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Topolino 3384 - Recensione di Gianni Santarelli

Dopo un discreto battage pubblicitario fatto di anticipazioni, locandine ed endorsement del direttore, finalmente facciamo conoscenza con Gli italici paperi, la nuova serie scritta da Matteo Venerus incentrata sulle vicissitudini di una tribù di pastori e ambientata genericamente all’epoca della Roma repubblicana. Il primo impatto non è pienamente positivo: il fatto che si tratti di una puntata introduttiva non giustifica una sceneggiatura, nella prima parte, molto farraginosa. Vero che bisogna fare conoscenza con i personaggi ma si poteva fare qualcosa di meglio di una semplice panoramica tra i membri della tribù che finiscono col presentarsi l’un l’altro in maniera molto didascalica: il risultato si riduce a una serie di brevi sequenze giustapposte ma di fatto slegate tra loro, senza armonia. Quando poi si passa all’azione vera e propria non è che le cose migliorino molto: la scena nell’accampamento romano non è particolarmente divertente, si riduce solo una serie di gag non memorabili (e nemmeno originali), anche se vengono gettate le basi per il prosieguo della vicenda. Più in generale la storia si sviluppa tra scelte lessicali dubbie (ad esempio, Paperone che si esprime in romanesco quando fino a poche pagine prima ignorava persino l’esistenza di Roma) e trovate umoristiche discutibili (la scena della nuotata tra la mercanzia è… surreale?). Sull’attendibilità storica (in un certo senso rivendicata anche nelle righe di presentazione) non mi pronuncio, non è il mio campo, ma da lettore ciò che resta, per adesso, è la sensazione di aver letto una goffa imitazione di Astérix, e che si sia sottovalutata l’importanza di una puntata introduttiva, che avrebbe dovuto essere invece resa in maniera più efficace. Vedremo se, con le puntate successive, questa serie riuscirà a migliorare come auspichiamo. Dalla Gallia all’Italia… La vera nota positiva sono i disegni di Emmanuele Baccinelli, deliziosamente carpiani e con personaggi estremamente espressivi. A spiccare in Zio Paperone e il tesoro extrasolare è la totale assenza di richiami alla coautrice Licia Troisi. Scrittrice di successo, ma anche laureata in astrofisica, la Troisi va ad ingrossare le fila delle guest star che negli anni si sono avvicendate sul settimanale in qualità di soggettisti. Eppure, escluse poche righe di presentazione nello scorso editoriale, la partecipazione speciale non viene mai menzionata, nemmeno nella pagina di presentazione della storia. Comunque sia, il risultato è sufficiente, si lascia leggere e mi ha ricordato (probabilmente in maniera del tutto casuale) la classica Zio Paperone nell’isola dei Menehunes. Una storia sceneggiata con mestiere da Artibani e disegnata Mario Ferracina. In passerella ragazze! conferma ciò che era evidente già dalla puntata iniziale: Minni prêt-à-porter è una serie per bambine, senza pretese. Le destinatarie probabilmente apprezzeranno, gli altri magari saranno anche stufi di vedere le direttrici di giornali di moda dipinte sempre come Miranda Priestly. L’albo si conclude con Topolino e il canto delle balene, in cui Salati fa tornare un suo personaggio creato un paio di anni fa. Ma se in quella prima avventura il piccolo Idris era funzionale alla trama, qua viene tirato dentro in maniera abbastanza gratuita. Tuttavia la storia è gradevole e, se non altro, racconta qualcosa sulle balene blu, sui loro comportamenti e sui pericoli che corrono questi cetacei enormi, ma anche fragili. Oltre alle storie a fumetti, spazio ai soliti interventi redazionali, questa volta dedicati all’autunno e al Giro d’Italia fuori stagione

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Topolino 3384

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Andrex
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    Re:Topolino 3384
    Risposta #30: Domenica 4 Ott 2020, 15:30:33
    Questo numero... non è proprio un granché.
    Gli Italici Paperi, storia abbastanza banale che però in alcuni punti fa leggermente ridere ma nulla di più. Spero nella prossima puntata, magari ci sorprenderanno :silly:.
    L'unica parte da apprezzare veramente tanto sono i disegni di Baccinelli che rendono la lettura molto piacevole.
    « Ultima modifica: Domenica 4 Ott 2020, 17:18:41 da Andrex »
    Paperone non è tirchio, è solo prudente

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    piccolobush
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      Topolino 3384
      Risposta #31: Lunedì 5 Ott 2020, 17:06:00
      Recensione Topolino 3384


       Dopo un discreto battage pubblicitario fatto di anticipazioni, locandine ed endorsement del direttore, finalmente facciamo conoscenza con Gli italici paperi, la nuova serie scritta da Matteo Venerus incentrata sulle vicissitudini di una tribù di pastori e ambientata genericamente all’epoca della Roma repubblicana.

