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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



E finalmente è giunto il momento di festeggiare i novant'anni di Topolino, con un numero talmente dedicato, che perfino l’editoriale del neo direttore Bertani si sofferma su questa celebrazione invece di dedicarsi alle anticipazioni del prossimo numero.
Topolino la fa giustamente da padrone infatti, per la prima volta dopo molto tempo, non abbiamo storie papere.
Grande protagonista è anche Francesco Artibani, autore di ben tre storie. Nella prima Topolino e l’avventura su misura, è affiancato ai disegni da Lorenzo Pastrovicchio. I due riescono a ricreare molto bene le atmosfere anni ’30, riunendo per l’occasione il trio formato da Topolino, Pippo e Paperino. I tre amici, in versione spazzacamini, si troveranno loro malgrado coinvolti nel mistero delle case scomparse a Topolinia e si troveranno ad affrontare Gambadilegno e la temibile squadra formata dal Professor Zeta e dai dottori Acca e Kappa. La storia ricrea l’atmosfera spensierata anni ’30 e contiene un bell'omaggio a Topolino e Orazio nel castello incantato di Floyd Gottfredson del 1932, i disegni di Pastrovicchio sono davvero molto riusciti, ma dal punto di vista emozionale manca, secondo me, qualcosa.
Seguono poi due storie di Alla ricerca dei ricordi, ciclo di otto episodi che comincia con Macchianera che riesce a far perdere la memoria a Topolino. Nel primo La scatola dei Ricordi (Artibani/Cavazzano) arriva Pippo a soccorrere l’amico con una scatola che racchiude ritagli e foto delle loro avventure. Senza svelare il resto della trama, possiamo dire che questa breve storia è probabilmente la migliore del numero perché emoziona fino a commuovere. In Il mistero del luna park (Artibani/Gervasio), invece tocca alla fidanzata Minni far riscoprire a Topolino un altro lato del suo carattere, ma questo secondo episodio è meno riuscito del primo.
In Topolino, Gambadilegno e la seconda possibilità (Vitaliano/Franzò), Topolino viene nominato tutor di Gambadilegno a processo per l’ennesimo crimine, anche grazie all'intervento dei social che parteggiano per lui. La popolarità fra la gente comune inizierà però ben presto a stancare lo storico nemico di Topolino che rimetterà le cose a posto. Vitaliano porta a casa di mestiere una storia che parla di un tema ormai di grande attualità, cioè di come i social possano influenzare il nostro modo di vedere la realtà.
In Topolino e la città senza segreti, (Sisti/De Vita) Mickey, di ritorno a Topolinia dopo una gita fuori porta, si vede costretto, a causa di un guasto alla macchina, ad una sosta forzata a Rattica, tranquillo paesino dove un anziano sceriffo lotta per mantenere il suo posto e per non farsi sostituire da un’agenzia specializzata. Lo sceriffo nomina Topolino suo vice, per rassicurare la cittadinanza sull'efficienza del suo operato, ma quando Gambadilegno, Macchianera e tutti i banditi di Topolinia scoprono che il loro nemico numero uno si trova a Rattica, si fiondano subito lì, convinti di trovare un bottino importante, scatenando il panico in città. Sisti e De Vita riescono a creare una storia molto piacevole e molto classica.
Abbiamo poi 6 strisce autoconclusive realizzate da Tito Faraci e Corrado Mastantuono. Alcune sono più riuscite di altre, ma in generale credo che, pur non essendo particolarmente brillanti, assolvano al loro compito di omaggiare il Topo più famoso del mondo attraverso gli occhi dei suoi amici, ma anche sei suoi nemici, più stretti.
Gli editoriali sono dedicati alla Mostra sui 90 anni di Topolino che avrà luogo a Desenzano del Garda fino al 10 febbraio, ai festeggiamenti che Disneyland Paris ha organizzato per l’occasione e poi abbiamo uno spazio dedicato agli auguri che i lettori hanno inviato al loro beniamino.
Quindi ottimo numero, nessuna nota negativa? In realtà qualcosina, purtroppo, la troviamo anche in questo libretto. Innanzitutto mi sarei aspettata qualcosa di più dalla copertina che, vista l’occasione, risulta un po’ sottotono. Silvia Ziche realizza molto bene il Topolino anni ’30 a sinistra, meno riuscito è il Topolino moderno ed è un peccato perché dall'autrice ci aspettiamo sempre il massimo.
Ma decisamente più grave è l’errore nel Quiz dedicato a Mickey dove si dice che Topolino assume il formato libretto nel 1948, ma si sa che in realtà la data corretta è aprile del 1949. Mi sembra abbastanza grave che chi lavora nel libretto in questione non conosca questo tipo di informazioni.
Per questi motivi il numero non arriva, secondo me, alle cinque stelle, fermandosi a quattro.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Questo numero di Topolino, uscito in occasione di Lucca Comics 2018 in due versioni, regular (con copertina di Casty) e variant, (con cover di Massimo De Vita), ospita l’attesissima storia di Casty/Bonfatti Tutto questo accadde domani, seguito della già riuscitissima "Tutto questo accadrà ieri".
Dispiace un po’ che più di metà dell’editoriale sia impegnata dall'annuncio del ritorno, nel prossimo numero, dei Wizard of Mickey, (cosa che un lettore adulto percepisce come una minaccia) e non si trovi un accenno né alla copertina, né alla storia sopra citata, che i lettori attendevano come un vero e proprio evento.
Ma parliamo di cose belle. La storia di Casty/Bonfatti è riuscita a portare una ventata di aria fresca all'interno del libretto dopo settimane di storie un po’ sottotono o comunque nella media. Il racconto riparte più o meno da dove si era interrotto in "Tutto questo accadrà ieri", e ci porta in una Topolinia del 2018 dominata da Gambadilegno che controlla tutti attraverso il giogologio, una specie di orologio in grado di scaricare applicazioni e di verificare la posizione e l’attività dei cittadini. Topolino si risveglia da una sorta di torpore e ricorda cosa ha condotto la città in quell'incubo, ma per salvarla avrà bisogno dell’aiuto di se stesso e dei suoi amici direttamente dal passato. La storia è molto ben organizzata, tutti gli incastri (anche con gli episodi prequel che ci hanno accompagnati queste settimane) sono cesellati alla perfezione e i disegni riescono a rendere l’atmosfera di questo futuro distopico molto inquietante. Ce ne vorrebbero di più di storie così.
Abbiamo poi due simpatiche brevi: La Banda Bassotti in colpetto o scherzetto (Panini/Castellani) e Zio Paperone racconta…tutto gratis! (Stabile/Del Conte). Nella prima i Bassotti, convinti di riuscire a penetrare nel deposito approfittando della notte di Halloween, si vedono respinti dai fantasmi della famiglia De’ Paperoni giunti come ogni anno (a quanto pare) a Paperopoli per festeggiare la ricorrenza con il pronipote, mentre nella seconda capiamo come per Paperone anche le vacanze siano impegnative, soprattutto quando c’è un sacco di cibo gratis a disposizione.
Infine, in Indiana Pipps e la leggenda di Uentshukumishiteu (Sio/De Vita), l’esploratore e il cugino Pippo partono alla volta della Groenlandia, dove si troveranno di fronte a un mistero da risolvere. La storia vede il contrasto tra la sceneggiatura moderna di Sio e i disegni classici di De Vita; il risultato non è particolarmente riuscito perchè, in questo caso, i vari nonsense non riescono a dare quell'umorismo che l’autore ricerca, rendendo l’avventura un po’ pesante.
Segnaliamo tra i redazionali l'interessante intervista a Casty e Bonfatti che raccontano, a modo loro, alcuni retroscena della storia di punta del numero.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Prosegue in questo numero la serie di storie scritte da Marco Bosco dedicate alle cards allegate al libretto. In Qui, Quo, Qua e il colpo da campioni, disegnata da Francesco D’Ippolito, Paperone organizza una fiera del gioco da tavolo a Paperopoli e si rivolge ai nipotini, Qui, Quo e Qua (che festeggiano proprio in questi giorni il compleanno e a cui è dedicata la copertina del numero) per pubblicizzare l’evento tra gli amici. All'interno della fiera è presente anche una mostra di cards uniche autografate dai campioni del passato. Sarà compito di Paperino sorvegliare i cimeli mentre i Bassotti cercheranno di rubarli. Bosco riesce anche stavolta nel difficile compito di rendere piacevole una storia dall'intento promozionale, anche se, forse, al quarto tentativo, si sente un po’ la stanchezza e la mancanza della verve delle precedenti.
In Zio Paperone in Belando sotto le stelle (Sarda/Picone), Paperino e Paperoga suggeriscono allo zio di creare un format di taglio western per un nuovo reality, dove due squadre di cow boy devono trasportare a destinazione un gregge di pecore sostenendo ogni sera una prova, valutata al televoto, che assegna punti di vantaggio ad una squadra o all'altra. L’idea viene copiata da Rockerduck e per stabilirne la paternità, i due miliardari si sfideranno in una sorta di edizione pilota della trasmissione. La storia scorre in modo interessante e il lettore è portato ad identificarsi con il pubblico che segue da casa le avventure delle due squadre, tifando ovviamente per quella di Paperone, in cui possiamo notare Paperino vestito come Tex Willer. I disegni di Picone risultano un po’ ostici soprattutto all'inizio, dove qualche becco sembra un po’ sformato, ma con il procedere della storia l’occhio si abitua e l’effetto si attenua.
Archimede e l’efficiente raccattapanni (Figus/Florio) è una piacevole breve, mentre Paperino Paperotto in Musica Maestro (Camerini/Martusciello) risulta un po’ meno riuscita e un po’ banale. I personaggi e l’ambientazione hanno probabilmente dei limiti che emergono soprattutto nelle storie brevi.
Nel nuovo episodio de La storia dell’arte di Topolino, intitolato Minni di Hastings e l’arazzo di Topeux, Roberto Gagnor e Roberto Vian ci raccontano, dal punto di vista dei topi, la storia dell’arazzo di Bayeux e della battaglia di Hastings, avvenuta in Inghilterra nel 1066 e che vide contrapposti Sassoni e Normanni. Gagnor riesce a creare una trama scorrevole, limitando l’uso delle freddure che spesso lo contraddistingue creando una buona storia, probabilmente la migliore del terzo ciclo. E’ presente anche un redazionale di approfondimento che risulta però abbastanza scarno.
Proseguono, infine, le tavole introduttive all'attesissima storia di Casty/Bonfatti Tutto questo accadde domani, che risultano sempre molto simpatiche ed essendo slegate dalle precedenti, confondono le idee al lettore che non sa cosa aspettarsi ma non vede l’ora di scoprirlo.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Avremmo potuto ricordare questo Topolino per una prova da autore completo di Mottura, un nuovo episodio del seguitissimo Fantomius, e le prime tavole che introducono il conto alla rovescia per Tutto questo accadde domani, attesissima storia di Casty e Bonfatti. Ricorderemo invece questo libretto perché, a sorpresa, è il primo numero sotto la nuova direzione di Alex Bertani. Valentina De Poli, direttore dal 2007, lascia infatti la guida del settimanale senza comunicati ufficiali che spieghino gli eventuali motivi di questa decisione editoriale. Non è questa recensione il luogo per commentare, fare ipotesi o bilanci, ma mi sento di dire che le due righe della redazione in un riquadro nascosto in penultima pagina, unico congedo alla direttora, lasciano un po’ l’amaro in bocca.
Ma torniamo a parlare delle storie e cominciamo con Paperino e l’eroica sfacchinata. Paperone, interessato a comprare il terreno del ricco Lecontraire, appassionato di ciclismo, convince (o per meglio dire, come sempre, obbliga) Paperino a partecipare come gregario alla Papergloriosa, una gara a tappe fra paludi e deserti del Calisota. Paolo Mottura, alla sua terza esperienza di sceneggiature&disegni, in questa vicenda fa riferimento, adattandola ai canoni paperopolesi, all’Eroica, manifestazione che si tiene ogni anno in Toscana e che consiste in una corsa non competitiva su terreno sterrato, il cui obiettivo è rievocare il ciclismo d’epoca (detto appunto eroico). L’autore piemontese, riesce a rendere un bell'omaggio alla corsa alla quale ha partecipato, come ci spiega il redazionale molto interessante a corredo, creando una buona storia con ottimi disegni.
Segue poi La settima arte, omaggio di Marco Gervasio al mondo del cinema, già sviluppato nella più ispirata storia muta Silenzio in sala, da cui vengono ripescate anche le versioni papere dei divi degli anni Venti, Douglas Fairbanks e Gloria Swanson. La trama vede come sempre Fantomius ordire un complicato piano per impadronirsi della collana di perle dell’attrice, in un classico gioco di maschere ed interpretazioni. Ad essere beffato è nuovamente Cuordipietra Famedoro, ritratto però in modo tale da svilirne la temibile figura proposta nelle avventure ambientate ai giorni nostri. Da segnalare anche un’imprecisione storica, dal momento che si parla di premi Oscar, istituiti nel 1929, a dispetto dell’azione che si svolge nel 1925.
