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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Il ventesimo numero della Definitive Collection presenta la seconda stagione di Star Top, la saga fantascientifica ideata e sceneggiata da Bruno Enna che fa il verso alla popolare serie di fantascienza Star Trek.
Il proseguimento del progetto dimostra una maturazione della storia, proseguendo in modo coerente gli spunti seminati nella prima tranche di avventure ma approfittandone per infittire la trama, che per l’occasione è anche maggiormente articolata (4 episodi, di cui l’ultimo in due tempi, in luogo delle sole tre storie del primo volume).
Vengono così approfonditi i caratteri dei protagonisti Topolino Junior Junior Tirk, Pippok e McMinny, ed è anche l’occasione per soffermarsi ulteriormente sulla "Flotta Esplorativa Spazio Terra & Acqua" e sulla mitologia alla base della serie.
Enna introduce inoltre la "versione trekker" di Zenobia, la ragazza della quale Pippo si innamora in alcune storie di Romano Scarpa, in un primo episodio che è solo apparentemente autoconclusivo e scollegato dal resto della stagione, ma che invece costituisce una vera e propria pistola di Cechov che torna utile nella risoluzione degli eventi, con al centro ancora una volta le oscure trame di Gran-Khan-Gnar, membro rinnegato della F.E.S.TA. con l’obiettivo di assorbire le risorse energetiche della Terra per accumulare potere.
La trama attinge a piene mani, nel suo sviluppo, ai temi di fantascienza classica, tra viaggi spaziali, popoli alieni, futuro indefinito come ambientazione e addirittura dimensioni parallele, e offre più di un colpo di scena ben giocato dalla scrittura solida e appassionata di Bruno Enna. In tal senso l’ultimo episodio ha il sapore dell’evento, anche grazie alla lunghezza maggiore di cui dispone, e permette di chiudere la trama di stagione con il giusto ritmo narrativo, senza "strappi al motore", e di mettere in scena una svolta narrativa suggestiva. È da rilevare comunque che non è mai assente la tipica comicità dello sceneggiatore, quella ironia sottile e intelligente in grado di stemperare i momenti più drammatici senza banalizzarli.
Ai disegni di tutte le storie troviamo Alessandro Perina, che interpreta con il suo consueto stile armonioso e morbido questa incursione spaziale per Topolino & co. I personaggi risaltano in maniera dinamica, gli abiti da equipaggio dell'astronave Enter-Play conferiscono loro un aspetto fresco e apprezzabile, e gli sfondi appaiono sempre ben realizzati. Spiace però ravvisare la scarsa presenza di contenuti extra, in questa edizione: a parte alcuni bozzetti di Perina, infatti, non troviamo altro, forse anche a causa della maggior foliazione del volume rispetto alla media della testata per contenere le storie, ma anche in osservanza di un trend di impoverimento che la testata sta conoscendo negli ultimi mesi. Resta lodevole la linea editoriale della Definitive Collection, ma il valore aggiunto di queste edizioni era dato anche dagli approfondimenti e dalle interviste agli autori, qui pressoché assenti.

Recensione di Everett_Ducklair


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Ultimo numero (almeno per il momento) della testata fuori dagli schemi intitolata al folle cugino di Paperino. L'albo riesce a connotarsi come ancora più divertente dei precedenti, in alcuni punti: il Temone, in particolare, risulta decisamente riuscito, delirante il giusto e disorientante nel suo umorismo, seguendo la scia positiva già visto in quello del mese scorso. Le dissertazioni nonsense sui castori e sulle loro caratteristiche, l'immancabile test e l'improbabile intervista costituiscono un excursus efficace nella sua follia e rendono l'articolo godibile nella sua impostazione. Simpatica anche l'idea di inventarsi finali assurdi di alcune storie Disney partendo dalla sola prima tavola, anche se alcune volte il risultato è un po' troppo assurdo, perdendo così la soluzione comica. In tal senso era stato più azzeccato il procedimento inverso visto nello scorso numero. Il contributo di Sio con il fumettino che spiega come realizzare una striscia comica funziona, nel più puro stile dell'autore, mentre la storia inedita iniziale a firma di Tito Faraci (in realtà strutturata come sei one-pages collegate dall'argomento ricorrente dell'entrare in un caffè) non mi ha convinto del tutto. Efficace l'idea delle variazioni sul tema, confezionata sui caratteri dei singoli personaggi, ma non tutte le autoconclusive sono davvero riuscite nella loro gag. Menzione per l'esordio al disegno Disney di Pietro B. Zemelo: alle prese con i Paperi si nota qualche incertezza, non riscontrata solitamente nei suoi disegni per altri fumetti, ma per essere un'opera prima disneyana l'autore si difende bene e offre una linea guizzante piuttosto piacevole. La storia ristampata (Paperoga e l'ultimo metrò) è davvero divertente e azzeccata: un Fausto Vitaliano in grande spolvero costruisce una trama ricca di gag con un'ottima caratterizzazione di Paperino e Paperoga, ben supportato ai disegni da Enrico Faccini. In sostanza un buon numero, tra alti e bassi che hanno comunque caratterizzato non solo questo numero ma tutta la collana sulla sua finora breve vita editoriale. Nel complesso il progetto >i>Ridi Paperoga è comunque sostanzialmente promosso: tenta di portare qualcosa di diverso nell'attuale panorama di testate Disney e, pur non riuscendo ad eguagliare i risultati del suo illustre antenato Ridi Topolino, non centrando sempre il bersaglio e non potendo incontrare i gusti di tutti visto il proprio approccio così peculiare, è rimasto fedele a se stesso e ai suoi obiettivi di "rivista clandestina". Ha avuto un suo perché, insomma, lontano dalla perfezione ma perfettamente caotico.

Recensione di Everett_Ducklair


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Terzo numero del "progetto/esperimento/recupero" di Ridi Paperoga, curato nella confezione e nei redazionali da Tito Faraci, Marco Bolla e Sio.
Si continua sulla falsariga dei due spillati precedenti e sull’escamotage del tema del numero, già in vigore ai tempi di Ridi Topolino, che include sia la rubrica principale che la storia inedita.
Questo mese si tratta della gentilezza: se in tal senso Gambadilegno in: leggete questa storia per favore (ma non sentitevi obbligati), di Tito Faraci e Enrico Faccini, risulta la più debole delle storie scritte per la testata, con un svolgimento sì surreale ma non così comico come ci si potrebbe aspettare, il cosiddetto Temone funziona nella sua follia. Le assurde traduzioni in presunta "forma gentile" di alcune frasi riscoprono tutto il nonsense del Faraci dei tempi d’oro e del Sio attuale, e così anche l’immancabile test per scoprire che tipo di persona gentile si è.
Oltre a questo filo rosso, risulta divertente la rubrica con le curiosità dal mondo, in cui gli autori hanno inserito di tutto e di più, con effetti comici assicurati, ma soprattutto l'articolo in cui si finge di ricostruire la trama di alcune vecchie storie Disney partendo dalla vignetta finale. Inutile dire che gli esiti sono volutamente inverosimili, dando ancora una volta il pretesto per voli pindarici dell'assurdo comico, alcune volte decisamente riusciti, altre meno.
Carina, anche se non proprio in linea con lo spirito puramente umoristico del prodotto, la storia in ristampa Paperoga e il vicino misterioso, e anche le due one-pages Re di pasticci scelte non sono tra le migliori della serie.
Come si può notare, comunque, è ancora Enrico Faccini a fare da trait d’union al numero, così come nel primo: sembra quindi che, invece di avere un autore-simbolo diverso per ogni numero, abbiano deciso di alternare i due talenti comici di punta di Topolino, aspettandoci a questo punto un ritorno di Silvia Ziche nel prossimo albo.
Sio tira fuori del suo meglio, infine, nelle due pagine di fumettino finale, ancora una volta attribuito in modo fittizio a Paperoga stesso: Gumbo Gorilla nemico degli insetti è una storiellina basica ma geniale, che meriterebbe molto più spazio rispetto alla sua funzione di "pretesto didattico" su come realizzare un fumetto (il modo in cui è usata in questo albo).
Insomma, arrivati al terzo numero si può concludere che Ridi Paperoga mantiene ciò che promette: nonsense, divertimento leggero e folle, non per tutti i palati ma che non subisce dirottamenti rispetto ai propri obiettivi. Nel complesso appare come un prodotto emulo ma meno fresco di Ridi Topolino, del quale riprende l'approccio con qualche innovazione generale ma senza offrire un quid effettivo.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il secondo numero di Ridi Paperoga prosegue sulla falsariga del primo, offrendo quindi quel mix di fumetti e rubriche accomunate dalla comicità tipicamente nonsense. Rispetto all’albo precedente, si riscontrano pro e contro nel menù del nuovo numero: la "storia inedita", che vede ai testi ancora Tito Faraci mentre alle matite Silvia Ziche, è in realtà una collezione di 6 tavole autoconclusive, dal tono spigliato e dissacrante, ma comunque slegate le une dalle altre. L’ironia si trova quindi anche nel formato in cui il fumetto viene presentato, oltre che per le gag presenti nelle vignette – e ben lo esemplifica in tal senso lo strillo in copertina – ma resta il fatto che in questo modo si ottengono tanti "flash" e poca sostanza, presente invece nella storia del mese scorso, oltre che tavole riuscite meglio e altre meno. Si tratta comunque di una mossa nuova e disarmante, e denota il tentativo di stupire il lettore invece che ricalcare gli stessi schemi, giocoforza non più rivoluzionari, già visti su Ridi Topolino. Il tratto fluido e veloce di Silvia Ziche aiuta molto, regala dinamicità e soprattutto espressività a Paperino e Paperoga: soprattutto quest’ultimo gode dell’estetica zichiana, apparendo particolarmente curato. La rubrica principale, il Temone, è invece più convincente di quanto non fosse nello scorso numero: l’assurdo "depliant" dell’improbabile Canimarca, con tanto di coordinate geografiche, politica e prodotti tipici, investe il lettore con una quantità di assurdità effettivamente potente, riuscendo a divertire di più del Temone sulle vacanze, un po’ troppo generico. Rendere la Canimarca il filo rosso che lega anche le altre rubriche, come per esempio le recensioni, appare infine funzionale e azzeccato e crea un humus vincente (come il tormentone del canguro, che inizia a serpeggiare, a mò di nuovo Baldo l’Allegro Castoro), così come l’estetica patchwork che fa da sfondo a tutti i redazionali e i tanti disegnini di Marco Bolla che affollano ogni spazio disponibile. Se i giochi e la posta (a parte un paio di risposte) appaiono con meno mordente, ci pensano le due pagine con i fumetti di Sio a riportare in alto il tasso di umorismo: l’autore ci insegna a modo suo come si realizza un fumetto, esplorando due generi narrativi e riassumendone le fasi principali, divertendo anche grazie al funzionale disegno stilizzato di Sio. Menzione d'onore anche per le battute spiegate, tratte direttamente da alcune storie Disney del passato. La one-pages ristampate non colpiscono particolarmente: sarebbe forse stato preferibile sceglierle tutte dalla serie Allenatori… poco in palla invece di includere quelle con l’alter ego di Arturo Brachetti, buone ma non eccezionali; va meglio per la storia riproposta, Paperino e la casa digitale, che grazie alla verve di Rudy Salvagnini si presenta come divertente e in linea con l’umorismo proposto dalla testata, pur non raggiungendone gli estremi. Apprezzabile che le ristampe siano tutte disegnate dalla Ziche, così come il mese scorso fu per Enrico Faccini: si conferma la volontà di dedicare ogni numero a un autore disneyano contraddistintosi per le sue doti umoristiche, una visione certamente apprezzabile.

