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L'archivio dell'edicola e della libreria:

Tutte le recensioni dei volumi apparsi in libreria o in edicola e che si sono guadagnati uno spazio nell'apposita pagina dell'edicola, dopo un certo periodo di tempo vengono spostate in questo archivio.

In edicola
  • Topolino 2826 Numero che ha ricevuto la mia attenzione grazie alla prima parte della nuova storia di Tito Faraci, si è rivelato un buonissimo contenitore di storie molto valide.
    Iniziando proprio da Cronache del Regno dei Due Laghi, Capitolo Primo – Il Nemico si Avvicina (Faraci, Ziche), posso sicuramente dire, con tranquillità, che è la storia migliore dell'albo, pur essendo quasi solo un prologo dell'azione vera, che si svilupperà nelle prossime due puntate. In un'atmosfera mediaval-fantasy abbiamo un Topolino in splendida forma, a cui finalmente è ridato smalto e viene utilizzato al meglio, un Topolino che non ricerca il successo ma che anzi sogna solo la tranquillità che lo liberi dagli impegni derivati dal potere. Il tutto condito da gag e battute del miglior Faraci, tese a situazioni improbabili (la muffa canterina) e a prendere di mira il buon Manetta (fenomenale la scena della scritta sul muro). Una perla di storia, dove il ritmo e i tempi comici sono sempre al punto giusto, dove tutto è magistralmente costruito per preparare al cuore dell'avventura e dove perfino il finale è a regola d'arte, e promette faville. Il comparto grafico poi non è da meno, con una Ziche che dà il meglio di sé nelle tavole, nelle espressioni di Topolino, nell'ambientazione e nei personaggi in genere.
    E subito dopo c'è la seconda storia migliore del numero. I Bassotti e la conquista della toga d'oro (Gagnor, Della Santa) è veramente un gioiellino, l'utilizzo dei Bassotti è quanto di più calzante abbia visto coi personaggi da molto tempo. Le prime tavole sono geniali, tutta l'idea della città della legge è, se non originale, tratteggiata con senso del divertito e della leggerezza. Una storia che non rinuncia a nessuno degli ingredienti necessari a realizzare una bella narrazione.
    Zio Paperone, Rockerduck e la cura della torre (Cimino, Amendola) delude un po', presentando una trama che sa di già visto e non solo nella storica produzione di Cimino stesso. Il quale è comunque sempre abile nel raccontare i sentimenti e le ambizioni di Paperone, e che corona la storia da un'idea comunque abbastanza buona (la capocciate) e non priva di una bella morale. Lo spassoso finale "poetico", poi, rialza il livello generale, che tende ad essere affossato da un Amendola per me irriconoscibile per quanto siano IMHO inferiori ad alcuni anni fa i suoi disegni.
    Sarà capitato anche a voi – In Ascensore (Macchetto, Held) è divertentissima. In genere queste brevi, se scritte dalle persone giuste, possono dare tanto in fatto di umorismo. Qui la situazione è svolta al meglio, mi ha molto divertito. I due Mariachi e l'oboe di Pipponso (Savini, Ferraris) riporta sulle pagine del Topo un "ciclo" di storie che avevo amato ai tempi. Topolino e Pippo nei panni di suonatori (i cosiddetti Mariachi, appunto) a Villa Fiorita mi aveva divertito molto in una delle creazioni che più mi facevano apprezzare il Savini. E' bellissimo vedere Topolino in un ruolo meno forzatamente "serioso" che ini molte altre avventure, come capitava nei Mercoledì di Pippo di Salvagnini e come capita nel ciclo dei Mariachi.
    Infine spendo due parole per il Che Aria Tira a... Paperopoli, in cui la Ziche dà voce a quello che da sempre penso io e alla rivincita morale di Paperino. E per il Reportage a Fumetti, in cui viene intervistato uno dei mie cantanti italiani preferiti, Samuele Bersani, in modo originale e sensato.
    Un numero molto buono, almeno per me, con la "rinascita" di Topolino e dei Bassotti ad opera di bravissimi autori quali Faraci, Gagnor e Savini.
