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L'archivio dei fumetti Disney in edicola

Tutte le recensioni accumulate negli anni, relative a fascicoli non più reperibili in edicola, possono ancora essere consultate su queste pagine, tanto per non perdere dati che sono comunque molto interessanti, e comunque anche per queste pubblicazioni avete la possibilità di inserire il vostro voto, ed eventualmente di ripescare la discussione relativa al fascicolo nel forum.

Il numero di gennaio di "Paperino" si rivela essere decisamente succoso. La testata subisce innanzitutto l'ennesimo restyling, sia pure questa volta in modo parziale con un piccolo cambiamento grafico nella copertina, nelle pagine introduttive e nei credits: attendiamo l'articolo di Malachia sulla "storia" di tutti i cambiamenti avvenuti su questa gloriosa testata ormai in edicola da molti anni.
Ma i motivi di interesse non finiscono qui, in quanto le ottime storie proposte e il nome degli autori coinvolti fanno sì che questo sia il miglior numero di "Paperino" da molto tempo a questa parte.
Dopo l'inedita italiana (Paperino e Paperoga impresari...al volo di Martinoli/Milano), si entra subito nel vivo con Zio Paperone e il carbon fuggiasco scritta e disegnata da Rebuffi su soggetto americano, ristampata solo una volta più di venti anni fa. Con Paperino & Paperoga e le foto a sorpresa ritorna sul mensile una coppia di autori che nei primi anni duemila aveva decisamente incontrato il favore degli appassionati: Negrin/Leoni, che ci presentano una divertente storia con i due cugini impegnati in un servizio fotografico.
Si torna indietro nel tempo con la bella Zio Paperone e il segreto della montagna di Barbarossa, opera dei sempre affiatati Chendi e Bottaro, con Zio Paperone e Rockerduck alle prese con un'antagonista a sorpresa, qui alla sua quarta apparizione.
E dopo un paio di minori stranieri, si chiude in bellezza con due storie opera di grandissimi autori Disney. Con Zio Paperone in: chicchi di riso e monete d'oro abbiamo addirittura uno Scarpa completo, in una storia poco nota del suo periodo forse più manierista. La migliore del numero è, a mio avviso, l'attuale Zio Paperone e l'esenzione di Venceslao, opera di un Marconi agli esordi e di un Massimo De Vita che ha appena elaborato un suo stile personale: nella sua continua lotta contro il fisco, Zio Paperone è costretto ad arruolarsi nell'esercito per poter continuare ad usufruire dell'esenzione secolare goduta dai suoi antentati; la storia si distingue per la frizzante sceneggiatura con dialoghi degni del miglior Martina.
Insomma, un numero nettamente al di sopra della media della testata, con un ottimo abbinamento di avventure vecchie e più recenti. Complimenti alla nuova selezionatrice Camerini, e speriamo che la qualità si mantenga questo livello!

Recensione di cianfa88


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 4/5    Voto medio: 4/5 (11 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

L'ultimo numero dell'anno di "Paperino" porta con sè l'ennesimo aggiustamento di rotta della testata. Infatti dopo molto tempo ecco riproposte storie pubblicate originariamente su "Topolino"; se da un lato ciò può significare l'ennesima ristampa di storie ben conosciute, dall'altro si potrebbe avere un aumento del livello qualitativo della testata, in quanto solitamente le storie uscite su "Topolino" sono migliori delle coeve uscite su "Paperino".
Ancora una straniera l'inedita del mese: Zio Paperone e il mammut da record, che non spicca particolarmente rispetto alla media delle danesi; l'unico interesse è la presenza ai disegni di Massimo Fecchi.
Il numero prosegue poi senza particolare picchi, tra storie dimenticabili di provenienza "Paperino" (Paperino e il campionato natalizio, Zio Paperone e la danza aureobica, Paperino e la collezione autunno-inverno con i disegni di un acerbo Faccini), mediocri storie americane di Strobl e la citata storia di origine "Topolino", Zio Paperone e il tempo rovesciato dei compianti Concina e Dalla Santa, che pur essendo la migliore del numero non è di certo la migliore prova dei due autori.
Ultimo numero dell'anno e tempo di bilanci: l'annata è stata in chiaroscuro, con un periodo centrale di buon livello coinciso con la ristampa delle storie del vecchio "Almanacco" (e la presenza delle storie "minori" di autori come Scarpa o Cimino) e un calo abbastanza netto nel finale, culminato con questo numero che non può che ottenere per quanto mi riguarda le due stelle. Speriamo che questa testata assuma una rotta ben definita nel prossimo futuro!

