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Rodolfo Cimino

 

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L'archivio dei fumetti Disney in edicola

Tutte le recensioni accumulate negli anni, relative a fascicoli non più reperibili in edicola, possono ancora essere consultate su queste pagine, tanto per non perdere dati che sono comunque molto interessanti, e comunque anche per queste pubblicazioni avete la possibilità di inserire il vostro voto, ed eventualmente di ripescare la discussione relativa al fascicolo nel forum.

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Testata: Titolo: Numero:
Recensore: Voto: Anno:


Avremmo potuto ricordare questo Topolino per una prova da autore completo di Mottura, un nuovo episodio del seguitissimo Fantomius, e le prime tavole che introducono il conto alla rovescia per Tutto questo accadde domani, attesissima storia di Casty e Bonfatti. Ricorderemo invece questo libretto perché, a sorpresa, è il primo numero sotto la nuova direzione di Alex Bertani. Valentina De Poli, direttore dal 2007, lascia infatti la guida del settimanale senza comunicati ufficiali che spieghino gli eventuali motivi di questa decisione editoriale. Non è questa recensione il luogo per commentare, fare ipotesi o bilanci, ma mi sento di dire che le due righe della redazione in un riquadro nascosto in penultima pagina, unico congedo alla direttora, lasciano un po’ l’amaro in bocca.
Ma torniamo a parlare delle storie e cominciamo con Paperino e l’eroica sfacchinata. Paperone, interessato a comprare il terreno del ricco Lecontraire, appassionato di ciclismo, convince (o per meglio dire, come sempre, obbliga) Paperino a partecipare come gregario alla Papergloriosa, una gara a tappe fra paludi e deserti del Calisota. Paolo Mottura, alla sua terza esperienza di sceneggiature&disegni, in questa vicenda fa riferimento, adattandola ai canoni paperopolesi, all’Eroica, manifestazione che si tiene ogni anno in Toscana e che consiste in una corsa non competitiva su terreno sterrato, il cui obiettivo è rievocare il ciclismo d’epoca (detto appunto eroico). L’autore piemontese, riesce a rendere un bell'omaggio alla corsa alla quale ha partecipato, come ci spiega il redazionale molto interessante a corredo, creando una buona storia con ottimi disegni.
Segue poi La settima arte, omaggio di Marco Gervasio al mondo del cinema, già sviluppato nella più ispirata storia muta Silenzio in sala, da cui vengono ripescate anche le versioni papere dei divi degli anni Venti, Douglas Fairbanks e Gloria Swanson. La trama vede come sempre Fantomius ordire un complicato piano per impadronirsi della collana di perle dell’attrice, in un classico gioco di maschere ed interpretazioni. Ad essere beffato è nuovamente Cuordipietra Famedoro, ritratto però in modo tale da svilirne la temibile figura proposta nelle avventure ambientate ai giorni nostri. Da segnalare anche un’imprecisione storica, dal momento che si parla di premi Oscar, istituiti nel 1929, a dispetto dell’azione che si svolge nel 1925.
In Zio Paperone e la card da un milione (Bosco/Limido), Paperone, Rockerduck ed altri due miliardari, si mettono alla ricerca di una figurina introvabile, desiderata dal ricco Poldo Thumbgoose, collezionista e proprietario del social Instapap, disposto a vendere la sua compagnia in cambio del cimelio. Anche questa settimana troviamo una storia a corredo delle cards allegate al libretto e anche in questo caso Bosco fa un buon lavoro, creando una storia divertente, che mostra ancora una volta, le differenze tra Rockerduck e Paperone che, nonostante sembri sconfitto, alla fine esce vincitore.
Mentre Gambadilegno e l’immeritato riposo (Deninotti/Piras), è una buonissima breve, dal finale divertente che può risultare un po’ ostica per i disegni, Paperino Paperotto in gita al museo (Valentini/Castellani) risulta, al contrario, molto riuscita dal punto di vista grafico ma un po’ noiosa e stucchevole per quanto riguarda la trama.
Infine, come detto, troviamo le prime tavole di Tutto questo accadde domani (Casty/Bonfatti): il mistero è già servito, ora non resta che vedere come si svilupperà nelle prossime settimane.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il ventunesimo numero di Paperinik è all'insegna della modernità, almeno per quanto riguarda la scelta delle storie: niente avventure "storiche", con una datata 1990 e tutte le altre post 2000. Oltre, ovviamente, all'inedita L'ipnosi archimedica firmata Deninotti/Molinari. I quali fanno un buon lavoro nel proporre una storia piacevole e quantomeno più originale di molte che l'hanno preceduta. A muovere l'intreccio, oltre ovviamente a Paperinik, c'è un'Amelia ben gestita e un divertente Archimede. Il tutto condito da bei disegni e una colorazione curata.
La sezione delle ristampe si apre col sempreverde Panaro, che, in coppia con Gula, mette insieme una lunga storia in due tempi, L'enigma delle nebbie, dove il papero mascherato è alle prese con un mistero che sa molto di serie tv dei vecchi tempi, grazie all'ambientazione in una cittadina rurale. E che vedrà Paperinik lottare con un "vecchio" (ma non troppo) nemico. Buone le atmosfere create dagli autori, casomai stona un po' l'invenzione che Archimede cede al protagonista all'inizio della storia. E che funziona un po' troppo da deus ex machina per l'eroe, anche se va detto che non inficia troppo la godibilità dell'avventura. Si volta pagina ed ecco una recentissima (2014) commedia di due autori di alto livello come Sisti e Guerrini, Gli apprendisti di provincia. Nella sua brevità mostra una certa originalità e una sceneggiatura frizzante e divertente. Valorizzata da disegni accuratissimi ed espressivi.
Tocca quindi a Il tesoro di Cornelius Coot, caccia al tesoro del fondatore di Paperopoli, pluri ristampata ma sempre gradevole, e L'intrigo sotterraneo, breve comica dall'impostazione assai classica con il valore aggiunto dei disegni di Silvia Ziche. Diverte il lettore anche Il rapimento in maschera, commedia degli equivoci scritta sapientemente da Enna, a cui segue la lunga avventura in Oriente Il tempio indiano, scritta anch'essa da Carlo Panaro. Infine lo spazio della storia guest è affidato a L'estate a Villa Lalla, vicenda d'impostazione classicissima scritta da Michelini e disegnata da Gervasio, prima che l'autore romano si dedicasse anima e corpo al Fantomius qui solo citato.
In conclusione si tratta di un numero piacevole da leggere, che strappa anche qualche risata. Ma, come spesso accade, non adatto al lettore affezionato di Topolino, che si troverà a rileggere storie che già possiede sul settimanale.