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  • Topolino 2825 Il secondo numero di Topolino a "Impatto Zero", questa volta grazie all'esplicito contributo del Ministero dell'Ambiente, si apre con la seconda parte di Galileo e l'albero della scienza (Macchetto/Mottura). Purtroppo, essa non aggiunge nulla di importante alla prima parte vista una settimana fa. Anzi, un'unica avventura, senza la divisione in due puntate, sarebbe stata, a mio avviso, più adeguata. L'ambientalismo, tema portante del numero, la fa da padrona nella seconda storia ospitata: Topolino e la Beta Betulla, scritta dal buon Fabio Michelini (che ritorna sul settimanale dopo diverso tempo) con i disegni del bravo Alessandro Perina. Si potrebbe considerarla parte del ciclo di avventure di Topolino ed Eta Beta in viaggio per il fanta-cosmo, inaugurato tempo fa dallo stesso Michelini con la storia della "Cometa Beta", ma la qualità è qui oggettivamente inferiore. Segue Basettoni e il segreto taciuto, (abbastanza prevedibile) commedia degli equivoci firmata dai Maestri Panaro ed Asteriti. Il numero si chiude con una straniera: Paperina in: Vasi e dromedari. La trama di Hedman è abbastanza soporifera, ma i disegni di Fecchi sono, come al solito, bellissimi (specie per quanto riguarda un paio di comparsate femminili). Un numero così-così, che brilla più dal punto di vista grafico che da quello dei soggetti (anche se si è visto di peggio). Voto (arrotondato per eccesso): tre stellette, premiando, soprattutto, le pregevoli iniziative volte alla tutela dell'ambiente.
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  • Topolino 2824 Per Topolino, il nuovo anno inizia con una saga nuova. Si tratta di Galileo e l'albero della scienza, che narra, in chiave disneyana, le vicende del grande scienziato pisano. Per fortuna, non abbiamo una "paperizzazione" del nome, anche se, a interpretare Galileo è il buon Archimede Pitagorico. Questa prima puntata è piacevolissima, solo, forse, un po' troppo "didattica". Notevole è anche l'apparato grafico di Mottura. Nella seconda storia del numero (Topolino e la leggenda del Topo Nero), il bravo Giorgio Salati ci fa conoscere, con ironia, le gustose vicende di un antenato di Mickey, apparentemente "cattivo": il temibile pirata Topo Nero e la sua scalcagnata ciurma. I disegni della storia sono del Maestro Massimo De Vita: una vera gioia per gli occhi. Segue Dinamite Bla e lo zuccone da competizione, in cui Valentini fa suo il tipico Bla di Vitaliano, per cui ne esce un'avventura decisamente demenziale e divertente. Bello anche il layout irregolare che esalta i disegni di Mangiatordi. Chiude il numero Zio Paperone e la locomozione affaristica della coppia Pesce/Gatto (è facile ritrovare in più punti della storia, tra cui il finale, la loro simpatica "firma"). Si tratta del secondo gradito omaggio al Maestro Rodolfo Cimino, ospitato sul settimanale nel giro di pochi mesi (il primo è Topolino e le borbottiglie di Avaloa di Casty). Ecco, questa volta, un esplicito tributo ai tanti bizzarri mezzi di locomozione che accompagnano lo Zione in tutte le sue incredibili avventure ciminiane. L'idea (il dover pagare bollo e assicurazione) che spingerebbe Paperone alla loro vendita è geniale; gli azzeccatissimi e classici disegni di Luciano Gatto (che raffigura mezzi realmenti ciminiani!) fanno il resto. Un numero, quindi, buono che fa, almeno, ben sperare per quanto il settimanale potrà darci nell'anno appena iniziato.
