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Topolino 3366 - Recensione di Gianni Santarelli

«Dimostrerò che sei tutta farina e niente impasto», «Ti darò lievito da torcere», «Ti sgonfierò subito», «Non farti rivedere o ti stendo come un impasto»… Queste sono alcune delle battute del nuovo episodio di Topolino, le origini in cui, tra l’altro, viene tirato in ballo forzatamente il tema dei reality culinari molto in auge da diverso tempo. Giusto una settimana fa, sulle pagine del forum, Giuseppe Zironi ricordava a tutti che Topolino è pensato e diretto principalmente ai ragazzini. Questa è una realtà di cui tutti ormai sono ben consci, anche se non manca ogni volta chi si meraviglia o si indigna. Quello per cui invece bisognerebbe indignarsi è quando questa motivazione diventa una scusa per (o viene interpretata come un modo per) proporre lavori di scarso interesse come se i ragazzini non avessero diritto a storie ben confezionate e ben scritte, indipendentemente dai temi trattati. Scrivere per ragazzi non vuol dire che si può propinare loro qualsiasi sciocchezza perché, per dirla con una frase attribuita a Buzzati, scrivere per ragazzi è come scrivere per gli adulti, solo più difficile. Restando alla storia di Zironi ospitata nello scorso numero, l’autore ha rivendicato legittimamente l’aver preferito focalizzarsi su determinati argomenti toccati nella vicenda piuttosto che su altri, come si aspettavano alcuni utenti. Ma, al di là di questo, nulla si può dire sulla scrittura e sui dialoghi: d’altronde l’autore reggiano si è sempre distinto molto positivamente tutte le volte che si è cimentato come autore completo. La disputa della pizza invece, al di là dell’essere su un registro narrativo diverso (tutta la parte della sfida è improntata all’umorismo), è molto scipita. Nonostante il target della storia sia esattamente lo stesso (questa serie nasce proprio per fare breccia nei ragazzini con il personaggio di Topolino), il livello di scrittura è totalmente diverso e piuttosto basso. Ci si affida, come mostrato, ad un umorismo non molto raffinato e a cavalcare qualche moda del momento (tutta la seconda parte è una sorta di flebile parodia di Pizza Hero che è tra l’altro, mia personale opinione, uno dei peggiori programmi del genere). Ma se a Deninotti, nella scuderia disneyana da circa tre anni e con una manciata di storie, possiamo concedere il beneficio del dubbio diverso è il discorso di Enna: l’autore sardo ha un curriculum di tutto rispetto e vederlo inanellare una prova opaca dietro l’altra dispiace. Non so se soffra in particolare le storie su commissione ma, se già La pietra dell’oltreblù non era stata particolarmente brillante, la storia dedicata al Giro d’Italia sembra davvero scritta senza ispirazione: intreccio farraginoso, escamotage astrusi, comprimari anonimi… «Secondo me quello è masnadiero di nome e di fatto» (uno dei nipotini parlando del rivale Masnadiero Spintòn) suona come una resa incondizionata: l’autore che meglio di tutti ha saputo interpretare Paperino Paperotto, che ha scritto Duckenstein e Lo strano caso del Dottor Ratkyll e di Mister Hyde, che scrive per Bonelli, si ritrova aggrappato ad una battuta fiacchissima. Speriamo che torni presto ai livelli a cui ci ha abituati. Il resto del numero è più o meno sullo sesso livello di quanto visto finora. Zemelo continua nella sua discesa tra i meandri delle riempitive, lo cito solo perché ha l’”onore” di scrivere la storia d’addio di Massimo De Vita. Grande idea quella di salutarlo con Super Indiana Pipps. A suo modo è una forma di giustizia poetica: lui è stato quello che ha consacrato il pippide esploratore disegnando le storie più importanti del personaggio, è giusto che sia ancora lui a trascinarlo definitivamente nella polvere. Questo comunque non cambia di una virgola l’affetto e l’ammirazione per uno dei più grandi disneyani di sempre, un autore che ha votato la sua intera carriera professionale a questi buffi animali antropomorfi. Grazie di tutto, Maestro. Paperino e la grande corsa nel deserto è la classica storia di un autore fermo agli anni Novanta, per di più penalizzata da un formato non adatto come quello di Topolino. Storia Papera: La preistoria è infine un trip lisergico da leggere tutto d’un fiato, sembra un flusso di coscienza. Ricordatela così, senza senso, senza trama, eppure con una sua efficacia comica, perché qualche risata la strappa. Completano il numero un articolo sui trent’anni del telescopio Hubble e un resoconto/intervista sui “diari della bicicletta” di Jovanotti.

