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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Dopo una complessivamente soddisfacente quinta uscita dedicata a Paperoga (aspettiamo però ancora il bis per chiudere il discorso...), questo sesto numero di Tesori International viene dedicato ad una sorta di omnibus (anche se a conti fatti si rivela un quasibus, vedremo perchè) comic book della Western, Phantom Blot, sette numeri usciti tra il 1964 e il 1966. Si tratta di un personaggio totalmente stravolto rispetto all'originale di Gottfredson visto all'opera sulle strisce giornaliere e nel numero 3 di questa stessa testata, più simile ai cattivi da operetta dei coevi cartoon del sabato mattina, che molto probabilmente era anche il target nelle intenzioni dell'editore. Adesso Macchia Nera non è più una spia al soldo di potenze straniere che usa il nero manto per agire nell'ombra, ma un briccone comico che agisce alla luce del sole, perennemente mascherato (sembra che sia stato Walt Disney in persona a proibire ai propri autori di mostrare ancora le sue stesse fattezze!), anche quando indossa già un altro travestimento!
Appartiene alla serie, ma purtroppo a causa della carenza di pagine, non trova spazio la storia forse più famosa e ristampata di tutte, quell'Ultra Pippo che presenta una prima versione non-super di Super Pippo, (ma che, presumibilmente forse in futuro verrà inclusa in un futuro volume con le prime avventure dell'alter ego di Pippo).
Le storie sono quasi tutte degne di nota, e, facendo la tara al target originale, direi anche ben scritte. Essendo i primi volumi di una testata poi abortita, comunque, non si può non pensare che il livello sia mediamente alto proprio per accalappiare i potenziali lettori. Gli incipit delle storie sono sempre le stesse: Macchia Nera si trova dietro le sbarre, ma riesce sempre ad evadere in maniera fantomatica (forse per giustificare il nome del personaggio che proprio in queste storie acquisisce il Phantom accanto al Blot con cui era sempre stato chiamato nell'esordio), sfruttando alleanze con altri cattivi Disney, preesisteti o creati per l'occasione che siano.
La prima storia, Topolino contro Macchia Nera e Mr. X, può sembrare decisamente strana se letta con gli occhi di oggi, ma al momento dell'uscita si poneva come sequel de "The Return of the Phantom Blot" (storia in cui, a dispetto del nome, Macchia nemmeno appariva e veniva interpretato da un Pippo catatonico!) e presenta un nuovo villain, Mr. X, uno scienziato pazzo che alterna fortuna avrà in Brasile e in Danimarca, spesso utilizzato in coppia -o in alternativa- agli altri due suoi omologhi: Spennacchiotto (nato come avversario di Archimede) e il Super Ladro/dott. Stigma (nato sulle pagine di Super Goof).
Segue poi l'Anonima Bassotti-Macchia Nera, che celebra l'alleanza tra due dei più famosi villains Disney con l'obiettivo di depredare Zio Paperone (in quasi tutte le storie si nota chiaramente come negli USA non esisteva il concetto di Topolinia e tutti gli standard character vivevano insieme allegramente nella stessa città, come ancora oggi succede in Danimarca) del suo tesoro più prezioso... l'albero dei soldi! Messo alle strette, il magnate scozzese ricorre alla macchina del tempo di Archimede per rifugiarsi nel Medioevo, ma finisce tra le grinfie anche del Cavaliere Nero, brigante dell'epoca. Da notare come i curatori abbiano inserito sì la versione restaurata della storia, che ripristinava la scansione su 4 strisce per pagine e ritradotta uscita su Zio Paperone, ma utilizzando la tristemente famosa versione censurata USA, dove, tra le altre cose, i Bassotti che si travestono da "madri" di Macchia Nera per farlo evadere diventano un, decisamente meno divertente e memorabile, zie...