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  • Paperino 355 Per Paperino, il nuovo anno non inizia nel migliore dei modi. Il numero di Gennaio 2010 si apre con Paperino e la minaccia dei pirati spaziali (Salvagnini/Milano), storiella probabilmente giacente da tempo in magazzino e ripescata "a casaccio", in quanto ambientata "in un afoso pomeriggio estivo" (cit.). Essa, non brillando particolarmente nè per trama, nè per disegni, fa certamente rimpiangere le nuove storie Egmont assenti da due mesi dal mensile. Si prosegue con la ristampa di Paperino e il riposo stressante di Amendola autore completo, in questo caso meglio ai disegni che ai testi. Segue quella che, forse, è la storia migliore ospitata sul numero: Zio Paperone e il computer sa-tutto-lui (Michelini/Bordini), 65 tavole irristampate da vent'anni. Il tema è quello della rivolta della scienza all'uomo e dell'impossibilità di una conoscenza infinita. Rispetto alla "capienza" della storia, però, il finale sembra un po' troppo veloce e scontato ed avrebbe meritato qualche pagina in più, considerando il dilungarsi della storia in altri punti meno interessanti. Si chiude con la fantascientifica Paperino e la porta sui mondi di Bruno Concina, con le matite di un Giovanni Romanini che spesso e volentieri scopiazza (o "cita") il Maestro Cavazzano. Completano il numero quattro brevi e, più o meno, insignificanti storie straniere: Paperino e lo slalom gigante (disegni di De Lara); Qui, Quo, Qua e il cinema (disegni di Vicar - forse la migliore delle quattro); Nonna Papera e l'insonnia (disegni di Strobl - la più insulsa del numero); Paperino e l'avventura nel bosco (disegni di Strobl). Speriamo davvero che il 2010 ci riservi dei numeri decisamente migliori. Auguri!
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  • Topolino 2823 Questa volta vogliamo recensire Topolino da un punto di vista diverso, inedito per questa sede e questo newsgroup che si occupa esplicitamente di fumetti Disney. Non ce ne vogliano i Mastantuono, i Faccini, i Panaro e tutti gli altri autori che a questo numero hanno duramente lavorato e brillantemente contribuito con le loro storie e i loro baloon. Su Topolino 2823 si parla dell'Aquila, della catastrofe che l'ha colpita il 6 aprile scorso: se ne parla sia per voce della redazione, in visita a dei luoghi a lei pressoché sconosciuti fino a prima, sia per quella di alcuni bambini che quella città l'hanno amata, vissuta e vista sgretolarsi in una manciata di secondi. Bambini che hanno guidato gli inviati di Topolino nella zona rossa, mostrando i loro luoghi, i loro affetti, le loro quotidianità svanite. Non è una cosa da poco vedersi rappresentate, sulle pagine del settimanale che si acquista ininterrottamente da vent'anni, la realtà attuale dei propri borghi fatta di impalcature, vigili del fuoco, ruspe, cani e gatti randagi. Così come il ritrovarsi in copertina Paperinik circondato da bambini a Piazza del Duomo dell'Aquila, con impresso sul mantello un motto che inneggia alla città. Con le loro storie fatte di lunghe giornate da sfollati nei campi (eravamo in 20 in una tenda da 8, pioveva dentro, c'era fango, faceva freddo e ogni piccolo rumore sembrava un terremoto), appelli incompleti al rientro a scuola (mancavano ragazzi e prof che sono andati via perché hanno perso la casa o dei parenti), tristi ma reali constatazioni (in 20 secondi mi sono ritrovata grande), i bambini della Scuola Media Dante Alighieri e quelli del giornale Zero Nove di San Demetrio Ne' Vestini hanno raccontato a Topolino, quindi indirettamente all'Italia, che la situazione attuale dell'Aquila e dei comuni limitrofi colpiti dal sisma è ancora lontana anni luce dal risolversi positivamente: contrariamente a quanto troppo spesso i mass media facciano credere. Come è evidenziato anche dalle ultime parole che chiudono la parte fumettata del servizio: "Forse c'è ancora qualcosa da fare e in questo caso la fantasia non basta... No, proprio non basta. Per una volta ci vuole davvero qualcosa di più". Dal Papersera i più sinceri auguri per un sereno 2010.
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  • Topolino 2821 Si conclude in questo numero Paperino Paperotto - Alla ricerca di Billy. La storia, in tre puntate, si è fatta soprattutto apprezzare per la vivace e ben curata sceneggiatura di Enna, anche se, come trama, non sarà fra le migliori. Fra i tre che hanno firmato i disegni (gli altri erano Gervasio e D'Ippolito), Urbano è anche quello che mi ha convinto di meno. Tuttavia, la serie va, comunque, promossa. La seconda storia del numero è opera della coppia, ormai fissa, Ambrosio-Pastrovicchio, forse il tandem più prolifico (e "controverso") del 2009. Q Galaxy. Missione: Fermate Blulk è l'avventura a fumetti più insipida del numero e, come sceneggiatura e trovate (Blulk, la cosmomilla spiegata in didascalia, la sorella di Zipp), è, forse, (addirittura!) la più insulsa della già poco gradevole serie "spaziale". La terza storia del numero (Topolino, Eta Beta e la lunga notte di Claus il Rosso), al di là del messaggio che in tempo di crisi non si butta via niente, non brilla particolarmente nè per trama (Pesce), nè per disegni (un Mazzarello sempre meno attraente). Brilla, invece, per i disegni, quelli del Maestro Massimo De Vita, l'ultima avventura del numero (Indiana Pipps in: Missione Babbo Natale), il cui soggetto (Macchetto) non è, però, nè dei più originali, nè dei più vivaci. Un numero un po' insipido, dunque, in attesa di quello natalizio, che si preannuncia privo (finalmente!) di saghe o storie a puntate. Carina, invece, la copertina di Soffritti che omaggia l'ultimo film Disney, "La Principessa e il Ranocchio", di cui si parla abbastanza diffusamente nel numero.