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Topolino 3366

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Sceriffo di Valmitraglia

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    Topolino 3366
    Giovedì 28 Mag 2020, 11:38:23
    Indice:
    Zio Paperone e il giro da capogiro - Episodio 3 (Bruno Enna, Marco Mazzarello);
    Topolino Le Origini - La disputa della pizza (Danilo Deninotti, Ottavio Panaro);
    Paperino e il tormento musicale (Pietro B. Zemelo, Francesco Guerrini);
    Storia Papera - La Preistoria (Augusto Macchetto, Giampaolo Soldati);
    Paperino e la grande corsa nel deserto (Marco Rota, Marco Rota);
    Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi (Pietro B. Zemelo, Massimo De Vita).

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    Sceriffo di Valmitraglia

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      Re:Topolino 3366
      Risposta #1: Giovedì 28 Mag 2020, 12:41:24
      Se il numero scorso non era granché, questo è proprio interessante.
      Il giro da capogiro si conclude molto bene: mi ha fatto morire dalle risate la battuta di Paperone nella vignetta in basso di pagina 26 quando questo e Masnadiero Spinton si incontrano (<<Cavalier Spinton, per voi!>> <<Ah, sì? Io qui non vedo cavalli, ma solo un somaro!>>). Credo che delle poche storie di Paperi dedicate al giro d'Italia che ho letto, questa sia la più riuscita; inoltre voglio essere sincero: l'ho preferita alla precedente di Paperello Sanzio.
      Il nuovo capitolo di "Topolino - Le Origini" è la storia, per me, più debole del numero. In generale non vedo perché bisogna rendere giovani tutti questi personaggi, specialmente se da adulti fanno parte di un sacco di storie migliori. Poi non sopporto che in questa serie italiana bisogna mantenere la continuity dell'internazionale "Young Donald Duck", che per me era ambientata in una dimensione parallela molto STRAMBA. So che in questo episodio non è detto esplicito che mantiene quella continuity, ma lo sappiamo 1) perché nel primo episodio era detto chiaramente; 2) perché lo si capisce anche in questo semplicemente per il fatto che Paperino al telefono nomina lo Zione senza essere troppo specifico, in quanto non lo conosce bene ancora, esattamente come alla fine YDD; inoltre 3) Topolino sospetta che nella casa in cui ha consegnato le pizze quella che ha visto sia Minni, cioè la conosce perché l'ha già incontrata nella scuola di YDD. In tutto questo non riesco a comprendere questa forzatura che YDD sia collegato a questa serie, quando nel primo la tecnologia/devices/social erano al centro di tutta la trama, ora invece non sembrano proprio essere presenti. Uno nuovo che legge le 2 storie per la prima volta oggi senza sapere in che anno siano state scritte, potrebbe tranquillamente dedurre che YDD sia uscita dopo e che magari addirittura "Topolino - Le Origini" sia stata scritta quando ancora la tecnologia non c'era o non era alla portata di tutti: eh, sì, penserebbe così, se non fosse per il fatto che in "Topolino - Le Origini" sia evidente che segue YDD da alcune citazioni o comportamenti dei personaggi.
      La breve di Paperino molto ben riuscita e divertente, tanto che alla fine mi è rimasta in testa la canzone per qualche ora!
      Una delle prime volte in cui una storia che ha un'ambientazione storica, in questo caso la preistoria, mi convince a pieno e mi intrattiene divertendomi alla grande: molto buffo il fatto che quel tizio diceva sempre, in determinati punti del racconto di Paperoga, che l'invenzione fosse la ruota e ogni volta il Papero dal cappello rosso gli spiegava che i tentativi ad inventarla stavano continuando.
      Marco Rota ha fatto un altro dei suoi capolavori in 12 pagine: "Paperino e la grande corsa nel deserto" è una storia inedita in Italia proveniente dal mercato danese che è un piccolo gioiello divertente e interessante sia dal punto di vista della sceneggiatura sia da quello dei disegni, con Paperino e il vicino Jones che faranno di tutto per vincere la gara.
      Infine abbiamo l'ultima storia disegnata dal Maestro Massimo De Vita, una bomba, almeno per me! Interessante la trovata del fatto che Indiana Pipps ingurgiti le Super Arachidi di Pippo. Magari il Grande De Vita potrebbe un giorno decidere di regalarci qualcos'altro... Chissà!
      Un numero che consiglio vivamente, soprattutto per la storia di Rota e per quella di De vita, ma abbiamo anche un'ottima conclusione del giro da capogiro. Se c'è un motivo per cui non consiglio l'acquisto, quello è "Topolino - Le Origini".
      « Ultima modifica: Venerdì 29 Mag 2020, 11:01:07 da Flash X »

