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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Topolino 2911 non nasce certo sotto i migliori auspici: la copertina del numero è oggetto di dileggio già da una settimana, riuscendo ad accaparrarsi, probabilmente, il triste primato di copertina più brutta dell'anno, se non di più. L'idea di per se è anche interessante ma certi personaggi, Paperoga in primis, non si possono proprio vedere. Probabilmente la particolarità del soggetto non ha aiutato un Alessio Coppola (che ha dimostrato un ottimo sense of humor proprio su questo forum) ben poco ispirato a portare a casa un'opera quantomeno decente. Il fascicolo si apre con "Ciccio e la leggenda del forchettone" (Secchi/Vian), una storia in costume che si propone di raccontare la nascita del rugby. Un soggetto Ciccio-centrica non è mai un bel vedere, soprattutto se si tratta di una storia che dovrebbe tenere in piedi il numero e, nonostante i disegni di un Vian in stato di grazia, è proprio il soggetto a girare sempre sui soliti clichè triti e ritriti che una storia con Ciccio si porta dietro. L'omaggio allo sport diventato famoso grazie ai neozelandesi si chiude con il Topohaka. L'idea sarebbe anche interessante ma i personaggi quadrettati non aiutano certo ad approfondire di più l'argomento. Le 32 pagine di "Lemuria", ultima (per ora) fatica di Stefano Ambrosio con i Wizards of Mickey", conferma le grandi potenzialità che la saga avrebbe e lo scarso ritorno che l'autore riesce a dare alla sua opera più importante, il tutto viziato dall'idea, incombente, che tutto sia una citazione/parodia/omaggio a qualcosa d'altro che buona parte dei lettori non sa cogliere. Sempre superbi (e sprecati) i disegni di Pastrovicchio che, forse stremato dalla fatica delle 92 tavole complessive, chiude la storia con uno dei Topolino più brutti mai visti sul settimanale. Carlo Limido, con una seconda storia dedicata all'orso Onofrio dopo quella uscita 6 mesi fa, confeziona una storiellina molto carina, anche per la capacità di raccontare la stessa situazione da diversi punti di vista, tutti ugualmente ben gestiti, cosa che - raramente - accade. La breve "Hai svuotato la cantina" (Macchetto/Gottardo) ci trasporta direttamente ad una bella storia-omaggio a Barks di produzione danese "Paperino e le scuse più difficili". Le storie danesi non dovrebbero mai essere indimenticabili o, per lo meno, il loro valore dovrebbe essere sempre un po' sotto le storie italiane. E invece, complice una bella storia dei McGreal, i bei disegni di Massimo Fecchi, una traduzione che non tradisce lo script originale (cosa che, invece, a volte accade) e, le citazioni nerdose che tanto ci piacciono, la aiutano, senza fatica, ad imporsi su tutto il resto. Un paio di gag page, una vignetta un po' meno bella del solito di Silvia Ziche e una strip di Faccini chiudono un numero da archiviare in fretta, non prima di aver letto la storia straniera che, da sola, vale metà voto...

Recensione di New_AMZ


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La Storia Universale è una collana alquanto altalenante: sa sfornarti numeri decisamente interessanti (come il 6, il 19, 21, 23 giusto per fare alcuni piccoli esempi) ad altri nemmeno lontanamente vicini ad una soglia di decenza (come i numeri 1, 2, 26). Il numero 27 appartiene alla prima categoria visto che nelle 180 pagine di fumetto a disposizione riese a pubblicare, una via l'altra, la coppia di storie del "Corsaro Paperinero" (Martina/Bottaro) che, si scopre qui, fu progettata per comparire come storia a puntate su Topolino, una storia dei "Mercoledì di Pippo", "Pirati all'arrembaggio" (Salvagnini/Gorlero), una discreta prima avventura di Panaro-Ziche "Il Corsaro Ciccio all'arrembaggio" e "Morgan de' Paperoni il pirata" (Gentina/Dalla Santa"), probabilmente la più fiacca del numero. Ciò che non ci piace per niente di questa collana, però, è il totale menefreghismo nei confronti dei lettori che si vedono proporre parte di saghe come ad esempio quella de "I Bis-Bis di Pippo", o "La storia vista da Topolino" o, per citare proprio questo ultimo numero, la coppia di storie del Corsaro Ciccio. Sappiamo e capiamo le esigenze editoriali che ha un prodotto di questo tipo però l'idea di fondo del lettore (e dell'editore di volumi come questo) è che, almeno dove possibile, e nei casi sopracitati era assolutamente possibile farlo, le serie si pubblichino in modo completo. Un'altra piccola mancanza che - fino ad ora - ha avuto la serie è stata quella di non ricordare, nelle piccole note alle storie alla fine del volume, Giuseppe Dalla Santa, indimenticato disegnatore Disney, apparso in moltissimi numeri della collana. Infine, riteniamo meritevole l'aver attinto, per le storie da ristampare, praticamente da ogni testata che ha pubblicato inediti nel corso degli anni. E' un vero peccato che questa politica editoriale non venga adottata anche per le altre testate che regolarmente escono in edicola.

Recensione di New_AMZ


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Se con il il numero precedente terminava la pubblicazione delle storie di Barks, con questo viene riassunto velocemente l'intero corpus delle storie realizzate dal Maestro dell'Oregon.
I riferimenti alla Carl Barks Guide sono chiari e, anche se non lo affermano direttamente, questa vuole essere una versione aggiornata di quel libro, da troppo tempo irreperibile nei normali circuiti delle librerie e fumetterie.
Quello che ne viene fuori è un bel libro con due piccole pecche (veniali): diversi errori nella compilazione della cronologia (ad esempio la data del numero 48 del volume è quasi sempre scritta 29/12 invece di 22/12) e una scarsa cura da parte dell'assemblatore. In diversi casi, infatti, l'ottimo Becattini si riferisce alla pubblicazione di determinate copertine all'interno del volume, dove invece non le troviamo, perché non ci sono, probabilmente per tagli effettuati in fase editoriale.
E qui veniamo al problema più grande... le immagini inedite sono quasi tutte edite nei primi 47 volumi e sono ben poche quelle realmente inedite.
Ciò non toglie che la corposità delle parole scritte compensa più che abbondantemente le pecche, comunque fastidiose, che ritroviamo nel volume.
Riassumiamo brevemente il contenuto del volume
• Tutto Carl Barks in un volume (introduzione di Luca Boschi)
• Carl Barks FAQ (Luca Boschi)
• Carl Barks... a strisce (Alberto Becattini) che presenta all'interno diverse strips del periodo 1938/39 sceneggiate da Barks e disegnate da Al Taliaferro
• Tutte le storie di Carl Barks (Alberto Becattini)
• Carl Barks in copertina (Alberto Becattini)
• Prove d'autore - elenco dei model sheet
• Il maestro e il cavalletto (Alberto Becattini)
• Carl Barks sullo schermo (Alberto Becattini)
• Tutto Barks dall'A alla Z - indice analitico Insomma, un vero e proprio must per chiunque sia interessato all'opera di Barks, da acquistare anche come volume a sè stante, indipendentemente dagli altri 47!

Recensione di New_AMZ


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Due sorelle compiono gli anni: la prima, quella italiana, 30; l'altra, francese, 40. La "mamma" invece, il prossimo anno, avrebbe festeggiato i 50 anni, anche se, purtroppo, è morta a soli venti. No, non sono diventato pazzo tutto d'un colpo: sto parlando di giornali a fumetti, la mamma è "I Classici di Walt Disney", testata nata nel 1957, che nel Gennaio 1977 ha lasciato il passo alla seconda figlia: "I Classici di Walt Disney".
"Mickey Parade", la figlia francese, invece nasce nell'aprile 1966 e ristampa i "Classici Disney". In ordine praticamente sequenziale vengono pubblicati quasi tutti i numeri usciti dal 21 (Topo-Show, tradotto proprio in "Mickey Parade", che darà il titolo a tutta la collana), ai Classici 36 della seconda serie (Topolino V.I.P.). Nel gennaio 1980 la testata diventa mensile, acquisisce dominazione propria (Mickey Parade) e continua a ristampare i Classici (il numero 1 della seconda serie per loro sarà "I Gialli di Paperino"). La ristampa dei Classici Disney proseguirà nel tempo alternando ristampe di numeri italiani a numeri assemblati direttamente in Francia. Con il numero 205 la testata "cattura" Giorgio Cavazzano alle copertine, mentre dal 217, un anno più tardi, si decide di aprire il numero con una classica storia di Scarpa. Parallelamente la testata si avvale della collaborazione di Luca Boschi all'introduzione e per loro Romano Scarpa produrrà una cover inedita. Con il numero 265 del gennaio 2001 la testata diventa bimestrale e aumentano le pagine: da 164 si passa a 308.
Veniamo quindi al Mickey Parade 295, dedicato ai 40 della rivista. Si apre con una copertina inedita di Cavazzano con Topolino abbigliato e disegnato come negli anni 30, coricato su un grosso 40. L'interno presenta i ringraziamenti a coloro che hanno contribuito al numero (che siano autori, rubricisti o altro). La prima storia ristampata, ovvero la prima ad essere uscita, è "Les r?ltes des ombres", poi 5 tavole inedite, come in tutti i numeri, di Michael Souris e Topolino che a modo loro festeggiano la testata e le prime due storie, rimontate su tre strisce, con protagonista lo stesso Souris; a seguire una storia danese di Fleming Andersen, autore molto pubblicato e copertinato negli ultimi anni dalla testata; una grande parodia, in onore al titolo italiano della testata madre, come "L'inferno di Paperino", purtroppo con impianti molto poco valorizzanti del colore e dei disegni; una storia con Paperino disegnata da Cavazzano e due storie di Scarpa, la prima di Pezzin, la seconda di Cimino "Paperino e l'aurite acuta". In mezzo alle storie, che fanno la parte del leone in tutto il numero, due interviste inedite: la prima a Cavazzano che ricorda i primi approcci con il fumetto e con Romano Scarpa, la seconda a Fleming Andersen; piccoli articoli dedicati alle varie storie ripubblicate, ma soprattutto molti omaggi di autori francesi alla testata. Molto toccante, tra le altre, la vignetta creata da Francois Corteggiani che mostra Topolino sognare i nomi degli artisti italiani più importanti... Carpi, Scarpa, Cimino, Bottaro, Chendi, Mastantuono, Asteriti e altri.
Poco da dire, invece, sui Classici 360, dedicato ai 30 anni della rivista. A parte una copertina allusiva e troppo promettente (30 anni di storie che hanno fatto storia!), le storie ristampate non hanno una vera e propria motivazione per restare li tranne forse, "Zio Paperone e i cento anni dell'automobile" ristampata in occasione del 100+20 anniversario dalla creazione dell'automezzo. Una brutta delusione ha colto i lettori alla lettura del sommario di questo speciale trent'anni, ma soprattutto è molto spiazzante l'assenza (come già avvenuto per il 600 numero del MEGA) di un qualsiasi redazionale, che richiami alla ricorrenza. Al contrario, promosso a pieni voti il "Mickey Parade G?t" dedicato ai 40 anni di questa storica testata.
E poi ci stupiamo delle vendite della testata francese rispetto alle nostre (per inciso quasi tre volte quelle dei classici)...

