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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Il 3207 inizia con il terzo episodio di PK - Il marchio di Moldrock, che continua… continua… continua. Tra vecchi personaggi che rispuntano dal nulla, i soliti voltafaccia e poco altro, si arriva alle porte dell'ultima puntata di una saga che sembra ancora ben lontana dal punto di arrivo. Chissà che l'ultima puntata non porti anche un po' più di sostanza, o se davvero per quella bisognerà aspettare il prossimo giro.
A seguire, Paperino Paperotto al Giro di Quack Town (Macchetto/Gula), simpatico omaggio al centesimo Giro d'Italia in cui ci si rituffa nelle innocue e semplici atmosfere di Quacktown e dei suoi giovani abitanti. Una storia simpatica e spensierata in cui, oltre al quintetto di amici, il vero protagonista è lo spirito di squadra, che porta ad un bel finale. Avercene, di storie con questo spirito!
Seguono una brevissima piuttosto sciapa a tema X Mickey, in cui si fa fatica a ritrovare le stesse atmosfere horror tanto decantate nel richiamo alla ripubblicazione sul mensile dedicato e una breve dedicata a Paperino e a Paperoga, in cui la trama non è davvero niente di eccezionale, ma sicuramente spiccano i disegni di Chierchini, per quanto non siano privi di imperfezioni.
A chiudere il numero un'avventura dallo stampo classico di Carlo e Ottavio Panaro, Zio Paperone e i germogli propizi, leggendo la quale non si può fare a meno di riportare alla mente le tante avventure in cui zio e nipote andavano in giro per il mondo alla ricerca delle popolazioni remote ai quattro angoli del pianeta. Trama tutt'altro che originale, quindi, ma con un canovaccio che, per quanto vecchio, ha sempre qualcosa di bello e piacevole da dire.

Recensione di Paperinika


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Torna il Comicon di Napoli (opportunamente strillato in copertina) e torna PK, con la nuova storia del ciclo incentrato su Moldrock, a cura di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio. La prima puntata de Il marchio di Moldrock è principalmente introduttiva, dato che offre poca azione, molte spiegazioni/racconti e troppi paroloni. Sembra quasi che le battaglie si combattano a suon di muscoli e parole che non di astuzia e abilità, ma dato che è comunque la prima puntata, conviene mettersi comodi e aspettare il prosieguo della vicenda, che di certo promette comunque sviluppi interessanti.
Impossibile non immergersi nel clima napoletano con Zio Paperone e il maggiordomo partenopeo (Stabile/Fizialetti): il giovane autore campano mette in piedi una fresca e divertente commedia degli equivoci, in cui alla fine non si può non compatire il povero Battista.
Dopo una breve senza infamia e senza lode è il turno di Tip e Tap e lo straordinario mondo del Toc (Macchetto/Asteriti), già pubblicata da poco sul volume Special Edition dedicato a Sergio Asteriti: la storia, che sarebbe più sensato definire una fiaba si ha una parte quasi onirica e una più realistica, in cui si giunge alla conclusione che scrivere possa in qualche modo fermare il tempo, cosa che in un mondo sempre più preda della tecnologia non può certo essere un male. La trama è davvero poca cosa, ma l'atmosfera è simpatica, e i disegni di Asteriti, benchè chiaramente non al top, sono ad ogni modo gradevoli.
Chiude il numero Topolino, Pippo e la catastrofe linguistica (Camerini/Usai), che riporta sul libretto un linguaggio forbito e aulico come non se ne vedeva da diverso tempo, anche se si tratta di una presenza un po' ingombrante, come giustamente porta a pensare anche il messaggio che la storia vuole veicolare: che bisogna avere cura del linguaggio, evitando estremi sia in senso positivo sia in negativo, in mondo da continuare a rendere il patrimonio linguistico vivo e non solo appannaggio delle vecchie generazioni.
A corredo le classiche interviste, anticipazioni e mancoliste che accompagnano ormai da alcuni anni le principali fiere del fumetto.

Recensione di Paperinika


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Il numero di San Valentino è all'insegna di Fantomius e della sua compagna Dolly Paprika, di cui viene raccontata la genesi. Con Dolly Paprika l'ultimo (almeno per il momento) capitolo de Le strabilianti imprese di Fantomius, Marco Gervasio riempie un tassello importante per il personaggio, cogliendo il pretesto della festa degli innamorati per narrare la nascita del sodalizio di questa coppia criminale degli anni Venti. Lo stile e le atmosfere sono le stesse che hanno sempre caratterizzato la serie, con atmosfere prevalentemente notturne e Fantomius perfettamente a suo agio nonostante le maschere che indossa.
Il resto del numero è dichiaratamente improntato all'argomento clou della settimana, e, come spesso accade in questi casi, il rischio è quello di avere come risultato delle storie tutt'altro che eccelse. Cosa che puntualmente è accaduta anche in questa occasione, sia con i personaggi di Topolinia, sia con quelli di Paperopoli.
Minni e l’imperfetto fidanzato perfetto (Fontana/Perina) è a tutti gli effetti una commedia degli equivoci portata all'assurdo, espediente che o piace o non piace, difficile mantenersi equidistanti dai due estremi. Quello che è certo è che vedere Topolino infallibile anche quando non vuole esserlo dopo un paio di gag comincia a risultare pesante, mentre qua l'intera storia si basa su ogni aspetto che potesse essere messo in discussione con questo escamotage. L'espediente tutto sommato è anche riuscito, ma, come si diceva, o piace o non piace.
La controparte ambientata nel mondo dei paperi è forse più facile da giudicare, non fosse altro perchè gli aspetti da analizzare sono di più.
Fontana fa il bis con Doretta vs Brigitta (stavolta accompagnato da Mazzarello ai disegni), e anche questa si tratta di un'avventura abbastanza canonica, almeno per quanto riguarda la struttura simil cine panettone, aspetto che comunque viene reso molto bene. Ma questa è una storia che spicca per un ritorno importante, quello di Doretta Doremì, vecchia fiamma di Paperone ai tempi del Klondike. E alla luce di questo aspetto, non si può non leggere la storia anche con occhi diversi da quelli di chi si aspetta semplicemente una storia piacevole e divertente. La storia in questione lo è certamente, ma nel complesso i due personaggi femminili di Doretta e Brigitta ne escono male, malissimo, rispetto al confronto con gli esordi. Da personalità combattive e risolute a zitelle invidiose e rancorose l'una dell'altra, almeno fino alla (apparente?) riappacificazione finale e alla chiosa finale che lascia presupporre (si spera solo teoricamente) un ritorno della Stella del Polo.
Perchè non si può ripescare dal nulla un personaggio dal passato così importante e buttarlo nella mischia senza un minimo di rispetto di quello che il personaggio stesso rappresenta: viene difficile pensare che il Paperone intimidito che si appresta ad incontrare per la prima volta Doretta, "dopo tanti anni…" sia lo stesso che non si fa scrupoli nel defenestrare la stessa fuori dal deposito attraverso la botola anti scocciatori, come se quella storia di più di sessant'anni fa non fosse mai stata scritta. Stessa cosa che deve aver pensato anche il colorista, dato che la chioma di Doretta è grigia anche nella scena del flashback. Insomma, se come storia in sé può anche essere gradevole, di certo spiace vedere ridotto così un personaggio che è spiccato nel panorama disneyano con una sola apparizione, che sostanzialmente aveva già detto tutto quanto c'era da dire.
Ultima portata del numero Minni e l’operazione "m’ama non m’ama" (Pesce/Tosolini), in cui assistiamo all'ennesimo tentativo di invasione aliena, mascherato stavolta da quello che sembrava essere un giallo con i fiocchi. Anche questi sono personaggi che sarebbe bene lasciare a riposo, in assenza di motivazioni e trame più che valide.

Recensione di Paperinika


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Finita la saga di PK, si ritorna alla normalità. E se la normalità è quella che si trova questa settimana, ci sarebbe da metterci la firma, dato che tutte le storie del numero sono ben riuscite. Intendiamoci, manca il capolavoro, ma anche e soprattutto la nota stonata, e in un periodo in cui gli alti e bassi sono numerosi, non è affatto un male, anzi!
Con Paperino, Zio Paperone e la fusione... semifredda (Vitaliano/Mazzarello) prosegue il filone di storie dedicate al ciclo "Comics & Science", con quella che sembra essere un'avventura "di tutti i giorni" dei paperi in cui però trova posto in maniera naturalissima il riferimento alla fusione fredda (argomento che poi viene trattato in maniera interessante sul redazionale subito dopo: al di là delle storie in sè, il redazionale dedicato è un ottimo espediente in più per stuzzicare la curiosità dei lettori, giovani e meno giovani). Nella narrazione trovano posto anche i classici espedienti lessicali dell'autore, che stavolta sembrano meno pungenti del solito.
Prosegue poi anche la saga di X Mickey, con l'episodio La verde signora (Venerus/Mazzarello), che, se confrontato con la media generale della storie pubblicate negli ultimi mesi è sicuramente ottimo, ma perde miseramente il confronto con la precedente avventura, che aveva atmosfere di tutt'altro registo, più adatte ad una serie che si atteggia a serie "horror". Il risultato finale è comunque buono, con uno spaccato più quotidiano del mondo dell'impossibile.
Segue una breve della serie Dai retta a Paperetta: in sole quattro pagine, Compleanno canoro (Stabile/Lucci) ci si immerge nel mondo adolescenziale della protagonista, fatto di piccole gioie… e grandi soddisfazioni.
Non manca la storia di stampo (è proprio il caso di dirlo) classico: Nonna Papera e le torte spray (Michelini/Gatto) è classica dai nomi alla trama, ma lo svolgimento risulta di tutt'altro registro, con dei personaggi molto ben utilizzati.
La storia finale è invece una piccola chicca: in Superpippo e il coraggio di un eroe, Pietro Zemelo (con i disegni di Barbaro) ci offre una storia di SuperPippo molto seria (perlomeno in riferimento all'atmosfera sconclusionata che ha spesso accompagnato il personaggio), in cui non manca l'occasione di riflettere su cosa significhi davvero essere un eroe; i personaggi, sia il supereroe del titolo sia gli altri due protagonisti si presentano molto ben caratterizzati, e con degli atteggiamenti che colpiscono con le loro forti personalità.
Un gran bel numero, in conclusione!