       Il primo impatto non è pienamente positivo: il fatto che si tratti di una puntata introduttiva non giustifica una sceneggiatura, nella prima parte, molto farraginosa. Vero che bisogna fare conoscenza con i personaggi ma si poteva fare qualcosa di meglio di una semplice panoramica tra i membri della tribù che finiscono col presentarsi l’un l’altro in maniera molto didascalica: il risultato si riduce a una serie di brevi sequenze giustapposte ma di fatto slegate tra loro, senza armonia.

       Quando poi si passa all’azione vera e propria non è che le cose migliorino molto: la scena nell’accampamento romano non è particolarmente divertente, si riduce solo una serie di gag non memorabili (e nemmeno originali), anche se vengono gettate le basi per il prosieguo della vicenda.

       Più in generale la storia si sviluppa tra scelte lessicali dubbie (ad esempio, Paperone che si esprime in romanesco quando fino a poche pagine prima ignorava persino l’esistenza di Roma) e trovate umoristiche discutibili (la scena della nuotata tra la mercanzia è… surreale?).

       Sull’attendibilità storica (in un certo senso rivendicata anche nelle righe di presentazione) non mi pronuncio, non è il mio campo, ma da lettore ciò che resta, per adesso, è la sensazione di aver letto una goffa imitazione di Astérix, e che si sia sottovalutata l’importanza di una puntata introduttiva, che avrebbe dovuto essere invece resa in maniera più efficace. Vedremo se, con le puntate successive, questa serie riuscirà a migliorare come auspichiamo.

       
      Dalla Gallia all’Italia…

      La vera nota positiva sono i disegni di Emmanuele Baccinelli, deliziosamente carpiani e con personaggi estremamente espressivi.

       A spiccare in Zio Paperone e il tesoro extrasolare è la totale assenza di richiami alla coautrice Licia Troisi. Scrittrice di successo, ma anche laureata in astrofisica, la Troisi va ad ingrossare le fila delle guest star che negli anni si sono avvicendate sul settimanale in qualità di soggettisti. Eppure, escluse poche righe di presentazione nello scorso editoriale, la partecipazione speciale non viene mai menzionata, nemmeno nella pagina di presentazione della storia.

       Comunque sia, il risultato è sufficiente, si lascia leggere e mi ha ricordato (probabilmente in maniera del tutto casuale) la classica Zio Paperone nell’isola dei Menehunes. Una storia sceneggiata con mestiere da Artibani e disegnata Mario Ferracina.

       In passerella ragazze! conferma ciò che era evidente già dalla puntata iniziale: Minni prêt-à-porter è una serie per bambine, senza pretese. Le destinatarie probabilmente apprezzeranno, gli altri magari saranno anche stufi di vedere le direttrici di giornali di moda dipinte sempre come Miranda Priestly.

       L’albo si conclude con Topolino e il canto delle balene, in cui Salati fa tornare un suo personaggio creato un paio di anni fa. Ma se in quella prima avventura il piccolo Idris era funzionale alla trama, qua viene tirato dentro in maniera abbastanza gratuita. Tuttavia la storia è gradevole e, se non altro, racconta qualcosa sulle balene blu, sui loro comportamenti e sui pericoli che corrono questi cetacei enormi, ma anche fragili.

       Oltre alle storie a fumetti, spazio ai soliti interventi redazionali, questa volta dedicati all’autunno e al Giro d’Italia fuori stagione



      Voto del recensore: 3/5
      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
      http://www.papersera.net/wp/2020/10/05/topolino-3384/

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        Re:Topolino 3384
        Risposta #32: Sabato 10 Ott 2020, 13:16:34
        Nella prima puntata degli Italici paperi mi è piaciuta la citazione visuale, addosso a Pico, del Guerriero di Capestrano, uno tra i più noti reperti archeologici di un popolo italico:

