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L'archivio dei fumetti Disney in edicola

Tutte le recensioni accumulate negli anni, relative a fascicoli non più reperibili in edicola, possono ancora essere consultate su queste pagine, tanto per non perdere dati che sono comunque molto interessanti, e comunque anche per queste pubblicazioni avete la possibilità di inserire il vostro voto, ed eventualmente di ripescare la discussione relativa al fascicolo nel forum.

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Nel complesso, il numero 3319 di Topolino si rivela alquanto modesto.
Inizia questa settimana la storia in 4 puntate che ha goduto di ampia pubblicità†anche al di fuori del circuito fumettistico: "L'enigma della lettera dal passato" viene presentata dal direttore nell'editoriale, dove si spiega anche che avrà†delle appendici su altre testate del parco Disney ma il corpo principale dell'avventura sarà ospitato sul settimanale e sarà†completamente autonomo. Marco Bosco non perde tempo: nel giro di due tavole assistiamo già†alla scomparsa di Paperone, le rimanenti servono per spruzzare un po' di mistero sulla vicenda e radunare tutti i protagonisti. Certamente l'"arruolamento" di alcuni di essi appare piuttosto forzato o quanto meno gratuito, ma d'altra parte quattro puntate non sono molte, in particolar modo con tanti personaggi da gestire. Evidentemente non c'era modo di elaborare un ingresso in scena più studiato per tutti loro. Riguardo i disegni, troviamo un Mazzarello sostanzialmente diverso da quello che a cui eravamo abituati: di tanto in tanto qualche elemento tipico del suo tratto si intravede, soprattutto negli occhi, ma c'è stato indubbiamente un notevole cambiamento. Personalmente trovo questo suo nuovo stile piuttosto anonimo, ma potrebbe anche essere più funzionale per una eventuale ristampa estera.
Enrico Faccini era l'altro nome da cui mi aspettavo molto riguardo questa uscita ma ancora una volta l'autore genovese si cimenta in una storia umoristica abbastanza canonica: "Paperino fuoriclasse suo malgrado" è divertente, ma è assai lontana da quello a cui ci ha abituato. Manca quella vena surreale tipica delle sue migliori prove, manca la demenzialità: questa è una avventura che avrebbe potuto scrivere qualunque altro discreto sceneggiatore. Quando si legge il nome "Faccini" nei credits, inevitabilmente le aspettative sono più alte.
"Superpippo e il mistero di Rock Hill", nonostante un vago richiamo al classico di Agatha Christie Dieci piccoli indiani, sembra pensata per un pubblico infantile, mentre "I Bassotti in: dolci evasioni" è la classica riempitiva senza infamia e senza lode.
Senza lode anche la storia che chiude l'albo, una vicenda narrata in malo modo, che scomoda inutilmente personaggi storici per far fare loro delle semplici comparsate. E non invogliano certo alla lettura dei disegni diligenti ma totalmente anonimi.
Ben più interessante l'apparato redazionale con la prima puntata di una rubrica sui viaggi dedicata questa settimana al deserto del Namib e una intervista alla conduttrice radiofonica Andrea Delogu sulla sua convivenza con la dislessia.