Recensione di MiTo


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Con l’avventura "Topolino e i numeri del futuro" torna il ciclo Comic & Science e come sempre, nelle mani di Artibani, si rivela un progetto interessante. A dispetto del titolo, non sono tanto la matematica e i numeri il soggetto della storia, quanto piuttosto l’importanza dell’evoluzione tecnologica e della ricerca scientifica e le sue conseguenze, in termini di opportunità ma anche di timori, sulla vita delle persone. Differentemente da "I ponti di Quackenberg", quindi, lo sceneggiatore (coadiuvato nella stesura del soggetto dal matematico Roberto Natalini e ai disegni da Valerio Held) non si focalizza su un singolo problema matematico o fenomeno scientifico ma, collegandosi a eventi e luoghi storici, fa un discorso ben più ampio cercando di far riflettere su quanto matematica e scienza influenzino la nostra vita di tutti i giorni, magari sotto aspetti che molti ignorano. La bontà di questa storia sta nel raccontare tutto ciò mostrando rispetto per l’argomento trattato ma senza essere troppo didascalici, incastonando il tutto su una trama classica ma piacevole, con un "cattivo" che si dimostra irriducibile fino all’ultimo nelle sue errate ed egoistiche convinzioni.
Anche "Paperino, Paperina e il megatorneo" è complessivamente una buona storia: Bosco inizia con quella che sembra una fin troppo scontata vicenda di gelosie e puerili ripicche, facendo prefigurare la Paperina peggiore, quella che inevitabilmente risulta antipatica a tutti e totalmente piatta nella caratterizzazione. Invece, da un possibile scontro a suon di dispetti e scorrettezze, l’autore vira sulla quotidianità, quasi l’intimità di Paperina e del suo gruppo di amiche (ormai un suo marchio di fabbrica). Una grossa mano gliela dà Giada Perissinotto che con i suoi disegni, lavorando molto sulle espressioni e sul look dei personaggi, riesce a "svecchiarli" prepotentemente e a far digerire il fatto che tre papere diversissime per età e storia, possano essere amiche, complici, inseparabili.
E una storia così delicata, nonostante un torneo di carte calcistiche sullo sfondo, si conclude nella maniera più indicata, non con una resa dei conti tra i due fidanzati, che sarebbe stata totalmente fuori registro, ma con una Paperina matura, responsabile e, persino, innamorata!
Completano il numero due riempitive con Paperoga e Indiana Pipps.
Ah, sì, giusto c’è anche Whizzkids.
Tra i contenuti extra fumetto, una breve intervista al matematico Natalini, coautore della storia di Comic&Science