In Zio Paperone e la card da un milione (Bosco/Limido), Paperone, Rockerduck ed altri due miliardari, si mettono alla ricerca di una figurina introvabile, desiderata dal ricco Poldo Thumbgoose, collezionista e proprietario del social Instapap, disposto a vendere la sua compagnia in cambio del cimelio. Anche questa settimana troviamo una storia a corredo delle cards allegate al libretto e anche in questo caso Bosco fa un buon lavoro, creando una storia divertente, che mostra ancora una volta, le differenze tra Rockerduck e Paperone che, nonostante sembri sconfitto, alla fine esce vincitore.
Mentre Gambadilegno e l’immeritato riposo (Deninotti/Piras), è una buonissima breve, dal finale divertente che può risultare un po’ ostica per i disegni, Paperino Paperotto in gita al museo (Valentini/Castellani) risulta, al contrario, molto riuscita dal punto di vista grafico ma un po’ noiosa e stucchevole per quanto riguarda la trama.
Infine, come detto, troviamo le prime tavole di Tutto questo accadde domani (Casty/Bonfatti): il mistero è già servito, ora non resta che vedere come si svilupperà nelle prossime settimane.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Per continuare le storie che ci avvicinano al compleanno di Topolino, questa settimana si vuole omaggiare la sua storica attività di reporter. Si ritorna, quindi, nei quartieri urbani di Topolinia 20802, con un episodio dal titolo Maratona con contratto scritta proprio da Fausto Vitaliano, uno degli autori della serie, e disegnata da Carlo Limido. Il lettore si trova a metà fra il giallo e la commedia e ne esce una storia leggera, che intrattiene, senza riuscire però ad essere incisiva. Nonostante siano infatti divertenti le gag dei vari personaggi che si ritrovano tutti a correre per le strade della città, da Pippo a Orazio, da Basettoni a Gambadilegno o del tour dei pensionati per i luoghi in ristrutturazione, il lettore non riesce ad appassionarsi troppo al giallo di fondo su cui Topolino sta investigando, perché rimane marginale e viene risolto troppo facilmente. Il finale poi, in cui Topolino è aiutato a scrivere l’articolo non solo da tutti gli amici, ma addirittura da Sgrinfia e Gambadilegno fa risaltare un lato "buonista" dei personaggi (tutti, nessuno escluso) che compare sempre di più fra le pagine del settimanale e che, personalmente, non apprezzo molto.
Un elemento che ritorna infatti subito dopo con Carlo Panaro in Paperino e la fortunissima calamitosa disegnata da Maurizio Amendola. Zio Paperone, vedendo Paperino sbeffeggiato per l’ennesima volta dal cugino Gastone, decide di fargli vivere un periodo fortunato per fargli capire che, in fondo, la sua vita è già bella perché piena degli affetti dei suoi cari e che non ha bisogno della buona sorte per essere un papero felice. Anche in questo caso la trama non è particolarmente originale, in più questo voler a tutti i costi far emergere il lato buono e smielato di Paperone non aiuta.
Risulta, a mio parere, più riuscito l’omaggio che Vito Stabile fa al papero più ricco del mondo in Zio Paperone racconta…il valore di un cent disegnata da Davide Baldoni. In questa storia, lunga solo poche pagine, emergono non solo la tenacia di zio Paperone nell'inseguire un centesimo e il suo legame con le singole monete, tanto forte da fargli ricordare la provenienza di ognuna, ma anche il rapporto con i parenti ed è divertente vedere come Paperino e Paperina si sentano a volte imbarazzati di fronte alla grinta e alle stranezze dello zio.
Divertente, pur senza troppe pretese, anche la breve I Bassotti e l’epopea campagnola (Valentini/Panaro), dove la banda, braccata dalla polizia, nasconde la refurtiva in un campo di melanzane ed entra in contatto con Dinamite Bla. Simpatiche le gag con il misantropo e con il cane il cui punto di forza è proprio la ripetitività con cui vengono proposte.
Continua, infine, la saga dei Whizzkids con il terzo episodio dal titolo Blu sempre su soggetto Munarini, sceneggiatura Stabile e disegni Urbano. Arrivati al terzo episodio, oltre alle perplessità che accompagnano la serie fin dall'inizio, si aggiungono anche un po’ di stanchezza e un principio di noia. La serie sembra protrarsi troppo, senza particolari guizzi e senza che il lettore sia particolarmente coinvolto nelle sorti dei tre paperotti, trasformati in una specie di Power Rangers, tra l’altro poco simpatici.
Anche in questo numero prosegue la Guida di Topolinia ad opera di Blasco Pisapia, che ci porta tra le strade e i grattacieli di Topolinia 20802. Troviamo inoltre un editoriale sul potere della lettura per i ragazzi e un ricordo a Miriam Dubini, collaboratrice della redazione, morta la scorsa estate.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il 3276 è un numero che pare avere tutte le carte in regola per attirare il lettore: si apre con la bellissima copertina di Giorgio Cavazzano; contiene una storia con Eurasia Tost, personaggio creato da Casty molto amato dai lettori e affidato, per questa avventura, a Vito Stabile; ha inoltre inizio Whizzkids, un nuovo ciclo con protagonisti Qui, Quo, Qua; eppure, appena si cominciano a leggere le sei storie inedite (sì, la scritta in copertina non ci abbandona) ci si rende conto che il numero è abbastanza sottotono.
Topolino e la profezia dei Saurotechi (Stabile/Mazzarello) è, come detto, la storia che fa ritornare sulle pagine del libretto Eurasia Tost e c’era la curiosità di vedere come l’archeologa avrebbe reso nelle mani di un altro autore. Quello che non si può non riconoscere sempre a Vito Stabile è, nonostante la sua giovane età, lo stile di scrittura e l’esperienza che è riuscito a mettere insieme in poco tempo; alla fine della lettura non si ha mai la sensazione di aver letto una brutta storia. Tuttavia, in questo caso, il ritorno di Eurasia poteva essere sfruttato meglio, perché quella che ci troviamo di fronte è una storia un po’ confusa che scivola via in poche pagine. La trama varia dalla spedizione archeologica (che dura però solo alcune vignette) alla commedia (con Marlin che starnutisce sulla camomilla mandando fuori uso la macchina del tempo), all’esperimento di laboratorio che potrebbe finire male. Alla fine della lettura si rimane un po’ disorientati e con la sensazione che si sia un po’ persa un’occasione.
Vito Stabile ritorna anche con il primo episodio di Whizzkids – Tre fratelli disegnata da Urbano su soggetto di Munarini. Paperino, in partenza per una spedizione con lo zio, affida i nipotini alle cure di Archimede e i tre paperotti scoprono le potenzialità della macchina 100 e lode, un marchingegno in grado di potenziare le capacità nella materia preferita di chi vi entra, rendendola un superpotere. Anche in questo caso possiamo riconoscere lo stile di Vito, la sua scrittura brillante e le divertenti gag. E’ solo il primo episodio quindi non possiamo dare un giudizio definitivo, possiamo però dire che è bello vedere i nipotini alle prese con la scuola e la quotidianità, rappresentata dalle prime cotte e i problemi con i nuovi compagni di classe; è poi un’idea originale quella di affiancarli ad Archimede, ma ci si chiede, forse, se servisse l’ennesima storia di supereroi.
In Paperino e l’occupazione blasonata (Panaro/Mazzon) Paperino, riesce a ottenere il lavoro di maggiordomo presso la baronessa Carol Midson grazie alle referenze fornitegli da Battista, ma ovviamente riuscirà subito a mettersi nei guai. Anche se Panaro gestisce la storia con esperienza, la trama è talmente classica da dare al lettore una continua sensazione di deja vù, lasciandolo alla fine un po’ annoiato.
E di mestiere lavora anche Faraci in Shhhh!, disegnata da Coppola. Anche in questo caso la storia non è particolarmente riuscita, nonostante riferimenti fantozziani e onomatopee sbagliate, elementi che dovrebbero far scaturire un sorriso.
E non andiamo meglio né con Paperoga e la biografia non autorizzata (Giunta/Del Conte) né con Zio Paperone e l’insonnia vantaggiosa (D’Antona/Barozzi), tutte storie abbastanza dimenticabili.
Continua la Guida di Topolinia a cura di Blasco Pisapia che ci mostra i luoghi della cultura e della scienza guidati da Zapotec e Marlin.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Dal 3274 si aprono ufficialmente le celebrazioni che porteranno al 90° compleanno di Topolino, attraverso cinque storie ambientate sulle strade di Topolinia. La prima, Io & Minni (Fontana/De Vita), ci parla, come si evince già dal titolo, dell’ormai consolidato rapporto che unisce Topolino e la fidanzata. Parlare della storia risulta un po’ complesso, perché non si può dire che sia una vera e propria storia, con una trama fatta di inizio, svolgimento e fine. Sembra quasi di essere di fronte a un’intervista di Topolino, che interloquisce direttamente con l’autore (e con il lettore stesso), raccontandogli una serie di aneddoti che hanno caratterizzato la sua storia d’amore, a partire dal famoso Plane Crazy del 1928, primo corto in cui compaiono insieme Topolino e Minni. Da segnalare il cameo di Pico de Paperis, inserito in una sequenza che riprende la famosa scena della coda al cinema del film Io & Annie di Woody Allen, da cui viene presumibilmente mutuato anche il titolo (devo riconoscere che questa citazione l’ho notata grazie a un lettore attento perché, nonostante sia appassionata del regista, non l’avevo colta). Un riferimento curioso da trovare, considerando che difficilmente potrebbe essere notato dal target dichiarato del settimanale, costituito da un pubblico giovanissimo.
In Zio Paperone e il mitico M.I.T.O. (Michelini/Gatto), invece, il papero più ricco del mondo dà ordine ai suoi ingegneri di costruire una macchina (il M.I.T.O, appunto), con l’aspetto di un grande aspirapolvere in grado di gestire il mercato dell’usato, acquisendo gli oggetti di cui ci si vuole liberare e restituendo in cambio il denaro richiesto. Tutto procederebbe bene se, come sempre, Paperino non combinasse qualche pasticcio. La storia è buona, scorre liscia intrattenendo il lettore e non solo consolida l’ormai affiatata collaborazione tra lo sceneggiatore e il disegnatore veneziano, ma è soprattutto l’occasione di celebrare il 60° anniversario dalla pubblicazione di Paperino e il ciliegio rabdomante, prima storia interamente disegnata da Luciano Gatto, su testi di Guido Martina.
Zio Paperone e l’esplorazione interstellare (Erickson/Fecchi) è una storia che parte in modo classico. Paperone viene messo in discussione in uno dei tanti club di cui è socio, in questo caso quello degli esploratori, e viene sfidato da Rockerduck a compiere un’impresa: dovrà fare luce sul mistero di un’antica popolazione, scomparsa ormai da secoli. Ovviamente Paperon de Paperoni non si perde d’animo, accetta la sfida e parte con i nipoti per questa nuova avventura, che sarà continuamente sabotata dall’antipatico rivale. Puntando su una trama così classica è facile ottenere l’attenzione del lettore che, tuttavia, si trova ad alzare gli occhi al cielo quando di punto in bianco vede apparire gli alieni; sembra infatti che tutte le storie danesi debbano ruotare intorno a questo argomento. Nonostante questo, rimane una buona storia.
Per quanto riguarda le brevi segnaliamo un’altra buona prova di Federico Rossi Edrighi, autore di Trudy e il colpo alla rovescia, con i disegni di Giuseppe Zironi e la simpatica Pico, Gastone e la laurea per errore (Manzoni/Rigano) dove il colto papero riceve una laurea ad honorem per una materia (incredibile a dirsi) per lui sconosciuta! Sarà Gastone ad aiutarlo a chiarire la situazione e a tirarlo fuori dagli impacci.
Per quanto riguarda i redazionali, segnaliamo la seconda puntata della Guida di Topolinia a cura di Blasco Pisapia, dove Minni ci farà da guida attraverso i luoghi che le sono più vicini, un articolo dedicato a Cristiano Ronaldo, campione appena acquistato dalla Juventus, ma soprattutto un’intervista agli autori di La zona Rossa, libro premiato come miglior fumetto per ragazzi al Napoli Comicon del 2018, che racconta di come tre ragazzi tentino di ricostruire la propria vita dopo il terremoto del 2016. Il libro è stato poi d’ispirazione per la rappresentazione teatrale "Il filo rosso", interpretata da ragazzi tra gli 8 e i 14 anni.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Valentina De Poli nel suo editoriale ci ricorda che ci stiamo piano piano avvicinando al compleanno di Topolino e i festeggiamenti cominciano proprio in questo numero con la Topodissea, il ritorno del Topolinide – Libro Primo: I viaggi di Topodisseo (Gagnor/Soffritti). L’opera di Omero era già stata parodiata molto liberamente quasi 60 anni fa da Martina e Pier Lorenzo De Vita e aveva per protagonista Paperino. Gagnor la riprende coraggiosamente, chiamando a raccolta l’intero cast disneyano e affidando il ruolo di Ulisse a Topolino. In questo caso la parodia è sicuramente più fedele all'originale, ma la trama fatica a proseguire perché continuamente interrotta da un’infinità di battute (elemento tipico dello sceneggiatore), più o meno riuscite, ma che messe una dietro l’altra finiscono per stancare. Il lettore avanza lentamente e la storia sembra non terminare mai. Questa è solo la prima opinione e per il giudizio complessivo si dovrà attendere la settimana prossima.
