Benvenuto!
Per goderti al meglio il Papersera, effettua il login o crea una tua utenza.
Profilo Utente
 

Funzione disabilitata per la tua scelta sui cookies

 

Clicca sull'immagine della copertina per vedere i dettagli del libro dedicato ad Abramo e Giampaolo Barosso

Abramo e Giampaolo Barosso

 

Clicca sull'immagine della copertina per vedere i dettagli del libro dedicato a Rodolfo Cimino

Rodolfo Cimino

 

Funzione disabilitata per la tua scelta sui cookies

 

 

Pagina visitata 371210 volte

 


L'archivio dei fumetti Disney in edicola

Tutte le recensioni accumulate negli anni, relative a fascicoli non più reperibili in edicola, possono ancora essere consultate su queste pagine, tanto per non perdere dati che sono comunque molto interessanti, e comunque anche per queste pubblicazioni avete la possibilità di inserire il vostro voto, ed eventualmente di ripescare la discussione relativa al fascicolo nel forum.

Ricerca recensioni
Testata: Titolo: Numero:
Recensore: Voto: Anno:


L’elemento più caratterizzante del numero è indubbiamente la copertina. Copertine componibili erano già apparse sul settimanale, ma questa si distingue per la soluzione adottata: il logo del settimanale con strilli pubblicitari e tutte le informazioni editoriali sono su un foglio separato mentre la copertina vera e propria consta del solo primo quarto di disegno che andrà poi a costituire, insieme ai successivi tre, il disegno completo.
Per il resto, si tratta di un numero assolutamente nella media, senza particolari picchi in positivo e negativo, ma con storie pressoché tutte piacevoli.
Dopo una prima puntata in cui Enna trovava il modo di ribadire la continuity tra le vicende di Quack Town e quelle di Paperopoli, "Paperino Qui Quo Qua e il grande gioco geniale" comincia ad entrare nel vivo: in generale manca un po’ di ritmo ma l’interesse viene mantenuto vivo dalla sottotrama riguardante il prof. Quagliaroli e il suo misterioso "mandante". Continuo a restare perplesso riguardo la commistione tra luoghi e personaggi reali e di fantasia che sembra ormai essere una prassi consolidata, dato che questo è solo l’ultimo di una serie di esempi simili.
Peccato invece per i disegni di Tosolini che, a differenza di Freccero nella prima puntata, non sfrutta molto l’ambientazione della storia.
Alessandro Sisti ormai padroneggia le trame con paradossi temporali con estrema naturalezza: ne è la conferma "Topolino e l'altra macchina del tempo", trama solida e accattivante che si giova dei disegni di Giuseppe Zironi.
"Archimede e le idee ritardatarie" di Buratti e Guerrini, è una classica storia di rivalità affaristiche tra i due miliardari più in vista di Paperopoli che ha il difetto di perdersi in un finale un po’ semplicistico, lì dove storie così hanno spesso riservato delle conclusioni di grande effetto.
L’albo si chiude con "Zio Paperone e il doppiaggio provvidenziale" della serie "Paperopoli film festival", scritta da Giulio D’Antona ed illustrata da Lucio Leoni, divertente avventura che introduce in maniera alquanto originale i doppiaggio cinematografico.
Riguardo la parte redazionale, degni di nota soprattutto gli articoli che accompagnano le storie di apertura e chiusura, dedicati rispettivamente a Leonardo da Vinci e, appunto, al doppiaggio nel cinema

Recensione di piccolobush


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 3/5    Voto medio: 3/5 (15 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

