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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Nei quasi due anni di vita di "Paperinik" i numeri poco entusiasmanti si sono succeduti numerosi, così come nella precedente serie Appgrade. Non è il caso di questo mese. Il numero di ottobre dedicato al Diabolico Vendicatore, infatti, è uno di quelli che un lettore attento e affezionato non può perdere, viso un indice ricco di storie dal valore collezionistico ma anche e soprattutto di gradevole lettura.
Non a partire dall'inedita Il rapimento in la minore, però, che non offre nessuno spunto originale e generalmente sa di "già visto" nonostante Fontana ce la metta tutta a inserire qualche battuta divertente e un paio di personaggi di contorno che fungano da tormentone. Il risultato è una storia sì piacevole (anche grazie ai disegni della Castellani) ma che sembra di aver già letto in qualche altra versione con minime varianti.
Ma basta voltare pagina per trovare una storia decisamente più atipica. L'indistruttibile lista infatti è una interessante vicenda interiore di Paperino/Paperinik e del suo travaglio psicologico su cosa sia giusto fare e cosa gli convenga, e se il ruolo che gli spetta sia quello di giustiziere oppure di vendicatore. Cirillo rende bene questo dilemma interiore, anche se gli si può criticare una eccessiva "bontà" nascosta da parte dello Zione. I disegni di Lavoradori in questo contesto risultano quasi onirici e decisamente più adatti che in altre storie. È un'interessante approfondimento del lato "Paperino" anche la breve Il terrore dei furfanti.
Ma il cuore del numero è costituito da 4 storie d'annata (dagli anni '70 e '80) di cui due scritte da Guido Martina e ben tre disegnate da Massimo De Vita. Le due avventure scritte dal Professore, Le intercettazioni telefoniche e Il signore del raggio di luna, rappresentano tutti i tratti tipici dell'autore. Al centro di entrambe le vicende ci sono Zio Paperone e Rockerduck alle prese con affari ai quali non possono mancare. E, entrambi, sono disposti a tutto per prevalere sul rivale, compreso ricorrere a stratagemmi decisamente poco ortodossi, dai rapimenti alle denunce false. Ovviamente sarà Paperinik, come sempre, a fare da arbitro.
Oltre a queste due storie, troviamo i disegni di De Vita anche in A mani nude, stavolta su testi di Bruno Concina. Il quale immagina un Paperinik costretto a battersi (a mani nude, appunto) contro i Bassotti che gli hanno rubato la 313 X. Piacevole anche Paperinik Superstar, data 1981 con la firma della Damianovich e di Navarrini. Storia che costituisce una variazione sul ricchissimo tema dello sfruttamento dell'immagine di Paperinik da parte di Paperon de Paperoni.
Chiude il numero, infine, la storia guest Il costume fa il supereroe, unica avventura dedicata ad Halloween. Monteforte Bianchi mette in scena una vicenda priva di azione e ricca di ricordi, che si chiude senza troppi intoppi e nemmeno tanta adrenalina (anche se il cliffhanger finale cerca di restituirne un po' al lettore). Gula fa un buon lavoro e dona alla storia tratti che fanno venire in mente il film de "Gli Incredibili". Da segnalare la splendida copertina di Freccero, che raffigura un Paperinik appollaiato su un gargoyle dagli echi pikappici.

Recensione di MiTo


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Il ventunesimo numero di Paperinik è all'insegna della modernità, almeno per quanto riguarda la scelta delle storie: niente avventure "storiche", con una datata 1990 e tutte le altre post 2000. Oltre, ovviamente, all'inedita L'ipnosi archimedica firmata Deninotti/Molinari. I quali fanno un buon lavoro nel proporre una storia piacevole e quantomeno più originale di molte che l'hanno preceduta. A muovere l'intreccio, oltre ovviamente a Paperinik, c'è un'Amelia ben gestita e un divertente Archimede. Il tutto condito da bei disegni e una colorazione curata.
La sezione delle ristampe si apre col sempreverde Panaro, che, in coppia con Gula, mette insieme una lunga storia in due tempi, L'enigma delle nebbie, dove il papero mascherato è alle prese con un mistero che sa molto di serie tv dei vecchi tempi, grazie all'ambientazione in una cittadina rurale. E che vedrà Paperinik lottare con un "vecchio" (ma non troppo) nemico. Buone le atmosfere create dagli autori, casomai stona un po' l'invenzione che Archimede cede al protagonista all'inizio della storia. E che funziona un po' troppo da deus ex machina per l'eroe, anche se va detto che non inficia troppo la godibilità dell'avventura. Si volta pagina ed ecco una recentissima (2014) commedia di due autori di alto livello come Sisti e Guerrini, Gli apprendisti di provincia. Nella sua brevità mostra una certa originalità e una sceneggiatura frizzante e divertente. Valorizzata da disegni accuratissimi ed espressivi.
Tocca quindi a Il tesoro di Cornelius Coot, caccia al tesoro del fondatore di Paperopoli, pluri ristampata ma sempre gradevole, e L'intrigo sotterraneo, breve comica dall'impostazione assai classica con il valore aggiunto dei disegni di Silvia Ziche. Diverte il lettore anche Il rapimento in maschera, commedia degli equivoci scritta sapientemente da Enna, a cui segue la lunga avventura in Oriente Il tempio indiano, scritta anch'essa da Carlo Panaro. Infine lo spazio della storia guest è affidato a L'estate a Villa Lalla, vicenda d'impostazione classicissima scritta da Michelini e disegnata da Gervasio, prima che l'autore romano si dedicasse anima e corpo al Fantomius qui solo citato.
In conclusione si tratta di un numero piacevole da leggere, che strappa anche qualche risata. Ma, come spesso accade, non adatto al lettore affezionato di Topolino, che si troverà a rileggere storie che già possiede sul settimanale.

Recensione di MiTo


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Il numero agostano di Paperinik si presenta con una cover dalle ispirazioni holywoodiane figlia del solito ottimo Andrea Freccero. Le storie all'interno, almeno per quanto riguarda le inedite, non ripetono lo stesso tasso di epicità della copertina. Come già accaduto nel recente passato, le storie d'apertura sono due brevi di origine nordeuropea indite in Italia. Storie che condividono la patria ma che si mostrano abbastanza diverse se non altro per il layout. Paperinik contro Mega Pallone Gonfiato, di Halas, Suffer e Fants è una tradizionale avventura contro un supercattivo, battuto grazie all'astuzia, montata sulla tradizionale gabbia nordeuropea a 4 strisce. Di contro Una super notte per la 313 di Pihl, Stevn e Bernardo, quest'ultimo accreditato sia alla sceneggiatura che ai disegni (stupisce la moltitudine di autori per una manciata di tavole...) propone una gabbia del tutto libera, ricca di doppie splash page. Una storia, questa, da apprezzare forse più per l'accurato comparto grafico che non per la trama assai basica.
Per quanto riguarda le ristampe, si comincia con il tema vacanziero estivo. A rappresentarlo è Missione vacanze, di due nomi davvero poco noti come Pellizzari (ai testi) e Lauciello (ai disegni), che imbastiscono una piccola commedia degli equivoci in cui Paperino fa le spese della... disattenzione di Paperinik. Passata la parentesi "ombrellonesca" entriamo nel vivo dell'indice con L'architettura spicciola, interessante remake della leggendaria storia di Barks Zio Paperone e i misteri della Cattedrale. L'avventura, datata 2014 (quasi 50 anni dopo il Maestro americano) porta la firma di Riccardo Pesce e Massimo Asaro, e pur non essendo una copia pedissequa dell'originale adattata con elementi moderni (come avvenuto spesso con i "remake" ufficiali degli ultimi anni) ripropone molte delle scene cult della vecchia ispiratrice. Si segue con una storia datata 1983, La cassaforte sigillata, proposta su Appgrade 36 nel ruolo di Cult. L'avventura è sceneggiata da Filadelfo Amato ed è disegnata dal Francesc Bargadà Studio, e rappresenta la più tradizionale delle vicende paperinikiane.
Andando avanti troviamo alcune interessanti avventure recenti, da La bolla senza tempodi Salati/Soldati, che mette in scena uno scompenso spaziotemporale a Paperopoli a La piuma porta sfortuna, con protagonista Amelia e testimonianza del vecchio stile "italiano" di Andrea Ferraris. Interessante la presenza di La grande caccia alla numero 3000, estratta dal numero 3000 di Topolino, una delle storie celebrative del numero, tutte accomunate dalla ricorrenza della cifra suddetta. Infine, la divertente e attuale Il leggendario metropolitano, inserita nella sezioni Guest per motivi non chiarissimi dato che si tratta di una storia piacevole ma tutto sommato "normale".
Da segnalare, nell'indice delle ristampe, la presenza di La banda dei "Bravi ragazzi". Quattordicesima storia con il papero mascherato, nonché una delle primissime con autori diversi da Guido Martina e Massimo De Vita Qui la sceneggiatura è di Gian Giacomo Dalmasso (con Giulio Chierchini alle matite) che delinea il Paperinik moderno in versione supereroica raddrizzatore di torti e non più vendicatore di Paperino. Questa avventura era stata proposta su Appgrade 15 come storia Cult. Nota di colore: nel passaggio da Appgrade a Paperinik la storia ha subìto una piccola censura riguardante una delle battute dei "bravi ragazzi". Se prima il malvivente minacciava Poi, taglieremo la coda ai vostri maialini ora si limita a un meno minaccioso legheremo la coda ai porcelli di Nonna Papera.
In conclusione il numero qui presente, al netto della solita assenza di redazionali e contenuti vari (limitati ai disegni dei fan) è un'ottima lettura da ombrellone e non solo, grazie alla vasta scelta di storie recenti di qualità e di avventure più antiche di ottimo livello.