Prosegue in questo numero Gambadilegno e la rapina abbastanza remunerativa ma non troppo (Sio/Baccinelli), con lo sceneggiatore che con il suo stile nonsense crea una trama anche divertente, se non fosse per un paio di battute fin troppo demenziali, ma Sio è anche questo. Il fatto, poi, che siano tutti episodi relativamente brevi, scanditi settimanalmente, aiuta molto a superare i difetti e a concentrarsi sui pregi. Emmanuele Baccinelli è sempre bravo ai disegni.
In Archimede e la vacanza incrociata (Zemelo/Franzò) Paperino consiglia ad Archimede di concedersi una vacanza, suggerendogli lo scambio case. L’inventore paperopolese si troverà a casa di Pietro Gambadilegno a Topolinia mentre quest’ultimo verrà catapultato a Paperopoli ed entrambi dovranno scontrarsi con i loro differenti stili di vita. Zemelo riesce ad essere anche in questo caso molto originale, creando una trama molto piacevole e ricca di gag.
In Paperino, Paperoga e la lunga strada polverosa (D’Antona/Pastrovicchio), invece, Paperone manda i nipoti ad indagare su un suo resort al di là del grande deserto del Calisota che dovrebbe fruttargli milioni ed invece è appena in positivo. I due nipoti partiranno quindi per questo viaggio che metterà in luce ancora una volta il grande fiuto di Paperon de Paperoni. La storia ha una partenza di stampo classico ma si sviluppa in modo originale, risultando piacevole alla lettura.
Infine la simpatica breve Paperino e il dispendio ineluttabile (Moscato/Amendola) ci mostra Paperino alle prese con gli abbonamenti telefonici, problema che affligge tutti nel quotidiano. La storia ci fa sorridere ai problemi del papero ma al tempo stesso ci fa sentire vicini a lui.
Troviamo inoltre un’intervista a Petrucci che ci fa conoscere meglio uno dei volti nuovi del motociclismo.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Sfogliando il 3267 si potrebbe avere l’idea di trovarsi di fronte ad un gran numero: tornano le papere di Silvia Ziche e Marco Bosco (come possiamo vedere fin dalla copertina realizzata appunto dall'autrice veneta, a cui, a scanso di equivoci, è abbinata anche una didascalia, sia mai che il lettore possa non capire), tornano le storie di Enrico Faccini abbinate ad un concorso a premi che parte proprio questa settimana, Tito Faraci scrive una storia per celebrare gli 80 anni di Manetta e c’è un redazionale sulla mostra dedicata ai 20 anni di Harry Potter, che avrà luogo a Milano per tutta l'estate. Insomma le buone premesse questo numero le aveva tutte. Il problema è che a volte non bastano, ma cominciamo dal principio.
Come detto, Marco Bosco e Silvia Ziche tornano a collaborare, realizzando in occasione dei 150 anni dalla pubblicazione, una parodia di Piccole donne, intitolata Piccole grandi Papere e che sarà divisa in quattro episodi. L’inizio della storia può dare ovviamente solo un’idea parziale, ma qualcosa si può già dire. Innanzitutto bisogna dire che appare strana l’idea di rifare questa parodia, che già era stata realizzata nel 1992 da Claudia Salvatori e Lino Gorlero con il titolo Piccole Papere. Un’operazione simile si sarebbe potuta meglio spiegare se si fosse passati dal mondo dei paperi a quello dei topi, ma così non è stato. Dal romanzo della Alcott, anche nella nuova parodia spariscono la Guerra di Secessione americana, la povertà della famiglia March (elemento che compare solo nelle tavole finali), e i genitori, sostituiti da una Nonna Papera che, come sempre, vende torte. Non si respirano il senso di buonismo e l’ottimismo che permeano un po’ tutte le storie dell’autrice americana e che possono essere considerati tanto un pregio, per chi la ama, quanto un difetto insopportabile, per chi non apprezza le sue storie, ma che sicuramente sono un suo marchio di fabbrica, insieme al messaggio che con l’impegno si possono sempre realizzare i propri obiettivi. Cosa resta? In teoria quello che resta sono le quattro sorelle March, ma anche qui i problemi sono evidenti. Mentre Salvatori aveva optato per far interpretare a Paperina tutti e quattro i ruoli, la rodata coppia Bosco/Ziche decide di affidarsi al consueto cast protagonista delle loro storie (Brigitta, Nonna Papera, Miss Paperett e Paperina) con l’aggiunta di Paperetta, ma appare già evidente che la differenza di età dei personaggi rende tutto poco credibile. Inoltre appare curiosa la scelta dei nomi che non rispecchia nè quelli delle protagoniste nè quelli del romanzo della Alcott e che, a mio parere, genera confusione. Si scade un po’ nella banalizzazione della storia e dei suoi protagonisti: le quattro sorelle infatti diventano solo delle ragazzine (?) petulanti, il cui unico desiderio è accasarsi (Beth, addirittura, qui interpretata da Brigitta, si innamora del signor Lawrence impersonato - guarda caso - da Paperone), pronte a litigare per un nonnulla e ad abbracciarsi un secondo dopo, fino ad arrivare all’immotivata canzone finale che riprende la filastrocca de I tre porcellini. Uno dei meriti delle parodie Disney è stato sempre quello di invogliare a leggere l’originale, ma nonostante l’entusiasmo della direttora nell'editoriale, mi chiedo, viste le premesse (e sperando di essere smentita nei prossimi episodi), chi potrebbe essere invogliato a riscoprire Piccole donne.
Topolino, Manetta e una non troppo semplice somiglianza è invece la storia con cui Tito Faraci e Giada Perissinotto celebrano gli ottant'anni di Manetta e, con lui, anche di un altro personaggio. Manetta verrà accusato di furto e saranno Basettoni, Rock Sassi e soprattutto Topolino a doverlo scagionare e a fargli recuperare la fiducia in se stesso. La storia soffre di un andamento forse un po' altalenante, ma alla fine è un buon omaggio al compleanno di uno storico comprimario.
Rilassati Archimede, invece, di Enrico Faccini è una storia breve che mostra come il grande inventore non riesca a rilassarsi neppure in vacanza. Pur non essendo una delle sue storie più riuscite, l’autore ligure dimostra, come sempre, di conoscere bene il personaggio che usa e di saper sempre inserire nelle storie degli elementi stravaganti e originali, cosa che permette di riconoscerne lo stile alla prima occhiata.
Battista in la mia vita senza tè (Deninotti/Zanchi) vede invece l’ennesimo licenziamento di Battista, che stanco di subire le angherie del suo principale, decide di dare le dimissioni partendo per un ridente paesino montano, dove ristrutturerà con successo un rifugio abbandonato. La storia, pur non partendo da spunti particolarmente originali è piacevole, così come Paperino e il segreto degli impavidi (Mazzoleni/Gatto), dove Paperino, per fare bella figura agli occhi di Paperina, deve recuperare una conchiglia in grado di farlo diventare coraggioso. La storia, senza troppe pretese, scorre bene, ma dispiace vedere anche in questo caso (come purtroppo troppo spesso succede ultimamente) un po’ di mancanza di cura in fase di revisione. Se, infatti, il primo articolo di giornale di pagina 139, riporta la sparizione di un orso del circo, lo stesso articolo, ripreso poi a pagina 156, rende l’orso l’animale da compagnia di un miliardario. Rimuovere il circo dai temi trattati potrebbe anche starci, viste tutte le polemiche che ruotano intorno all’argomento, ma sarebbe sempre meglio, soprattutto quando si modifica una storia, revisionarla con la massima attenzione per evitare delle discrepanze nella trama a distanza di poche pagine. Lo stesso si potrebbe dire degli articoli, perché il redazionale dedicato alla mostra di Harry Potter potrebbe rendere felici molti fan della saga che leggono il libretto, ma tutt’altra reazione si ha quando leggendo si nota che Dobby (elfo domestico molto amato dai fan) viene scambiato per Kreacher.
Insomma anche questo è un numero nella media, che avrebbe avuto delle buone potenzialità, ma che per alcune sbavature non riesce ad ambire ad un voto più alto.

Recensione di Chen Dai-Lem


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La direttora, nel suo editoriale, dice che Zio Paperone e la coppa del Mondor (Enna/Perina), dovrebbe consolare i tifosi dell’Italia in questo momento di sconforto, con i Mondiali in corso e la nostra Nazionale a casa. Non si sa se la cura abbia funzionato, ma sicuramente, come si percepisce fin dalla copertina realizzata dal sempre bravo Alessandro Perina, il nuovo numero è dominato dalla conclusione di questa storia.
Amelia, coinvolta dall’arcimago Mondor in una sfida calcistica, è costretta ad allenare la squadra di Paperi e, in caso di sconfitta, si vedrà privata dei suoi poteri. Trovato l’allenatore degli allenatori, si avvicina il momento della partita e in questi due episodi (Intitolati appunto Primo tempo e Secondo tempo) seguiremo la telecronaca dell’evento. La storia è senza dubbio da promuovere; Bruno Enna fa un grande lavoro, basti pensare che le storie a tema calcistico ad episodi si ripropongono a cadenza regolare, quantomeno biennale, causa Mondiali ed Europei, ed essere originali è sempre più difficile. Lo sceneggiatore sardo, invece, riesce a imprimere alla storia il suo marchio di fabbrica, creando una commistione di gag, colpi di scena, sentimenti e suspense.
Molto meno originale è Paperino, Paperina, Gastone e il ballo peperonato (Vitaliano/Baccinelli): torna infatti il tema della danza, con Paperina che deve nuovamente partecipare ad un ballo e sa di non poter contare sulle doti danzanti di Paperino. Stavolta, il "terzo incomodo" non è Paperinik, (come in Paperino e il problema ballerino (Arrighini/Perissinotto) vista nel numero 3262), ma Gastone. Il fatto che le due storie siano state pubblicate a distanza così ravvicinata ha probabilmente fatto sì che si percepisse in modo più netto il senso di ripetitività del tema. Molto bravo ai disegni Emmanuele Baccinelli.
Bene le brevi, sia Paperi a motore - Forature (Bosco/Rigano), ma soprattutto Indiana Pipps, Orazio e gli introvabili ricambi (Valentini/Baldoni), che propone una nuova coppia formata appunto da Orazio e Indiana Pipps, alla ricerca dei pezzi di ricambio per riparare la Gippippa. La relativa brevità della storia è uno dei suoi punti di forza, perché riesce, in questo modo, a creare gag senza annoiare, lasciando forse anche qualche spunto per la realizzazione di eventuali nuovi episodi.
Questo è un numero interamente dedicato allo sport, non solo per la conclusione de La coppa del Mondor, ma anche per l'articolo dedicato alle finali NBA e a uno dei suoi protagonisti: Lebron James (ancora ritratto in maglia Cleveland Cavaliers, ndr). Il redazionale ci offre qualche curiosità su uno degli eventi più seguiti in America e non solo, ma pubblicizza anche una mostra, intitolata NBA Crossover, a Milano dal 29 giugno al 1 luglio.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Anche il Topolino di questa settimana è un buon numero, con 6 storie che, seppure non eccezionali, sono sicuramente buone.
La cover di Alessandro Perina ritrae tre supereroi del mondo Disney (Superpippo, Paperinika e Paperinik) e Bebe Vio. La pluricampionessa di scherma paralimpica appare nuovamente nel settimanale per pubblicizzare un’iniziativa da lei stessa organizzata, con l’aiuto dell’associazione che sostiene lo sport per disabili: Giochi senza barriere, un format ispirato a Giochi senza frontiere, che ha il compito di promuovere lo sport paralimpico, dimostrando che anche (e soprattutto) i disabili sono in grado di superare gli ostacoli delle diverse gare, proprio come nella vita.
La prima storia del numero, Zio Paperone, Amelia e la coppa del Mondor – Fischio d’inizio (Enna/Perina) è legata, come da tradizione, ai Mondiali di Calcio che stanno iniziando proprio in questi giorni. I parenti e gli amici di Nonna Papera stanno giocando una partita di beneficenza "Paperi contro ammogliati", quando Amelia, convinta di trovare il Deposito incustodito, prova l’ennesima incursione per rubare la numero 1. Mondor, il capo del consiglio magico, vedendo l’ennesimo tentativo fallito, la convoca e, data la sua continua arroganza, le lancia una sfida: dovrà allenare la squadra di paperi e dovrà farla giocare contro la squadra di campioni messa in campo da Mondor; se perderà le verranno tolti tutti i poteri. La storia parte bene e invoglia il lettore a conoscerne il seguito, ma per un giudizio più approfondito si rimanda ai prossimi episodi.
