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L'archivio dell'edicola e della libreria:

Tutte le recensioni dei volumi apparsi in libreria o in edicola e che si sono guadagnati uno spazio nell'apposita pagina dell'edicola, dopo un certo periodo di tempo vengono spostate in questo archivio.

In edicola
  • I Classici Disney 364 Topolino presenta "La Strada" di Marconi-Cavazzano (TL 1866)
    Questa la avevo già, ma se a qualcuno manca vale certamente l'acquisto dell'albo. Cavazzano assolutamente ispirato da una storia omaggio al capolavoro di Federico Fellini (almeno, IO lo considero il suo capolavoro). Azzeccatissima Minni-Gelsomina, assolutamente perfetto il Gambadilegno-Zampanò. Per Topolino c'è la parte del "matto". Per l'occasione i personaggi coinvolti rispolverano un look anni '30 che molto si addice alle atmosfere del film. La sceneggiatura giustamente ricorre ad un trucco per non dover riproporre il tristissimo finale, e giustamente non si ricorre al trucco usato per "Casablanca". Un po' troppo lunga, a mio giudizio, la cornice "a contorno"; forse la parte con la visita a Disneyland e l'incontro con Walt Disney si poteva tagliare. La storia è comunque bellissima.
    Indiana Paper e i cercatori della penna perduta di Saidenberg-Rodrigues Soares (TL 1786) e Sansone Paperoga e Amelia di Saidenberg-Miyaura (TL 1788)
    Ben due storie di Saidenberg. Entrambe fanno parte del filone "Paperoga", nella prima lo vediamo nelle vesti di un simil-Indiana Jones, nella seconda rivisita il personaggio biblico di Sansone. In entrambe compare il personaggio di Gloria, che se ho ben capito dovrebbe essere la fidanzata brasiliana di Paperoga. Storielle carine.
    Super Pippo e il sabotaggio di Gancio di Boschi-Palazzi (TL 2329)
    Per quel che ho visto, Boschi non resiste alla tentazione di scrivere storie "particolari", rispolverando personaggi minori o tentando accoppiate insolite. In questo caso abbiamo Gancio il Dritto che va a trovare Pippo, finendo per danneggiare involontariamente Super Pippo. A parte questa particolarità, è una storia incentrata con le difficoltà di Super Pippo a svolgere il proprio compito quando non ci sono le "arachis ipogea" a disposizione. Tema già visto, ma svolto con onore.
    Sgrizzo uomo del futuro di Faccini (TL 2236)
    Storiella molto divertente, con gag esilaranti. Per riallacciarsi ad un discorso fatto di recente su questo forum, verrebbe da chiedersi perché si sia usato il personaggio di Sgrizzo invece che Paperoga, comunque la storia "tiene" e diverte. La vignetta finale è una citazione da "Paperino eroe del circo" di Barks. Forse c'è anche una citazione da Fantozzi (gli insopportabili circoli culturali post-lavoro con interminabili proiezioni di pallosissimi film sovietici). Ah, una curiosità: un film della durata di alcune ore, che riproduce un uomo che dorme, esiste davvero: http://www.imdb.com/title/tt0187513/
    Paperino anchor man di Russo-Molinari (TL 2257)
    Storia non particolarmente esaltante, dallo sviluppo prevedibile.
    Topolino e le care vecchiette di Panaro-Petrossi (TL 2067)
    "Arsenico e vecchi merletti" con Topolino e Pippo. Ovviamente siamo in casa Disney, e al posto dell'arsenico c'è del sonnifero, e le due care vecchiette rubano a fin di bene. C'è anche il fuorilegge brutto, grande e grosso, proprio come nella commedia. Ma la storia non sa di granché. Meglio il vecchio film, quello con Cary Grant. Faceva ridere di più.
    Cow boy Bum Bum nella valle dell'oro nero di Mastantuono (TL 2425)
    Carina, divertente, anche se ormai lo schema delle storie di Bum Bum si è capito e comincia a farsi un po' ripetitivo. Però mi piace il ruolo "insolito" di Archimede in queste storie, e nel complesso continuano a piacermi.
    Topolino e la formula fonica di Scarpa/Zemolin (TL 1199)
    Storia che avevo già letto, con Topolino e Gancetto alle prese con il trio Gamba-Trudy-Plottigat per difendere uno stravagante inventore dal furto di quella che promette di essere l'invenzione del secolo. Ricordo che da piccola mi era piaciuta molto e mi divertivo a "recitarla", imitando le voci di Gamba e Trudy che provano a ripetere "la cercan qua, la cercan là" con varie intonazioni di voce. Una buona storia.
    Voto: fra le tre e le quattro stelline
    Recensione di Brigitta MacBridge
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  • I Maestri Disney 33 - Bottaro e la Scuol Lo vogliamo dire una volta per tutte? Diciamolo. Per quanto si possa confezionare un prodotto come questo con estrema cura, con redazionali competenti, con informazioni scelte e una gran considerazione per gli appassionati, se il tutto non viene supportato da storie buone, o quantomeno che non facciano sbadigliare, allora tanta devozione si rivela inutile. Un numero doveroso questo, il terzo del ciclo delle grandi scuole dopo quella veneziana di Scarpa e quella genovese di Carpi, un numero che ha modo nelle prime pagine di fare un giusto tributo al Papersera, alla sua community. Fa di certo piacere aprire l'albo e trovarsi a far capolino in una foto collettiva che comprende Bottaro, Alle, Warren, Rom, Paolo e mille altri figuri ben noti qui e in altri lidi. E vedere un Bottaro felicissimo stringere in mano una certa statuetta pure. Se a questo aggiungiamo la copertina del volume che abbiamo realizzato tutti insieme, gli elementi ci sono tutti per potermi bullare con amici e familiari "Vedete questo titolo? L'ho inventato io!". Ma dopo che hai stressato tutta Padova e provincia facendo il galletto, l'hype finisce e ti ritrovi solo con le storie. Che, purtroppo, non sono certo granchè. Certo, ho apprezzato moltissimo la pubblicazione dell'ultimo lavoro, postumo, di Bottaro ma per il resto...sigh, prodotti mediocri dello Studio Program.