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      GioReb
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        Re:Topolino 3366
        Risposta #2: Giovedì 28 Mag 2020, 22:44:13
        Zio Paperone e il giro da capogiro - Episodio 3: Ultimo episodio di una storia che a me personalmente non ha lasciato nulla di memorabile se non profusione di becchi spalancati con tanto di mascella letteralmente incollata alla gola
        Spoiler: mostra
        (in compenso, quando invece avrebbe avuto tutto il diritto di urlare durante la caduta, troviamo la bocca serrata! Misteri dell'anatomia disneyana delle ultime leve...)
        Concordo poi con chi ha fatto osservare la mancata cura nel rappresentare le varie città, ove sarebbe bastato ricalcare le varie panoramiche attinte dalla rete. La trama mi ha lasciato indifferente e, assieme all'altra serie conclusa nel precedente numero, mi ha dato l'impressione di puntate diluite più per riempire i vari albi che per necessità narrativa. Ma forse sono io che ormai sono divventato piuttosto esigente. Voto 6 1/2.

        Topolino Le Origini - La disputa della pizza: Anche qui altra storia per me facilmente dimenticabile, complice anche questa moda di realizzare presunte origini dei vari personaggi che si traducono in storie anacronistiche (siamo negli anni '50? '60? '70? Ecc.?). Casty e Bonfatti sono tutto un altro pianeta.
        Spoiler: mostra
        Anche la gara, poi, ridotta a due cuochi e un giudice in un vialetto del parco senza nessun altro in giro a parte Topolino e l'altro fattorino?
        Voto 6.

        Paperino e il tormento musicale: Dimostrazione che Paperino più che sfortunato è semplicemente un grandissimo impiastro per non dire peggio. Breve riuscita grazie anche ai disegni di Guerrini, uno dei miei disegnatori preferiti. Voto 7 1/2.

        Storia Papera - La Preistoria: Solito Paperoga anche se un poco imbrigliato da Pico
        Spoiler: mostra
        soprattutto quando tira in ballo i soliti alieni
        . Ad ogni modo simpatica storia didattica. Voto 7.

        Paperino e la grande corsa nel deserto: Rota resta il più "barksiano" degli autori italiani e questa storia ne è l'ennesima conferma. Voto 8.

        Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi: Se ben ho capito, questa è l'ultima storia disegnata dal maestro De Vita. In tal caso degna storia di fine carriera che vede finalmente un Indiana Pipps senza l'ormai assillante - per non dire insopportabile - Kranz. In compenso più che gradita la presenza di Super Pippo che tanto ha accompagnato la mia infanzia e che ultimamente è scomparso dai riflettori assieme ai vari altri personaggi disneyani.
        Spoiler: mostra
        E' la prima volta che vedo un mangiatore di super noccioline trasformarsi in super senza la famosa calzamaglia rossa e mantello blu, cosa che da che io ricordi era sempre capitato con tutti gli altri
        . Ad ogni modo la storia è lineare e i due protagonisti sono in perfetta linea con i loro personaggi. Voto 8.

        In breve un numero che vale la pena acquistare per le ultime due storie.