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In libreria
  • Les Trèsors du Journal de Mickey Nell'ottobre del 1934 (data di copertina 18 o 21.10, a seconda delle fonti) esce il primo numero del secondo settimanale disneyano al mondo sia in ordine cronologico che di importanza (in entrambi i casi è superato dal nostro Topolino): il francese Le Journal de Mickey, che dunque nell'ottobre di due anni fa ha superato i 70 anni di vita (piuttosto travagliata in realtà, visto che cessò le pubblicazioni nel 1944 per riprenderle solo nel 1952). Era già uscito, nel 2004, un numero speciale della rivista celebrativo della ricorrenza, ma a dicembre 2005 è uscito un altro speciale che nella sua introduzione la ricorda di nuovo: Les Trésors du Journal de Mickey (Disney Hachette Presse, 4,90 euro in Francia; ordinabile dall'Italia su www.journaux.fr). Si tratta di un volume brossurato di 244 pagine che riassume la storia di questa testata particolare fra le testate disneyane mondiali: è infatti una delle poche, se non l'unica, ad accogliere, fra le sue pagine, storie a fumetti anche con personaggi non Disney; e questa sua particolarità le ha permesso di pubblicare, sin dall'inizio, le storie di famosi eroi del fumetto sindacato americano (il fondatore del Journal, l'ungherese a dispetto del nome Paul Winkler, fu anche il fondatore dell'agenzia Opera Mundi, esclusivista in Europa del King Features Syndicate). In questo speciale sono dunque presenti storie (in ordine di apparizione) dei The Katzenjammer Kids (in Francia Pim Pam Poum, in Italia Bibì e Bibò), di Flash Gordon (Guy l'Éclair), di Pete the Tramp (Le père Lacloche), di Prince Valiant (Prince Vaillant), di Barney Google (La famille Glou-gloub), di Mandrake (Mandrake le magicien) e di Hägar the Horrible (Hägar Dünor). Vi sono anche personaggi autoctoni più recenti quali La famille Déblok e L'école Abracadabra; e ci sono ovviamente i personaggi Disney. La famiglia dei paperi è presente con una "storia a grappolo" pubblicata recentemente in Italia su Zio Paperone, mentre Topolino è presente due volte con La vallée infernale (Topolino nella valle infernale, divisa in cinque episodi come da pubblicazione originale francese) e con un episodio della serie pressoché sconosciuta in Italia Mickey à travers les siècles dedicato ai Tre Moschettieri. Completano il tutto due pagine di introduzione per ogni fumetto presentato, con informazioni a dire il vero assolutamente essenziali, ed una sezione centrale con una serie di giochi enigmistici pubblicati sul giornale rispettivamente nel 1952, 1958, 1969, 1973 ed un cruciverba nuovo di zecca. Cercando di risparmiare sulle iperboli, è un bellissimo speciale celebrativo, che può fare la gioia degli appassionati di fumetto in generale, non solamente disneyano; altamente consigliato, sebbene reperirlo dall'Italia possa essere complicato e costoso (a meno che non si abbiano amici e/o parenti in loco...)