In questi giorni si svolge il Salone del Libro di Torino, storica manifestazione a cui da qualche anno partecipa anche Topolino, organizzando incontri con gli autori e realizzando un apposito libretto, giunto ormai alla terza edizione. A questo evento è dedicato anche il numero di questa settimana, con un editoriale scritto da Davide Catenacci, che sostituisce per l’occasione il direttore Bertani, e la storia d’apertura, a cui è dedicata anche la copertina, disegnata da Giorgio Cavazzano.
In La grande barriera, Faraci e Mottura riprendono le ambientazioni de L’ombra del drago, ma questa volta Topolino e Gambadilegno dovranno vedersela con dei banditi ignoranti che minacciano la città di Fo-glin, protetta da una barriera molto speciale; la muraglia infatti non è fatta di mattoni ma di libri. Il tema è l’importanza della cultura e della lettura, che può trasformare anche i cattivi ignoranti in persone oneste, colte e piene di buoni sentimenti. Nonostante un messaggio molto positivo, la trama sembra essere un po’ vuota, non è coinvolgente e non riesce ad entrare nel cuore del lettore e di questo soffrono un po’ anche i disegni di Mottura che, per quanto belli, non riescono a brillare come in altre occasioni.
Con un redazionale dedicato a Massimo Polidoro, docente all'Università di Padova, il numero celebra anche un’altra ricorrenza importante, ovvero i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Proprio il genio italiano darà a Bruno Enna lo spunto per far partire il primo episodio della tanto attesa storia a puntate Paperino, Qui, Quo, Qua e il grande gioco geniale. Andrea Freccero ha il compito di disegnare queste prime tavole che ci mostrano i nipotini alle prese con una importante gara scolastica: chi scoprirà qual era il gioco preferito di Leonardo, si aggiudicherà un viaggio in Italia. Ad aiutarli troviamo insospettabilmente Paperino, che si rivela essere un vero e proprio esperto del pittore italiano. La storia parte sicuramente con il piede giusto, la strada però è ancora lunga e dovremo aspettare i prossimi episodi per dare un giudizio più completo.
Le due brevi Paperoga insegna Il disinfestatore (Mazzoleni/Lucci) e Manetta e il caso dell’orsacchiotto (Valentini/Asaro) svolgono perfettamente il loro compito, intrattenendo il lettore.
In Dinamite Bla e la coltivazione incolta (Venerus/Gula), sulla collina del Misantropo arriva un laureando che vuole scrivere una tesi sull' "agrincoltura" e Dinamite si rivelerà, a sorpresa, un ottimo insegnante.
La storia che conclude il numero Paperone, Nonna Papera, Nonno Bassotto in: Soli contro tutti (Panini/Ferracina), vede i cittadini paperopolesi che vengono ipnotizzati da un’app dei loro smartphone e sono costretti a compiere delle rapine. Gli unici che si salvano dall'ipnosi sono Nonno Bassotto, Paperone e Nonna Papera, che affronteranno i responsabili di queste azioni, consegnandoli alla giustizia.
Un redazionale è dedicato, infine, anche al Giro d’Italia, in partenza in questo weekend, ma se a pag. 106, nell'agenda, ci informano che i ciclisti dovranno percorrere 3518,5 km, a pagina 109 scopriamo invece che i chilometri saranno 3566,8! Noi comunque ci uniamo al grande in bocca al lupo a tutti i partecipanti.

Recensione di Chen Dai-Lem


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 3/5    Voto medio: 3/5 (20 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