Recensione di MiTo


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Il numero di luglio di Paperinik, rispetto ai precedenti dei mesi scorsi, presenta qualche piccola ma significativa novità. La prima, ovviamente non molto gradita, è l’aumento di prezzo di 40 centesimi, che fa lievitare l’esborso da parte del lettore dai canonici 3,50 euro a 3,90. Dal punto di vista dei contenuti, invece, si registra il ritorno delle storie inedite prodotte in Italia dopo la parentesi degli ultimi numeri, nei quali si era deciso di pubblicare avventure già edite nei Paesi del Nord Europa. Per il resto cambia poco rispetto al recente passato: nessun apparato editoriale, oltre ai disegni dei giovani fan, e una scelta dell’indice molto improntata al recente, a eccezione di una storia di Martina.
Riguardo l’inedita, firmata da un Mazzoleni davvero in forma e da uno Zanchi assai prodigo di dettagli, è una divertente commedia comica che, curiosamente, ha come protagonista Paper Bat invece di Paperinik. Un retaggio dei tempi di Paperinik e altri supereroi, quando oltre al diabolico vendicatore erano anche gli altri i paladini che comparivano sulle pagine del giornale. Il conte-re dei buzzurri è una storia che, senza leggere i crediti, avremmo potuto attribuire a Vitaliano, vista la sovrabbondanza di battute esilaranti e situazioni comiche. Ma anche con un po’ troppi degli stereotipi creati da Fausto intorno all’universo del Cocuzzolo del Misantropo e da cui Mazzoleni pesca a piene mani, per creare la sua storia più divertente che avvincente.
Voltando pagina, si passa dalla giovane coppia di autori dell’inedita a un duo "storico", quello Martina/De Vita che non è eccessivo definire leggendario. L'oltraggioso sospetto è una storia nel tradizionale stile del Professore, con il classico Paperone senza scrupoli e il Paperinik vendicatore dalla mente assai contorta. L’avventura, divisa in due parti, rappresenta quanto di più classico esista nelle trame del papero mascherato, ed è interessante vedere come la struttura di tale storia sopravviva quasi immutata in quella che segue, Gli ospiti impossibili , pubblicata 31 anni dopo e firmata Valentini/Bosco/Freccero. Anche qui l’impianto della storia parte da Paperinik che, in competizione con Rockerduck, cerca di sfruttare Paperinik per i suoi affari. E con il papero mascherato che riesce, grazie a un piano più o meno arzigogolato, a punire entrambi. Ovviamente ciò non costituisce una critica a nessuno degli autori, bensì vuole sottolineare come certi canovacci siano tanto validi da venire usti – e talvolta abusati – per decenni senza esaurire il loro potenziale.
A seguire troviamo un divertente episodio della serie di Artibani "Ok Paperinik", Una sporca faccenda, e una storia di Enna, L'imprevisto sotto casa, che non rende molta giustizia al suo eccellente autore, fermandosi a una vicenda che gira intorno a se stessa senza troppi guizzi. Si segue con Il recupero forzato, piacevole avventura che vede contrapposti Paperinik e Amelia. Menzione di merito per Il caso Paperinik, dove il protagonista non è il papero mascherato bensì l’affiatata ed efficace coppia Umperio Bogarto – Paperoga, incaricati di svelare l’identità del vendicatore. Sarda costruisce sapientemente un intreccio comico e piacevole, che rende la storia una delle migliori del numero. È decisamente più improntata alla modernità e a temi attuali come quello delle bufale online, invece, Il complotto dei social media, che pur con buoni spunti appare abbastanza forzata con la polizia che cerca di arrestare Paperinik solo per dei post sui social e qualche altro passaggio troppo rapido.
Infine si chiude con la storia guest, Il vulcano inquina frittelle. Ottima avventura di Francesco Monteforte Bianchi e Graziano Barbaro, ricca di attualità – con anche qualche frecciata alla scena italiana – e di strampalati gadget, risulta tuttavia incomprensibile la sua presenza nella sezione guest. La storia in questione, infatti, venne già ristampata su Paperinik Appgrade nel 2015, appena due anni dopo la prima pubblicazione su Topolino. Allora appariva tra le storie dell’indice "normale".

Recensione di MiTo


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Il numero 18 di Paperinik sembra segnare un ufficiale passaggio alla produzione straniera, almeno per quanto riguarda la parte inedita del libretto. Già la copertina, disegnata come sempre dal grande Andrea Freccero, mostra il papero mascherato dotato del "guanto" elettronico che in Nordeuropa fa le veci dello scudo extratransformer nostrano. E voltando pagina, è da tale area geografica che arrivano le storie inedite dell’albo (due avventure, ma molto brevi, proposte una di seguito all’altra). La prima Un vero eroe, è interessante soprattutto per i disegni del Maestro Giorgio Cavazzano – ormai presenza rara sulle testate italiane – che crea atmosfere decisamente oscure e inquietanti, grazie anche alla sceneggiatura di Peter Snejbjerg il quale contribuisce decisamente al clima della storia. Sia pure leggermente penalizzata da una traduzione non molto fedele.
L’altra inedita, Incontri galattici, di Andreas Phil e del nostro Fabrizio Petrossi, è invece decisamente più scanzonata e quasi inconcludente, dato che la trama è pressoché inesistente. Piacevoli, comunque, i disegni di Petrossi con uno stile che ai nostri occhi è davvero originale. Per quanto riguarda la scelta delle ristampe, valgono sostanzialmente le considerazioni dello scorso numero: ottime storie, ma prese a piene mani da numeri recenti di Paperinik Appgrade, e a loro volta da Topolino molto recenti. Questo finisce per disincentivare l’acquisto da parte di chi ha seguito tali testate nel recente passato.
Per gli altri, invece, l’indice è ottimo. Si comincia con un ottimo Faccini, che in Una notte con Paperinik mette in scena una divertente commedia con protagonisti Paperino – nelle vesti del suo alter ego – e il cugino Paperoga, messosi in testa di voler scrivere un libro sul papero mascherato. Segue la più recente delle storie proposte nel numero, Il mistero dell'E.D.M., di Secchi e condita dai magistrali disegni di Mangiatordi. Si tratta di una storia tipica dello stile dello sceneggiatore, dunque con molti riferimenti ad attualità e moda, e può piacere come far storcere un po’ il naso a chi invece non apprezza l’invasività di questi aspetti. È dedicata all’attualità – dell’epoca – anche I magici furti, di Ambrosio e Perina, storia dedicata al mago della TV Casanova – qui Papernova – che indossa le vesti di supereroe magico al fianco di Paperinik. Benché si tratti di una storia a fini "promozionali" (se così vogliamo definire lo scambio di notorietà tra Topolino e i "vip") e tra l’altro estrapolata dal suo contesto (fu pubblicata per la prima volta ben 10 anni fa) è un’avventura davvero piacevole e ricca di colpi di scena con una buona suspance. Tono più leggero per La suggestione televisiva, che tratta il mondo dei sedicenti professionisti della tv abbinato con la variante più pasticciona del papero mascherato. Proseguendo ci si imbatte in una storia scritta da Savino e disegnata dall’"altro" Pastrovicchio (Alessandro), che mette in scena nientemeno che un’avventura ferroviaria con tanto di smascheramento del protagonista (come del resto lascia intuire il titolo: Paperinik smascherato). Segue un’ottima prova di Salvagnini su disegni di Gervasio, Rapinatore per forza, che vede i Bassotti tentare di sfruttare Paperino costringendolo a indossare – sapessero… - il costume di Paperinik. Infine, L'ospite (s)gradito, della coppia al femminile Lepera-Molinari, che mette in scena lo stereotipo dell’ospite snob e distaccato. Quest’ultima storia viene inserita nella sezione guest, ma tale scelta appare decisamente incomprensibile dato che non ha assolutamente nessuno specificità, e la stessa esistenza di questa sezione sembra ormai senza senso.


Recensione di MiTo


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Ci sono una notizia buona e una cattiva, per i lettori di Paperinik che si apprestano a sfogliare il numero 17. La buona notizia è che, finalmente, sembra che l’indice sia frutto di una scelta ragionata. Mi spiego: tante volte ci siamo lamentati della pubblicazione totalmente casuale di storie facenti parte di serie, senza seguire alcun ordine logico e finendo per confondere il lettore (oltre che a non fidelizzarlo). Ora pare che questo punto debole sia stato compreso e risolto dalla redazione. Che, nella sezione storie guest, propone le prime due avventure del ciclo del Cavaliere Analogico in ordine di pubblicazione.
La cattiva notizia riguarda invece la totale assenza di materiale inedito dedicato alla testata. Anche se non è nulla di sorprendente, visto che i segnali di una progressiva riduzione degli investimenti nel giornale c’erano tutti, e da tempo. Scomparsa la vignetta finale di Giuseppe Ferrario già da qualche mese, ora anche l’inedita non è più tale. O meglio, si tratta di una storia tale in Italia, ma uscita oltre sei anni fa in Danimarca. Anche nel resto del giornale, non v’è traccia di contenuti originali. Rubriche, approfondimenti ed editoriali sono del tutto assenti, e l’unico elemento redazionale presente sono le pagine dedicate ai disegni dei fan (e la sempre splendida cover di Andrea Freccero, ovviamente). Con le storie ristampate già per la seconda volta sulla testata (quasi tutte le avventure sono già apparse su Paperinik Appgrade, testata in edicola dal 2012 al 2016 e di cui l’attuale costituisce un restyling).
Andando a valutare le singole storie, la già citata inedita L'ignobile Dottor Katastrof appare interessante, ma più per il suo sapore "esotico" che per i contenuti. Infatti a incuriosire il lettore italiano saranno più la gabbia a 4 strisce e il tratto "nordeuropeo" del nostro Andrea Ferraris che non la trama di Jens Hansegard, che appare abbastanza poco originale. Stupisce anche come una storia relativamente breve (appena 16 tavole) sia suddivisa in due episodi, peraltro di lunghezza diversa (9 tavole la prima parte, 7 la seconda).
Nella sezione ristampe da segnalare l’ottima La notte dei due Paperinik, ma pure Il prestigio in gioco e la storia a tema finanziario Le cattive azioni. Di sapore martiniano è Paperinik contro le Giovani Marmotte, di Sardae Gervasio, dove emerge il Paperinik più "egoista" e fedele a quello degli esordi. Sono avventure più semplici Il computer invincibile e la breve dai lineamenti "quotidiani" Il Tempotronic, che comunque si lasciano leggere con piacere. Di ottima fattura, infine, le due storie del Cavaliere Analogico (La fantomatica Fantonius e L'ignobile attacco della telefonia mobile) scritte da Riccardo Pesce e disegnate da Vitale Mangiatordi.
In conclusione, se ci si sofferma a valutare le singole storie, il numero 17 di Paperinik merita certamente di essere acquistato e letto. Se invece si fanno una serie di valutazioni esterne l’opinione può variare. Sostanzialmente, per chi dovesse possedere già la collezione completa di Paperinik Appgrade, o quella delle annate recenti di Topolino, questo numero non aggiunge nulla. A parte l’inedita italo-danese le storie sono tutte recenti (post 2000) e pluri ristampate, finendo per rendere appetibile la testata solo ai lettori che si approcciano per la prima volta al personaggio del pennuto mascherato. Peccato, perché il potenziale di questo giornale è elevato, e in passato è stato sfruttato molto bene.