  • Walt Disney Conversations Mentre in Italia il fumetto ed il cinema di animazione stentano a farsi strada al di fuori della cerchia di appassionati, continuando ad essere, per il grande pubblico, soprattutto qualcosa rivolto ai bambini, ai ragazzi ed a chi soffre della sindrome di Peter Pan, all'estero invece sono considerati almeno come importanti aspetti della vita quotidiana di chiunque. Ennesima prova ne è la pubblicazione da parte di una casa editrice universitaria statunitense, la University Press of Mississippi, di una collana, Conversations with Comic Artists Series, che raccoglie scritti ed interviste su e con grandi personaggi del mondo del fumetto e dell'animazione americani; finora sono stati pubblicati libri dedicati a Carl Barks, Milton Caniff, Robert Crumb, Chuck Jones, Charles Schulz e Mort Walker. Il nuovo titolo della collana è dedicato a Walt Disney (Walt Disney Conversations - a cura di Kathy Merlock Jackson - $ 20,00), e raccoglie articoli, documenti ed interviste relative al papà di Mickey Mouse dal 1929, anno seguente alla nascita di Topolino, fino al 1966, anno della sua morte. E' una lettura decisamente interessante, e già la prima frase dell'introduzione fa capire quale voglia essere l'obiettivo del libro: "Walt Disney is best remembered for images, not words"; ed in effetti, soprattutto per noi che non siamo americani (e che magari non abbiamo vissuto negli anni in cui Disney è vissuto), è difficile avere presenti situazioni nelle quali si veda e si senta parlare Disney che non siano siparietti per le sue trasmissioni televisive, o poco altro. Questo libro lo presenta dunque sotto una luce diversa e per certi aspetti nuova, con interviste, scritti, discorsi che ne svelano anno dopo anno (tutto il materiale è presentato in ordine cronologico) il suo carattere, il suo pensiero, il suo stile di vita, il suo lavoro. Uno dei documenti più interessanti tra quelli presenti è la trascrizione della testimonianza da lui prodotta nel 1947 davanti al Comitato per le Attività Antiamericane, in piena guerra fredda e caccia alle streghe nel mondo del cinema USA; Disney non si tira indietro, facendo nomi, spiegando perché non distribuisca i suoi film in Unione Sovietica, ed accusando esplicitamente i comunisti di voler utilizzare i sindacati del cinema come testa di ponte per entrare ad Hollywood e con ciò divulgare le loro (sottinteso: pericolose) idee. Libro dunque molto interessante, che ogni appassionato dovrebbe avere nella propria biblioteca.

  • Disney Tesori e Ricordi Era ormai da diverso tempo che non veniva tradotto in italiano un libro in lingua inglese dedicato a Walt Disney; in occasione delle passate festività natalizie ciò è avvenuto con il libro di Robert Tieman Disney Tesori e Ricordi (edizioni White Star/Disney Editions - € 45,00). L'autore è uno dei più stretti collaboratori di Dave Smith, responsabile dei Disney Archives, luogo leggendario dove sono conservate la storia personale di Walt Disney e quella dell'azienda alla quale ha dato il suo nome; ed il punto di forza del libro sono proprio i documenti usciti dagli archivi per essere pubblicati in maniera decisamente originale. Infatti il materiale non è riprodotto solo fotograficamente, ma è possibile fruire di parte di esso in maniera diretta, grazie alle riproduzioni che è possibile tirare fuori da alcune tasche presenti in quasi ogni pagina del libro stesso. E' dunque possibile toccare con mano, tra le altre cose, il diario della sorella di Disney, Ruth, con i primi disegni autografi del fratello; o la lettera da questi inviata a sua moglie da New York che testimoniava del crescente successo di Mickey Mouse; o un numero di Mickey Mouse Magazine; e ancora le maschere dei personaggi di Pinocchio, una cel di Cenerentola, il biglietto numero 1 di Disneyland, e tanto altro ancora. Allegato al libro vi è un cd audio contenente discorsi ed interviste di ed a Walt Disney, annunci pubblicitari, ed altri documenti audio; la cosa più debole del libro è probabilmente proprio il testo, nel quale viene raccontata a grandi linee la vita di Disney senza rivelare granchè di nuovo, almeno per i fan più accaniti. Si è trattata comunque di una bella strenna natalizia, dal cui successo dipenderà probabilmente la possibilità di vedere pubblicato in lingua italiana anche un secondo libro dello stesso autore già uscito negli States da tempo, The Disney Keepsakes.