Recensione di Everett_Ducklair


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Parodia sembra essere la parola d’ordine degli ultimi anni, su Topolino. Di opere letterarie e cinematografiche, certo, come da tradizione del settimanale Disney, ma ultimamente anche di altri fumetti, come è stato per i Dylan Top e Topolinix scaturiti dalla fantasia di Tito Faraci. Ma una parodia Disney di… un fumetto Disney costituisce un caso senza precedenti: si sono semmai avute storie che celebravano avventure del passato tramite sequel, citazioni o in tempi molto recenti remake, ma non certo versioni comiche di un prodotto che già in partenza è tale, come lo è il fumetto Disney.
Un’operazione tanto fuori dagli schemi non poteva che essere affidata all’autore più sopra le righe dell’attuale generazione, quel Sio che del nonsense ha fatto una delle proprie bandiere espressive e che proprio tramite il suo umorismo demenziale ha trovato la chiave per parodiare La spada di ghiaccio, la celebre storia fantasy scritta e disegnata nel 1982 da Massimo De Vita.
La storia ha trovato posto su Topolino # 3179, con i disegni di Silvia Ziche, ma è stata anche valorizzata da un bel volumetto di formato maggiore e dalla copertina robusta, in combo con con la versione disegnata "male" da Sio stesso.
Topolino e la spada di ghiacciolo si pone a metà strada tra un sequel e una rivisitazione: Topolino e Pippo mantengono infatti memoria delle avventure passate nella Terra dell’Argaar in cui era ambientata la Trilogia della Spada di Ghiaccio, ma allo stesso tempo lo sviluppo della storia segue grossomodo il canovaccio devitiano, riproponendo il tema della missione di soccorso, del viaggio in compagnia di alcuni autoctoni e di Pippo nei panni di insospettabile eroe.
L’umorismo surreale di Sio ribalta efficacemente alcuni topoi del fantasy in generale e della Spada di ghiaccio in particolare, creando situazioni paradossali e battute fulminanti: la lezione di maestri di questo tipo di linguaggio, da Leo Ortolani al Tito Faraci di metà anni Novanta, viene appresa da Sio e applicata coerentemente ai personaggi disneyani con risultati generalmente riusciti, indugiando però un po’ troppo, in certi casi, in alcuni tormentoni che non hanno più mordente, come quello sull’altezza di Topolino.
Come si poteva rilevare anche in precedenti prove disneyane da parte di Sio, il passaggio dai suoi disegni stilizzati a quelli più professionali degli artisti Disney non inficia l’efficacia della sua comicità, se la sceneggiatura viene affidata ai giusti disegnatori. Silvia Ziche rientra senz’altro nella rosa di autori in grado di tradurre gli storyboard di Sio senza che essi perdano di freschezza, ma anzi riuscendo in alcune occasioni a esaltare il divertimento sovversivo di certe sequenze. Il tratto della Ziche è come sempre molto buono e trova particolare compimento soprattutto nelle espressioni esagerate dei personaggi in scena.
Le introduzioni alle due versioni della storia e le brevi interviste ai due autori si basano su uno stile scanzonato, in linea con il fumetto contenuto e contribuendo a rafforzare l’immagine poco seria ma genuinamente guascona del prodotto.

Recensione di Everett_Ducklair


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Arriva in edicola una nuova incarnazione del mensile dedicato a Paperinik!
Ma questa volta sembra che la redazione abbia deciso di curare maggiormente il prodotto editoriale, pubblicando un giornale che va oltre il mero raccoglitore di ristampe.
Paperinik AppGrade infatti si avvicina come concezione a quella di rivista o magazine, dal momento che oltre alle storie a fumetti ospita rubriche, test, uno spazio di interazione con i lettori e addirittura interviste agli autori (in questo primo numero, i protagonisti sono Andrea Freccero, autore della splendida copertina, e Marco Gervasio, disegnatore della storia inedita).
Questi elementi, uniti ad una cover decisamente accattivante e alla creazione di un sito internet dedicato alla testata, rendono questo nuovo progetto incentrato su Paperinik interessante per la cura che vi viene profusa, non limitandosi al sicuro successo che il personaggio garantisce.
Sul fronte delle storie, l'inedita Radio Paperinik di Alessandro Sisti e Marco Gervasio è una bella avventura, divertente e dai dialoghi coinvolgenti, la qualità ai testi e ai disegni non manca affatto. La selezione delle storie ristampate è poi molto buona, dall'ottima Paperinik e la fortuna sotterranea di Artibani/Cavazzano (che all'epoca segnò il ritorno di Paperinik su "Topolino", simbolica quindi la sua presenza qui) ad altre avventure degne come Paperinik contro le Giovani Marmotte (Sarda/Gervasio) o la spassosa Paperinik e l'intervista doppia (Vitaliano/Soldati).
Degno di nota è lo spazio dedicato ad una storia cult, che per l'esordio della testata non poteva che essere la leggendario Paperinik il diabolico vendicatore: l'unica pecca dell'albo sta nella riproposizione della versione censurata di tale avventura, con addirittura l'inversione di due tavole, che fa perdere un po' quell'appiglio nerd-friendly che si intravede in altre parti del giornale.
Ciò non toglie che il lavoro dietro questa nuova incursione di Paperinik nelle edicole sia notevole e da tenere d'occhio, per quanto ancora perfettibile

Recensione di Everett_Ducklair


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Negli ultimi mesi del 2000, dopo aver chiuso le sottotrame principali, il Pk Team sforna tre storie particolari per vari motivi, prima del doppio gran finale che prepara a PK2. Operazione Efesto (Artibani/Cabella) chiude un filone narrativo che in realtà non richiedeva espressamente una conclusione, quello di Belgravia e della PBI. Artibani, che di tale filone è stato il fautore, sceglie comunque di creare una storia definitiva, recuperando Oberon De Spair e Fairfax e scrivendo una storia sicuramente ben ritmata e dallo stile fresco, ma che comunque non rimarrà negli annali. Pikappa in versione James Bond comunque ha sempre un suo perchè, e i disegni di Cabella si fanno apprezzare. Nell'Ombra è un capolavorone a firma di Macchetto e Lorenzo Pastrovicchio, probabilmente una delle migliori cose disneyane scritte da Augusto Macchetto che in un colpo solo recupera un ultimo, importante scampolo di Evroniani e pure il personaggio più tragico di tutta la serie, che si pensava avesse esaurito la sua storia con la Xadhoom Trilogy. Mescolare insieme i deliri di grandezza, quasi disperati, di Zoster e l'ultima missione di Xadhoom è una potenziale bomba pronta ad esplodere, e Macchetto è abile a far deflagrare un fiume di emozioni che colpiscono il lettore e che lo coinvolgono in modo incisivo. I disegni "muscolari" del Pastro si prestano comunque bene alla storia, come fa notare anche l'editoriale introduttivo del volume, che ha anche un che di inquietante nella figura della Madre. Prima dell'Alba non si può invece definire una storia riuscita. Non tanto per l'aspetto grafico: i disegni di Gervasio non rappresentano il massimo che sa dare questo autore, ma in compenso ci offrono alcune tavole e alcune inquadrature di tutto rispetto e che in un bilancio complessivo mettono il comparto grafico in una buona media. Quel che stona, piuttosto, è la trama che Tito Faraci imbastisce, dove sembra che si diverta in modo particolare a portare alle conseguenze più banali i cliché della serie di PK (l'alienone, gli scontri ripetuti che Pikappa sostiene con lui, il viaggio nel tempo piazzato un po' a muzzo), chissà, forse nell'intento non molto riuscito di celebrare le caratteristiche tipiche della testata, oppure cercando di operare quel lavoro fatto negli anni precedenti su personaggi come Topolino e Gambadilegno senza ottenere gli stessi risultati... fatto sta che nel complesso ne esce una storia che non giudico insufficiente, ma appena sufficiente e che sicuramente non ci si aspetta da un talento narrativo come quello di Faraci. Le 3 brevi della serie Lo Zen e la Fisica dei Quanti (Sisti/Turconi) si confermano dei veri gioielli, le trame sono assolutamente geniali nel loro rappresentare un fulmineo quanto improbabile insegnamento zen, e i disegni contengono tra i migliori virtuosismi di Stefano Turconi, che qui ci offre un Everett Ducklair a dir poco magnifico e la colorazione è assolutamente magica. I contenuti speciali sono di grand'interesse: 3 pagine che spiegano le prove di disegni che Sergio Cabella ha sottoposto al PK Team prima di lavorare sulla testata, e un'articola intervista a Valentina De Poli, che racconta emozionata di com'era lavorare dietro le quinte di PK, come è stata coinvolta nel progetto da Sisti, le mitiche riunioni di redazione che sembravano classi di liceo, l'importanza della componente redazionale in PK e, soprattutto, la rivelazione del fatto che era lei a interpretare il fantasma nel fotoromanzo di Bertoni!

Recensione di Everett_Ducklair


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Gran bel volume. Contiene due storie decisamente importanti a livello di continuity pikappica, e poi lo speciale dell'estate 2000 a cui sono affettivamente molto legato. Tempo al Tempo (Enna/Barbaro) si occupa di chiudere con una mossa a sorpresa una delle due sottotrame principali della serie, nonché la mia preferita: quella dei viaggi nel tempo, che qui a causa della microcontrazione divengono impossibili. Bruno Enna per l'occasione presenta tutto il cast di cronotizi visti in PKNA, da Vostok a Newton, dai 3 capi dell'Organizzazione a Odin Eidolon, arrivando ovviamente al Razziatore e a Trip. La storia sa coniugare perfettamente l'ironia che gioca spesso con il paradossale e il pathos che una storia così importante richiedeva, che si rivela nella sua malinconia proprio nelle tavole conclusive. Bello che in una storia ambientata nel futuro lo sceneggiatore si diverta a mostrare prima un'avventure on the road e poi uno scontro in una città fantasma da film western, cioè le antitesi della fantascienza. I disegni di Barbaro, con il loro tratto sporco, regalano tavole a tratti suggestive e a tratti meno, che nel complesso offrono comunque un buon lavoro. Sul Lato Oscuro (Cordara/Migheli) si occupa invece di chiudere l'altro grande filone della serie, quello che vede protagonisti gli Evroniani. Dopo che gli alieni viola hanno visto il loro impero disgregarsi nello scontro finale di Xadhoom, decidono di trattare la pace con i terrestri, ma una fitta rete di bugie, interessi personali e doppi giochi mette a rischio tutto... e tutti! La storia di per sé non è niente di eccezionale, ma l'idea di mostrare come il proprio tornaconto dettato da avidità e fame di gloria emerga senza problemi anche in situazioni di interesse pubblico è sicuramente un quid in più, una riflessione molto matura e interessante. Menzione speciale all'ottima ultima tavola, che mostra come il PK Team avesse a cuore la continuity della serie in tutto e per tutto, sfoggiando un gran colpo di classe. Commento negativo invece ai disegni della Migheli, che su "Topolino" in quegli anni faceva cose egrege, quasi barbucciane, ma che in questa storia non riesce a ricavarsi i suoi spazi nella tavola, offrendo personaggi che non sembrano trovarsi a loro agio. A corredo di queste due belle avventure ci sono i primi due episodi dell'ultima serie di brevi pikappiche, Lo Zen e la Fisica dei Quanti (Sisti, Turconi), divertenti episodi che vedono Everett Ducklair alle prese con la vita in monastero: divertenti, scritte benissimo e disegnate e colorate da un Turconi in stato di grazia. Super, lo Speciale 00, consta di una raccolta di storie brevi ad opera di gente validissima del calibro di Faraci, Artibani, Enna, che illustravano a vario titolo quali fossero i segreti della carriera di supereroe. Queste piccole avventure fuori continuity rappresentarono il mio primissimo contatto con PK e non smetterà mai di ringraziare ogni singolo sceneggiatore e disegnatore che ha lavorato a quell'albo per aver realizzato quelle storie esattamente così. Ovviamente quello Speciale non sarebbe stato lo stesso senza il fotoromanzo di Bertoni! Vitaliano scatenato sfrutta al meglio lo spazio e la scansione narrativa che gli viene data per far vivere a Bertoni la sua avventura più epica, la sua storia più leggendaria. Il volume dell'attuale ristampa fortunatamente include questo gioiello, che anche riletto oggi non perde un grammo della freschezza e dell'ironia fulminante che aveva 12 anni fa. Bertoni è il vero protagonista di questa diciassettesima uscita: infatti a lui è dedicato l'unico contenuto speciale del volume, un articolo composto da una breve introduzione con tanto di foto dall'espressione emblematica, e poi dalla riproposizione di ben 3 servizi che lo vedevano protagonista: quello del Capodanno al Fiji, quello degli Oskar vinti a Sanremo e quello dell'incontro con la Reggina. Micidiali, anche questi contributi si rivelano irresistibili anche oggi. Un Berton-numero coi fiocchi.