Recensione di piccolobush


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A distanza di circa sei mesi dall'ultima occasione, torna un vip paperizzato sulla copertina di Topolino: si tratta di Liga Duck, protagonista insieme alla banda dei paperi anche di tre tavole autoconclusive di Agrati/Perina, ad accompagnare il toporeportage che presenta il nuovo tour del rocker correggese Luciano Ligabue. Uno schema ormai consolidato che consente di promuovere l'ospite di richiamo senza sacrificare nessuna delle storie contenute nel libretto.
Libretto che si apre con una nuova strabiliante impresa di Fantomius, da inserire strettamente nella continuity creata dal suo autore, Marco Gervasio, il quale non manca inoltre di richiamare personaggi e situazioni visti nella saga di Don Rosa. Ad ogni modo, Sulle tracce di Copernico riprende i toni tipici delle avventure del ladro gentiluomo, per una trama dal sapore vagamente jamesbondiano, che scorre in maniera piuttosto leggera. Il finale, un po' prevedibile, lascia ovviamente la porta aperta a ulteriori futuri sviluppi della serie.
Un'altra serie che ritorna in questo numero è quella della PIA: Paperino, Paperoga e il naso da un milione di dollari (Sarda/Palazzi) segue il più classico canovaccio delle peripezie di QQ-7 e ME-SE12, proponendo qualche buona battuta ma lasciando sicuramente una impressione di scarsa originalità.
Una ulteriore variazione del genere spionistico è offerta da Topolino eroe per caso - Inconveniente internazionale (Panini/Ubezio), breve che sviluppa in modo umoristico uno dei più tradizionali equivoci che possono capitare a un agente dell'intelligence. L'altra breve, Ciccio e la prova del cronodromo (Macchetto/Franzò), propone invece una rivisitazione in chiave comica di un grande topos del genere fantascientifico, il duello in un'arena fra sfidanti provenienti da epoche diverse.
Una sorta di fantascienza domestica è invece il genere in cui si potrebbe inquadrare Topolino e la disavventura molecolare (Moscato/Soldati), in cui Mickey, Pippo ed Eta Beta si ritrovano a vagare miniaturizzati fra le componenti atomiche dei piatti avanguardistici realizzati da Topesio. Potrebbe venire alla mente l'identica navigazione compiuta dai nostri eroi nella scarpiana Nave del microcosmo, ma il risultato è una storia decisamente meno epica e più improntata alla commedia.
In conclusione, la lettura del libretto termina senza particolari guizzi; speriamo che il giallo estivo che avrà†inizio a partire dalla prossima settimana ne risollevi lo standard, regalando belle storie ai primi vacanzieri che porteranno magari Topolino sotto l'ombrellone.

Recensione di Kim Don-Ling


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Apriamo il commento a questo numero con la citazione dedicata alla nostra Associazione che, come da tradizione, in occasione della Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia, ha consegnato il Premio Papersera, giunto alla 14a edizione, all'eclettico sceneggiatore sardo Bruno Enna. Ringraziamo il direttore Bertani per aver partecipato con noi alla bella giornata e per averci riservato uno spazio all'interno dell'amato settimanale, citando inoltre il Premio Albertarelli consegnato dall'ANAFI al "nostro" Emmanuele Baccinelli e al Premio di referendum come "Miglior autore completo" assegnato, invece, a Silvia Ziche.
Nel suo editoriale, invece, il direttore annuncia che a luglio ci terrà† compagnia una storia a puntate di Marco Bosco, abbinata ad un concorso a premi, in cui bisognerà† risolvere un intricato enigma.
In questo numero, invece, troviamo in apertura la storia Topolino e il settimo corvo, disegnata da Lorenzo Pastrovicchio e scritta da Francesco Artibani. Una curiosità è che lo sceneggiatore aveva già† anticipato l'uscita della storia proprio sul nostro forum nel lontano 2013; ci sono voluti ben 6 anni per vederla pubblicata! La trama vede Topolino che, arrivato a Londra per aiutare l'amico Gancio a salvare il figlio adottivo Bruto, deve sventare un tentativo di rapina ai gioielli della corona. Anche in questo caso vediamo la bravura degli autori nel creare un giallo che riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso; la storia strizza l'occhio agli appassionati, citando il primo incontro tra Gancio e Bruto, pur senza approfondirlo ed essendo godibile anche per chi non avesse letto Topolino e il rampollo di Gancio di Scarpa (rimandiamo, per approfondire, a un articolo dettagliato su Topolino e il settimo corvo da parte della nostra Redazione).
Molto carina è anche la breve Archimede e la creatività†originale (Zemelo/Molinari), dove l'inventore più celebre di Paperopoli si trova ad inventare un robottino che risulta essere tanto pedante quanto simpatico!
Meno riuscita è invece Paperoga e la disarmonia musicale universale (D'Antona/Marini), dove Paperoga persegue una delle sue idee strampalate, facendo suonare gli oggetti della città†e creando, appunto, suoni disarmonici. La trama probabilmente si sarebbe adattata meglio ad una storia breve, l'averla dilungata per quasi 30 tavole ha finito per renderla un po' sconclusionata.
Non brilla neanche Zio Paperone, Rockerduck e la corsa a Point Nemo (Camerini/Migheli), dove ci troviamo di fronte all'ennesima sfida tra i due paperi più ricchi di Paperopoli. Il fatto che nessuno dei due riesca a prevalere sull'altro rende una trama poco originale anche un po' fiacca, e non aiutano i disegni di Roberta Migheli, che rende tutti i personaggi bassi e schiacciati.
Possiamo comunque rifarci gli occhi ammirando i meravigliosi disegni di Massimo De Vita, nella conclusione di Paperino e il segreto della 313 (Michelini/De Vita), pubblicata come la scorsa settimana per trainare la seconda parte del gadget abbinato.
Per quanto riguarda i redazionali, citiamo un articolo che approfondisce l'uscita di Toy Story 4, prevista per il 26 giugno, e uno spazio dedicato all'anteprima di Fantomius, che tornerà† con una nuova avventura nel prossimo numero.