Recensione di piccolobush


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Per continuare le storie che ci avvicinano al compleanno di Topolino, questa settimana si vuole omaggiare la sua storica attività di reporter. Si ritorna, quindi, nei quartieri urbani di Topolinia 20802, con un episodio dal titolo Maratona con contratto scritta proprio da Fausto Vitaliano, uno degli autori della serie, e disegnata da Carlo Limido. Il lettore si trova a metà fra il giallo e la commedia e ne esce una storia leggera, che intrattiene, senza riuscire però ad essere incisiva. Nonostante siano infatti divertenti le gag dei vari personaggi che si ritrovano tutti a correre per le strade della città, da Pippo a Orazio, da Basettoni a Gambadilegno o del tour dei pensionati per i luoghi in ristrutturazione, il lettore non riesce ad appassionarsi troppo al giallo di fondo su cui Topolino sta investigando, perché rimane marginale e viene risolto troppo facilmente. Il finale poi, in cui Topolino è aiutato a scrivere l’articolo non solo da tutti gli amici, ma addirittura da Sgrinfia e Gambadilegno fa risaltare un lato "buonista" dei personaggi (tutti, nessuno escluso) che compare sempre di più fra le pagine del settimanale e che, personalmente, non apprezzo molto.
Un elemento che ritorna infatti subito dopo con Carlo Panaro in Paperino e la fortunissima calamitosa disegnata da Maurizio Amendola. Zio Paperone, vedendo Paperino sbeffeggiato per l’ennesima volta dal cugino Gastone, decide di fargli vivere un periodo fortunato per fargli capire che, in fondo, la sua vita è già bella perché piena degli affetti dei suoi cari e che non ha bisogno della buona sorte per essere un papero felice. Anche in questo caso la trama non è particolarmente originale, in più questo voler a tutti i costi far emergere il lato buono e smielato di Paperone non aiuta.
Risulta, a mio parere, più riuscito l’omaggio che Vito Stabile fa al papero più ricco del mondo in Zio Paperone racconta…il valore di un cent disegnata da Davide Baldoni. In questa storia, lunga solo poche pagine, emergono non solo la tenacia di zio Paperone nell'inseguire un centesimo e il suo legame con le singole monete, tanto forte da fargli ricordare la provenienza di ognuna, ma anche il rapporto con i parenti ed è divertente vedere come Paperino e Paperina si sentano a volte imbarazzati di fronte alla grinta e alle stranezze dello zio.
Divertente, pur senza troppe pretese, anche la breve I Bassotti e l’epopea campagnola (Valentini/Panaro), dove la banda, braccata dalla polizia, nasconde la refurtiva in un campo di melanzane ed entra in contatto con Dinamite Bla. Simpatiche le gag con il misantropo e con il cane il cui punto di forza è proprio la ripetitività con cui vengono proposte.
Continua, infine, la saga dei Whizzkids con il terzo episodio dal titolo Blu sempre su soggetto Munarini, sceneggiatura Stabile e disegni Urbano. Arrivati al terzo episodio, oltre alle perplessità che accompagnano la serie fin dall'inizio, si aggiungono anche un po’ di stanchezza e un principio di noia. La serie sembra protrarsi troppo, senza particolari guizzi e senza che il lettore sia particolarmente coinvolto nelle sorti dei tre paperotti, trasformati in una specie di Power Rangers, tra l’altro poco simpatici.
Anche in questo numero prosegue la Guida di Topolinia ad opera di Blasco Pisapia, che ci porta tra le strade e i grattacieli di Topolinia 20802. Troviamo inoltre un editoriale sul potere della lettura per i ragazzi e un ricordo a Miriam Dubini, collaboratrice della redazione, morta la scorsa estate.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Anche questo tredicesimo numero della testata si apre con una delle bellissime copertine di Freccero, che vedono in questo caso, un Paperinik fra le nevi. Come al solito, troviamo una storia inedita, "Paperinik sul filo di lana", una storia molto particolare, con una trama un po’ traballante, ma con alcune battute e giochi di parole divertenti.
Il picco qualitativo si raggiunge con la storia successiva, "Paperinik e il ritorno a Villa Rosa". In questa storia, Michelini ci fa fare un tuffo nel passato, riportando alle origini il personaggio, mentre Carpi dà il meglio di sè, con espressioni perfette per il papero mascherato. Ed è anche in questa storia che compare un nuovo personaggio, l’ispettore Pinko. Subito dopo troviamo "Paperinik e la minaccia a presa rapida" che, nonostante sia la prima storia della serie "Superantieroi", la troviamo pubblicata per ultima rispetto alle altre ristampate negli scorsi numeri. Troviamo poi "Paperinik a viso scoperto", storia non molto originale, che ci mostra un Paperino che vuole rivelare la sua reale identità, con le conseguenze negative che comporta, nulla di particolare in poche parole. In "Paperinik e l’intervento inopportuno" troviamo dei bei disegni dettagliati, con una trama non male per la storia. Stessa cosa si potrebbe dire per la storia che la succede, "Paperinik geloso di sè stesso". Si chiude l’albo con "Paperinik e il protocollo di Mad Ducktor", una storia in due tempi con una trama molto buona che da tanto spazio a tutti i protagonisti. Un albo con alti e bassi, ma nulla di trascendentale in fin dei conti, nella media della testata