Recensione di New_AMZ


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Ci sono delle storie Disney, immancabili nella vita di un lettore, che ti segnano, che ti lasciano un qualcosa dentro, sono le storie della tua vita. Per alcuni si tratta di storie con Topolino, per altre storie con i Paperi, per altri ancora con altri personaggi. Moltissimi di queste storie sono scritte dal Maestro Disney Italiano Romano Scarpa, scomparso ormai 6 mesi fa. La storia cardine di questo Zio Paperone 193 corrisponde a quella descrizione per me. Si tratta di "Zio Paperone el'ultimo Balabù", la più bella, secondo mio modesto parere, che l'autore veneto abbia mai scritto. E' una storia poetica, con l'animale più simpatico del mondo Disney, via di mezzo tra un gatto e una scimmia, ghiottissimo di prezzemolo. Personalmente, Zio Paperone avrebbe dovuto pubblicare solamente questa avventura (più un'altra) di Romano Scarpa e sono ormai decenni che voglio una sua ristampa sulla testata per collezionisti della Disney e sono per questo molto molto contento della sua uscita. Alla storia, ovviamente, è abbinato un articolo di Luca Boschi dedicato a Brigitta. Il resto del giornale, per??mp;egrave; troppo carente e, al solito, risente del "Problema Mega 3000". Infatti su tre storie di produzione Danese tutte quante sono state già pubblicate in precenza sulla testata. Se la storia di Ferioli "Paperino & Topolino - La strada per Mandalay" (D 95173) è comunque utile per continuare a vedere un po' di Topolino e un po' di Ferioli sulla testata, continuando comunque a sperare che esca anche da noi un Super Picsou Geant simile nella forma e nei contenuti (togliendo ovviamente PK ma aggiungendo le storie di produzione francesi di quella lunghezza alternate alle Pippoparodie); la storia di Khoroner/Rota "Il diario di Paperino" e' una mera riproposta della storia già vista sul Mega 582 (tra l'altro il soggetto in se non aggiunge niente al già detto e al già visto sulla coppia). Stesso discorso vale per la D 96408 (Spiriti liberi) che viene ripubblicata a sei anni di distanza dal Mega (514 del 1999). Chiude il numero una storia di Paperbond S-code già vista sull'Almanacco 158. Insomma... uno Zio Paperone bianco fatto di sole ristampe non lo si era visto neanche nei tempi più bui della testata e, per quanto contenga l'ultimo Balabu', che si conquista da solo 3 stelle, il voto finale non pu??e essere penalizzante per un fascicolo che sarebbe potuto essere molto migliore.

Recensione di New_AMZ


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C'era una volta il Mega Almanacco. Pubblicava storie prevalentemente di produzione danese e brasiliana nel formato corretto (4 strisce) traduzioni discrete e aveva il pregio di contenere al suo interno tra le 25 e 30 storie a numero tutte inedite. Col tempo il Mega divenne "Mega 2000" e vide al suo interno la pubblicazione di storie di produzione italiana e le stesse danesi (e brasiliane) peró rimontate su tre strisce a discapito del fatto che gli autori pensino la loro produzione per le 4 strisce. Venne infine il "Mega 3000" che ripropone solo storie danesi per via del termine della pubblicazione delle storie brasiliane, tutte inedite seppur rimontate su tre strisce. Non paghi di questo problema, il parco storie utilizzato per creare il Mega 3000 divenne lo stesso utilizzato, in modo piú filologicamente corretto per Zio Paperone. Cosí é capitato che nel giro di pochi mesi, a volte giorni, la stessa storia fosse in edicola in due testate. Tutto questo fino al giugno scorso. Il restyling del Mega sarebbe potuto essere ottimale per soddisfare le aspirazioni dei lettori: almeno formato "Imperdibili", anche in parte in bianco e nero, storie a 4 strisce, traduzioni discrete (come quelle di 18 anni prima) e un controllo, anche minimo, per non pubblicare le stesse storie che escono su Zio Paperone.
E invece... peggio che andar di notte. Se il primo numero conteneva ancora tutte storie inedite, con il secondo iniziano giá le prime avvisaglie di tradimento delle aspettative: 50 pagine sono di ristampa (su 220), nel terzo, nel quarto e nel quinto le pagine in ristampa diventano 110, la metá del numero, mentre il sesto della nuova serie, datato ottobre e uscito in questi giorni, é il non plus ultra di quello che il lettore non vuole vedere. Le prime 4 storie, su Paperino, sono tratte dal Mega 2000 464 dell'agosto 1995; le storie da 6 a 10, quelle dedicate ai Bassotti (anche in copertina) arrivano dal Mega 466 dell'ottobre 1995; le storie da 12 a 17, quelle su Paperina, vennero pubblicate sul Mega 469 del gennaio 1997. Totale di pagine ristampate: 170 circa. Restano fuori due storie: la 5.ta e la 11.ma che sono inedite. La quinta, "Topolino e il vello d'oro" (D 2002-108 ) é di 31 pagine ed é effettivamente inedita, la seconda "Zio Paperone e l'invasione di topi", invece, ha codice D D 2001-006 e recupera la vecchia e mai sopita usanza di pubblicare storie giá viste su Zio Paperone. Di Geoffrey Blum e Massimo Fecchi, su Zio Paperone 176 apparve "Zio Paperone - Prova di forza sulla Collina Ammazzamotori" qui ritradotta - male - per il pubblico del Mega 3000.
A questo punto, in qualitá di lettori, ci sentiamo presi in giro da questa nuova gestione del Mega 3000 che, come giá scritto, potrebbe avere un potenziale inimmaginabile, se solo si volesse cercare di sfruttarlo. Le stelline che si possono dare come voto vanno da 1 a 5 ma questa volta vorremmo fare un'eccezione (ma non è possibile, N.d.R.): ZERO è il voto giusto per questo albo. E, per tutti i lettori del Papersera, una promessa: continueremo a recensire il Mega 3000 tutti i mesi, finché qualcosa non cambierá, consci che le nostre lamentele non serviranno a nulla.

Recensione di New_AMZ


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Topolino 2583 è uno di quei rari fascicoli che oscillano tra passato e presente, tra il saluto ad un grande autore che alla testata ha dato molto, Romano Scarpa, la grande conferma di un'autrice che ha dimostrato (e dimostra ancor oggi) di saper scrivere storie sul nulla (Silvia Ziche); il ritorno di autori e personaggi mancanti da un po' su Topolino che, onestamente, ci mancavano (e non poco) come Lucio Leoni e Pflip e un apparato redazionale, soprattutto nel ricordare Scarpa, che ci fa credere che, se soltanto ci fosse un po' di volonta' in piu', Topolino potrebbe tornare quel grande oggetto del desiderio che era negli anni 50/60.
Il fascicolo si apre con le prime 28 tavole di "Paperina di Rivondosa" scritte e disegnate da Silvia Ziche, anche autrice di una copertina a tema colorata dalla new entry Nardo Conforti. Le prime pagine servono per presentare qualche personaggio, altri ne arriveranno, di questa lunga saga che parodizza "Elisa di Rivombrosa": tra i personaggi principali ricordiamo Paperino nei panni del conte Castori, Paperina, la protagonista, Ciccio, nell'insolito ruolo di aiutante di Rockerduck e, soprattutto, il felice ritorno di quella che sembra la versione zichiana di Doretta Doremi' qui nei panni della Nonna di Paperino. Come nella serie tv di Canale 5 anche qui i problemi scoppiano quando Paperino si innamora di Paperina di Rivondosa una serva, un problema insuperabile nel periodo in cui è ambientata la serie. Sospendiamo, per ora, il giudizio su "Paperina di Rivondosa" in attesa delle prossime 12 puntate.
Altro grande gruppo di pagine di questo numero e' certamente quello dedicato a Romano Scarpa. Si incomincia con 5 pagine redazionali curate da Lidia Cannatella con immagini inedite (se non su web), curiosità, vignette da storie (ringraziamento personale per la vignetta con Zio Paperone a pg. 73) e un bellissimo ricordo del direttore di Claretta Muci che, indirettamente, cita molti assidui frequentatori del Papersera. Per commemorare il grande autore veneto viene ristampata "Gambadilegno e la 'Banda delle Pupe'" di Faraci/Scarpa-Michieli, storia forse non troppo rappresentatativa della Maestosita' di Scarpa (non e' da lui scritta e non c'e' Topolino) pero' da rivalutare per l'ottimo utilizzo che gli autori riescono a fare di personaggi non sempre ben utilizzati. Dispiace solamente il fatto che Tito Faraci non sia stato citato quale autore del soggetto.
Il resto, purtroppo, è obbligato a passare in secondo piano anche se "Amelia e lo specchio magico" dimostra che Gentina e' uno dei piu' bravi sceneggiatori Disney e che la Molinari è la miglior autrice a disegnare la strega napoletana. Graditissima la storia "Zio Paperone e il tranquillo viaggio d'affari" scritta da Bruno Concina e disegnata da un Giulio Chierchini che giusto l'altro giorno ha compito gli anni, discreta "Minni e i favolosi spaziomobili" con l'insolito abbinamento Minni/Eta Beta + Pflip. Simpatica, infine, "Topolino e l'amico al contrario" di Bosco e Valentini, disegnata da Dalla Santa, con un Indiana Pipps molto diverso da come di solito se lo immagina. I ciak sono di Gagnor/Freccero, Giuseppe Sansone e, soprattutto, segnano il gradito ritorno - già dalla settimana scorsa - di Lucio Leoni ai disegni di una tavola con Indiana Pipps.