Recensione di MiTo


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Valutare il sedicesimo numero di Paperinik è un compito relativamente semplice, dato che per esso valgono sostanzialmente le stesse considerazioni fatte un mese col numero 15. Si tratta in entrambi i casi di numeri buoni, considerando la media delle storie. L’indice è abbastanza ristretto al passato, in quanto le storie presenti sono tendenzialmente più lunghe di quanto fosse accaduto nel passato della testata e in Appgrade. Le storie scelte sono abbastanza recenti (questo mese comprese tra il 1991 e il 2015, annata dalla quale sono prelevate ben due avventure) e, ahimè, nell’indice spunta di nuovo una storia ristampata di recentissimo sempre sulla stessa testata. Mi riferisco a Il voto decisivo, divertente e dissacrante versione in salsa paperopolese del voto referendario che affronta con arguzia anche il tema dell’astensionismo oltre a quello, principale e pervasivo, dell’urna. Peccato che, però, tale avventura fosse stata già pubblicata su Paperinik Appgrade numero 26, nel 2014. È logico che le storie dedicate al Papero Mascherato non siano infinite, tuttavia è sconcertante rivedere la stessa a distanza di appena 4 anni sulla stessa rivista.
Da segnalare l’assenza – purtroppo – della vignetta finale di Giuseppe Ferrario (che in realtà manca già da un po’ ma che non posso fare a meno di rimpiangere e di sperarne un improbabile ritorno) e l’ultima storia, quella inserita nella sezione "Guest". Si tratta di L'implacabile Scassonio Strarompi, prima apparizione di uno dei personaggi più surreali con cui Paperinik abbia mai avuto a che fare: un ingenuo ragioniere mingherlino tanto pedante quanto determinato, che tornerà poi in compagnia della degna moglie Bice. Il personaggio, ideato dalla Marinato e da Pezzin, rientra quasi tra quelli "cult" legati al Diabolico Vendicatore, non fosse altro per aver ispirato decine di storie simili pubblicate negli anni a seguire.
Ritornando invece agli inizi del numero, ovvero all’inedita, ci troviamo di fronte a una collaborazione italo-danese datata 2014, L'aspirante super aiutante che offre parecchi spunti interessanti (un plauso allo sconosciuto – in Italia - Sune Troelstrup e al suo traduttore per i frizzanti scambi di battute) e i meravigliosi disegni di Andrea Freccero, autore tra l’altro anche della cover del giornale.
A seguire incontriamo storie un po’ più deboli, vuoi per spunto vuoi per ritmo, ma non per questo di bassa qualità. I magnifici 6, ad esempio, che vede un’inedita alleanza tra Paperinik, i Bassotti e Amelia, ma che non riesce a catturare il lettore come dovrebbe, e Lo sfratto rovinoso, avventura di stampo decisamente tradizionale, forse anche un po’ troppo.
Piacevole e di gradevole lettura è la recente Il nipote ribelle, della quale è doveroso segnalare gli eccellenti disegni di un Lorenzo De Pretto con poca esperienza alle spalle ma già tanta confidenza con la matita. Stesse considerazioni per Il grande Jake, che vede il ritorno di un cugino di Paperino – Jake, appunto – e i sempreverdi disegni di Lucio Leoni . Infine, qualche parola per IL mistero del falso che è vero. Storia che all’epoca della sua uscita scatenò qualche polemica e parecchie critiche, secondo le quali i personaggi che interagivano con Paperefano Bolletta – parodia del versatile pianista Stefano Bollani – apparivano decisamente e inutilmente out of character, finendo per minare addirittura alcune loro caratteristiche consolidate. Impossibili da criticare, invece, i disegni di Paolo Mottura.

Recensione di MiTo


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È un Paperinik dallo sguardo enigmatico quello che campeggia sulla cover numero 15 dell’omonima testata. E che introduce a un albo di buona qualità, migliore in maniera sensibile rispetto alla media del giornale. Sia per il buon assortimento di storie contenute in esso, sia – ahimè – per il non eccelso indice di alcuni numeri.
A elevare il livello di questo Paperinik sono soprattutto le ristampe classiche, in particolare con una prova di Concina e Carpi datata 1985, e che ci saremmo aspettati di trovare nella sezione Cult se essa non fosse stata soppressa già da diverso tempo. Lo spunto di vicesupereroe è quello, tradizionalissimo, del Paperinik che perde la fiducia della volubile cittadinanza paperopolese, ammaliata dal supereroe di turno. Canovaccio diventato popolarissimo negli anni a seguire e tuttora usato (o forse sarebbe perfino opportuno dire abusato) da fior d’autori. Al di là della storia, gradevole e tra le capostipiti di questo filone, è una piacevole sorpresa trovare tra le pagine di questo albo le matite di un maestro come Giovan Battista Carpi. L’altra classica, sia pure di qualche anno più recente – 1993 - e firmata da autori meno noti è l’ottima Il diabolico Pi. Onir di Michelini e Lavoradori (probabilmente in una delle storie migliori). La lunga avventura si basa sul tema del sogno sfruttato da Paperone come ennesima fonte di guadagno, ma non senza imprevisti, cheper Paperinik significa una caccia tra i peggiori nemici – tanti – del magnate.
Da segnalare anche Il morbus farfallinus come ponte di collegamento tra le ristampe classiche e quelle moderne. La storia, con toni leggeri, riesce a far divertire il lettore mettendo Paperinik in una situazione assai complessa e scomoda, pur senza avere a che fare con criminali di sorta. Un plauso a Tulipano per essere riuscito in questo intento. Molto positiva anche La vendetta di Mad Ducktor, facente parte del ciclo dedicato alla nemesi di Archimede. La storia, frutto della penna e della matita di un eccellente Corrado Mastantuono, vede il malvagio inventore mettersi a confronto – anche – con una riuscitissima creatura dell’autore romano: l’Imbianchino Mascherato, coalizzato con Paperinik in una spassosa coppia per fermare il "cupo" antagonista. Gradevole anche la storia di Panaro/Mazzon,La scomparsa nel mistero, condita con alcune piacevoli situazioni di vita quotidiana dei paperi e un cattivo degno di questa definizione.
Venendo alla parte meno riuscita dell’albo – almeno rispetto alle storie appena citate, dunque non in assoluto cattive storie – partiamo dall’inizio, ovvero dall’inedita di Fontana e Florio Contro il Gran Mogol. Sviluppando il tema della gelosia nutrita da Paperino nei confronti dell’intraprendente capo scout, Paperinik finisce per cercare di boicottare quest’ultimo per screditarlo agli occhi dei ragazzi. Lo spunto sembra quasi martiniano, con un vendicatore pronto a perpetrare un torto solo per gelosia, ma lo sviluppo conduce verso strade dettate dalla fortuna/sfortuna dei personaggi che condiziona ogni loro azione, con il risultato di condurre a un finale che un sapore di poca genuinità, sembrando quasi artefatto. Non un difetto oggettivo ma una sensazione che non porta all’appagamento, in quanto si percepisce che i personaggi hanno sì imparato la lezione, ma solo per caso.
Riuscita, ma solo in parte a papere di chi scrive, è la prima ristampa dell’indice La minaccia dello spazio profondo. La storia di Mazzoleni ondeggia tra un registro ai limiti dell’horror e uno comico a tratti demenziale, volto alla satira nei confronti di certi tormentoni. Gula, alle matite, cerca di interpretare entrambe queste richieste ma finisce, giocoforza per una questione di equilibrio, a non riuscire in spiccare in nessuna delle due vie. Inoltre appare abbastanza stucchevole la presenza di alieni che vogliono conquistare la Terra, ma che i paperopolesi e perfino i protagonisti sembrano non prendere sul serio nemmeno quando il loro piano si sta compiendo. Anche qui la sensazione è di non totale appagamento.
Infine una critica è da muovere verso Il subdolo pericolo cucciolo. Non tanto per la storia in sé, piuttosto gradevole e simpatica, quanto per il suo posizionamento temporale. L’avventura fa parte del ciclo dell’Armadillo, gadget uscito otto anni fa con Topolino e protagonista di una saga. Gli episodi sono stati ristampati in maniera non concorde con l’ordine di pubblicazione e a diversi mesi di distanza. Non è un problema troppo rilevante a livello di comprensione perché le puntate sono indipendenti l’una dall’altra, ma avrebbe sicuramente dato un maggiore senso di unità se le storie fossero state ristampate in ordine un mese dopo l’altro, permettendo al lettore di recuperarle integralmente. Anche in altri casi, purtroppo, è stato commesso lo stesso errore, sempre che così si possa definire. Sul fronte dei contenuti extra è da segnalare la presenza di alcune pagine dedicate ai disegni dei lettori. Scompare la vignetta finale di Giuseppe Ferrario, elemento di grande valore aggiunto nell’opinione di chi scrive e degnissima alternativa supereroica del "che aria tira" di Silvia Ziche sulla testata ammiraglia. Speriamo che in futuro questo appuntamento torni sulle pagine conclusive della testata.