    Zio Paperone e il Trabiccolo (Bottaro): L'ultima storia di Luciano Bottaro. Senza dubbio emblematica, visto che vi appare lo spazio, l'amato Paperone, le deformazioni, i personaggi sghimbesci, la colorazione psichedelica e Zantaf. Non il miglior Bottaro, certo, si nota infatti un certo affaticamento. Il suo testamento artistico rimane la storia che precede questa, quel Pippo e la Corona delle Streghe che fornisce un poeticissimo esito al tormentone di Pippo e Nocciola, chiudendo idealmente il discorso una volta per tutte. Qui non si giunge a tanto ma è pur sempre gradito. Addio Luciano.
    Zio Paperone e la Festa Mascherata (Studio Program-Chendi/Bottaro): Breve storia su quattro strisce tratta dall'Almanacco. Piattume evitabile, messa evidentemente per riempire un buco, visto che il vero tributo a Chendi viene dopo.
    Le Miniere di Re Paperone (Chendi/Bottaro): Preceduta da un articolo su Chendi ecco la sua prima storia, tratta da un Albo d'Oro. Un Chendi acerbo in coppia con un Bottaro acerbo, nel complesso una storia acerba significativa più per valore storico che per altro.
    Topolino e la Banda Ombra (Studio Program/Milazzo): Dopo un articolo di presentazione su Milazzo, ero già a sbavare, ma la storia è stata una doccia fredda. Una banalissima storiella western tutta sbadigli e stereotipi murryani. Illeggibile.
    Zio Paperone e la Melodia Misteriosa (Scala): Articolo su Scala e e una sua storia da autore completo appartenente al filone di Acciuga. Niente di che, gradevole per i virtuosismi grafici e nulla più.
    Zio Paperone e la Stella di Burbank (Studio Program/Rebuffi): Articolo sul terzo esponente dello studio Bierrecì, Rebuffi. Ma la storia...cioè questo Studio Program andrebbe obliato con infamia e invece ce lo mettono in tutte le salse. Pietà.
    Topolino e il Ritorno dello Struzzo Oscar (Chendi/Colantuoni): La storia è piacevole, un interessante sequel della storia di Gottfredson. Certo non ne ha la genialità, è poco più di un more of same for dummies, ma almeno si lascia leggere, a differenza del mare di robetta delle pagine precedenti.In conclusione? Bè...se la tendenza attuale è questa, non capisco dove si voglia andare a parare. Intendiamoci, non ho nulla contro le storie poco significative. Lette in un certo contesto mi stanno bene, e questo contesto è i Grandi Classici, un mattoncino di millemila storie, che mensilmente offre capolavori misti a brevi e storie mediocri. Zio Paperone e I Maestri Disney invece si pongono in maniera diversa, visti i prezzi, la veste e le rubriche sarebbe logico aspettarsi un po' di più.
    Voto:
    Recensione di Grrodon
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  • Mega 603 Numero che non raggiunge il livello dello scorso numero per quanto riguarda il livello qualitativo delle storie ,ma comunque gradevole nel complesso:
    Paperino e la collana maledetta di Lustig/W.Van Horn: uhm,appena ho visto questa storia e i loro autori immaginavo qualcosa di meglio,ma la storia è comunque simpatica. Si notano nei tempi e nelle battute della storia un certo sapore barksiano,ma è innegabile che alcuni passaggi siano un po' tirati per le lunghe e altri troppo brevi, per non parlare del finale un po' scialbo.Insomma una storia che poteva essere decisamente migliore, ma che comunque fa la sua figura. Estremamente affascinati i disegni di Van Horn padre ancora acerbo.
    Zio Paperone e il quartino portaiella di Jensen/Manrique: carina! Una storia che in mezzo al Topolino IMHO non sfigurerebbe (e poi volete mettere la goduria nel vedere dei minori che giocano alla slot). Disegni assai dinamici con un Manrique di ispirazione Feriolana(scusate la bruttezza di questa parola)
    Orazio e l'autobus dello strazio di Petrucha/Madsen: il titolo fa già capire la bruttezza di questa storia che mi astengo dal commentare (unica nota di merito Macchia Nera,bassotto e Gambadilegno stile mignon di pag.42).
    Topolino e il problema "appiccicoso" di N.Van Horn: ecco Van Horn figlio con una storia un po' stramba.Ottima la sceneggiatura, particolare il soggetto con un vicino che si arrabbia come mai ne avevo visti, e poi il catrame che mai avevo visto in una storia disney (al massimo il cemento). In conclusione una storia fuori dagli schemi, che mi è piacucchiata (altra parola orrenda di cui mi scuso).
    I Bassotti e la difesa delle GM di Gilbert/Manrique: mah,scadente. Nota di demerito quando i bassotti chiedono di far parte delle Giovani Marmotte (stavo piangendo per la disperazione dopo questa frase, e non scherzo).