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  • Mickey and the Gang Una delle riviste più longeve degli Stati Uniti è Good Housekeeping: nata nel 1885 (!), come dice la casa editrice su Amazon.com si tratta di una rivista che tratta di alimentazione, moda, bellezza, casa, bambini; si tratta dunque di una rivista con target prevalentemente femminile che cerca però di dare suggerimenti utili a tutta la famiglia. Con l'apparizione e l'esplosione dei cartoni animati di Walt Disney, la dirigenza della rivista pensò che sarebbe stata una mossa utile ad aumentare le vendite ottenere dallo stesso l'autorizzazione a pubblicare storie relative alle Silly Symphonies; d'altro canto, anche ai collaboratori di Disney l'idea piacque in quanto dava l'opportunità di pubblicizzare gli shorts animati, oltretutto guadagnandoci grazie alle royalties. Con la nascita del Technicolor e l'uscita delle prime Silly Symphonies a colori, fu raggiunto un accordo in base al quale la rivista avrebbe pubblicato, in contemporanea con le uscite cinematografiche, una pagina al mese contenente immagini di un cartone ed il suo racconto in versi. E così, dall'aprile 1934 apparirono sulla rivista queste riduzioni delle Silly Symphonies; quando poi il colore fu applicato anche ai cartoni di Topolino, Paperino e soci, anche questi apparirono su Good Housekeeping; ed ancora, in occasione dell'uscita di Biancaneve, Pinocchio e Bambi, furono pubblicati riassunti dei film illustrati da fotogrammi e/o disegni preparatori degli stessi (in questi casi non ridotti ad una sola pagina, ma in più pagine e pubblicati in due puntate su due numeri consecutivi); l'ultima di queste pagine fu pubblicata nel settembre del 1944.
    Era diverso tempo che si cercava di recuperare queste opere per presentarle in un unico volume; alla fine l'impresa è stata compiuta da David Gerstein, che ha dato alle stampe Mickey And The Gang: Classic Stories In Verse (Gemstone Publishing; pagg.360; $ 29,99 softcover; $ 149,99 hardcover, con le stampe anastatiche delle 10 pagine di maggior valore), libro che è questo, ma anche molto altro. Ognuna delle riproduzioni delle pagine di Good Housekeeping è accompagnata dal riassunto del cartone (a causa dello spazio limitato, del fatto che per contratto ogni racconto poteva contenere al massimo 6 illustrazioni, e del fatto che per realizzarle si utilizzava quanto fino al momento della stampa era disponibile dal reparto animazione, a volte la storia non rispecchiava perfettamente lo short cinematografico), da un commento alle stesse e da un florilegio di illustrazioni, disegni, pagine e strisce a fumetti, recensioni dell'epoca, aneddoti... Un apparato grandioso, dietro al quale c'è un lavoro di ricerca e documentazione altrettanto grandioso, al quale hanno collaborato, oltre ovviamente ai Disney Archives, molte altre persone in tutto il mondo (tra le quali alcune vecchie conoscenze: Luca Boschi, Leonardo Gori, Francesco Spreafico), oltre che di restauro delle fonti originali per poterle riprodurre sul libro come fossero appena stampate.
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  • The Official Price Guide to Disney Collectibilities "Chiunque puograve; parlare di Disney. Chiunque parla di Disney. Cosa vuol dire "disneyano"? Disney ha raggiunto il massimo di sostanza per un nome o per un soggetto: diventare un aggettivo."
