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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Gli anniversari importanti vanno celebrati come si deve, specialmente se si tratta di quello di uno dei grandi protagonisti del fumetto. In occasione del settantesimo anniversario della creazione del papero più ricco del mondo l’editore Giunti ha saggiamente raccolto il testimone dalla Disney Libri anche per quanto riguarda le strenne celebrative, mantenendo così sempre più vitale la presenza del mondo disneyano nel canale delle librerie.
Paperone – Un patrimonio di storie viene a porsi in tal senso come nuovo componente di una ragguardevole collana inaugurata nel 2012 con un ricco volume dedicato agli ottant’anni di Topolino in Italia e proseguita, nel 2014, con un altrettanto consistente tomo per l’ottantesimo genetliaco di Paperino. L’importanza, anche da un punto di vista editoriale, di queste tre pubblicazioni è ben evidente, essendo in qualche modo un revival dei cosiddetti Cartonatoni Disney lanciati dalla Mondadori nel 1970, nei quali veniva presentato al pubblico di volta in volta un personaggio diverso attraverso straordinarie selezioni di storie, con un particolare occhio di riguardo per Floyd Gottfredson, Carl Barks e Al Taliaferro. In un certo senso, dunque, la serie dei Libri a fumetti di Topolino sembra aver ripreso quell’antica tradizione del libro cartonato di pregio, affidando la cura editoriale all’ottimo Gianni Bono.
Rispetto ai due precedenti volumi questo dedicato a Paperone soffre certamente di una minor foliazione, ma si regge su una selezione di storie meritevole, capace di presentare anche al lettore occasionale una panoramica pressoché completa dello sviluppo del vecchio papero all’interno del cast degli standard characters. Nel corso degli ultimi settant’anni, infatti, lo Zione ha finito per diventare un personaggio "universo": la differenza sostanziale con l’altrettanto fondamentale nipote, ad esempio, risulta oggi profondissima in quanto, col passare dei decenni, Paperino ha finito per perdere il ruolo di motore indiscusso della commedia paperopolese, riuscendo di recente a dare il meglio di sé prevalentemente nelle sue dimensioni "alternative", da Paperino Paperotto a Double Duck passando per Paperinik e PK. L'influenza di Paperone risiede invece nella sua incredibile versatilità, senza dover ricorrere a identità segrete o attività supereroistiche, e potendo contare sul magnetismo garantito dall’essere il leader patriarcale e multisfaccettato a capo della propria famiglia. La sua età avanzata è del resto una valida alleata per il successo: Paperone ha avuto un passato pressoché mitologico e continua a vivere da protagonista un presente ricco di spunti. Sembra dunque essere questo il principale pregio del volume dedicato ai suoi settant’anni, il voler ripercorrere attraverso cinque capitoli tematici l'evoluzione di uno dei personaggi chiave del mondo Disney.
Non poteva ovviamente mancare Carl Barks, qui presente con due tra le sue storie paperoniane più celebri. Apparso per la prima volta su Four Color 178 del dicembre 1947 e pensato inizialmente come una semplice comparsa "usa-e-getta" per la tradizionale storia natalizia di Paperino, Paperone dei Paperini si mostrò al mondo come un arcigno, rancoroso e dispettoso antagonista nel celeberrimo Natale sul Monte Orso, qui riproposto ai lettori italiani ristampando in maniera anastatica le pagine di Topolino su cui apparve nel febbraio 1948. Lo stesso Barks, resosi conto dell’enorme potenziale che avrebbe potuto esprimere l'anziano papero, decise di promuoverlo a protagonista nel giro di poco tempo, tanto da creare le storie più iconiche con Paperon de’ Paperoni già nei primissimi anni '50. La Stella del Polo fa parte di quell'eccezionale periodo artistico dell’Uomo dei Paperi, tassello fondamentale per cominciare a comprendere la profonda umanità di cui la prima versione del personaggio del Monte Orso sembrava essere del tutto sprovvisto: Doretta Doremì, la corsa all’oro nel Klondike e il Fosso dell’Agonia Bianca apparvero per la prima volta in questo capolavoro del 1953 ed entrarono col tempo tra i topoi del passato paperoniano, per poi venire citati e ripresi da svariati autori, non ultimo Don Rosa. Il fumettista del Kentucky, infatti, riprende l'epopea della corsa all’oro in un’ottima prova come L’ultima slitta per Dawson, ideale sequel della Stella del Polo ristampato in questa sede nella sezione dedicata agli eredi di Barks. Un po’ un peccato, però, non trovare nulla degli altri artisti citati nell’articolo Da allievi a maestri, ovverosia Daniel Branca, Daan Jippes, Vicar e Marco Rota, mentre allo stesso Rosa viene concesso il bis con la spassosa (e ultracitazionista) Bassotti contro Deposito. Curiosamente presente anche nella strenna dedicata al settantesimo di Paperone edita in Francia nel novembre 2017 come albo fuori serie di Super Picsou Géant, questa piacevole avventura "domestica" concepita come omaggio allo stesso Barks riesce a divertire ad ogni rilettura: la Banda Bassotti, entrata in possesso del progetto del monumentale edificio simbolo di Paperopoli, tenta di arrivare al sancta sanctorum delle ricchezze in un modo decisamente inusuale, non tenendo conto della "capacità di autodifesa" del mausoleo paperoniano in assenza del padrone di casa.