    Paper Bat contro il misterioso dottor Plastica di Saidenberg/Herrero: torna Paper Bat, ma la storia è molto semplice e le situazioni comiche non sono delle più ganze. La storia mi è piacuta pochissimo, complice forse anche il fatto che non ho mai amato Paper Bat.
    Paperino e i paperi ideali di Spencer/Santanach Hernandez: sufficiente come storia, ma che in alcuni parti si rivela molto divertente (vedi intrusioni di Paperino che mi hanno ricordato alla lontana L'insolito remake di Cavazzano).
    Topolino e l'orchestra galleggiante di Halas/Mateu: wow, questa mi è piacuta. Ottimo il ritmo della vicenda e molto simpatico il Pippo bastardo che si vede nel finale. Per me con la prima e le due che seguono la migliore del numero (storie che comunque in un ipotetico voto da 1 a 10 non andrebbero oltre al 7).
    Paperino eroe di "facciata" di Lustig/Scalabroni Ceballos: buona quest'altra prova di Lustig che imbastisce una trama sullo stile da ten pages barksiana aggiungendosi anche qualcosa di suo. Ottima la gag sulle aureole e molto originale il finale.
    Topolino,Pippo e la fobia dei germi di Kinney/Martinez: simpatica storia che mostra un Pippo un po' estremista (forse anche troppo) ma che non stravolge il personaggio. Buono il rapporto fra Pippo e l'amico topo riguardo alla loro amicizia (tema molto caro al nostro Casty).
    Topolino e i pirati dell'etere di Petrucha/N.Van Horn: la parte migliore della storia è il titolo (molto evocativo devo dire);la storia è banale è scorre via veloce,mediocre e niente più.
    Voto: e mezzo
    Recensione di Lore
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  • Zio Paperone 207 Paperino e Robert il Robot di Martina/Carpi: una storia di chiaro stampo martiniano è un'avventura tutto sommato semplice e senza molti spunti originali; tuttavia è gestita ottimamente per tempi, colpi di scena e gag tanto da risultare una storia gradita. Simpatico il finale e il poliziotto; bello vedere il linguaggio "pittoresco" di Martina, unito alle scene al limite del politicamente scorretto ma trattate sempre con ironia e humor nero, scene di violenza (le manganellate del poliziotto, Paperino e Paperone che si minacciano a vicenda con delle pistole) che non tradiscono lo spirito Disney per quanto "forti".
    Ovviamente ingenuo e distante anni luce alla piena maturazione il tratto di Carpi, che IMHO non si avvicina agli stilemi barksiani come suggerito da Boschi nell'articolo introduttivo, ma che pare più un'evoluzione dei modelli altaliaferriani imposti dalla redazione. Irriconoscibile la Banda Bassotti, con una versione ante litteram dell'Intellettuale 176.
    Paperino e Robert, l'automa di Moores: storiella carina, forse un po' assurda la figura del cugino Marmaduke. Belli i disegni, soprattutto alcuni primi piani di Paperino e i nipotini, che ricordano vagamente i cortometraggi degli anni '40/'50.
    Paperino Novello Pioniere di Fallberg/Bradbury: sì, bella storia, ma si capiva già dove si sarebbe andati a parare, vista la somiglianza con una storia barksiana di cui ora mi sfugge il titolo.
    Topolino, Paperino e le palle di neve di Osborne/Gottfredson: Gottfredson su Zio Paperone... un sogno che si avvera? Beh, no, si tratta solo di una tavola domenicale, un'autoconclusiva messa lì come riempitivo grazie alla presenza di Paperino. Mah, speriamo sia l'avvisaglia di un qualche cambiamento...
    Zio Paperone e il più Furbo tra i Duri di Jensen/Branca: toh, Chiarafonte, il cugino di Paperino ideato da Barks in Paperino conducente di tronchi. Beh, storia simpatica ma nulla di più. Note negative per la traduzione più astuto degli astuti e per la colorazione americana.
    Per il resto abbiamo due autoconclsuive: La Danza di Nonna Papera (McSavage) e la rara (mica tanto...) Paperino e le Tentazioni di Barks. Interessante l'articolo sugli Albi della Rosa, mentre l'approfondimento su Il Barks sconosciuto sa ben poco di inedito. Bruttina la pi-up del Don, ispirata a Zio Paperone a Nord dello Yukon.In conclusione, numero ben fatto e godibile ma non eclatante. Insomma, dallo ZP bimestrale mi aspetterei di più.
    Voto:
    Recensione di Portamantello
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  • W.I.T.C.H. 71 - Tracce di paura Crescono, e non ci si può fare nulla. Puoi essere per loro un maestro, un migliore amico, un fratello maggiore o un primo amore, ma poi inevitabilmente crescono e si distaccano da te. E quando succede, vuoi per affezione, vuoi per quel pizzico di egoismo, ci si sta male. Poi ovviamente dipende, ci sono quelle che crescendo si rovinano, diventano mondane e superficialotte, ci sono quelle che invece imparano a pensare con la propria testa, cosa sacrosanta ma foriera di contrasti e litigi. In entrambi i casi il risultato è il progressivo abbandono, che può essere di te come persona, di ciò che tu un tempo rappresentavi, di una compagnia ma anche di un forum. E la cosa più atroce è che è giusto così.