Recensione di Paperinika


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Un numero alquanto variegato, questa settimana.
Si parte con il secondo episodio di PK - Cronaca di un ritorno (Sisti/Sciarrone), che procede in maniera spedita e intrigante quanto già iniziato due settimane fa. E' difficile e non ha molto senso dare un giudizio in corso d'opera, soprattutto in questo caso dove sembra che la carne al fuoco sia ancora tanta e che si sia ancora solo agli antipasti. Le premesse sono comunque ottime, e anche i disegni hanno il loro perché.
Leggendo La (nuova) versione di Gamba (Vitaliano/Tosolini) ci si immerge in una narrazione ai limiti dell'assurdo, ambiente nel quale l'autore si trova spesso a suo agio, e il risultato è una storia veramente piacevole e scorrevole.
Paperino e le meraviglie tecnologiche è (Faccini) autore completo, e si vede: in pratica non succede quasi niente, in teoria si sviluppa una catastrofe. I disegni fanno il resto, e accompagnano una trama divertente e folle allo stesso tempo.
A seguire la breve Quando Pippo... viaggiava in autostrada (Bosco/Di Vita), dall'impianto classico ma che comunque risulta tutt'altro che noiosa: anzi, al contrario, la trama originale e non "a blocchi" la fa sembrare molto più lunga ed articolata di molte altre sue simili.
In chiusura torna una storia straniera, Paperina in: Paperinika torna in azione (Troelstrup/Cavazzano) che ospita il ritorno danese della supereroina martiniana (nel frattempo - la storia è di alcuni anni fa - il personaggio è tornato anche da noi): l'avventura è abbastanza in linea con quelli che sono gli standard della produzione scandinava, ossia non molto pathos e situazioni più leggere, ma nel complesso si lascia leggere molto bene e intrattiene in maniera eccellente.

Recensione di Paperinika


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Dopo la variant, ecco la copertina "classica" dedicata a Duckenstein, nell'albo con la seconda e ultima parte della storia, terzo blocco della cosiddetta "trilogia dell'orrore" di Bruno Enna e Fabio Celoni.
La narrazione prosegue con la maestria a cui i due autori ci hanno ormai abituato, tra atmosfere e disegni di altissimo livello, offrendoci quella che si presenta come l'ennesima Grande Parodia disneyana, tra l'altro di un romanzo tutt'altro che leggero e spensierato.
Il resto del numero non si dimostra invece all'altezza, presentando quattro storie abbastanza ordinarie, perlomeno a livello di svolgimento, perchè ce ne sono due che hanno degli spunti comunque piuttosto interessanti.
Paperino e il temibile "V" (Moscato/Franzò) è una sorta di commedia degli equivoci basata sulle leggende metropolitane che nascono dal nulla, prevedibile nello svolgimento ma gradevole, allo stesso modo di Manetta e il testimone comodo (Valentini/Gottardo).
Paperino e l'impegno della nullafacenza (D'Antona/Baccinelli) e Qui, Quo, Qua e l'avvisatore tempestivo (C. Panaro/O. Panaro) si presentano invece come i tasselli più deboli della settimana, con trame abbastanza classiche e prevedibili.


Recensione di Paperinika


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I numeri con Casty sono sempre accompagnati da ottime aspettative, a maggior ragione se quello che ci si aspetta è un kolossal che da troppo tempo aspettava l'agognata pubblicazione. E' questo il caso di Topolino e il raggio di Atlantide, prima parte della terza avventura dedicata al filone della mitica Atlantide. L'autore, come è solito fare, compie un enorme lavoro di documentazione storico artistica, la cura dietro all'intero insieme traspare in ogni vignetta, da quelle ricche di dettagli a quelle più didascaliche, per non parlare delle belle inquadrature e di certi panorami che sembrano quasi lasciare senza fiato. Un'ottima prima parte che apre un numero altrettanto interessante.
A seguire abbiamo Topolino & Eta Beta: Fuga dall'infinito (Zemelo/Baccinelli), avventura un po' particolare in cui quasi vediamo i due vecchi amici avventurarsi verso l'infinito e oltre... Non si tratta di una di quelle storie che fanno la storia, ma di certo si rivela interessante e tratta un argomento rimasto finora inesplorato.
In Paperino Paperotto e un'avventura da brivido (Pesce/Martusciello) ritroviamo l'allegra e scanzonata brigata di Quack Town, alle prese stavolta con il cruccio di ogni bambino e di buona parte degli adulti... la fine dell'estate. Solita avventura spensierata, a cui l'unica cosa che si può rimarcare è forse un finale troppo idealistico e romantico.
Dopo la simpatica breve Paperino in: L'ultima scorciatoia (Fontana/Di Vita) abbiamo quella che forse è la nota stonata del numero: Zio Paperone e lo shock aureo (Camerini/Amendola) è un'avventura di stampo decisamente caotico e nonsense, che potrà far storcere il naso a molti.
Nel complesso, comunque, un numero di ottima fattura, che prepara la strada all'ormai imminente Lucca Comics&Games e al florido mese di Novembre.

Recensione di Paperinika


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A quanto pare coniugare i numeri di grande richiamo con una grande qualità  è impresa ardua, purtroppo, dato che non è la prima volta che la storia "clou" del numero, quella tanto pubblicizzata in ogni dove, si riveli essere niente di particolarmente esaltante.
E siamo generosi, perchè Papertotti e l'impresa del cucchiaio (Secchi/Gervasio) è tutto tranne che ben riuscita, perlomeno sotto l'aspetto della trama. Non si capisce se ci siano più incoerenze narrative o vere e proprie azioni senza un preciso scopo, fatto sta che leggendola viene difficile non porsi la domanda "ma perchè succede questo?" almeno una volta.
A seguire abbiamo Paperino fidanzato telegenico (D'Antona/Guerrini), storia che di originale ha ben poco, dato lo spunto, una breve del ciclo Il manuale del supereroe, Il team up (Mazzoleni/Di Vita) che con la sua sequela di gag non aggiunge molta sostanza al numero, e una straniera (Zio Paperone e il dominatore della matematica) che procede a fasi alterne, ma che, arrivati alla parola fine, lascia più perplessi che altro.
A risollevare il numero ci pensa, perlomeno, il quarto episodio di Topolino e le vacanze in fuga (Bosco/Sciarrone), che comunque si rivela essere, finora, il più debole dei quattro, tappa che comunque era probabilmente invetiabile nel preludio per il gran finale della settimana prossima.
Un numero da archiviare in fretta, quindi, senza lode e con qualche infamia di troppo.
A volte capitano, ci sta. Il problema è che capitano spesso nei momenti meno opportuni.

Recensione di Paperinika


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Contrariamente ad ogni logica, appena viene a mancare il traino del gadget che ha accompagnato diverse testate per tutto il mese di agosto, ecco che il numero immediatamente successivo sembra essere stato messo insieme da tutt'altra redazione rispetto ai suoi immediati predecessori.
La copertina sembra quasi fuori stagione, dato l'argomento vacanziero, però nel complesso risulta allegra e simpatica, anche se i due personaggi in primo piano sembrano aver approfittato del tratto del disegnatore per ringiovanire... straniante o meno, l'effetto risulta comunque bello.
Così come la copertina, anche la prima storia del numero è disegnata da Claudio Sciarrone, che, in coppia con Marco Bosco firma la storia in cinque puntate Topolino e le vacanze in fuga: un po' spensieratezza, un po' giallo, un po' avventura, ecco gli ingredienti di questa nuova avventura che accompagnerà i lettori nel prossimo mese. L'inizio è scoppiettante e sembra promettere molto bene, anche grazie ai disegni, che stavolta si adattano molto bene alla storia: chissà se dipende soltanto dalle tonalità o da una precisa volontà del disegnatore, ma sembra difficile (per non dire impossibile) riconoscere in queste tavole la stessa mano che ha disegnato il Don Pipotte di qualche mese fa.
A seguire un'altra storia di tutto rispetto, Paperino Paperotto e l'operazione cocomero. Quello di Paperino Paperotto è un mondo a sé, che richiede molta maestria per essere affrontato senza banalizzazioni o stereotipi, e Vito Stabile, al suo esordio con il personaggio, dimostra di saperci fare. Le atmosfere della cittadina di Quack Town, così come il mondo dei bambini sono resi alla perfezione, e la trama risulta anche di un certo valore educativo, data la conclusione. Anche i bei disegni di Ettore Gula contribuiscono a creare un'atmosfera allegra e spensierata, in tono con la storia.
Il resto del numero risulta essere più nella norma, ma una norma decisamente buona. Le due brevi ispirate a X-Mickey di Augusto Macchetto, disegnate una da Alessio Coppola e l'altra da Roberto Vian risultano simpatiche ma niente di più, e così anche la (ennesima!) breve sullo sport di Bosco, stavolta dedicata alla corsa.
Torna poi Enrico Faccini come autore completo, con Paperino e l'infusione di fortuna, storia lontana dalle dissacranti vette comiche a cui ci ha abituato l'autore, ma che comunque risulta essere molto simpatica.
La chiusura è affidata a Zio Paperone e i venti dell'ispirazione (monetaria) di Giulio D'Antona e Lucio Leoni, che ogni tanto torna a far capolino tra le pagine del settimanale: la storia è quella dall'impianto più classico, quasi di ispirazione ciminiana, ma nonostante questo non pecca minimamente di originalità, anzi.
A lettura ultimata, quello che resta è un senso di soddisfazione. Avercene, di numeri così!
A completare il tutto ci sono l'oroscopo dell'impossibile dedicato al ritorno a scuola e un servizio sul Monterey Bay Aquarium, legato all'ormai imminente film Pixar "Alla ricerca di Dory".