Recensione di Everett_Ducklair


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La primavera di quel lontano anno 2000 si stava trasformando in estate, quando comparvero in edicola i tre albi ristampati in questo volume. Tre episodi fuori dalle varie sottotrame principali, che però sono davvero delle belle storie. Un Solo Respiro è Bruno Enna. Un bel Bruno Enna. Non sarà forse la migliore storia sua che ho letto, questa a base di poteri esp, deliri di onnipotenza e dolci sentimenti sani e meno sani: ma ci si trova tutta la poesia dell'autore e la sua visione della vita. I disegni di Mottura contribuiscono senz'altra a rendere bene l'atmosfera dell'avventura. A proposito di Mottura, proprio a lui è rivolta l'intervista a fine volume:una delle migliori di questi primi 16 volumi a mio parere, in cui Paolo parla a ruota libera facendo percepire chiaramente al lettore la sua grandissima passione, per il suo lavoro in generale e per PK in particolare. Racconta dell'evoluzione del suo tratto, inizialmente sperimentale quasi fine a sè stesso, per poi diventare introspettivo, al servizio di storie più intimiste (cita l'Enna di Robophobia, una delle migliori storie di Frittole); parla delle sue idee su colori e coloristi, dell'importanza del bianco nelle tavole, della follia grafica esagerata delle sue brevi, della regia molto personale che dava alle tavole, di due aneddoti pikappici interessanti e divertentissimi! L'intervista chiude, al solito, con la spiegazione dell'importanza che ha avuto PK fino ai giorni nostri, ma ancor più che nelle precedenti lo fa in una maniera davvero partecipe e sentita. Agdy Days non è una storia epocale o memorabile, ma Macchetto compone comunque una trama suggestiva, che fonde magia, credenze mitiche, misteri dello spazio e alta finanza. Un tale guazzabuglio difficilmente poteva partorire una storia davvero riuscita, ma l'autore ha comunque consegnato una buona prova delle varie potenzialità della serie. Emilio Urbano qui lo trovo in forma smagliante. La Sindrome di Ulisse ha un titolo che davvero ti incuriosisce e ti sprona a leggere con interesse la storia. Prima collaborazione tra Katja Centomo e Francesco Artibani, ancor prima di Red Whale e tutto quello che avrebbe portato loro nel nuovo millennio, si tratta di una bellissima e suggestiva avventura che esplora bene il tema del rispetto per l'ambiente, e che celebra il mare nella sua bellezza ma anche nella sua ambiguità. Farlo attraverso un vecchio lupo di mare, un moderno cacciatore di relitti, un villaggio di pescatori che ha paura del nuovo e alcuni loschi individui che hanno giocato con cose più grandi di loro, be', sono tutti tocchi di classe, che vengono esaltati dai disegni stupendi di Manuela Razzi, che fanno rimpiangere quanto poco abbia lavorato per la testata. Il volume si completa con le Trip's Strip che a me piacciono molto ancor oggi e le trovo tra le migliori serie di brevi di tutto PKNA, nel loro essere un racconto per ragazzi che sfrutta in tono parodistico gli stilemi di quel tipo di narrazione. Infine, oltre all'intervista, ecco tre interessanti pagine sullo studio dei colori per La Sindrome di Ulisse.

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero "sistiano", come fa notare l'editoriale stesso: tre storie consecutive tutte a firma di Alessandro Sisti! La prima è Sotto un Nuovo Sole, la conclusione della Xadhoom Trilogy, con un episodio lirico e intenso, che porta a conclusione in modo molto forte la trama della xerbiana alleata di Pikappa. Una storia che non lascia indifferenti, e un finale in linea con il personaggio. I disegni di Corrado Mastantuono forse non erano i più adatti a raffigurare questa storia, ma il suo lavoro è comunque positivo. Nella Nebbia è una storia che può spiazzare, introducendo un elemento smaccatamente magico e paranormale in una serie dove è la fantascienza a farla da padrona. Visto il tema, intelligente è Sisti a collegarlo con Everett Ducklair e il suo apprendistato, così come sono apprezzabili i rimandi allo Speciale '97. La storia funziona a fasi alterne in realtà, in parte ricorda Howard e il Destino del Mondo, non convince fino in fondo ma è comunque un'avventura simpatica, che guadagna punti anche grazie ai bei disegni di Emilio Urbano, che già qui mostra il potenziale che svilupperà in futuro. Chiude il numero Cronaufragio, storia atipica del filone temporale presentando un tempoliziotto un po' troppo spiccio nell'agire e una missione di salvataggio in cui viene coinvolto suo malgrado Pikappa. La storia è un piacevolissimo divertissement, e anche l'inserimento dei due agenti Delta e Gamma ha un suo perchè. Le citazioni a The Blues Brothers e a Umberto Eco sono poi delle finezze stupende, e i disegni del buon Gervasio si rivelano adeguati allo stile pikappico. Le tre storie di Fuori... Onda, di Fasano e Mottura, continuano a convincermi poco: il tentativo di rappresentare la vita della redazione di Channel 00 risulta sbrigativo e senza ben capire dove si voglia andare a parare, rappresentando scene che personalmente mi lasciano poco. Il volume si completa con alcuni interessanti contributi: due tavole a matita proprio di Gervasio che altro non erano se non alcune prove che il PK Team gli aveva commissionato per vedere come se la cavava con le atmosfere della testata, un notevole dietro le quinte che mostra come doveva essere in una prima stesura di Sisti l'ordine delle prime uscite di PKNA, con il soggetto originale di Nella Nebbia che inizialmente sarebbe dovuta essere una delle prime avventure con una trama leggermente differente. Infine, l'intervistato di turno è Stefano Intini, che racconta con entusiasmo l'esperienza di PK, l'aria di sperimentazione che aleggiava a quei tempi, la sensazione di poter esplorare nuovi confini, l'approccio diverso tra "Topolino" e PK... peccato che non si faccia riferimento ai cambi redazionali sui suoi disegni nello Zero/3, che lo portarono a firmarsi con uno pseudonimo nei credits, faccenda che viene ricordata nell'editoriale. Peccato perchè sarebbe stato interessante leggere una frase al riguardo, ma l'intervista risulta comunque un pezzo vitale dell'iniziativa di RCS.

Recensione di Everett_Ducklair


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Ottimo volume, il quattordicesimo di questa ristampa pikappica! Intanto per le storie proposte: Niente di Personale (Artibani/Tosolini) fa il paio con l'avventura precedente, di cui si pone come ideale e distopico sequel. La Paperopoli del futuro, con questa particolare versione degli eventi, appare quasi disturbante e lo svolgimento della storia riesce a fondere l'adrenalina con le battute divertentissime dello sceneggiatore romano. E al contrario di altri fan, apprezzo anche la parte grafica, per una delle migliori storie di tutto PK. Le altre due opere sono i primi due capitoli della Xadhoom Trilogy: Clandestino a Bordo (Artibani/Razzi) e Lontano Lontano (Macchetto/Pastrovicchio) offrono due appassionanti avventure in cui potremmo dire che il ruolo del protagonista è secondario, quasi sullo sfondo del vero oggetto dell'attenzione, il confronto tra Evroniani e Xadhoom. Tra siparietti divertenti e rivelazioni inaspettate su Xerba, entrambe le storie scorrono più che bene, preparando degnamente il terreno al gran finale. Ottimo Macchetto, qui più in forma che in Underground, e splendidi i disegni di Manuela Razzi (il rimpianto di averla vista così poco su PK è davvero grande, tavole meravigliose) e del Pastro, qui con uno stile che presenta una leggera evoluzione rispetto alla sua ultima comparsa sulla testata. Menzione speciale a Trip's Strip, con un Enna comico davvero geniale e fortemente metafumettistico: a pensarci bene, l'unica matita che poteva disegnarlo era quella della Ziche, e così è stato ;) Fuori Onda di Diego Fasano, invece, delude offrendo una storia piuttosto insipida nel suo voler esplorare ulteriormente le dinamiche della redazione di Channel 00 senza apportare però elementi interessanti o situazioni veramente divertenti; sono invece buoni i disegni di Mottura. Il volume si presenta gustoso anche sotto il punto di vista dei contenuti speciali, comunque. L'editoriale continua a introdurre in modo interessante il contenuto del tomo, e risulta davvero interessante vedere i bozzetti e gli studi di Tosolini per Niente di Personale e i test che il PK Team aveva fatto fare a Tosolini stesso, alla Migheli e a Chiavini su una tavola pikappica di prova :) Ma il piatto forte è sicuramente l'intervista ad Alberto Lavoradori, che racconta molti aneddoti interessanti sulla fase embrionale del progetto PK, le influenze grafiche da cui ha assorbito ispirazione per creare Evroniani e ambientazioni varie, il clima che si respirava in redazione, l'evoluzione del progetto, le idee che aveva sullo stesso, lo spirito sperimentale con cui il prodotto è stato mandato in edicola... ad impreziosire il tutto, alcune tavole a matita dal Numero Zero e soprattutto un disegno di Paperinik realizzato apposta per l'occasione, per la prima volta dopo anni.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il tredicesimo volume della ristampa pikappica contiene la conclusione del periodo "di routine" della serie e l'inizio della terza e ultima fase di PKNA, quella che inizia a tirare le file di certe questioni di continuity già in vista di una svolta narrativa, che sarebbe avvenuta un anno e mezzo dopo. Underground di Augusto Macchetto e Paolo Mottura è infatti l'esempio di una storia standard di Pikappa, dove c'è qualcosa che non va in città, Uno allerta l'eroe e Paperinik interviene: in questo caso il pericolo è dato da tre malviventi che si aggirano per il sottosuolo di Paperopoli con un preciso intento... la storia non brilla particolarmente, per quanto non sia disprezzabile e offra un scorcio di quello che potrebbe essere PK in un setting più urbano che fantascientifico, cosa che sarà poi portata all'estremo in PK2. Alcune situazioni simpatiche si alternano a una storia ben scritta, ma che non convince del tutto. Buono Mottura ma ha fatto di meglio. A seguire, abbiamo La Fine del Mondo, lo Speciale '99 che presenta un'unica, lunga storia invece che tante brevi. Certo, la storia si può dividere per comodità in due trame parallele, ma strutturalmente rimane un'avventura sola. Per i testi di Enna e Cordara e i disegni di Freccero e Forcelloni, la storia emoziona e colpisce dritto al cuore nel suo mostrare la strenua resistenza degli Xerbiani nei fatidici giorni dell'attacco evroniano, e dall'altra parte diverte mostrando i battibecchi tra Paperinik e Uno. Si tratta di una storia importante, ma forse per la sua natura di "speciale" non avrà influenze sulla continuity della serie nonostante il finale esplicito. Da notare la ripresa dei riferimenti letterari terresti di Gorthan, che dopo Il Piccolo Principe e Shakespeare dimostra di conoscere anche Biancaneve. Il volume si chiude con uno dei capolavori di tutto PK, capolavoro che viene composto da Il Giorno che Verrà (Artibani/Turconi) e da Niente di Personale, che sarà pubblicate nel prossimo volume. La sceneggiatura di Artibani è perfetta, un'armonia che nulla lascia al caso, né nella dinamica degli eventi né nelle relazioni tra i personaggi e nei vari voltafaccia. Una storia in cui l'adrenalina pompa nelle vene ad ogni tavola, dove le battute di Pikappa smorzano poco l'atmosfera, tanto è carica di tensione. Il pericolo è reale, palpabile, e il finale dell'avventura non farà altro che caricare ancora di più questa avventura con un evento che definire shockante è poco. Un vero gioiello, una delle cose migliori di tutta la serie, impreziosita dai disegni ottimi di uno Stefano Turconi già attento ai dettagli e con uno stile riconoscibile e morbido. I due Io Sono Xadhoom continuano ad emozionare dal lato grafico, grazie all'ottima prova di un Celoni che dev'essersi divertito un mondo a poter sperimentare così col suo tratto "liquido"... le sceneggiature intimiste di Tito Faraci continuano ad essere efficaci, anche se sono forse troppo simili tra loro rendendo poco distinguibile una storia dall'altra all'interno di questa miniserie. I contenuti speciali offrono poco, ma di qualità: vengono riproposti i disegni di Claudio Sciarrone per l'Evrondario allegato allo Speciale '99, e l'intervista è dedicata a Macchetto, che qui racconta come fosse scrivere su PK rispetto al "Topo", l'attenzione verso i sentimenti e il concetto di musicalità della sceneggiatura, un sentire che lo sceneggiatore fa suo come metodo di scrittura.

