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Dopo i Dire Straits della scorsa settimana, i Turconi continuano a celebrare, nella loro "Ducks on the road", alcune delle canzoni iconiche del periodo che fa da sfondo a questa avventura. Stavolta però, dopo un inizio che ripercorre le prime strofe di Hotel California (che sono già quasi dei fotogrammi esse stesse), la vicenda si dipana coinvolgendo un altro hotel altrettanto famoso, l’Overlook di Shining come lo aveva immaginato Kubrick nella sua trasposizione cinematografica. E così, su un settimanale come Topolino, si riescono ad omaggiare una delle canzoni più controverse degli anni ’70 (vista di volta in volta come metafora del lato oscuro dell’American Scream, come allegoria degli effetti degli stupefacenti e via interpretando) e una delle pietre miliari dell’horror su pellicola.
In effetti, il testo degli Eagles rimane sotto traccia, quasi come un flebile filo conduttore, mentre la scena se la prende l’Overlook hotel, con le sue inquietanti presenze e manifestazioni che troveranno poi una spiegazione plausibile. Per questo la puntata sembra parzialmente estranea al resto dell’avventura, con atmosfere sensibilmente diverse dalle simpatiche sarabande precedenti e nonostante una Paperetta sempre disarmante nel suo entusiasmo e nel suo essere svampita. D’altra parte è una storia dichiaratamente "on the road" e quindi la varietà di situazioni è parte della sua natura. Non resta che aspettare le puntate successive e vedere il mosaico che si formerà alla fine.
"Nonna Papera in Operazione bluguette" sembrava destinata a far parlare di sé solo per il repentino cambio del titolo: scelta infelice dal punto di vista del risultato ("Baking Bread" era un piccolo capolavoro in un’epoca in cui parodiare qualche nome o titolo sembra significhi aggiungere prefissi e suffissi tipo paper-, -duck, topo- etc…) ma probabilmente obbligato visto con gli occhi dell’editore.
Alla fine è una pratica a cui bene o male ci si è abituatati, basterebbe non cercare di giustificarlo goffamente imputandolo alla celebrità tutto sommato di nicchia della serie tv: le interviste agli autori, in casi di parodie o storie particolari servono anche a far luce sulle fonti di ispirazioni e in questo caso, che combinazione, di "Breaking Bad" non se ne fa parola.
Ma in fin dei conti rimane un aspetto marginale perché Sio, affiancato da Nicola Tosolini scrive un’ottima storia, piuttosto lontana da quelle dei suoi esordi, con un umorismo non immediatamente riconducibile al suo. I personaggi sono tutti ben gestiti: probabilmente viene da pensare che Brigitta sarebbe stata più adatta di nonna Papera per il ruolo da protagonista ma in realtà non è così. E’ proprio la presenza dell’anziana contadina a dare qualcosa in più alla storia che invece con la bionda pretendente di Paperone sarebbe stata una delle tante già viste. Brigitta è sempre stata una donna d’affari e il sospetto che insegua lo zione solo per i suoi soldi non è mai stato dissipato del tutto. Nonna Papera no, lei ci offre un suo lato inedito, accarezza per la prima volta la ricchezza e il potere e si lascia tentare da loro come a suo tempo fece Topolino, salvo poi ovviamente ritornare se stessa.
Un plauso va a Sio anche per aver mostrato come si inserisce la tecnologia nelle storie: non tirando in ballo gratuitamente termini come internet e simili, ma rendendoli parte attiva delle vicende, una presenza costante ma mai ingombrante e soprattutto funzionale. Evidentemente per chi è nato artisticamente sulla rete è un argomento decisamente più facile da trattare, conoscendone bene i meccanismi.
Una piccola follia di Faccini fa da trait d’union con le due ultime storie che però non hanno nulla di rilevante: un giallo simpatico ma prevedibile con protagonisti Gambadilegno e Sgrinfia e una storia danese firmata da Transgaard e Fecchi che ha uno sviluppo anche interessante seppur non originale ma un finale insipido.
Oltre ai fumetti, fra i redazionali segnaliamo un'intervista a Ermal Meta, chiacchierate poco serie con Sio e Tosolini e uno speciale sui vent’anni di Harry Potter.

Recensione di piccolobush


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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