Recensione di Paperinika


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E' difficile capacitarsi di come, negli ultimi anni, i numeri abbinati ai gadget siano assolutamente senza infamia e senza lode, quando invece dovrebbero essere quelli più scoppiettanti e stimolanti, dato che teoricamente lo scopo dovrebbe essere quello di attirare nuovi lettori. O si sono avuti numeroni superbi seguiti da numeri completamente desolanti, o, come in questo caso, numeri con il gadget in cui di salvabile sembra esserci molto poco.
Purtroppo, perchè proprio l'estate è il periodo più propenso alle letture per tutti, sia per chi è in vacanza dalla scuola, sia per i più grandi che sono in ferie.
Numeri mosci come questo sanno a tutti gli effetti di occasione persa.
In apertura una narrazione che non si capisce bene dove voglia andare a parare: i disegni psichedelici di Silvia Ziche sembrano promettere una storia allegra e scanzonata, cosa che invece si aspetta ancora una volta giunti alla parola "fine". Quella imbastita da Vitaliano è a tutti gli effetti una non-trama, in cui troviamo i personaggi in una situazione di stallo, che si "risolve" senza ben capire come, senza un colpevole, senza uno scopo e senza un perchè.
A seguire il quarto episodio della "grande saga olimpica", con un colpo di scena che più telefonato non poteva proprio essere, senza contare che, per come si sono messe le cose, sembra che ci siano stati tre episodi di troppo, di fatto inutili ai fini della trama. Dispiace tantissimo essere così duri, visti i nomi coinvolti, ma l'impressione (e la sostanza) finora è davvero poca. Anche se, per trarre le conclusioni definitive, c'è ancora una settimana. Dopo due brevi tutt'altro che originali, il numero si risolleva finalmente, con le due storie finali.
Topolino e gli amichevoli bisonti (Moscato/Zironi) regala al numero il primo guizzo di originalità, presentando un'avventura dal sapore western ma allo stesso tempo assolutamente moderna, mentre con la danese a firma McGreal/Cavazzano abbiamo un'avventura atipica di Zio Paperone e Amelia, alle prese con due imbranati apprendisti… che però alla fine risultano essere decisamente più in gamba di quel che sembrano.
Si spera in un recupero veloce già la prossima settimana, per riuscire a sfruttare il treno delle medaglie allegate… altrimenti difficilmente si potrà essere ottimisti per il futuro, quando il traino del gadget verrà a mancare.

Recensione di Paperinika


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Si chiude la "seconda stagione" di Star top - Terza generazione: l'ultimo atto, Verso casa si dipana in due parti, in cui il duo di autori, Bruno Enna e Alessandro Perina tira le fila e pone le basi per il definitivo "lancio" delle avventure successive, che si preannunciano piene di colpi di scena e di ampio respiro. Come lo è già stata questa seconda tranche, peraltro, che propone degli ottimi personaggi, ben caratterizzati, immersi completamente nelle atmosfere ispirate alla famosa saga fantascientifica, benchè "filtrate" dal solito umorismo disneyano.
Segue Zio Paperone, Rockerduck e il criovulcano domestico (Venerus/Castellani), classico scontro tra i due miliardari, che però nella seconda parte segue una insolita ed inedita via: se il tutto è abbastanza avvincente, il risultato finale sembra però mancare di qualcosa, come se alcuni passaggi mancassero o fossero troppo affrettati: di certo, comunque, i disegni risaltano in positivo.
La breve sportiva di Marco Bosco di questa settimana è dedicata al golf, dopodichè segue un'altra breve, Paperino e la superlativa "Gymny-Lux" (Camerini/Marini), senza infamia e senza lode.
A chiudere il numero troviamo Paperinik e il mistero sotto i riflettori (Mazzoleni/O.Panaro), avventura per la verità non troppo originale, ma comunque scorrevole.
Un buon numero, tutto sommato, come quelli delle ultime settimane, ma si sente la mancanza dei "botti"… speriamo che nelle prossime settimane ci si possa rifare.

Recensione di Paperinika


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Un numero ambiguo, con due storie che superano abbondantemente la sufficienza, una breve che fa discretamente il suo lavoro e altre due che, per un motivo e per un altro, non convincono troppo.
Il primo episodio della "nuova serie" di Star Top, La regina gelida si inserisce a meraviglia nel solco creato qualche anno fa dalla coppia Enna/Perina: non un capolavoro, ma un ottimo prodotto, che strizza l'occhio in maniera più che evidente all'universo di Star Trek. I disegni morbidi e armoniosi accompagnano le peripezie dei nostri eroi, stavolta alle prese con un'avventura dai contorni anche più crudi rispetto agli episodi precedenti.
Convince anche Sio con Pippo e la pentacicletta: l'avventura fuori porta di Pippo e Topolino riporta la mente alle atmosfere dei cartoni animati, in cui i personaggi erano decisamente più allegri e scanzonati, e in questo l'autore coglie perfettamente nel segno: al netto di qualche freddura, i personaggi sembrano completamente a loro agio, senza snaturazioni o forzature.
Segue poi una breve a tema sportivo, che introduce, anche con una breve intervista ad alcuni atleti, l'argomento delle Olimpiadi, che diventerà più caldo nelle prossime settimane. W lo sport: la scherma si inserisce nel filone delle brevi didascaliche di Marco Bosco, che intrattengono il giusto spiegando i punti fondamentali dell'argomento preso in esame, in questo caso gli sport di spada. Niente da dire, ma forse la formula è arrivata ad un punto fermo…
In chiusura abbiamo Pico, Archimede e la sfida del Grande Genius (Panini/Baldoni), che pur partendo da uno spunto inedito ed interessante, unito anche alla presenza di due personaggi comprimari di un certo spessore, si perde un po' nella parte finale, risultando stucchevole e un po' troppo artificiosa; così come è a tutti gli effetti incomprensibile la seconda storia dell'albo, un misto tra non-sense e questioni dimenticate a metà storia.

Recensione di Paperinika


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Un numero che a ben vedere risolleva l'andazzo in calando delle ultime settimane. Non erano brutti numeri, i precedenti, ma si navigava sulla sufficienza senza guizzi particolari, mentre questa settimana i guizzi ci sono eccome.
A partire della storia di apertura, che finalmente varia un po' il copione sul tema "storie calcistiche", cosa che dopo anni e centinaia di storie sull'argomento non è per niente scontata. Topolino e la piramide di Mousebridge (Nigro/Mottura) ci offre uno spaccato sul calcio degli albori, in epoca ottocentesca, con un utilizzo dei personaggi variegato e niente affatto banale (rischio sempre dietro l'angolo quando si spazia con le ambientazioni). Se proprio si volesse trovare un difetto si potrebbe notare come la storia sembri tirare un po' troppo per le lunghe, ma a ben vedere, i bellissimi disegni di Mottura fanno passare agevolmente in secondo piano questo particolare.
Archimede e le scarpe animate (Faccini) non è sicuramente la migliore prova di Faccini, e anche lei risulta un po' squilibrata come lunghezza, però la trama leggera e fuori dalle righe si presta, e l'insieme è decisamente gradevole.
Paperino e le identità multiple (Vitaliano/Tosolini), storia dedicata al compleanno del papero in giubba da marinaio, è una commedia degli equivoci che, pur risultando sarcastica come è nello stile dell'autore, risulta comunque godibile grazie all'assenza di eccessi di tormentoni e cinismo.
Segue la breve Cosa si fa stasera? - Gambadilegno e il film incatenante (Bosco/Di Vita), uno "spezzato di vita" che se non altro ha finalmente il merito di non rendere delle macchiette (come accade sempre più spesso) quelli che dovrebbero essere due tra i criminali più pericolosi di Topolinia.
In chiusura abbiamo il secondo episodio di Slam Duck, ad opera della coppia Artibani/Sciarrone: Sfida a Quack Town prosegue la trama e ci mostra già un notevole cambiamento per quanto riguarda l'atteggiamento di uno dei personaggi principali. Il seguito è ancora tutto da leggere, ma senza dubbio la storia continua ad essere molto accattivante, sia per la tematica, sia per il piglio dello sceneggiatore, abilissimo nel far muovere tutti i personaggi con naturalezza e sicurezza, come se fossero nati e cresciuti sul campo da basket.
Un ottimo numero, quindi. Avanti così!

