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I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020

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    Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
    Risposta #15: Venerdì 20 Nov 2020, 08:50:45

    Per quanto riguarda la 313, non ha mai cantato ma mi sembra si sia messa a piangere quando Paperino voleva darla via (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2071-1. Neanche a dirlo, la storia era di Michelini.

    Ah ecco, non lo sapevo.
    Come ho scritto, situazioni del genere mi sembrano accettabili in una narrativa orientata alla prima infanzia.
    Ma il Topo ha sempre avuto una platea più ampia in termini di età...o almeno l'aveva un tempo, e cose del genere lo fanno deragliare dalla sua identità migliore.
    Poi ci stanno se l'orientamento diventa quello di presentare solo storielle monodimensionali con i gloriosi personaggi di un tempo ridotti a macchiette ghignanti, ma ciò non può essere di mio gradimento.

    Tornando al GCD in questione, credo che le storie migliori siano "Gilberto e i poeti spaziali", che non poteva che essere opera del grande Martina e "Topolino e la banda elettrica" un discreto giallo di Concina per i disegni vagamente inquietanti del classico Asteriti.
    Peccato la riduzione di formato che rendono la lettura faticosa ai mezzi orbi come me.
    Entrambe fortunatamente non ricolorate ma con tutto il fascino della colorazione vintage dell'epoca.

    « Ultima modifica: Venerdì 20 Nov 2020, 08:56:08 da MarioCX »
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      Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
      Risposta #16: Venerdì 20 Nov 2020, 09:33:13
      Come dice luciochef, quello di Michelini è uno stile "garbato" e "amorevolmente surreale" che può piacere oppure no; del resto non tutti amano Dick Kinney, o Jerry Siegel, o Andrea Fanton (li ho buttati lì senza connessioni precise, ma solo perché sono tutti molto particolari). Anche io, come Mario CX, trovo che risulti troppo "bambinesco" se applicato a personaggi di tutt'altra caratura come Eta Beta (vedi la saga delle comete) e, in un certo qual modo, lo stesso Topolino, ma, giusto per fare altri esempi, ho sempre trovato noiose le sue storie umoristiche di Paperinik (come Paperinik e i raggiri dei V.A.M.P.I.R.I.) e anche i suoi esempi di storie su filoni molto classici come le cacce al tesoro paperoniane e su Paperino&Paperoga o i viaggi con la macchina del tempo; invece lo trovo irresistibile, un po' come Panaro, quando si tratta di narrare vere e proprie fiabe con una chiara morale, come in Paperino e l'alberello dei desideri o Zio Paperone e la magica atmosfera di Natale, ma anche Paperino & Paperino, la succitata storia della 313; e perché no, piccoli gioiellini come Torna a casa, Paperino!, Paperino e il multivox 2222, Paperino calzolaio... nei guai! o il suo Paperinik vintage in Paperinik e il ritorno a Villa Rosa.
      E paperibus unum

        Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
        Risposta #17: Venerdì 20 Nov 2020, 15:53:28
        Aggiungo anche questa storia  https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2173-1

        Tornando alla cometa Teta, la ricordo come una storia molto piacevole dove il gran cuore dei due protagonisti viene messo in risalto.
        Del resto Topi e Paperi hanno incontrato migliaia di esseri assurdi, fra mostriciattoli, alieni, animali e semplici popolazioni straniere.

        Allora anche questa storia dovrebbe essere considerata psichedelica?

        https://inducks.org/story.php?c=W+US+++13-02&search=Terremotari%20%20Zio%20Paperone,%20Paperino
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          Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
          Risposta #18: Venerdì 20 Nov 2020, 18:07:09
          Tornando all albo in generale, mi sembra che ci sia presente il difetto di trascurare un po le storie anni 70 ,tipo ZIO PAPERONE E LA CORRENTE DEL GOLFO o PAPERINO EIL TIRANNO DEL NORD,che certo non avrebbero sfigurato al posto della SAGA DELLE COMETE
          come faccio a mettere immagine qui

            Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
            Risposta #19: Venerdì 20 Nov 2020, 19:07:16
            Tornando all albo in generale, mi sembra che ci sia presente il difetto di trascurare un po le storie anni 70 ,tipo ZIO PAPERONE E LA CORRENTE DEL GOLFO o PAPERINO EIL TIRANNO DEL NORD,che certo non avrebbero sfigurato al posto della SAGA DELLE COMETE