Potremmo definire il numero di questa settimana come il numero dei ritorni: siano essi cicli di storie o personaggi, o anche situazioni già viste, ci sono diversi aspetti che riportano a questo tema.
Ma iniziamo dal principio, la parte del leone è senza dubbio quella del ritorno delle storie del Papersera, annunciate in pompa magna già da alcune settimane, grazie anche alla miniserie a loro dedicata. Papersera News presenta: Zio Paperone e l'oroscopo improvvisato è un'eccellente prova di autore completo di Corrado Mastantuono (una delle tante, a onor del vero), in cui veniamo catapultati nella redazione paperopolese e assistiamo alle solite avventure dei due cronisti di punta, con delle rappresentazioni neanche troppo velate di quello che succede davvero nel mondo reale quando entrano in ballo certi meccanismi. C'è da dire che l'atmosfera che si respira è ottima, personaggi e ambientazione hanno l'aria di aver avuto una bella - e soprattutto efficace - rinfrescata rispetto a quelli che erano i ritmi a cui erano abituati i lettori di alcuni anni fa. Operazione promossa, non fosse altro perchè il risultato è davvero una storia ben riuscita, ci si augura che anche le successive della serie seguano lo stesso percorso.
A seguire troviamo Amelia amica numero uno (Arrighini/Picone), storia che, per come è impostata, sembra venire direttamente da un Minni & Company anni '90, con Amelia che praticamente prende tè e pasticcini con le ragazze di Paperopoli. Complessivamente il risultato finale non è affatto male, a patto di chiudere un occhio su certe dinamiche talmente ingenue a cui si può soprassedere solo perchè, in fondo, si sta sempre parlando di un fumetto non troppo realistico.
Dopo una breve che (questa sì) sa di già visto, arriviamo a leggere Battista misterioso batterista, ennesima prova frizzante di Giorgio Salati accompagnata dal bel tratto di Lucio Leoni. I protagonisti sono, come spesso accade con le storie dell'autore, i personaggi che di solito sono relegati a ruolo di comprimari, e che in queste occasioni hanno invece la possibilità di prendersi la scena e mostrare qualche tratto del loro carattere che normalmente non appare, contribuendo a sfaccettare ulteriormente i personaggi.
In chiusura troviamo un altro ritorno d'eccezione, quello della serie I mercoledì di Pippo, dissacrante raccolta dei romanzi di Pippo nata ed esplosa - anche lei - negli anni '90. La storia in questione, intitolata Il kolossal (D'Antona/Panaro) fa parte stavolta del ciclo Paperopoli Film Festival, che nelle sue storie precedenti ha proposto soluzioni a dir poco fantasiose per proporre quelle che a tutti gli effetti sono storie senza infamia e senza lode, ma che guadagnano appunto proprio dal modo in cui sono strutturate e presentate (partendo dalla fine ed arrivando all'inizio, per citare il caso più eclatante), e questa non sembra fare eccezione alla regola. La struttura è dinamica, forse anche troppo data la natura e la pesantezza di leggere le stesse battute più di una volta, ma, sarà la nostalgia o il fatto di aver cambiato gusti, più che inquadrarla nella serie storica dei Mercoledì sembra molto più a suo agio in quella moderna del filone ispirato al cinema. Resta comunque una lettura gradevole.
Tra i redazionali spiccano quelli sull'imminente Eurovision Song Contest e l'ormai classica intervista che precede una storia o saga molto attesa, in questo caso la storia di Bruno Enna "Paperino, Qui Quo Qua e il Grande Gioco Geniale", in partenza la prossima settimana.

Recensione di Paperinika


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 4/5    Voto medio: 3/5 (20 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