Recensione di Paperinika


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Un numero che, pur essendo di qualità migliore del precedente, si presenta allo stesso modo in maniera contradditoria, presentando elementi che generano sensazioni diversi a seconda del singolo lettore e di quelle che sono le sue preferenze: se per qualcuno una determinata caratteristica può essere un punto di forza, per altri è invece un punto di debolezza, e questo è ancora più evidente in albi dove fatica a risaltare una singola storia, pur mancando anche la controparte negativa.
Il secondo tempo di Don Pipotte (Vitaliano/Sciarrone) prosegue l'intreccio già iniziato la settimana scorsa, ma rimane ancora mancante di qualcosa: la sensazione è che l'intera vicenda fatichi ad ingranare, ma certamente occorrerà valutare poi l'opera nel suo insieme per poterne dare un giudizio completo.
A seguire troviamo Zio Paperone e l'eredità paperopolese (Gagnor/Usai) che si rifà alla ben nota trasmissione omomina: la caricatura del presentatore è forse la parte migliore della storia, che, al netto di alcune forzature necessarie per dare il la alla vicenda, rimane comunque molto piacevole da leggere.
Faccini ci presenta una sua breve storia da autore completo, Paperoga e le ambizioni artistiche, simpatica e che strappa una sana risata, anche se è ben lontana dalle vette a cui l'autore ci ha abituati.
La successiva avventura con protagonista Paperinik invece parte da un presupposto completamente errato, che porta ad una vera e propria snaturazione del personaggio. La storia in sé non sarebbe così pessima, se non fosse che fa male vedere il personaggio del diabolico vendicatore ridotto così.
In chiusura torna una storia straniera arricchita dai bei disegni di Cavazzano: in Paperino e gli affari in picchiata, Pat e Carol McGreal stavolta mettono in scena un'avventura più che plausibile (al contrario delle ultime che sono arrivate sulle pagine del settimanale), oltre che dinamica e divertente quel giusto.

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E arrivò infine il tanto atteso (perlomeno dai fan di entrambi i personaggi) crossover tra PK e DD. Di Timecrime abbiano solo la prima parte ma si presenta senza dubbio in maniera scoppiettante, con le premesse di un finale coi fiocchi. Artibani ha buon gioco nel far incontrare le due identità del papero vestito alla marinara in maniera non banale, e per il momento il mix sembra riuscito, anche se gran parte dell'azione sembra svolgersi nel contesto dell'agente segreto piuttosto che del supereroe come magari si aspettavano i più, essendo la storia quella del ventennale di quest'ultimo; ma è vero anche che c'è ancora una seconda parte da leggere, e da un autore di questo calibro è lecito aspettarsi tutto e il contrario di tutto. I disegni di Mottura si presentano più che mai armonici e dinamici allo stesso tempo, e ci offrono delle vignette e delle inquadrature davvero spettacolari.
Il resto rientra più o meno nella norma del settimanale; dopo l'ormai consueta intervista doppia ai due autori della storia iniziale, seguono due storie (benchè non originalissime) simpatiche e ben scritte. Topolino e l'onesto vicino (Bosco/Palazzi) ci ripropone ancora una volta un tentativo di "convivenza pacifica" tra Topolino, integerrimo aiutante dei tutori della legge e Gambadilegno, acerrimo furfante. Se lo spunto di partenza è diverso dal solito, non si può dire altrettanto del finale, ma la storia risulta scorrevole e anche fresca rispetto a molte altre dall'impianto simile.
Stesso discorso anche per Paperino buono a tutto (Sisti/Baldoni), ennesima riscrittura sul tema di Paperino "tuttofare", in cui comunque si nota il tocco dello sceneggiatore esperto che riesce a renderla leggera e dinamica, oltre che divertente. Unica nota negativa potrebbe essere il finale un po' affrettato, ma è comunque un difetto minore.
Sul finale però le note dolenti: le ultime due storie del numero risultano essere decisamente prive di mordente: la prima è poco più di una gag allungata, mentre la seconda sembra un mix di sceneggiature viste e riviste, con un finale ancora più affrettato di quello che si faceva notare poc'anzi.

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Un Topolino senza particolari picchi, il 3150, nella norma medio/bassa come in questo periodo capita, purtroppo, sempre più spesso.
Spicca, come da un mese a questa parte, il quinto episodio di PkTube, della pregiata ditta Sisti/Lavoradori/Monteduro. Come anche i precedenti episodi, Missione di (sub)routine centra l'obiettivo di andare a riprendere punti in sospeso o sottotrame dimenticate, pescando a piene mani da quel crogiolo di idee che è stato PKNA, e riuscendo a far rivivere le sensazioni di vent'anni fa anche ai fan e ai lettori più accaniti del personaggio, mentre, propio per la loro struttura particolare, possono continuare a risultare forse non chiarissime per chi invece non conosce il personaggio.
Il resto è assolutamente nella media: della storia di apertura di Stabile/De Vita, che si occupa quasi di mettere in evidenza il rapporto tra Topolino e la sua quattroruote resta soprattutto un senso di leggerezza: la trama non è niente di che, ma funge quasi da pretesto per diversi "tuffi nel passato", grazie ad aneddoti e ricordi dei vari personaggi. Il risultato è un intrattenimento molto gradevole, ma sempre intrattenimento, perchè la narrazione sembra non spiccare mai il volo.
Volo che non inizia mai nemmeno con la storia finale, di importazione danese e seguito di un'altra avventura pubblicata poche settimane fa, anche lei dai toni abbastanza blandi e aleatori: i bei disegni di Cavazzano non riescono a sopperire ad una trama talmente bislacca e nonsense che viene da chiedersi se davvero non ci fosse stato niente di più interessante. Va bene che è un sequel, va bene che il mondo è bello perchè è vario, ma è vero anche che ci sono sicuramente molte altre storie estere sicuramente più meritevoli. Un po' di criterio e giudizio nella scelta non guasterebbe.
Restano altre tre storie brevi: Zio Paperone e lo sciopero paradossale (Zemelo/Vian) è una breve lampo (8 tavole) che è poco più di una gag allungata, ma per brevissima che sia, se non altro riesce a strappare un sorriso, ed in più è allietata dai disegni dinamici di Roberto Vian. Simpatica in fondo anche quella a firma di Giorgio Salati, che può vantare anche i bei disegni di Ottavio Panaro, mentre invece lascia decisamente perplessi quella con Pippo, sia per trama inconcludente, sia per disegni che, nonostante la veneranda età di Asteriti (tanto di cappello) ormai risentono in maniera evidente del peso degli anni, soprattutto nei dettagli e nei volti dei personaggi.
Senza infamia e senza lode, quindi, anche se forse qualche lode in più non sarebbe poi una brutta cosa.

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Sembra essere ritornato il trend di avere molte storie in uno stesso numero, e questo, se da un lato porta più varietà, dall'altro può portare a minor qualità.
Non è il caso della storia di apertura (Zio Paperone e la realtà diminuita, (Sisti/Sciarrone), che si dipana agevolmente tra le moderne tecnologie proposte dai due arcimiliardari, ma che in realtà non sono troppo distanti da quelle che iniziano ad affacciarsi anche nella nostra vita quotidiana, anche se per il momento ancora in minima parte. La trama scorre bene e le situazioni, per quanto al limite dell'assurdo, risultano perfettamente realistiche. Il tratto di Sciarrone è l'ideale per rappresentare questi scenari "futuristici".
Segue il secondo episodio di PK Tube (Sisti/Lavoradori), che se da un lato è una piacevole chicca per tutti i vecchi appassionati di PKNA, dall'altro lato risulta invece piuttosto ostica per chi, invece, non conosce (ancora?) il variegato e dinamico mondo del Vecchio Mantello.
Poi abbiamo due riempitive, che in un numero composto da molte storie, assumono decisamente più peso di quanto non ne avrebbero se "incastrate" in un numero di sole quattro storie. La prima, oltre a delle battute simpatiche, presenta un personaggio in una versione a dir poco insopportabile, mentre la seconda chiude una simpatica e ben riuscita miniserie in tre episodi (Piccole canaglie, di Salati e Panaro) che invece cerca di approfondire e curare la personalità di tre tra i più anonimi personaggi del cast paperopolese.
Quelle che seguono e chiudono l'albo sono invece due storie a tutti gli effetti ordinarie, ma nonostante tutto piacevoli e che riescono ad intrattenere senza problemi. La sceneggiatura di Roberto Moscato, affiancato ai disegni da Daniela Vetro segue il viaggio di un Pippo svampito ma non troppo che con la sua soita nonchalance si rivela in grado di mettere in crisi chiunque, mentre la storia in costume di Augusto Macchetto (con i bei disegni di Fabio Pochet) ci accompagna attraverso uno strampalato viaggio in mare di due cugini dai nomi abbastanza… altisonanti.
Il numero nel complesso non è male, ma di certo si può fare di molto meglio. Ci fossero le valutazioni intermedie sarebbe da sufficienza scarsa, due stelle e mezzo, ma ne diamo tre sulla fiducia e come "sprone" per il futuro.