Recensione di Chen Dai-Lem


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E' il numero celebrativo dei cinquant'anni di Paperinik, nato nel 1969 da Guido Martina ed Elisa Penna per le matite di G.B. Carpi. La storia che celebra questa ricorrenza è affidata a Marco Gervasio, che con la sua Paperinik, tutto cominciò così ci offre la sua personale visione dei fatti che già† ci vennero narrati cinquant'anni fa. Il compito di riprendere il personaggio degli esordi, vessato in ogni modo dal parentame e dalla mala sorte è senza dubbio arduo, e l'autore sceglie di illustrare quanto accaduto dal punto di vista di Fantomius, che viaggiando nel tempo sembra manovrare i fili che portano Paperino a diventare Paperinik, non sappiamo ancora bene se più diabolico vendicatore o ladro gentiluomo anche lui, visto che, a quanto afferma lo stesso Lord Quackett, c'è bisogno di un Fantomius in ogni epoca. Il risultato finale non sembra essere convincente fino in fondo, dato che viene a mancare quella componente di rivalsa di Paperino che chi ha letto la storia originale ha ben presente.
L'argomento comunque meriterebbe una disgressione più approfondita, che ci auspichiamo di trattare separatamente nei prossimi giorni.
A seguire abbiamo Zio Paperone e il guazzabuglio linguistico (Panaro/Ermetti), storia di stampo classico e per la verità†non troppo originale, con zio Paperone e nipoti in trasferta per accaparrarsi un affare e l'inciampo nei soliti malviventi che lo rapiscono per ottenere un riscatto: una risoluzione che all'interno dell'intera trama sembra alquanto deboluccia e la sensazione è che il finale sia arrivato all'improvviso.
Le due centrali, Gambadilegno e la fuga domestica (Zemelo/Del Conte) e Paperoga e l'invadente rampicante (Salati/Gatto), sono due storie brevi "allungate" però su più pagine di quanto forse sarebbe stato sufficiente. Quella con Gambadilegno è poco più di una gag allungata, e la seconda con Paperoga, per quanto più articolata, sembra veramente troppo portata per le lunghe.
Topolino, Pippo e l'invenzione del cucù (Deninotti/Vian) è invece una storia che rientra nel filone della macchina del tempo e dei paradossi temporali ad essa collegati. Questa volta Topolino e Pippo si recano nella Foresta Nera e dovranno evitare che un paradosso temporale cancelli l'esistenza degli orologi a cucù.
A chiudere il numero ci pensa Paperino e il segreto della 313 (Michelini/De Vita). La storia, originariamente apparsa nel 1995, viene qui riproposta (e per l'occasione divisa in due puntate) per accompagnare il gadget abbinato a Topolino in questo e nel prossimo numero, e si presenta fresca e piacevole come lo era anni fa. Vediamo qui raccontate le origini della 313 ai tempi in cui Paperino si trovava - come ci racconta lui stesso - in Messico per girare un film, situazione che ricalca quella di uno dei corti più famosi del nostro, Don Donald, uscito nel 1937.
A corollario delle storie, una breve intervista a Francesco Artibani che ci anticipa la storia della prossima settimana in cui torneranno due vecchie conoscenze: Gancio e Bruto.