Recensione di New_AMZ


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Lo devo ammettere, dare i voti ai Grandi Classici - da circa un anno a questa parte - risulta troppo difficile. L'introduzione delle storie preziose porta troppo spesso a dimenticarsi del "contorno", dando quindi una valutazione molto alta per dei fascicoli che spesso, di memorabile, hanno solamente la storia preziosa. Per questo, da questa recensione, la valutazione dei Grandi Classici sara' divisa in due parti: una per le storie preziose, ed una per le storie "non preziose".
La storia preziosa ristampata, dicevo, è "Topolino e i regali a valanga" di Martina/Carpi-Chierchini del 1954. Mai ripubblicata dalla prima uscita, l'avventura vede Topolino e Pippo, per la prima volta magistralmente illustrati dall'autore ligure, vivere una classica novella natalizia con narrazione in rima. Un classico volo nella fantasia di Guido Martina che riprende qui molti dei suoi cliche, compresa la poesiola finale per Dio, gia' vista in "Topolino e le delizie natalizie" e in "L'inferno di Topolino". La seconda storia preziosa e' una 10 pages di Barks, "Paperino e l'arrosto stratosferico di Natale" ripubblicata per via di strani passaggi editoriali che l'avventura ha subito nel corso degli anni.
Voto: (e lode!)
Le altre storie ristampate hanno una buona media, il curatore sceglie avventure poco note ma molto belle come "Topolino e Pippo radioamatore" disegnata da De Vita padre o "Zio Paperone e la costosa eredità", di Chendi e Bottaro o ancora due avventure della coppia Kinney/Hubbard, protagonista Paperoga, "Paperino e il solitario beato" e "Paperoga impresario di "salone"" o Paperino e la radiobbedienza" di Bordini e, infine, e della coppia Damianovich/Gatto "Topolino e l'ingloriosa fine del Tiger Primo". A queste aggiunge tre avventure classiche degli autori classici italiani: di Cavazzano ristampa la stra-famosa "Topolino e la grande sfida", di Scarpa (aiutato alle chine da Cavazzano stesso) utilizza "Gancio vince sempre!", di Massimo de Vita ripubblica "Topolino e la leggenda delle amazzoni" (di Bruno Concina, serie Macchina del Tempo). C'e' anche lo spazio per una storia meno interessante come "Pico de Paperis consulente onniscente" della coppia Barosso/Massimo De Vita o di una francamente inutile come "Pippo e l'ossessione pubblicitaria" scritta dallo Staff di IF e disegnata da Francisco Bargadà.

Recensione di New_AMZ


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La bella copertina prodotta da Donald Soffritti con un Topolino cow-boy ci introduce subito all'interno della prima storia pubblicata: "Topolino Imperatore della Calidornia" fascinosa avventura di Romano Scarpa con Atomino Bip Bip di cui i Grandi Classici stanno ristampando la saga. Si prosegue poi con la avventura "Le Giovani Marmotte e il dragone ruggente", una avventura disegnata da Kay Wright ristampata probabilmente solo per il testo di un Carl Barks che neanche si avvicina alle sue opere passate (e di valore). La terza storia ("Tip & Tap e il panin-emporio" di Sisti/Held) vede i nipoti di Topolino aprire una paninoteca in un centro semi-disabitato degli Stati Uniti mentre "Zio Paperone contro il progettista" è una avventura scritta da Pezzin e disegnata da Marco Rota in cui il miliardario di Paperopoli scopre che il piu' grande ladro del mondo si trasferisce a Paperopoli. A seguire l'intera saga (2 storie) di Ser Soldano, un povero fantasma creato da Chendi e Bottaro che è costretto prima a subirsi Pippo in "Pippo e il fantasma migratore" e poi i paperi in "Paperino e il fantasma conteso": due storie assolutamente esilaranti del 1962. L'ultima avventura pubblicata è "Macchia Nera e le batterie a combustibile" scritta da un "allucinato" Andrea Fanton e disegnata da uno Scala non ancora ai massimi livelli. Prima storia preziosa (di due) è "Nonna Papera va in città" con Clarabella e Chiquita che accompagnano la nonna a Paperopoli ma questa, ovviamente si stufa e velocemente torna a casa. La seconda, invece, è molto più interessante e dimostra le grandi potenzialità delle Storie Preziose visto che l'avventura ristampata, di Martina/Carpi, è inedita in questa versione - ne esite una ristampa tutta tagliuzzata - dalla prima uscita avventura nel 1955. Creata per il ritorno sui banchi di alunni e professori "Andiamo a scuola con..." racconta, in tre puntate e circa 60 tavole i primi giorni di scuola di Topolino (e Minni e Pippo e Pietro Gambadilegno con già con la protesi a 6 anni), di Paperino (e Gastone) , di Ezechiele Lupo, di Nonna Papera e Paperone e di Qui Quo Qua letta dai diari scolastici. Un tuffo nel passato molto gradito che ci fa ben sperare per i prossimi numeri. Volendo premiare il coraggio avuto nel ristampare un certo tipo di avventure, il voto non potrebbe che essere altissimo ma la riscrittura di alcuni dialoghi sia ne "Andiamo a scuola con..." che, ancor piu' grave, in "Topolino Imperatore della Calidornia", fa - purtroppo - scendere il voto di un punto!

Recensione di New_AMZ


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Sono un paio di mesi che "Paperino" sta ristampando storie che non vedono la luce in Italia da 40 anni. Questo mese tocca a "Paperino conquista le montagne nere", una classica avventura di Guido Martina disegnata - in modo superbo - da Giulio Chierchini e originariamente pubblicata su Topolino 204. Questa, si potrebbe dire, e' l'avventura portante del fascicolo visto che, tranne una storia di Barks (Zio Paperone e il riduttore atomico da TL 290), una storia di Gatto del 1960, "Paperino e l'orchidea prodigiosa" e la prima storia con protagonista Paperoga Kid, le altre sono di valore un po' minore. Si inizia con "Zio Paperone e il valore aggiunto" di Cimino/Intini; con "Paperino e la terribile minaccia" di Carlo Panaro - che ha recentemente compiuto 500 avventure (AUGURI!!!!) - e Massimo De Vita, infine con "Paperino e il fidato Fido" avventura del 1989 di Bruno Concina e dello Studio Comicup. Discorso a parte meritano le tre storielle di Mognato/Forcelloni dedicate alle leggi dei Paperi. Introdotte da una affermazione di Pico De Paperis la storia racconta una savventura del protagonista che conferma quanto dal tuttologo affermato. Questo mese tocca allo stesso Pico de Paperis ad Archimede e al suo aiutante Edi. Tenuto conto del miglioramento che la testata ha avuto da qualche mese a questa parte non posso che dargli un buon voto aspettandomi, come gia' ampiamente richiesto, un aumento delle avventure pubblicate originariamente meta' a colori e meta' in bianco e nero.

Recensione di New_AMZ


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Il Mega 3000 e' una di quelle testate che piu' aspetto insieme ai Grandi Classici e a Zio Paperone. Perche' pubblica storie inedite di Cesar Ferioli, di Daniel Branca, di Vicar e della famiglia Van Horn. Purtroppo, da qualche mese, la testata sta lentamente diventando di infima qualita'. Non sono scomparsi gli autori sopra citati, anzi, due Ferioli sono sempre una gradita sorpresa, ma le storie di produzione danese "tipiche" stanno lentamente lasciando il posto a quelle piu' ispirate alle storie italiane: stanno sparendo le storie a quattro strisce create per la testata settimanale "Anders Ands", a favore delle avventure pubblicate mensilmente sul Lustiges Taschenbuch. Le storie sono in costante diminuzione. Io non voglio essere pessimista ma la piega che sta prendendo la rivista non mi piace e temo per l'interesse che pu??ovare nel lettore. Chi compra il Mega cerca le storie con una certa concezione, e si trova storie piu' adatte alla pubblicazione su Topolino o su Paperinik. Il numero si apre con la storia D 2000-039 "Paperino e il mistero dell'amore" disegnata da Flemming Andersen. Si continua poi con 5 avventure di Vicar: la D 2001-139 "Don Paperino Chisciotte"; la D 2000-112 "Paperino e il club delle caramelle"; la D 2002-088 "8 lettere, orizzontale: Paperino!" in cui Paperino molla il lavoro nella fabbrica di margarina, luogo che aveva dato vita a moltissime avventure pubblicate quasi tutte sul Mega; la D 9412 "Paperino eroe dell'aria" e la D 2001-132 "Zio Paperone e la mostra molto personale". A seguire altra storia lunga con i paperi: "Paperino e il pattume rigenerato" (D 2000-077) disegnata a Miguel che ritornera in " Paperino e la casacca magica " (D 98362) Si passa poi alle tre sole storie con Topolino di cui due disegnate da Cesar Ferioli: la D 2001-155 "Topolino: Chi protegge il testimone?" scritta da Paul Halas in cui Topolino viene protetto da una guardia del corpo particolarmente imbranata e la D D 2002-006 "I furti in fotocopia" in cui Topolino risolve un caso con Manetta. In questa storia, scritta da Byron Erickson, l'ispettore viene visualizzato con orecchini e tatuaggi (immagino finti. Non esistono personaggi Disney tatuati, a mia memoria) usati per nascondersi tra i malavitosi di Topolinia. L'ultima avventura con Topolino e del numero, disegnata da Rodriguez si intitola "Il bandito del deserto" (D 98437). Menzione speciale per la copertina: Coppola esegue un ottimo lavoro rendendo protagonista Pippo di una gag da bagno. Le storie sono da 3 stelle ma la piega che sta prendendo il giornale non ci piace per cui lo penalizziamo di una!