    Anche le Witch crescono. Ma non potendo farlo verticalmente, per questioni di marketing, lo fanno orizzontalmente. Sì, bè, in effetti a questo punto è sbagliato dire che crescono, è più appropriato dire che variano. Le Witch variano, quindi può capitare di aprire un numero e trovarle intente a TRUCCARSI, magari per andare a una FESTA e conoscere NUOVI RAGAZZI. Non sono più le ragazze acqua e sapone di una volta, adesso sono pronte per lanciarsi in società, magari sbagliando le dosi e ritrovandosi le facce invase da rossetti e fard troppo evidenti. E quando questo diventa il tema di un'intera breve, come nel caso di Il Trucco C'è...(Ma Non Si Vede!) (Gianatti/Leoni), capisci che è cambiato qualcosa. Che cosa è meglio non specificarlo, ma dovendo scegliere preferirei mettere in castigo le cinque squinzie piuttosto che l'intera generazione a cui il fumetto è ormai rivolto.
    Ma c'è poco da fare, può darsi che sia io irrimediabilmente bacchettone, frustrato e quant'altro, e molto probabilmente è così. Quindi mi chiedo se l'inserimento di questo nuovo belloccione che ronza intorno a Will fosse proprio necessario. Nella storia principale, Tracce di Paura (Ferrari/Panniello-Melaranci) esordisce infatti Neil, l'ennesimo rimpiazzo. Solo che stavolta è il rimpiazzo di Matt, l'ormai iconico filarino che si trascina tra alti e bassi sin dal primo numero. E quel che è peggio è che lo stesso Matt, via mail, approva che Will frequenti nuovi giri. E' il crepuscolo degli Dei. Ma vabbè, dovendoci invece rifugiare nelle certezze, e quindi nella storia principale possiamo felicemente constatare che il numero in questione non delude. Certo, non delude nei limiti di ciò che è questa saga, ma perlomeno si fa leggere abbastanza bene. La figura di Folkner finalmente emerge ma per quanto il suo ruolo fosse prevedibilissimo si poteva evitare di spoilerarlo a mezzo mondo mettendo la scheda del personaggio subito prima della storia. Ma critiche a parte, l'esordio di Ferrari in una storia lunga è pregevolissimo, e non sono niente male neanche i disegni. I personaggi sono espressivi, cosa sempre più rara, e le cadute di tono quasi inesistenti. Certo, se si sapesse a chi attribuirne il merito saremmo tutti più contenti. Di certo è del vilipeso Zanon il merito di un copertina dal concept pietoso ma in cui figura una Cornelia dolcissima. Vabbè, anche per questo mese è andata, e io non mi sono neanche lamentato di We. E' proprio vero, tutto muta, non c'è più religione, non producono neanche più i sofficini al kiwi. Sigh.
    Voto:
    Recensione di Grrodon
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  • Topolino 2674 Bellissima questa copertina! Collegata alla storia e con uno strillo che si riferisce alla storia all'interno! Complimenti anche a Monteduro per i colori veramente splendidi!
    Topolino e la deriva U-Cronica di Sisti/Cavazzano: Questa dimostra come Sisti sia veramente uno dei migliori autori Disney in assoluto. La storia ha gag divertenti, spunti intelligenti, avventurosi, e promette fin da subito degli sviluppi complessi che ci porteranno chissà dove! Veramente ottima!
    Rockerduck e l'ultima bombetta di Valentini/Andrea Lucci: La storia è surreale e divertente, sia per l'ossessione gastronomica di Rockerduck per le bombette che per i cappelli alternativi che usa lungo la storia. Peccato che il finale non sia il massimo.
    Nonna Papera e la fattoria didattica di Mara Pace/Lara Molinari: Non credo di aver mai sentito nominare questa Mara Pace. La storia è piuttosto scarsa, sceneggiata in maniera spezzettata e poco armoniosa. E' buono lo spunto ma il livello non mi sembra sufficiente per un fumetto "leader" come Topolino, dove bisognerebbe sempre leggere roba di un certo livello se non qualitativo almeno tecnico. Dopo alcuni autori secondo me molto promettenti arrivati negli ultimi 4-5 anni mi sembra che nell'ultimo anno ci sia stata un'invasione di storie sporadiche di nuovissimi autori (Vessella, Pace, Quattrocolo, Carrer, Venerus per dire quelli che mi vengono in mente ora) che secondo me non hanno ancora un livello sufficente per apparire su un giornale di un certo livello...
    Orazio e il forno dei desideri di Panaro/Ubezio: Lo spunto come al solito è divertente, il finale un po' meno. I disegni così così.
    Paperino e Gastone in 4 palmi di miniera di Cimino/Mancuso: Belli i disegni di Mancuso che ammorbidiscono un po' gli "spigoli" del surrealismo di certe gag ciminiane. La storia è carina ma è un po' strana e poco equilibrata, mi pare: la prima metà è tutta dedicata al fatto che il comune obbliga i disoccupati a fare un certo lavoro, filone che viene poi totalmente abbandonato per il viaggio alla miniera dei due protagonisti e non torna più... insomma, non si capisce bene che cosa volesse fare con questa storia il comunque sempre amato Maestro Cimino.
    Paperoga e l'inseguimento ornitologico di R.Gagnor/ A.Freccero: E questa, oltre alla conferma che Freccero insieme a Intini resta uno dei disegnatori comici migliori sulla piazza, è anche la conferma che ho fatto bene a inserire Gagnor tra i miei preferiti autori emergenti, insieme a Vitaliano, Salati e Badino, che secondo me potrebbero essere fra qualche anno i Sisti, Casty, Faraci, Savini del futuro. La storia è veramente molto divertente, piena di gag e di battute, e mostra senza ombra di dubbio il talento comico di questo autore. Un po' troppo assurdo forse il fatto che Pico e Paperoga al supermercato si ritrovino allo stesso scaffale dell'uccello che credono di seguire e non lo vedano affatto (e non vedano nemmeno Paperino, tra l'altro!), comunque la storia è veramente buona.