        Felice serata a tutti

        GioReb

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          Risposta #3: Giovedì 28 Mag 2020, 23:55:45
          Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi: Questa storia quando anticipata mi aveva lasciato un po perplesso, invece sono stato ampiamente smentito."Crossover", se cosi si puo chiamare, riuscito! Massimo De Vita sempre sugli scudi, grazie mestrose ancora leggo fumetti lo devo anche a te  :'(

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          luciochef
          Ombronauta

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            Re:Topolino 3366
            Risposta #4: Venerdì 29 Mag 2020, 00:13:21
            Ecco il mio commento settimanale al Topolino 3366  ;)
            - La storia di Enna sul Giro si conclude come era cominciata.... senza impennate particolari.
            Mi è sembrata una storia troppo abbozzata dove non si è approfondito nessun aspetto in particolare : nessuna buona rappresentazione dei luoghi di passaggio, nessun cenno ai campioni in gara, poco... anche i Girordin stessi.
            Insomma un' operazione tirata per le lunga senza effettivo costrutto.
            - Nuovo episodio di "Topolino le Origini" e nuovo punto interrogativo !
            Ma questa serie, in fin dei conti, cosa ci dovrebbe portare ? Che significa scomodare "le Origini" di Topolino per cucire addosso a lui una trama che andrebbe bene a Paperoga o Pippo ?
            Non ho capito se è un' operazione che sia stata messa in atto per rendere il personaggio più fallibile e quindi simpatico agli occhi dei lettori. Io temo che si stia ottenendo l'esatto contrario....
            - La storia seguente di Zemelo è appena carina e vivacchia su una delle stra-utiizzate vicende in cui Paperino soccombe.
            - Arriva poi (finalmente per me.. ) la divertente storia di Macchetto, con le ottime matite di Soldati, che vede Paperoga nelle vesti di relatore sul tema della Preistoria. E nientemeno Pico come osservatore piuttosto spiazzato.
            La trama è molto scorrevole e racconta i progressi dell'umanità in chiave comica utilizzando una larga fetta di personaggi dell'universo di Paperopoli.
            - Segue un nuovo recupero tra le tante storie di Marco Rota ancora inedite in Italia. Questa ci mostra uno dei soventi scontri tra Paperino e Jones che questa volta si affrontano in una gara automobilistica.
            Ottimi i disegni e carina la trama.
            - Uno dei miei sogni che si avvera : SuperPippo e Indiana Pipps insieme ! E disegnati magistralmente da De Vita !!!
            La storia è veramente molto ben fatta e riesce a mettere in risalto in modo naturale pregi e difetti dei 3 personaggi (ovviamente parlando anche di Pippo "normalizzato").
            Insomma un albo che inizialmente mi ha convinto pochissimo ma che poi si è ripreso strada facendo.
            Nonostante questo il mio giudizio però non può superare le 2 stelle.
            Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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              Re:Topolino 3366
              Risposta #5: Venerdì 29 Mag 2020, 08:55:12
              Numero che non mi è piaciuto granché.

              - Zio Paperone e il giro da capogiro - Episodio 3: questo finale mi ha lasciato un po' perplesso. La storia si chiude in maniera lineare senza sorprese: ho trovato i nuovi personaggi abbozzati e senza una loro precisa identità. Come qualcuno aveva già accennato nel topic del precedente numero, non ho trovato molto interessante l'assocciazione Spinton-Rockerduck.

              - Topolino Le Origini - La disputa della pizza: o, per meglio dire, serie che non mi sta piacendo granché.

              - Paperino e il tormento musicale: breve molto simpatica che mi ha ricordato, in qualche maniera, Topolino e il tormentone conteso di Casty e De Vita. Realistico il fatto che
              Spoiler: mostra
              Paperino dia letteralmente di matto a furia di ascoltare la canzone, ma che, al momento del quiz, non se ne ricordi il titolo


              - Storia Papera - La Preistoria: storia che, devo essere sincero, non mi è piaciuta a causa della sua eccessiva lunghezza e che ho trovato esagerata anche se ha come protagonista Paperoga.

              - Paperino e la grande corsa nel deserto: altra breve molto simpatica. Splendidi i disegni di Marco Rota.

              - Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi: senza alcun dubbio la storia migliore del numero. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, l'ambientazione e lo sviluppo della storia che, per quanto lineare, mi ha riservato alcuni piccoli colpi di scena. Il finale mi ha ricordato un'altra storia, di cui purtroppo non ricordo il titolo, in cui
              Spoiler: mostra
              Indiana Pipps usava accidentalmente la macchina del tempo e gli veniva fatto credere di aver sognato tutto.

              Ottimi i disegni del maestro De Vita.
               