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Un numero che consente di apprendere diverse cose, questo, dalla ormai classica rubrica sui dinosauri ad un interessante articolo sui "dust bowl" che fa da corredo alla prima storia, fino ad un esauriente riepilogo/introduzione alla imminente cerimonia di consegna degli Oscar, evento ricordato anche in copertina.
Topolino e gli anni polverosi (Venerus/Mangiatordi), come dicevamo, si ricollega al fenomeno dei dust bowl, e lo fa in una maniera semplice e niente affatto didascalica (come invece avviene sempre più spesso) che scorre molto bene e presenta dei personaggi e delle ambientazioni davvero interessanti, oltre che, per certi versi, insolite.
Paperino e la folgore interstellare (Figus/Palazzi) è una classica storia della P.I.A. che spicca principalmente per l'assenza di Paperoga… o quasi. Ci sarebbe da ridire anche sulla presenza degli alieni, escamotage fin troppo abusato, ma la storia comunque risulta migliore degli episodi precedenti.
L'imbroglio di Sei (Salati/Panaro) è il primo episodio della miniserie Piccole canaglie, in cui gli autori ci presentano i trascorsi adolescenziali dei Bassotti. L'idea non è affatto malvagia e sembra anche svilupparsi bene, in un'avventura autoconclusiva e che cerca di mettere in evidenza le differenze tra i tre discoli fratelli.
Zio Paperone e gli scontri (tra) quotidiani (Pisapia) è l'ennesima rivisitazione della sfida tra i due miliardari paperopolesi, questa volta improntata al campo dell'editoria: quello che ne viene fuori è una breve molto simpatica che riesce a colpire nel segno e a strappare una sana risata nel finale.
In chiusura troviamo Archimede 24 ore su 24 (Buratti/Gatto), avventura basata sul format dei reality in cui scoprire ogni istante della vita del personaggio (in questo caso Archimede). Se fin qua ci si limita ad una trama poco originale, il fatto che basti seguire da vicino un personaggio per acquisirne tutte le competenze scientifiche e pratiche rasenta l'assurdo.

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La copertina di questa settimana ci introduce direttamente nel vivo della prima storia del numero, Zio Paperone e la monetona nella terra dei Talpuri, prima storia lunga di Sio, accompagnato ai disegni da Intini. Lo spunto in sé non è niente di eccezionale, e in alcuni tratti la lettura può risultare per certi versi pesante a causa di tormentoni un po' troppo ricorrenti o di dialoghi eccessivamente verbosi, ma nel complesso la storia risulta di buon livello e si lascia leggere piacevolmente.
A seguire, Topolino e il regalo dell'ultimo minuto (Artibani/Mazzarello), in cui l'autore ci regala lo spunto per un utilizzo quantomeno insolito della macchina del tempo… con tanto di morale finale (anche se forse un po' troppo pedagogica).
Il terzo episodio di Antenna Magica, Amelia e la pozione scomparente (Sarda-Figus/Migheli) si presente sullo stesso livello dei precedenti, senza particolari infamie o lodi, e ha il pregio di introdurre la parodia di un ben noto personaggio televisivo. Unica (forte) pecca, i disegni, che in certe vignette risultano decisamente pesanti.
In chiusura abbiamo infine due storie di stampo più classico: Zio Paperone e le pietrone autoriscaldanti (D'Antona/Perissinotto) riporta alla mente le mai troppo rimpiante avventure ciminiane, alla scoperta di popoli sconosciuti e con il magnate paperopolese che si trova alle prese con un problema da risolvere e una soluzione di veloce importazione che si rivela non sempre pienamente riuscita; in Paperino e le letture costose (Cirillo/Panaro) l'attenzione cade invece sul papero in blusa marinara, in una (per certi versi insolita) veste di paladino dei diritti dei consumatori.
Nel complesso un numero in linea con la più che discreta media degli ultimi tempi, senza particolari guizzi ma appetibile per un'ampia gamma di palati.

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Un Topolino all'insegna dello sport, questa settimana: precisamente del grande tennis, dato che copertina, storia d'apertura e rubrica sono dedicati all'ormai prossimo Open d'Australia.
Topolino e l'inseguimento al Grande Slam (Venerus/Mottura) si presenta come una storia a conti fatti abbastanza ben riuscita, se non fosse, però, per un piccolo particolare: il tennis fa solo da sfondo alla trama, dove comunque (e finalmente) si vede un Gambadilegno che perde quei buoni propositi che ultimamente lo hanno influenzato sempre più spesso. Il comparto grafico della storia si rivela, neanche a dirlo, di ottima qualità. Un ottimo inizio per il numero, quindi. Nell'articolo a corredo della storia una carrellata di campioni… quasi tutta al maschile, però. Dare un po' più di visibilità anche alle tenniste (tra cui possiamo annoverare dei nomi di tutto rispetto anche qui in Italia) e non solo ai loro colleghi non sarebbe stata esattamente una pessima scelta, anzi.
Segue poi la bella Paperino e i 6 gradi di separazione (Salati/Dalena), in cui l'autore prende spunto da una teoria abbastanza nota per imbastire un soggetto fresco ed originale, oltre che coinvolgente: dalle tavole traspare infatti tutta la vitalità dei personaggi e il loro entusiasmo, che si dimostrano anche contagiosi per il lettore.
Con Amelia e la pozione della bruttezza (Figus/Martusciello) si inaugura la serie di storie brevi Antenna magica: come "episodio di lancio" si poteva fare sicuramente meglio, in quanto vedere la fattucchiera napoletana nelle (impacciate?) vesti di promoter televisiva è sicuramente qualcosa di insolito e che andrebbe in qualche modo contestualizzato. ma è anche vero che si tratta di una storiella breve, che più che nella serietà e nella caratterizzazione dei personaggi, ha il suo punto di forza sul ritmo e sui tempi: peccato che anche quelli non siano esattamente ben riusciti.
In questo numero torna sulle pagine del settimanale il fumettista Sio, stavolta accompagnato dalle matite di Enrico Faccini: Paperoga e il pupazzo di neve ubiquo è una carrellata di gag visive e battute fulminanti, caratteristiche che normalmente contraddistinguono le opere di entrambi gli autori, e che non risultano stranianti nemmeno per il personaggio utilizzato, che non a caso è proprio lo strampalato "papero in rosso". Questa volta il risultato sembra anche riscuotere commenti più unanimi rispetto alle storie di esordio, e questo non può che essere un buon segnale.
Abbandonato il nonsense di Sio, ecco Zio Paperone e il club dei parsimoniosi (Camerini/Gula), che invece si presenta un po' priva di mordente, data la poca originalità della vicenda narrata (che, oltretutto, sembra fermarsi proprio mentre la vicenda stava per decollare) e i disegni discutibili, perlomeno nella rappresentazione di Rockerduck, che se non fosse per gli occhiali e la bombetta, ha praticamente le sembianze di un qualunque Paperino.
A chiudere il numero la premiata coppia Michelini/Gatto, con Paperino last minute, avventura di stampo decisamente classico (anche troppo, volendo essere pignoli) che ci presenta l'ennesima invenzione di Archimede per rimediare ai pasticci di un certo papero vestito alla marinara: niente che risalti, ma nell'insieme si lascia comunque leggere piacevolmente, e i disegni di Gatto non deludono mai.
Un buon numero che risale la china un po' piatta delle ultime settimane: avanti così!

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Il Topolino 3134 è un numero che ormai ci proietta nel pieno dell'atmosfera natalizia, a partire dall'allegra copertina che richiama uno dei personaggi più benvoluti di questo periodo dell'anno.
L'albo si apre con Topolino e il Natale lontano da casa, storia in cui Zironi si produce come autore completo e che risulta essere, pur nella sua ordinarietà (quante altre volte abbiamo visto Santa Claus vittima di amnesia?) abbastanza vivace e innovativa per non far pesare il plot non proprio originalissimo. Certo, la risoluzione finale pecca un po' di mordente e tutto sembra risolversi fin troppo facilmente, ma in una storia dichiaratamente natalizia, ci si può passare sopra senza troppe fisime: in fondo, a Natale siamo tutti più buoni, ed evidentemente lo sono anche i personaggi protagonisti delle storie Disney.
A seguire, ad accompagnare la quarta puntata dei redazionail dedicati ai dinosauri, ecco Qui, Quo, Qua e l'antivigilia dei Natalesauri (Sisti/Lucci), seguito di un paio di recenti avventure ambientate nel cretacico con protagonista un simpatico (forse anche troppo, considerando la specie di appartenenza) trio di dinosauri. La commistione del filone con il Natale non sembra essere un problema, e l'intera vicenda appare infatti per nulla forzata, ma, anzi, decisamente ben riuscita.
Dopo un nuovo episodio de L'album di Indiana Pipps dedicato stavolta al famoso e suggestivo fenomeno delle maree di Mont Saint-Michel (trattato in maniera molto riuscita), è il turno di due dimenticabili brevi(ssime) storielle con protagonisti prima Paperino e Paperoga in veste di combinaguai e poi Ciccio, nella solita e stantia veste del dormiglione incallito.
Chiude l'albo Paperino e il tele-rilancio (Stabile/Urbano), trasposizione decisamente realistica di tutto quanto avviene quando, sempre più spesso, si ripesca a piene mani dai grandi successi del passato. L'autore si dimostra abile nel rendere bene le variabili e i risultati, e il risultato finale è, come al solito, molto godibile.
Da sottolineare, infine, il fatto che buona parte dei redazionali e degli articoli siano dedicati al lancio del settimo episodio di Star Wars.