Recensione di cianfa88


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 2/5    Voto medio: 2/5 (14 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

Negli anni '90 una storia firmata Sarda/De Vita avrebbe fatto la felicita' di qualsiasi lettore ma Topolino e l'isola di Bombracem si rivela ben al di sotto delle aspettative che una tale coppia di autori fa sorgere. Sul comparto grafico nulla da dire anche se De Vita da' l'impressione di essere molto meno "esplosivo" di un tempo (in particolare continua a rappresentare le bocche dei topi in maniera abbastanza sgradevole) ma è la trama il tallone d'achille: zio Jeremy sa di gia' visto, un incrocio tra Digging Bill, Corto Maltese e Indiana Jones/Pipps. La vicenda scorre via senza imprevisti, l'indizio risolutivo è nascosto in modo strarisaputo e il finale è gia' scritto dall'inizio nelle fisionomie fin troppo esplicative dei protagonisti (e qui il disegnatore potrebbe avere una buona dose di colpa). Insomma una storia buona per un lettore minore di 10 anni, ma il pubblico più navigato difficilmente rimarra' a bocca aperta.
Su La storia dell'arte di Topolino bisogna essere chiari: è ovviamente una iniziativa didattico-promozionale. Fin ora i due episodi pubblicati fanno il loro dovere, cioè illustrare con un sorriso e senza essere troppo pesante, i diversi tipi di scrittura: pretendere di più da storielle di una ventina di tavole gravate da tale fardello non è giusto, non è evidentemente richiesto loro. Meglio accontentarsi della timida risata che Il romantico papiro di Paperinubi di Gagnor/De Lorenzi riesce a strappare e approfittare dell'articolo a corredo per imparare/ripassare qualcosa sulla scrittura geroglifica.
Anche la storia della new entry Chantal Pericoli non è di quelle che lasciano il segno: in Zio Paperone e le salsicce vecchio stile non si ride, l'accoppiata Paperino/Paperoga non va oltre i propri stereotipi e la risoluzione è tutt'altro che chiarificatrice forse perchè l'intera vicenda è stata orchestrata in maniera leggermente confusa. I disegni di Luciano Gatto a tratti alquanto appannati non contribuiscono certo a risollevare il tutto.
Chiude il numero Paperino e la gigantesca discordia dei coniugi Mc Greal e disegnata da Cavazzano: una sorta di citazione dei viaggi di Gulliver (almeno di una parte, quelli ambientati a Lilliput), gradevole ma anch'essa con un finale abbastanza telefonato.
In definitiva, dopo diverse uscite di ottima fattura, un numero abbastanza deludente, almeno per il lettore che ha svariati anni di militanza disney alle spalle.

Recensione di piccolobush


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Piccola novità per quanto riguarda Paperino: come per le altre testate Disney, la nuova selezionatrice delle storie è Valentina Camerini, che prende il posto di Stefano Ambrosio. Probabilmente i numeri di questo periodo soffrono un po' del cambio, presumo per motivi di "assestamento" della novità.
Non brilla particolarmente il numero di novembre di Paperino, introdotto dalla solita piacevola copertina di Coppola. La principale novità sembra essere l'assenza di storie provenienza "Almanacco Topolino": ciò comporta da una parte un vantaggio in quanto spesso si trattava di storie pluriristampate, ma dall'altra parte una diminuzione delle qualità delle storie.
L'inedita straniera, Paperino e i topi giganti ha il solo merito di proporre i disegni di Massimo Fecchi, in quanto la sceneggiatura è ampiamente insufficiente.
Gli amanti di Stobl avranno comunque di che rallegrarsi, con bel quattro storie dell'autore americano, la migliore delle quali è l'ultima, Paperino e l'isola dell'arcobaleno (1955)
La storia migliore del numero è Paperino e l'avventura ai confini della realtà (Staff di if), in cui il nostro eroe si ritrova a sognare una serie di mirabolanti avventure ispirato dal suo telefilm preferito; la storia è gradevole, anche se nella seconda metà perde un po' di mordente. Chiudono il numero altre due trascurabili storie di produzione italiana; in definitva, numerò così così che si prende tre stelle stiracchiatissime in segno di "augurio" alla nuova selezionatrice.