              Lettore convinto...

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                Re:Topolino 3366
                Risposta #6: Venerdì 29 Mag 2020, 15:49:05
                Numero da ricordare proprio per l'ultima "fatica" del grande Maerstro Massimo De Vita, un amico del Papersera!

                Nel mio video settimanale ho voluto dedicare un mio pensiero da lettore, che ha avuto il privilegio di poter leggere le sue storie, tanti capolavori che hanno fatto la storia del fumetto Disney italiano: https://youtu.be/4MXA0LPifP0  SmMickey


                Grazie Massimo, di cuore!
                "Anche io una volta ero curioso..."

                Il mio canale YouTube dedicato ai fumetti Disney: The Fisbio Show  SmMickey


                @instafisbio su Instagram: https://www.instagram.com/instafisbio/

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                  Re:Topolino 3366
                  Risposta #7: Venerdì 29 Mag 2020, 17:41:12
                  Per quanto adori Enna, Zio Paperone e il Giro da capogiro non è tra i suoi lavori più riusciti.
                  Paesaggi solo abbozzati, comprimari anonimi, paperi disinteressati o quasi alle loro vicende.
                  Spoiler: mostra
                   Gastone dorme tutto il tempo, Zio Paperone ovviamente pensa agli affari e Paperino non vede l'ora di finire il Giro per andare a mangiare

                  Una delusione.
                  « Ultima modifica: Venerdì 29 Mag 2020, 17:52:45 da Castyano »
                  "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

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                    Re:Topolino 3366
                    Risposta #8: Sabato 30 Mag 2020, 17:57:15
                    Zio Paperone e il Giro da capogiro    (terza e ultima puntata)
                    Di recente qualcuno si è lamentato per i paesaggi del Sud Italia, solo vagamente accennati in questo Giro rispetto alle volte in cui quelli del Nord sembrerebbero essere più dettagliati. Io direi che Mazzarello, in questa occasione, è stato equanime ed ha 'accennato' in maniera non certo approfondita tanto a quelli meridionali che ai settentrionali. In effetti i suoi miglioramenti riguardo i personaggi calano sugli sfondi, soprattutto se paesaggistici. Di questo Giro forse l'unica nota interessante riguarda Masnadiero Spinton, ben caratterizzato esteticamente e riproponibile anche in futuro, magari in una sua trasferta calisotiana per vendicarsi di Paperone, suo nuovo nemico.
                    Topolino le Origini - La disputa della pizza
                    A vederli sia Topolino che Paperino sembrano fisicamente quelli odierni, dei personaggi adulti. Forse solo Pippo denota un certo ringiovanimento. Questa serie non mi convince: Clarabella (già amica di Minni) sembra essere ancora sconosciuta ai due (sebbene mascherata) mentre Manetta ha un look anni '70.
                    Io scriverei più sul presente dei personaggi (molti di Topolinia dovrebbero essere ripresi e affiancati ai più canonici) che su questo indistinto passato che per me non ha alcun senso.
                    Paperino e il tormento musicale
                    Una breve dove Guerrini disegna un Anacleto troppo robusto (visto che è stato sempre smilzo), per di più in un albo dove compare anche l'altro vicino di Paperino, Mister Jones, lui si robusto da sempre. Una caratteristica fisica importante perché distingue i due vicini (a volte confusi) non è stata rispettata.
                    Storia Papera - La Preistoria
                    Mi chiedo se gli autori non si siano stufati di ripetere all'infinito questi plot preistorici che vanno avanti da decenni e decenni. E' vero che le generazioni cambiano ma proprio per questo proponetegli cose diverse (tanto, se vogliono, sai quante 'preistoriche' ritrovano in vecchi albi ai mercatini).
                    Paperino e la Grande Corsa nel deserto
                    Rota è proprio appassionato di macchine: dalle corse metropolitane di qualche settimana fa alle desertiche di questa. Una breve dove almeno Donald e Jones cambiano location per litigare.
                    Super Pippo e Indiana Pipps in: Arachidi & Piramidi
                    Curiosa storia dove i due cugini interagiscono da 'normali' ma si rincorrono da 'potenziati'. Vengo a sapere che variando il numero di noccioline ingerite non cambia la loro durata complessiva che resta quella di una singola. Però in quello stesso lasso di tempo si è ovviamente più potenti. Purtroppo questa è l'ultima storia disegnata da Massimo De Vita, fantastico Maestro che lascia al top, come i veri grandi.   
                    « Ultima modifica: Lunedì 1 Giu 2020, 21:29:18 da Cornelius Coot »

