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La coppia Artibani - Mottura torna dopo Moby Dick con un'altra parodia, da tempo promossa ma pubblicata solo a gennaio 2017. Metopolis è un chiaro rifacimento del classico cinematografico, capolavoro dell'espressionismo tedesco e vero calderone di modelli e rifacimenti cinematografici posteriori. L'opera di Fritz Lang affonda le sue radici su un discorso filosofico marxiano per poi fondersi con una fantascienza asimoviana ante - litteram. Modernissimo nella sua tesi, il film gioca con l'urbanistica come metafora della lotta di classe, e le immagini di una splendente Torre di Babele che si scontra con gli impersonali e bui bassifondi sono semplicemente memorabili. L'idea poi di un robot senziente e capace di umana pietas, che ormai pare negata all'uomo contemporaneo, rifulge in questo 2017 a trazione industriale 4.0.
Tutte queste tematiche sono riproposte, in maniera forse eccessivamente didascalica, in questa storia forte e battagliera, in cui un Topolino anestetizzato e schiacciato dal peso delle responsabilità viene travolto dalla cruda realtà. A dargli una mano sarà un Pippo perfettamente in parte, e una felicemente ritrovata Minni. L'eterna fidanzata recita in un ruolo forte e ben delineato, senza risultare mai stucchevole. Gambadilegno gigioneggia alla grande, mentre Macchia Nera risulta un po' stereotipato e monodimensionale.
A deliziare il lettore, insieme alla sceneggiatura, è il magnifico lavoro di Mottura. L'artista piemontese realizza una mostruosa immersione negli equilibrismi gotici e nelle spigolature oblique espressioniste. L'oppressione del lavoro classificato viene resa con vignette ampie ma claustrofobiche, incapaci di dare riposo al lettore, anche lui minuscolo ingraggio della supposta società perfetta. I colori non danneggiano le matite, ma ci sarebbe piaciuto molto vedere pubblicata la storia in un denso bianco e nero, come la pellicola originale.
L'edizione deluxe è come al solito di ottima fattura. Formato ideale, buona cartonatura, intensa la copertina inedita, i colori sono belli, ma - lo ripetiamo - sarebbe stato interessante leggerla in bianco e nero, visto il materiale di partenza. Riguardo gli articoli, la redazione ha dedicato cinque paginette al film, per raccontarne valore, aneddoti e particolarità. Ottima scelta, in controtendenza rispetto a volumi del passato in cui lamentavamo ogni possibile raccontobsull'opera originale. Peccato che, per far posto a questo materiale, non ci sia niente dedicato ai disegni di Mottura o alla lavorazione di Artibani. Sono assenti schizzi, fotogrammi di ispirazione, copertine e disegni omaggi, racconti del lungo iter di produzione: scelta inspiegabile e davvero un peccato, perché se avere notizie sull'opera originale è importante, non bisogna dimenticare come il focus dovrebbe essere sempre il fumetto. Non si è trovata, per questo volume, la giusta via di mezzo, un vero peccato: questo spiega il voto di tre stelle, per un'edizione valida ma monca. Resta fortunatamente la storia, dato che Metopolis è una parodia compatta e non cade nel rischio retorico in cui a volte Artibani si trova. Adesso siamo in attesa della prossima fatica del duo, l'annunciato Mago di Oz.

Recensione di V


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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