Reginella e i cristalli di Pacificus (Stabile/Vetro) è invece un'avventura che si presta a varie riflessioni. Nel pianeta di Reginella arrivano degli astrovampiri malumofaghi che si cibano dei tronchi degli alberi da frutto. I loro denti di cristallo hanno il potere di trasformare i frutti degli alberi, di cui si nutrono anche gli Squoz (animaletti domestici tipici del pianeta), in diamanti. Preoccupati, Reginella e i membri del consiglio lanciano un segnale di allarme ai pianeti vicini. A rispondere all'appello saranno Paperone, Qui, Quo e Qua, che arriveranno sul pianeta con un antidoto creato da Archimede in grado di guarire le piante. La storia è sicuramente valida; uno dei pregi dello sceneggiatore è proprio quello di conoscere bene le precedenti avventure e di saperle rispettare, proprio perché appassionato. L’autore riesce quindi ad alludere al passato, evitando di rimanere incastrato nei paletti del presente; infatti, mentre Reginella non ha più ricordi delle sue precedenti esperienze terrestri, Paperone ricorda bene il racconto della giovane sovrana fattogli da Paperino ma preferisce non raccontare nulla al nipote e lasciare le cose come stanno. La storia aggira inoltre il discusso rapporto tra Paperino e Reginella, semplicemente perché i due, grazie a un furbo espediente, non si incontrano. In conclusione, la storia è piuttosto buona; la domanda che sorge sempre in questi casi, però, è se ripescare un personaggio come Reginella sia assolutamente necessario, se non fosse meglio invece lasciare le cose com’erano e non riprendere un personaggio molto amato, togliendo però alle sue storie la parte sentimentale, una delle sue principali caratteristiche oltrechè punto di forza.
Topolino e l’inafferrabile cimelio del baseball (Nigro/Gula) è una storia classica di Topolino e, purtroppo, ultimamente, di storie così se ne vedono poche. Topolino e Pippo vogliono aiutare la squadra di baseball di Topolinia che, nonostante ha vinto i playoff, rischia di non poter sfruttare la promozione per problemi economici (situazione tra l’altro molto attuale in tanti sport a vari livelli). Pippo ricorda di avere in soffitta dei cimeli appartenuti al suo bis-bis Pippus Slowball, giocatore di baseball, che potrebbe, una volta venduto, valere molto. Non trovando l’oggetto in soffitta, ricorda di aver dato al rigattiere due scatole di cianfrusaglie, il quale, a sua volta, le ha rivendute a un’asta. Parte quindi una caccia alle scatole, con gag, inseguimenti e arresti, a cui prendono parte anche Gambadilegno e Sgrinfia. La storia scorre in modo piacevole e, come detto, è un peccato non vedere più spesso storie semplici ma belle come questa.
Le due brevi Paperoga in... servizio taxi (Mazzoleni/Baldoni) e Paperi a motore – Eventi atmosferici (Bosco/Del Conte) hanno per protagonista Paperoga, in un caso in coppia con Filo Sganga in una delle loro strampalate attività, mentre Pippo e la compagnia ideale (Rossi Edrighi/Gottardo) vede Topolino e Pippo rapiti da Macchia Nera e collegati a un simulatore utopico. E’ una breve molto riuscita perché riesce a sfruttare al meglio la mente strampalata di Pippo, senza far diventare il personaggio una macchietta, come purtroppo a volte succede. Sarà proprio lui, infatti, a salvare Topolino.
Segnaliamo infine un’intervista a Benji e Fede e il Calendario dei gironi dei Mondiali di Calcio.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il Topolino di questa settimana vede come protagonista Roberto Bolle, che entra nell’ormai vasto parterre di vip paperizzati, diventando protagonista non solo della copertina ma anche della storia di apertura Paperino e il problema ballerino (Arrighini/Perissinotto), dove Roberto Bolle alias Bolle Duck, organizza a Paperopoli un grande evento di danza, "Paper on dance". I vincitori potranno fare un ballo con il grande artista. La storia e la successiva intervista a Roberto Bolle, sono il pretesto per pubblicizzare l’evento On Dance – Accendiamo la musica che si terrà a Milano tra l’11 e il 17 giugno e di cui il settimanale aveva già parlato in un redazionale del numero 3240. La storia, che come detto è un pretesto per riparlare dell’evento, non offre in sé grandi spunti; ci troviamo di fronte, infatti, ai soliti clichè, basti pensare ai termini di danza classica sparsi qui e lì (senza un minimo di approfondimento, solo per il gusto di inserirli) e la presenza nella storia delle scarpe ballerine (già di per sé non troppo originali).
Dell’utilizzo dei vip paperizzati si è discusso e si discuterà ancora in futuro (anche perché dalle anticipazioni dei prossimi numeri pare che la cosa continuerà sempre più spesso). Se è vero che i vip sembrano portare un aumento delle vendite (proprio grazie ai fan), è però vero che le loro ripetute apparizioni tendono a stancare gli appassionati, soprattutto se, come in questo caso, la paperizzazione non si limita alla copertina o ad un redazionale, ma caratterizza anche la storia di punta del numero, quella di apertura.
Gli altri protagonisti indiscussi del numero sono, ahinoi, sicuramente gli alieni, presenti nella danese Qui, Quo, Qua e le cronache di Lontania (Troelstrup/Andersen) dove Paperino e i nipotini si trovano a vagare nel pianeta alieno di cui avevano letto in una serie di libri fantasy e in Pippo, Orazio e l’acqua fossile (Salati/Mazzarello). Qui, Pippo e Orazio si imbattono nell'alieno Idris, proveniente dal pianeta di Idrolitos e stabilitosi milioni di anni fa con i suoi compagni nel sottosuolo terrestre che ha bisogno del loro aiuto: il suo popolo, infatti, è stato catturato da una ricca collezionista d’acqua. Entrambe le storie sono assolutamente dimenticabili.
Termina in questo numero il ciclo de La storia del cinema di Topolino, con la storia Topolino e il bestio di Amicizity (Gagnor/Perissinotto). In questo caso l’omaggio è ai film di Steven Spielberg, rinominato qui Stufen Spollberg. Il regista, che sta girando "Il bestio di Amicizity" (che dovrebbe rievocare lo Squalo), è in difficoltà perché sul set continuano a verificarsi imprevisti e lo squalo/robot viene rapito da Gambadilegno. Si scoprirà poi che il mandante del furto è lo stesso addetto alla sua costruzione che voleva avere più tempo per perfezionarlo. Anche in quest'ultima storia del ciclo abbiamo una serie di citazioni che dovrebbero mandare in solluchero gli appassionati del genere, ma soprattutto dovrebbero mascherare una trama abbastanza povera.
E arriviamo alla storia migliore del numero: Paperone e il consulente sconsolante (Fontana/Fizialetti), dove Paperone, preoccupato per un calo degli affari, invece di ascoltare il fedele Battista che gli consiglia una semplice vacanza, si affida ad un consulente finanziario, tutto chiacchiere e vestiti alla moda, con esiti disastrosi. La storia è breve ma riesce a far sorridere.
Per quanto riguarda i redazionali, abbiamo una pagina dedicata ad Etna Comics, un’intervista ad Annalisa Scarrone, terza classificata all'ultimo Sanremo e ora in giro per l’Italia per presentare il suo ultimo album Bye Bye, un articolo dedicato alla giornata mondiale dell’Ambiente (che ricorre proprio oggi, 5 giugno), dedicato quest’anno all’inquinamento di mari e oceani e un redazionale dedicato a Gioco al centro, meritevole progetto della fondazione Cariplo realizzato al Parco di Porta Venezia a Milano dove sono state installate anche attrazioni per bambini con disabilità.
Che la storia migliore del numero sia una breve, fa capire che ci troviamo di fronte ad un numero decisamente sottotono, che non può ambire a più di due stelle.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il nuovo numero di Topolino risulta, pur con qualche nota positiva, un po’ sottotono.
In apertura, ecco la conclusione di Double Duck - Nemici come prima, sceneggiata da Tito Faraci e Fausto Vitaliano. La storia si era aperta bene, aprendo nuovi fronti e riuscendo a coinvolgere il lettore, la cui attenzione era però già inevitabilmente calata nel secondo episodio a causa di battute poco riuscite (dirette ai navigatori della rete che si sentono forti dietro la tastiera, finendo per diventare diversi da come sono in realtà), e di un minestrone informatico difficile da seguire. Nella terza puntata la situazione non cambia e si arriva alla conclusione, quasi contenti di avercela fatta. Il coinvolgimento di Rockerduck potrebbe però essere interessante, speriamo che questo elemento di novità possa essere utilizzato al meglio nei prossimi episodi.
Troviamo poi Zio Paperone e le ronfate consigliere (Stabile/Guerrini), dove Paperino, costretto a cambiare la sua amata amaca rovinata dall'uso e dal tempo, entra in possesso della leggendaria amaca in grado di elargire consigli durante il sonno e nota per aver permesso a Re Ronfus, sovrano sfaccendato, di governare il suo popolo in prosperità. Zio Paperone, venuto a conoscenza del prezioso ritrovamento, come sempre vuole approfittare della situazione per far crescere i suoi affari ma dovrà affrontare degli imprevisti. La trama segue, insomma, un andamento quanto mai classico ma scorre in modo assolutamente piacevole, anche grazie all'apporto ai disegni del sempre bravissimo Guerrini.
In Topolino e il pianeta Memory (Panaro/Ermetti), invece, Topolino ed Eta Beta, viaggiando in astronave, si imbattono casualmente in un pianeta molto particolare, dove tutti gli abitanti hanno una memoria eccellente. Accolti dagli autoctoni in modo molto cordiale, cominceranno però a notare alcune stranezze: due abitanti di Memory infatti spariscono e gli altri non ne conservano i ricordi... L’inizio lascia il lettore un po’ perplesso, perché il viaggio dei due protagonisti non viene contestualizzato in nessun modo (perché sono nello spazio? Dove stanno andando? Non si sa), ma poi la storia si sviluppa in modo tale da catturarne l’attenzione e tenerlo incollato alle pagine fino alla fine. Bella anche la divisione in due episodi, che ricorda alcune storie del passato, con la prima parte che si chiude al massimo della suspense.
Le storie rimanenti, purtroppo, non sono particolarmente brillanti. In Nonna Papera e il bricco del ricco di Pier Giuseppe Giunta, autore che esordisce nelle pagine di Topolino, e Alessia Martusciello, Nonna Papera, riordinando la soffitta, ritrova un vecchio bricco di famiglia e, portatolo a sistemare, verrà presa di mira dalla restauratrice che vuole appropriarsene. La storia procede in modo scorrevole fino alla fine, momento in cui (ahinoi) diventa smielata al limite del sopportabile.
La breve dedicata ai Corsi di Paperoga, intitolata Il perfetto falegname invece finirà nell'oblio e dispiace che vengano pubblicate storie così sciape per occupare qualche pagina.
Fra i redazionali segnaliamo un’intervista al pianista e compositore Giovanni Allevi e un articolo sulle giraffe.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Finalmente, dopo qualche numero comunque nella media, ma sicuramente non brillante, possiamo dire che questo è un Topolino che fa piacere leggere, perché ospita delle storie buone o molto buone. La copertina ci rimanda subito alla storia di apertura del numero, il primo episodio della nuova avventura di Double Duck, intitolato Nemici come prima, che vede la collaborazione per il soggetto di Faraci e Vitaliano, per i disegni di Andrea Freccero. Essendo un primo episodio non ci si può sbilanciare molto con i commenti, ma i due autori, il cui tocco è abbastanza evidente soprattutto nell'uso di battute e freddure, riescono a imbastire una trama che apre nuovi fronti e cattura l’attenzione del lettore, che si ritrova ad attendere con ansia l’evolversi della vicenda. I disegni di Andrea Freccero poi, coadiuvato ai colori da Max Monteduro, si sposano come sempre particolarmente bene con l'atmosfera della storia.
Alla nuova avventura di Double Duck fanno riferimento poi, sia l’editoriale di Valentina De Poli che l’articolo sugli animali in grado di mimetizzarsi, molto interessante soprattutto per i più piccoli. Non bisogna pensare, però, che questa sia la storia di punta o l’unica storia valida del numero, basti pensare che anche le brevi sono all’altezza della situazione, perché riescono ad essere originali smarcandosi (una volta tanto) dal ruolo di semplici riempitive che troppo spesso ricoprono. Bravissimo Pochet in Paperoga e la chioma molesta, nel creare una storia muta divertente e piena di gag, dove Paperoga, grazie ad una miracolosa lozione per capelli si trasforma in una sorta di cugino Itt dimostrando che a volte non servono molte parole per essere originali. Carina anche I corsi di Paperoga – Il perfetto idraulico (Macchetto/Vetro), dove il cugino pasticcione di Paperino prende troppo alla lettera i suggerimenti del suo manuale di idraulica, ripetendoli come un mantra e procedendo per esagerazioni fino ad arrivare a risultati esilaranti.