"Topolino e il mistero di Acquadombra" è una storia di Casty in tutto e per tutto. Ci sono tutti gli elementi più tipici della sua produzione, una serie di eventi apparentemente inspiegabili, un nemico misterioso, la protagonista femminile… In più le consuete e gradevoli strizzate d’occhio, l’umorismo a volte leggero, a volte disarmante e qualche sana frecciatina verso la nostra società e i suoi (apparenti) paradossi. C’è anche qualcosa che non va? Sì, qualcosa è mancato alla fine, perché il cattivo non viene raccontato completamente, non capiamo come è diventato ciò che è. Anche la protagonista femminile lascia parzialmente insoddisfatti: sembra quasi una "quota rosa", deve esserci perchè sì, una presenza che richiama le molte altre eroine create dall’autore ma senza averne lo stesso carisma, la stessa importanza. E anche la sua controfigura acquatica, che nella prima parte sembrava dovesse assurgere a ruolo di vera antagonista, arrivati alla resa dei conti scivola via senza lasciare traccia, proprio come il liquido di cui è composta. Insomma, sembra che a Casty sia mancata qualche pagina per definire meglio quella che resta comunque una storia più che buona e che ha un grande merito: ci restituisce l’Eta Beta più vero e genuino, quello originale di Walsh, lontano anni luce dalla caratterizzazione che poi gli è stata cucita addosso soprattutto in Italia. Ottima anche l’idea di "neutralizzare" parzialmente lo stesso Eta Beta e il suo gonnellino, con un espediente talmente semplice che passa quasi inosservato: permette alla storia di non essere troppo schiava del simpatico uomo del futuro e regala anche uno dei tanti momenti di ilarità.
La storia di apertura del numero è invece dedicata a Paperino, in una delle ormai frequenti sedute di psicanalisi operate dagli autori su di lui. Evidentemente c’è il bisogno ciclico di ripetere ai lettori e allo stesso protagonista, che non è lo sfortunato, svogliato combina-guai che tutti pensano, ma un individuo tenace, pieno di risorse, etc… Solo che lo si fa sempre nello stesso modo, in maniera scolastica, con i concetti che vengono esplicitati senza tanti giri di parole: "Sei coraggioso, sai tirarti fuori dai guai… Coloro che ti circondano lo sanno, etc…"
C’era (c’è) un altro personaggio che soffriva (e in parte ancora soffre?) di crisi d’identità, un personaggio visto come antipatico, saputello, etc… Beh, ci credereste? Un pugno di autori (tra cui lo stesso Faraci che ha scritto questa avventura) si sono messi al lavoro e hanno scritto storie dove finalmente tornava ad avere una dimensione diversa, in cui si riappropriava delle sue caratteristiche originarie e le approfondiva ulteriormente. Se Topolino oggi ha superato quel periodo di scarsa celebrità lo deve appunto all’opera di autori come Faraci, Casty e altri che hanno mostrato per lui quel rispetto che gli era negato da anni.
Perché non è possibile fare un’operazione simile con Paperino? Perché dobbiamo accontentarci di storie come questa, divertenti sì (Faraci non ha perso la vena umoristica), ma dove ci viene spiegato chi è Paperino anziché mostrarcelo? E’ così difficile scrivere buone storie con quello che era il personaggio più universale della famiglia disneyana?
Blasco Pisapia torna in veste di autore completo cogliendo l’occasione della mostra dedicata a Canova nella città di Napoli. E la città di cui lui stesso è originario è la vera protagonista dell’avventura, con angoli, paesaggi e caratteristiche che evidentemente l’autore conosce molto bene e sa rendere in maniera altrettanto felice sulla tavola. Questo, accompagnato alla gradevolezza della trama, fa chiudere un occhio sulla resa non sempre ottimale nella rappresentazione di alcuni dei protagonisti.
Sul resto delle storie non c’è molto da dire.
Non so se avete presente Nonna Papera e le torte galattiche: io purtroppo sì. E il fatto che quella storia fosse firmata da Pavese e Chierchini, cioè due colonne della Disney italiana, mi impedisce di infierire come potrei e vorrei su quella di Secchi, di cui però voglio almeno riscrivere il titolo, così, per non dimenticare: "Nonna Papera e la minaccia di Pasticcino 03"...
Non mi sovvengono invece storie simili a quella di Deninotti il che potrebbe dare il via libera alla messa per iscritto del mio pensiero. Ma ormai sono arrivato alla fine senza scrivere una sola vera cattiveria, perché rovinare la media di questo numero? E poi gli efficacissimi disegni di Baccinelli, di grande effetto, emendano una trama sconclusionata e con passaggi logici alquanto frettolosi.
Oltre le storie, spazio a una serie di interessanti contenuti: un articolo sugli esperimenti robotici del CNR, una intervista a Blasco Pisapia e il backstage dello spot ideato per festeggiare i 70 anni di Topolino libretto

Recensione di piccolobush


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 3/5    Voto medio: 3/5 (28 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