Recensione di cianfa88


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Forse per la quasi contemporanea ed anticipata uscita di Tesori, questo numero dell'altra testata pregiata di casa Disney è passato ingiustamente alquanto inosservato. Ingiustamente per almeno tre fattori, tra i quali non possiamo certo includere l'ennesima ristampa di Paperinika e il filo di Arianna, comunque ottimamente contestualizzata dall'articolo introduttivo di Luca Boschi sul tema del femminismo in Italia, ma di certo Eta Beta e le debolezze di Zombi, prima delle due uniche storie con il rarissimo esemplare di razza baturza realizzate in origine per l'Almanacco Topolino. Questa in particolare, dai toni espressamente classici - che riecheggiano a tratti il miglior Mickey delle strips statunitensi - ed ottimamente illustrata dal Maestro Sergio Asteriti, era assente dalle edicole da ben 24 anni; ma che in questa sede viene paradossalmente accostata alla ben più nota Topolino e le Metamorfosi di Zombi, probabilmente la più ripubblicata tra le sei della serie. Oltre alla breve I tre porcellini nella valle dei fantasmi, impreziosita dai meravigliosi disegni di Gil Turner nettamente valorizzati dal bianco e nero delle tavole alternate a quelle a colori, il numero in questione riesce a guadagnarsi la quarta stella grazie all'intervista di Luca Boschi (ma cosa sarebbe oggi la Disney Italia senza il suo preziosissimo lavoro?) a Diane Disney, intervenuta lo scorso giugno al Biografilm di Bologna; città dove tornerà la prossima primavera in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi, dove interverrà insieme al marito Ron Miller (già in passato produttore esecutivo di molte pellicole disneyane) per presentare un libro realizzato per celebrare i 75 anni del primo lungometraggio d'animazione della storia del cinema: Biancaneve e i sette nani.

Recensione di Scrooge4


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In anticipo di un mese, rispetto alla consueta periodicità  della testata, giunge già  in settembre il secondo e conclusivo volume di Tesori Disney dedicato ad Atomino Bip Bip. Dopo i tre capolavori firmati Romano Scarpa ospitati nel numero precedente, la saga dell'atomo della Dimensione Delta prosegue per mano del Maestro Veneziano con la celebre Topolino imperatore della Calidornia, giallo in salsa western che affonda le sue radici nel lontano 1880 e in un prezioso documento cercato per ottant'anni dal fuorilegge Topo The Kid, e con Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà, vero e proprio omaggio di Scarpa al film Orizzonte Perduto e al suo regista Frank Capra: storia che nel suo prologo sancisce l'effettiva conclusione della saga di questa originalissima spalla del nostro Mickey, con la sua partenza alla volta della Dimensione Delta. Personaggio che negli ultimi cinquant'anni torna comunque a calcare le pagine in un'altra manciata di storie. Due volte in coppia con Gancio (sempre per mano di Scarpa, ma inchiostrato da un giovane ed eclettico Cavazzano) tra il 1964 ed il 1965, inframmezzati da una parentesi orientale in quel di Tokio in occasione delle Olimpiadi avvenuto nel Classico I serie n.16, di cui vengono riproposte in questa sede le tavole di raccordo con il personaggio (non tutte, come ne I Maestri Disney 36). Successivamente tocca a due autori poco prolifici in ambito disneyano (Umberto Volpini e Alessandro Bencivenni), testimoniare il proprio affetto nei confronti di Atomino ed Enigm in tre storie illustrate tra il 1982 ed il 1985 da altrettanti Premi Papersera (Gatto, Asteriti e De Vita). Storie a cui fa seguito Topolino e la missione in Losconia del duo Figus - Dotta, dove Bip Bip fa la conoscenza dell'antico character gottfredsoniano Captain Doberman. Chiude il volume l'omaggio di Luca Boschi al personaggio di Gancio realizzato in occasione dei cinquant'anni del mynah bird, nel quale l'autore di Pistoia rievoca anche le due brevi missioni stile comic-spy story della "strana coppia" merlo-atomo. Con questa e con la precedente uscita della collana i lettori hanno quindi a disposizione l'intero corpus delle storie di questa storica spalla di Topolino (in attesa di un ulteriore ritorno di Atomino, evocato dallo stesso Boschi nell'ultimo redazionale del volume), a cominciare dalla saga scarpiana dipanatasi in cinque avventure a cavallo degli anni '50 e '60 del secolo scorso, finanche alle restanti sporadiche apparizioni del personaggio. Un'iniziativa pregevole, con qualche piccola pecca (la data della quartultima tavola di Topolino imperatore della Calidornia attualizzata ad una sua recente ristampa), ma con il lodevole pregio dell'intento filologico e completistico, che ci auguriamo si continui a preservare anche per le future iniziative editoriali riservate a questa e ad altre testate disneyane.