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A circa un anno dal debutto della nuova veste, la testata dedicata al papero mascherato sembra aver esaurito definitivamente tutte quelle storie che potevano in qualche modo essere definite "speciali". Così, dopo l’uscita di scena delle "cult" (avventure d’epoca dedicate al diabolico vendicatore, da quelle iniziali di Guido Martina fino alle pezziniane) sembrano essere davvero agli sgoccioli anche le "guest". Nello spazio delle storie "ospiti" questo mese troviamo infatti una storia in tutto e per tutto "normale" che avremmo potuto tranquillamente vedere nell’indice insieme alle altre ristampe. E, in generale, tutto l’assortimento proposto pesca in periodi abbastanza recenti (dal ’97 in poi) con la guest datata 2014. Questo non costituisce in assoluto un difetto del numero, ma quantomeno una caratteristiche che lascia presagire un sempre maggiore ricorso a un archivio meno datato visto il presumibile esaurimento delle teche con date più distanti. Per quanto riguarda la provenienza delle singole storie, delle 7 ristampe 4 provengono da Paperinik e altri supereroi e 3 da Topolino.
L'inedita del mese è affidata a Giorgio Salati, che sfrutta temi collaudati per imbastire una storia comunque gradevole anche se non memorabile, affiancato da un Antonello Dalena che appare non al proprio top. Per quanto riguarda invece le ristampe, per circa metà si concentrano su uno stile abbastanza leggero con grande successo della "commedia" alla paperopolese. Fanno parte di questo gruppo Il cucciolo inseparabile dove Paperinik è costretto a fare il dog sitter distrincandosi con la vita del suo alter ego e il difficile mantenimento della sua identità segreta; l'amicizia boomerang, interessante variazione sui temi dell’amicizia tra Paperino e il vendicatore e della rivalità con Gastone; Il club dei bugiardi, quasi un Decamerone ambientato in una congrega di amici che vede tra le proprie fila anche già citato Gastone, Zio Paperone e altri personaggi creati ad hoc da Concina e tutto sommato ben caratterizzati nonostante il loro destino assai effimero.
Tra le storie più improntate all’azione, ovvero l’altra metà circa delle ristampe, spicca almeno per stile e per lunghezza (ben 51 tavole senza interruzione!) I crimini virtuali, storia scritta e disegnata da un autore non certo conosciuto come Stefano De Lellis (disegnatore soprattutto dei TopoGeo), che conferisce all’avventura un tocco quasi psichedelico con susseguirsi di vignette a gabbia libera con l’aggiunta (abbastanza discutibile) dei nipotini nella veste grafica di Quack Pack. Sempre tra le storie d’azione troviamo Il sabotatore d'affari, dove il papero mascherato è alle prese con un misterioso disturbatore intenzionato a rovinare gli affari di Zio Paperone e di Rockerduck; Perso nel labirinto, avventura di stampo più improntata al genere fantascientifico sia pure in maniera tradizionale rispetto alle storie classiche del personaggio di Paperinik; e infine Il ritorno di Lebriccons (la "guest" del numero), che riprende un’ambientazione storica per il vendicatore mascherato come il museo delle cere usato da Martina per "Paperinik torna a colpire". Qui vediamo Paperino nelle vesti di custodi nel museo dello Zione, ma stavolta il fulcro della questione non è la disputa famigliare bensì l’incursione di un antico criminale.
In conclusione il numero si presenta gradevole sia pure senza storie memorabili, senza neppure cali evidenti di qualità nelle storie che compongono l’indice. Come al solito, Freccero svolge un lavoro eccellente con la cover e Ferrario con la vignettona finale, mentre lo spazio dell’editoriale ospita come di consueto un disegno inviato da un giovane lettore.

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Il nono numero di Paperinik "nuova generazione" si presenta al lettore con una cover, come al solito firmata dalla valida matita di Andrea Freccero, dagli insoliti colori accesi e chiari, che un po' spiazza il lettore di appgrade abituato a toni cupi e tetri, ma che ovviamente non può che farsi apprezzare per la sua realizzazione. L'indice di questo fascicolo appare come il più "rassicurante possibile per il lettore, che infatti si trova a leggere diverse di storie di stampo decisamente classico - ma non solo, perché tra queste ci sono avventure con profili interesanti di originalità -, sia pure valide. Ciò vale sia per le ristampe normali che per la storia guest, nonché l'inedita. Quest'ultima, Buona fortuna, Paperinik è firmata da Giorgio Fontana ai testi e Massimo Asaro ai disegni, e si affida ai più tradizionali canoni delle avventure più casalinghe dell'eroe mascherato. L'antagonista, come è facile intuire dal titolo, è il cugino Gastone il quale, come spesso accade, è reso inattaccabile grazie alla sua fortuna, e neppure il diabolico vendicatore potrà fare molto contro la Dea Bendata. Insomma, una visione di Gastone decisamente aderente alla tradizione recente, che non lascia enorme spazio a intrecci particolarmente originali e a colpi di scena.
Il tema dell'inedita viene riproposto in chiave relativamente simile anche nella storia guest, l'ultima dell'albo. Si tratta di un'avventura datata 1995 di Russo e Del Conte, Il mascherato fortunato. In questo caso la struttura è analoga sotto alcuni punti di vista come l'infallibilità della fortuna del cugino, ma propone altri elementi anche loro molto tradizionali che portano poi all'happy end.
Sul fronte ristampe si parte con Il doppio scoop, di Panaro e Deiana. Si tratta di un'avventura domestica ben costruita che, sfruttando il cliché dei problemi legati alla doppia identità, riesce a intrattenere grazie al ruolo dei nipotini impegnati come reporter del giornalino della scuola.Esso versa in difficoltà economiche e l'idea di Qui, Quo e Qua, non di semplice realizzazione, è intervistare proprio Paperinik. I disegni di Deiana non fanno altro che impreziosire la narrazione. Decisamente più movimentata è I rischi della miniaturizzazione, di Tulipano con i dinamici disegni di Leoni. Sviluppata fuori dalle dinamiche familiari/domestiche come le storie finora affrontate, questa avventura vede i Bassotti impossessarsi di un miniaturizzatore che, ovviamente, usano a loro vantaggio e a scapito di Paperone. La narrazione dell'avventura è fluida e arricchita anche dall'incipit originale, e le quasi sessanta pagine diluite in due tempi volano via con piacere, lasciando quasi l'impressione di aver letto una storia decisamente più breve.
È invece parte di una continuity, quella del Cavaliere Analogico, Il fantasma fantatronico (Pesce/Vian). Paperino e il suo alter ego si trovano di fatti a incrociare nuovamente la propria strada con il professore Steampunk, ex direttore del Museo di Paperopoli e nemico di Paperinik nei panni del Cavaliere Analogico in L'attacco ignobile della telefonia mobile uscita due anni prima, e di cui l'avventura proposta in questo numero costituisce il sequel (anche se, come purtroppo accade spesso con questa testata, non gli episodi delle varie saghe non sono riproposti in ordine). Un fantasma appare anche ne L'anello del male scritta da Nino Russo con i disegni di un ispirato Danilo Barozzi, bravo innanzitutto a rappresentare lo spettro che offre filo da torcere al vendicatore mascherato. Alcuni spunti intessanti di questa storia sono la location che si divide tra Paperopoli e un villaggio indiano, un lato vagamente horror con tanto di maledizione, fino alla presenza (poco più di un cameo, in realtà) di Paperoga. Infine, ultima ma non ultima, visto il tema trattato e il suo svolgimento, La fondazione Paperinik firmata erroneamente nell'indice Salvatori/Del Conte, poiché gli autori sono in realtà Bruno Sarda e Anna Marabelli. In questa vicenda è ben sviluppato il tema della beneficenza che, da atto altruistico e disinteressato, diventa un autentico calvario per il papero mascherato, dato che il denaro messo a disposizione senza chiedere nulla in cambio diventa una calamita irresistibile per chiunque, anche chi non ne ha bisogno.
Da segnalare, infine, la sempre azzeccata vignetta di Giuseppe Ferrario dedicata alla tecnologia.
In conclusione, il numero presenta varie storie dal sapore molto classico - a volte perfino troppo - e l'inedita non costituisce un'accezione. Ciò comunque non pregiudica la piacevolezza di esse, a patto che il lettore non cerchi il colpo di scena a qualsiasi costo. Decisamente più originali sono alcune storie, o parti di esse, che spuntano nell'indice. In generale, dunque, vale la pena sfogliare e leggere questo numero della testata.

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Il numero di luglio di Paperinik, quello che per molti è una lettura di compagnia sotto l’ombrellone, mostra un eccellente indice, candidandosi a diventare uno dei migliori numeri del "nuovo corso" della testata. Merito di storie non memorabili o particolarmente famose ma tendenzialmente efficaci, in cui gli autori sono capaci di utilizzare nel modo giusto il personaggio del papero mascherato.
Si parte con l’inedita del mese, Paperinik e, la mossa imprevista affidata al collaudato Riccardo Pesce con ai disegni Federico Franzò. Nelle venti tavole a disposizione l’autore inserisce un tradizionale supercattivo, stavolta dotato di un intelletto particolarmente sviluppato. Il papero mascherato deve ovviamente fare i conti con un potere contro il quale non può apparentemente competere, dunque dovrà ricorrere a escamotage alternativi.
Il format adottato da Pesce appare in maniera abbastanza simile in una delle ristampe, Il segreto di Multivelox, by Tulipano e Barozzi. Qui l'antagonista è un velocissimo criminale apparentemente imprendibile, che però non ha fatto i conti con le risorse di Paperinik.
Tocca invece il filone della perdita di fiducia dei paperopolesi verso il proprio eroe La sorveglianza sospetta, di Francesco Monteforte Bianchi e Luca Usai. Questa avventura (datata 2013, la più recente delle ristampe di questo numero) va anche a toccare, in maniera piuttosto critica, il tema della videosorveglianza in relazione al rispetto della privacy. Elemento, quello della critica nei confronti di alcuni temi attuali, che ricorreva spesso nelle sceneggiature di Bianchi.
Due delle storie centrali ( birbonite rossa e Scacco matto a Paperinik) vanno invece a inserirsi nell'inflazionato filone delle avventure incentrate sul disvelamento dell’identità di Paperinik. Tuttavia in entrambi i casi il tema, pur non originalissimo, è ben trattato dagli autori che riescono, specie nel primo caso, a dare vita a una trama interessante e non scontata. Piacevole anche Il monumento pubblico, che vede il papero mascherato alle prese con il vandalismo verso il monumento a lui dedicato. Tema ecologista infine per La corsa alle alghe, realizzata da due "pezzi da 90" come Pezzin e Dalla Santa, i quali vanno ad attaccare l’inquinamento marino dovuto alla proliferazione di alghe.
Menzione anche per la "storia guest",Il ritorno de l'Imbianchino Mascherato. La divertente avventura vede protagonista lo sgangherato supereroe inventato da Corrado Mastantuono (che cura testi e disegni di questa storia) in competizione serrata con Paperinik. E con arbitro della "sfida" un inconsapevole Archimede.
In conclusione questo settimo numero di Paperinik offre storie piacevoli e non banali, con il valore aggiunto di ogni numero della testata costituito dalla splendida cover di Freccero e dalla vignetta finale di Ferrario.