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                      Re:Topolino 3366
                      Risposta #9: Domenica 31 Mag 2020, 12:38:10
                      Di recente qualcuno si è lamentato per i paesaggi del Sud Italia, solo vagamente accennati in questo Giro rispetto alle volte in cui quelli del Nord sembrerebbero essere più dettagliati. Io direi che Mazzarello, in questa occasione, è stato equanime ed ha 'accennato' in maniera non certo approfondita tanto a quelli meridionali che ai settentrionali.

                      Ti dirò, Alba, Milano e Genova sono almeno riconoscibili, e le colline del Sestriere sono un pelo più attinenti alla realtà (le conosco, le conosco...). Però ammetto che tutta la paesaggistica di questa storia non esce proprio fuori dal foglio. Ed è un peccato, perché capisco quando vuoi fare la storia settimanale, e se devi disegnare "L'Egitto" o "Il Sudamerica", un generico deserto od una giungla vanno benissimo. Ma quando parli di città e paesi veri, soprattutto in Italia, bisogna impegnarsi un pochino di più.
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                        Re:Topolino 3366
                        Risposta #10: Lunedì 1 Giu 2020, 12:57:16
                        Mi accodo alle critiche su questo fronte, è un peccato perchè la serie precedente di Enna mi era piaciuta molto. Questa sul Giro è carina ma niente di più, e soprattutto non mi trasporta nelle varie città e tappe, cosa di cui c'era particolarmente bisogno visto la mancanza del giro canonico e della difficoltà a viaggiare di questo periodo.


                        peccato per

                        - Topolino Le Origini - secondo me un mezzo flop. Non succede nulla, è tutto terribilmente piatto e buonista, cosa che sto riscontrando un pò troppo nel nuovo corso di Topolino. Le storie a cicli come quelle di qui quo e qua Le GM in: Operazione Alaska, o la serie di Topolino giramondo, sarebbero potenzialmente interessanti, e quando annunciate ho apprezzato l'idea di differenziare i nipotini e parlare di più delle loro dinamiche sociali, ma poi leggendole risultano quasi tutte terribilmente piatte e semplicistiche. Si salva un pò tre paperi in gioco che avevo trovato interessante, e foglie rosse
                        Non fraintendetemi: non dico che ci debba essere la verve di un Martina, anche perchè sarebbe anacronistica,  ma tutti i personaggi sono poco approfonditi, poco caratterizzati, i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi, senza vere sfumature, e come se non bastasse i cattivi sono dei cattivi da operetta, ridicoli.

                        Non c'è una via di mezzo, non ci sono quasi mai veri contrasti, vedi topolino giramondo e la storia delle palme. Vedi topolino sempre sorridente, mai un imprevisto vero, una fatica, e tutto si risolve sempre a pizza e fichi. Io non credo che un bambino di oggi, abituato a ben altri racconti si appassioni veramente a questo genere di storie, si avvicini a questi personaggi. C'è bisogno di un racconto un pò più aderente alla realtà, che racconti i veri problemi adolescenziali, il bullismo, i complessi che hai in quegli anni, oppure la difficoltà e le complicazioni a far andare una cosa qualsiasi nel verso giusto, che poi va a finire che va sempre in un modo diverso da come avevi pensato. E nonostante le censure secondo me non è impossibile raccontare questo, anche perchè, nonostante solo accennato in passato si è visto cose ben più complesse.
                        Visto che in quresto periodo sembra che di Topolino anche fuori dai forum di nicchia se ne stia parlando, e che ci sono autori anche nuovi come Nucci che secondo me hanno un potenziale pazzesco, bisogna cominciare un pò a togliere queste briglie del semplificare, del banalizzare dei personaggi che hanno ancora molto da raccontare, e far si che di topolino si parli ancora di più. C'è ancora bisogno di Topolino per raccontare il presente, anzi forse ora ancora di più.