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A volte migliorano. Se volessimo dare un titolo a questo numero delle Imperdibli non potrebbe essere diverso. Infatti la redazione decide di dare retta ai lettori e prova, pur non riuscendoci perfettamente, a confezionare un numero delle Imperdibili con alcune tra le piu' belle avventure con protagonista zio Paperone pubblicate dall'Almanacco Topolino. Apre il numero la bella "Zio Paperone e la fuga del bilione", una classica storia surreale scritta da Jerry Siegel, disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano e pubblicata sull'Almanacco 261 del settembre 1978. Si prosegue poi con "Zio Paperone e la scarpinata ecologica" (Walt Disney Program/Rota), ultima storia pubblicata con la zia Genoveffa, il parente comune tra Rockerduck e Paperone, che coinvolge i due malcapitati ad una caccia al tesoro dagli esiti sfortunati per i due miliardari. Terza storia degna di nota è sicuramente "Zio Paperone e l'angolare di sicurezza" (Cimino/Massimo De Vita, anche se accreditata al padre Pier Lorenzo), avventura che vede i Bassotti derubare Paperone, "Zio Paperone e il colpo del soldone" di Barosso/Bottaro (la storia piu' vecchia dato che e' datata 1964) in cui Amelia insegue Paperone e Gastone (Paperino viene neutralizzato dalla strega) a Golden Rock. L'affascinante "Zio Paperone e l'evasione fiscale" di Dalmasso/Scala vede Paperone fingersi rapito per evitare di pagare le tasse, in "Zio Paperone e la corsa all'oro" (Jacobsen/Gatto) il papero piu' ricco del mondo si reca a Lawson City per trovare un giacimento minerario, mentre in "Zio Paperone e un tesoro chiamato Penny" (Martina/Del Conte) scopriamo che a volte i tesori hanno quattro zampe. Altra storia degna di nota, soprattutto per i fantastici disegni di G.B. Carpi e' sicuramente "Zio Paperone e l'impronta zampalunga", targata Studio Disney e pubblicata per la prima volta sull'Almanacco Topolino 236 del 1976. Completano il fascicolo "Zio Paperone e la battaglia economica" (Cimino/Capitanio) del 1968, "Zio Paperone e l'inventore di sfortune" (Barosso/Bordini) del 1966 , "Zio Paperone e il caldo gelone" (Martina/Perego) del 1967 e "Zio Paperone e l'epidemia dei dollari" scritta da Rudy Salvagnini e disegnata da Francesc Bargada' di cui potete leggere tutto su Zio Paperone 178 tuttora in edicola. Se il curatore della testata ci aveva portati ad invocare la chiusura della testata per una brutta selezione di storie ristampate fino al numero scorso, questa volta sembra ravvedersi e pubblica storie molto belle e degne di nota. Il voto, quindi, non pu??sere che 4 stelle, arrotondato per eccesso sulla fiducia che riponiamo nel curatore.

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Numero di valore buono ma con alcune pecche. La copertina di Cavazzano, che sembra abbozzata, introduce di fatto le prime due storie scritte da autori ospiti del programma tv "Passaparola": Francesco Artibani che descrive la sua partecipazione in "Paperino campione catodico" disegnata da Giorgio Cavazzano. L'altra storia dedicata al programma tv di Canale 5 e' "Eta Beta campione intergalattico", scritta dal concorrente-sceneggiatore Roberto Gagnor (probabilmente esordisce su Topolino con questa storia) e disegnata da una Silvia Ziche irriconoscibile, probabilmente perche' coi topi lavora poco. Tra le due avventure sono portato a pensare che la migliore sia la seconda, quella di Gagnor, perche' ironizza - e molto - sulla trasmissione e sulle sue inflessibili regole. Buona la seconda anche per le citazioni a Gottfredson che l'autore inserisce (sto pensando a Pflip che obbliga la gente a dire la verità e all'allergia al denaro di Eta Beta). Insomma Gagnor conosce a molto bene un personaggio come Eta Beta e lo utilizza nel migliore dei modi.
La terza storia pubblicata si intitola "Pico de Paperis stratega antistrega", scritta da Carlo Panaro e disegnata da un (Pier) Dario Pennati ispirato troppo da Giorgio Cavazzano mentre Sergio Tulipano, autore di "Pippo più - L'idraulico", disegnata da Giorgio Di Vita, mostra ancora una volta di aver capito appieno la psicologia di Pippo.
Altro motivo di vanto di questo numero e' certamente "La straordinaria leggenda della Roller Coaster" scritta da Fausto Vitaliano e disegnata da Andrea Ferraris. Pur essendo una storia promozionale, questa avventura segna il ritorno - finalmente - delle storie a puntate. Chissa' come finira' questa gara automobilistica con i personaggi di Topolinia. Per saperlo bisogna aspettare 5 settimane e 4 puntate.
Giorgio Pellizzari e Alessandro Pastrovicchio hanno prodotto "Paperoga e il tesoro in buca", una classica avventura con il papero più balzano del mondo mentre l'inossidabile e inarrivabile coppia Cimino/Gatto si sbizzarrisce nel creare l'ennesimo popolo sconosciuto durante l'ennesima caccia al tesoro in "Zio Paperone e i "cipollones" patagonici". Completano il numero due ciak dedicati al Pippo preistorico, di cui uno creato appositamente per il concorso abbinato alla folle corsa d'auto

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Siamo alle solite: chi sceglie le storie da pubblicare sul Mega 3000 lo fa senza un minimo di cognizione e, quindi, spesse volte (questo numero non fa eccezione), inserisce storie destinate a Zio Paperone o storie racchiuse in una saga, caso del numero 570. Ma andiamo con ordine. Il fascicolo si apre con un paio di storie di Vicar di buona fattura, la D 10138 titolata "Parole in cassaforte" e la D 9774 "L'attrazione fantasma". La storia D 2002-018 "Un'isola davvero mitica" e' la prima puntata della serie "Mythos island" (disegnata completamente da Cesar Ferioli) e vede Paperone e parenti approdare in un'isola abitata da fantastici personaggi. Il mio "timore" e' che tutta la saga appaia sul Mega e che, quindi, siano storie scippate ad una testata che l'avrebbe saputa valorizzare al meglio: Zio Paperone. In attesa di saperne di piu' gia' dal prossimo numero, passiamo a segnalare la storia D 2000-209, una storia di 39 pagine protagonisti Topolino e Pippo, disegnata da Xavi e ambientata in un fiume. Su questa testata non mancano mai storie di Nonna Papera e del suo aiutante ed in questo caso sono tre (D 98302 Nonna Papera e le tasse; D 97367 Ciccio e la gara di ballo; D 98162 Nonna Papera e il pollice verde). L' interessante serie dedicata alla formula Uno disegnata da Flemming Andersen torna, dopo alcuni mesi d'assenza con due episodi: "Archimede e l'attrazione lunare" (D 2001-094) e "Paperina e il problema delle fan" (D 2001-115). Ci sono poi ancora un paio di avventure dedicate a Topolino, tra cui la D 2002-051 "Campeggio troppo comodo" con Orazio e "Divertimenti sottozero" (D 2001-01 disegnata dal bravissimo Noel Van Horn. I McGreal, autori di gran parte delle avventure precedentemente pubblicate tornano, questa volta con i disegni di Pasquale Venanzio in "Zio Paperone e la pietra dell'oro" mentre le ultime pagine sono occupate da tre storie con protagonista Paperoga. Si tratta della D 2001-090 "Educatore... da manuale", della D 2001-034 "Guida senza freni" e la D 2001-041 "Alla ricerca dell'inquinatore". Un numero tuttosommato di valore che pubblica avventure di Vicar, Ferioli, Van Horn e altri validi autori danesi. Peccato, continuo a ripetere, che sia stato deciso che la serie dedicata ai miti venga pubblicata su una testata come questa, in cui le traduzioni non sono troppo curate, e non su una testata come Zio Paperone

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Si tratta di un fascicolo non troppo interessante dal punto di vista strettamente filologico visto che le storie ristampate, tranne una, non si possono ritenere capolavori in grado di tenere il confronto con le storie pubblicate anche solo due mesi fa. Se infatti, la redazione ci delizia con "Questa è la tua vita, Paperino", avventura dedicata ad uno show cui partecipa, suo malgrado, Paperino e in cui si ripercorrono tappe della sua vita (alcune sono interessanti come quella raccontata da Archimede che viene ripresa da una avventura di Barks, altre come quella con Topolino e Pippo insignificanti, e altre, come quella con Nonna Papera, molto interessante e portatrice, in futuro, della serie di Paperino Paperotto), non riesce a tenere il ritmo alla stessa altezza per tutto il numero. Infatti la seconda storia ristampata è una classica S-coded che vede Paperone e Rockerduck contendersi un affare. L'avventura, dal titolo "Zio Paperone e l'energia fulminea" è sceneggiata da Carlo Chendi, disegnata dal Maestro Romano Scarpa e inchiostrata da Giorgio Cavazzano. Si prosegue con la 12 e, finalmente, ultima parte del capitolo Dragon Lords dal titolo "Casa". Se fummo scettici durante tutta la saga, ora possiamo, con cognizione di causa, affermare che le pagine dedicate ai Dragon sono state tutte tavole rubate ad una testata importante, ma povera di pagine, come Zio Paperone. Peccato. Da una coppia come Erickson e Cavazzano (più l'inchiostratore Zemolin), ci aspettavamo molto molto di più. Chiude il fascicolo "Prova di forza sulla collina Ammazzamotori", avventura danese su tre strisce scritta da Geoffrey Blum e disegnata dall'italiano Massimo Fecchi. Pur essendo farcita di riferimenti disneyani (il Cheshire Cat direttamente dal cartone animato di Alice) e Barksiani (la macchina seleziona-denaro rubata ad una famosa copertina) l'avventura non sarebbe dovuta essere inserita su zio Paperone per almeno due motivi: i testi alquanto bambineschi (il litigio con un topo quasi umanizzato, neanche zio Paperone fosse Gatto Silvestro) e lontani dallo spirito Disney più puro (mai mi sarei aspettato di trovare zio Paperone fare meditazione!) e i disegni di Fecchi che non sono all'altezza della testata. Peccato. Interessanti, comunque, gli articoli di Luca Boschi e di Alberto Becattini. Il primo anticipa gli auguri a Paperino, mentre il secondo ci fa conoscere più da vicino Massimo Fecchi. Da segnalare infine, l'angolo della posta in cui c'e' un acceso dibattito su Don Rosa e la preview del prossimo numero, dedicato al compleanno di Paperino, che ci anticipa alcune succulente storie del fascicolo.