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              Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
              Risposta #20: Venerdì 20 Nov 2020, 19:30:47
              Tornando all albo in generale, mi sembra che ci sia presente il difetto di trascurare un po le storie anni 70 ,tipo ZIO PAPERONE E LA CORRENTE DEL GOLFO o PAPERINO EIL TIRANNO DEL NORD,che certo non avrebbero sfigurato al posto della SAGA DELLE COMETE

              Hai citato queste storie per un motivo in particolare o stiamo buttando nomi a caso? ??? ;)
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                Risposta #21: Venerdì 20 Nov 2020, 19:57:22
                Non butto certo nomi a caso ,ma sono storie emblematiche di un epoca che mi pare essere un po troppo trascurata nell economia della testata
                come faccio a mettere immagine qui

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                  Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
                  Risposta #22: Sabato 21 Nov 2020, 10:31:14
                  A me la storia Topolino e la cometa Teta piace, come è piaciuta lo storia della quale è il seguito, Topolino e la cometa Beta. Certo è, però, che queste due storie richiedono una sospensione dell'incredulità maggiore di quella solita che vede umanizzate solo determinate categorie di animali. Ad esempio, in Topolino e la cometa Beta compare anche una pianta antropomorfizzata (definita "Donna vegetale" nel sito di Andrea Salimbeti).
                  « Ultima modifica: Sabato 21 Nov 2020, 13:37:51 da Giona »
                  "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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                    Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
                    Risposta #23: Sabato 21 Nov 2020, 10:37:55
                    Vorrei dire che l'incipit de La cometa Beta lo trovo romanticamente indimenticabile:

                    "capita, a volte, di sentirsi un po' malinconici, magari in un nuvoloso pomeriggio di fine estate..."
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                      Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
                      Risposta #24: Sabato 21 Nov 2020, 10:42:44
                      Io invece la trilogia delle comete non la sopporto. Anche se posso accettare che una cometa dell'alieno ( >:() Eta Beta parli, non posso accettare che c'è una strega. Non dico che le streghe non vadano bene, basti pensare ad Amelia, ma almeno vorrei che mi venisse fornita uno straccio di spiegazione: perché è mezza fiore e mezza donna? Perché vive a Topolinia anziché nel Paese delle streghe? Da dove viene e perché ha il controllo dei vegetali? Insomma, viene presentato un nuovo personaggio per niente approfondito, come usa dire oggi senza backround, che è lì senza un motivo. Sarebbe bastato un Gambadilegno che vuole far soldi sfruttando le incredibili potenzialità della cometa. E ancora, come fanno ii nostri eroi a respirare nello spazio? Il lettore può immaginarsi che ci sia un'atmosfera artificiale, però non viene spiegato. Il tutto poi è condito da un finale assolutamente buonista e troppo zuccheroso, soprattutto nella seconda storia. Tutto questo ovviamente IMHO.

                      Ciao!

                      Il Grande Tiranno
                      Vorrei dire che l'incipit de La cometa Beta lo trovo romanticamente indimenticabile:

                      "capita, a volte, di sentirsi un po' malinconici, magari in un nuvoloso pomeriggio di fine estate..."
                      Questo è vero. Meraviglioso.
                      « Ultima modifica: Sabato 21 Nov 2020, 14:26:02 da Grande Tiranno »
                      Catturamento Catturamento!

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                      MarioCX
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                        Risposta #25: Sabato 21 Nov 2020, 13:11:54
                        Ma infatti.
                        È chiaro che sarebbe assurdo negare l'elemento fantastico in un fumetto non realista, ma tutto deve stare all'interno di una coerenza con l'universo proposto senza sforare da quel perimetro concettuale.
                        In caso contrario incappare nella classica boiata è un attimo.
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                          Risposta #26: Sabato 21 Nov 2020, 17:03:03
                          Ma infatti.
                          È chiaro che sarebbe assurdo negare l'elemento fantastico in un fumetto non realista, ma tutto deve stare all'interno di una coerenza con l'universo proposto senza sforare da quel perimetro concettuale.
                          In caso contrario incappare nella classica boiata è un attimo.