Zio Paperone e il test di riammissione vede invece il papero più ricco del mondo alle prese con il rinnovo dell’iscrizione al club dei miliardari, che potrà essere effettuato solo dopo aver superato tre prove, interpretate in chiave moderna: Paperone dovrà creare qualcosa che provochi un’eco mediatica, dovrà riconoscere il valore di un’opera d’arte o di un’opera teatrale e dovrà far fruttare qualcosa di improduttivo. Federico Rossi Edrighi firma ancora una volta una buona storia, sulla scia delle precedenti. Magari la trama ad una prima occhiata può apparire non particolarmente originale, ma la storia brilla per le gag, mai banali o scontate e per i tempi comici che dettano il ritmo e la rendono divertente: le stesse zuffe tra Paperone e Rockerduck, viste e riviste nelle storie, sono usate in modo molto opportuno e gli scambi verbali che si creano danno vita a battute veramente ben riuscite.
In Umperio, Gastone e la fortuna contagiosa Bruno Sarda e Andrea Lucci fanno vivere all'investigatore pasticcione creato da Chendi e Cavazzano una simpatica avventura, che non rimarrà tra le storie indimenticabili ma si legge molto volentieri. In un momento di crisi negli affari, Umperio Bogarto viene contattato da Gastone che lo incarica di ritrovare un portachiavi che gli era stato regalato da Nonna Papera e che gli è stato sottratto insieme ad una macchina di lusso. Dopo averlo ritrovato, il simpatico investigatore riesce a risolvere un’indagine dopo l’altra e inizia a credere di essere stato contagiato dalla fortuna di Gastone. La storia si sviluppa in modo divertente ed è bello anche come, nel finale, si riescano a mettere le cose a posto, facendo tornare tutti i personaggi ai loro ruoli.
L’unica nota dolente del libretto è, purtroppo, ancora una volta La storia del cinema di Topolino, che anche in questo caso non riesce a convincere. In Basettoni e Manetta da Topolinia con furore (Gagnor/Perissinotto) l’omaggio è per Starsky e Hutch e per i film di Bruce Lee e, anche in questo caso, si procede per stereotipi e battute quasi demenziali che non riescono a strappare un sorriso. Peccato perché il mondo del cinema offre molteplici spunti e l’idea di omaggiare vari generi o varie epoche cinematografiche poteva e, secondo chi scrive, doveva essere sfruttata in modo migliore, perché la sensazione che rimane (dopo la lettura di ogni storia, ma anche fermandosi a pensare al ciclo nella sua interezza) è che si sia persa un’occasione.
Nel libretto sono presenti anche un’intervista a Beatrice Venezi, che con i suoi 28 anni è il direttore d’orchestra più giovane d’Europa, e una allo Stato Sociale, gruppo che si è classificato secondo all’ultimo Sanremo.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il secondo libretto dal restyling si posiziona al di sopra della sufficienza, dividendosi a metà fra avventure molto buone ed altre meno riuscite. Queste ultime sono una presenza probabilmente inevitabile, soprattutto se ci si propone di pubblicare sei storie inedite a cadenza settimanale, come ci ricorda lo strillo presente anche questa settimana nella copertina (realizzata da Pastrovicchio) che si accompagna stavolta ad una ridente scimmia che pubblicizza una rubrica all’interno dell’albo (ci si chiede se sia necessario, ma tant’è).
Il tema principale di questo Topolino è sicuramente il viaggio, presente non solo nell’editoriale della direttora Valentina De Poli che sogna già l’estate e i viaggi, nella bella intervista a Torbjorn Pedersen, avventuroso ragazzo danese che da oltre tre anni sta viaggiando per il mondo, cercando di toccare tutti gli Stati senza dover prendere l’aereo, ma anche e soprattutto nei due episodi conclusivi de Il Giro del mondo in 80 giorni siderali (Vitaliano/Pastrovicchio). Fausto Vitaliano fa un ottimo lavoro, riuscendo a mescolare bene la fantascienza alle atmosfere dell’opera originale di Verne, in perfetto stile steampunk. L’autore riesce a creare un universo veramente molto originale, tratteggiando i pianeti toccati dai personaggi in maniera molto divertente e riuscendo al contempo a prendere bonariamente in giro alcuni aspetti della nostra società: il risultato finale strappa più di un sorriso al lettore. La storia (nonostante la trama presenti qualche punto sviluppato forse un po’ troppo frettolosamente) è un grande omaggio a Verne, di cui vengono citati anche Viaggio al centro della Terra e 20000 leghe sotto i mari, lasciando aperta anche la possibilità che un giorno potremmo tornare a viaggiare insieme a Pippo e a Topolino. Pastrovicchio è molto bravo con i disegni anche se il Manetta senza sigaro finisce sempre per assumere delle espressioni molto strane.
Miss Paperett e la pianificazione improvvisata (Rossi Edrighi/Martusciello) è l’altra storia che emerge da questo numero, forse un po’ inaspettata in quanto posizionata al centro del libretto, ma in grado di regalare una gag dietro l’altra. Miss Paperett, chiamata a rincorrere il principale tutto il giorno, cercando di aiutarlo e di tenergli in ordine gli appuntamenti, si scontra con un Paperone troppo impegnato che finisce sempre per complicarle la vita. La povera segretaria dovrà sostituirlo durante un’importante trattativa, che riuscirà a portare a termine anche grazie ad un’invenzione di Archimede. La trama, come detto, è molto divertente e riflette, a suo modo, la vita lavorativa di poveri impiegati o segretari che devono rincorrere quotidianamente un principale molto, troppo, impegnato.
La storia del cinema di Topolino questa volta si dedica alla nouvelle vague francese mettendo in scena Dinamite Bla e le 400 melanzane (Gagnor/Perissinotto), titolo che omaggia I 400 colpi di François Truffaut. Anche in questo caso, dispiace dirlo, la storia non risulta particolarmente riuscita, procedendo per citazioni che finiscono per scadere nello stereotipo e che sanno di già visto.
Infine, chiude il numero una storia a tema ecologista, da sempre caro a Topolino, Le GM e il freezer vegetale (Venerus/Leoni): un'avventura scorrevole, ma che non regala particolari spunti, nonostante i dinamici disegni di Leoni.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il 3254, che si apre con un'evocativa copertina tripartita fra PK, Razziatore e Korinna Ducklair, è il numero in cui incontriamo l'episodio finale de L’orizzonte degli eventi (Artibani/Pastrovicchio) ed è anche il Topolino che precede il tanto pubblicizzato restyling del settimanale. A ricordarcelo è la stessa direttora Valentina De Poli che anticipa, tra le molte novità, la riduzione dello spazio del suo editoriale e un libretto "più ricco, colorato, curioso e utile"; per capire ciò che questo significherà nel concreto, dovremo però attendere il prossimo numero.
Tornando a PK, va evidenziato come in quest'ultima avventura Artibani abbia saputo riempire molti dei vuoti rimasti fra la chiusura di PK2 e la ripartenza di PKNE: per lunghi tratti si è respirata un'atmosfera da chiusura di un ciclo, salvo poi assistere ad un rilancio avvenuto proprio nelle vignette conclusive. Il risultato è quello di una storia solida, fondamentale per connettere quanto accaduto da Potere e Potenza in avanti, forse però fin troppo piena di personaggi ed eventi per riuscire ad affrontarli uno ad uno nel migliore dei modi. Pastrovicchio si conferma il disegnatore adatto alle ambientazioni spaziali e supereroistiche nelle quali Paperinik è chiamato a muoversi e, come d'abitudine, si destreggia fra tavole di grande impatto ed espressioni riuscite dei protagonisti.
Topolino e il peplum contrastato (Gagnor/Held), parte del ciclo La storia del cinema di Topolino è una storia abbastanza furba, un omaggio un po' ruffiano al cinema italiano, dove un mare di citazioni (da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, da Totò a Federico Fellini, da Sergio Leone a Ennio Morricone), prova a mascherare una trama non troppo brillante. Topolino e Pippo arrivano nel 1948 in una Roma in pieno fermento cinematografico e aiutano un giovane Sergio Leone a girare un peplum a basso costo, superando i tentativi di sabotaggio di Gambadilegno, vicino di set. La storia non è fra le migliori di Gagnor e, purtroppo, anche i vari nomi parodiati, un tempo vero punto forte delle storie Disney, non riescono ad essere originali e a strappare un sorriso.
In Zio Paperone, Paperoga e il canale degli affari (Valentini/Lavoradori) , invece, Paperone viene convinto dal nipote a creare un canale Q-Tube caricando video intitolati Tecniche di Risparmio, che porteranno gli abitanti di Paperopoli ad adottare lo stile di vita del papero più ricco del mondo, mandandone in crisi gli affari. La trama scorre tra una gag e l’altra, peccato per i disegni di Lavoradori che, secondo me, si adattano poco alla storia, abbinandosi magari meglio a trame più dinamiche. I disegni giocano come sempre con spigoli e prospettive, ma rendono un po’ complessa la lettura.
In Topolino e la fama indesiderabile (Panini/O.Panaro), invece, Topolino incontra Kevin Mortadella, un famoso attore di cinema assediato da fan e paparazzi, che vorrebbe solo godersi un po’ di tranquillità ogni tanto. La trama non è particolarmente originale, ma scorre in modo piacevole fino alla fine.
Infine in Paperino e l’irraggiungibile saltatore (C.Panaro/Del Conte), Paperino e nipoti si recano nella palude di Paperopoli per trovare Big Jump, un ranocchio in grado di fare salti lunghissimi. I paperi giungono a un veliero abbandonato, abitato da tre alligatori che si scopriranno essere dei robot, posti da Paperone a guardia di alcuni forzieri contenenti miliardi di dollari che attendono di essere sistemati in un deposito ampliato. La storia, che presenta alcuni passaggi un po’ strani nella trama (ad esempio risulta difficile pensare che Paperone, non sapendo più dove mettere i soldi, li nasconda nella palude con o senza alligatori robot) viene portata avanti di mestiere da Panaro.
L’unico articolo presente è dedicato allo Show Soy Luna Live, dedicato all'omonima serie TV di Disney Channel, in tour in Europa.
E' sicuramente un numero che si assesta nella media, dove troviamo il gran finale di Pikappa, ma anche cinque storie di medio livello, non brutte, ma senza un guizzo particolare, attendiamo con ansia il tanto pubblicizzato restyling, sperando che porti un po' di linfa e vitalità al settimanale.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il primo numero di Primavera è dominato dalla terza puntata di Pk - L’orizzonte degli eventi (Artibani/Pastrovicchio), a cui è dedicata, per la prima volta, anche la copertina.
L’avventura prosegue a gonfie vele ed è sicuramente la storia più importante del numero; il giudizio resta sospeso fino all'ultimo episodio ma è ancora una volta da apprezzare come lo sceneggiatore riesca a miscelare azione e dialoghi, il tutto in una sequenza di eventi che dà coerenza a tutta la saga.
L’altra storia che merita attenzione è Fred – Una questione di fiducia, nuova puntata del ciclo Commissariato di Topolinia - Sezione scomparsi. Anche in questo caso Salati fa un ottimo lavoro, raccontando la misteriosa scomparsa dell’autotrasportatore Fred Frikasseah e, con lui, del prezioso carico di mobili di design. Il bello di questo ciclo è, secondo me, il poter vedere i protagonisti impegnati in indagini abbastanza comuni in cui riescono a risaltare, liberi, se vogliamo, dalla figura ingombrante di Topolino spesso indispensabile per la risoluzione dei casi. D’Ippolito è sempre molto bravo con i disegni, riesce a dare un’atmosfera noir alla storia, a tratteggiare bene i caratteri dei personaggi, a volte anche esagerando volutamente alcune espressioni o pose per dare un tocco di comicità e leggerezza. Molto interessante è anche quando, nel pieno dell’indagine, la tavola si divide a metà, mostrando in contemporanea i due diversi filoni d’indagine. La soluzione dei casi è sempre abbastanza semplice, ma è la narrazione a rendere bella la storia.
Molto divertente è anche Zio Paperone e il gusto della sfida del gusto (Camerini/Vetro), dove Paperone e Rockerduck si sfidano a colpi di spot e di iniziative sempre più strampalate per pubblicizzare i loro prodotti per la colazione, in una storia che ricorda le battaglie tipicamente messe in scena da Pezzin. Come spesso accade, a rendere le gag più riuscite ci pensano i cittadini paperopolesi, coinvolti loro malgrado nelle iniziative dei due miliardari. La nota negativa è, se vogliamo, il voler per forza, sempre e a tutti i costi, inserire solo prodotti vegetariani scelta che, a lungo andare, risulta decisamente indigesta.
Decisamente meno interessante è Paperino e l’inerzia forzata (Bosco/Lucci) dove Paperino, stanco di essere disturbato dai parenti durante il riposino pomeridiano, scopre, grazie ad un’invenzione di Archimede che lo proietterà in una realtà virtuale, che una vita perennemente in ozio non è poi così divertente. La storia, che ha fin dal principio il sapore del già visto, sembra non decollare mai, così come non brilla la breve Archimede e il problema acustico in cui Zemelo, purtroppo, stavolta non riesce ad essere incisivo.