    Questa affermazione di Enrico Ghezzi, se trova una sua ragion d'essere qui in Italia, a maggior ragione è ancora più vera negli USA. In particolare, in ambito collezionistico, la parola "Disneyana" indica un ramo particolare del collezionismo riguardante tutto ciò che ha a che fare con le creazioni ed i personaggi creati dallo "zio" Walt. Ecco dunque più che giustificata l'esistenza di negozi specializzati, reali e su internet (provate a digitare "Disneyana" su un motore di ricerca), di riviste specializzate (Tomart's Disneyana Update, che si chiama così perché ogni uscita è in realtà un aggiornamento della guida al collezionismo Disney edita, appunto, dalla Tomart ormai diversi anni fa), e di libri specializzati, dei quali questa Price Guide è l'ultima nata. Organizzato, più che scritto, da Ted Hake, uno dei più importanti dealer nel campo del collezionismo negli States (www.hakes.com), questo catalogo raccoglie migliaia di pezzi di merchandising disneyano di qualunque genere: statue, orologi, dischi, albi a fumetti, riviste, libri, giocattoli, peluches, cels, pins... provate a pensare ad un qualunque genere di prodotto in cui compaia un personaggio Disney, e questo c'è (anche cibo e bevande!). I pezzi sono divisi per personaggi (di finzione o reali; ad esempio una sezione è dedicata ad Annette Funicello, la più famosa dei mouseketeers del Mickey Mouse Club televisivo), per film (di animazione e dal vero), o per tipo di prodotto (ciò vale soprattutto per le pins ed i comic books; questi ultimi in particolare compaiono divisi in diverse categorie); questa scelta, se da un lato aiuta il collezionista ultraspecializzato, ossia quello che raccoglie solo i pezzi relativi ad un determinato personaggio o film, dall'altro complica la vita a tutti gli altri (come il sottoscritto) che avrebbero preferito una divisione per "categorie merceologiche", e poi magari all'interno di queste l'ulteriore divisione per personaggio. Resta comunque il fatto che nelle praticamente mille pagine di questo tomo si trovano oggetti di ogni tipo e di ogni età (tutti gli oggetti presenti sono fotografati), relativi all'intera produzione disneyana, sia cinematografica che televisiva che relativa ai parchi di divertimento (se per caso vi interessasse saperlo, il sottoscritto vi ha trovato alcuni pezzi della propria collezione... pochissimi, ma ci sono!). Completano il libro diversi articoli di approfondimento ed una serie di inserzioni pubblicitarie che se da un lato possono anche dare fastidio (ma sono tutte concentrate all'inizio ed alla fine del libro), dall'altro hanno contribuito probabilmente a contenere il prezzo dei libro ($ 27,95), e danno un'idea di quanto sia vasto il mercato negli USA. Il libro è edito dalla House of Collectibles, sezione specializzata della nota casa editrice americana Random House, in collaborazione con la Gemstone, attuale casa editrice dei comic books Disney negli Stati Uniti.

  • Il Papero da Vinci Il Papero da Vinci: ennesimo speciale dei SuperMiti Mondadori prodotto sull'onda del successo di un film o di un libro. Questa volta il bersaglio è il bestseller 2004 "Il Codice da Vinci" di Dan Brown, ottimo romanzo (ne consiglio vivamente la lettura!) che viene in questa occasione parodiato nella storia (inedita!) di apertura del volume: Zio Paperone e il Codice Metsys. La bravissima, come sempre, Lara Molinari si tuffa nella riduzione a fumetti del suddetto romanzo, in una storia godibilissima in cui si scopre addirittura un segreto legato alla mitica Numero Uno...non dico nulla per non rovinare la sorpresa...Ovviamente certi rimandi diretti al libro sono più chiari per chi il romanzo l'ha letto... Per il resto storie discrete, non eccelse devo dire, se non fosse per una piccola perla quale "Paperino e Paperotta" del Maestro della Scuola Ligure, Bottaro, storia ambientata nello stesso medievo fantastico del suo capolavoro, "Il dottor Paperus". Note dolenti: non si capisce quale sia stato il filo conduttore nella scelta delle storie...alcune decisamente in tema, altre per nulla, un insieme decisamente poco organico... ma soprattutto la scelta della carta in cui il volume è stampato... orrenda!!! Ricorda quella del Topolino anni '70, ho paura che si possa "sgretolare" nel giro di pochi anni...