                        Però ammetto che tutta la paesaggistica di questa storia non esce proprio fuori dal foglio. Ed è un peccato, perché capisco quando vuoi fare la storia settimanale, e se devi disegnare "L'Egitto" o "Il Sudamerica", un generico deserto od una giungla vanno benissimo. Ma quando parli di città e paesi veri, soprattutto in Italia, bisogna impegnarsi un pochino di più.

                        « Ultima modifica: Lunedì 1 Giu 2020, 13:36:01 da Filo Sganga »

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                          Re:Topolino 3366
                          Risposta #11: Lunedì 1 Giu 2020, 16:52:45
                          Bene ma non benissimo, ecco come sintetizzerei questo numero che offre belle storie ma nulla di memorabile.
                          Nella recensione ci possono essere spoiler, quindi occhio.

                          Zio Paperone e il giro da capogiro - Episodio 3  ;)
                          Una storia classicissima, che ci ricorda come sono fatte le avventure disneyane quando si pala di sport. L'antagonista è originale così come l'idea di lottare per il "penultimo posto", ma a parte questo l'impianto è quanto di più tradizionale non si può. Ovviamente questo peserà sul giudizio di un lettore affezionato, mentre non apparirà come un difetto per i più giovani o per chi legge solo saltuariamente il Topo.
                          In generale, si tratta di una storia non memorabile ma piacevole che paga ovviamente il momento storico in cui è uscita.
                          Sulla questione dell'aderenza dei disegni alla realtà non posso che darvi ragioni. Ma è una questione generale: a parte pochi disegnatori che dedicano infinita cura nel riprodurre le città (mi viene in mente la Torino di Mottura ma non solo) molti si limitano accennare solamente alcuni tra gli scorci più famosi, semplificandoli molti. Anni fa, nella storia di Doubleduck ambientata a Roma, appariva nella splash page iniziale il Colosseo Quadrato dell'Eur. Mi sentii ferito perché serviva parecchia fantasia per accostarlo al monumento reale. Ma è così in quasi tutte le storie. Una giustificazione che concedo a Mazzarello e a altri è che disegnare paesaggi reali richiede tantissimo tempo, quindi capisco che con ritmi serrati semplifichino al massimo.
                          Ma vale la pena allora mostrare luoghi reali?

                          Topolino Le Origini - La disputa della pizza  ;)
                          Altra storia carina ma che non resterà certo negli anali. Sulla puntata in sé c'è in realtà poco da dire. Potrebbe essere una vicenda nata in qualsiasi momento della vita di Topolino. In generale, mi sembra un po' eccessivo parlare di "origini" del personaggio.

                          Paperino e il tormento musicale  ???
                          Scherzi della memoria, una di quelle cose che ti fa dire "ah sì, succede anche a me". Ma si tratta di un format che va bene per una striscia su Instagram e che non sono sicuro funzioni anche in una breve su Topolino.

                          Storia Papera - La Preistoria  :)
                          Anche qui, storia gradevole ma format visto e rivisto decine di volte con Pillole di Pico e guide varie. In ogni caso intrattiene, ma vale lostesso discorso per il Giro da capogiro: va bene per lettori nuovi e saltuari, chi ha 1.000 Topolini in casa avrà la sensazione di aver già letto la stessa storia almeno in altre due o tre occasioni.

                          Paperino e la grande corsa nel deserto  ;)
                          Anche qui tradizione a non finire, ma di quella che si vede poco spesso sulle pagine del Topo. Contentissimo che Rota abbia uno spazio quasi fisso sul settimanale.

                          Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi  :)
                          Idea originale per quest'ultima storia del maestro, che si conferma in formissima e ci regala, sia pure per l'ultima volta, dei disegni splendidi. Grazie di tutto!




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                            Topolino 3366
                            Risposta #12: Mercoledì 3 Giu 2020, 18:04:30
                            Recensione Topolino 3366


                             «Dimostrerò che sei tutta farina e niente impasto», «Ti darò lievito da torcere», «Ti sgonfierò subito», «Non farti rivedere o ti stendo come un impasto»… Queste sono alcune delle battute del nuovo episodio di Topolino, le origini in cui, tra l’altro, viene tirato in ballo forzatamente il tema dei reality culinari molto in auge da diverso tempo.