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Copertina allegra e spensierata per il numero 3133 di Topolino, così come spensierato è anche il contenuto. Forse anche troppo, se proprio bisogna dirla tutta.
La storia di apertura, Indiana Pipps e la leggenda del capolavoro (Panaro/De Vita), si presenta come una storia assolutamente nella norma, con uno svolgimento della trama alquanto lineare, in cui non mancano però uno strafalcione di quelli grossi e degli evidenti paradossi, quando si vede la Gippippa arrivare come se niente fosse in pieno centro a Roma, direttamente sotto gran parte dei monumenti più famosi (e meno male che lo sono, chissà se non lo fossero stati come sarebbero stati trascritti…). A fare da contraltare alla trama normale sono però i disegni assolutamente fuori dalla norma di Massimo De Vita, qua davvero in gran forma, che ci regala delle vignette a dir poco spettacolari.
Si prosegue la lettura con Via dalla papera folla (Venerus/Mazzarello), adattamento in chiave parodistica di un romanzo ottocentesco, che però sembra non convincere pienamente il lettore: di certo l'impianto originale non aiuta, ma la vicenda qui narrata risulta davvero troppo prolissa e tirata per le lunghe, oltre a rappresentare un Paperino assolutamente passivo.
Archimede e la neve antigravitazionale (Zemelo/Di Vita) e Topolino e la delizia montana (Bosco/Asteriti) sono due brevi facilmente dimenticabili, mentre con Paperino e il magico riscatto (Mc Greal/Cavazzano) rivediamo all'opera le matite di Giorgio Cavazzano, di nuovo alle prese, come la scorsa settimana, con una storia danese, la cui trama risulta essere senza dubbio ad un livello decisamente superiore, pur lasciando quel certo nonsochè di insensatezza di fondo.
Molto interessanti i redazionali su giochi e (ancora) dinosauri.

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Anche questa settimana la parte del leone la fa PK. Con la seconda puntata de Il raggio nero (Artibani/Pastrovicchio) prosegue l'avventura del vecchio mantello che si ritrova nientemeno catapultato in un'altra dimensione, alle prese con un nuovo nemico dall'aria tutt'altro che innocua e con delle rivelazioni che lasciano intravedere una lunga storia dietro di loro. E in effetti l'episodio sembra quasi, per certi versi, mordere un po' il freno rispetto alla prima parte, rivelandosi forse un po' troppo didascalico se messo a confronto con quello precedente; il che, chiaramente, non è un male, anche perchè tutta l'azione della settimana scorsa e - presumibilmente - anche delle prossime, necessita comunque di non poche spiegazioni, visti gli avvenimenti che scuotono la trama. Molto ben riuscito anche l'apparato grafico, peccato solamente che ci sia un'evidente sovrabbondanza di personaggi ultra muscolosi che non è necessario siano per forza rappresentati così… Gli "effetti speciali" devono rimanere speciali, se invece iniziano a diventare la norma, viene spontaneo chiedersene il motivo.
Il numero prosegue con un'avventura di stampo molto più classico e tradizionale (forse anche troppo, visto che il plot è tutt'altro che originale), ma Zio Paperone e il tuffo nella gioventù (Panaro/Vian) è un buon esempio di come anche lo spunto più banale, se ben sfruttato, possa portare ad una buona storia, piacevole da leggere e da osservare ammirati, grazie anche ai bellissimi disegni di Roberto Vian.
Il secondo episodio della serie L'album fotografico di Indiana Pipps, Lo specchio magico (Sarda/Di Vita) si rivela molto più riuscito del precedente. Premesso che l'allampanato archeologo rende meglio in storie di stampo molto più avventuroso (come non ricordare le primissime avventure, o anche certe piccole perle?), vederlo comunque in una storiella simpatica, e soprattutto senza l'asfissiante e ormai inutile e fine a sé stessa presenza del rivale Kranz non può che fargli bene.
Discretamente riuscita anche Tip e Tap e la giornata dell'amicizia (Gianatti/Piras), storia dall'impianto più classico ed educativo, dato il tema toccato.
Il numero si chiude con Paperino e Paperoga naufraghi fuori rotta (Zemelo/Soffritti), breve ma non troppo rassegna delle capacità fuori dal comune di Paperoga di combinare disastri: ad alcuni potrà non piacere l'uso di Paperoga in questa maniera, ma bisogna riconoscere che l'impianto di queste dodici pagine risulta essere tutt'altro che pesante e ridondante.
Avanti così, fosse sempre questa, la media delle storie presentate, il settimanale non potrebbe che trarne grande giovamento!

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Numero tutto sommato nella media, questa settimana, che spiana la strada al numero della settimana prossima di cui già si parla da un bel po'.
A ben vedere, però, anche con questo 3126 ci sono un po' di letture interessanti, prima fra tutte l'ottimo ritorno del malvagio Mad Ducktor, il malvagio alter ego di Archimede.
Paperinik e il protocollo Mad Ducktor (Enna/Perissinotto) si dipana in due tempi e da spazio in maniera più che buona a tutti i protagonisti, grazie ad una trama molto ben gestita e a delle trovate che testimoniano l'arguzia dell'autore nell'uso dei personaggi anche quelli secondari.
Dopo una breve storia di Wizards of Mickey a firma (Panini/Held), senza infamia e senza lode, tocca invece a Topolino e la discesa del Red River (Valentini/Di Vita), di cui onestamente, non si può dire altrettanto, visto che la vicenda appare decisamente telefonata.
Ad alleggerire la lettura ci pensa, come sempre, Paperino Paperotto in: segnali dal passato: i paperotti di Quack Town non mancano mai il bersaglio, e anche stavolta sono protagonisti, sotto la guida di Valentina Camerini, di una simpatica avventura volta a ricordare, come riportato anche nel titolo, il passato della cittadina rurale alla periferia di Paperopoli. Anche l'esordio ai disegni di Renata Castellani colpisce decisamente in positivo.
Ultima storia della settimana è Paperino, Paperoga e la minaccia ambientale (Panaro/Gottardo), storia di stampo ecologista che prende il via da un problema purtroppo reale (la progressiva scomparsa delle api, ormai sempre meno diffuse anche nel mondo reale) per poi arrivare ad una trama che mischia i due cugini nelle vesti di giornalisti al solito piano per ricattare la nazione. Presupposti interessanti che però non sembrano gestiti nel migliore dei modi, in particolar modo nella seconda parte della narrazione, dove il tutto è reso pesante e prevedibile, oltre che inspiegabile e quasi assurdo in alcuni aspetti.
Interessanti i redazionali, dedicati al Festival della letteratura e ai Trofei Topolino di judo e karate, oltre al già citato (e imminente) Lucca Comics&Games.

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Questo Topolino 3124 salta all'occhio fin dalla copertina per il ritorno di quella che, a conti fatti, è una delle saghe su cui più si è puntato negli ultimi anni: dopo più di due anni dall'ultima apparizione, tornano sul settimanale i Wizards of Mickey, questa volta con un'avventura autoconclusiva in due tempi. Mondimontagne (Venerus/Marini) si presenta però come un'avventura dallo stampo fin troppo classico (nonostante l'ambientazione fantasy) e slegato da quelle che sono le atmosfere tipiche della saga. Non fosse per i tre protagonisti che parlano di magie e per il draghetto Fafnir, si direbbe di trovarsi davanti ad una classica storia fantasy senza infamia e senza lode. Risalta, invece, il tratto pulito dei bei disegni di Roberto Marini, grazie anche ad una copertina semplice ma d'impatto.
Segue Ciccio e l'emozione di un'attesa (Zemelo/Mazzarello), storia non troppo originale, in verità (ultimamente abbiamo visto spesso il pigro aiutante di Nonna Papera alle prese con… problemi di cuore) ma abbastanza ben sviluppata, considerato anche il fatto che è stata "abbinata" ad un articolo sul Festival delle lettere. Forse un'avventura tirata un po' troppo per le lunghe, in particolar modo nella parte centrale, ma di certo una storia che fa bene il suo lavoro, ossia intrattenere piacevolmente il lettore.
Cosa che sembra non riuscire del tutto a Topolino e il regno delle nuvole (Panaro/Gula), avventura anche questa di stampo molto classico, ma che presenta alcuni punti oscuri o quantomeno ambigui: dall'ambientazione forzata ad un macchinario che, obiettivamente, per funzionamento e per l'utilizzo che ne fa l'antagonista, risulta essere parecchio straniante, per non dire altro.
Prima del secondo tempo dell'avventura dei Wizards of Mickey c'è ancora spazio per una simpatica breve: Paperoga e la valigia inespugnabile (Mainardi/Di Vita) non è niente di che, forse parte anche da un presupposto abbastanza insolito e difficile da credersi, ma si presenta come ben strutturata, e con un paio di camei di personaggi che non si vedevano da un bel po' sulle pagine del settimanale.
In conclusione, un numero non particolarmente esaltante ma in linea con la media del periodo che (spiace dirlo) è un po' calata rispetto a qualche mese fa: non possiamo che auspicare una veloce (e duratura) ripresa.

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Un Topolino, quello di questa settimana, che più che per le storie risalta per il comparto delle rubriche e, soprattutto, per l'allegato.
A distanza di decenni torna infatti allegata al settimanale una serie di monete raffiguranti alcuni personaggi Disney. Iniziativa a cui sono legati anche degli editoriali dedicati all'interno del libretto, sulla falsariga de l'Economia di Zio Paperone.
Collegata all'iniziativa è anche il ritorno della serie di storie Tutti i milioni di Paperone, che aggiungerà altri quattro episodi ai dieci già usciti qualche anno fa. Il mio undicesimo milione (Vitaliano/Limido) riprende quindi esattamente lo stesso canovaccio dei precedenti episodi, mantenendo un tono a dir poco scanzonato e demenziale che, alla fine, o piace o non piace: difficile riuscire a mantenersi neutrali.
Segue Paperino e l'insidia boschiva (Panaro/Palazzi) storia - solo in apparenza - dall'impianto classico che rende comunque giustizia ad un Paperino ultimamente fin troppo bistrattato.
Dopo l'ennesima breve con protagonista Nonna Papera nei panni dell'investigatrice (Mazzoleni/Campinoti), è il turno di Amelia e la fortuna inaspettata (Buratti/Asaro), che parte da una premessa nuova e quasi inaspettata per poi scadere - spiace dirlo - nella banalità più assoluta, con una trama che non rende affatto giustizia al personaggio della fattucchiera, qui caratterizzata malissimo.
A chiudere il numero è un'insolita storia in costume: Macchia Nera e Gambadilegno la coppia d'assi di Gold Creek (Panini/Marini), ambientata - manco a dirlo - nel selvaggio west pieno di truffatori e furfanti senza scrupoli, qui presenti in gran quantità insieme a numerosi doppi giochi. Gli atti finali della vicenda, però, sono di quelli che lasciano un po' perplessi… Storia comunque da rimarcare soprattutto per il fatto che non ci sia un solo protagonista in senso stretto: a guidare la scena sono infatti tre personaggi le cui vicende si intrecciano più volte. Se questo è indubbiamente un punto a favore che la differenzia dalle solite trame scontate, di contro ci sono alcuni passaggi poco chiari che possono aver bisogno di una seconda rilettura per poter essere compresi.
Un Topolino mediocre, nel complesso, che sembra perdere molto rispetto ai numeri precedenti e - si spera - anche rispetto a quelli successivi.