Il 3308 è un buon numero, che si apre con la prima puntata della nuova attesissima avventura scritta e disegnata da Casty, Topolino e il mistero di acquadombra, a cui è dedicata anche la copertina. A Topolinia cominciano a verificarsi strani fenomeni atmosferici e Topolino ed Eta Beta devono fronteggiare una misteriosa banda di ladri, in grado di comparire e sparire nel nulla attraverso l’acqua. Il giudizio non può che essere parziale, ma possiamo già dire che anche in questo caso troviamo tutti gli elementi tipici delle storie di Casty, dalla suspense che tiene incollato il lettore dalla prima all'ultima tavola, alla protagonista femminile, che rimanda ad altri personaggi creati dall'autore. Aspettiamo con ansia la conclusione della storia.
Torna in questo numero anche Enrico Faccini con Archimede e la soluzione economica. La storia è piacevole e ha delle punte di nonsense tipiche dell’autore ligure, come la crescita incontrollata dei capelli, già utilizzata in precedenza, applicata, stavolta, alle automobili. Fa piacere rivederlo nelle pagine del settimanale e auspichiamo di ritrovarlo più spesso in futuro.
Buona prova anche per Sisti e Perina in Zio Paperone e la B.B. Depositour. L’amministrazione comunale di Paperopoli sfrutta l’immagine del deposito di Paperone per promuovere il turismo della città. Fra coloro che cercheranno di avvantaggiarsene, ci saranno ovviamente i Bassotti che organizzano degli speciali tour nel deposito, approfittando di questa attività per finanziare il progetto di un nuovo tentativo di assalto, ma quando Paperone capirà che la troppa attenzione mette a repentaglio la sicurezza dei suoi amati dollari, rimetterà le cose a posto.
Molto simpatica la breve Paperino, Paperoga, Gastone e la finale imperdibile (Sarda/Mazzon), che fa sorridere mettendo in luce tutti i tic del tifoso scaramantico, disposto a tutto pur di propiziare la vittoria della squadra del cuore.
In Pippo e l’orologio taciturno (Stabile/Ermetti), invece, Pippo è alle prese con uno dei tanti cimeli di famiglia, sepolti nella confusione della sua soffitta. Questa volta è l’orologio a cucù del prozio Pippord O’Clock ad attirare la sua attenzione e per risolvere il mistero che lo accompagna, si rivolgerà non a Topolino ma a Minni. La storia è proposta in modo semplice, richiama trame già viste, ma accompagna il lettore in un’avventura piacevole.
In Le Giovani Marmotte e l’intesa naturale (Venerus/Lucci), la città di Paperopoli viene invasa inspiegabilmente dalle marmotte e Qui, Quo Qua dovranno investigare per risolvere la situazione. La storia è sicuramente la meno riuscita del numero, perché la soluzione sembra a portata di mano di tutti fin dall'inizio, ma i tre paperotti, di solito molto acuti, sembrano non riuscire ad arrivarci (è strano infatti che a pag. 151 si trovino di fronte alla stazione sciistica RK Galaxy Sky, ma solo due tavole dopo riusciranno a realizzare chi sia l’effettivo responsabile). La trama risulta quindi abbastanza scontata e non aiutano la lettura le tavole realizzate in modo sempre diverso rispetto alla classica gabbia da 6 vignette.
Nell'editoriale di apertura il direttore Alex Bertani anticipa l’inizio di una nuova saga, in partenza nel numero 3311, ambientata in Italia e che vedrà protagonisti Paperino, Qui, Quo e Qua, scritta da Bruno Enna, che verrà affiancato di volta in volta, da un disegnatore diverso, a cominciare da Andrea Freccero.
Nel numero sono presenti, come sempre anche vari redazionali, citiamo ad esempio quello che promuove Avengers Endgame, il film che rappresenta l’ultimo capitolo della saga degli Avengers, e un articolo dedicato alla giornata mondiale della Terra che si festeggia ogni anno il 22 aprile.