Recensione di Everett_Ducklair


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Nel pieno della serie, quello che vediamo è un Paperinik in forma smagliante. Ormai perfettamente a suo agio in questo tipo di storie fantascientifiche e dai pericoli meno scontati, non esita a buttarsi a capofitto nelle situazioni, spesso e volentieri non aspettando che i guai lo cerchino, ma addirittura facendo lui la prima mossa. Lo vediamo chiaramente in Virus (Cordara/Freccero) e in Beato Angelico (Catenacci/L. Pastrovicchio), la prima e la terza storia presentate nel dodicesimo volume della ristampa cronologica di PKNA: in entrambe le avventure Pikappa orchestra un piano in prima persona e grazie alle dritte di Uno, per dare la direzione voluta a una spinosa situazione. Nel primo caso, per cercare di chiarire i vari sotterfugi della sottotrama che vede coinvolti Evroniani ed esercito statunitense, in Beato Angelico per incastrare un tizio senza scrupoli. Le due storie, peraltro, sono scritte veramente bene, lasciando riflessioni importanti sul potere e l'abuso derivati dalla conoscenza e presentando intrecci mai banali, che sfruttano l'ambiguità per procedere in modo interessante nella narrazione. Degna di nota è comunque anche Fase Due (Sisti/Barbaro), che come suggerisce il titolo vede il ritorno di un temibile nemico di Uno e Pikappa: il mixarlo, ancora una volta, con gli Evroniani dà ancora un risultato senza ombra di dubbio riuscito e una trama avvincente. Andrea Freccero, Graziano Barbaro e Lorenzo Pastrovicchio, da parte loro, con stili profondamente diversi l'uno dall'altro realizzano i disegni delle suddette storie, contribuendo molto all'atmosfera ambigua che le permea con tavole sempre avveniristiche e dalle soluzioni grafiche sempre interessanti. Proprio Freccero è protagonista dell'intervista della settimana: come sempre, è bello ripercorrere con la memoria dell'autore i primi passi di PKNA, gli aneddoti personali e quanto quell'esperienza ha lasciato il segno. In particolare qui emergono le preziose lezioni del mentore Carpi nella struttura della tavola, anche così fuori dai canoni come era in PK, si lascia intuire che il grande Maestro non fosse molto entusiasta di PK, ci si sofferma sulle possibilità rivoluzionarie dal punto di vista del disegno, sui personaggi che Andrea amava ritrarre di più, come Uno e Gorthan, sullo splendido clima delle riunioni del PK Team, e sostanzialmente su come era lavorare su un progetto del genere. L'altro contenuto speciale è dedicato alle prove di disegno di Guerrini per Vuoto di Memoria, presente nel volume precedente. Per quanto riguarda le ottime storie brevi, andiamo dalle ultime due della serie 5Y di Artibani e Mastantuono alla prima di Io Sono Xadhoom, di Faraci e Celoni: se nel primo caso ritroviamo ancora Lyla alle prese con le stranezze da umani di fine '900, in un mix vincente tra l'ottima ironia analitica di Artibani e gli ottimi disegni di Corrado Mastantuono, nel secondo abbiamo un tripudio di colori e forme e arte che esplode nelle fenomenali tavole di un Fabio Celoni eccessivo fino al sublime, che accompagna in modo egregia la sceneggiatura introspettiva di Tito Faraci.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il decimo volume della collana presenta due Faraci e un Artibani, due autori tra i migliori e più significativi dell'intera serie. Certo che però Vuoto di Memoria non è una delle prove migliori di Tito, per quanto la storia abbia ottime potenzialità: proprio queste (Fenimore Cook, il virus su scala mondiale...) alzano il livello della storia, insieme alle splendide battute tra Pikappa e Angus che rendono comunque il prodotto di pregevole fattura. Ma l'intreccio viene sciolto forse un po' troppo velocemente e con poco pathos, e unitamente ai disegni di Francesco Guerrini non rende l'avventura una delle più memorabili. Guerrini peraltro è anche protagonista dell'intervista a fine volume, nella quale osserva lui stesso che le critiche al suo tratto su PKNA non mancarono ai tempi. Ma afferma di essersi sempre impegnato nel progetto, di apprezzare molto l'impostazione propria della serie, cita più volte Carpi e anche altri Maestri come Scarpa e Cavazzano, la bellezza del lavoro di gruppo con il PKTeam. Interessante è poi la concezione carpiana ricordata da Guerrini, in cui il disegno deve far emergere lo spirito del personaggio, e anche le differenze tra Paperinik e PK. Francesco Artibani, che aveva fatto esordire Urk nelle storie lunghe, si occupa del suo commiato in Crepuscolo, una storia che sembra seguire quel trend fantasy poco fortunato inaugurato da Antico Futuro. Non a caso i disegni sono ancora in mano a Marco Forcelloni, che però qui se la cava decisamente meglio rispetto alle sue prove precedenti, piacendomi qui decisamente molto. Anche la storia è apprezzabile, devo dire, l'epica dello svolgimento è sicuramente ben strutturata e la trama è decisamente avvincente e non forzata. Infine chiude il volume Fuoco Incrociato, che è effettivamente una storia molto migliore di quanto ci si potrebbe aspettare, ingiustamente poco celebrata. L'accoppiata Faraci/Pastro non delude neanche stavolta regalandoci prima di tutto un Paperinik ottimo, una delle caratterizzazioni migliori e più calzanti con il tono della serie. E' un Pikappa che vuole vederci chiaro nella situazione in cui si è trovato, prima di agire con la forza bruta: vuole capire e usare il cervello, prima di agire in modo strategico: è la quint'essenza del personaggio, in sostanza. L'intreccio ideato da Faraci non è meno strategico di Paperinik, del resto: l'inizio col robottone, il personaggio di Victor Darko e lo staterello nordeuropeo, il vecchio generale evroniano e i prigionieri, la descrizione delle razze aliene tra il serio e il faceto, i dialoghi sferzanti del miglior Faraci, e le ottime tavole di un Pastro in formissima rendono l'avventura un piccolo gioiello. I contenuti speciali del volume, oltre alla già citata intervista a Guerrini, si compongono di ben 15 pagine in cui vengono descritti gli studi del PKTeam verso un gioco di carte collezioniabili e giocabili ispirate a PKNA, progetto che poi naufragò ma del quale sono rimaste le riflessioni, le regole e le caratteristiche che qui vengono riportate; una testimonianza di grande interesse, perché mostra con chiarezza gli intenti crossmediali del progetto PK e l'attenzione verso settori di successo come le carte Magic.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il nono volume della ristampa pikappica presenta 2 albi ottimi e uno un po' meno. Quello che ho trovato più debole è Tyrannic, che a fronte di una sceneggiatura non malvagia ma nemmeno eccelsa di Artibani, è una storia che non è mai riuscita a coinvolgermi; colpa, forse, della poca attenzione che nutro verso il filone di Belgravia e probabilmente dei disegni, decisamente poco adatti allo stile di PK, ad opera del pur bravo Andrea Ferraris, che se sul "Topo" faceva cose ottime non ha trovato la sua dimensione in una serie come questa. Peccato. Per il resto, però, lo Speciale '98 è uno dei migliori, e basta la sola idea di rendere una presa in giro come quella del numero Zero/1 di PKNA in un albo fisico e realmente esistente. A questo si aggiunge un ottimo pool di autori che magnificamente cuciono insieme delle brevi storielle che ben si inseriscono tra Evroniani e Il Vento del Tempo. Infine ci si può solo togliere il cappello di fronte a una delle migliori storie pikappiche e disneyane in assoluto, quel capolavoro a firma di Bruno Enna con i disegni superlativi di Claudio Sciarrone che risponde al nome di Frammenti d'Autunno: solo il titolo della storia evoca la poesia di cui sarà permeata l'avventura, in cui Enna sviluppa i semi lanciati in Mekkano per sperimentare come i sentimenti (umanissimi) dei protagonisti della serie possano essere lo spunto ideale per farli agire. L'ottima fusione tra questa attenzione al sentimento, una tematica di natura fortemente filosofica e un umorismo intelligente e frizzante rendono questo gioiello un attestato perfetto di cosa si poteva fare su quelle pagine. Non è un caso che l'intervista a fine volume sia fatta proprio a Enna: in essa lo sceneggiatore conferma proprio questa sua visione dei personaggi disneyani in generale, e di PK in particolare, in cui le loro emozioni siano ottimo materiale su cui lavorare per scrivere storie. Racconta del suo grande amore per la fantascienza classica, riversato in molte storie pikappiche (e, aggiungerei io, nella saga di Paperino Paperotto dello scorso anno), del rapporto con i disegnatori, della differenza tra storie lunghe e storie brevi. Una serie di domande che generano risposte molto interessanti e che testimoniano la passione dell'autore per quanto realizzato in quegli anni. Oltre all'intervista, la parte dedicata ai contenuti speciali si compone di tanto ghiotto materiale! Un articolo di 6 pagine in cui si mostrano gli sviluppi della pi-kar attraverso le idee del PK-Team e i bozzetti di Sciarrone, Ghiglione e Mastantuono che cercavano di trasformare in aspetto grafico le proposte sull'auto di Pikappa. Poi, il progetto scritto da Cordara su come avrebbe dovuto essere realizzato lo Speciale '98 e infine i soggetti originali di Faraci, Cordara e del PK-Team per le loro storie apparse in Missing. Insomma, tanta roba davvero interessante per i fan, un volume questo che sa unire alcuni dei migliori albi con materiale extra realmente ricco.