        "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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        Cornelius Coot
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          Re:Topolino 3384
          Risposta #33: Domenica 11 Ott 2020, 18:42:54
          Gli Italici Paperi - Capitolo 1 : Paperonoro & Soci
          Una specie di 'prologo' introduttivo che ci presenta tutti i protagonisti nelle loro diverse mansioni e quello che sarà probabilmente il plot ricorrente, cioè le velleità di conquista da parte dei Romani e la capacità dei Paperi di convertirle in compromessi economici tutto sommato non disdegnati dagli stessi conquistatori.
          Nel parallelismo con Asterix ci sono dei Galli la cui tribù e il cui villaggio restano gli unici a non essere 'romanizzati' (invenzione fumettistica di Uderzo e Goscinny non corrispondente ai fatti reali). In questo caso le invenzioni narrative di Venerus dovrebbero avvicinarsi di più a quelle che furono le realtà storiche di battaglie e compromssi fra Roma e le varie popolazioni italiche, tutte soggiogate sia militarmente che culturalmente. Vedremo se lo saranno anche i Paperi che dovrebbero vivere nell'Italia centrale (come scritto nella didascalia introduttiva al primo episodio) e precisamente in Abruzzo, viste le immagini del post di Giona. Potrebbero dunque essere avvicinati ai Vestini (come scritto nel link di cui sopra e che amplio sotto, anche se non sono ricordati nella mappa) visto che il Guerriero di Capestrano si trova vino L'Aquila.

                                                      https://it.wikipedia.org/wiki/Vestini

           
          Minni pret-à-porter- In passerella, ragazze!   (seconda parte)
          Minni e le sue amiche (tutte tartufate bianche come le altre protagoniste di questa serie) raggiungono i meritati risultati artistici e commerciali dopo un inizio non dei migliori. Storia modaiola vista e rivista fin dai '90 e qui replicata con i disegni dinamici e puliti di un Mazzarello in costante miglioramento.
          Zio Paperone e il Tesoro extrasolare
          La rinuncia a dei diamanti desiderati al punto da organizzare una spedizione oltre il sistema solare sembra giustificata da un mix di considerazioni:
          1)  un (apparentemente) freddo calcolo economico che però poteva essere teorizzato anche prima della partenza. Ma la deduzione che diamanti extraterrestri, una volta portati sulla Terra, potrebbero abbassare il valore di quelli locali (alcuni di proprietà dello zione) è possibile che nasca da una realizzazione in loco del loro valore che non poteva avvenire prima;
          2)  un rispetto verso le piccole e pietrose popolazioni autoctone (per quanto animal-minerarie) nel non derubarle dei  loro diamanti che comunque avrebbero scambiato volentieri con dei dischetti portati dai paperi e pieni di cibo; però la novità aveva provocato una litigiosità imprevista fra le pietre antropomorfe che i vecchi e 'familiari' diamanti non sembravano suscitare;
          3)  la facilità nel reperire questi diamanti (grazie agli autoctoni) fa rinunciare lo ziastro anche a prenderne solo un paio (come suggerito dai nipoti); senza la fatica e il sudore certi preziosi sembrano diventarlo meno agli occhi di Paperone.
          Peccato che poco prima Scrooge gongolasse al solo pensiero di ottenere facilmente il desiderabile per il quale aveva varcato un intero sistema solare (con le realtive spese comprensive della paga ad Archimede, in questo caso retribuito correttamente). Da ciò deduco che il vero motivo della rinuncia sia effettivamente il calcolo economico fatto in loco, magari facilitato dalle autoctone diatribe. Però se in tutte le precedenti spedizioni spaziali egli avesse ragionato così, non avrebbe riportato quasi mai nulla a casa. In tempi di politically correct è sempre più difficile essere nella mente di un papero miliardario!  ???
          Topolino e il canto delle balene
          Non credevo che un ipotetica avventura oceanica si trasformasse in una favola: se prima abbiamo visto delle pietre extra galattiche animate adesso è il turno di un altro alieno al 100% acqua: Idris (trasformatosi per l'occasione anche in una nuvola). Il tutto in un plot poeticamente ecologico. Green e Fantasy si uniscono, dunque: peccato che non sia amante di entrambi i generi.
          « Ultima modifica: Martedì 13 Ott 2020, 14:37:30 da Cornelius Coot »

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            Re:Topolino 3384
            Risposta #34: Martedì 13 Ott 2020, 09:48:32
            Una recensione su Topolino n. 3384 che farà arrabbiare molti, ma è meglio dire le cose come stanno piuttosto che essere inutilmente conformisti:

            caro new topo,
            un nuovo utente sul forum è sempre il benvenuto, anche con opinioni schiette e controcorrente, purché naturalmente espresse in maniera civile ed educata.
            Aspettiamo pertanto di leggerle proprio qui, sulle pagine alle quali ti sei iscritto, senza dover andare su altre pagine esterne.
            buon proseguimento!
            KDL
            « Ultima modifica: Mercoledì 14 Ott 2020, 12:35:43 da Kim Don-Ling »

             

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