non è importante, Uno mi serviva lì” oppure “vabbè ha usato una supertecnologia… che mi sono appena inventato” invece è un procedimento opposto, perché smaschera brutalmente un processo creativo fallato. Che porta il lettore a non crederci più. E quando succede questo, apriti cielo, si rompe qualcosa.

                            Rafforzo con un ultimo esempio, per sgombrare il campo da altri equivoci. Una delle cose che funzionano di più nello scenario narrativo dell’ultimo secolo sono stati gli universi narrativi ben definiti. Saghe come Star Wars o Il Signore degli Anelli non sono belle solo per la trama che raccontano ma per l’universo che vanno a delineare e che spinge gli spettatori inevitabilmente… a crederci. I loro autori si sono inventati lingue, razze, culture e pianeti da rendere poi teatro delle loro storie. Raramente hanno fatto l’inverso, sono sempre partiti dalla base dell’iceberg, da quello che ad una lettura superficiale si potrebbe ritenere accessorio. Tolkien stesso ha costruito la sua Terra di Mezzo nel tempo ma all’inizio di tutto c’è stata la costruzione di ben due lingue elfiche. Due lingue con la loro grammatica, la loro fonetica, i loro dialetti, i loro cervellotici e ridondanti dettagli. La tecnobubbola suprema. E sai che c’è? Che a me di imparare l’elfico non me ne frega proprio niente, e la linguistica mi annoia a morte. Però poi quando sento parlare gli elfi e mi accorgo che per davvero usano la stessa parola “Galad” ogni volta che intendono dire “Luce”, ecco che qualcosa in me, lettore scafato e disilluso, si riaccende. Ancora una volta la magia si compie e io ci credo.

                            Pk non sarà Tolkien ma si è sempre distinto per un worldbuilding di qualità superiore alle storie Disney tradizionali. Motivo per cui gli si sono sempre perdonati blooperoni clamorosi, palesi toppe e grottesche retcon. Non era mai venuta a mancare però quella sensazione di credibilità, quella sensazione di star seguendo una narrazione consapevole e in linea con quanto detto prima. Questo si chiede, da lettori. Che non significa volere le cose vecchie. Credo che nessun lettore qui avrebbe rivoluto gli evroniani o avrebbe mai ritenuta necessaria la presenza di Uno e Lyla per fare Pk. Non è una questione di personaggi ma di spirito, di approccio. Per fare una bella storia di Pk non è nemmeno necessario che ci siano i personaggi di Pk. Sta tutto nel processo creativo alla base. E quello può e deve rimanere una costante della serie, al netto di qualsiasi sacrosanta variazione stilistica che invece è assolutamente benvenuta.

                            Poi vabbè, questo della credibilità e del worldbuilding è un aspetto. Ci si sarebbe passati pure sopra se la storia in sé fosse stata differente. E invece era caotica, confusionaria, poco scorrevole, umoristicamente scarsa (la sbobba?) e via dicendo. Insomma boh.

                            Ah, chiudo con un ultimo, poco piacevole, dettaglio. Altro aspetto che fece la fortuna della serie era il dialogo brillante con il lettore. Il Pker veniva… pungolato, stimolato e spesso anche sfottuto, ma sempre nel rispetto del patto narrativo. Si passava dalla bonaria presa in giro della Pk Mail alla “tecnobubbola” nelle rubriche che però era sempre scritta partendo da nozioni scientifiche reali che non prendevano per stupido il lettore. Non stupisce che sia stato proprio Pk a provocare per la prima volta la nascita di fan club e delle primissime community online, quando ancora Internet era il miraggio di pochi. Sono passati ventitre anni da allora, e adesso Internet è entrato nella vita di tutti, le community si sono moltiplicate… ma la presenza social di Pk si è paradossalmente ridotta allo sceneggiatore che va sul forum a fare “gne gne”. No dai, si può fare molto meglio di così.
                            « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 12:22:51 da Grrodon »

                              Mi limito a dare la mia solidarietà a Hendrik, che finora ha sempre argomentato e spiegato le sue opinioni in maniera civile. Testa alta, ché basta leggere lo scambio per farsi un'opinione. E tu avresti solo da insegnare.

                              PS: @Kraven, mi sa che il discorso dell'evoluzione/teste parlanti è semplicemente un errore dei balloon (tant'è che non appare neanche la mini-testina in questa storia).
                              Sbagli, in live è stato confermato da Gagnor che c'è un motivo ben preciso per cui la testa più piccola non appare più, e perchè ora è il 'gregario' a parlare per primo, e non il corpo principale di Tuiroon (il 'serpente').
                              "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

                                Mi limito a dare la mia solidarietà a Hendrik, che finora ha sempre argomentato e spiegato le sue opinioni in maniera civile. Testa alta, ché basta leggere lo scambio per farsi un'opinione. E tu avresti solo da insegnare.

                                PS: @Kraven, mi sa che il discorso dell'evoluzione/teste parlanti è semplicemente un errore dei balloon (tant'è che non appare neanche la mini-testina in questa storia).
                                Sbagli, in live è stato confermato da Gagnor che c'è un motivo ben preciso per cui la testa più piccola non appare più, e perchè ora è il 'gregario' a parlare per primo, e non il corpo principale di Tuiroon (il 'serpente').

                                Non stento a credere che in live abbiano deciso di metterci una pezza e di spiegarlo "in story" nel prossimo volume, ma ci penserei prima di dire "sbagli": non è raro che col cambio di disegnatore ci siano mini errori simili.

                                 

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