Recensione di Chen Dai-Lem


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 3/5    Voto medio: 3/5 (25 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

Se è vero che di solito si dice che i libri non vanno giudicati dalla copertina, in questo caso non si può non partire proprio da quella, e anche con un giudizio più che netto. La copertina in questione, opera di un ispiratissimo Andrea Freccero (coadiuvato ai colori da Andrea Cagol) è decisamente qualcosa di superlativo, ispirata ad uno dei quadri più celebri di Carl Barks, che ci riporta ai tempi in cui Paperone picconava in lungo e in largo nel gelido Nord.
Copertina che appunto si ispira alla storia di apertura, ovvero la seconda ed ultima parte di Klondike - Il papero dei ghiacci (D'Antona/Pastrovicchio), dove l'intricata vicenda viene al pettine. Di sicuro le storie con questa ambientazione sono sempre passate al lanternino dagli appassionati e dai lettori più esigenti in cerca di tutti i riferimenti canonici a quanto già raccontato negli anni, ma c'è da dire che stavolta, pur essendo una storia di ampio respiro, l'aspetto del canon è messo da parte per offrirci un'avventura sì complessa ma al tempo stesso anche molto semplice per certi punti di vista. Il Paperone che vediamo in queste vignette, infatti, non sembra avere quel piglio e quell'esperienza che ci saremmo aspettati, ma nel complesso la storia scorre piacevolmente e le sfumature caratteriali o certe sottigliezze giuridiche non inficiano troppo il risultato finale.
A seguire abbiamo Minni e l’evento esclusivo (Bosco/Mazzarello), storia molto frizzante e originale, in cui alla coppia di amiche si contrappongono Gamba e Sgrinfia, facendo sì che il plot ultra abusato del ricevimento altolocato nato dalle frequentazioni dei Club delle ragazze venga comunque svecchiato e reso più dinamico.
Dopo le due brevi, con Gambadilegno e Trudy in: la giornata della cactacea abbiamo il ritorno di Sio sul settimanale, con una storia che affianca una trama seppur minima al suo iconico umorismo nonsense, ritrovato anche e soprattutto nel finale.
In chiusura troviamo Topolino e l’alieno canterino (Nigro/Mottura), che ci offre il ritorno della macchina del tempo, stavolta per inviare Topolino e Pippo nell'antica Cina. Il pretesto non è dei migliori, e anche la trama risulta nel complesso abbastanza semplice e lineare, senza chissà quali guizzi a cui le storie del filone ci hanno abituati.
Nel complesso un buon numero, dove spiccano comunque alti e bassi. Interessante e completo, invece, il redazionale sull'esplorazione spaziale, e altrettanto valida l'intervista a Casty, preludio della sua storia pubblicata sul prossimo numero.
Nota stonata resta, ahimè, l'aumento del prezzo di copertina a 3€, notevole se si considera che il precedente aumento era avvenuto all'incirca proprio un anno fa. Nel suo editoriale il direttore Bertani ci rinnova la volontà sua e della redazione di farci divertire, e non possiamo che augurarci che sia davvero così.

Recensione di Paperinika


Accedi ai dati Inducks del fascicolo    Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 4/5    Voto medio: 3/5 (18 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