Recensione di SalvoPikappa


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Il terzo numero della nuova testata di Zio Paperone presenta un indice più interessante, rispetto ai numeri precedenti. Il punto più debole risiede purtroppo nella storia inedita, che non è davvero nulla di particolare o memorabile. Finisce in questo numero la caccia al tesoro (con tanto di riepilogo "inedito"), una unicità nella produzione S-code, per le sue quattro puntate. Nonostante ogni episodio abbia una sua autoconclusività, la storia ha il suo brio, seppure Scarpa abbia fatto sicuramente di meglio, visti certi schemi molto ripetitivi.
Troviamo poi Zio Paperone e la collezione per distrazione, con un tema sfruttato, ma con svolgimento carino e un buon ritmo. Ai disegni Gorlero risulta piuttosto legnoso, molto più a suo agio con i topi. L’idea di collezionare le foglie risulta essere divertente, come anche il cartello dietro l’edicola nella storia con scritto "vendiamo anche giornali". Segue poi Zio Paperone e la sfida velistica, una bella storia con Cavazzano sia ai testi che ai disegni, non un evento comune, in cui muove con garbo e frizzantezza tutta la famiglia dei paperi. Si conclude infine con Zio Paperone e il dolce problema, in cui troviamo un buon Concina in due puntate, insieme ad un Cavazzano che esercita come sempre il suo fascino. Un numero non eccellente, ma che risulta migliore dei primi due numeri. Speriamo vivamente si possa continuare su questa linea, o migliorandosi ancora di più, con storie lunghe e medie.