Per quanto riguarda i redazionali, troviamo un’intervista a Carolina Kostner, che ci racconta il suo mondo e la sua vita tra pattini, amici, famiglia e montagna e un’intervista a Ermal Meta e Fabrizio Moro, freschi vincitori del festival di Sanremo, che ci presentano i loro nuovi album.
Questo numero si posiziona quindi nella media, con una storia di punta e due storie buone.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Valentina De Poli nel suo editoriale ci parla dell’iniziativa "M’illumino di meno", promossa da Caterpillar e Radio2, giunta alla quattordicesima edizione, che quest’anno promuove, oltre al consueto spegnimento dell’illuminazione dei più noti monumenti ed edifici pubblici, anche la bellezza del camminare, perché "per salvare la Terra bisogna cambiare passo".
Questo numero di Topolino presenta poi cinque buone storie, con la netta prevalenza dei paperi a cui ormai ci stiamo abituando, e i topi relegati alla breve ma simpatica Minni e l’operazione svuota armadio di Camerini/Piras, che propone esattamente quello che accade a noi donne, anche nel mondo reale, ad ogni cambio stagione: non si fa a tempo a liberarsi di un capo vecchio o che per qualche motivo non si usa più, che subito lo spazio liberato viene riempito da uno (o anche due!) capi nuovi. La lotta tra lo spazio della casa e i vestiti delle donne è infinita e Minni ne sa qualcosa.
Per quanto riguarda i paperi, invece, nella prima storia del numero Magia & Nebbie, parte del ciclo Zio Paperone e i tesori del grande blu, il papero più ricco del mondo, il fidato maggiordomo Battista e capitan Pato, giungono in Galles alla ricerca dei tesori di Britannia e in particolare dell’ascia di Gu forgiata, secondo la leggenda, dal re dei nani in un metallo speciale. Paperone vorrebbe ritrovare l’antico cimelio per riprodurre il metallo e con esso rivestire il deposito, rendendolo inattaccabile dai Bassotti che, anche stavolta, gli sono alle costole fiutando un probabile ricco ritrovamento. A difendere i Tesori di Britannia, troveranno un elfo, un folletto e una fatina simpatici e pasticcioni. La storia scorre via tra nebbie e magia, ma la sensazione è che manchi qualcosa; ci troviamo infatti di fronte ad una buona storia, che non ha però quel guizzo in più che le farebbe fare il salto di qualità.
In Paperinik e la misteriosa ombra luminosa di Pisapia, Archimede lascia Edi nel suo laboratorio e si precipita al meeting annuale dell’I.D.E.O.N.A. , mentre Paperino segue il cugino Paperoga al convegno mondiale della B.U.F.A.L.A., dove un’improbabile blogger parla dei segni evidenti che rivelano l’imminente ritorno degli antichi anfibiani, popolo alieno che governò la Terra in un’era dimenticata. Al termine del convegno cominceranno a verificarsi fatti inspiegabili e apparirà una gigantesca ombra misteriosa in grado di assorbire energia elettrica, aumentando il proprio volume e il proprio potere. Paperinik dovrà salvare Paperopoli da questa misteriosa minaccia. La storia, probabilmente la migliore del numero, procede con un buon ritmo dall'inizio alla fine, ironizzando sulle teorie di imminenti sbarchi alieni sulla Terra, che a volte capita di sentire anche in certe trasmissioni televisive; il lettore non capisce la soluzione dell’enigma fino alla soluzione finale che si rivela un vero colpo di scena.
In Amelia e la manutenzione straordinaria di Figus/Virzì, la sfera di cristallo della fattucchiera del Vesuvio si blocca e, proprio come accade a noi comuni mortali senza poteri magici, anche Amelia deve rivolgersi al centro assistenza. Entra quindi in contatto, non solo con streghe e maghi più tecnologici di lei, ma anche e soprattutto con i continui ritardi e rimpalli dei centri assistenza, vivendo un’avventura inaspettata e, visto l’epilogo, assolutamente non necessaria. La storia è una breve senza troppe pretese, ma riesce a strappare comunque qualche sorriso, proponendo un plot originale.
Molto buona è anche la storia danese che conclude il numero Paperino e il mistero truffaldino di Petrucha/Venanzio. Paperino viene convinto dai nipoti a frequentare un corso serale per diventare idraulico alla S.S.A.M. (Scuola Serale Arti e Mestieri), ma finisce per perdersi e seguire un corso omonimo, la cui sigla sta però per Scuola Serale per Abili Manigoldi. Partecipando alle lezioni con impegno e profitto, pur non capendo l’attinenza di alcune materie con il mestiere di idraulico, finirà per essere coinvolto, durante l’esame finale, in un tentativo di rapina in banca da cui verrà scagionato solo grazie alla testimonianza dei nipotini. E’ una storia divertente che gioca sull'assurdità della circostanza e sul contrasto tra la situazione reale e le spiegazioni irreali con cui Paperino cerca di giustificare nella sua testa le cose che gli sembrano strane.
Per quanto riguarda i redazionali, il primo (a cui è dedicata anche la copertina del numero, ad opera di Andrea Freccero) ci illustra alcune delle novità dell’edizione 2018 del CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, la fiera della tecnologia più importante al mondo con quasi 4000 espositori.
Troviamo poi un articolo che ci parla del pianeta Marte e un approfondimento su "La scuola senza zaino", modello di insegnamento messo a punto da Marco Orsi, un dirigente didattico della Toscana. Alcune novità proposte sono i pochi compiti per casa, in alcune occasioni anche differenziati per ogni alunno, la disposizione dei banchi in "isole" e l’assenza di libri propri, sostituiti da libri comuni, custoditi a scuola e visti come un bene collettivo. Questa è una delle tante iniziative con cui si cerca, nel difficile mondo dell’istruzione odierno, di appassionare e coinvolgere gli studenti; la speranza è quella che si riesca a trovare la giusta chiave per istruire i giovani valorizzando le capacità e le predisposizioni di ognuno, ma al tempo stesso, mi permetto di aggiungere, di ridare dignità alla Scuola, intesa come istituzione, e al ruolo di insegnante, purtroppo troppo poco considerato da Stato e Famiglia in questo momento.
Nel complesso, insomma, resta un buon numero, senza picchi, ma sicuramente senza brutte storie.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il numero di questa settimana è pienamente immerso nei due fenomeni di costume tipici di questo periodo: il Carnevale e il Festival di Sanremo. Alla kermesse canora, giunta alla 68° edizione, sono dedicati l’ottima copertina di Mattia Surroz, l’editoriale di Valentina De Poli e, come di consueto, un articolo di approfondimento che presenta i 20 Big e gli 8 Giovani in gara. Inoltre Zio Paperone e la singolar canzone (Sisti/De Lorenzi) ci racconta come è nata la manifestazione nel mondo dei paperi. In una Sanremo del 1367, Paperino organizza un festival della canzone per liberare la città dalle tasse che Paperone, signore di Genova, continua ad imporre ai suoi abitanti. Anche i Pirati Bassotteschi si fanno prendere dall'entusiasmo, partecipando alla gara, dando vita ad una tradizione che, a dispetto delle previsioni di Paperone, continuerà fino ai nostri giorni.
Uno degli elementi che caratterizzano questa storia sono le espressioni tipiche del dialetto genovese. Il dialetto, ma questa volta veneziano, viene ripreso anche nella prima storia del numero Zio Paperone e la Mora di Venezia (Arrighini/Mazzarello) che riporta Paperone (dopo Topolino e il ferro d’oro di Romano Scarpa) in uno dei carnevali più famosi d’Italia: il Carnevale di Venezia. Costretto da un’eccentrica contessa a partecipare a un ballo in maschera per concludere un affare, il papero più ricco del mondo diventerà oggetto di una diatriba amorosa tra la stessa contessa mascherata e l’immancabile Brigitta (che non ci risparmia anche in questo caso la gag della sua età... dobbiamo dire che il fatto di doverla leggere quasi tutte le settimane nella rubrica Chiedilo al Topo non aiuta a rendere la scenetta più divertente). A loro si aggiunge anche Amelia, che vuole approfittare della situazione per impossessarsi della Numero Uno. La storia è piacevole anche se Mazzarello in alcune vignette non riesce a rendere al meglio le espressioni dei personaggi mentre, dal punto di vista della sceneggiatura, si poteva approfondire un po’ di più l'aspetto dialettale. Dispiace, infatti, che si ricorra al dialetto veneto utilizzando sempre quelle due o tre parole, diventate ormai stereotipi, che, a lungo andare, creano quasi un effetto caricaturale e l’unica espressione un po’ più complessa (il «cos’ te gavete dito, siora?» detto in una vignetta dal gondoliere) risulta addirittura sbagliata.
Molto bello è, invece, l’articolo dedicato al carnevale veneziano che racconta le origini di questa manifestazione e ne descrive alcune particolarità.
Indiana Pipps e il vortice delle nebbie (Panini/Zironi) è un’altra buona storia, per me la migliore del numero; ci porta in un’avventura in cui si riscopre il rapporto profondo tra Indiana Pipps e la mitica Gippippa. La storia procede con un buon ritmo, buoni colpi di scena e Zironi fa un ottimo lavoro con i disegni.
I disegni sono, invece, la parte un po’ più ostica di Paperino, Paperoga e l’inseguimento fotografico di Rossi Edrighi (all’esordio sulle pagine di Topolino) e Lavoradori. Paperino, dopo aver comprato un costoso soprammobile di design per il compleanno di Paperina, incontra Paperoga che, come sempre, riesce a complicargli la vita. La storia è piacevole, anche se in alcuni momenti sembra essere troppo lunga e lo stile del disegnatore veneto risulta sempre un po’ troppo stilizzato e spigoloso, pur adattandosi bene al dinamismo della trama.
Fanalino di coda del numero è sicuramente Sole a scacchi - Bassotti &…Tassotti (Camerini/Asaro). I Bassotti tentano il furto nella casa di un noto fumettista, nella speranza di rubare il raro numero 1 di un fumetto che tanto amano e che non sono mai riusciti a leggere perché uscito mentre erano in punizione a scuola. Purtroppo i due autori in questa breve non riescono ad essere incisivi, la storia risulta abbastanza sconclusionata e scorre via senza un guizzo e senza lasciare nulla al lettore.
Tornando ai redazionali, molto interessante quello dedicato alla scuola dei robot, in cui si capisce quanta distanza ci sia e, probabilmente, ci sarà sempre tra l’uomo, dotato di intuito, e la macchina, in grado solo di rispondere a dei comandi.
Nel complesso, ci troviamo di fronte a un numero riuscito, con quattro storie buone e una bellissima copertina.

Recensione di Chen Dai-Lem


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L'editoriale di Valentina de Poli che apre questo numero di Topolino ci rivela che la direttora in questo periodo si sente un po’ stressata, come i più giovani lettori che proprio in questi giorni attendono la pagella del primo quadrimestre. E come non capirla? Dopo i pasticci più o meno grandi che si sono succeduti sul libretto nelle ultime settimane, capiamo lo stress; speriamo però che facendo un bel respiro si possa superare il momento e ricominciare con rinnovata energia.
Questo Topolino porta, intanto, già una bella novità: Donald Quest è finalmente finito. Dopo cinque settimane è quindi tempo di bilanci e, anche se bene o male si è già espresso un parere nel corso delle recensioni, vediamo di tirare le somme. Il progetto è parso, fin dal principio, dedicato ad un pubblico molto giovane, a cui si voleva proporre (probabilmente) anche tutta una serie di prodotti al di fuori del fumetto (come giochi di carte o figurine, presentati insistentemente tra le pagine della storia). Il lettore adulto non è stato molto considerato ed è portato ad annoiarsi e a perdersi tra le pagine. La storia, infatti, partiva da un’idea già di per sé non troppo originale: Topolino e Paperino devono affrontare il cattivone di turno che minaccia l'ennesimo mondo parallelo: Feudarnia. Quest'idea poi non viene sviluppata adeguatamente, infatti non viene spiegato praticamente niente di questo mondo, se non il fatto che è in pericolo, e per di più vengono coinvolti una miriade di personaggi che entrano nella storia solo per il gusto di citazione, senza giustificare coerentemente la loro presenza. Il progetto ha tentato poi di nobilitarsi (o come si dice "di darsi un tono") attraverso la divisione in capitoli, i disegni che, come si è notato in tutte le precedenti recensioni, sono sempre l’unica cosa salvabile della storia e un articolo che correda quest'ultimo episodio in cui si cerca di convincere il lettore (senza peraltro riuscirci) che quello che abbiamo letto è steampunk .
La copertina, invece, disegnata da Coppola, è dedicata alla prima storia del numero Indiana Pipps & Gambadilegno in: il tesoro delle due leggende (Zemelo/De Vita) che vede questa strana coppia protagonista di un'avventura ambientata in Messico. Alla ricerca di un tesoro, i due si troveranno a dover difendere il villaggio e la simpatica e grintosa proprietaria di una posada dalle angherie del cattivo Strider e della sua banda, intenzionati a comprare il villaggio per farne centri commerciali, alberghi e parcheggi. La coppia dà vita ad una serie di gag che ricordano molto la coppia di Bud Spencer e Terence Hill e, tra le vignette della zuffa (elemento tipico dei film del duo), si può riconoscere anche il celebre "piccione", pugno ideato da Bud e ripreso qui da Gambadilegno. Curioso il fatto che Indiana Pipps mangi della generica liquirizia e non vengano mai citate le celebri negritas.