Recensione di Scrooge4


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Due storie per così dire 'didattiche' in questo numero di 'Topolino', affrontate in due modi completamente diversi ma entrambe con risultati soddisfacenti. Ambrosio (con la collaborazione di De Lorenzi, Vian, Limido, Dalena e Gervasio) rende omaggio all'anno della chimica imbastendo una storia prettamente didascalica, approccio rafforzato dalla presenza di Pico in qualita' di professore e dalla struttura ad episodi. Qui quo qua e la grande storia della chimica dei paperi è un discreto lavoro che spiega alcuni aspetti della materia in questione senza essere particolarmente pesante. C'erano sicuramente aspetti della chimica più affascinanti che avrebbero potuto essere illustrati, così come il contributo allo sviluppo di questa scienza da parte dei componenti della banda dei paperi appare a volta un po' forzato, ma in fin dei conti si lascia leggere con piacere. Di tutt'altro stampo è 'Tip & Tap in: operazione tazza rossa': qui l'evento da celebrare è il World Food Day e i coniugi Turconi (Teresa Radice e Stefano Turconi) preferiscono 'inserire' l'argomento in questione all'interno della storia, fondendolo con essa, come accadeva ad esempio nelle storie del 'telefono azzurro' di diversi anni addietro. In questo modo il messaggio è altrettanto evidente e diretto ma la lettura è meno didascalica e più coinvolgente. E poi c'è sempre il tocco poetico dei due autori che è un valore aggiunto non da poco (anche se continuare a vedere un Gambadilegno cuor d'oro rischia di stancare presto!) e che permette di parlare di argomenti molto seri anche su un settimanale per ragazzi, senza perdere nulla in efficacia. Una breve di Gagnor senza infamia e senza lode funge da intermezzo e subito ci si ritrova al cospetto delle due storie medio/lunghe di chiusura. La prima, Zio Paperone e l'idolo di Wabonga, tutta sviluppata da Del Conte è esattamente come ci si aspetterebbe un'avventura scritta da uno dei disegnatori più classici, più longevi e più 'dimenticati': nulla di particolarmente sorprendente, tutto abbastanza prevedibile, però ha quel sapore da evergreen (merito anche dei disegni) che non si può non rimanere quantomeno soddisfatti della lettura. La storia conclusiva di Martinoli/Held è una classica (dis)avventura di Paperino e Paperoga non particolarmente divertente e che ha il difetto di lasciar capire subito l'equivoco che ne è alla base: intuito anzitempo questo piccolo mistero, il resto non ha molto da dire. Numero completato dai consueti redazionali anche se stranamente gli interventi legati alle storie sono liquidati in una paginetta scarsa mentre ampio spazio è dedicato all'anniversario dell'esplorazione dell'Antartide che cadra' solo in dicembre. Peraltro, come gia' fatto notare sul forum da alcuni utenti, il resoconto sulle due spedizioni che si sfidarono, quella di Amundsen e quella di Scott, è monco, non spiegando cosa accadde a quella inglese, ma evidentemente sul 'Topolino' edulcorato d'oggidì non c'è più spazio nemmeno per la verita' storica

Recensione di piccolobush


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

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  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!