    Autoconclusive: Sulle ali della fortuna di Panaro/Colantuono: Simpatica; Inventofurbo di Enrico Faccini: Oh, ecco tornato finalmente il vero Faccini delle autoconclusive, quello geniale, che sa prendere in giro i personaggi per quello che sono! Grande Faccini!
    In conclusione: trovo che questo numero di Topolino sia di qualità veramente molto buona per la prima e l'ultima storia, al livello di certi Topolini anni '80 e non scherzo!
    Voto:
    Recensione di Pegleg
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In libreria
  • Les Trèsors du Journal de Mickey Nell'ottobre del 1934 (data di copertina 18 o 21.10, a seconda delle fonti) esce il primo numero del secondo settimanale disneyano al mondo sia in ordine cronologico che di importanza (in entrambi i casi è superato dal nostro Topolino): il francese Le Journal de Mickey, che dunque nell'ottobre di due anni fa ha superato i 70 anni di vita (piuttosto travagliata in realtà, visto che cessò le pubblicazioni nel 1944 per riprenderle solo nel 1952). Era già uscito, nel 2004, un numero speciale della rivista celebrativo della ricorrenza, ma a dicembre 2005 è uscito un altro speciale che nella sua introduzione la ricorda di nuovo: Les Trésors du Journal de Mickey (Disney Hachette Presse, 4,90 euro in Francia; ordinabile dall'Italia su www.journaux.fr). Si tratta di un volume brossurato di 244 pagine che riassume la storia di questa testata particolare fra le testate disneyane mondiali: è infatti una delle poche, se non l'unica, ad accogliere, fra le sue pagine, storie a fumetti anche con personaggi non Disney; e questa sua particolarità le ha permesso di pubblicare, sin dall'inizio, le storie di famosi eroi del fumetto sindacato americano (il fondatore del Journal, l'ungherese a dispetto del nome Paul Winkler, fu anche il fondatore dell'agenzia Opera Mundi, esclusivista in Europa del King Features Syndicate). In questo speciale sono dunque presenti storie (in ordine di apparizione) dei The Katzenjammer Kids (in Francia Pim Pam Poum, in Italia Bibì e Bibò), di Flash Gordon (Guy l'Éclair), di Pete the Tramp (Le père Lacloche), di Prince Valiant (Prince Vaillant), di Barney Google (La famille Glou-gloub), di Mandrake (Mandrake le magicien) e di Hägar the Horrible (Hägar Dünor). Vi sono anche personaggi autoctoni più recenti quali La famille Déblok e L'école Abracadabra; e ci sono ovviamente i personaggi Disney. La famiglia dei paperi è presente con una "storia a grappolo" pubblicata recentemente in Italia su Zio Paperone, mentre Topolino è presente due volte con La vallée infernale (Topolino nella valle infernale, divisa in cinque episodi come da pubblicazione originale francese) e con un episodio della serie pressoché sconosciuta in Italia Mickey à travers les siècles dedicato ai Tre Moschettieri. Completano il tutto due pagine di introduzione per ogni fumetto presentato, con informazioni a dire il vero assolutamente essenziali, ed una sezione centrale con una serie di giochi enigmistici pubblicati sul giornale rispettivamente nel 1952, 1958, 1969, 1973 ed un cruciverba nuovo di zecca. Cercando di risparmiare sulle iperboli, è un bellissimo speciale celebrativo, che può fare la gioia degli appassionati di fumetto in generale, non solamente disneyano; altamente consigliato, sebbene reperirlo dall'Italia possa essere complicato e costoso (a meno che non si abbiano amici e/o parenti in loco...)
    Voto:
    Recensione di Alessandro Cella

  • Walt Disney Conversations Mentre in Italia il fumetto ed il cinema di animazione stentano a farsi strada al di fuori della cerchia di appassionati, continuando ad essere, per il grande pubblico, soprattutto qualcosa rivolto ai bambini, ai ragazzi ed a chi soffre della sindrome di Peter Pan, all'estero invece sono considerati almeno come importanti aspetti della vita quotidiana di chiunque. Ennesima prova ne è la pubblicazione da parte di una casa editrice universitaria statunitense, la University Press of Mississippi, di una collana, Conversations with Comic Artists Series, che raccoglie scritti ed interviste su e con grandi personaggi del mondo del fumetto e dell'animazione americani; finora sono stati pubblicati libri dedicati a Carl Barks, Milton Caniff, Robert Crumb, Chuck Jones, Charles Schulz e Mort Walker. Il nuovo titolo della collana è dedicato a Walt Disney (Walt Disney Conversations - a cura di Kathy Merlock Jackson - $ 20,00), e raccoglie articoli, documenti ed interviste relative al papà di Mickey Mouse dal 1929, anno seguente alla nascita di Topolino, fino al 1966, anno della sua morte. E' una lettura decisamente interessante, e già la prima frase dell'introduzione fa capire quale voglia essere l'obiettivo del libro: "Walt Disney is best remembered for images, not words"; ed in effetti, soprattutto per noi che non siamo americani (e che magari non abbiamo vissuto negli anni in cui Disney è vissuto), è difficile avere presenti situazioni nelle quali si veda e si senta parlare Disney che non siano siparietti per le sue trasmissioni televisive, o poco altro. Questo libro lo presenta dunque sotto una luce diversa e per certi aspetti nuova, con interviste, scritti, discorsi che ne svelano anno dopo anno (tutto il materiale è presentato in ordine cronologico) il suo carattere, il suo pensiero, il suo stile di vita, il suo lavoro. Uno dei documenti più interessanti tra quelli presenti è la trascrizione della testimonianza da lui prodotta nel 1947 davanti al Comitato per le Attività Antiamericane, in piena guerra fredda e caccia alle streghe nel mondo del cinema USA; Disney non si tira indietro, facendo nomi, spiegando perché non distribuisca i suoi film in Unione Sovietica, ed accusando esplicitamente i comunisti di voler utilizzare i sindacati del cinema come testa di ponte per entrare ad Hollywood e con ciò divulgare le loro (sottinteso: pericolose) idee. Libro dunque molto interessante, che ogni appassionato dovrebbe avere nella propria biblioteca.