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Sono alcuni mesi che i Grandi Classici stanno ristampando materiale interessante e questo numero, ovviamente, non fa eccezione. Incomincio, anche se non vado in ordine di pubblicazione, con il citare una storia, la prima storia, di un grande autore Disney di Venezia, la "mano di ferro" Luciano Gatto. E' infatti "Paperino e il ciliegio rabdomante" la prima storia preziosa di questo numero. Pubblicata originariamente su Topolino 193 e ristampata sull'Albo della Rosa 459 del 1963 l'avventura di Martina/Gatto vede Paperino e famiglia alla ricerca di un bastoncino trova-petrolio. Storia assolutamente esilarante probabilmente lasciata sparire per i gravi danni ecologici che i nostri provocano in America. La seconda - importante - storia preziosa e' "Topolino e l'albero della verita'" (Martina/Chierchini) in cui Pippo riesce a costruire una sedia che obbliga la gente a dire la verita'. La storia, originariamente vista su Topolino 229 non e' ristampata dal 1964. Il fascicolo, comunque, si apre con l'avventura di un Rota molto ispirato a Barks dal titolo "Zio Paperone e il nabucodonosor da collezione" (TL  902), si prosegue con la stupenda "Topolino e le rane saltatrici" di Romano Scarpa in cui torna Zenobia e in cui si rivede anche Plottigat, due character potenzialmente grandiosi, putroppo poco utilizzati. Un tardo Perego l'abbiamo con "Archimede e le scarpe ballerine" e un discreto P.L. De Vita - trovo migliori le sue storie d'un paio d'anni prima - e' rintracciabile in "Zio Paperone caporale d'assalto". Romano Scarpa torna in "Pippo e la caccia all'indiano, mentre G.B. Carpi chiude il fascicolo con "Topolino e i casi X, Y,Z" una lunga storia purtroppo poco interessante. Se si cerca la continuità barksiana non si pu??rto dimenticare la storia "Paperino e i figli della sabbia" di Sciutto (Staff di If) e disegnata dall'ottimo Marcal Abel Bresco che ogni tanto fa capolino su Zio Paperone in lunghe avventure che lui, Ferioli e altri collaboratori produssero negli anni 80. Non sono da dimenticare - infine - le avventure straniere qui ristampate: "Paperoga e il cruccio del singhiozzo", la storia in cui viene presentato - ancor senza nome - il personaggio di Dinamite Blà e "Paperino e Paperoga tra i due bla'", altra avventura con Dinamite pubblicata nel 1969 in Italia. Entrambe le storie sono disegnate da Al Hubbard. La votazione, a conti fatti, non pu??sere minore di 5 stelle, augurandoci che la sterzata presa in questi ultimi tempi da Classici e Grandi Classici venga seguita anche da testate come Paperino e Imperdibli (come Paolo scriveva nella recensione delle stesse). Prezzo 3.40 Euro

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Messer Papero (quel "Le grandi avventure di" lo trovo particolarmente inutile) è senza ombra di dubbio una delle più importanti e belle saghe che la Disney Italia, Martina e Carpi per l'esattezza, abbia mai prodotto. Oggi, finalmente, a 21 esatti dalla prima pubblicazione del terzo capitolo, i lettori di fumetti possono rileggerla corredata di un articolo di Luca Boschi che ne spiega i retroscena. La Saga di Messer Papero si dipana in quasi 200 tavole farcita di nozioni sulla Toscana, sui suoi personaggi principali (vengono infatti conosciuti da Messer Papero e da suo nipote, persone del calibro di Dante Alighieri (1 capitolo), Andrea da Pontedera (2), Francesco Petrarca (3) e via discorrendo fino al 7 e ultimo capitolo in cui i nostri incontrano Amerigo Vespucci con cui partono alla volta del nuovo mondo: l'America. Una storia particolare, dicevo, perchè ha anche il pregio di andar contro la credenza classica in cui Paperino sia un analfabeta, il nostro infatti si è documentato sulla storia della Toscana e conosce le sue personalità più illustri. Una storia d'altri tempi scritta, infatti, dall'illustre professor Guido Martina e magistralmente disegnata da G.B. Carpi. A seguito di questa saga c'è una seconda avventura, "Paolino Pocatesta e la bella Franceschina", qui ristampata perchè uno dei protagonisti è un Archimede dantesco, che richiama la storia di Paolo e Francesca che il sommo poeta, alla fine, fa volare senza esitazioni all'inferno. Corredata a questa avventura - purtroppo ristampata un anno fa su "I Maestri Disney" - c'è un articolo, sempre di Luca Boschi, che parla delle parodie d'opere liriche prodotte tra il 1977 e il 1980 originariamente programmate per una serie di dischi. Solamente la prima avventura, forse la più interessante, "L'amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina" fece quella fine. Le altre, invece, furono pubblicate, nel corso degli anni su Topolino. Il fascicolo, quindi, conferma le grandi potenzialità del Messer Papero che, da solo, riesce a coinvolgere - insegnando - i lettori alle avventure Medievali. E conferma, purtroppo, la quasi inutilità della "Bella Franceschina" che, ovviamente, non regge il confronto con la storia precedentemente ristampata. La valutazione totale, comunque, non può più che essere positiva per una ristampa attesa e rincorsa da lunghi anni. Prezzo 8.80 Euro

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Solitamente i numeri con i regali, e quindi quelli che catturano più acquirenti, sono i meglio gestiti dalla redazione. Se, infatti, nelle settimane scorse ci hanno regalato Cavazzano, De Vita, Pezzin e Bottaro, il numero di questa settimana non fa assolutamente eccezione visto che ci offre almeno 3 storie, le più lunghe, degne di nota e di sponsorizzazione. Si inizia con la bella avventura, di Gentina/Molinari dal titolo "Zio Paperone e l'enciclopedia a prova di errore" in cui Paperino deve accompagnare Pico De Paperis in giro per il mondo per controllare se ci sono errori in una enciclopedia universale prodotta da Paperone. La seconda storia lunga che vorrei far notare è sicuramente "Orazio e il talento fotografico" di Panaro/Asteriti che ritorna su Topolino dopo mesi e mesi di lontananza. Asteriti, per di più ritorna ai disegni di una storia in cui il protagonista è Orazio Cavezza, un personaggio, anche lui, ultimamente poco utilizzato. La terza storia degna di nota è "Bum Bum e l'imbianchino mascherato (Mastantuono /Intini) una storia in cui si scopre che il disadattato papero di Paperopoli fu un supereroe. Una domanda vogliamo comunque porre a Mastantuono, sperando che la legga, perchè fai disegnare le tue storie a Stefano Intini? Non potresti disegnarle tu e lasciare ad Intini altri lavori? Altra storia pubblicata di valore - anche per l'apparizione di Edi (qualcosa si muove in redazione ed Edi torna ad avere un suo spazio? Speriamo!) - "Archimede cuoco per poco" (Macchetto/Lucci) che vede l'inventore più balzano di Paperopoli invitato a pranzo da una gentile vicina di casa; l'ennesima - discreta - puntata di Space Cab dal titolo "Snack Bar" di Salvagnini/Sciarrone, che secondo me dovrebbe tornare a disegnare storie lunghe e avventurose, la terza storia breve è "Paperino, Paperoga e il sonno... pagato" di Cimino Pastrovicchio (un bravissimo autore da segnarsi per il futuro!) in cui i due cugini più disastrosi del mondo del fumetto vengono pagati per dormire, in barba allo Zio Paperone!. Il numero si chiude con "Amelia e il rifugio inabitabile" di Pandini/Soldati in cui la strega più simpatica (e sfortunata della Disney) è disturbata da turisti e piazzisti in visita al Vesuvio. Il numero è buono per cui la valutazione, grazie anche alla presenza di Asteriti, Mastantuono, Intini, Molinari, Pastrovicchio e Cimino si merita una valutazione di 4 stelle. Una domanda alla redazione... ma il Club di Topolino, ritorna? Fateci sapere che siamo in fremente attesa!

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Un numero nel complesso buono con una discreta varieta' di storie con l'unica pecca di pubblicare troppe avventure di Vicar e una sola di Cesar Ferioli che, finalmente, torna a farsi vedere sul Mega. Si apre con la storia pasquale "Paperino e le uova con... sorpresa" (D 2002-146) di Gilbert/Vicar che mostra le solite pecche che gli autori danesi hanno con le avventure pasquali. Si continua con la D 2000-128 dal titolo "Pippo e gli alberi di spaghetti" in cui i nostri eroi si recano a Hula-Hula perche' hanno acquistato una piantagione di pasta. Ritorna ancora Vicar con "Questione di forma" (D 2000-204), con "La casa dei sogni" (D 9718 e "Auto a... fischietto" (D 88181). Si prosegue con due avventure di Maga Mago' abbastanza brutte e ritorna anche la coppia Mc Greal ai testi, questa volta illustrati da Andersen, con una storia dal titolo "Paperino aspirante cavaliere" (D 99287) e viene anche pubblicata una avventura dal titolo "Nonna Papera e il mistero delle uova" (D 2002-126) che vede una stilizzazione di Ciccio - da parte di Marsal - veramente brutta. Ritorna, finalmente, Topolino con due storie "Oltre i confini della realta'" dal titolo "Topolino e lo spiritello dispettoso" (D 99211) di Markstein/Rodriquez e "Topolino e la pianta mangia-amici" (D 2001-101) scritta da Sara Kinney e disegnata da Cesar Ferioli in cui i nostri tre amici (Mickey, Goofy e Butch, come da tradizione danese) vivono strane avventure in un orto botanico. Chiudono il fascicolo 4 storie di Vicar "Una coscienza... letteraria" (D 98211), "Concorrenza scimmiesca" (D 88283), "Questione d'abito" (D 89192) e "Mister Coniglietto" (D 9040). Un bel fasicolo un po' troppo inflazionato di avventure di Vicar e poche con protagonista il Topolino di Cesar Ferioli.

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Un numero ben assortito torna ad essere assemblato dalla redazione. Si apre con la collaudatissima coppia Casty/Cavazzano che ci offrono "Topolino e il segreto della balena nera", una avventura ecologistica che richiama in modo positivo tutte le avventure quel tipo che negli anni la Disney ha saputo offrirci. Si prosegue con "Zio Paperone e l'espediente della moneta corrente" di Macchetto/Faccini in cu veniamo a conoscenza di un hobby di zio Paperone: spendere una banconota e riguadagnare la stessa nell'arco della giornata. La terza storia, scritta da Barbara Pellizzari e disegnata dal Maestro Alessandro Del Conte, si intitola "Archimede e l'invenzione infinita" e vede il nostro inventore preferito (aiutato attivamente dal piccolo Edi) alle prese con problemi di assemblamento pezzi prefabbricati. La Serie "Space Cab" giunta alla sua terza puntata dal titolo "Clienti difficili" (Salvagnini/Sciarrone) si dimostra piu' interessante del solito mentre "Paperino e l'amuleto portentoso" (Salvagnini/Pavone) presenta un Paperino con la soluzione a tutti i suoi problemi: un potentissimo amuleto che lo aiutera' sicuramente nella sua vita se non fosse che... Si prosegue poi con "La lunga notte di Ciccionik" (Bosco e Valentini/Meloni), avventura in cui l'affamato Ciccio viene lasciato da solo in casa di Paperino e scopre il suo segreto piu' nascosto ed intimo. Il fascicolo si chiude con "Brigitta e la svolta di successo" scritta da Carlo Panaro e disegnata da Federico Mancuso in cui la spasimante di Paperone si fa strada nella creazione di gioielli creando al vecchio papero piu' di un problema.