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Giunto ormai al 5° numero, il nuovo corso di Paperinik è ormai entrato nella sua routine. In particolare, questo fascicolo di maggio conferma la tendenza a puntare su storie piuttosto recenti (tutte post 1997) con l’abbandono totale della storia "cult" (scelta obbligata visto che le avventure che si potessero fregiare di tale classificazione si sono da qualche tempo esaurite). Resta comunque la storia "guest" (ospite), definizione peraltro abbastanza forzata visto che le avventure qui racchiuse potrebbero tranquillamente far parte delle ristampe "normali". Questo mese ad esempio la scelta è caduta su Il grande trasformista, storia piuttosto recente scritta da Sergio Tulipano e disegnata da Luciano Gatto, godibile ma al pari di altre presenti nel numero (rispetto a due delle quali è anche coeva).
L’inedita del mese è stata affidata a due giovani autori, Lorenzo Camerini e Mario Ferracina. Paperinik in 2+2=5 è una storia piuttosto tradizionale, che sfrutta alcuni clichè collaudati del papero mascherato per dare vita a una trama piuttosto solida e a una sceneggiatura divertente. Evidenti i progressi di Ferracina storia dopo storia.
Sul fronte ristampe, interessante è al recente (2014) I destini di un eroe, la cui riproposta a così breve uscita su Topolino è stata probabilmente suggerita dalla pubblicazione del volume "Le Origini" con le prime storie di Guido Martina. Nella storia di Stabile e Intini infatti si ripercorrono le origini del papero mascherato tramite il meccanismo "a bivi" che con efficacia ipotizza una serie di "what if" andando a citare, oltre alla tradizione martiniana, anche scenari più recenti (come Pk e gli evroniani!). Una storia da non perdere, anche per i tanti "easter egg" sparsi tra le pagine. Punta sul tema delle "origini" anche Il segreto di Fantomius, di Marco Gervasio, una delle storie che anticipò il ciclo del ladro gentiluomo. In questa avventura, ambientata nella Paperopoli del presente, vengono ripercorsi parte degli eventi che portarono alla nascita del fuorilegge degli anni ’20 (e del suo fedele amico Copernico Pitagorico). I riferimenti alle avventure di Guido Martina, anche in questo caso, sono evidentissimi.
Tra le ristampe "normali" è da segnalare l’eccellente prova di Tulipano e Leoni , Il prodigioso bio-integratore divertente avventura del papero mascherato alle prese con un vecchio compagno di classe. Di valore è anche L'indimenticabile Aida, storia facente parte del ciclo di Lola Duck, eterna nemica di Paperinik che il papero mascherato in fondo ama trovare sulla propria strada. Questa avventura (scritta da Sarda e disegnata da Leoni) offre molti spunti e molti colpi di scena che si susseguono testimoniando le capacità degli autori. È invece una miniera di risate Il cavaliere della città senza nome di Tito Faraci e Giuseppe Ferrario, in quella che forse è la migliore storia della geniale serie di stampo demenziale che fu Quando Paperinik mangia pesante. Chiude infine la proposta delle ristampe La fortuna in prestito (di Nino Russo con le ottime matite di Giampaolo Soldati), che percorre il tema della rivalità tra Paperinik e Gastone, al quale il papero mascherato deve chiedere aiuto per fermare un inafferrabile ladro.
Degna di nota la vignetta di Ferrario in chiusura. Da segnalare l’adesione della testata all'iniziativa sul Giro D’Italia, con la medaglia di Paperino allegata a questo numero.

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Terzo mese di vita per la rinnovata testata dedicata al papero mascherato. Dopo tre uscite possiamo renderci conto con cognizione di dove si stia dirigendo la Panini per quanto riguarda il giornale dedicato al supereroe. La strada intrapresa sembra quella della migliore qualità dei contenuti, come testimoniano gli indici di questi ultimi tre numeri, ricorrendo a una ricerca più accurata negli archivi e facendo ricorso più che in passato a storie recenti. Ciò che manca ancora è un criterio preciso che guidi la pubblicazione delle ristampe, che continua, come sul "vecchio" Appgrade a vedere proposte storie facenti parti di serie e saghe senza darne poi seguito.
Nello specifico, questo numero presenta una buonissima qualità delle storie, a partire dall'inedita che come le precedenti viene dal Nord Europa e porta la firma di Giorgio Cavazzano per quanto riguarda i disegni. Festa con trappola è un'avventura tradizionale ma ben sviluppata, con un buon uso dei personaggi che appaiono sempre nei loro panni anche per i criteri italiani. Quasi superfluo specificare che il valore aggiunto a questa sceneggiatura di Sune Troelstrup lo dà la matita del maestro veneziano.
La scelta delle ristampe si concentra su un numero relativamente limitato di storie (6 più la guest) la cui età media è piuttosto bassa, con l'avventura più datata che risale al 1995 e ben tre storie realizzate dopo il 2000. La prima proposta è Mira spaziale di Salati e D'Ippolito, una delle avventure del ciclo dedicato all'Armadillo, il mezzo multifunzione di Paperinik offerto come gadget allegato con Topolino nel 2010. Si tratta di una storia piacevole e divertente, a tratti inquietante, che non punta sul realismo di ciò che accade e pretende dal lettore un po' di sospensione dell'incredulità in cambio di una serie di scene davvero godibili. Il fatto che si tratti di una storia "pubblicitaria" non si avverte minimamente, e si ha la sensazione positiva che quest'avventura sarebbe potuta nascere anche senza alcun gadget da promuovere.
È invece firmata Pezzin/Comicup Studio l'avventura circense Re del circo, il cui titolo lascia facilmente intendere l'ambientazione. La storia, classica ma non scontata, offre una interessante interpretazione di Paperino e del suo alter ego, oltre ad alcuni frangenti davvero comici. Piacevole e divertente è anche Laurea in super eroilogia, in cui la spalla di Paperinik è uno dei personaggi che al papero maschero somiglia di meno: Pico de Paperis. Affronta il tema dell'aiutante del supereroe anche l'avventura successiva (la più recente del numero, datata 2011) L'inconsueta arma segreta dove viene in modo interessante e godibile approfondita l'ipotesi di un "pensionamento" del diabolico vendicatore in favore di un giovane sostituto.
Pecca leggermente d'originalità, ricorrendo a un finale un po' troppo "comodo" Pizza traditrice , firmata da Tulipano e Sciarrone, che mette in luce ancora una volta le conseguenze di uno smascheramento di Paperinik. Storia che comunque resta piacevole e offre anche alcuni momenti profondi per quanto riguarda il rapporto tra zio e nipoti. Punta invece tutto sulle risate la breve Lavoro di un giorno.
In chiusura, dove una volta trovavamo la storia cult, troviamo la guest dedicata a Spectrus, probabilmente uno dei più interessanti rivali del papero mascherato. L'inoffensivo spectrus non delude le aspettative, con Sarda che dà vita a una trama interessante e Del Conte che la rappresenta al meglio con il suo tratto morbido e ordinato. Chiude il numero, come di consueto, la vignetta di Giuseppe Ferrario, stavolta dedicata all'equipaggiamento speciale di Archimede. Un passo indietro torna a farlo (probabilmente per la gioia dei lettori) Andrea Freccero che sulla cover rappresenta un Paperinik davvero dinamico come eravamo abituato a vederlo, non proseguendo quindi la tendenza dello scorso numero di dedicare la copertina alla storia d'apertura.