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  • Walt Disney - The dark side of the Dumbo E' imbarazzante recensire questo libro; imbarazzante perché altro non è se non un riassunto di un altro libro anti-Disney, quello famoso e famigerato di Marc Eliot Walt Disney-Il principe nero di Hollywood, unico libro citato nella bibliografia, che comprende due siti internet nominati espressamente, ed altri che non ci è dato conoscere "perché sono troppi: cercateli"; ed è imbarazzante perché, se Eliot nel suo libro aveva avuto almeno l'intelligenza di far passare le sue tesi come verità assolute con eleganza, l'autore di questo libretto (una novantina di pagine, formato Oscar Mondadori) non ha invece nessuna remora nel riportare le stesse tesi aggiungendo di suo solo volgarità nei riguardi di Disney, chiamandolo "il piccolo führer di Marceline" quando decide di trattarlo bene. Chi conosce il libro di Eliot sa già dunque di cosa si parla: l'infanzia infelice di Disney con il dubbio che i suoi genitori in realtà lo abbiano solo adottato (o meglio che il padre lo abbia messo al mondo con un'altra donna e che abbia imposto alla moglie di prendere in casa lei come cameriera e lui come figlio), il rapporto di Disney con l'FBI e con J. Edgar Hoover in particolare, l'assenza totale o quasi di qualunque talento artistico, la capacità al contrario di essere un grande organizzatore del lavoro altrui al solo fine di sfruttarne a proprio vantaggio i risultati, la dipendenza da fumo, alcool ed antidepressivi, e così di seguito. Le uniche novità presenti in questo libro sono un accenno alla recente vicenda della modifica della legge sul copyright negli USA che consente alla Disney e ad altre multinazionali dello spettacolo di poter godere ancora per diversi anni dei diritti di autore su creazioni che al contrario sarebbero in procinto di divenire di pubblico dominio, ed un accenno ai comics disneyani, del quale vale la pena riportare un estratto, tanto per far capire con chi si ha a che fare:
    "La Paperopoli di Carl Barks è la cosa più lontana dalla melassa servita a colazione pranzo cena dallo "zio Walt" e assomiglia molto invece alla vita vera del suo boss, un mondo "infernale" dove i paperi litigano, mirano a fregarsi, si buttano in imprese folli, dove il cent smuove ogni cosa, dove ci sono ladri matricolati e rivali in affari senza scrupoli e dove l'arcimultifantastiliardario tira a non pagare i suoi impiegati, ruba le idee al suo inventore preferito, sfrutta il nipotame come fosse merce di San Quintino. La verità viene a galla sempre, a volte a pancia in su, ma affiora.".
    Giudizio: da evitare assolutamente (a maggior ragione poi se avete già il libro di Eliot, che è di gran lunga migliore, ed è tutto dire!)

  • Topocatalogo Autunno 2003 L'ennesimo "Topocatalogo" allegato ai periodici Disney correntemente in edicola ha la poco invidiabile proprieta' di non presentare assolutamente nulla di nuovo!!! Ci sono i soliti raccoglitori (ma qualcuno li compra?) per Topolino, Zio Paperone e Witch; il cofanetto dei primi sei numeri de "Le Grandi Parodie" (opportunamente modificati per distinguerli da quelli originariamente usciti in edicola); la versione cartonata di "Storia e Gloria della dinastia dei Paperi"; le ristampe dei primi sei numeri de "Il Topolino d'oro", con tutti i difetti imputabili all'edizione originale fedelmente mantenuti; il cofanetto con le prime storie di Paperinik e, dulcis in fundo, due cofanetti contenenti le ristampe integrali delle prime due annate di Topolino, questi realmente imperdibili per chi non vuole fare un mutuo per possedere gli originali!

  • Zio Paperone dollari e pepite Ristampa del numero 142 della collana "I Miti Mondadori", questo best seller ondeggia un po' tra le storie tradizioniali di Roberto Cimino e quelle più moderne di Fabio Michelini, passando per un classico forse non troppo noto come "Il matrimonio di Zio Paperone" di Massimo de Vita. Insomma, nulla di imperdibile per chi le storie le conosce già, ma potrebbe essere una buona lettura per chi non è un vero e proprio appassionato. Peccato, in un libro del genere la mancanza assoluta di un minimo di apparato critico: una paginetta di presentazione per ogni storia non ci sarebbe stata male... visto anche che non si punta al risparmio: il volume costa 10,8 Euro...l'edizione dei miti si trova facilmente sulle bancarelle a 2-3 euro al massimo (bisogna dire, però, che il formato di questa è molto più grande della prima pubblicazione!)

  • Topocatalogo Estate 2003 L'ultimo "Topocatalogo" distribuito dalla Walt Disney presenta alcune cose molto interessanti, ordinabili con cartolina postale o per telefono: un cofanetto che raccoglie due volumi con le prime 10 storie del Paperinik classico, il volume cartonato "Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi" con la storia I TL 749-A e le puntate seguenti, le ristampe dei primi 6 numero de Il Topolino d'oro, ed altri volumi già presenti nelle precedenti offerte. Non c'è un voto al Topocatalogo, in quanto presenta materiale molto eterogeneo, per qualitè e contenuti, ma vale comunque la pena dargli un'occhiata e scegliere quello che più si adatta alle vostre esigenze collezionistiche!




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