Recensione di Everett_Ducklair


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Come accaduto durante l'anno per alcuni film live-action, anche per il videogame di Warren Spector Epic Mickey - La Leggendaria Sfida di Topolino la Disney realizza una versione a fumetti, e anche in questo caso si avvale di nomi importanti. La sceneggiatura viene infatti affidata a Peter David, celebre autore Marvel famoso per molte sue storie supereroistiche, e i disegni al duo tutto italiano composto dai validissimi Fabio Celoni e Paolo Mottura che, forti del loro tratti moderno e sperimentale, regalano al lettore tavole molto ampie e libere piene di personaggi tratteggiati in modo sublime e accattivante, uno spettacolo per gli occhi. Secondo il parere di chi scrive, comunque, anche il lavoro di Peter David ai testi è molto buono, e riesce a tradurre bene la storia presentata nel videogioco Nintendo, riuscendo a focalizzarsi sull'aspetto emozionale di personaggi come Topolino (qui in braghette corte e con lo spirito delle origini) e un Oswald pieno di rancore verso Mickey Mouse, reo a suo parere di avergli usurpato il posto che gli spettava. Altri personaggi più o meno dimenticati - Gremlin Gus, gli Orazio e Clarabella dei tempi d'oro, lo Scienziato Pazzo - popolano il setting di Rifiutolandia, luogo dove vivono i vecchi personaggi dei cartoni animati che vengono dimenticati e ambientazione in cui si dovrà muovere Topolino, cercando di contrastare la Macchia Nera che minaccia quel luogo ameno (da non confondere con il Macchia inventato da Gottfredson) e di riappacificarsi con Oswald. In mezzo ai loro rancori, rassegnazioni, tristezze, drammi e malinconie i personaggi ne vengono fuori quantomai vivi e realistici. Il volume si completa con alcuni articoli interessanti e approfonditi scritti da Luca Boschi, nei quali veniamo a conoscenza della carriera da cartone animato di Oswald, di alcuni dettagli sullo Scienziato Pazzo e sui Gremlins disneyani, e dei cartoons classici che vengono citati nel fumetto. Infine c'è la presentazione ad opera di Warren Spector sui personaggi presenti nel gioco Wii. Un volume prezioso e bellissimo, da avere se si è fan del bel fumetto. Oltretutto a euro 4.90, un ottimo prezzo. Per l'occasione si è riesumata la collana "Buena Vista Lab", che ormai esiste solo come luogo per stampare in edizioni lussuose da edicola storie particolari, come questa del resto.

Recensione di Everett_Ducklair


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Eccolo qui, il più bel numero di "Tesori" uscito nel primo anno e mezzo di vita della testata! A pari merito con il primo, che offriva Reginella, questo nuovo volume è l'unico dopo il numero 1 a essere confacente in pieno allo spirito del progetto. Il volume è dedicato a Rebo, personaggio così affascinante e divertente, utilizzato da quel grandissimo autore che era Bottaro in modo talmente egregio che anche possedendo tutte le storie non mi sono lasciato scappare il volume.
Volume dalla qualità altissima. A partire dalle storie. Paperino e il Razzo Interplanetario (Chendi-Bottaro/Bottaro), come nota Boschi in uno degli articoli presenti, non ha un incipit originalissimo, ma lo sviluppo che ne verrà fuori fa sì che questa storia, prima ancora che essere il primo episodio di una saga, diventi un capolavoro a se stante, capolavoro di comicità, avventura e caratterizzazione di Paperino, che scambiato per un geniale scienziato riuscirà comunque a mandare all'aria i diabolici piani di Rebo. Non bastasse questo, l'idea che gli abitanti di Giove siano Gioviali - di nome e di fatto - è qualcosa di sopraffino, così come il robot che assembla Paperino per il dittatore di Saturno, un automa dalle sembianza paperinesche. Dulcis in fundo, la ripresa dello stesso personaggio di Rebo, antagonista in una saga fantascientifica a fumetti non disneyana di cui questa storia più che parodia si pone come ipotetico sequel.
A seguire, le due storie del 1995 e 1997 che si pongono come originali svolgimenti della prima avventura, e che segnano il ritorno in Disney di Bottaro pronto a portare il suo nuovo stile "esagerato" nelle tavole di "Topolino", piene di deformazioni e di gommosità folli, oltre che dominate da un uso particolare e stimolante del colore. In Paperino e il Ritorno di Rebo (Bottaro/Bottaro) abbiamo così il tentativo di vendetta del terribile despota spaziale; le tavole in cui Paperone e Paperino affrontano il viaggio spaziale sono ultra-deformed, gioia per gli occhi nel loro sperimentalismo. E la conclusione introdurrà come arma risolutiva dei Gioviali il Papero Virtuale, che sarà oggetto di mire da parte di Rebo nella successiva Alla Ricerca del Papero Virtuale (Bottaro/Bottaro). Qui le deformazioni sono dovute alle armi gioviali, di cui Rebo si è impossessato ma che non sapendo usare riescono solo a rendere estremamente plastica Paperopoli. Entra pure in scena Paperina, rapita da Rebo per ottenere Paperino, ma ovviamente verrà gabbato. Il divertimento, che in queste 3 storie finali è decisamente alto (non che non lo fosse nella prima), qui esplode con Paperone che cerca di contrastare i Gioviali che fanno colazione col suo denaro o con la pubblicità che interrompe il proclama di Rebo.
Infine il cerchio si chiude con Paperino e l'Invasione di Giove (Bottaro/Bottaro), dove Rebo decide di sferrare l'attacco decisivo all'odiato pianeta, da cui poi poter conquistare il resto dell'universo partendo dalla Terra. Avrà l'aiuto di un altro personaggio bottariano storico stavolta, il Dottor Zantaf, anche lui rientrato nell'operazione nostalgia che in quegli anni '90-primi 2000 Bottaro stava portando sull settimanale. Un episodio finale molto soddisfacente e completo per una storia ancora una volta divertente e avventurosa.
Il volume si completa con molti articoli, che hanno molto materiale fumettistico di cui trattare: ecco quindi informazioni utili su Saturno Contro la Terra, fumetto dove esordiì Rebo, un articolo sulla fatica di recuperare l'edizione originale della prima storia, un portfolio con gustose immagini di Rebo, alcune parole sul terzetto di nuove storie e un articolo finale sul ritorno di Bottaro a "Topolino" con le varie riprese di suoi personaggi storici, oltre che interessanti accenni al suo moderno stile deformed. La bella copertina di Gervasio fa da cornice a un volume prestigioso e assolutamente da avere.

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero ottimo, non foss'altro che per la presenza, in una delle sezioni, di tre "Racconti Intorno al Fuoco", celebre e bellissimo ciclo scritto da Rodolfo Cimino. Si confida che nei prossimi due numeri pubblichino le restanti sei storie per dare un senso completistico all'operazione.
Il Cavaliere e la Regina del Lago Perduto, Ombretta e l'Angolo dei Salici, Il Tamburino e i 3 Soldi del Destino (tutte Cimino/Cavazzano) sono veri capolavori tanto narrativi quanto grafici. Rodolfo Cimino conferma nella sua vena di scrittore l'importanza di quel senso di familiarità e rusticità che secondo lui dà sapore e senso alla vita, nel'immagine di Nonna Papera che racconta vecchie storie da pioneri ai nipoti. E i racconti stessi, narrando di grandi amori che si coronano dopo numerose difficoltà, di guerra e del peggio (ma anche del meglio) che la gente sa tirar fuori in quelle situazioni, di amore e affetto per la proprio madre, della protezione che questa può dare anche a distanza, di come non sia giusto inveire contro la vita anche nell'estremo momento si pongono come moderne parabole che tanto insegnano e ancor di più commouovono, i disegni di Cavazzano, splendidi (la figura del tamburino Tom su tutti), fanno il resto incorniciando i racconti.
Per il resto l'albo offre altri ottimi Cimino come Zio Paperone e la Battaglia Idrica (disegni di Cavazzano) che ripropone la sfida Paperone vs Brigitta e Filo Sganga, o come la meravigliosa e decisamente attuale Zio Paperone e il Mistero di "Persecutor" (disegni di Gatto). Simpatiche le tre storie su Umperio Bogarto, disegni molto interessanti (moderni e cinetici) per Pippo e l'Appunto Svanito (Michelini/Narciso) e una storia decisamente divertente è Paperino e la Telefonata Urgentissima (Chendi/Cristina).
Un ottimo numero ricco di storie eccellenti e con pochi bassi, da avere anche solo per "I Racconti Intorno al Fuoco".