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Anno nuovo, vita nuova. O, almeno, rinnovata. Paperinik Appgrade infatti perde la seconda parte del proprio nome e riparte dal numero 1, ma senza stravolgimenti nella testata. Che resta sostanzialmente quella che eravamo abituati a comprare in edicola, seppur con qualche miglioramento da non sottovalutare. La prima modifica che salta all’occhio riguarda i materiali. Come accaduto per i Grandi Classici, la cover non è più lucida e si presenta sensibilmente più rigida. Cambia la carta pure all’interno del giornale, che ora appare di qualità superiore grazie al maggiore spessore.
Squadra che vince non si cambia, per questo in Panini hanno deciso di mantenere invariate alcune delle peculiarità più apprezzate della testata. A partire dalla copertina affidata ad Andrea Freccero, che per questa ripartenza omaggia Marco Rota rielaborando una delle pose più iconiche del papero mascherato sulla testata a lui dedicata. Altro aspetto molto positivo è il mantenimento, in chiusura, della vignetta di Giuseppe Ferrario (che mantiene il nome di "il mondo di pkapp") degno omologo di Silvia Ziche e del suo "che aria tira a…" su Topolino.
A livello di contenuti, la testata conferma la scelta di non dedicare spazio alle rubriche, limitando i contenuti editoriali all’introduzione di Valentina De Poli corredata con il disegno di un giovanissimo lettore. Resta invariato anche l’impianto strutturale dell’indice, con una storia inedita (almeno in Italia) che precede le ristampe. Tra queste ultime, non trova più spazio la storia "cult", dato che ormai le avventure che potevano fregiarsi di tale classificazione erano esaurite. Sopravvive però la storia "guest", anche se questo spazio non è più dedicato alle avventure di recente pubblicazione, bensì, a giudicare almeno da questo numero, a una storia "quasi-cult".
Il primo numero del nuovo corso presenta un buon assortimento di storie, ad iniziare con l’inedita del mese, Lo speciale salvataggio spaziale, che è nuova ma non troppo (la prima pubblicazione risale al 2014) ma ha il pregio di essere disegnata da Giorgio Cavazzano. L’avventura, scritta dai coniugi McGreal, si caratterizza per una lunghezza abbastanza anomala per gli standard di Paperinik (35 tavole contro le 20 delle inedite della testata) e per le anomalie con cui il lettore abituato alla tradizione italiana deve fare i conti nelle prime tavole della storia. Superato questo trauma, l’avventura si rivela come appassionante e, per certi versi, romantica, meritandosi il ruolo di apertura assoluta di questa nuova generazione del giornale.
Le ristampe puntano su storie generalmente abbastanza lunghe, con alcune brevi eccezioni. La prima che incontriamo è Le note criminali, storia del 2010 appartenente al ciclo delle avventure dedicate al pianista Stefano Bollani (qui commutato in Paperefano Bolletta). Dopo essere stato alle prese con Paperone e la sua proverbiale avarizia nella storia d’esordio, qui Bolletta incontra il papero mascherato, dando vita a una interessante trama che porta i due in mezzo a un mare di guai, come si conviene al Diabolico Vendicatore. La storia, scritta da Stefano Petruccelli, è impreziosita dai meravigliosi disegni di Paolo Mottura, abilissimo nel rendere le particolari atmosfere che caratterizzano gran parte delle tavole.
Degna di gran lode è anche la storia successiva, L'Odissea di Paperinik, semi-parodia della celeberrima opera di Omero in cui il Papero mascherato deve vestire i panni di Ulisse per raggiungere in tempo la sua amata Paperina-Penelope e sottrarla alle grinfie del procio Gastone. Tutta la storia è caratterizzata da una serie di rimandi all’Odissea originale che si colgono man mano pagina dopo pagina, aiutati anche dalle indicazioni dell’autore. Voltando pagina incontriamo la simpatica breve Crisi d'identità, che prelude a La minaccia cuginiforme, piacevole viaggio nel rapporto tra Paperino e Paperoga nonché interessante punto di vista del cugino più strambo, che qui, dietro il solito velo di catastrofe ambulante mostra un aspetto più sensibile, ben raccontato daMassimo Marconi (affiancato ai disegni da Lucio Leoni).
È poi la volta di Super!, sorta di intermezzo comica by Sisto/Ziche celebrativo del compleanno di Topolino (anomala la sua presenza su una testata come questa) da segnalare anche per il crossover Superpippo/Pikappa. Tradizionale avventura con i Bassotti come nemici è L'operazione "zero", a cui segue un divertentissimo episodio di Quando Paperinik mangia pesante. Chiude infine questo numero la storia "guest", che riporta in auge uno degli avversari più temuti da Paperinik, Spectrus. In questa avventura il papero mascherato fa ancora una volta i conti con il diabolico ipnotizzatore, in una atmosfera dai toni cupi come si conviene al personaggio.
In conclusione, questo primo numero del "Paperinik" di nuova generazione mostra un ottimo livello qualitativo, correggendo alcuni aspetti del precedente "appgrade" e introducendo gradevoli migliorie. Per valutare se sarà migliorata anche la scelta delle storie, in modo da privilegiare la ristampa sistematica di determinati filoni anziché spargerne le parti su numeri vari, dovremo attendere i prossimi mesi.

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Se il futuro di Paperinik Appgrade è incerto, il presente invece parla chiaro: la testata ha raggiunto il 50° numero, e lo celebra con una cover speciale disegnata dal sempre abilissimo Andrea Freccero, che si occupa delle copertine di Pk App dall’esordio.
A livello di contenuti questo 50° numero si presenta invece "normale", con un buon assortimento di storie e le rubriche, come al solito, limitate alla sola posta dei lettori. L’inedita del mese, L'impresa spaziale, è affidata alla coppia di giovani autori Mazzoleni-Baccinelli (nonostante nell’indice venga erroneamente attribuita a Baccinelli-Castellani) ed è sostanzialmente un’avventura composta di stereotipi e luoghi, che, connessa con una serie di gag quasi surreali, diventa una dissacrante parodia del genere supereroistico e fantascientifico.
Dall’inedita alle ristampe, passiamo dall’universo al medioevo, ambientazione scelta da Gabriele Panini per ambientare Il ritorno del cavaliere vendicatore , della serie Paperinik dei tempi oscuri (che in realtà è composta solo da questo episodio, disegnato dall’esperta matita di Alessandro del Conte). Magia e tecnologia si mischiano, e danno vita a una interessante avventura "in costume" dove restano intatte i tradizionali rapporti dei personaggi che conosciamo nel presente. A seguire troviamo Supereroe furtivo, di Concina-Marabelli, una azzeccata (dis)avventura in cui il papero mascherato deve vedersela con un tutore della legge fin troppo zelante. Una storia tutt’altro che breve (38 tavole) che però non pesano affatto e anzi scorrono senza intoppi fino alla conclusione.
Sfogliando ancora il numero ci imbattiamo in L'assedio dei paparazzi, prima delle due storie di Giorgio Pezzin presenti sul numero (in questo caso disegnata da Giancarlo Gatti). Tutta la storia, come lascia intuire il titolo, è una divertente satira contro il giornalismo scandalistico. È invece decisamente tradizionale e di stampo maggiormente domestico L'identità svelata, di Concina e Arcuri, che si inserisce nell’affollato filone delle crisi di Paperinik e del vacillare della sua identità segreta.
A chiudere il settore delle ristampe "ordinarie" ci pensa uno degli esilaranti episodi di Quando Paperinik mangia pesante, mitica serie ideata da Tito Faraci e disegnata da Giuseppe Ferrario. In questo episodio, dopo l’ennesima cena indigeribile da parte di Paperino, tutto inizia ad andare per il verso sbagliato. Letteralmente.
Per quanto riguarda la storia guest, invece, questo la scelta è ricaduta su una delle storie con il Mago Papernova e il suo alter ego Papermagic. La magica moneta (Ambrosio-Mazzarello) probabilmente non rappresenta la migliore storia per i puristi del personaggio di Paperinik, che preferiscono vedere il papero mascherato alle prese con avventure diverse. Chiude, nei panni di storia cult La guerra dell'auto opera di Pezzin-Ongaro datata 1989 ma ancora estremamente attuale. L’argomento? L’eterno problema delle auto e del traffico, tanto sentito da far insorgere i paperopolesi.
Da segnalare un’altra perla di satira alla conclusione del numero, ovvero la ficcante vignetta di Ferrario che stavolta prende in giro la moda delle fotografie al cibo.

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Paperinik in primo piano, Paperino in secondo, nella medesima posa. Questa è l'immagine rappresentata da Andrea Freccero nella cover del numero 48 di PK App, a sottolineare ancora una volta l'eroica normalità  del papero mascherato, e il filo che unisce mascherina e mantello con la blusa e il berretto da marinaio. Oltre questa spettacolare copertina, il fascicolo offre una interessante varietà  di storie, seppure senza titoli altisonanti. L'indice è aperto dall'inedita di Carlo Panaro e Andrea Lucci, I fatidici rintocchi. L'avventura, di stampo classico, si apre con una citazione alla Saga di Paperon de Paperoni, e prosegue nel suo sviluppo affidandosi a soluzioni collaudate per quel che riguarda le avventure del papero mascherato. Lo stile dell'autore è molto riconoscibile nei dialoghi, così come quello di Lucci per quel che riguarda il comparto grafico. Nel novero delle ristampe troviamo poi molte storie recenti, e, come accade da qualche mese a questa parte, anche alcune divertenti tavole autoconclusive (una tratta dalla serie Colazione di Enrico Faccini, e peraltro già  proposta su questa testata, e due estrapolate da Mondo Paperino di Marco Bosco e Alessia Martusciello).
La prima ristampa è Il genio bidone, surreale avventura che porta la firma di Nino Russo e Pier Dario Pennati, che vede il vendicatore alle prese nientemeno che con un Bassotto dotato di superpoteri. Di stile molto diverso è invece La crimineve, storia dal clima quasi inquietante grazie alle anche alle atmosfere di Paolo de Lorenzi e di ambientazione estiva a dispetto del titolo. Dopo lo spazio dedicato alle one page, l'indice offre una breve, La fortuna a quattro ruote, dove emerge il lato più "paperinesco" del vendicatore e appare anche il cugino Gastone. Da leggere con interesse la storia che segue, Il target dei 10.000, di nuovo della coppia Russo/Pennati, che dietro uno spunto quasi pretestuoso nasconde una bella visione caratteriale di Paperinik e una intelligente critica alla televisione e alle sue logiche.
Si tratta invece di una storia di carattere domestico L'amicizia contesa, di Ecuba/Lauria e Barbaro. Qui, infatti, a dare filo da torcere al papero dalle due identità  non sono criminali o mostri, bensì il detestato vicino Jones. La sezione ristampe "normali" è chiusa da Uno sporco lavoro, breve di intento comico e storia più recente del numero.
Prima, però, c'è un'altra storia da tenere in considerazione. Si tratta di L'assistente... medesimo, lunga storia scritta da un sempreverde Massimo Marconi e disegnata da Danilo Barozzi. In questa avventura si intrecciano due trame, piuttosto tradizionali ma sapientemente mixate in un soggetto davvero interessante, e numerose piccole sottotrame e tormentoni. E non mancano nemmeno alcune vignette di cruda satira politica per quanto riguarda le strategie elettorali del sindaco, che in questa occasione ha anche un nome: Porkis.
Lo spazio della storia Guest questo mese è occupato dall'ultimo episodio della serie Paperinik Contro Tutti ospitati su Topolino. Ovvero, Il ritorno di Mr. Invisible, scelto dai lettori come il cattivo che avrebbe meritato "una seconda occasione" di scontrarsi con il paladino di Paperopoli. L'episodio porta la firma di Salati/Secchi e Vian.
Il numero si chiude infine con Il tifoso criminoso, avventura di Pezzin e Scala ambientata nel mondo del calcio nella sua peggiore accezione, fatta di tifo violento e scontri tra ultras. Da segnalare infine, prima della chiusura del numero, la comica vignetta di Giuseppe Ferrario, che stavolta prende di mira il popolare gioco Pokemon Go.