Recensione di Paperinika


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Un Che aria tira… fulminante, quello che apre il Topolino di questa settimana! Fa ridere più quello che non la terza puntata di Papere alla riscossa, che, pur procedendo molto bene, sembra decisamente una storia senza la leggerezza e la comicità a cui invece siamo abituati quando nei credits si legge il nome di Silvia Ziche. Marco Bosco confeziona infatti una trama molto più seria del solito, che a conti fatti, in questo terzo episodio, si sviluppa anche molto bene… ma visti gli autori e le premesse, non si può negare che le aspettative fossero altre. L'interesse comunque c'è sempre, e anche la curiosità di sapere come andrà avanti la vicenda non manca.
Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide (Zemelo/Martusciello) si presenta invece come un'avventura di stampo più classicheggiante, e, per certi versi, anche rassicurante. Certo è però che lo sviluppo della narrazione non annoia più di tanto, e il risultato finale è una storia piacevole e rilassante da leggere.
Altra storia classica, ma molto ben costruita, è Paperino e Paperoga agenti salvaparco: pur infilandosi nel filone delle (ultimamente trite e ritrite) storie della P.I.A., Bruno Sarda rende invece la trama molto scorrevole, e, benchè non sia niente di eccezionale, la storia si lascia leggere molto bene. Molto belli anche i disegni di Lucio Leoni, anche se sembrano risentire un po' di un lavoro alle chine un po' troppo frettoloso.
In ultimo, due prove da autori completi, circostanza che non avveniva da un bel po'. Dopo Topolino e Gambadilegno in: mai come me, una simpatica breve a firma di Fabio Pochet che strappa un sorriso mettendo in mostra i parallelismi tra una giornata di Topolino e quella del compare/antagonista Gambadilegno, c'è quella che senza dubbio si può considerare la migliore storia del numero, e una delle più riuscite, ultimamente, con Orazio come protagonista… anzi, come mattatore assoluto! Con Orazio e la casa nel bosco, Giuseppe Zironi confeziona una storia per certi versi atipica, mentre invece risulta fin troppo banale sotto altri aspetti (gli alieni…), ma il risultato è decisamente di quelli che lasciano soddisfatti!
Tra le rubriche, si segnalano in particolare alcuni dei disegni pervenuti per il concorso di qualche mese fa dedicato al compleanno di Paperino.

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Ancora una storia a puntate, questa settimana, una storia contrassegnata dai vivaci disegni di Silvia Ziche, vincitrice, pochi mesi fa, dell'ultima edizione del Premio Papersera, ricordato anche nell'editoriale di Valentina De Poli.
Il primo episodio di Papere alla riscossa (Bosco/Ziche) si presenta forse un po' troppo introduttivo, ma riesce a mettere in gioco delle protagoniste più battagliere che mai. E' sicuramente presto per giudicare, ma come partenza sembra decisamente interessante.
Altra storia molto simpatica, Paperino e il carro del vincitore (Panaro/Guerrini) è una classica avventura incentrata sul papero in giubba da marinaio e il suo ottimismo, nonostante la malasorte che lo perseguita. La trama scorre bene, condita da un tocco di leggenda e dai disegni di sicuro impatto visivo di Guerrini; giusto nel finale si trova quella che può considerarsi quasi una forzatura, ma che, dato il tono generale della storia, non stona troppo con il resto… posto che rimanga, comunque, una tantum.
Seguono due storie intermedie, una brevissima a firma Bosco/Asteriti che non fatica a strappare un sorriso e una più articolata, Paperino e i turisti per casa (Valentini/Urbano), ennesima ma variata declinazione della creatività dirompente di Paperoga.
Gambadilegno e Macchia Nera in: chef dietro le sbarre (Buratti/Amendola) non sarebbe affatto male, se non fosse per il fatto che l'insieme della trama contribuisce a sminuire notevolmente i due protagonisti, per non parlare del finale più che ovvio.
A chiusura di questo numero estivo, Dinamite Bla in: sapore di mare, sapore di sale (Agrati/Lucci), storia classica, ma fin troppo lunga, con protagonista il burbero montanaro.

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Prosegue l'iniziativa promozionale dell'estate, con doppia copertina a prezzo scontato, e con lei prosegue anche la tradizionale saga estiva, La grande corsa, affidata stavolta alle matite di Paolo De Lorenzi. La vicenda imbastita da Bruno Enna prende letteralmente il via, in un turbinio di citazioni che faranno la gioia dei lettori più appassionati e che comunque scorrono tranquille e godibili anche per chi non riesce a coglierle. Nonostante il grande numero di personaggi, l'autore riesce ad utilizzarli (almeno per ora) nel migliore dei modi, separandoli e facendo in modo di seguirne l'avventura a fasi alterne. La trama si preannuncia, quindi, piuttosto interessante.
Seguono due avventure quotidiane molto godibili, una (Paperino e le scarpe sopracquee, Panaro/Tosolini) con protagonista la famiglia dei paperi alle prese con il collaudo dell'ennesima invenzione di Archimede, e una seconda con protagonista un Pippo (Moscato/Martusciello) come non lo si vedeva da un bel po': stralunato al punto giusto da sembrare perfettamente logico nell'insieme, e che potrebbe accostarsi forse al personaggio protagonista della serie "Magico Pippo".
Dopo è la volta di un altro episodio della serie Paperi a impatto zero: traslochi ecosostenibili (Secchi/Ermetti) rientra nella media di questo ciclo di storie, che, senza infamia e senza lode seguono le peripezie dei due cugini alle prese, stavolta, con una ditta di traslochi.
Punto debole del numero è invece Topet il commissario: il furto del campione (Macchetto/Palazzi), che riporta in scena il personaggio di Topet, protagonista fino ad una decina di anni fa di numerose avventure. La trama è piuttosto semplice, ma lo svolgimento lascia piuttosto perplessi, in particolar modo per via delle reazioni fin troppo esagerate al furto citato nel titolo.
Ma in fin dei conti in un numero variegato ci sta anche questo.
Come il numero precedente, anche questo 3111 si presenta come un buon numero estivo, capace di soddisfare diversi palati e di rappresentare un ottimo compagno di svago anche per una veloce lettura sotto l'ombrellone.

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Su Topolino 3108 continuano Le strabilianti imprese di Fantomius, il ladro gentiluomo: Gli anelli di Cagliostro è un'avventura ricca di citazioni, che vanno dalla nascita del diabolico vendicatore, alle sue storie classiche e ad altre storie facenti parte, invece, della serie creata da Marco Gervasio. Rispetto all'episodio precedente, decisamente più suggestivo, quello di questa settimana può risultare forse un po' privo di mordente, anche se non mancano, come sempre, azione, mistero e colpi di scena di tutto rispetto. Una serie che nonostante tutto si mantiene sempre su altissimi livelli, e che sicuramente, ha ancora molto da raccontare.
Spazio poi al mondo dello spettacolo, con una lunga intervista a Jovanotti, a cui è dedicata anche la copertina di Giorgio Cavazzano. Il cantante, ribattezzato per l'occasione Paperotti è protagonista di quattro tavole autoconclusive, con delle gag non troppo eccelse, per la verità, ma che a corredo dell'intervista risultano comunque simpatiche.
L'altra storia di ampio respiro del numero è Topolino e i due sceriffi di Toprock Town, lunga e classica avventura in stile western, che ci mostra un Topolino in un ruolo ben lontano dall'antipatico perfettino di cui spesso ci si lamenta. La vicenda narrata da Sisto Nigro scorre in maniera molto fluida (anche troppo, forse… probabilmente qualche pagina in meno non sarebbe stata una pessima soluzione) e tutti i personaggi sono utilizzati al meglio, senza forzature, e apparendo quanto mai credibili nei loro ruoli. Nell'insieme non si possono non notare i bei disegni di Andrea Lucci, che rendono alla perfezione l'atmosfera dei saloon e delle praterie del far west.
Paperi a impatto zero – Ecorisparmio domestico (Secchi/Palazzi) è una simpatica variazione sul tema "I disastri di Paperoga", a cui fa seguito una breve con Pippo, quest'ultima, in verità, non troppo originale.
Chiude il numero Fabio Michelini con Zio Paperone ai confini dell’universo, storia per certi versi delirante che ricorda molto alcune avventure degli anni passati per via dello stile narrativo decisamente surreale. Non convincono, però, alcuni aspetti della trama, che in certi punti appare fin troppo forzata e fine a sé stessa; nonostante tutto, il tratto semplice e pulito di Luciano Gatto resta una garanzia.
Sono da segnalare anche un'interessante intervista a ZeroCalcare e un approfondimento sulla mostra dedicata al deposito di Zio Paperone, da poco inaugurata a Milano.