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero che aspettavo da mesi, attendendo la pubblicazione della storia inedita (qui in Italia) danese The Legacy.
Paperinik e l'Eredità (The Legacy) (Andreas Phil/Mårdøn Smet) è una storia decisamente interessante. Minata però da qualche incongruenza in parte attribuibile allo sceneggiatore e in parte a una traduzione che, basandosi sulle parole del sito su Paperinik di Andrea Salimbeti, non pare molto fedele.
Intanto è da ricordare che questa è la prima storia di quella che si può considerare una miniserie composta (nell'ordine) da questa, da Il Grande Pulitore (PKCult # 58) e dalla Volpe di Giada (PKC # 52), che come si può vedere il mensile ha ben pensato di pubblicare completamente a caso, senza badare all'ordine degli eventi.
Passando alla storia in sè, essa affonda le radici nel sentimento di colpevolezza che affiora nell'animo di Paperino, il quale sa che il suo essere diventato Paperinik è nato tutto da uno sbaglio/truffa che in quel 1969 commise ai danni di Gastone, il legittimo proprietario di Villa Rosa. Lo sceneggiatore è abile qui a proporre 2 tavole di flashback in grigio che ripropone scene dalla prima storia di Paperinik, in modo abbastanza fedele, e a far sottointendere che chi avrebbe dovuto ereditare la Villa avrebbe dovuto ereditare anche il costume e i "poteri" di Fantomius. E' infatti interessante leggere le riflessioni di Paperino, che filosofeggia sul fatto che quando indossa il costume da Paperinik non commette disastri come invece tipico di Paperino. Un "esecutore testamentario" appartenente a una setta di monaci tibetani si reca a Paperopoli, su incarico di Fantomius, per controllare che l'erede di Fantomius si comporti bene... peccato che la sua indagine lo porterà a Gastone! La storia a questo punto diventa una storia standard, con Paperinik che vuole scoprire chi si sta sostituendo a lui nello spaventare i criminali di Paperopoli, Gastone che viene allenato dal vecchio monaco e un terribile nemico (classicissimo villain da supereroe dei fumetti) darà filo da torcere un po'a tutti. Il problema è che, secondo chi ha letto la storia in altre lingue e secondo logica, il presunto esecutore testamentario dovrebbe esseere lo stesso Fantomius; osserviamo poi che il personaggio è visualizzato anche in una scena del Grande Pulitore e identificato proprio come l'antico ladro gentiluomo, in vignette che richiamano questa storia. Anche perchè a un certo punto indosserà proprio il costume di Fantomius/Paperinik. Non si capisce il perchè del cambiamento nella traduzione, per quanto visualizzato in modo diverso da come lo si è visto nelle storie italiane quel papero dal cranio simil-Uno è evidentemente Fantomius, ancora vivo grazie al suo periodo di permanenza in un monastero (chissà se ha incontrato un certo Ducklair?) che gli avrà aperto la mente a chissà quali segreti di vita. Oltre a ciò, incongruenza grave (questa penso della sceneggiatura) è la missione di Fantomius: lui era un ladro gentiluomo, anche ammettendo come si fa in queste storie che "rubasse ai ricchi per donare ai poveri" dovrebbe al massimo istruire il suo erede a fare altrettanto, non a fare il supereroe. Al di là di queste pecche (e in un dialogo senza senso, colpa della traduzione stramba, in un balloon di pag. 30) invece la storia è davvero avvincente, sia per lo scavo psicologico nei timori e nell'animo di Paperino/Paperinik (già visti nella storia danese precedentemente pubblicata) sia per la figura di Fantomius (che, ripeto, è per forza lui) che come monacao combattente spacca di brutto, e sia per la parte più "action" che ho apprezzato nel suo ripercorrere gli stilemi supereroistici. Notare che in questo ciclo danese Paperinik ha un super-guanto simile per le sue funzioni allo Scudo Extransformer di PK. Disegni ottimi, mi piace molto il tratto di questo artista che rende le tavole molto aperte e libere da griglie e schemi, e con un'estetica affascinante per i personaggi.
A seguire abbiamo altre storie, come Paperinik e la... Primissima Impresa (Leoni/Negrin), storiella carina ma niente di eclatante, ennesima variazione sul tema (fuori continuity) del liceo con Paperino, Paperina, Gastone e Paperoga. Splendidi però i disegni. Paperinik e la Fortuna a Quattro Ruote (Valentini/Dossi) è una storiella banale e dimenticabilissima. Paperinik e il Normale Controllo (Salvagnini/Freccero) è stupenda. Ovviamente niente di epico o avventuroso, ma questa storia del mitico Salvagnini non delude affatto sull'umorismo. Il controllo di patente, libretto e carta d'identità fatto da un vigile troppo zelante a Paperinik ha dalla sua l'ironia del paradosso, e mi ha divertito un sacco. Eccezionali poi i disegni di Freccero che sperimenta a man bassa col suo stile moderno e folle. Paperinik e il Lavoro Di Un Giorno (Valentini/Dossi) ripresenta gli autori della terza storia, e anche il giudizio è il medesimo.
Infine, vengono ristampate le due storie di "PK - Frittole" # 17, cioè I Senzanome (Ambrosio/Dalena) e Fuori Orario (Cordara/L. Pastrovicchio), due avventure bellissime, tra le migliori della bistrattata serie. La lunga è una delle storie più riuscite di Ambrosio, che scrive una storia intensa e drammatica con un interessante parallelo con la giovinezza di Paperino che scorre per tutta la storia. La breve invece è una storia senza parole, che intrattiene grazie ai bei disegni del Pastro che qui nel tratteggiare Birgit Q ritorna ad avere un po' di smalto, in una storia che si basa solo sulle immagini.
Un numero che vi consiglio quindi per le pikappiche, per la storia divertentissima di Salvagnini e soprattuto per L'Eredità.

Recensione di Everett_Ducklair


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Da non compratore abituale della testata, mi sono ritrovato a prendere questo numero per la storia inedita danese, che mi ispirava molto. E non mi ha deluso. Paperinik e il Grande Pulitore (Andreas Phil, Mårdøn Smet) è proprio una gran bella storia! Lo sceneggiatore è abile nel costruire un'avventura di Paperinik in cui il connubio tra azione, componente supereroistica, indagine psicologica e rispetto filologico vanno a braccetto. La storia è quindi apprezzabile sotto almeno 3 punti di vista:
1) la parte d'azione. Il nostro eroe deve vedersela con un nemico di stampo molto classico, dal piano assurdo e folle, che per quanto possa essere stereotipato a me ha divertito.
2) lo scontro psicologico tra Paperino e il suo alter-ego mascherato. Altre storie in passato hanno indagato sulla gelosia di Donald verso il se stesso mascherato (anche nella storia del nuovo numero del "Topo"), ma qui è trattata con rara efficacia, facendo crescere anche un tangibili sentimenti di vendetta, molto umano da parte del papero.
3) sguardo al passato proiettato al futuro. L'introspezione psicologica è presente anche per il passato di Paperinik, che lo attanaglia nei confronti della sua "nascita", ed è bello vedere quindi che più all'estero che da noi (anche se specie negli ultimi anni non sono mancati esempi) si ricordino le origini del papero mascherato, presentando proprio Fantomius in persona, almeno negli incubi di Paperino. Ma allo stesso tempo, anche introducendo un personaggio nuovo che aveva a che fare con Fantomius in passato, la volpina Ireyon. Era una stretta collaboratrice di Fantomius, ma come può adesso avere la stessa età di qui tempi? I lettori di "Paperinik Cult" lo hanno scoperto nel # 52, anche se quella storia è in realtà successiva a questa. Un personaggio affascinante che riporta in modo intelligente il tema di Fantomius.
I disegni della storia sono davvero belli e cinetici, li ho apprezzati, anche se continuo ad apprezzare di più alcuni talenti italiani. Insomma, ho gradito molto! Paperinik e il Riscatto della Fortuna (Tasca, Dossi) è puro intrattenimento senza pretese. È più il divertimento del vedere le sorti di Gastone in questa storia che altro, però anche alcune situazioni particolari per risolvere il "caso" costituiscono delle belle trovate. Così come il mistero del sabato! Storia abbastanza buona, insomma. Classicamente nella media i disegni di Dossi.
Paperinik e l'Oltraggio Cinematografico (Panaro, A. Pastrovicchio) l'avevo letta ai tempi su "Topolino", ma non la ricordavo per niente. Partenza molto buona, peccato che quando sembra si debba raggiungere il climax è già finita! Davvero, dov'è finito il vendicatore che per difendere la sua immagine ideava cose terribili? Se qui le motivazioni di partenza ricordano quei tempi, la punizione che spetta a Rockerduck non mi sembra all'altezza. Peccato, ci sono rimasto male, buoni invece i disegni del Alessandro Pastrovicchio.
Paperinik e il Problematico... Formicolio (Nigro, Dossi) vede Paperinik al servizio dei guai di Paperino, ma tutta la storia delle formiche è abbastanza scialba, cioè simpatica ma non quello che cerca in una storia con Paperinik. Un Lungo Addio (Cordara, L. Pastrovicchio) è una delle storie migliori della terza serie di PK, dove vediamo un Pikappa mai così arrabbiato e segnato nella sua persona, per via di un malvagio piano di Vulnus Vendor ai danni di uno dei grandi amici dell'eroe. Finale inaspettato, potenza narrativa non indifferente e disegni molto ispirati. Ghiaccio Rovente (Ostini, Perissinotto) è un'abbastanza dimenticabile storiellina che sfrutta male il personaggio di Angus Fangus, sottovalutandolo.
Un numero tutto sommato apprezzabile, con alti (la danese, la pikappica) e bassi (la storia delle formiche e quella di Panaro), tutto nella media insomma.

Recensione di Everett_Ducklair


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Un altro buonissimo numero, questo, che si apre con la storia a cui si rifà la copertina, Paperino e gli Spettri della Città Fantasma (Vitaliano, Freccero). Fausto dà il meglio di sé creando una storia molto interessante e appassionante, in cui il lettore è portato da Paperino in una città fantasma che Zio Paperone vuole trasformare in outlet. Ma dovrà vedersela con dei fantasmi da sloggiare... i disegni di Freccero sono la ciliegina sulla torta, danno atmosfera, sono attenti ai particolari e sono di sicuro effetto nel tratteggiare gli spettri.
Cronache del Regno dei Due Laghi, Capitolo Secondo: Alta Strategia (Faraci, Ziche) continua ottimamente la storia da dove l'abbiamo lasciata lo scorso numero, vediamo Pippo all'opera come capo dell'esercito e i dubbi di Gambadilegno. Continua il tormentone della muffa canterina, e la Ziche dal canto suo tratteggia nuovamente un Topolino perfetto nelle espressioni e nelle pose. Episodio divertente quindi, ma dato quanto la vicenda va avanti e l'esiguo numero di tavole, mi chiedo se davvero lo spezzettamento in tre parti fosse necessario alla saga, e se non bastassero invece due puntate. "Ispettore Manetta: Il Caso Scorpio è Tuo" (Panini, Uggetti) è una storia carina, ma veramente niente di che. Disegni passabili. Zio Paperone Contro Aspirion, l'Aspiratore Galattico (Cimino, Vian) è una classica avventura del grande Rodolfo, che più classica non si può. A differenze dello scorso numero, qui l'autore riprende il suo topos del popolo alieno, che stavolta tenta di rubare le energie di altri pianeti per facilitare la vita dell'imperatore Aspirion. Storia buona e appassionante, anche se non presenta nulla di nuovo, molto ben supportata dai magnifici disegni di Vian. Paperina Agente P.E.A. - Operazione T.E.I.E.R.A. (Badino, Gottardo) è uno strambo tentativo di creare uno spin-off della serie di storie della P.I.A. creandone una controparte femminile, mettendo come agenti speciali Paperina, Chiquita e Miss Paperett. L'insulsa trama si regge molto a fatica in piedi, con un piano e un cattivo assurdoni. Se voleva essere una parodia di certi film di spionaggio, purtroppo non c'è riuscita risultando solo una storia senza capo né coda, purtroppo. Giusto i disegni di Gottardo salvano un po' la baracca. Inoltre questa storia invaliderebbe Paperino Missione Bob Fingher, in cui si scopre che Paperina fa già parte della P.I.A. come agente Fu.Qu. (Fuori Quadro).
Per il resto... Gulp insipida, simpatico (specie per le bellissime caricature dei disk jockey fatte dall'ottimo Ferrario) il Reportage a Fumetti a Radio Deejay e orribile vedere tutte quelle pagine dedicate ai Disney Cuties.