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Il numero di marzo di Zio Paperone si apre con l'affascinante - e poco conosciuta - avventura di Tony Strobl dal titolo "Paperino e la ruota" in cui Paperino, dopo aver disprezzato la piu' vecchia invenzione del mondo, rivive i passaggi che han fatto di questo oggetto il piu' importante del mondo. A questa storia sono abbinate la bellissima copertina di Rota (avete notato Paperino in macchina?), una retrocopertina sempre di Rota, un lungo articolo di Luca Boschi e 3 pagine ristampate direttamente dal fascicolo originale (fantastiche! Complimenti a chi ha avuto l'idea! Cose del genere non si trovano facilmente!). A seguire troviamo il X Capitolo dei Dragon Lords dal titolo "Affari di famiglia" di Erickson/Cavazzano e l'inedita "Zio Paperone e un affare di cuore" di Laban/Scarpa in cui Zio Paperone sta per sposarsi con una eccentrica miliardaria. Si continua poi con un articolo su Don Gunn, un artista definito minore ma sottovalutato dalla critica e dai lettori. Di Gunn, si stampano 4 storie di fine anni 40 che richiamano altrettanti shorts con Paperino. Chiude il fascicolo "Paperino allevatore pecorino" di Gerstein/Vicar. Il numero nel complesso e' ottimo. Le tavole di Gunn sono assolutamente deliziose (speriamo che in futuro ci vengano proposte anche le restanti 29) e la storia di Scarpa e' inedita e questo è un valore aggiunto del fascicolo. Senza dimenticarci ovviamente di "Paperino e la ruota", una avventura che da sola vale il prezzo del fascicolo. Da gennaio Zio Paperone non ne sbaglia una regalando ai suoi lettori storie di Don Rosa, di Scarpa, di Strobl e di altri grandi autori per cui non posso esimarmi dal dare la stessa valutazione dei numeri precedenti: il massimo!

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Seguendo un tracciato iniziato a gennaio, i Grandi Classici tornano, finalmente, a farsi leggere e a farsi apprezzare grazie alla buona varieta' di storie e, soprattutto, alla ristampa di due avventure non viste da decine d'anni chiamate qui "Storie Preziose". E storie preziose lo sono davvero se si pensa che "Topolino contro Joe Pantera" del grande team Martina/Carpi non vede la luce su pubblicazione italiana dal 1963 e se "Paperino e l'eredita' indiana" di Chendi/Bottaro non e' ristampata da almeno 20 anni. Oltre queste due importanti avventure sono da citare almeno, in ordine sparso: "Topolino e la bussola del Khan" e "Pippo & Gancio e il restauro di prestigio" disegnate da Scarpa, "Paperino e il pesce d'aprile" di Barks, "Paperino e Capitan Uncino... ai ferri corti", disegnata dal bravissimo Tony Strobl, "Topolino e l'isola dei papaveri" disegnata da Onofrio Bramante, "Qui Quo Qua nella magica foresta" disegnata da Massimo De Vita. Il fascicolo si chiude con una storia disegnata da Asteriti (Super Pippo e i superpoteri a singhiozzo), da Perego "Zio Paperone e il siero dell'onesta'", da Giorgio Di Vita "Topolino e l'effetto trasmutatore" e dallo Studio Comicup "Paperino e il pesce d'aprile". Un fascicolo ottimo che si merita il massimo dei voti!

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Donocchio è una grande parodia ante-litteram. Pubblicata per la prima volta in USA in abbinamento alla versione fumettata di Pinocchio, è una storia che ha per protagonista Paperino il quale, dormendo, inizia a sognare d'essere nel libro di Collodi e di vivere le avventure del burattino. Disegnata da Walt Kelly, "Donocchio" è la storia principe di Zio Paperone 173. Per questo Marco Rota illustra una copertina a tema (ne aveva proposte due, a quanto si apprende dal fascicolo, e la seconda viene pubblicata a pg. 12), Luca Boschi scrive un lungo articolo su Pinocchio (e su Kelly e su Donocchio) in apertura del fascicolo e sempre Rota, illustra il cocchiere in ultima di copertina. Ma Donocchio non e' il solo protagonista del numero: sul numero di febbraio di Zio Paperone, infatti, appare anche una storia di Paul Murry, con il papero e il burattino più famoso del mondo come protagonista, "Paperino e Pinocchio in il segreto delle bacche di bontà". Si prosegue, poi, con la storia "Zio Paperone e l'opera da un decino" di Gerstein/Branca, un paio di tavole autoconclusive degli anni 50 e l'immancabile saga dei Dragon Lords. Ma le sorprese non sono finite. Torna, infatti, Don Rosa con una storia da lui solamente disegnata dal titolo "Paperino educatore modello" e, soprattutto, viene pubblicata la terza avventura coi paperi che il Maestro Romano Scarpa illustra, su testi di Terry Laban, per la Danimarca "Zio Paperone - Questione di sicurezza". Un numero difficilmente ripetibile, questo, per bellezza e raffinatezza delle storie, rovinato, purtroppo, dalla ristampa dell'avventura di Murry su un Maestri Disney versione bianca che, quindi, abbassa la valutazione di una stella. Prezzo 5.20

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Se per avere una raccolta con storie di Brigitta bisogna attendere San Valentino, allora che sia San Valentino tutto l'anno. Monteduro e Ambrosio sembrano dei veri appassionati della bionda spasimante di De Paperoni e ristampano, quindi, dei piccoli capolavori. Si apre con la sempreverde "Il matrimonio di Zio Paperone" di Massimo De Vita che da sola vale il prezzo del fascicolo; si continua con diverse altre ottime avventure nel segno di Brigitta. Tra le tante vorrei segnalare almeno "Zio Paperone e il ratto di Brigitta" di Romano Scarpa, avventura che presenta ai lettori Filo Sganga, "Zio Paperone e il tradimento di Brigitta" scritta dallo Staff di If e disegnata da Romano Scarpa che ci mostra uno Zio Paperone geloso (giustamente) del fatto che la sua "fidanzata" se la intenda con un giovane spasimante. Si prosegue poi con "Che fine ha fatto Brigitta" di Pandini/Intini, con "Zio Paperone e il legame risentimentale" (Arrighini/Molinari) e "Zio Paperone e la sfida 2 a 2" (Arrighini/Ziche). Da segnalare ancora "Brigitta e il doppio Zio Paperone" di Pandini/Mastantuono e "Zio Paperone e il connubio delle nubili" (Marconi/Bordini). Degna di nota, infine, anche "Zio Paperone e la moneta esplosiva" di Gazzari e Chierchini. Vorrei spendere ancora due parole per la strana "Brigitta e l'insonnia di cuore" in cui Catenacci ipotizza, e Urbano disegna, una telefonata molto particolare a casa di Brigitta e "Zio Paperone e la sposa promessa" in cui Brigitta riceve una proposta di matrimonio da Paperone. Ma sara' proprio cosi'? All'autore, l'immancabile Romano Scarpa, la spiazzante sentenza. Prezzo 5.20

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Un bel fascicolo con belle storie. Questo in sintesi il commento sul numero di febbraio dei Classici. Avvolte in una copertina a tema di Lucio De Giuseppe con Zio Paperone troviamo, infatti, alcune tra le piu' belle storie degli ultimi anni. Si incomincia con la prima avventura delle fantaleggende dal titolo "Re Paperon e il tesoro delle 3 chiavi", una saga fantasy scritta da Caterina Mognato e disegnata da un ottimo Giuseppe dalla Santa. Si continua poi con la prima avventura che ha per protagonista Bruto, il figlioccio adottivo di Gancio il dritto, dal titolo "Topolino e il rampollo di Gancio" di un ottimo Romano Scarpa aiutato agli inchiostri da Alessandro Del Conte. Sempre di Scarpa, questa volta in collaborazione con Giorgio Cavazzano, troviamo "Zio Paperone e il cibo degli dei", avventura degli anni 70 scritta da Rodolfo Cimino. Non manca nel gruppo, ovviamente, una avventura di Guido Martina dal titolo "Le fantastiche imprese di Topolino-Blitz", disegnata da Guido Scala. Conclude il numero "Pico esperto amorologo", avventura del 1995 scritta da Nino Russo e disegnata da Enrico Soave e "Paperino e l'avventura a Rio" avventura carnevalesca, l'unica del fascicolo, di produzione brasiliana. Prezzo 2.50

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Il fascicolo si compone di due storie inedite e 8 avventure ristampate da Minni & Co. La prima storia inedita è di Corteggiani/Mazzarello e si intitola "Minni in: una piccola passeggiata" e vede Minni, Clarabella e Pluto vivere alcune pericolose avventure in montagna; la seconda, più interessante, è stata scritta da Nino Russo e disegnata da Giampiero Ubezio si intitola "Trudy: agli ordini" e vede Macchia Nera, in combutta con Pietro Gambadilegno, farsi aggiustare il mantello da Trudy che, per una volta, si vendica delle angherie subite dai due ladruncoli riparandolo con stoffa a fiori. Le ristampe degne di nota sono almeno tre: "Paperina e la festa del cinema", da Minni 56, di Mario Volta e disegnata dall'ottimo Valerio Held; "Le G.M. e la leggenda di Pegaso", da Minni 54, scritta e disegnata dall'ottima Alessia Martusciello (ma non collabora più con Topolino? è veramente brava!) e "Minni e i desideri d'amore" di Giustina Porcelli e Giorgio Cavazzano che vede tra le protagoniste anche la maga Tebel, amica di Minni creata appositamente per la testata che ha avuto poca fortuna. Prezzo: 2,20

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Il primo numero di Buzz, con un mese esatto di ritardo, è giunto in edicola. Non che mi aspettassi molto da questa testata che riprende i cartoni animati del ranger spaziale però speravo che fosse quantomeno più interessante e portatore di inaspettate novità. Così non è stato, purtroppo. Il fascicolo si compone di una sola storia "Doppio agguato" in cui scopriamo che Buzz deve riuscire a catturare, grazie all'aiuto dei suoi amici e dei lettori, Torque, un criminale spaziale. La storia, infatti, è inframezzata di giochi e di pagine da colorare molto semplici fattibili soprattutto dai bambini più piccoli cui la testata viene dedicata. Oltre alla storia il fascicolo si compone ancora di due pagine di schede sui cattivi che i lettori incontreranno nel tempo e di altre due pagine con i buoni, si compone poi di un doppio poster e alcune semplici curiosità sullo spazio. Insieme al fascicolo, infine, è compreso un'astronave giocattolo. Prezzo 2.20 Euro.