Molto scorrevole anche la storia Commissariato di Topolinia sezione scomparsi: Marta il troppo stroppia (Salati/D’Ippolito). Quest’ultimo realizza dei disegni che ben si abbinano alla trama investigativa creata da Salati e ci immergono nell'atmosfera noir dell'indagine che nobilita un po’ il personaggio di Manetta, ultimamente sempre più relegato al ruolo di macchietta e di spalla comica di Basettoni, ma qui in grado di risolvere un'indagine intricata. Peccato tra le vignette, spunti, ad un certo punto, un hamburger verde, di dubbia provenienza.
Anche la storia della P.I.A. Paperino & Paperoga in: Missione gastronomica (Valentini/Gottardo) non parte da presupposti originalissimi: Paperino e Paperoga devono indagare perché qualcuno sta cercando di sabotare il nuovo ristorante di Paperone a Ocopoli. La trama, però, scorre via in modo piacevole e, anche se non rimarrà sicuramente tra le storie indimenticabili, lascia anche qualche sorriso anche grazie ai disegni di Gottardo.
Una nota di merito va anche agli articoli questa settimana, che affrontano temi vari e interessanti. Vediamo Paperetta e Paperoga inviati in Puglia, in Valle d’Itria, dove incontrano le sorelle Fiorella e Maria Elena Congedo, ideatrici di Trulli Tales, serie animata in onda su Disney Junior e anche all'estero che promuove cibo e tradizioni della Puglia. Possiamo leggere anche un'intervista ad Alberto Diaspro, fra le altre cose vicedirettore dell'Istituto Italiano di Tecnologia, che ci spiega in modo semplice il funzionamento del microscopio ottico, che permette di vedere dentro le cellule e di studiarne il funzionamento. Infine, troviamo un bel redazionale dedicato ad una scuola dell'Uganda, che mette in contatto i nostri ragazzi con una realtà molto lontana e diversa e fa loro conoscere le difficoltà che incontrano i loro coetanei e alcune particolarità della loro cultura e delle loro abitudini.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Continuano i compleanni importanti e così, dopo gli 89 anni di Topolino (a cui è mancata una vera e propria celebrazione) e i 70 anni di Zio Paperone, questa settimana il libretto festeggia il settantesimo compleanno anche di Gastone. A questo evento sono dedicati la bella copertina di Giorgio Cavazzano, un Topotest per valutare il nostro livello di fortuna e la storia di apertura del numero: Un giorno da Gastone (Gagnor/Mazzarello). Gagnor si riscatta subito dalla prova poco convincente della settimana scorsa, proponendo un compleanno alternativo a Gastone il quale, grazie a un congegno inventato da Archimede, potrà calarsi nei panni dei vari membri della sua famiglia, vivendone una giornata tipo. La storia è bella proprio perché tocca i valori principali dei vari personaggi: il duro lavoro per Paperone, l’amicizia e l’affetto tra cugini nel caso di Paperino e Paperoga, l’amore e la famiglia per Paperino. Inizialmente Gastone non rimane particolarmente colpito dall'esperimento e continua a preferire la sua vita, priva di problemi e piena di fortuna, ma capirà poi che gli manca qualcosa e si impegnerà ad aiutare la sua famiglia, portando un pizzico di buona sorte nelle loro vite. Anche Mazzarello ai disegni fa un buon lavoro, risultando particolarmente piacevole proprio nella realizzazione delle scene familiari.
Curiosamente la direttora non si occupa di questa ricorrenza nel suo editoriale, ma si concentra invece sul lancio dell’album di figurine Panini, il prodotto principale della casa editrice. Al calcio è dedicata anche un’interessante intervista all'arbitro più giovane d’Italia, Damiano di 12 anni, che ci racconta come è nata questa sua passione e come sta muovendo i primi passi per realizzare il sogno di diventare arbitro di serie A.
Un'altra buona storia è Superpippo e la minaccia del Guastafeste (Stabile/De Vita). Topolino e Pippo, di ritorno da una serata al bowling, si trovano a fronteggiare il "Guastafeste", un cattivo che, con l’aiuto di robot chiamati "Guastabot", irrompe in ristoranti e librerie per rovinare i momenti importanti delle persone; chi è e perché lo fa è il problema che Topolino si troverà ad affrontare, ma il risolutore del mistero, nonché vero protagonista dell'avventura, sarà un Superpippo in gran forma.
Zio Paperone e i Bassotti recalcitranti (Venerus/Picone), invece, è una storia basata su un doppio equivoco: Zio Paperone vuole farsi rapinare dai Bassotti almeno una volta, per non perdere gli incentivi di un’assicurazione che rimborsa, almeno in parte, le ingenti spese per i suoi sistemi di sicurezza, mentre i Bassotti, dopo innumerevoli tentativi di furti al deposito non andati a buon fine, puntano a battere il record di fallimenti del loro bisavolo... come finirà? La trama è molto scorrevole, ma risente un po’ dei disegni, perché Picone in questo caso non riesce a rendere al meglio i personaggi e in particolare, in alcune vignette, sembra di vedere attraverso uno specchio deformante.
Una nota di merito va, bisogna dirlo, alle Duck Tales. Finalmente, dopo una serie di episodi poco riusciti, questa avventura risulta gradevole, ha un buon ritmo e lascia al lettore la sensazione di aver letto una storia e non una serie di pagine utili solo per pubblicizzare la serie TV.
Prosegue invece come le puntate precedenti Donald Quest (Ambrosio-Aicardi/D'Ippolito). Il lettore adulto continua a far fatica nella lettura, perdendosi tra le pagine. I disegni, in questo caso affidati a Francesco d’Ippolito, sono l’unica nota positiva della storia.
Segnaliamo, infine, l’intervista a Cristina D’Avena che ci presenta il suo nuovo disco Duets, realizzato in collaborazione con alcuni big della canzone italiana e volato subito ai vertici delle classifiche; la cantante spiega come sono state scelte e arrangiate le canzoni e racconta la passione che i vari artisti hanno messo nella realizzazione dell’album e l’affetto che i vari fan le dimostrano a tutti i concerti.
Dopo il numero precedente, che si era dimostrato particolarmente sottotono, questo Topolino risale un po' la corrente. Grazie ad alcune storie buone, pur se senza particolari picchi, nel complesso il numero merita una sufficienza piena.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il numero si apre con l’editoriale di Valentina De Poli che chiude l'anno parlando dei desideri per il 2018 e rimanda a un redazionale in cui bambini e personaggi noti ci raccontano i loro sogni e le loro aspettative per l'anno che sta per iniziare. La copertina è affidata a Freccero ed è dedicata alla nuova saga che inizia proprio in questo numero: Donald Quest (Ambrosio/Freccero). La storia, che si articolerà in 5 episodi, è ambientata in un universo parallelo, dove Topi e Paperi devono affrontare Meteormaster con i Busterbot. Il giudizio deve essere sospeso in attesa delle puntate successive; quello che si può dire è che la saga sa un po’ di già visto e ricorda, nella sua impostazione, un po’ la formula già utilizzata dallo stesso autore per i Wizards of Mickey e sembra destinata ad un pubblico molto giovane, al quale viene peraltro spiegato tutto per filo e per segno con lunghe vignette esplicative, mentre il lettore adulto corre il rischio di perdersi tra termini inglesi (come Meteormaster, Beastbuster o Busterbot) e mostri di varie forme con i relativi cacciatori, tutti dotati di una propria figurina, altro elemento che richiama i vari anime vicini alle nuove generazioni come i Pokemon o i Digimon. Freccero, invece, fa un ottimo lavoro e i disegni, per ora, sono la cosa migliore della storia.
Fa piacere rivedere Topolino protagonista di una buona storia in Topolino e il retrofurto (Venerus/Tosolini). Mickey e Minni partecipano ad un veglione di Capodanno in cui l'attrazione principale è una macchina in grado di far esplorare agli ospiti vari futuri alternativi. Finiranno però in una trappola di Macchia Nera, ma riusciranno a cavarsela appena in tempo per festeggiare l'anno nuovo.
L’ultima storia lunga, Zio Paperone e il nuovo test del vecchio West (Michelini/Gatto), si apre con una citazione a Frozen (di cui sappiamo che Michelini è un grande fan) nel fumetto della prima vignetta. Rockerduck, aiutato da due soci del club dei miliardari molto burloni, Trick e Truck, organizza uno scherzo ai danni di Paperone, sfidandolo a una caccia al tesoro. La storia, anche se non parte da presupposti originalissimi, è molto scorrevole.
Le brevi Sole a scacchi. Un bassotto quasi onesto (Camerini/Barbieri) e Paperoga, Incantatore incantato (Pochet), assolvono al loro dovere, mentre una nota di demerito va, anche in questo caso, alle Duck Tales. Questo episodio dovrebbe essere molto significativo, perché porta sulle pagine di Topolino, per la prima volta, Della, la sorella di Paperino. La storia però perde un'occasione, perché gestisce male il personaggio, che non viene presentato in nessun modo e viene proposto come una sorta di guerriera che finisce per togliere spazio anche agli altri personaggi. Come gli altri episodi di questo filone, inoltre, il lettore si trova coinvolto in situazioni che iniziano e finiscono nelle dieci pagine, senza lasciargli nulla.
Per quanto riguarda i redazionali, citiamo lo speciale dedicato a Coco, il film Disney Pixar nelle sale in questi giorni, che ci presenta i protagonisti e i doppiatori italiani e un'intervista a Roberto Bolle che promuove lo show su Rai1 e dichiara il suo continuo impegno nella diffusione della danza, che si concretizzerà anche in un evento dal titolo On Dance – Accendiamo la danza, che si terrà a Milano dall’11 al 18 giugno.
Il numero che chiude questo 2017, è nella media di quelli dell'anno, un po’ sottotono e l'inizio della nuova saga non sembra dare la scossa di cui il settimanale sembra aver bisogno.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Il numero 3238 festeggia i 70 anni di Zio Paperone che, come è noto, è apparso per la prima volta in Natale sul Monte Orso il 15 dicembre 1947. Al compleanno sono dedicati il "Che aria tira a…Paperopoli" di Silvia Ziche, l’editoriale di Valentina De Poli e il primo redazionale che, oltre a pubblicare gli omaggi disegnati dai piccoli appassionati, ci illustra le novità editoriali dedicate allo Zione: L’economia di zio Paperone, (testata che riprende, ma solo nel titolo, il settimanale uscito con Il Sole 24 Ore all'inizio degli anni ’90, che diventa mensile e si propone di ristampare delle storie con protagonista Paperone a tema economico accompagnate da articoli di approfondimento inediti), e Le grandi sfide di zio Paperone, uscito in anteprima a Lucca, che riunisce Zio Paperone e l’ultima avventura e il seguito Zio Paperone e il segreto di Cuordipietra, entrambe di Artibani/Perina.
Per celebrare la ricorrenza però, troviamo soprattutto Zio Paperone e la corona dei desideri (Stabile/Perina), storia a cui è dedicata anche la copertina del numero. All'inizio ci troviamo nel XVI secolo, in compagnia di due pirati alla ricerca della "corona del deseo", in grado di esaudire tre desideri a chiunque riesca a raggiungerla (un po’ come la lampada di Aladino). Per riuscire a prenderla, però, bisogna tuffarsi in una vasca stregata... La leggenda attraverserà i secoli, arrivando alle orecchie di Zio Paperone, che partirà subito per l’isola di Arruga accompagnato, come nelle migliori tradizioni, dai nipoti. La storia è un ottimo omaggio che Vito Stabile fa allo Zione; scorre tra avventura, suspense, qualche battuta, incontri inaspettati e un finale carico di buoni sentimenti che toccano il cuore del lettore, soprattutto quando vengono rievocate le più celebri avventure passate come, fra tutte, Paperino e il mistero degli Incas di Barks.
Nella storia che segue, Topolino e le luci di Innsmouse (Panini/Martusciello), Mickey arriva in città nell'inverno del 1928 per diventare segretario di Pippcraft, eccentrico scrittore di racconti fantastici ispirato al celebre H.P. Lovecraft e impersonato nell'occasione da Pippo. Gli abitanti della nuova città non si dimostrano molto socievoli e scappano di fronte al nuovo arrivato, tutti tranne Gambarsson, reporter interpretato da Gambadilegno, che si dimostra subito disposto ad aiutarlo, ma il suo aiuto sarà veramente disinteressato? La storia è buona e si sviluppa tra luci misteriose e nebbie che nascondono un segreto.
Da segnalare anche la breve Cena con furto per Gambadilegno e Trudy (Valentini/Asaro). Nonostante il disegnatore siciliano non si esprima in questo caso al suo meglio, la storia è brillante e mostra, finalmente, un Pietro ladro vero e non la sua versione edulcorata a cui, purtroppo, ci stiamo abituando.
