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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Numero tutto sommato molto buono, quello di aprile (e mi scuso per il forte ritardo nella recensione) nel quale tuttavia fanno capolino molte storie più o meno recentemente ristampate (in fondo, l'unico vero neo dell'albo). Si parte con Paperino e gli ospiti inattesi, con un Carlo Chendi non dissimile da molte altre storie (e dunque una garanzia) ma forse con ancora un pizzico d'ispirazione in più nel partorire Goffredo, il raffreddore personale.
Ecco poi Gancio e la sonata soporifera, storia tutto sommato non sempre centrata e un pochino stereotpiata, ci si permetta l'onta, del grande Romano Scarpa, seguita da un'avventura di medio livello (il Dalmasso solido ma non ardito), Topolino e la pianta prodigiosa.
Ma il trionfo vero e proprio si raggiunge con Zio Paperone e le lenti specializzate, Cimino/Cavazzano in stato di grazia. La storia è succosa, godibile in ogni suo dettaglio espressivo e grafico, modello sempiterno per qualsivoglia attività fumettistica d'ogni tempo.
Topolino e la doppia amnesia procede, si può dire, a tratti, convincendo tuttavia per larga parte, e confermando sebbene non ai livelli più alti la stupefacente abilità dei fratelli Barosso di trasformarsi da maestosi e indiscussi signori della risata in autori di thriller di buon livello.
Non il più grande dei Carl Barks quello di Paperino e il toro daltonico, che in fondo deve molti quarti d'ora a storie precedenti. E non del tutto brillante, in fondo, Topolino e la sfera ipnotica, che fa da testimone alla ormai nota altalenanza delle storie di Carl Fallberg, in perenne bilico fra il vellutato prezioso e lo scorrere ininfluente.
Sgrizzo cronista di spettacolo, grande prova del grandissimo (e mai ricordato) Luca Boschi, storia emblematica di quel suo umorismo estremo e incessante, affidata come molto spesso ad uno schizzatissimo (pure troppo) Andrea Ferraris.
Meno convincente forse, ma della consueta solidità, l'altra dalmassiana Topolino e il drago rosso, che incunea la consueta dose di botte nelle vicende investigative del calidorniano roditore. Clamorosa alterazione della ristampa cronologica C'era una volta nel West... Paperino e la linea della fortuna: tipico fenomeno paniniano, ormai assurto a proverbiale, quello di illudere con una continuità per poi prendere a fare e disfare sino alla dissoluzione del concetto iniziale. Ma tant'è, la storia è delle migliori del ciclo e se ne consiglia decisamente la lettura.
Ma manca una voce: Paperino cronista del giorno dopo. E qui si entra nel territorio delle suggestioni personali, delle alchimie provvisorie e delle memorie sedimentate. Ma mi si passi il termine di "capolavoro misconosciuto". Ci si accosti a questa storia con un pizzico di attenzione e ne sarà rivelta la forza intrinseca nella rappresentazione di un papero, un uomo, un'anima, condannata al fallimento, che tenta di riscattarne un'altra del pari sottomessa alla dannazione del fato. ╚, quella di Pavese, una storia di una tragicità cieca e semplice, scandita dalla canonica episodicità che costruisce il ritmo del destino ineluttabile. E tutto con quella sobrietà, leggerezza e comica concretezza che solo quella temperie e quella scuola fumettistica hanno potuto creare. Nulla, su un canovaccio tanto ripreso in seguito, ha mai raggiunto una forma simile, appiattendosi spesso su una tensione accumulativa che trasforma il tragico in fastidioso.
Un tale giudizio su una storia così breve e sconosciuta sarà certamente inatteso, e che peraltro è maturato solo nel tempo. Si consideri che questa lettura, che è la terza o la quarta, si è stavolta spinta ad attingere quasi agli scarni e infrequentati reami della commozione. Con ciò, appuntamento al prossimo numero, nella speranza di una simile oculatezza nelle scelte, e magari di qualche ristampa più accorta. Buona lettura!

Recensione di A.Basettoni


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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