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Branca, Vicar, Rota e Fecchi sono gli autori che si distinguono in questo numero del Mega 3000 carneval-valentinesco. Se, però, le storie sono in media buone/ottime, purtroppo, l'editing del fascicolo è sbagliato almeno un paio di volte e in un caso è particolarmente "grave" dato che accreditano una storia di Paperino al compianto Manuel Gonzales - lui che è famoso per le sue tavole domenicali di Mickey Mouse - invece che a Josè Maria Millet. Il secondo errore meno grave ma che non si spiega è l'attribuzione di una storia a Daniel Branca quando invece è disegnata da Vicar. Il numero si apre con una serie di storie sportive di cui vorrei ricordare la D 88284 "Lo scambio di personalità" scritta da Paul Halas e disegnata da Vicar. Si prosegue con la D 2001-065 "Topolino e l'effetto-Pinocchio" in cui il nostro eroe, per colpa di un esperimento del Dott. Static, vede il suo naso ingrandirsi se racconta bugie. Si continua poi con due storie del gabbiano Sonny: la D 2000-109 (Qui Quo Qua e il campeggio delle GM) in cui Sonny accompagna i suoi amici al campeggio e la D 2000-166 (Qui Quo Qua e l'incontentabile scontento) in cui Sonny viene adottato da una ricca signora. Si prosegue ancora con la stupenda "Paperino e il pasticcio di San Valentino" di Marco Rota in cui il papero sfortunato crede di esser stato mollato da Paperina il giorno di San Valentino. Tre storie, di cui una di Vicar, hanno per protagonista Archimede Pitagorico e il suo laboratorio e, infine, Massimo Fecchi, un promettente collaboratore danese di origine italiana, disegna "Zio Paperone e il viaggio nel futuro" in cui il vecchio papero ghettato viene trasportato nel futuro. Prezzo 2.60 Euro.

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Finalmente un Topolino come quelli che piace a noi. Autori e disegnatori di valore indubbio collaborano a questo numero in modo egregio e fan tornare a respirare un Topolino che ultimamente era stato un po' in affanno dato che non sfornava 5 storie ottime sullo stesso numero da molte settimane, sicuramente dal 2003. Il numero si apre con "Macchia Nera e il buon vicinato" di Alberto Savini e Giorgio Cavazzano in cui il cattivo più cattivo di tutti i Disney, che qui si fa chiamare Ian MacAcher, si rifugia, per un colpo nella piccola cittadina dove vive zia Topolinda. Essendo una piccola città, ovviamente, Macchia Nera verrà notato e sorvegliato a vista da tutta la popolazione e i suoi piani rischiano seriamente di andare in fumo. Questa storia è da citare per almeno altri due motivi: la prima è che - conoscendo la nascita di Macchia - sembra di vedere Walt Disney alle prese con i piccoli problemi della vita quotidiana; la seconda è che Cavazzano rimane particolarmente affascinato da questa storia e ci propone un ottimo disegno. A favore di questa storia non va poi dimenticato il fatto che è un'avventura vissuta completamente da personaggi secondari e che, finalmente, dopo tantissimi anni d'assenza (una decina se non erro) torna a far capolino anche la zia Topolinda di scarpiana memoria. Si prosegue con "Paperino e la robustissima ro-busta" scritta da un ottimo Fabio Michelini e disegnata da un altrettanto bravo Maurizio Amendola; "Topolino e la serata all'opera" è una simpatica avventura di Rudy Salvagnini disegnata da Sergio Asteriti che svela uno dei difetti più grossi di Topolino (e di parte della gente normale): dormire durante le rappresentazioni teatrali. "Amelia e la prova d'appello" è un'altra bella storia del fascicolo. Scritta da Giorgio Figus e disegnata da Salvatore Deiana l'avventura vede Amelia dover superare una prova d'appello per poter mantenere la "patente di strega" così chiede aiuto ad Archimede che, prontamente, l'aiuta. La storia è bella per due aggiuntivi motivi: Deiana si ricorda di disegnare Edi (avrete capito da tempo che il sottoscritto è un fan del piccolo aiutante di Archimede) e, soprattutto, l'avventura ricorda da vicino (anche se le situazioni e gli sviluppi furono completamente diversi) "Archimede contro Nocciola" dei due indiscussi maestri Carlo Chendi e Luciano Bottaro. Il numero si chiude con "Zio Paperone e il nuovo antico febbrone" (Macchetto/Ferraris) in cui Paperone parte con Battista per una nuova caccia all'oro e con la terza puntata di "Paperoga e la sfida imperdibile" di Vitaliano e Gottardo. Da segnalare, per una volta, i tre ciak che sono tutti molto belli specialmente quello di Amelia scritto da Bruno Sarda e disegnato dall'ottima Michela Frare. Prezzo 1,80 Euro.

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Un numero un po' sottotono questo di Cip & Ciop, vuoi per la mancanza di un disegnatore principe come Alessandro Del Conte, vuoi per la mancanza di una storia che spicca sulle altre. La testata - al solito - si apre con l'avventura del prof. Van Cioppen dal titolo "Cip & Ciop e la multimaschera" scritta da Nino Russo e disegnata da Maria Grazia Galliani in cui l'inventore del bosco crea una maschera che cambia ogni qual volta chi l'indossa vuol cambiare personaggio. Si continua poi con una storia della serie "I Gialli di Cip & Ciop" dal titolo "Giallissimo" in cui i due scoiattoli spiegano a Cindy sul perchè fanno parte dell'Unione Investigatori. L'ultima storia inedita presentata è "Cip & Ciop e gli scherzi di Scotty" (Anna Falcetti/Cristina Stella) in cui lo scoiattolo più "scherzomane" del bosco se la prende con i due fratelli. Si continua, poi, con la storiella da 1 tavola di Bruno Concina e disegnata da Anna Falcetti in cui si scopre che Ciop è forzuto. La ristampa, infine, si intitola "Cip & Ciop e la sorpresa di San Valentino", scritta e disegnata dallo Staff di IF in cui Cip & Ciop scrivono biglietti di San Valentino a tutti gli amici. Prezzo 2,70 Euro.

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E' una bella testata Disney in Cucina perchè insegna ai lettori giovanissimi a cucinare pietanze e dolci sfiziosi. La redazione della testata, infatti, si sforza per cercare modi simpatici per avvicinare i lettori ai fornelli. Una rivista che - se all'inizio mi lasciava un po' stupefatto e ironico sulla sua nascita - apprezzo sempre più. A parte le ricette (e questo mese si insegna a cucinare, per esempio le "Fish and Chips", una Pizza della foresta ripena di Nutella, le bugie (o chiacchiere), una pizza a forma di maiale), la testata contiene anche due storie brevissime scritte dal "cuoco" Augusto Macchetto. La prima di 2 tavole è disegnata da Turconi (Nonna Papera, Pico e.... le chiacchiere) e insegna, a fumetti, a cucinare i famosi dolci di carnevale; la seconda, disegnata da Antonello Dalena è una tavola di Paperino Paperotto ambientata ad una festa. Per quanto riguarda la parte Disney vorrei ancora far notare "Prima di cominciare" in cui mese per mese un personaggio Disney insegna a suo modo come prepararsi a cucinare, di turno questa volta è Paperinik disegnato da Antonello Dalena (e inchiostrato da Raffaella Seccia); l'altra rubrica Disney si intitola "Nel frigorifero di..." in cui ogni mese viene aperto un frigorifero di un personaggio Disney: questa volta tocca a Topolino e scopriamo che la lista della spesa è formata da tanti westerniani "WANTED" o che il topo più famoso è ghiotto di... formaggio ovviamente. Ogni mese, infine, la testata regala gli attrezzi del mestiere del cuoco e questa volta tocca a due tovagliette stile americano. Prezzo 2,90 Euro.

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Operazione commerciale. Questo in due parole il sunto di questo fascicolo uscito il 20 gennaio in edicola. Operazione commerciale perchè, guarda caso, negli stessi giorni usciva "L'ultimo samurai" un film molto aspettato dai cinefili con Tom Cruise che, comunque vada, fa sempre grandi vendite. Operazione commerciale perchè, a parte due storie, non esistono avventure sufficientemente interessanti con Topi (e Paperi) dedicate al giappone. Di queste due appena una è stata ristampata. Il fascicolo, quindi, si apre con la fascinosa "L'ombra del drago" scritta in modo magistrale da Tito Faraci (un nome una garanzia) e disegnata da un Paolo Mottura che viene coinvolto dall'avventura - cosa rara per la sua produzione - e quindi si sbizzarrisce nel suo lavoro. Completa l'opera uno stupendo uso dei colori che raramente si è visto nelle testate Disney. Massimo De Vita disegna, su testi di Guido Martina, l'avventura "Paperino e la spada del samurai" in cui Paperino entra in possesso di una spada portasfortuna. Si prosegue poi con "Archimede e una frana di nipote" storia carina scritta da Caterina Mognato e disegnata da Danilo Barozzi (qui accreditato come Staff di If per la quale collaborava a suo tempo) che, per una volta, non dimentica il personaggio di Edi nel laboratorio del genio gallinaceo. Si prosegue con l'immancabile (e insopportabile) avventura "Topolino e l'orgoglio dello shogun" scritta da Sisto Nigro e disegnata da Franco Valussi in cui Topolino, Minni e Pippo si trovano coinvolti in un caso di spionaggio industriale nel Giappone moderno. Si conclude, infine, con "Paperino e il vaso rosso dei Ming" di Luciano Bottaro che fa svenire Paperino, il quale si ritrova in Giappone alle prese con draghi e filosofi orientali. Prezzo 3 Euro