    Voto:
    Recensione di Alessandro Cella

  • Disney Tesori e Ricordi Era ormai da diverso tempo che non veniva tradotto in italiano un libro in lingua inglese dedicato a Walt Disney; in occasione delle passate festività natalizie ciò è avvenuto con il libro di Robert Tieman Disney Tesori e Ricordi (edizioni White Star/Disney Editions - € 45,00). L'autore è uno dei più stretti collaboratori di Dave Smith, responsabile dei Disney Archives, luogo leggendario dove sono conservate la storia personale di Walt Disney e quella dell'azienda alla quale ha dato il suo nome; ed il punto di forza del libro sono proprio i documenti usciti dagli archivi per essere pubblicati in maniera decisamente originale. Infatti il materiale non è riprodotto solo fotograficamente, ma è possibile fruire di parte di esso in maniera diretta, grazie alle riproduzioni che è possibile tirare fuori da alcune tasche presenti in quasi ogni pagina del libro stesso. E' dunque possibile toccare con mano, tra le altre cose, il diario della sorella di Disney, Ruth, con i primi disegni autografi del fratello; o la lettera da questi inviata a sua moglie da New York che testimoniava del crescente successo di Mickey Mouse; o un numero di Mickey Mouse Magazine; e ancora le maschere dei personaggi di Pinocchio, una cel di Cenerentola, il biglietto numero 1 di Disneyland, e tanto altro ancora. Allegato al libro vi è un cd audio contenente discorsi ed interviste di ed a Walt Disney, annunci pubblicitari, ed altri documenti audio; la cosa più debole del libro è probabilmente proprio il testo, nel quale viene raccontata a grandi linee la vita di Disney senza rivelare granchè di nuovo, almeno per i fan più accaniti. Si è trattata comunque di una bella strenna natalizia, dal cui successo dipenderà probabilmente la possibilità di vedere pubblicato in lingua italiana anche un secondo libro dello stesso autore già uscito negli States da tempo, The Disney Keepsakes.
    Voto: e mezzo
    Recensione di Alessandro Cella
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  • Mickey and the Gang Una delle riviste più longeve degli Stati Uniti è Good Housekeeping: nata nel 1885 (!), come dice la casa editrice su Amazon.com si tratta di una rivista che tratta di alimentazione, moda, bellezza, casa, bambini; si tratta dunque di una rivista con target prevalentemente femminile che cerca però di dare suggerimenti utili a tutta la famiglia. Con l'apparizione e l'esplosione dei cartoni animati di Walt Disney, la dirigenza della rivista pensò che sarebbe stata una mossa utile ad aumentare le vendite ottenere dallo stesso l'autorizzazione a pubblicare storie relative alle Silly Symphonies; d'altro canto, anche ai collaboratori di Disney l'idea piacque in quanto dava l'opportunità di pubblicizzare gli shorts animati, oltretutto guadagnandoci grazie alle royalties. Con la nascita del Technicolor e l'uscita delle prime Silly Symphonies a colori, fu raggiunto un accordo in base al quale la rivista avrebbe pubblicato, in contemporanea con le uscite cinematografiche, una pagina al mese contenente immagini di un cartone ed il suo racconto in versi. E così, dall'aprile 1934 apparirono sulla rivista queste riduzioni delle Silly Symphonies; quando poi il colore fu applicato anche ai cartoni di Topolino, Paperino e soci, anche questi apparirono su Good Housekeeping; ed ancora, in occasione dell'uscita di Biancaneve, Pinocchio e Bambi, furono pubblicati riassunti dei film illustrati da fotogrammi e/o disegni preparatori degli stessi (in questi casi non ridotti ad una sola pagina, ma in più pagine e pubblicati in due puntate su due numeri consecutivi); l'ultima di queste pagine fu pubblicata nel settembre del 1944.
    Era diverso tempo che si cercava di recuperare queste opere per presentarle in un unico volume; alla fine l'impresa è stata compiuta da David Gerstein, che ha dato alle stampe Mickey And The Gang: Classic Stories In Verse (Gemstone Publishing; pagg.360; $ 29,99 softcover; $ 149,99 hardcover, con le stampe anastatiche delle 10 pagine di maggior valore), libro che è questo, ma anche molto altro. Ognuna delle riproduzioni delle pagine di Good Housekeeping è accompagnata dal riassunto del cartone (a causa dello spazio limitato, del fatto che per contratto ogni racconto poteva contenere al massimo 6 illustrazioni, e del fatto che per realizzarle si utilizzava quanto fino al momento della stampa era disponibile dal reparto animazione, a volte la storia non rispecchiava perfettamente lo short cinematografico), da un commento alle stesse e da un florilegio di illustrazioni, disegni, pagine e strisce a fumetti, recensioni dell'epoca, aneddoti... Un apparato grandioso, dietro al quale c'è un lavoro di ricerca e documentazione altrettanto grandioso, al quale hanno collaborato, oltre ovviamente ai Disney Archives, molte altre persone in tutto il mondo (tra le quali alcune vecchie conoscenze: Luca Boschi, Leonardo Gori, Francesco Spreafico), oltre che di restauro delle fonti originali per poterle riprodurre sul libro come fossero appena stampate.