                             Giusto una settimana fa, sulle pagine del forum, Giuseppe Zironi ricordava a tutti che Topolino è pensato e diretto principalmente ai ragazzini. Questa è una realtà di cui tutti ormai sono ben consci, anche se non manca ogni volta chi si meraviglia o si indigna.

                             Quello per cui invece bisognerebbe indignarsi è quando questa motivazione diventa una scusa per (o viene interpretata come un modo per) proporre lavori di scarso interesse come se i ragazzini non avessero diritto a storie ben confezionate e ben scritte, indipendentemente dai temi trattati. Scrivere per ragazzi non vuol dire che si può propinare loro qualsiasi sciocchezza perché, per dirla con una frase attribuita a Buzzati, scrivere per ragazzi è come scrivere per gli adulti, solo più difficile.

                             Restando alla storia di Zironi ospitata nello scorso numero, l’autore ha rivendicato legittimamente l’aver preferito focalizzarsi su determinati argomenti toccati nella vicenda piuttosto che su altri, come si aspettavano alcuni utenti. Ma, al di là di questo, nulla si può dire sulla scrittura e sui dialoghi: d’altronde l’autore reggiano si è sempre distinto molto positivamente tutte le volte che si è cimentato come autore completo.

                             La disputa della pizza invece, al di là dell’essere su un registro narrativo diverso (tutta la parte della sfida è improntata all’umorismo), è molto scipita. Nonostante il target della storia sia esattamente lo stesso (questa serie nasce proprio per fare breccia nei ragazzini con il personaggio di Topolino), il livello di scrittura è totalmente diverso e piuttosto basso. Ci si affida, come mostrato, ad un umorismo non molto raffinato e a cavalcare qualche moda del momento (tutta la seconda parte è una sorta di flebile parodia di Pizza Hero che è tra l’altro, mia personale opinione, uno dei peggiori programmi del genere).

                             Ma se a Deninotti, nella scuderia disneyana da circa tre anni e con una manciata di storie, possiamo concedere il beneficio del dubbio diverso è il discorso di Enna: l’autore sardo ha un curriculum di tutto rispetto e vederlo inanellare una prova opaca dietro l’altra dispiace.

                             Non so se soffra in particolare le storie su commissione ma, se già La pietra dell’oltreblù non era stata particolarmente brillante, la storia dedicata al Giro d’Italia sembra davvero scritta senza ispirazione: intreccio farraginoso, escamotage astrusi, comprimari anonimi…

                             «Secondo me quello è masnadiero di nome e di fatto» (uno dei nipotini parlando del rivale Masnadiero Spintòn) suona come una resa incondizionata: l’autore che meglio di tutti ha saputo interpretare Paperino Paperotto, che ha scritto Duckenstein e Lo strano caso del Dottor Ratkyll e di Mister Hyde, che scrive per Bonelli, si ritrova aggrappato ad una battuta fiacchissima. Speriamo che torni presto ai livelli a cui ci ha abituati.

                             Il resto del numero è più o meno sullo sesso livello di quanto visto finora. Zemelo continua nella sua discesa tra i meandri delle riempitive, lo cito solo perché ha l’”onore” di scrivere la storia d’addio di Massimo De Vita. Grande idea quella di salutarlo con Super Indiana Pipps. A suo modo è una forma di giustizia poetica: lui è stato quello che ha consacrato il pippide esploratore disegnando le storie più importanti del personaggio, è giusto che sia ancora lui a trascinarlo definitivamente nella polvere.

                             Questo comunque non cambia di una virgola l’affetto e l’ammirazione per uno dei più grandi disneyani di sempre, un autore che ha votato la sua intera carriera professionale a questi buffi animali antropomorfi. Grazie di tutto, Maestro.

                             Paperino e la grande corsa nel deserto è la classica storia di un autore fermo agli anni Novanta, per di più penalizzata da un formato non adatto come quello di Topolino.

                             Storia Papera: La preistoria è infine un trip lisergico da leggere tutto d’un fiato, sembra un flusso di coscienza. Ricordatela così, senza senso, senza trama, eppure con una sua efficacia comica, perché qualche risata la strappa.

                             Completano il numero un articolo sui trent’anni del telescopio Hubble e un resoconto/intervista sui “diari della bicicletta” di Jovanotti.



                            Voto del recensore: 2/5
                            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                            http://www.papersera.net/wp/2020/06/03/topolino-3366/

                             

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