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È un Paperinik Appgrade speciale, questo numero 36 di settembre. Non tanto per la dicitura "Speciale tutto storie", che trova spazio sulla cover ormai da luglio. Bensì, per il debutto di un nuovo artista: Emmanuele Baccinelli, il disegnatore giudicato più talentuoso nella selezione andata in onda la scorsa estate, nonchè storico e apprezzato utente del Papersera. L'estate scomparsa, su testi di Gabriele Panini, diventa dunque la prima testimonianza di un tratto pulito e personale, capace di creare vignette ricche, volti espressivi e movimentate scene d’azione. Ottimo esordio, dunque, per Bacci, primo passo di una carriera che ci auguriamo più lunga e prolifica possibile. Terminata l’inedita, ci troviamo di fronte a un buon assortimento di ristampe, tutte piuttosto recenti, pubblicate per la prima volta dal 2000 in poi. La prima della lista è Il rapimento in maschera, divertente e a tratti demenziale commedia degli equivoci, che riesce a rendere originale e inaspettato un tema non certamente nuovo come quello degli scambi di persona. Merito della frizzante penna di Bruno Enna, che condisce la trama con battute e colpi di scena, capace di far sghignazzare il lettore vignetta dopo vignetta.
Di taglio meno comico, ma non certo meno coinvolgente, è La banda degli onesti, avventura in due puntate scritta da Sergio Tulipano e disegnata da Salvatore Deiana. La vicenda non è affatto scontata, e lo stesso Paperinik dovrà faticare non poco per imparare a chi dare fiducia e di chi diffidare. Segue poi Il caso del vaso a caso, simpatica prova di Sarda e Meloni, dove il papero mascherato è chiamato a far coppia con l’investigatore Umperio Borgato in crisi –perenne- finanziaria e professionale.
Decisamente meno improntata al realismo è poi Fuori di ruolo, dove il diabolico vendicatore deve, non certo per la prima volta, fare i conti con una dimensione parallela totalmente diversa da quella in cui vive. Si torna con i piedi per terra invece ne Il BB redento. Cosa accadrebbe se un bassotto, seppur forestiero, decidesse di intraprendere la retta via, negando il proprio DNA criminale? Certamente, Nonno Bassotto non ne sarebbe per nulla rinfrancato.
E, dopo una one-page marchiata Faccini(Colazione da supereroi), giungiamo alla Storia Guest del numero, vale a dire dell’episodio della saga Ultraheroes, giunta ormai al terzo capitolo. Ad affrontarsi, stavolta, sono Gastone, alias Quadrifoglio, e, per i Bad-7, Gambadilegno in versione Octopus. Gli autori della puntata sono, invece, Giorgio Salati ai testi ed Ettore Gula per quanto riguarda i disegni. Chiude, infine, La cassaforte sigillata, la storia cult. Definizione che non calza a pennello dell’opera, pur godibile, di due autori piuttosto misconosciuti, come Filadelfo Amato e Francesco Bargadà. Ma è inevitabile che, giunti ormai a un congruo numero di uscite, le storie che possano fregiarsi della definizione "cult" con protagonista il papero mascherato, vadano sempre più riducendosi. A chiudere questo dunque buon numero ci pensa, come al solito, la divertente vignetta di Ferrario, che stavolta mette alla berlina il tormentone tutto estivo della "superluna". Tema, quello astronomico, ripreso già in copertina da Freccero, che per questa cover sceglie di raffigurare un Paperinik sull’evocativo sfondo di un cielo estivo condito da tanto di stella cadente. Un numero settembrino ancora votato all’estate.

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Ancora un numero "tutto storie", in cui rubrich ed editoriali lasciano il posto a un indice di ben 12 avventure del papero mascherato. La spettacolare cover di Freccero introduce un numero "leggero", tipicamente estivo, come l'inedita La vacanza impossibile, di Mazzoleni e Pochet. Ambientata, appunto, nel classico ambiente vacanziero in cui molti dei lettori la sfoglieranno.
Prima delle ristampe è Il normale controllo, divertente vicenda di Salvagnini e Freccero con un Paperinik alle prese con l'inflessibile burocrazia paperopolese. Si prosegue quindi con un'altra storia valida e interessante, Complice per forza, in cui il Venditore Mascherato si trova di fronte a un robot in grado di vedere sotto le maschere: come salvaguardare l'identità segreta, e il Deposito? Proseguendo ci si imbatte in Divieto di sosta, surreale episodio della serie OK Paperinik di Artibani e Barbucci.
Dopo un'autoconclusiva della serie accessori da supereroe, troviamo alieno per caso, dove il papero mascherato sarà alle prese con la fissazione di un ricco industriale. Decisamente più tradizionale è I segreti automobilistici, dove l'avversario di Paperinik è lo Zione e le sue idee per far soldi sulla pelle del nipote. Ancora un'autoconclusiva (Giornate storte) ed è la volta di In incognito, avventura sul tema dello spionaggio industriale, e poi di L'appuntamento impossibile, classica (anche troppo) vicenda in cui Paperino è costretto a interpretare i suoi due ruoli contemporaneamente.
E arriviamo alla storia "Guest", ovvero il secondo episodio della serie Hultraheroes: Muscoli e cervello. L'azione entra nel vivo, e ha luogo il primo scontro: Superpippo contro Inquinator. Il numero si conclude con la "cult", che però di cult non ha poi molto, pur essendo una storia piuttosto originale. Si tratta di La grande prova di Paperinik, figlia della collaborazione di ben cinque autori. Insomma, un numero senza guizzi qualitativi, ma anche senza cattive storie (che pure sono veramente tante: piú di 200 pagine di fumetto). Anche se, di estate, qualche rubrica può anche starci (oltre alla sempre divertente e presente vignetta di Ferrario). Vedremo nei prossimi mesi se lo "speciale tutto storie" diventerà ordinario o meno.

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In un angolo dell'evocativa cover di Freccero spicca lo strillo Speciale tutto storie. Le rubriche sono state tutte eliminate, eccezion fatta per l’editoriale della De Poli e la vignetta finale di Ferrario. Un modo per dare il massimo risalto alle storie, che in questo numero sono ben dieci. Si apre con Il Il persuasore antieroico l’attesa avventura italo-danese scritta dai McGreal e disegnata dal nostro Andrea Freccero (che crea anche una copertina a tema). Lo spunto di partenza è quello conosciuto (almeno da noi) di crisi di popolarità da parte del Vendicatore Mascherato. Ma la trama viene sviluppata in modo originale e inatteso. Il comparto grafico, certamente, contribuisce a rendere questa storia un’avventura godibile (anche se al lettore italiano saltano all’occhio non poche differenze di concezione rispetto al Paperinik nostrano). Da segnalare la lunghezza della storia sopra la media: ben 30 tavole contro le 20 delle normali inedite di Paperinik Appgrade.
Neppure una pagina di stacco, e si procede con Paperino contro Paperinik, particolare vicenda che vede il papero mascherato alle prese nientemeno che con il suo alter ego. Ma quello il pezzo forte del numero arriva dopo: Bum Bum e l'imbianchino mascherato, poetica e crudamente realistica storia di esordio del supereroe creato da Corrado Mastantuono (e qui disegnato da Intini). I due riescono a tratteggiare una Paperopoli piuttosto diversa da quella che siamo abituati a vedere. Più simile, per molti versi, alla realtà che alle storie tradizionali dove lieto fine e buoni che vincono sempre. Ambientata nella Grecia antica è invece Paperinikidis, a cui segue Il meteorite bipolare (avventura che ricalca uno dei più tradizionali sdoppiamenti di persona) e l’autoconclusiva Mani giuste. Troviamo poi Ospiti impossibili, storia che ci mostra il Paperinik "arbitro" delle dispute, stavolta di carattere televisivo, tra Paperone e Rockerduck. Anche questa storia è disegnata da Freccero, che guadagna un ruolo da protagonista nell’albo.
Voltando pagina ci si imbatte, per la prima volta, nella Storia Guest, ovvero la ristampa della fortunata saga Ultraheroes (Secchi-Turconi). In questo numero vengono proposti il prologo e il primo episodio. Si chiude, infine, con la tradizionale Cult. Anche se Paperinik Superstar, pur essendo un’avventura piacevole e interessante, viene difficile da pensare che possa fregiarsi dell’essere "di culto".
La qualità delle (numerose) ristampe è comunque piuttosto alta, così come quella dell’inedita. È positivo, inoltre, che si sia deciso di proporre integralmente una saga come gli Ultraheroes, su più numeri consecutivi. Anche se appare evidente che per quanto riguarda le "cult", non ci sono più molte storie disponibili.

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"Anno nuovo, nuova saga", recitava il redazionale che a gennaio introduceva il primo episodio de La trasferta astrale (Sisti/Soldati-Leoni-de Lorenzi questo episodio è disegnato da Soldati), la lunga avventura che ha accompagnato il lettori di Pk Appgrade per ben cinque mesi. In tutto, centoquattro tavole dense di colpi di scena, personaggi convincenti e location nuove e affascinanti. Alessandro Sisti, mentre su Topolino prende il via la sua nuova saga Pikappica, dimostra di saper muovere il papero mascherato anche in situazioni particolari, esaltandone le doti di coraggio, ma anche la proverbiale impulsività e irascibilità. Questo ultimo episodio, fa da quadratura del cerchio, con la risposta a tutte le domande finora lasciate in sospeso, l’inevitabile lieto fine e il rientro a Paperopoli. Una bella saga, insomma, da rileggere però nella sua interezza: il lungo lasso di tempo in cui è stata diluita rischia di non lasciar cogliere tutti i dettagli. Segue un articolo dedicato ai "souvenir spaziali" incontrati durante le puntate della trasferta.
Sul fronte ristampe, questo mese la scelta della redazione è caduta soprattutto su storie recenti. Si parte con Il tesoro di Dolly Paprika, creazione dello "specialista" Marco Gervasio quando le avventure di Fantomius non erano ancora indipendenti nel loro ciclo, e restava un legame alla Paperopoli dei giorno nostri. Un’avventura, questa, dal sapore martiniano, e che fa capire già molto del rapporto tra Lord Quackett e la sua amata Dolly, sebbene i due compaiano solo in pochi flashback.
Avventura di stampo più tradizionale, invece, è Il segreto violato, interessante vicenda che parte da uno spunto inquietante, per Paperinik: cosa accadrebbe se un furfante riuscisse a mettere le mani sulle attrezzature del vendicatore mascherato, e diventasse un paladino dei malfattori? Voltiamo pagina e troviamo la storia più recente del numero, datata 2010, Il mistero a impatto zero. Avventura di stampo ecologico firmata da Vitaliano e Freccero, che riesce a non far pesare troppo, se non nella parte introduttiva, la sua natura didattica. La trama scorre con naturalezza, e i bei disegni di Frex (autore, tra l’altro, di tutte le copertine di Pk App) fanno il resto. Si prosegue quindi con una breve di ambientazione esotica, che vede come coprotagonista l’eterno vicino-rivale di Paperino, Anacleto Mitraglia (Il vicino perduto). Divertente, irriverente, e a tratti inquietante è invece Il peggior incubo, variazione sul tema del rapporto Paperone-Brigitta operata da Blasco Pisapia. Che imbastisce, come suo solito, una trama ricca dal ritmo concitato. Chiude il capitolo ristampe La primissima impresa, gradevole lungo flashback che ci porta ai tempi del liceo dei protagonisti, e mostra le velleità da giustiziere di Paperino quando ancora non aveva visitato Villa Rosa…
È firmata dall’ottimo duo Pezzin/De Vita, invece, la cult del numero. Datata 1981, Paperinik contro i re del rock sfrutta uno dei canovacci più tradizionali delle avventure del papero mascherato, quello delle celebrità passeggere che mettono nell’ombra l’altrimenti venerato Vendicatore. Pezzin sfrutta abilmente lo stereotipo del "popolo bue" di Paperopoli, e confeziona una divertente e concitata trama. In chiusura viene dato grande spazio ai disegni inviati dai fan, oltre alla vignetta di Giuseppe Ferrario, stavolta dedicata all’attualità italiana.

