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Dedicare un volume monografico a Sergio Asteriti è davvero un’operazione giusta e corretta. L’autore veneziano, con oltre cinquant’anni di storie di topi, ha avuto modo di forgiare uno stile unico ed inimitabile, parecchio personale e capace di reinventare la tradizione gottfredsoniana. Se infatti l’ispirazione proviene dagli anni ’30, il resto è tutta farina del sacco del Maestro, tra sfondi e animali particolarissimi, con linee e curve personali e uniche. Uno stile così insolito, senza eredi, non lascia indifferenti, e divide il campo tra estimatori e detrattori. Detto questo, un volume a lui dedicato permette anche di scoprire e riscoprire la possibilità di linee diverse rispetto a tentativi di omologazione imperanti, presenti nella scuola danese devota a Barks, e in misura minore in quella italiana, in cui il primo riferimento è quello a Cavazzano.
Veniamo ora alla scelta delle storie. Sul topic relativo abbiamo scoperto come Asteriti non sia stato, purtroppo, coinvolto nella redazione del volume, e questo è certamente un peccato. Infatti, basta un’occhiata all’indice per vedere come non ci siano storie memorabili, note o particolarmente significative. Anzi, sembra sia stato fatto tutto il possibile per scegliere vicende anonime e intercambiabili, quel materiale necessario ma a volte dimenticabile che è sempre servito a riempire le pagine del settimanale. A poco serve avere ben dodice storie di sceneggiatori diversi, se poi tutto risulta abbastanza insipido. In questa sede, salviamo giusto il piffero magico, gradevole fiaba da autore completo, con un Topolino delicato ed innocente, e il mistero della base lunare, scritta dal fratello, in cui sono evidenti i richiami all’epoca di Gottfredson.
Il resto è purtroppo una serie di gialletti urbani senza troppe pretese, gradevoli e nulla piú, e che non rendono giustizia alla matita del Maestro, costretto in scenari anonimi e ripetitivi. Mancano le storie in costume, quelle ambientate in luoghi esotici, le vicende fiabesche e i paesaggi natalizi: tutte vicende in cui Asteriti dava il meglio di sè. Mancano, inoltre, le storie in due tempi e di maggior respiro, e che volumi di tale foliazione dovrebbero agevolare (qui avevamo suggerito alcune proposte). Molto buona comunque la scelta di pubblicare illustrazioni inedite, davvero favolose, così come di pubblicare una sentita lettera in onore del tanto amato Topolino.
In sintesi, si tratta di un’occasione davvero sprecata, un vero peccato come ci sia concentrati solo su scenari urbani, senza esaltare il meglio dell’opera asteritiana, la sua fantasia e il suo amore per i viaggi in luoghi nuovi e lontani, geografici o dell’immaginario. Resta comunque la celebrazione dell’autore, ma non sempre basta l’intenzione, in questi casi ci vogliono anche i fatti.

Recensione di V


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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