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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Il numero 3263 attualmente in edicola, dedicato al compleanno di Paperino, sembra provenire dal passato. Nessuna saga, niente storie promozionali, niente storie evento, niente vip: con queste premesse, un albo della gestione Panini, generalmente affonda nell'insufficienza e finisce dritto nel dimenticatoio. In questo caso invece la redazione confeziona quello che dovrebbe essere il prototipo di un albo medio tipico di una pubblicazione settimanale come Topolino.
Due storie buone, due sufficienti, due riempitive non insulse: uno schema vario e apparentemente semplice da implementare ma che raramente capita di vedere, sostituito da un’alternanza di pochi numeri ricchi e tanti dimenticabili.
Al primo posto devo mettere Bruno Enna e la sua "Paperino, Qui, Quo, Qua e il giorno da ricordare" (disegni di Alessandro Perina): Enna è indiscutibilmente il migliore nel capire e nel saper raccontare i bambini e quella che è la loro visione del mondo e in questa storia, sospesa a metà tra Quack Town e Paperopoli, lo dimostra una volta in più. Non è un capolavoro e non è nemmeno a livello delle sue saghe sul paperotto, ma è perfetta per una rivista che ha l’ambizione di piacere a un pubblico di tutte le età (leggi: una rivista che ha l’obiettivo di conquistare i lettori più giovani ma deve tenere conto di una maggioranza adulta che lo segue). È una storia per tutti, che sa raccontare ai bambini ma sa toccare anche i più grandi, ovvero quello che dovrebbe essere una prerogativa di tutto ciò che è Disney.
È solo per questo motivo che metto la storia di Vito Stabile un pelino più sotto. Anzi no, non sarebbe giusto: allo stesso livello, ma appena un passo dietro. "Paperino e il covo scovato" ci dà una panoramica della vita di Paperino, dall’infanzia a Quack Town ai debiti del presente, dall’identità segreta ai parenti più stretti, all’inossidabile Anacleto, in un crescendo di situazioni sempre più "drammatiche". Sicuramente più divertente e vivace della precedente (che invece accusa qualche lentezza nella parte centrale), ma mi permetto di posizionarla, come detto, appena un po’ dietro per il semplice motivo che per apprezzarla totalmente si ha bisogno di conoscere un po’ di storie passate. Solo così si possono cogliere echi martiniani in quel Paperone che non esita a chiedere affitti arretrati a colui che pure lo ha salvato tante volte, oppure i riferimenti alle avventure del Paperinik classico, il diabolico vendicatore.
A seguire la storia di Faraci e quella della Migheli in veste di autrice completa.
La prima, per certi versi, è quasi rappresentativa dell’autore, dato che spesso ci ha dato storie in cui i ruoli dei personaggi vengono stravolti o reinterpretati. Qua tutto è portato a un livello superiore, con un ribaltamento completo: assomiglia un po’ ad un esercizio di stile e infatti il gioco dura poco, molto meno della già breve storia. Basta l’apparizione di Amelia per far capire tutto e a quel punto la vicenda precipita velocemente verso il finale. Resta comunque una lettura piacevole grazie anche ai disegni di Mottura.
Roberta Migheli invece si cimenta come autrice di quel Paperino Paperotto che già tante volte ha disegnato per conto terzi. Il meccanismo è quello di tante storie della serie, le manca la leggerezza tipica, ad esempio, proprio di Enna, però il fatto di muoversi su un terreno ben conosciuto rende il lavoro comunque gradevole, al netto di qualche incertezza di sceneggiatura che magari potrà limare in futuro, se continuerà a proporsi in questa doppia veste.
Il volume è concluso da due brevi: una quasi muta di Monica Manzoni e Giovanni Rigano, un gioco di espressioni e gestualità con protagonisti Paperino e Paperina, sapientemente calati in quella che è la quotidianità di tutti ormai, fatta anche di smartphone, pc e messaggi e un omaggio al protagonista del numero da parte di Bosco (disegni di Bonardi).
Anche i redazionali festeggiano il papero vestito da marinaio con una puntata di "Topo Travel" dedicata ai suoi luoghi speciali. Oltre questo, un servizio su una avventurosa famiglia che gira il mondo in barca e le consuete rubriche.
Riguardo il voto da assegnare, ho scritto che questo è un perfetto numero medio e quindi sarebbe automatico il voto medio, cioè tre stelle. Ma, pur non amando personalmente i voti in generale (per me il voto preciso è desumibile dal commento), questo semplice numero è il primo e forse anche il più usato parametro per chi cerca informazioni sul nostro sito. Bisogna anche considerare che il voto che diamo alle uscite, più che il voto agli albi è un giudizio su un possibile acquisto. Quattro stelle vuol dire, legenda alla mano, "Buono, acquistatelo e non ve ne pentirete". Beh, io non me ne sono pentito e mi sento di dare lo stesso consiglio ai nostri 4.275.421 lettori. Anche perché le tre stelle (stessa legenda) stanno per "nella media" e la media recente è stata così bassa che un consiglio del genere terrebbe lontani tutti quelli che già comprano il settimanale a singhiozzo, scottati appunto da albi tutt’altro che esaltanti. Quindi compratelo con la speranza che albi come questi diventino davvero la media e poter così dare, ad un analogo fascicolo futuro, tre stelle senza tanti panegirici democristiani.

Recensione di piccolobush


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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