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Chiunque legga abitualmente Paperinik Appgrade, o ne abbia preso in mano anche un solo numero, sicuramente non sarà rimasto indifferente alle cover di Andrea Freccero, copertinista ufficiale della testata. Questo mese la direttora De Poli dedica a Frex l’editoriale di apertura, mostrando le 29 copertine uscite finora, chiedendo ai lettori quale sia la loro preferita. Una scelta non facile!
Dopo il tributo a Freccero, passando alle storie, troviamo il secondo episodio di "Paperinik e la trasferta astrale", l’inedita del numero. La vicenda, solo introdotta nel numero scorso, prende ora il via. Abbandonata la Terra, Paperinik si trova, suo malgrado, a dover spartire una nuova avventura con due alieni. Imprevedibile e inaffidabile uno, misteriosa e sfuggente l’altra. Questo episodio ci fa scoprire qualche nuova informazione sulla coppia di extraterrestri, ma si aprono anche tanti interrogativi…
Dopo un focus sui disegni di Giampaolo Soldati, le ristampe partono in grande stile con una storia che non sarà mai abbastanza ristampata, L'amore nell'oblio. Immancabile per l’ormai prossimo San Valentino, rappresenta una delle migliori interpretazioni del rapporto tra Paperino e Paperina, analizzato attraverso un inquietante scenario: cosa accadrebbe se Daisy si scordasse di Paperino, convincendosi di essere fidanzata con il suo alter ego?
La storia che segue, Il magnate burlone, è agli antipodi per stile, ma la trama non è meno intricata. Quello che all'apparenza può sembrare un banale incontro d’affari dello Zione, infatti, rivelerà un bel po’ di colpi di scena. Ma è San Valentino, non scordiamocelo! Segue, appunto, Il problema di cuore, in cui il papero mascherato deve fare i conti con un’impresa molto diversa rispetto a quelle che di solito affronta, ma non meno complicata. Ovviamente a tema sentimentale.
Chiusa la parentesi romantica, seguono due storie abbastanza tradizionali: Nella prima, L'ombrello ultra ionico, il Diabolico Vendicatore deve fare i conti con la proverbiale distrazione del suo alter ego; Nella seconda, Il misterioso smemorato, l’eroe sarà invece alle prese con problemi di memoria… Per chiudere il ciclo delle ristampe troviamo una "quasi-cult", della storica coppia Leoni-Negrin, Supereroe "fai da te", originale e rocambolesca avventura che parte da una... incomprensione tra il papero mascherato e il suo fedele fornitore.
Troviamo poi la cult vera e propria, di Martina e De Vita, dal titolo assai evocativo: Il signore del raggio di luna. Gli ingredienti che il Professore adopera sono ben collaudati, e spicca, stavolta, la vena più disonesta e senza scrupoli di Paperone. Ma interessante è anche l'atmosfera che aleggia per tutta la storia, in cui il nostro affascinante e misterioso satellite sarà al centro dell'attenzione.
In conclusione, abbiamo tra le mani un ottimo numero. La mini-saga di Sisti e Soldati promette bene, e la qualità delle ristampe, come spesso purtroppo non capita, è mediamente molto buona. I cenni alla festa degli innamorati si limitano a due storie, e al Carnevale è dedicata solo la divertente vignetta di Ferrario in chiusura.

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Il primo Paperinik Appgrade del 2015 porta in dote alcune piccole novità, illustrate dalla direttora nell’editoriale. Niente più oroscopo, e addio anche ai giochi enigmistici. In compenso, aumenta lo spazio per la posta, e i disegni inviati dai lettori. Ma la novità più succosa che attendevamo è senza dubbio "Consideratevi invasi!", prima puntata della nuova mini saga di Sisti e Soldati, "La trasferta astrale". L’episodio di questo numero funge da prologo, introducendo i personaggi e le situazioni con le quali Paperinik avrà a che fare nei prossimi mesi. Tra extraterrestri menzogneri e cacciatori spaziali Paperinik avrà certamente un bel daffare. Ma in fondo il papero mascherato ha una certa esperienza in materia di invasioni aliene… Alla storia, segue una spiritosa intervista allo sceneggiatore e al disegnatore della saga, corredata anche dalle caricature dei due autori.
Il settore ristampe offre poi storie con qualità altalenante. A piccole perle si alternano riempitive di scarsa rilevanza. Si apre con "Il giorno di ghiaccio", secondo dei quattro episodi pubblicati nel 2010 su Topolino per pubblicizzare l’Armadillo, il gadget estivo di quell’anno. Al di là della qualità della storia, comunque discreta, lascia stupiti il fatto che sia stato pubblicato un solo episodio isolato, che tra l’altro non è neppure il primo della serie. Le due avventure che seguono vedono Paperinik impegnato contro nemici insoliti. Il massimo esperto sul papero mascherato, complice –ahilui- della malavita paperopolese (Tuttopaperinik) e l'odiato Anacleto Mitraglia (Il problema con il vicino). A seguire troviamo una "Quasi-cult", firmata dalla storica coppia Negrin-Leoni, in cui Paperinik dovrà vedersela con un temibile virus informatico creato da Intellettuale-176. La trama realistica e la sceneggiatura efficace rendono "L'inafferabile L.A.D.R.O." la migliore delle ristampe di questo numero.
Al pari forse solo di "L'ombra di Fantomius", avvincente avventura datata 2002 di Marco Gervasio, che negli anni a seguire diventerà un autentico specialista del ladro gentiluomo che ispirò Paperinik.
Dopo una riempitiva con Paperone (Il terrore dei furfanti), arriviamo alla Cult, sceneggiata da Guido Martina e magistralmente disegnata da un giovane Sandro Del Conte. "I tiri birboni del tir", oltre ai più che tradizionali ingredienti delle storie martiniane con l'alter ego di Paperino, presenta un curioso membro della Banda Bassotti. Esperto matematico, viene chiamato semplicemente "Padrino", e sembra essere una variante alternativa del Nonno che conosciamo.
La vignetta a tema invernale di Ferrario chiude un numero complessivamente buono, che perde il dissacrante oroscopo e dà il via a una serie che si annuncia molto interessante. Lascia comunque molto perplessi che una storia parte di una saga (sebbene senza particolare continuity) venga pubblicata senza motivo apparente.

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Una spettacolare copertina di Andrea Freccero ritrae la mitica Ducklair Tower, e introduce un numero natalizio che però non è ancora "pikappico". Al di là dell'evocativa cover, infatti, il numero si presenta tradizionale sotto ogni aspetto. A partire dall'editoriale della de Poli. Dedicato, come prevedibile, alle feste natalizie. Ma la moda il tema dell'inedita del numero, Paperinika contro la vendicatrice del cattivo gusto. Firmata da Valentina Camerini e Luca Usai, la storia vede la papera mascherata alle prese con una misteriosa sabotatrice di capi eleganti e costosi. E fermarla, per Paperinika, sarà una qestione di principio. Il servizio è dedicato di conseguenza alla moda dei supereroi, e ai loro costumi. Sul fronte delle ristampe, la scelta è abbastanza varia, con la inevitabile presenza di un paio di storie a tema natalizio. Apre, in questo senso, Il Natale dimenticato, la più recente del numero (datata 2009). Convincete prova di Enna e Vian, la storia contiene tutte le peculiarità tipiche delle avventure festive del papero mascherato. Compreso l'immancabile lieto fine. Si prosegue con Il biglietto vincente dei guai, interessante vicenda by Sarda e Lavoradori, che parte da uno spunto assolutamente non banale: cosa accadrebbe se i paperopolesi si convincessero che la vera identità di Paperinik è... il suo fortunato cugino? Si torna al tema natalizio con Il Natale eroico, della storica coppia Negrin-Leoni. Babbo Natale può stancarsi del suo lavoro, e voler fare il supereroe? A quanto pare, sì. E nessuno meglio di Paperinik può dissuaderlo dalla sua nuova fissazione.
A seguire incontriamo Il calendario di Paperinik, breve che vede Paperone alle prese con lo sfruttamento dell'immagine del Vendicatore Mascherato, e poi Portavalori per un giorno, avventura di stampo classico ambientata in Scozia con lo Zione come coprotagonista.
Il numero prende la via della conclusione con l'ultima ristampa, anche la più lunga del sommario di questo mese. Si tratta di La moltiplicazione supereroica, avventura in due tempi che segna il ritorno di un villain con cui Paperinik ha già avuto a che fare nel passato, il Professor Elektron. Arriviamo infine alla cult del numero, La banda dei "Bravi Ragazzi". La prima vicenda del Diabolico Vendicatore non firmata da Guido Martina e Massimo de Vita, bensì dali "outsider" Gian Giacomo Dalmasso e Giulio Chierchini. Stavolta la spalla della faccenda è Nonna Papera, e Paperinik assume quel ruolo di tutore della legge che ancora oggi mantiene. Passate le rubriche di rito, si chiude con la cinica vignetta di Giuseppe Ferrario, anch'essa a tema natalizio.

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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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