    Voto: (e qualcosa in più...)
    Recensione di Alessandro Cella
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  • The Official Price Guide to Disney Colle "Chiunque puograve; parlare di Disney. Chiunque parla di Disney. Cosa vuol dire "disneyano"? Disney ha raggiunto il massimo di sostanza per un nome o per un soggetto: diventare un aggettivo."
    Questa affermazione di Enrico Ghezzi, se trova una sua ragion d'essere qui in Italia, a maggior ragione è ancora più vera negli USA. In particolare, in ambito collezionistico, la parola "Disneyana" indica un ramo particolare del collezionismo riguardante tutto ciò che ha a che fare con le creazioni ed i personaggi creati dallo "zio" Walt. Ecco dunque più che giustificata l'esistenza di negozi specializzati, reali e su internet (provate a digitare "Disneyana" su un motore di ricerca), di riviste specializzate (Tomart's Disneyana Update, che si chiama così perché ogni uscita è in realtà un aggiornamento della guida al collezionismo Disney edita, appunto, dalla Tomart ormai diversi anni fa), e di libri specializzati, dei quali questa Price Guide è l'ultima nata. Organizzato, più che scritto, da Ted Hake, uno dei più importanti dealer nel campo del collezionismo negli States (www.hakes.com), questo catalogo raccoglie migliaia di pezzi di merchandising disneyano di qualunque genere: statue, orologi, dischi, albi a fumetti, riviste, libri, giocattoli, peluches, cels, pins... provate a pensare ad un qualunque genere di prodotto in cui compaia un personaggio Disney, e questo c'è (anche cibo e bevande!). I pezzi sono divisi per personaggi (di finzione o reali; ad esempio una sezione è dedicata ad Annette Funicello, la più famosa dei mouseketeers del Mickey Mouse Club televisivo), per film (di animazione e dal vero), o per tipo di prodotto (ciò vale soprattutto per le pins ed i comic books; questi ultimi in particolare compaiono divisi in diverse categorie); questa scelta, se da un lato aiuta il collezionista ultraspecializzato, ossia quello che raccoglie solo i pezzi relativi ad un determinato personaggio o film, dall'altro complica la vita a tutti gli altri (come il sottoscritto) che avrebbero preferito una divisione per "categorie merceologiche", e poi magari all'interno di queste l'ulteriore divisione per personaggio. Resta comunque il fatto che nelle praticamente mille pagine di questo tomo si trovano oggetti di ogni tipo e di ogni età (tutti gli oggetti presenti sono fotografati), relativi all'intera produzione disneyana, sia cinematografica che televisiva che relativa ai parchi di divertimento (se per caso vi interessasse saperlo, il sottoscritto vi ha trovato alcuni pezzi della propria collezione... pochissimi, ma ci sono!). Completano il libro diversi articoli di approfondimento ed una serie di inserzioni pubblicitarie che se da un lato possono anche dare fastidio (ma sono tutte concentrate all'inizio ed alla fine del libro), dall'altro hanno contribuito probabilmente a contenere il prezzo dei libro ($ 27,95), e danno un'idea di quanto sia vasto il mercato negli USA. Il libro è edito dalla House of Collectibles, sezione specializzata della nota casa editrice americana Random House, in collaborazione con la Gemstone, attuale casa editrice dei comic books Disney negli Stati Uniti.
    Voto:
    Recensione di Alessandro (Alle for web friends)

  • Il Papero da Vinci Il Papero da Vinci: ennesimo speciale dei SuperMiti Mondadori prodotto sull'onda del successo di un film o di un libro. Questa volta il bersaglio è il bestseller 2004 "Il Codice da Vinci" di Dan Brown, ottimo romanzo (ne consiglio vivamente la lettura!) che viene in questa occasione parodiato nella storia (inedita!) di apertura del volume: Zio Paperone e il Codice Metsys. La bravissima, come sempre, Lara Molinari si tuffa nella riduzione a fumetti del suddetto romanzo, in una storia godibilissima in cui si scopre addirittura un segreto legato alla mitica Numero Uno...non dico nulla per non rovinare la sorpresa...Ovviamente certi rimandi diretti al libro sono più chiari per chi il romanzo l'ha letto... Per il resto storie discrete, non eccelse devo dire, se non fosse per una piccola perla quale "Paperino e Paperotta" del Maestro della Scuola Ligure, Bottaro, storia ambientata nello stesso medievo fantastico del suo capolavoro, "Il dottor Paperus". Note dolenti: non si capisce quale sia stato il filo conduttore nella scelta delle storie...alcune decisamente in tema, altre per nulla, un insieme decisamente poco organico... ma soprattutto la scelta della carta in cui il volume è stampato... orrenda!!! Ricorda quella del Topolino anni '70, ho paura che si possa "sgretolare" nel giro di pochi anni...
    Voto: + (per la presenza del Maestro Bottaro!)