Il resto del volume è essenzialmente dedicato al Paperone italiano e alle sue evoluzioni, grafiche e caratteriali. Lo Zione "made in Italy" in effetti è una sorta di versione alternativa del personaggio barksiano, specialmente nelle opere risalenti agli anni ’50 dei primi artisti nostrani; nonostante sia più volte citato negli esaustivi redazionali, risulta stranamente assente l’acido arpagone della reinterpretazione martiniana, cui è stato preferito un vero e proprio reperto archeologico come Le miniere di Re… Paperone, esordio disneyano assoluto di Carlo Chendi per i disegni di un ancora acerbo Luciano Bottaro e prima storia italiana intitolata allo Zione: il protagonista è ancora Paperino, ma la presenza del vecchio zio comincia ad allargarsi fino a rubare con facilità la scena al nipote. Solo sei anni separano questa storia arcaica dall’Ultimo balabù di Romano Scarpa, abbastanza perché il Paperone italiano venisse raffinato presentandosi ai lettori del 1960 come un motore inarrestabile, vittima sia degli agguati della debuttante Brigitta MacBridge, sia della propria ingombrante e imprevedibile iperattività.
Necessaria la pubblicazione di una storia di Rodolfo Cimino, per circa cinquant’anni prolifico cantore di innumerevoli cacce al tesoro come quella messa in scena nella Ricerca spaziale; purtroppo assente l’altro grande protagonista della nouvelle vague disneyana degli anni ’70-’90, Giorgio Pezzin, certamente tra i migliori interpreti dello spirito affaristico e avventuroso di Zio Paperone, nonché firma di alcune delle storie più iconiche pubblicate su Topolino. C’è spazio però per una storia di DuckTales disegnata da Giorgio Cavazzano, Il raggio riduttore, breve tutto sommato indolore e necessario trait d’union con l'attualità del recentissimo reboot della serie tv cult degli anni ’80-’90.
Le mancanze di questo volume per quanto riguarda alcuni autori classici, comunque, sono colmate da una sezione tutt’altro che scontata dedicata al Paperone della nostra contemporaneità, non più un semplice accumulatore compulsivo di ricchezze o uno spilorcio difensore della propria pecunia. Decisamente apprezzabile dunque l’inserimento dell’Isola senza prezzo, un instant classic firmato da Teresa Radice e Stefano Turconi ambientato in un contesto realistico come l’isoletta greca di Skyphos, idillio di pittoresca flemma cui uno spazientito Paperone finirà per cedere assaporando i piaceri della tranquillità da buen retiro. Si arriva invece ai fuochi d’artificio della Monetona nella terra dei talpuri, prima storia lunga di Sio per i disegni di Stefano Intini, un modo originale (e, diciamocelo, abbastanza inaspettato) per chiudere quello che a pieno titolo può essere considerato il miglior prodotto editoriale italiano dedicato al settantesimo anniversario di Zio Paperone.

Recensione di Gladstone


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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