Recensione di Paperinika


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Il 18 maggio scorso, nelle vesti dell'Associazione Papersera, abbiamo premiato Enna riconoscendo il grande lavoro che ha fatto con i personaggi Disney e la capacità di scrivere storie che, oltre a coinvolgere, sapessero anche emozionare. Ora, a meno di un mese di distanza, mi trovo a commentare la conclusione di una lunga storia (ben 5 puntate) dove della sua bravura c'è solo qualche eco, una storia che si percepisce come non sia nata da lui, non in questa forma che ha raggiunto le edicole almeno.
L'intento di celebrare il cinquecentenario leonardesco si perde un po' per strada, l'ambientazione italiana, che poteva e doveva essere il valore aggiunto, non viene praticamente sfruttata: l'interesse si mantiene vivo solo per l'identità del misterioso finanziatore che pure non ci vuol molto a indovinare dato che, anche in questo, non si hanno sorprese.
Ma l'ultima puntata appare la più debole perché l'autore è costretto a tirare le fila di una avventura che, per qualche motivo, non ha potuto scrivere come forse avrebbe voluto.
Francamente abbastanza risibile la grande invenzione oggetto di questa caccia al tesoro, una macchina in grado di stampare fumetti... a patto di disegnarli e scriverli manualmente al loro interno! (Ma chissà, forse Leonardo voleva solo stimolare la fantasia dei suoi contemporanei, fornendogli delle pagine pronte da completare in base al proprio estro). Cosa dire poi del vero tesoro che viene "inaspettatamente" trovato e che permette di concludere la storia con tutti felici e contenti? Anche qui, dopo che a ogni pagina o quasi, vengono ricordate le difficoltà del ristorante del professore non ci vuol molto a indovinare come si sarebbe conclusa (stessa conclusione di tante altre storie simili, tra l'altro).
Insomma, sembra sia mancato qualcosa, forse l'ispirazione, forse la possibilità†di scrivere liberamente, ma davvero appare come una occasione mancata. Fosse stata una storia di una o due puntate massimo, poco male. Ma una storia così lunga e con un obiettivo così impegnativo avrebbe meritato qualcosa di meglio.
Dai, in fondo è il numero celebrativo di Paperino, con tutte le storie dedicate a lui e ai tanti aspetti della sua vita, non mancherà† occasione per leggere qualcosa di valido. Questo ho pensato, prima di leggere la storia successiva.
» che non mi aspettavo "Paperino contro Paperino". Una battutina sarcastica fa ridere, tre fanno sorridere, 40 pagine dello stesso umorismo stile "Zelig" sono una tortura. Vitaliano mette in atto il suo solito schema: nessuna trama, confusione voluta e cercata con pervicacia, affastellamento di personaggi, di situazioni e di battute per non dar modo al lettore di fermarsi a riflettere. Perché se ti fermi un attimo, vedi subito che ci sono mille cose che non vanno. L'ammucchiata di nemici per esempio, convocati dal nulla, per competere con i vari alter ego di Paperino, come se fossimo a "Giochi senza frontiere".
Coerenza narrativa, credibilità, tutto sacrificato sull'altare della tesi finale, tra l'altro intuibile sin da subito. Si dirà, è una storia umoristica, va letta con lo spirito giusto. Probabile, ma faccio fatica a trovare lo spirito giusto quando lo sceneggiatore comincia a giocare con i suoi stessi cliché (i millemila sinonimi ripetuti all'eccesso, il sarcasmo sulle proprie battute...) fingendo un'autoironia che è solo di facciata.
Una storia che può anche essere divertente, ma non è una storia di Paperino.
Buona l'avventura che chiude l'albo, scritta da Buratti e disegnata da Danilo Barozzi che si concentra sulla sfortuna del festeggiato. Originale non lo è, e ci mette anche parecchio a entrare nel vivo (per una metà†circa si ha l'impressione che il protagonista debba essere Paperoga), però è simpatica.
E simpatico, anche se non lo avrei mai detto, è anche il ritorno di Cip & Ciop sulle pagine del settimanale. Una breve di 10 tavole, firmata da Stabile e Marini, che fa il suo dovere meglio di tante altre.
Il resto del giornale è dedicato per lo più a Paperino, con una paginetta introduttiva per ogni storia e poco altro. A proposito di tali pagine introduttive, non sono "85 anni che combatte contro la sua proverbiale sfortuna". Questa è l'immagine che ormai si è imposta: d'accordo che in poche righe non si può fare un trattato e spiegare da dove nasce tale caratterizzazione, ma sarebbe bastato restare sul vago per non scrivere inesattezze.

