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Le Imperdibili (IMP)




La copertina del primo numero, realizzata da Marco Rota.
Introduzione

Le Imperdibili esordisce in edicola nel maggio 2002, ennesima metamorfosi di una lunga serie di rimaneggiamenti subiti dalla storica testata Almanacco Topolino, edita da Arnoldo Mondadori Editore a partire dal 1957 e a sua volta continuazione della celebre collana Albi d'Oro.


Storia

Nel 1999, la Walt Disney Company Italia decise di riproporre una selezione delle migliori storie apparse nel corso del tempo sulle pagine dell'Almanacco Topolino, riunendole in una pubblicazione a cadenza trimestrale che riprendeva anche il nome della storica testata. Questa nuova collana non godette però di buona fortuna e terminò le pubblicazioni nel dicembre 2001, dopo soli 13 albi.


Il numero 8, che per un errore di stampa non presenta il numero sul dorso.

L'idea continuava peraltro a restare valida, così si decise di riproporre la selezione sotto un'altra veste, ossia quella delle Imperdibili, il cui "motto" era non a caso "le più belle storie di una volta". Il formato della nuova testata era leggermente inferiore rispetto a quello del neo-Almanacco (22x15), aumentando tuttavia la foliazione da 192 a 292 pagine e mantenendo un livello di prezzo in linea con la precedente testata (4,50 , a spese tuttavia della qualità della carta, che restò sempre piuttosto bassa). Ogni volume si concentrava su di un personaggio, proponendo una selezione di storie legata al soggetto. Il primo numero si apriva con Paperino, ristampando storie di rilievo come "Paperino e l'antidollaròssera", "Paperino e la violetta Pap" e "Paperino e la gita sulla neve", quest'ultima ristampata soltanto su Super Almanacco Paperino 34 dopo la sua prima comparsa.
L'impianto grafico della rivista, con la cornice in copertina e la doratura del titolo, rimarcavano l'importanza della testata ed il suo target, composto principalmente da collezionisti. Le copertine sono state quasi sempre illustrate dal grande Marco Rota, il cui tratto "classico" e la già consolidata esperienza come copertinista su Zio Paperone hanno contribuito ad aumentare ulteriormente l'impatto prestigioso della testata, tracciando una sorta di ipotetico fil rouge con il periodico curato da Lidia Cannatella, Luca Boschi ed Alberto Becattini. Ciononostante, a differenza di altre riviste per collezionisti come ad esempio i Maestri Disney o lo stesso Zio Paperone, le Imperdibili non presentava alcun apparato critico, limitandosi alla ristampa delle sole storie. Nei primi 6 numeri era presente un breve articolo introduttivo sul personaggio scelto (nell'ordine Paperino, Topolino, Zio Paperone, Pippo, Qui, Quo e Qua e ancora Topolino), scritto alternativamente da Gianfranco Cordara o da Gérard Cousseau, che tuttavia si presentava più come un'introduzione generale che come un vero e proprio articolo di commentario. A partire dal settimo numero, infatti, lo scritto scomparve lasciando il posto ad un indice sviluppato su due pagine anzichè su una, con l'aggiunta di alcune vignette ad integrare la parte testuale.
In ogni caso, la testata rimase coerente nei contenuti nel corso pressoché di tutta la sua pubblicazione, confermando la presenza costante di grandi autori come Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano, Paul Murry, Luciano Gatto, Giulio Chierchini, Giuseppe Perego e Giovan Battista Carpi.


Una delle copertine realizzate da Luciano Gatto. Si noti la presenza dello "strillo" relativo alla "storia rara", che spesso si è rivelata solo una storia poco ristampata in precedenza a causa dello scarso interesse...

A partire dal numero 28, la citazione "le più belle storie di una volta" scomparve dalla copertina, per essere sostituita da un logo (che riprendeva la foggia di quello utilizzato nel titolo) informando i lettori della presenza di una storia rara fra le pagine del volume. Si trattò probabilmente di un'operazione effettuata a seguito di un calo nelle vendite, che rinforzava ancor di più il carattere "di nicchia" della pubblicazione, puntando a guadagnare consensi ancor più ampi restando sempre all'interno dell'entourage collezionistico. Le storie riproposte vennero tratte perlopiù dagli Albi d'Oro, trattandosi di storie ristampate poco o affatto, come nel caso di "Topolino e il dottor Orridus", riproposta soltanto in Albi della rosa/Albi di Topolino.
Purtroppo l'espediente non riuscì a risollevare le sorti della testata in modo definitivo e con il numero 33 del settembre 2007 le Imperdibili terminò la sua avventura editoriale lunga 5 anni. Pur trattandosi in sostanza di una selezione di storie ristampate, le Imperdibili si era rivelata un progetto meritorio di attenzione, volto a riproporre le opere dei grandi autori disneyani anche ad un pubblico relativamente giovane e formato non soltanto da collezionisti, che aveva la possibilità di accostarsi a questo filone con una spesa relativamente contenuta. Il bacino restava però in gran parte quello degli appassionati, che probabilmente lamentavano la mancanza di un adeguato impianto critico-analitico, avendo peraltro a disposizione un paragone eccezionale rappresentato da i Maestri Disney. Probabilmente è stata proprio l'antinomia fra la caratterizzazione ancor più mirata (accentuatasi a partire dal numero 28) e l'assenza di qualsivoglia commentario a causare la chiusura defintiva della testata, ormai non più in grado di far fronte alle aspettative dei lettori più esigenti.


Curiosità
  • Le copertine sono state quasi tutte disegnate da Marco Rota, eccetto quelle del numero 28 (il primo del "nuovo corso") e dei numeri dal 31 al 33, disegnate da Luciano Gatto.
  • A Topolino e Zio Paperone sono state dedicate ben 9 copertine ciascuno, seguiti da Paperino (8 copertine), Pippo (3), Paperoga (2), Paperinik (1), Qui, Quo e Qua (1).
  • Il numero 8 per un errore di stampa non presenta il numero stampato sul dorso... o forse, considerando che i precedenti numeri erano stampati in bianco, e che il colore di sfondo del numero 8 è bianco, il sospetto che sia stato stampato bianco-su-bianco è forte...

Recensione Le Imperdibili 17 (a cura di piccolobush)

Numero interlocutorio il diciassettesimo delle imperdibili: a una veloce lettura del sommario balza subito all'occhio la presenza di numerosi autori di prim'ordine, che farebbero sperare in un acquisto azzeccato. In effetti troviamo schierati Cavazzano, Barks, Massimo De Vita più la scuola ligure quasi al completo con Bottaro, Chierchini, Carpi, Rebuffi, Scala e ai testi Martina, Salvagnini, Gazzarri, Cimino..... Insomma sulla carta un numero davvero "imperdibile". In realtà, quando si passa ad esaminare le storie, ci si trova di fronte all'ennesima delusione della collana, che p...
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