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero che ha ricevuto la mia attenzione grazie alla prima parte della nuova storia di Tito Faraci, si è rivelato un buonissimo contenitore di storie molto valide.
Iniziando proprio da Cronache del Regno dei Due Laghi, Capitolo Primo ?" Il Nemico si Avvicina (Faraci, Ziche), posso sicuramente dire, con tranquillità, che è la storia migliore dell'albo, pur essendo quasi solo un prologo dell'azione vera, che si svilupperà nelle prossime due puntate. In un'atmosfera mediaval-fantasy abbiamo un Topolino in splendida forma, a cui finalmente è ridato smalto e viene utilizzato al meglio, un Topolino che non ricerca il successo ma che anzi sogna solo la tranquillità che lo liberi dagli impegni derivati dal potere. Il tutto condito da gag e battute del miglior Faraci, tese a situazioni improbabili (la muffa canterina) e a prendere di mira il buon Manetta (fenomenale la scena della scritta sul muro). Una perla di storia, dove il ritmo e i tempi comici sono sempre al punto giusto, dove tutto è magistralmente costruito per preparare al cuore dell'avventura e dove perfino il finale è a regola d'arte, e promette faville. Il comparto grafico poi non è da meno, con una Ziche che dà il meglio di sé nelle tavole, nelle espressioni di Topolino, nell'ambientazione e nei personaggi in genere.
E subito dopo c'è la seconda storia migliore del numero. I Bassotti e la conquista della toga d'oro (Gagnor, Della Santa) è veramente un gioiellino, l'utilizzo dei Bassotti è quanto di più calzante abbia visto coi personaggi da molto tempo. Le prime tavole sono geniali, tutta l'idea della città della legge è, se non originale, tratteggiata con senso del divertito e della leggerezza. Una storia che non rinuncia a nessuno degli ingredienti necessari a realizzare una bella narrazione.
Zio Paperone, Rockerduck e la cura della torre (Cimino, Amendola) delude un po', presentando una trama che sa di già visto e non solo nella storica produzione di Cimino stesso. Il quale è comunque sempre abile nel raccontare i sentimenti e le ambizioni di Paperone, e che corona la storia da un'idea comunque abbastanza buona (la capocciate) e non priva di una bella morale. Lo spassoso finale "poetico", poi, rialza il livello generale, che tende ad essere affossato da un Amendola per me irriconoscibile per quanto siano IMHO inferiori ad alcuni anni fa i suoi disegni.
Sarà capitato anche a voi - In Ascensore (Macchetto, Held) è divertentissima. In genere queste brevi, se scritte dalle persone giuste, possono dare tanto in fatto di umorismo. Qui la situazione è svolta al meglio, mi ha molto divertito. I due Mariachi e l'oboe di Pipponso (Savini, Ferraris) riporta sulle pagine del Topo un "ciclo" di storie che avevo amato ai tempi. Topolino e Pippo nei panni di suonatori (i cosiddetti Mariachi, appunto) a Villa Fiorita mi aveva divertito molto in una delle creazioni che più mi facevano apprezzare il Savini. E' bellissimo vedere Topolino in un ruolo meno forzatamente "serioso" che ini molte altre avventure, come capitava nei Mercoledì di Pippo di Salvagnini e come capita nel ciclo dei Mariachi.
Infine spendo due parole per il Che Aria Tira a... Paperopoli, in cui la Ziche dà voce a quello che da sempre penso io e alla rivincita morale di Paperino. E per il Reportage a Fumetti, in cui viene intervistato uno dei mie cantanti italiani preferiti, Samuele Bersani, in modo originale e sensato.
Un numero molto buono, almeno per me, con la "rinascita" di Topolino e dei Bassotti ad opera di bravissimi autori quali Faraci, Gagnor e Savini.

Recensione di Everett_Ducklair


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Riprendo a interessarmi della testata col suo quinto numero, dopo aver snobbato i precedenti due, perché finalmente il progetto "Tesori" sembra ritrovare una sua minima ragion d'essere ristampando il cosiddetto Ciclo Paperingio di Bottaro. Il volume si apre dunque con Paperino il Paladino (Chendi, Bottaro), racconto che Nocciola fa a Paperino su un suo antenato, appunto un valoroso paladino. La storia ha dalla sua un Donald Duck piuttosto coraggioso e determinato, capace di buttarsi a testa bassa nelle battaglie, e l'ottima idea di Chendi di usare un buffo italiano aulico per le parole di Paperino. Peccato che ci sia di mezzo un certo menestrello Gastone...
Segue Paperin Furioso (Bottaro), fin dal titolo dichiarata parodia dell' Orlando Furioso: forse la storia migliore del ciclo, qui Paperino è paladino di re Papero Magno, e perde il senno dalla rabbia (causando guai e distruzione) quando la bella principessa Margherita, da lui liberata, va in sposa allo scudiero Ciccio. I disegni si fanno più raffinati ed eleganti, la trama è un susseguirsi di divertimento sfrenato. Apprezzabile resta anche Paperino e il Tesoro di Papero Magno (Bottaro), dove le risate non mancano di certo e dove la trama è sicuramente interessante, sia per l'avventura che per i paradossi umoristici che vengono a crearsi. Chiude il ciclo Paperino e Paperotta (Bottaro-Autelitano, Bottaro), dove un Papero Magno assediato dalle mire amorose di Matilda, si innamora di una leggiadra fanciulla (Paperotta, appunto) mandando il paladino Paperino a rapirla per sposarla. Ma nel viaggio i pericoli e le magie non mancheranno a complicare le cose al protagonista. Un'altra bellissima storia, che si distingue dalle altre sul lato grafico, qui tipico del Bottaro più moderno e affascinante, che spinge le sue distorsioni grafiche sempre più in là, talvolta in inquadrature ardite, tal altre in mostri dall'aspetto grottesco.
Se i pregi della quattro storie paperingie sono il divertimento, l'avventura e un Paperino (ma anche un Paperone-Papero Magno) molto ben caratterizzati, il difetto che si nota, soprattutto in questa veste completistica, è quello che di ciclo unitario queste avventure hanno ben poco, come del resto fanno notare anche gli articoli di presentazione. Non c'è un vero collegamento o nesso che accomuni le storie, tanto che una è ambientata in Francia e l'altra in una Paperopoli medievale. Questo diminuisce la legittimità del ciclo di essere presente in "Tesori Disney", e di fatto rende il Ciclo Paperingio un ciclo di nome e non di fatto, derivato da cose in comune come le ambientazioni medievali, un Paperino nel ruolo di paladino con lo scudiero Ciccio, Papero Magno (a parte la prima storia) e la presenza, pur con ruoli di volta in volta diversi se non addirittura opposti, di Nocciola.
I difetti del volume in sé invece sono relativi alle censure: si plaude l'impegno di aver messo le prime tavole dei secondi tempi di ogni storia, ma vedere i dialoghi di Paperin Furioso così malamente e ridicolmente ritoccati non può che far storcere il naso a chi vede questa collana come l'edizione definitiva (e quindi migliore) delle storie presentate. Peccato, perché per il resto il volume è ok, dalla copertina di Gervasio ai sempre ottimi ed esaurienti articoli di Boschi e Becattini.

Recensione di Everett_Ducklair


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La testata ha fatto il salto di qualità!
Il piatto forte di questo numero tutto pervaso di atmosfera natalizia, addirittura "strillato" a partire dalla bella copertina di Giorgio Cavazzano, è la pubblicazione di Zio Paperone e gli uccelli dorati, ideata e disegnata da Romano Scarpa a metà degli anni 80 e finora restata inedita. Luca Boschi, scrivendo i dialoghi e disegnando mezza tavola della storia, ci consegna così un inedito mondiale, come già aveva fatto con altre avventure del Maestro. La storia è una simpatica avventura dello Zione a caccia di uccelli dalle piume d'oro, i quali si troverebbero in un "inusitato" luogo al Polo Sud. Forse un po' veloce nella partenza e nella parte finale dello svolgimento, la storia è comunque godibile e divertente.
Oltre a questo evento, il giornale offre Topolino e la leggenda del panettone (Pezzin, De Vita), bella storia del ciclo della Macchina del Tempo in onore dei 600 anni del Duomo di Milano e del tipico dolce natalizio. Nonna Papera maga del biscotto (Chendi, Bottaro-Scala) è poi un'altra chicca, una storia dal sapore molto classico mai ristampata dalla prima pubblicazione nel 1971. Ci sono scene memorabili e divertentissime, e tutta la trama è abbastanza folle, ma il bello sta lì. Un gioiellino.
Paperino e il croccante al diamante (Pezzin, Cavazzano) segue il filone delle deliranti avventure pezziniane della coppia Paperino-Paperoga, filone che bene o male questa testata ci sta proponendo: se la trama è di indubbia qualità, mostrando un'altra avventura on the road dei due cugini che offre molti motivi di ilarità, i disegni di Cavazzano non sono da meno, dato che si spinge in sperimentazioni grafiche sempre gradite e moderne.
Romeo e il ricupero della corona (Hubbard) è un'altra storia rara, con protagonista il micione del film Gli Aristogatti e la sua banda di gatti jazzisti. Carina, ma un po' stramba. Infine Zio Paperone e i batteri mangiapetrolio (Pezzin, Carpi) è una storia molto ben costruita con un'idea di base molto acuta e fantasiosa, avvalorata dagli splendidi disegni di un Gibì in forma.
Gli articoli di Boschi e Becattini sono molto interessanti, trattando del Natale di 20 anni fa, di alcune curiosità sul Croccante al diamante, delle "origini" dell'inedito di Scarpa, dei Classici Disney come appuntamento cinematografico natalizio e di Carpi come figura importante per la Disney Italia dagli anni '80.
Segnalo poi il Portfolio dedicato a belle cartoline natalizie, e l'intervista a Mauro Pagani, unica vera nota stonata perché stavolta proprio nulla c'entra con Disney. Ma almeno fa sì che ci godiamo una bellissima illustrazione di Paolo Mottura.
Un numero da avere, forse il migliore finora.

Recensione di Everett_Ducklair


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Una copertina disegnata da Casty (carina, anche se a mio parere ne ha disegnate di migliori) ci segnala che questa settimana "Topolino" si apre con una storia di questo grandioso autore. E devo dire che Topolino e l'incubo orbitale non delude le aspettative. Spostandosi dai tratti del giallo più classico, qui Casty spedisce Topolino su una base spaziale dove insieme a un gruppo di personaggi famosi e ricchi si ritrova ad inaugurare una crociera spaziale. Ma la vacanza non scorrerà tranquilla, rumori ed episodi misteriosi sconvolgono i passeggeri insinuando la paura che ci siano mostri alieni a minacciare la comitiva. La bellezza di questa storia è il saper creare un'atmosfera angosciante che pervade tutta l'avventura, oltre che la presenza di gag irresistibili e un colpo di scena del tutto sorprendente. Non la mia storia preferita dell'autore, ma comunque una bellissima avventura per Topolino. Ottimo il Castellan ai disegni.
A seguire Una notte con Paperinik (Faccini), che mi ha parzialmente deluso: se le premesse sono buone (Paperoga vuole scrivere un libro su Paperinik, allora il superpapero tenta di fargli almeno assistere alle sue gesta perché scriva qualcosa di sensato) non lo è altrettanto lo svolgimento, con una parte centrale che uno sopporta di buon grado in attesa della spiazzante conclusione tipica di Faccini, che chiude invece sottotono, con una vignetta finale molto "alla Paperoga" ma scontata.
Ma è sempre meglio di Wizard of Mickey, Le leggende perdute – La trama dei tre (Muzzolini, Perina), che racconta una storia per me abbastanza noiosa ed evitabile, buona forse per gli aficionados della serie (se esistono). Ripariamo con Orazio – Seconda lezione, porte e finestre (Bosco, Mazzon) continua la miniserie della voce narrante di Orazio che spiega come effettuare piccole riparazioni domestiche con sullo sfondo i comportamenti maldestri della Banda Disney; a me divertono i testi di Bosco collocati in queste situazioni di "lezioni demenziali", mi sembrano simpatiche (anche se nulla più) nella loro brevità. Infine Edi star della pubblicità (Panaro, Limido) mi è piaciuta, certo siamo lontani dall'uso che Barks faceva della lampadina aiutante di Archimede, ma la storia non è malvagia, contiene alcune gag buone e si fa leggere.
Buona cosa sono poi le pagine di articoli dedicate alle mostre di fumetti Disney che si terranno in giro per l'Italia nel corso del prossimi mesi, un'utile guida per orientarsi ed educare anche i più piccoli alla passione vera per il fumetto.