Il diciassettesimo volume della Don Rosa Library si apre con la prefazione dell’autore, il quale ci anticipa il contenuto sottolineando come alcune delle storie qui presenti siano tra le migliori da lui realizzate.
Tra queste c’è sicuramente La moneta, l’unica storia rifiutata dal suo editor alla Egmont, che vide la luce solamente nel 1999 quando venne proposta ad Hachette, l’editore disneyano francese. Motivo del rifiuto fu l’assenza di un personaggio centrale nella trama, in quanto si mette in primo piano il percorso di una moneta e tutte le sue vicissitudini mentre passa di mano in mano tra i vari abitanti di Paperopoli (praticamente la famiglia dei paperi barksiani al completo). Nonostante si tratti di una breve storia a gag il finale strizza l’occhio al classico di Carl Barks Zio Paperone e la Stella del Polo, svelandoci il segreto della moneta!
A seguire troviamo una storia (o meglio "storiella", a detta del Don) frenetica e un po’ assurda intitolata Zio Paperone all'attaaaaacco!, in cui per dodici tavole viene sviluppata una sola gag. Completamente fuori dagli schemi e canoni donrosiani, si tratta della seconda storia ad essere stata pubblicata da Hachette. Qui, tra i vari antagonisti, ritroviamo un personaggio a noi già noto, un certo Arpin Lusène (apparso per la prima volta in Il Cavaliere Nero), che rivedremo protagonista di una storia con Paperone in uno dei prossimi volumi.
E ora veniamo al piatto forte del volume. Paperino - I Tre Caballeros cavalcano ancora è un’avventura che mai ci saremmo immaginati potesse essere scritta da Don Rosa! Lo stesso autore si compiace del risultato finale, ritenendosi molto soddisfatto di aver ripreso il trio del film animato I Tre Caballeros, a suo dire la cosa migliore che Walt Disney abbia mai realizzato con Paperino. Sicuramente un’affermazione che farà discutere e sarà oggetto di dibattito. Si tratta forse dell’unica storia in cui non c’è una forte ispirazione a Barks, ma a modo suo Rosa ha voluto omaggiarlo inserendo le Giovani Marmotte in un piccolo ruolo. Tutto il resto orbita però intorno a Paperino e ai suoi due grandi amici, José Carioca e Panchito Pistoles. L’obiettivo era quello di far riapparire il trio in una storia a fumetti a distanza di parecchi anni dal loro debutto animato e di valorizzare Paperino, fin troppo bistrattato nella vita a Paperopoli, rendendolo una figura apprezzata e rispettata dai suoi due unici amici. Nel lungo redazionale che precede questa avventura il Don racconta come sia riuscito a scrivere una storia diversa dal solito con questi protagonisti atipici e al tempo stesso a renderla leggibile e godibile. Vi consigliamo di leggere il lungo approfondimento, ne vale veramente la pena: scoprirete il dietro le quinte dei personaggi e degli studi effettuati dall’autore.
In chiusura un altro dei capitoli extra della $aga, Zio Paperone - L'astuto papero del varco di Culebra, pubblicato non sugli albi della Egmont ma sul principale periodico francese dedicato a Paperone: Picsou Magazine. Si tratta del Capitolo 10b della $aga, ambientato a Panama nel 1906, in cui incontriamo nuovamente Theodore Roosevelt (in precedenza apparso nei capitoli 3 e 10), il quale dà vita con Paperone a un’avventura molto divertente e rocambolesca, con diversi riferimenti storici reali documentati dal Don nel suo editoriale. Il finale è tutt’altro che scontato e l’effetto sorpresa è assicurato, non aggiungiamo altro!
In coda all’albo troviamo delle illustrazioni che Don Rosa realizzò per la Finlandia: il calendario scolastico 1999-2000 e il poster per le Olimpiadi estive di Sidney 2000. Ennesimo volume, insomma, che non deve assolutamente mancare nelle nostre librerie: la qualità delle storie è sempre altissima, grazie alla diversa tipologia delle trame, ed è ancora più interessante per via del corposo comparto redazionale presente.

Recensione di camera_nøve


Accedi alla discussione sul forum    Voto del recensore: 5/5    Voto medio: 5/5 (15 voti)   Esegui il login per inserire il tuo voto

 

SEGUENTE >>


La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!

 

Dati personali, cookies e GDPR

Questo sito, per garantirti la migliore user experience possibile, utilizza dati classificati come "personali", cookie tecnici e non. In particolare per quanto riguarda i "dati personali", memorizziamo il tuo indirizzo IP per la gestione tecnica della navigazione sul forum, e - se sei iscritto al forum - il tuo indirizzo email per motivi di sicurezza oltre che tecnici, inoltre se vuoi puoi inserire la tua data di nascita allo scopo di apparire nella lista dei compleanni. Il dettaglio sul trattamento dei dati personali è descritto nella nostra pagina delle politiche sulla privacy, dove potrai gestire il consenso (o il dissenso) al loro utilizzo.

Puoi accettare quanto sopra descritto - e continuare con la navigazione sul sito - cliccando qui.

Se poi vuoi approfondire la questione c'è il sito del Garante della privacy.