Recensione di SalvoPikappa


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Credo alla fine sia arrivato: non è certamente il primo numero di Topolino a non avere grandi motivi di interesse per un lettore adulto, ma credo sia il primo della gestione De Poli in cui avverto fortemente la sezione di essere inadeguato mentre ne leggo i contenuti. La parte delle storie a fumetti presenta un assortimento esemplare da questo punto di vista: Faraci ormai da anni non ha quasi più un’idea degna del suo fulgido e lontano passato. Sembra quasi autobiografico il dialogo a pag. 97: "Non mi viene in mente niente. Il vuoto totale. E’ un periodo tutto così. Una crisi di idee". Deve essere per questo che continua a giocare con i suoi stessi clichè, anche in questa occasione. D’altra parte se si punta a un pubblico non trasversale, ma di una precisa fascia d’età, per un autore è una pacchia: può far ruotare ciclicamente il suo repertorio andando avanti col minimo sindacale.
Per un autore che sembra essersi smarrito abbiamo invece un altro che fa della costanza la sua forza: Panaro scrive le stesse storie da 30 anni più o meno. "Paperino e la predizione succosa" è una roba che si potrebbe trovare in un qualsiasi Topolino degli anni 80… e sempre scritta da lui. E’ roba che nasce già datata e che puoi spacciare per nuova solo a chi non ha mai letto nulla di Disney.
Con i nuovi non va meglio: Rossi Edrighi, che pure ha scritto delle buone cose, stavolta arranca con un po’ di fiatone. Nell’ambito dei festeggiamenti del personaggio, pensa bene infatti di celebrare il Topolino peggiore, l’impiccione nelle faccende della polizia, il paranoico dei misteri fino a livelli macchiettistici: un Topolino lontano anni luce non solo dall’originale ma anche da quello a cui autori come Mezzavilla, lo stesso Faraci, Artibani, Casty, persino Bosco, hanno cercato (riuscendovi anche) di ricostruire una identità più credibile. Ancora più paradossale che si cerchi poi di festeggiarlo proprio con un giallo (un gialletto sbiadito, in realtà) cioè esattamente il genere di storie che ormai quasi non si vede più sul settimanale se non in rare occasioni.
Volendo considerare lo scopo celebrativo della storia si potrebbe poi obiettare che l’intreccio può anche essere messo in secondo piano, che c’è l’introspezione che fa tanto storia matura (ok, poi si scontra con battute e un tono generale da… da… Faraci, ma pazienza), che si esplora finalmente (finalmente?) il rapporto tra Topolino e Basettoni, ma tante facilonerie assortite, con hard disk che cadono da un metro di altezza e si sbriciolano come statuine di cristallo, i soliti termini "tecnologici" messi tanto per fare scena, Macchia Nera che evade (o viene aiutato ad evadere) non si sa come, lo stesso criminale che, da evaso, pensa bene di tornare nell’unico posto identificabile dalla polizia… sono difficili da mandare giù.
Poi la P.I.A., santo cielo, la P.I.A.!! Nel 2018!
Infine "Whizzkids", che avrà anche dei passaggi simpatici, ma è una roba per bambini, solo per loro, animatela e mandatela su Boing, quello è il suo posto, non su Topolino.
Okay, ammetto che i giudizi quassù sono un tantino esagerati (neanche troppo, sono tutte storie scialbe, di una noia rara) ma derivano dalla consapevolezza che la trasformazione si sta gradualmente avviando alla fine: questo giornale, se rimane così, non ha motivi di interesse per me e non credo di poter continuare a scrivere queste poche righe di commento settimanale. Più che altro non avrebbe senso, perché commentare un prodotto di cui non sono il destinatario? Per ripetere indefinitamente "storia così così, ma ad un bambino può piacere"?
La mia speranza è che quei pochi che sanno alzare l’asticella della qualità, scrivendo per un pubblico di tutte le età, continuino a trovare spazio e occasioni per dare un senso, almeno una volta ogni tanto, a questo appuntamento settimanale.

Recensione di piccolobush


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!

 

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