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero particolare da giudicare, questo. Se sfogliando il sommario mi ha convinto subito dell'acquisto, la lettura mi ha raffreddato l'entusiasmo che già non vedevo esplodere dagli altri utenti del forum. La Sezione Superstar era quella che mi aveva attirato perlopiù, con la saga dello zio Balatrone compresa la storia di Gottfredson, peccato che proprio di Topolino e l'ospizio dello zio (Walsh, Gottfredson) parli solo della parte finale della storia dell'esordio dello zio di Topolino. La gradevole e folle Topolino e il topazio dello zio in ozio (Martina, Carpi) aveva già goduto dell'apparire sui Maestri Disney, con i disegni arcaici del primo Carpi, e Topolino e l'attività dello zio in ozio (Dalmasso, Bramante) è una storia particolarmente gretta e dai disegni poco gradevoli. A chiudere la sezione due storie scolastiche di Fallberg e Strobl, La moneta portafortuna e La cantonata di Paperino, della quali la prima mi ha deluso mentre la seconda anche se scontata mi ha divertito, e con i disegni di uno Strobl che inaspettatamente mi è piaciuto molto. Per il resto, storie davvero buone sono Topolino e lo stendardo perduto (Marconi, Carpi) dedicata al corpo degli alpini, una trama simpatica con dei disegni veramente stupendi, GBC in piena forma. I Paperi e la prestigiosa contro-invenzione (Martina, Cavazzano) è una storia assurda, in cui i caratteri dei Paperi si invertono per colpa di un invenzione di Archimede. Un'esagerazione stavolta al contrario delle esasperazioni caratteriali che Martina attribuiva ai personaggi. Zio Paperone e il discolo volante e Zio Paperone al calo del guadagno risponde con l'astuzia (entrambe di Kinney, Hubbard) sono divertentissime storie con protagonista la follia di Paperoga nelle sue esaltazioni originarie, e inoltre sono contentissimo dell'inserimento di due storie brasiliane di uno degli alter ego di Paperoga, Paperoga Kid, con Paperoga Kid eroe del west (Rodrigues), che ne narra le origini, e Paperoga Kid sceriffo di Kansas City (Faria Jr, Leon), divertentissime, adoro l'umorismo di queste storie brasiliane. Zio Paperone e il premio povertà (Sisti, Dotta) è una bella avventura, molto ben congegnata e una delle prime di Sisti, Topolino e il "cleptogas" (Gazzarri, Asteriti) è particolare e interessante Paperino e l'euforgasaur (Martina, Scarpa) è invece una simpatica storiellina, ma abbastanza scombinata e dal ritmo troppo discontinuo. Zio Paperone e il cervellone permaloso (Gazzarri, Perego) è banale e molto penalizzata dai disegni, Paperino e la modica spesa (Barosso, De Vita Jr) è carina ma niente di che. Menzione particolare a una storia quasi sperimentale, Topolino e l'astro viaggio (Marini), sperimentale per la trama, i disegni, i colori e la durata. Forse troppo ermetica, e questo la penalizza un po'. Un numero che mi ha regalato un paio d'ore di piacevole lettura e relax, che contiene anche buonissime storie, ma che non è così impedibile come mi sembrava di primo acchitto.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il numero di luglio offre un sommario ricco di rarità e di storie che da un pezzo non venivano ristampate. Questo ne fa un numero sicuramente interessante, ma la qualità di queste rarità spesso oscilla! Se Zio Paperone e la sirena d'Arabia (Cimino, Bordini) non è tra le migliori dell'autore, e anche i disegni non sono esaltanti, ecco che Topolino e il villino di sogno di Scarpa mi ha soddisfatto. Trama folle e surreale, riesce a divertire con le stramberie che vivono Topolino e Pippo. Paperino e lo sceriffo doppia stella di Martina è una classica storia western, ma impreziosita dagli splendidi disegni di Carpi, mentre Gastone e la scommessa tra commessi (Barosso, Cristina-Lostaffa) è una delle tante sfide tra Paperino e il fortunato cugino, con disegni non eccelsi. Seguono due divertentissime storie con Paperoga scritte da Kinney e ben disegnate da Pete Alvarado (Paperoga compagno di bordo e Paperoga eroe da spiaggia), molto valide. La sezione Superstar è dedicata ai 40 anni dell'allunaggio. Per questo sono presenti Topolino e la luna macchiata (Fallberg, Strobl), molto gradevole nel suo svolgimento; Topolino e il re della luna(Martina, Perego), con disegni difficili da digerire a sostegno di una trama affascinante; e Topolino e l'imperatore della luna (Martina, Gatto), con una trama non originalissima ma abbastanza coinvolgente incorniciata da ottimi disegni. Chiude la sezione Paperino e i predoni del deserto (Renzi, Chiercini), storia molto d'atmosfera con Paperino che sogna di essere un vecchio faraone e un Paperone più acido che mai. Le ultime storie dell'albo sono Ser Lock detective con mamma (Don Ferguson, Jaime Diaz Studio), storia irresistibile come per me tutte quelle del ciclo. Le dimenticabili Nonna Papera e il letargo irrequieto (Nofziger, Jaime Diaz Studio), con l'orso Onofrio, e Le GM e il genio di Einstein(Wright). Infine Paperin Sansone (Siegel, Colantuoni) mi ha fatto molto ridere: storia assurda e stralunata, ha il pregio di divertire con un'idea non originale come Paperino che diventa forzuto grazie a una macchina di Archimede. Inoltre l'antagonista che attenta alle finanze è un assurdo Peppino il Breve, criminale vestito da imperatore romano. Un numero da prendere, specie per le storie Superstar, per il Villino, per Paperoga, per Ser Lock e per la storia finale.

Recensione di Everett_Ducklair


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Il secondo volume di questa nuova testata, caricato di aspettative, ha riscosso alcune critiche sicuramente vere, almeno in parte, ma che secondo me, se accentuate eccessivamente rischiano di offuscare anche quello che di buono c’è. Gli articoli di Boschi e Becattini spaziano dalle vacanze in campeggio, tipiche degli anni della crisi (la quale è un po’ il tema storico portante del numero) all’austerity fino a approfondimenti tecnici sulle storie presentate.
Apre il volume Paperino e l’isola dei Capoccioni (Cimino, Scarpa), divertente storia in cui Paperino tenta la via dell’affermazione personale in un luogo in cui questa possa essere a lui più facile. Arriverà però a contatto con uno strano popolo tipico di Cimino e disegnato in maniera molto divertente dal grande Scarpa. Topolino e i rapinatori del cielo (Disney Studio, Rota) è una storia abbastanza nella media, e che non spicca più di tanto. Segue però Paperino e la visita distruttiva (Pezzin, Cavazzano), un’autentica bomba di storia, spettacolare, pirotecnica. Paperino si fa coinvolgere dal cugino in una folle missione da Paperoga, più scatenato che mai. I disegni sono ipercinetici, bucano la vignetta tanto sono dinamici.
L’intervista del numero è fatta a Vincenzo Mollica: questa verte soprattutto sul suo alter ego Paperica, su domande banali e su altre che ottengono risposte troppo brevi. Peccato, poteva essere interessante.
Ben e io (Reilly, Gonzales, Moores) è una deliziosa avventura alla prima ristampa, versione fumettata del mediometraggio disneyano del ’53. La trama è molto simpatica e i disegni di Gonzales ci restituiscono un gioiellino.
Zio Paperone e le tribolazioni dell’austerity (Martina, De Vita), è carina, presentando lo Zione tipico delle avventure di Martina: in questo caso specula sulla crisi, rivendendo benzina e altro a prezzi di strozzinaggio. E vabbè, il divertimento sta anche nel vedere Paperone così "sopra le righe".
Infine Zio Paperone e le paludi di Tissobat (Disney Studio, Bottaro) presenta una bella storia in cui Paperone viene ingannato dai Bassotti e deve ricorrere all’aiuto dei nipoti. Schema classico per una storia che sa intrattenere.
Il Portfolio stavolta è dedicato a Giorgio Bordini: interessante perché ci si ricorda di un autore un po’ ignorato, risulta però un po’ troppo breve. Alti e bassi insieme, insomma: una pubblicazione rivolta ai nostalgici di quegli anni, ma che porta motivi di interesse anche al collezionista. Il problema è allora il prezzo, troppo per una testata che offre cose pregevoli ad altre meno giustificabili come presenza qui.

Recensione di Everett_Ducklair


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Numero ricco di storie che spingono all'acquisto senza pensarci due volte.
E infatti come si può resistere a una storia di Cimino come "Zio Paperone e il rosolio della nonna", non più ristampata da 30 anni, divertentissima e perfino toccante nel ricordare un passato di privazioni di Paperone? Oppure alla storia di apertura, "Topolino e il mistero della casa ariosa", disegnata magnificamente da Carpi e con un Martina che rende cattivissimi Gambadilegno e Trudy nel loro piano criminale? Di non secondaria importanza sono poi "Paperino legionario" con una trama straniante tipica si Siegel e impreziosita dal disegno di Romano Scarpa, "Lezioni di recitazione" che vede un Pico de Paperis in gran forma grazie alla trama e nel disegno di Strobl, una simpatica storia di Chendi tratta dal Diario di Paperina ("Aumento di stipendio") divertentissima quanto amara per il finale e disegnata ancora da un grande Scarpa. È poi presente l'episodio del "San Bernardo cacciatore" dal Rotocalco di Paperino disegnato da Jack Bradbury.
La sezione Superstar infine presenta due belle avventure scritte da Martina: "Paperino e la fonte miracolosa", storia movimentata che presenta molte situazioni "spietate" e impossibili al giorno d'oggi, specie nei comportamenti dello Zione e nell'atteggiamento di Qui Quo Qua. Un Carpi ancora acerbo realizza dei Paperi comunque gradevoli, anche se con un becco lungo che molto ricorda Taliaferro.
"Topolino e la dinamite verde" è invece un bel giallo classico ben disegnato da Bottaro.
Chiude la sezioni "Fotostoria della Grande Tribù" (Lockman, Strobl), che tramite una serie di fotografie raccoglie varie avventure con protagonista di volta in volta un Papero diverso.
In definitiva, un numero prezioso e ricco di belle storie e di grandi autori, reso ancora più invitante dal bellissimo Topolino vestito elegante nella copertina di Cavazzano.

Recensione di Everett_Ducklair


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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