Arriva poi l'infelice Macchia Nera principe charmant, forse il punto più basso della carriera di Macchia, declassato a... macchietta che cerca di evitare le attenzioni di Maga Magò follemente innamorata di lui tanto da aiutarlo in rapine "magiche". Fortunatamente il livello si rialza con La corona di Tasbah, forse la miglior storia del numero, ambientata in un regno indiano e che finalmente rende giustizia alla fama del titolare della testata: prima cerca di uccidere senza usare mezzi termini Topolino e Paperino, poi cerca di rubare la corona del Marajà e tutto condito con travestimenti, sotterfugi, passaggi segreti ecc...
Se Macchia Nera ladrone di mare si rivela quindi un deciso passo indietro, complice una nuova alleanza "marittima" tra Macchia e Bassotti per attentare alle fortune di Zio Paperone che possiede un deposito su di una nave comandata da scimmie ammaestrate per risparmiare sullo stipendio (le paga in banane!) e risoluzione WTF!, decisamente altra perla si rivela essere l'ultima storia, l'unica sceneggiata dal veterano Vic Lockman, che invece presenta una trama con evidenti riferimenti alla guerra fredda, dato che Macchia Nera cerca di scatenare una guerra con mille sotterfugi tra due minuscole nazioni per ottenere una miniera di diamanti che sorge proprio sul loro confine e tocca a Topolino, Pippo e Paperino, arruolati dall'FBI, scongiurare l'escalation! Chiudono il numero 6 tavole autoconclusive (su 10 totali... costava troppo inserirle tutte?), sempre di provenienza dai medesimi comic book, e presentati qui in bianco e nero e in lingua originale, sebbene le versioni italiane siano state tutte in passato pubblicate su Topolino.
I redazionali sono francamente insufficienti: accanto alle solite biografie minime degli autori coinvolti, Bob Ogle e Paul Murry (e però l'ultima storia è accreditata all'altrettanto grande Vic Lockman: due paroline su di lui?), ci sono anche due approfondimenti su Macchia Nera, senza però spendere due paroline sulle storie del volume! Nel due articoli, infatti, Boschi accenna all'esordio di Macchia Nera di De Marris/Gottfredson e poi si passa all'altrettanto storico sequel italiano ad opera di Martina/Scarpa, addirittura vengono citate ampiamente le due storie di Barosso Bros./Chierchini, che riproponevano il personaggio di Mister X, con diversa foggia, visto nella prima avventura dell'albo, ma ben poche parole vengono spese per le storie EFFETTIVAMENTE incluse nella selezione!
Boschi dedica appena una breve digressione su "Il ritorno di Macchia Nera", che rappresenta il ritorno americano del personaggio e, a conti fatti, un pilot di questa serie, ma nemmeno questa storia trova posto nell'indice! Non vorrei che questo disimpegno dei curatori dipenda da una chiusura della testata già programmata a breve, per cui hanno preferito utilizzare stralci di vecchi articoli su Macchia Nera personaggio piuttosto che scriverne di nuovi su Macchia Nera testata...
In conclusione, direi che si tratta di un buon numero che ripropone nella sua quasi interezza (al netto, come detto, dell'Ultra Pippo e delle 4 tavole autoconclusive mancanti!) una testata sconosciuta ai più (molte storie in USA non vengono ristampate dalla pubblicazione originale!) e che permette un approfondimento sulla gestione del character di Macchia Nera nella sua madrepatria dopo il mirabolante esordio sulle strisce sindacate. Sebbene sia comunque un pezzo storico del fumetto Disney a stelle e strisce, un numero che potrebbe soddisfare sia appassionati che lettori casuali, e, nonostante un paio di storie davvero notevoli, per quanto detto sopra non posso, in tutta onestà, consigliarvi l'acquisto a tutti i costi... Mi aspetto, comunque, una cura maggiore nel prossimo volume dedicato a Daan Jippes e ai suoi remake barksiani.

Recensione di Andrea87


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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