                          Non credo sia questo il problema, semmai come ho accennato prima trovo che Topolino ed Eta Beta risultino sminuiti, per come agiscono e per le interazioni che hanno, in una storia del genere rispetto a come siamo abituati a conoscerli... il classico discorso di personaggi che hanno bisogno di storie di un certo tipo per essere davvero valorizzati e ben sfruttati, ma questo non c'entra con una qualche coerenza di universo da rispettare... dopotutto nel fumetto classico ci sono importanti differenze anche all'interno della produzione dello stesso Gottfredson: se seguissimo questo ragionamento, il formidabile Topolino di De Maris di Topolino e il mistero di Macchia Nera sarebbe stato rovinato da Walsh in storie perfettamente surreali e prive delle "spiegazioni necessarie" a cui vi riferite, senza alcun tipo di background per personaggi o realtà immaginarie usa e getta... come in Topolino e l'uomo del 2000, Eta Beta e la spia poeta, Topolino ed Eta Beta nel pianeta minorenne, Eta Beta e il tesoro di Mook, Topolino e la macchina toc-toc (oh, guarda un po', proprio qua ci sono vegetali antropomorfi), Topolino e il deserto del nulla, Topolino e la scarpa magica, per non parlare di tutti gli interrogativi senza risposta di Topolino e Pippo cervello del secolo... qualcuno forse pensa che la produzione di Walsh sia di qualità scadente, che sia un cumulo di boiate? Si accomodi, io la penso diversamente ;) ovviamente non sto mettendo sullo stesso piano Walsh e Michelini, sto solo confutando la tesi secondo la quale il "perimetro concettuale" da non sforare sia poi così vicino.
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                            Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
                            Risposta #27: Sabato 21 Nov 2020, 18:18:49
                            Ma infatti.
                            È chiaro che sarebbe assurdo negare l'elemento fantastico in un fumetto non realista, ma tutto deve stare all'interno di una coerenza con l'universo proposto senza sforare da quel perimetro concettuale.
                            In caso contrario incappare nella classica boiata è un attimo.

                            Nel mondo Disney è possibile vedere anche un Maggiolino che guida da solo (Un Maggiolino tutto matto) e un gatto che parla (Il gatto venuto dallo spazio) e una fatina che vola con un ombrello (Mary Poppins): se un dice di averli visti senza dire che sono personaggi di un film ti trattano da drogato, pazzo o ubriaco...

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                              Re:I Grandi Classici Disney n. 59 - Novembre 2020
                              Risposta #28: Sabato 21 Nov 2020, 19:34:36
                              Ma infatti.
                              È chiaro che sarebbe assurdo negare l'elemento fantastico in un fumetto non realista, ma tutto deve stare all'interno di una coerenza con l'universo proposto senza sforare da quel perimetro concettuale.
                              In caso contrario incappare nella classica boiata è un attimo.

                              Nel mondo Disney è possibile vedere anche un Maggiolino che guida da solo (Un Maggiolino tutto matto) e un gatto che parla (Il gatto venuto dallo spazio) e una fatina che vola con un ombrello (Mary Poppins): se un dice di averli visti senza dire che sono personaggi di un film ti trattano da drogato, pazzo o ubriaco...

                              Si vabbè.
                              Mi sembra che si voglia per forza far valere sta cosa che "tutto può succedere giacché s'è visto di tutto".
                              Mi stai citando dei film di un general generico "universo Disney"  che nulla hanno a che vedere con gli ambienti a fumetti di Paperopoli e Topolinia.
                              Altri citano opere di Walsh che appartengono ad epoche remote e che oggi mal si adatterebbero ad un fumetto che nei decenni si è sviluppato diversamente ed in senso, se non più realistico, almeno meno fanciullesco.
                              Detto ciò, chi mi ha voluto capire mi ha capito...inutile adesso avvitarsi su una discussione che sta diventando una gara a chi ha l'ultima parola finendo a ripetere all'infinito le stesse cose declinandole nei modi più fantasiosi.
                              Per quel che riguarda il mio pensiero, credo di essere stato chiaro e non voglio annoiare nessuno, pertanto mi fermo qua.
                              « Ultima modifica: Sabato 21 Nov 2020, 19:39:43 da MarioCX »
                              ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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                                Risposta #29: Sabato 21 Nov 2020, 23:21:17
                                Per quel che riguarda il mio pensiero, credo di essere stato chiaro e non voglio annoiare nessuno, pertanto mi fermo qua.

                                Ecco, forse è meglio ;) anche perché le storie di Walsh saranno remote ma rimangono capisaldi della letteratura disney, e, con tutte le censure accumulate negli anni, affermare che siano quelle più fanciullesche e meno realistiche lascia quantomeno perplessi... in Eta Beta e il tesoro di Mook si può trovare la cortina di ferro, giusto per intenderci... ma vabbè chiudiamola qui.
                                E paperibus unum

                                 

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