    Recensione di Ivano Presotto
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  • Walt Disney - The dark side of the Dumbo E' imbarazzante recensire questo libro; imbarazzante perché altro non è se non un riassunto di un altro libro anti-Disney, quello famoso e famigerato di Marc Eliot Walt Disney-Il principe nero di Hollywood, unico libro citato nella bibliografia, che comprende due siti internet nominati espressamente, ed altri che non ci è dato conoscere "perché sono troppi: cercateli"; ed è imbarazzante perché, se Eliot nel suo libro aveva avuto almeno l'intelligenza di far passare le sue tesi come verità assolute con eleganza, l'autore di questo libretto (una novantina di pagine, formato Oscar Mondadori) non ha invece nessuna remora nel riportare le stesse tesi aggiungendo di suo solo volgarità nei riguardi di Disney, chiamandolo "il piccolo führer di Marceline" quando decide di trattarlo bene. Chi conosce il libro di Eliot sa già dunque di cosa si parla: l'infanzia infelice di Disney con il dubbio che i suoi genitori in realtà lo abbiano solo adottato (o meglio che il padre lo abbia messo al mondo con un'altra donna e che abbia imposto alla moglie di prendere in casa lei come cameriera e lui come figlio), il rapporto di Disney con l'FBI e con J. Edgar Hoover in particolare, l'assenza totale o quasi di qualunque talento artistico, la capacità al contrario di essere un grande organizzatore del lavoro altrui al solo fine di sfruttarne a proprio vantaggio i risultati, la dipendenza da fumo, alcool ed antidepressivi, e così di seguito. Le uniche novità presenti in questo libro sono un accenno alla recente vicenda della modifica della legge sul copyright negli USA che consente alla Disney e ad altre multinazionali dello spettacolo di poter godere ancora per diversi anni dei diritti di autore su creazioni che al contrario sarebbero in procinto di divenire di pubblico dominio, ed un accenno ai comics disneyani, del quale vale la pena riportare un estratto, tanto per far capire con chi si ha a che fare:
    "La Paperopoli di Carl Barks è la cosa più lontana dalla melassa servita a colazione pranzo cena dallo "zio Walt" e assomiglia molto invece alla vita vera del suo boss, un mondo "infernale" dove i paperi litigano, mirano a fregarsi, si buttano in imprese folli, dove il cent smuove ogni cosa, dove ci sono ladri matricolati e rivali in affari senza scrupoli e dove l'arcimultifantastiliardario tira a non pagare i suoi impiegati, ruba le idee al suo inventore preferito, sfrutta il nipotame come fosse merce di San Quintino. La verità viene a galla sempre, a volte a pancia in su, ma affiora.".
    Giudizio: da evitare assolutamente (a maggior ragione poi se avete già il libro di Eliot, che è di gran lunga migliore, ed è tutto dire!)
    Voto:
    Recensione di Alle

  • Topocatalogo Autunno 2003 L'ennesimo "Topocatalogo" allegato ai periodici Disney correntemente in edicola ha la poco invidiabile proprieta' di non presentare assolutamente nulla di nuovo!!! Ci sono i soliti raccoglitori (ma qualcuno li compra?) per Topolino, Zio Paperone e Witch; il cofanetto dei primi sei numeri de "Le Grandi Parodie" (opportunamente modificati per distinguerli da quelli originariamente usciti in edicola); la versione cartonata di "Storia e Gloria della dinastia dei Paperi"; le ristampe dei primi sei numeri de "Il Topolino d'oro", con tutti i difetti imputabili all'edizione originale fedelmente mantenuti; il cofanetto con le prime storie di Paperinik e, dulcis in fundo, due cofanetti contenenti le ristampe integrali delle prime due annate di Topolino, questi realmente imperdibili per chi non vuole fare un mutuo per possedere gli originali!
    Recensione di Paolo Castagno

  • Zio Paperone dollari e pepite Ristampa del numero 142 della collana "I Miti Mondadori", questo best seller ondeggia un po' tra le storie tradizioniali di Roberto Cimino e quelle più moderne di Fabio Michelini, passando per un classico forse non troppo noto come "Il matrimonio di Zio Paperone" di Massimo de Vita. Insomma, nulla di imperdibile per chi le storie le conosce già, ma potrebbe essere una buona lettura per chi non è un vero e proprio appassionato. Peccato, in un libro del genere la mancanza assoluta di un minimo di apparato critico: una paginetta di presentazione per ogni storia non ci sarebbe stata male... visto anche che non si punta al risparmio: il volume costa 10,8 Euro...l'edizione dei miti si trova facilmente sulle bancarelle a 2-3 euro al massimo (bisogna dire, però, che il formato di questa è molto più grande della prima pubblicazione!)
    Voto:
    Recensione di Paolo Castagno
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  • Topocatalogo Estate 2003 L'ultimo "Topocatalogo" distribuito dalla Walt Disney presenta alcune cose molto interessanti, ordinabili con cartolina postale o per telefono: un cofanetto che raccoglie due volumi con le prime 10 storie del Paperinik classico, il volume cartonato "Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi" con la storia I TL 749-A e le puntate seguenti, le ristampe dei primi 6 numero de Il Topolino d'oro, ed altri volumi già presenti nelle precedenti offerte. Non c'è un voto al Topocatalogo, in quanto presenta materiale molto eterogeneo, per qualitè e contenuti, ma vale comunque la pena dargli un'occhiata e scegliere quello che più si adatta alle vostre esigenze collezionistiche!
    Recensione di Paolo Castagno





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