Recensione di piccolobush


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Il diciannovesimo e penultimo numero della Don Rosa Library in apertura presenta una "postfazione", così definita da Don Rosa, in cui non parlerà† delle storie presenti in questo volume bensì, con riguardo, alla conclusione della sua carriera come sceneggiatore e disegnatore delle storie con i Paperi di Carl Barks. In queste due pagine il Don ha voluto chiarire e sottolineare, nuovamente, di non essere un professionista, ma un grande fan e appassionato di fumetti. In pratica la storia della sua vita. Proprio questa passione gli ha consentito di arricchire il proprio bagaglio culturale e di formarsi, consentendogli, poi, di trasmettere tutte le sue conoscenze all'interno delle sue storie, sempre ricche di riferimenti e citazioni a film, serie tv e film. Un interessante messaggio di congedo verso i suoi lettori, i quali lo hanno incoronato, dopo Barks, il più grande autore di storie con la famiglia dei Paperi!
Sono tre le storie presenti in questo volume, la prima è Zio Paperone - Il sogno di una vita, nata direttamente da un'idea di un fan parigino che scrisse una lettera al Don suggerendogli un breve spunto per una trama. Non vi spoileriamo ulteriormente, ma sappiate che l'incredibile vicenda vi lascerà† a bocca aperta, soprattutto il suo epilogo! ll tutto avverrà† in un sogno di Paperone, all'interno del quale i Bassotti e il Paperino del presente vivranno un'avventura alquanto sopra le righe, ambientata in diversi capitoli della $aga.
Segue la storia Paperino - Un tesoro tra i rifiuti. Si tratta dell'ultima storia a gag realizzata dal Don, ricca di scene molto divertenti e con una piccola frecciatina nei confronti dei collezionisti incalliti che non buttano via mai niente...
Chiude questo numero Zio Paperone - Una lettera da casa , altro vero capolavoro del fumetto Disney: la storia è ambientata nel Castello de' Paperoni, nel quale Paperone, nipotame e sua sorella Matilda saranno impegnati nella ricerca del famoso tesoro perduto dei Templari. Si tratta del seguito della storia Zio Paperone - La corona dei re crociati, pubblicata nel precedente numero di questa collana. Molto ricca di colpi di scena e con diverse situazioni commoventi, in queste circostanze il Don si rivela estremamente bravo nella narrazione ma anche nella rappresentazione grafica, coinvolgendo emotivamente il lettore.
Sono circa una ventina le pagine di approfondimento presenti in coda al volume, per lo più una carrellata di mini poster delle pubblicazioni francesi dal 2000 al 2005, altre illustrazioni per il sessantesimo anniversario di Paperon de' Paperoni realizzate per la Egmont (2007-2008) e, infine, delle copertine per la casa editrice Fantagraphics. Unica critica che ci sentiamo di evidenziare riguarda le dimensioni esigue di queste immagini: nella maggior parte purtroppo i dettagli presenti in alcune illustrazioni non sono visibili ad occhio nudo, un vero peccato.
A parte l'ultima osservazione anche questo volume ci ha pienamente soddisfatto, l'apice massimo viene raggiunto dall'ultima storia che, come tante altre, è rimasta indelebile nei nostri ricordi.

Recensione di camera_nÝve


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Siamo alla terza copertina componibile, tra l'altro di grande impatto visivo, e che ci introduce al quarto episodio di Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale (Enna/Soldati); la vicenda si dipana bene e promette colpi di scena nell'episodio finale, visti gli ultimi sviluppi e la scoperta fatta da Paperino. Attendiamo quindi ancora qualche giorno per poter tirare le somme, ma finora la narrazione è stata ben gestita ed equilibrata. I disegni di Soldati e le rappresentazioni della laguna e della città† veneziana sono un deciso plus.
Segue Gamba, Trudy e l'arte del B&B (Secchi/De Pretto), con un presupposto nuovo ma che a prima vista lascia qualche domanda di fattibilità†... ma in fondo, sono pur sempre fumetti, e la vicenda, per quanto un po' tirata per le lunghe, scorre tutto sommato bene.
In Archimede e la fiera della genialità† (Mazzoleni/Gottardo) abbiamo invece un'avventura che, a dirla tutta, sa un po' di già† visto (Archimede pluripremiato vittima dell'invidia dei colleghi l'abbiamo visto già† diverse volte), anche se permane comunque qualche spunto interessante relativo ai personaggi secondari.
In chiusura troviamo invece Zio Paperone e il prezioso dipinto floreale (Michelini/Gatto), avventura in costume di stampo classico, che ci presenta le avventure pittoriche di un antenato di Paperino e del suo parsimonioso zio.
Continuano i redazionali dedicati a Leonardo Da Vinci, e spicca anche l'intervista a Marco Gervasio, autore dell'imminente storia celebrativa dedicata ai 50 anni di Paperinik.

Recensione di Paperinika


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!

 


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