Anche in questo numero non poteva mancare la danese; in Paperino e il virtuale irreale (Mark-Laura Shaw/Pujadas), lo spettatore viene rimbalzato tra reale e virtuale e la storia ha su di lui un effetto straniante. Quello che resta, alla fine, sono qualche capogiro e un po’ di mal di mare, ma credo che questo fosse l’intento degli autori.
Per quanto riguarda le Duck Tales, confermo il giudizio negativo dato nelle recensioni precedenti. La cosa che colpisce maggiormente il lettore, forse, è la mole di persone impegnata ogni settimana nella realizzazione di queste 10 pagine.
Segnaliamo anche le molte pagine di redazionale dedicate a Star Wars, con l’atteso nuovo capitolo della saga nei cinema proprio in questi giorni. L’articolo ci informa anche che il film sbarcherà a Disneyland Paris, dal 13 gennaio al 25 marzo, con molte iniziative a tema e ci consiglia anche alcuni regali, dedicati alla saga, con cui rendere felici gli appassionati.
A questo numero do 4 stelle di incoraggiamento, perché dopo tre numeri abbastanza sottotono, abbiamo finalmente un Topolino con l’ottima storia celebrativa e altre due storie buone.

Recensione di Chen Dai-Lem


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La copertina di Claudio Sciarrone, dedicata all’episodio de "La nuova storia e gloria della dinastia dei Paperi" apparso nello scorso libretto, ci introduce al nuovo numero di Topolino, che si apre con l’editoriale di Valentina De Poli, dedicato al nuovo lavoro dei ragazzi di "Progetto Giovani" della pediatria oncologica dell’Istituto dei Tumori di Milano. Si tratta di un fumetto intitolato Loop – Indietro non si torna, edito da Rizzoli Lizard, che riflette sulle nostre paure e sul coraggio e la forza che servono per affrontarle e superarle.
La prima storia del numero è il quinto e penultimo capitolo de La nuova storia e gloria della dinastia dei Paperi (Sisti/Sciarrone), sul quale non ci soffermeremo, rimandando il commento alla sua prossima conclusione.
Segue poi Nonna Papera e la somma prelibatezza (Panaro/Castellani). Nonna Papera affida all’editore Pagewrite la pubblicazione del suo ricettario e, durante la firma del contratto, scopre che esiste la "somma prelibatezza", la pietanza più buona mai esistita, amata anche dagli dei, la cui ricetta è ancora segreta. Per ritrovarla, Nonna Papera, Paperino e Ciccio si recano in Grecia, sul Parnaso. E’ un giallo scritto di mestiere, che procede senza particolari colpi di scena e si chiude in modo, forse, affrettato.
Castellani ritorna anche in Paperoga e l’epopea del cugino surrogato, divertente breve sceneggiata da D’Antona in cui Paperoga, improvvisato ventriloquo, costruisce un fantoccio in tutto uguale a Paperino. Stancatosi presto della nuova attività, si sbarazzerà del pupazzo che comincerà a girare la città, scatenando le ire dei creditori dell'incolpevole cugino.
Continuano gli episodi speciali delle Duck Tales, nati per pubblicizzare la serie animata in onda in contemporanea. Il Papero che urlava troppo è ambientato in un hotel isolato, circondato dalla neve, che ricorda molto quello di Shining, dove Paperino e nipoti incontrano Hitchduck, intento a girare un nuovo film. Anche in questo caso, come già notato la settimana scorsa, l’episodio scorre e si conclude troppo rapidamente, lasciando poco o nulla al lettore. Segue un’intervista a Luca Usai.
Chiude il libretto Paperino e il passato molto prossimo (Gilbert/Pujadas), storia divertente e scorrevole, in cui Paperino inizia a lavorare in un laboratorio nel quale uno scienziato sta sperimentando, senza successo, un gas ringiovanente sul proprio cane. Donald inspiegabilmente innesca la reazione che dà avvio al processo ringiovanente, rimanendone, però, coinvolto. Inizia quindi a ringiovanire, prima lentamente, poi sempre più rapidamente e, ritornato paperotto, finisce in classe con Qui, Quo e Qua, combinando mille pasticci. Fa riflettere il fatto che, negli ultimi dieci numeri, solo due non hanno avuto al loro interno la straniera: spesso ci si domanda infatti perché non si dia più spazio ad alcuni bravissimi autori italiani che si vedono sempre meno sul libretto, ma, d’altra parte, la storia danese risulta, secondo me, la migliore di questo numero.
Per quanto riguarda i redazionali segnaliamo "Dal Giappone con… amore" che ci porta a Tokyo per celebrare il ritorno della serie animata "Monchhichi", scimmiette bambolotto andate in onda in Italia per la prima volta all’inizio degli anni ’80. La sigla dell’epoca era cantata da Cristina d’Avena, mentre la versione attuale da Victoria Cabello, a cui è dedicata un’intervista all’interno del numero. L’articolo dà la possibilità anche di scoprire alcune particolarità del Giappone, come il monte Takao e il Monkey Park, o il Tokyo Motor Show e tutte le sue innovazioni. Gli altri redazionali sono dedicati alla Giornata Mondiale del Suolo del 5 Dicembre (dove con l’aiuto di Dinamite Bla, viene spiegato cos’è, come si forma e vengono dati consigli per preservarlo), al Musical di Robin Hood (che prossimamente comincia la tournee nei teatri italiani) e al Free Comic Book Day 2017.
In conclusione credo che questo sia un numero abbastanza sottotono, senza storie particolarmente riuscite.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Questo numero di Topolino si apre con una bella copertina di Perina e un editoriale di Valentina De Poli che rimanda alle novità dell’imminente Romics e dà avvio a un progetto che coinvolge le scuole (al quale sarà dedicato anche un articolo all'interno del libretto) in cui si richiede di progettare, sotto forma di "maxi-giornale" la propria città ideale.
Per quanto riguarda le storie, apre il numero il primo episodio di Paperinik e il segreto del giardino discreto (Enna/Usai). Paperino, autista di Paperone in attesa che Battista si riprenda dall'influenza, incontra, fuori dalla Borsa di Paperopoli (forse un leggero richiamo al plastico della città attualmente in edicola), uno scoiattolo, che ruba il fregio dell’auto di Paperone, dandogli in cambio un vecchio stemma. Nel tentativo di recuperarlo, arriva in un giardino segreto, situato proprio dietro alla Borsa, ma invisibile agli uomini d’affari, troppo impegnati ad accumulare denaro per accorgersene. Il mistero si infittisce quando Paperon de' Paperoni, viene rapito nel cuore della notte da un fantasma. La storia procede con un bel ritmo, il lettore è sempre con il fiato sospeso e dovrà aspettare sette giorni per leggere la conclusione.
La seconda storia, Topolino e il compagno delle stelle (Sisti/Soldati), celebra il sessantesimo anniversario del lancio dello Sputnik, primo satellite artificiale mandato in orbita dall'Unione Sovietica il 4 ottobre 1957, a cui è dedicato anche un articolo di approfondimento. Lo spazio è presente anche nell'intervista a Simone Pirrotta, ingegnere dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e nel redazionale sullo "Star Wars Reads", mese dedicato a riscoprire le avventure cartacee della celebre saga. Storicamente, il 4 gennaio del 1958, lo Sputnik abbandonò l’orbita e bruciò nell'atmosfera, ma Eta Beta, nell'avvincente storia di Sisti (in cui compare anche il generale Setter, personaggio creato da Gottfredson), dà un’interpretazione diversa dell’accaduto.
Torniamo poi sulla Terra e ci avviciniamo al blues in Paperino e il Blues del Bayou (Panini/Lavoradori). Paperino e Paperina devono sventare una rapina in banca in una storia in cui non bisogna fidarsi delle apparenze perché il bene e il male si mescolano di continuo. I disegni di Alberto Lavoradori, a volte abbastanza ostici da seguire (e a cui è dedicata la maggior parte dei commenti degli utenti del forum), riescono qui, secondo me, a rendere al meglio soprattutto i personaggi di contorno, ricreando le atmosfere e le caratteristiche tipiche delle popolazioni del Bayou, zona paludosa alle foci del Mississippi, vero e proprio calderone di culture.
L’ultimo articolo di approfondimento è dedicato alla Banda dei Rulli Frulli, nata in seguito al terremoto in Emilia Romagna del 2012 e composta da ragazzi tra gli 8 e i 20 anni che suonano, aiutati dai loro insegnanti, strumenti fatti con materiali di riciclo e costruiti da loro. Simpatica la breve Paperoga innovativo personal trainer (Figus/Gottardo). Nell'ultima storia, la danese Paperino e il doppio problema (Gilbert/Bancells), Paperino incontra nel bosco un alieno, che lo intrappola e si sostituisce a lui per 24 ore: se nessuno si accorgerà dello scambio, i suoi compagni potranno atterrare e sostituire gli abitanti della Terra... riuscirà ad ingannare tutti?
Nel complesso, secondo me, è un numero con due storie di buon livello (quelle di Enna e di Sisti) ma, cosa più importante, con nessuna storia brutta ed è esattamente questa la media qualitativa che il lettore si aspetterebbe di trovare in edicola ogni settimana.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Topolino Extra Edition, primo albo di un presumibile nuovo quartetto di "Special Edition", raccoglie e celebra alcune tra le più belle storie scritte da Carlo Chendi e disegnate da Giorgio Cavazzano, nelle quali compaiono Ok Quack, Umperio Bogarto (personaggi creati da questi autori) e "tutti gli altri paperi", come dice l'indice stesso.
La prima parte del volume ci propone un "Tutto Ok Quack", cioè tutte le storie del personaggio scritte appunto da Carlo Chendi e disegnate da Giorgio Cavazzano. Questo personaggio, infatti, comparirà successivamente anche in storie sceneggiate e disegnate da altri autori (ricordiamo ad esempio Luca Boschi, Fabio Michelini, Nino Russo, Enrico Faccini) e sarà presente anche in due camei in storie danesi, scritte da Jensen e disegnate da Andersen.
Ok Quack è un papero extra-terrestre che viaggia in un disco volante che riesce a rimpicciolire fino a ridurlo alle dimensioni di un decino e solo il contatto con l'impronta digitale dell'indice della mano destra del proprietario riesce a riportarlo alle sue dimensioni estese. E' un papero puro, attento alle questioni ambientali (come nella spassosa E quando Paperino prende una decisione...) per nulla interessato al valore del denaro, dotato di poteri sovrannaturali (un po' come Eta Beta e Becattini nella sua postfazione ce lo ricorda in modo molto puntuale). Il disco volante finirà per mescolarsi alle comuni monete e nel corso degli episodi vedremo le varie peripezie che Ok Quack dovrà affrontare per recuperarlo. Le sue avventure saranno ambientate sia a Paperopoli che in contesti più esotici (come in Zio Paperone e la piramide capovolta), ma ruoteranno sempre intorno al deposito di Zio Paperone... perché si sa, tutto il denaro prima o poi finisce là! Al papero extra-terrestre si affiancherà lo squattrinato investigatore Umperio Bogarto (che riprende in chiave umoristica l'iconico detective noir interpretato da Humphrey Bogart) che fa la sua prima apparizione in Zio Paperone e la moneta disco volante e verrà poi ripreso, nel corso degli anni, da vari autori.
L'albo poi è composto da storie abbastanza brevi, con temi diversi, ma accomunate dalla presenza dei paperi e da tutta l'ironia che i due autori sanno esprimere. Segnaliamo fra le altre Paperino e la casa gonfiabile, divertentissima storia che ci mostra Paperino e i nipoti alle prese con l'ultimo ritrovato delle industrie de Paperoni: le case gonfiabili appunto.
Passiamo ora alle "pecche" dell'albo. La prima è che si sente un po' la mancanza di qualche riga scritta dagli autori stessi, che avrebbe reso più personale la raccolta; la prefazione, infatti, è stata affidata a Giancarlo Berardi (grande sceneggiatore e amico di Carlo Chendi) e la postfazione ad Alberto Becattini. Graditissimi, invece, gli inserimenti fra le varie storie degli omaggi resi fra gli altri dallo stesso Giorgio Cavazzano, da Fabio Celoni e dall'americano Don Rosa allo sceneggiatore di Rapallo. Bisogna poi purtroppo registrare, come spesso accaduto negli ultimi tempi, un po' di pressapochismo in fase di stampa: il lettore si trova infatti spiazzato dall'indice che riporta "Zio Paperone e il turista spaziale", titolo che si trasforma in "Paperino e il turista spaziale" nella pagina che precede l'inizio della storia e torna ad essere "Zio Paperone e il turista spaziale" nella prima vignetta per poi ridiventare "Paperino e il turista spaziale" in quarta di copertina! Il titolo originale era dedicato a Paperino; quello che compare qui probabilmente è stato ripreso dalla ristampa pubblicata nell'albo dedicato a Paperone nella Collana I Mitici Disney.
Nel complesso, però, resta un buonissimo volume: urgeva colmare la lacuna di una Special Edition non ancora dedicata a Carlo Chendi, e quest'albo lo fa in maniera decisamente riuscita.

Recensione di Chen Dai-Lem


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
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  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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