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Cip & Ciop è una di quelle testate minori spesso snobbate dai lettori "colti" di Zio Paperone e/o di Topolino. Sono alcuni anni che ho iniziato ad acquistarlo e trovo che il lavoro svolto dalla redazione su questi due personaggi sia stato notevole. Gli scoiattolini, finalmente, sono proprietari di due personalità ben distinte e diverse, un po' come accadeva nei cartoon degli anni 40/50 e non, come avvenne negli anni precedenti l'uscita di questa testata, due esserini di colore diverso ma tuttosommato intercambiabili. A questi due character si sono aggiunti, nel tempo diversi personaggi: da Nonna Cioppa, a Cindy (una scoiattolina che fa perdere la testa ad entrambi i ragazzi anche se molto pudica e completamente differente dalla vamp che fece innamorare i due in un famoso cartoon), Fiorellino e Tippete tratti da Bambi, una tartaruga, l'orsetto lavatore di Biancaneve, il castoro De Castor di Winny The Pooh. Insomma personaggi da far interagire ce ne sono a sufficienza. Ma veniamo al numero 171 tuttora in edicola. Il numero è innegabilmente bello: si apre con la storia di 6 tavole "Cip & Ciop e l'invenzione eroica" della serie "Le avventure di Van Cioppen" - uno scienziato clone di Archimede Pitagorico creato da Nino Russo e Maria Grazia Galliani che lavora anche a questa avventura. Altra storia dello stesso tandem d'autori è "Cip & Ciop e il parente orientale" in cui Cip & Ciop invitano a casa loro il cugino Cippolo emigrato in Oriente quand'era ancora uno scoiattolino. Si prosegue poi con una avventura "Cip & Ciop e la soffitta fantasma" scritta da Max Valentini e disegnata da un Alessandro Del Conte che collabora alla testata (in maniera egregia) da un paio d'anni in cui Ciop, il più pauroso dei due, viene spaventato dal cugino di Fiammetta, Lillo, in una soffitta creduta infestata da fantasmi. L'ultima storia è, al solito, una ristampa: tratta da Cip & Ciop 68 del 6/1995, infatti, viene riprodotta "Mirtillo e la tartaruga di latta" scritta dal prolifico (per la testata ha prodotto circa 100 storie) Carlo Chendi e disegnata da Francesco Legramandi. Visto che è la prima volta che si parla di Cip & Ciop voglio riportare, almeno solo per nomi, gli autori che, ultimamente, collaborano alla testata: gli autori Nino Russo, Anna Falcetti, Marco Bosco, Bruno Concina, Augusto Macchetto, Massimiliano Valentini e i disegnatori Alessandro Del Conte, Maria Grazia Galliani (anche copertinista), Francesco Legramandi, Fabiana Iacolucci, Cristina Stella, Cristina Spagnoli. Insomma le prospettive per avere grandi storie (ricordatevi comunque che il target cui si rivolge è quello dei bambini dai 3 anni ai 6, indicativamente) e per iniziare a seguire la testata ci sono anche qui, no?

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Fa effetto leggere storie natalizie il 20 novembre e vedersi copertine con abeti ma, visto che alla festa più commerciale dell'anno, manca poco più di un mese dovremo adattarci e iniziare ad essere invasi nelle edicole e in televisione da questo tipo di cose. Il fascicolo è nella media dei valori soliti. Putroppo, però, bisogna notare la mancanza nel numero di autori come Cesar Ferioli (che, mettetela come volete, alza in maniera spropositata il valore di un Mega 3000 qualasiasi) e di Daniel Branca, anch'egli importante "collaboratore di testata". Ma le sorprese sono anche positive. Si apre, infatti, il fascicolo con Daan Jippes e la sua "Paperino e la consegna volante" (D 2002-093) che richiama vecchie storie di Barks e vecchi hobby del nostro papero preferito. Sono diverse le storie da citare per cui inizio subito con "Qui Quo Qua e il regalo conteso" della coppia McGreal e Esteban, "Zio Paperone e la promessa dell'albero" di Transgard e Vicar che torna con "Il concorrente", protagonisti i Bassotti. Citerei ancora, per uno strano de-ja-vu scarpiano la storia "Zio Paperone... estremo campione" (Laba/Rodriguez) e per spiegarvi il già visto vi "spedisco" a pg. 179. A Topolinia citerei, invece "Topolino e il servitore per la vita" (Markstein/Rodriguez) in cui il nostro eroe viene servito e riverito, contro sua voglia, da una famiglia del Kepal; "Topolino e il padrone del divertimento" (Sarah Kinney/David) in cui il topo risolve, grazie a Pippo, i misteri di un luna park particolare e "Topolino e il cercatore stanco" (Sarah Kinney/Xavi) ambientata sulle montagne. A conclusione citerei ancora "Topolino, Pippo e Paperino in... la sfera nera" (Phil/Fecchi), una storia fantasy ben strutturata e disegnata da un ennesimo autore ispirato da Giorgio Cavazzano. Prezzo 2.60 Euro.

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Il fascicolo non è bellissimo. Le storie ristampate sono tutte già viste e riviste negli ultimi anni molte volte. Tutte, tranne la prima "Topolino e il doppio mistero di Macchia Nera" (comunque già vista meno di un anno fa su un volumetto di Repubblica) risalgono al massimo agli anni 80. "Topolino e il mistero della Lunabis" di Macchetto/Perina è poco riuscita anche se in se ha alcuni spunti interessanti. "Topolino e il suo amico Macchia Nera" di Ferrari e Chierchini è particolare nella sua unicità: è raro vedere Topolino e Macchia Nera risolvere gialli da soli. Quando poi, poche pagine dopo, ti ritrovi "Topolino e il fantomatico ritorno di Macchia Nera" dove il nostro non esce mai di prigione ma anzi viene accusato ingiustamente di alcuni rapimenti ti chiedi "Perchè? Perchè? Macchia Nera non è così!". Una boccata d'ossigeno la si respira con "Topolino e il prototipo avveniristico" di Carlo Panaro/Giuseppe dalla Santa. Chiude il fascicolo "Topolino e il dominatore delle menti" di Panaro/Asteriti in cui il nostro, grazie ad uno scienziato riesce a soggiogare i Topolinesi. Il fascicolo, fosse stato meglio assortito (magari con storie di Paul Murry o di Cesar Ferioli) avrebbe preso 5 stelle senza alcuna esitazione (anche per la particolare "venerazione" che provo nei suoi confronti) ma, contando anche il prezzo di 3 Euro, il voto non può superare le 2 stelle. Come si suol dire: un'occasione mancata.

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La saga dei Dragon Lord arriva al suo sesto capitolo senza grossi scossoni, attenderemo per un suo definitivo decollo fino alla fine della storia? Interessante la storia di Romano Scarpa "Zio Paperone e il figlio adottivo" (codice I.N.D.U.C.K.S. S 71369) che oltre ad accennare (anche se in maniera molto superficiale) temi non consueti nel mondo Disney come l'adozione, non si appariva nelle varie ristampe da una decina di anni. Come spesso accade, risulta essere più interessante per i disegni che per la trama la storia di Lars Jensen e Marco Rota "Paperino - Altri mondi", dove mi sarebbe piaciuto vedere uno sviluppo più interessante del rapporto tra Paperino e Luna. Assolutamente da non perdere per i veri amatori del fumetto Disney "made in USA" la presenza della semi-inedita "Panchito" del grande artista Ken Hultgren (molto interessante anche l'articolo su di lui di Luca Boschi): figuratevi che questa storia in Italia è stata pubblicata solamente in formato striscia e nelle ristampe amatoriali della Comic Art! Poi una delle ultime storie di Don Rosa rimaste inedite in Italia "Paperino in 'Il piacere di dare'", piacevole e divertente. Chiudono il fascicolo due storielle di Amelia, che nulla hanno da aggiungere a quanto già detto sull'argomento, ed un one-pager di Bradbury del 1953 ancora inedito in Italia (eccezion fatta per le già citate ristampe Comic Art). Concludendo un buon numero, forse migliorabile, ma comunque di valore. Un'ultima curiosità: nella rubrica della posta viene presentata una lettera scritta da un nostro "redattore": Francesco Gerbaldo. Prezzo 3,5 Euro.

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La Disney è proprio strana. Ti mette le sorprese e le belle storie più facilmente su testate quasi anonime che sul settimanale più importante... Il numero, nella media, non è alto ma ha all'interno almeno quattro storie assolutamente da leggere. La copertina, intanto, è di un tal Fabio Celoni che i più ricordano su PKNA ma che su Topolino è da un po' che non torna... Si parte con la storia inedita "Paperinik e il dilemma della forma fisica" dell'affiatatissimo tandem, che dovrebbe arrivare anche sul settimanale, Lucio Leoni ed Emanuela Negrin. In questa storia i lettori vengono a conoscenza di una cugina dei Bassotti, Olimpica-176, molto in gamba negli sport; grazie ad una scusa Olimpica si attaccherà a Paperinik cercando di farlo stancare ma gli imprevisti sono sempre in agguato. Delle altre storie meritano almeno una citazione le bellissime "Super Paperinik" e "Paperino e la missione filatelica" entrambe di Giulio Chierchini. Ci sono poi un paio di storie francesi di dubbio valore e una storia interessante di Pezzin, disegnata da Giancarlo Gatti con il suo solito tratto poco avvincente. Ma la perla del fascicolo è la ristampa, da Paperinik 28 del 1996, della storia "Paperinik contro Ladrik" storia scritta da Fabio Michelini e disegnata da un Guido Scala ancora in ottima forma. La storia è resa interessante dalle citazioni che, al solito, Michelini inserisce nella sua storia, come la canzone che suona la radio-sveglia di Paperino "I sogni son desideri, di felicità..." ad un ladruncolo chiamato Giovannino Ladrodimele, probabilmente un discendente del più famoso Giovannino Semedimela conosciuto in "Lo scrigno delle sette perle" alle citazioni di canzoni italiane, rimaste in originale come "In questo mondo di ladri" di Venditti, o riscritte per l'occasione come "Tu mi fai rubar, tu mi fai rubar" che richiama spudoratamente Patty Pravo.

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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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