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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Un albo particolarmente affollato il ventiduesimo numero dei Grandi Classici, con una massiccia incursione di personaggi provenienti dal mondo dell'animazione disneyana della Golden e della Silver Age. La sfilata parte però con un biglietto da visita molto particolare: "Giovan Battista Carpi" e "virtuosismi metafumettistici" sono le parole chiave per poter meglio apprezzare la selezione delle due storie di apertura, felicemente riunite per la prima volta nella stessa sede in quanto caratterizzate dalla presenza nel cast di uno dei più importanti Disney Italiani di sempre: Paperino, Paperone e i magnifici 95 (con l’eloquente sottotitolo "per non parlare del disegnatore!") e Paperino e i faraglioni di Cipra, infatti, sono l’occasione per veder interagire creazioni e creatore, disegni magicamente animati e magico disegnatore. Nel primo caso la stravagante particolarità della trama è in realtà il pretesto per giocare con la materia disneyana in una sorta di inno alla fantasia e alla creatività; certamente non la migliore tra le storie sceneggiate dallo stesso Carpi che negli anni ’80 stava sfornando i suoi capolavori ma, tutto sommato, un buon divertissement. Un po’ parodia di Cime tempestose, un po’ classica caccia al tesoro in un austero college britannico, I magnifici 95 è la diretta antenata dei reportage a fumetti che di tanto in tanto sbucano tra le pagine dell’attuale Topolino essendo stata concepita come cronaca di un’iniziativa promossa dal giornale e dal Touring Club Italiano nel 1986 e replicata l’anno successivo: una vacanza-studio in Inghilterra in cui i giovani partecipanti avrebbero potuto godere di alcune lezioni di disegno dal Maestro genovese tra una lezione d’inglese e l’altra; il tutto, comprese le magie di Amelia e un’intrusione bassottesca, sarebbe stato reinterpretato nel fumetto in cui assoluto coprotagonista e risolutore finale è il minuto disegnatore Von Karpius.
Meno caricaturale è invece l’omaggio reso al Carpi dei Faraglioni, altra situazione di puro metafumetto: Paperino decide di invitare il celebre disegnatore Giovan Battista Cipra e lo sceneggiatore Michelino Fobìa nell'isola di Capri per convincere i due autori disneyani a lavorare a storie in cui la sua sfortuna venga messa da parte a vantaggio di altri aspetti della sua personalità. Al di là delle gag puramente slapstick, poco altro rimane dopo la lettura di questa storia se non gli eccellenti paesaggi napoletani disegnati da Roberto Marini e, per l’appunto, la genuinità di un omaggio che è sostanzialmente un hapax per l’intera produzione a fumetti Disney.
Giovan Battista Carpi superstar del novembre 2017, quindi, essendo di nuovo presente come disegnatore di una delle storie incluse nella sezione più prestigiosa del sommario dei Grandi Classici: il Condor dell’Illampù è infatti una delle prove più interessanti del periodo in cui l’autore stava ancora cercando di delineare un proprio stile per i Topi, prendendo evidentemente a modello il Floyd Gottfredson degli anni ’40. Sceneggiata da Ennio Missaglia, è una storia gradevole ambientata in una località esotica dell’America Latina con un buon uso di Gambadilegno, ma appare del tutto fuori posto nell’area monografica dedicata ai "luoghi fantastici" in cui i calisotiani standard characters hanno a che fare con un parterre di tutto rispetto: Pluto si ritrova alle prese con gli abitanti del Paese delle Meraviglie rischiando, come da copione, di perdere la testa; finiti nella foresta meravigliosa Paperino e Paperone vengono aiutati dai Sette Nani a sgominare una banda di malviventi messicani; i Tre Porcellini hanno il loro da fare per sfuggire al solito Ezechiele; Lilli si ritrova nella foresta incantata a interagire con i principali protagonisti dei lungometraggi animati dell’epoca, da Bambi a Dumbo, dal Bianconiglio ai Sette Nani, da Grimilde a Bongo. Il tutto si chiude con un’altra avventura ambientata a Wonderland, ideale trait d’union per Paperino nel mondo di Alice di Giorgio Ferrari e dello spagnolo Joan Espinach, rilettura del classico Disney del 1951 con puro spirito metatelevisivo ed esempio di perfetto Zeitgeist degli anni ’80: invece di cadere nella tana di un coniglio, Paperino passa attraverso lo schermo del suo televisore per raggiungere i matti personaggi rielaborati dai racconti di Lewis Carroll, tutti a rincorrersi tra le insidie del tubo catodico. Finita la baraonda procurata dalla pazza folla del Paese delle Meraviglie e pagato (a malincuore) dazio alle due brevi brasiliane con il Club dei Supereroi e il loro imbarazzante Basettoni baffuto, si può ritrovare la calma in due buone prove della scuola italiana. Mentre Il campione omaggio (Missaglia/Bordini) si basa essenzialmente sul solito equivoco come motore dell’azione e su un’insolita dose di "violenza" nello scontro tra Gambadilegno, Pippo e Topolino, L’anfora angolare è un ottimo modo per chiudere un albo decisamente stravagante: Pier Carpi e Romano Scarpa fanno interagire un Pico de Paperis in grande spolvero e il suo stralunato collega Markus con Paperone, Paperino e i Bassotti, tutti sulle tracce di un prezioso reperto archeologico scovato dall’austriaco professore tra le rovine di Creta. Intreccio bislacco che sarà, con qualche variante, ripreso da Enrico Faccini nel 2007 con L’antico pediluviante, divertente remake della storia s-carpiana del 1964.

Recensione di Gladstone


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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