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In questo Topolino 3105 si giunge alla conclusione della nuova avventura di Pikappa, Gli argini del tempo, che sembra pescare a piene mani dalle atmosfere di PKNA. Il risultato finale è discreto, ma sembra destare qualche perplessità: la trama ideata da Alessandro Sisti si rivela forse un po' troppo prolissa e priva di azione, specialmente alla luce del precedente episodio, che, pur venendo citato in più di un'occasione, lascia comunque aperti degli interrogativi circa la sua consequenzialità con questa nuova storia appena conclusa. Storia che sicuramente è stata molto penalizzata anche dalla suddivisione in quattro puntate, che stavolta, più che un punto di forza, ha avuto il demerito di amplificare i punti deboli della narrazione. Il risultato finale sembra quindi lasciare un po' di amaro in bocca, ed è un peccato perchè a conti fatti l'intreccio messo in piedi risulta tutt'altro che banale, ed è, per certi versi, anche molto intrigante.
Sul fronte grafico il tratto di Claudio Sciarrone si mantiene costante e con inquadrature a dir poco ardite.
Il numero continua con un nuovo episodio de La storia dell'arte vista da Topolino: Topner, Pippington e l'ultima battaglia della Temeraire (Gagnor/Zanchi) si ispira alle tematiche care a William Turner e ai pittori impressionisti, a cui è dedicato l'articolo che segue la storia; come anche negli episodi di qualche settimana fa, a differenza della prima serie l'aspetto artistico risulta secondario rispetto alla trama, a cui fanno comunque da contraltare degli splendidi disegni.
Dopo due brevi piuttosto dimenticabili (dispiace dare giudizi così drastici, ma il secondo episodio de Incubi in cucina sembra essere la fotocopia del - già non esaltante - precedente, mentre quella di Bosco con Pippo è poco più di una gag già vista diverse volte in passato) è il turno di Zio Paperone e il tesoro della luna (Vessella/Guerrini), storia che anche lei convince poco per via della grande prevedibilità delle situazioni rappresentate: non è brutta, ma manca decisamente di originalità, cosa che non si può dire, invece, per quanto riguarda i disegni, che si mantengono dinamici e frizzanti.
Chiude il numero Paperino, Paperina e l'escalation virtuale, con Blasco Pisapia che in veste di autore unico mette in scena un divertente ed attuale spaccato di vita reale, con un sapiente uso di quei mezzi tecnologici spesso osteggiati dai lettori più maturi ma che qui invece risultano calzanti e funzionali alla trama, senza essere pesanti; cosa che si può dire anche dell'aspetto "morale" che scaturisce dall'intera vicenda.
Nel quadro dei redazionali, spazio all'approfondimento su EtnaComics, con dettagli sugli albi presentati e sugli eventi in programma.

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Topolino 3103 si apre con il secondo episodio di PK, Gli argini del tempo, che, in puro stile PKNA, ci mostra il prosieguo dell'avventura cominciata nel numero precedente. In verità parlare di avventura risulta ancora prematuro, dato che questo secondo episodio si configura ancor più del primo come un capitolo di passaggio, in cui spiegoni e teorie sullo spazio-tempo la fanno da padroni. D'altronde, il filone legato ai viaggi nel tempo ci ha abituati a questi come a ben altri cronopasticci, quindi si può immaginare come la trama possa risultare articolata.
Scontata, ma neanche troppo, in realtà, la presenza del Razziatore, personaggio come al solito piuttosto ambiguo. Alessandro Sisti inizia quindi a dipanare lentamente la matassa, in previsione delle prossime due puntate che, prevedibilmente, saranno più corpose dal punto di vista della trama.
Claudio Sciarrone e Max Monteduro continuano a produrre delle tavole molto dinamiche e fuori dalla classica gabbia in sei vignette: Lyla, se vogliamo, rende ancora meglio in questa seconda parte, dove si possono cogliere maggiormente i lineamenti del volto suoi e degli altri due coprotagonisti.
Insomma, sicuramente una storia dal grande potenziale, di cui sembra essere stata svelata solo una minima parte: i presupposti sono però decisamente incoraggianti per la seconda metà della narrazione.
L'articolo di approfondimento, stavolta non è dedicato a PK bensì al reportage sull'astronauta Samantha Cristoforetti e al suo incontro (in collegamento video dalla ISS) con gli alunni di alcune scuole, italiani e non solo. All'evento è dedicata anche la vivace copertina, prevista in origine in concomitanza del rientro sulla terra dell'astronauta, che invece è stato posticipato di qualche settimana.
Segue poi un altro episodio de La Storia dell'Arte vista da Topolino: in Zio Paperone e l'enigma della sposa etrusca, Roberto Gagnor ci porta nell'antica Etruria, e l'armonia finale sembra molto più gradevole rispetto all'episodio di un paio di settimane fa. Il riferimento all'arte e alla cultura degli Etruschi è presente più nell'articolo a corredo che non nella storia, narrata in maniera ovviamente romanzata (e che quindi si prende qualche licenza…) da Brigitta. I disegni di Stefano Zanchi, coadiuvato ai colori da Mirka Andolfo, sono una vera gioia per gli occhi.
Gambadilegno, Trudy in… acciughe e rubini (Camerini/Amendola) ha il pregio di utilizzare in una maniera non abusata il personaggio di Trudy, anche se ad un certo punto la narrazione sembra essere un po' tirata per le lunghe. Semplice e pulito il tratto di Amendola, pur con qualche sbavatura.
L'altra breve è Paperino aspirante scrittore: la trama di Roberto Moscato si presenta come piuttosto ovvia e già conosciuta, ma si risolleva nel finale. Nonostante la lunga carriera il tratto di Giulio Chierchini resta inconfondibile, anche se l'inchiostratura sembra tradire il peso degli anni, in particolar modo per i dettagli e i personaggi che non sono rappresentati in primo piano.
In chiusura abbiamo Topolino e i guerrieri dimenticati (Figus/Zironi), fantasy medievaleggiante in cui magia e tecnologia sembrano convivere: l'idea di base non è male, anche se la trama risulta costretta nelle trenta pagine, con un finale un po' affrettato e nessun personaggio che spicchi sugli altri. Molto convincente, invece, a livello grafico.
Un numero discreto, anche se ad uno sguardo d'insieme, nessuna storia sembra prevalere sul resto (PK a parte, chiaramente), mentre invece non sarebbe male sfruttare maggiormente il potere di traino di PK per proporre contestualmente negli stessi albi storie capaci di far maggiormente presa anche sui lettori più occasionali: oltre a noi lettori, ne giovierebbe molto probabilmente anche la testata.

Recensione di Paperinika


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Topolino 3102 è un numero particolare, per diversi motivi, tutti focalizzati, però, sul personaggio in copertina. Anzi, sui personaggi sulle copertine.
Sì, perchè il numero si presenta in una doppia veste, con due cover componibili che raffigurano le due star della storia principale dell'albo: PK e Lyla Lay, che ritorna a calcare le scene dopo più di dieci anni dall'ultima apparizione in una storia.
L'attesissimo ritorno di PK è ad opera della premiata ditta Sisti/Sciarrone, coadiuvata dall'opera di Max Monteduro che già erano stati all'opera nella prima, storica serie di PKNA. La storia, bisogna dirlo, sembra promettere bene già a partire dal titolo: Gli argini del tempo si presenta come una storia inserita in uno dei filoni più amati della serie, quello degli intrecciati paradossi temporali. Chiaramente non è facile giudicare la storia dal suo primo "quarto" di tavole, che per forza di cose non possono coprire tutti gli aspetti e i punti rimasti in sospeso, ma l'impressione è senza dubbio quella di un buon avvio, che risulta forse più lento, come ritmo, rispetto a Potere e Potenza, ma non per questo inferiore.
Il numero prosegue poi con storie di stampo più classico e quotidiano. Topolino e il giallo al college (Panaro/Soldati) riprende il nipote di Pippo e lo rende protagonista (un po' insolito, se vogliamo) di un'avventura dai contorni gialli, simpatica e dal sapore scontato-ma-non-troppo.
Dopo una fin troppo classica e scontata breve, è il turno di Indiana Pipps e i sortilegi di Maga Circe (Sarda/Piras) che, pur prendendo avvio da una situazione vagamente ridicola, e che si spera di rivedere, se proprio ce ne sarà la necessità, il più tardi possibile (Kranz è lo stesso personaggio che una volta minacciava Indiana e Topolino con una pistola, vero?) si sviluppa rapidamente toccando anche tematiche mitologiche. E quando tutto sembra finito, doppio colpo di scena nel finale.
Chiude il numero I Bassotti dalla rapina alla rapa (Arrighini/Gula), storia che, pur trattando temi di un certo peso come i pregiudizi e la possibilità di pene riabilitative, risulta essere alquanto allungata e prevedibile nel finale, anche se i personaggi, a onor del vero, risultano usati sapientemente (eccezion fatta, chiaramente, per lo stesso discorso di prima: come Kranz, anche i Bassotti non sono esattamente dei personaggi secondari neutri ma sono - dovrebbero! - essere dei veri cattivi, non certo i teneroni che si vedono sempre più spesso).
Nell'ambito dei redazionali, largo spazio, ovviamente, alla storia di apertura, a cui si aggiunge un reportage sul MUSE di Trento e un'intervista al cantante Lorenzo Fragola.

Recensione di Paperinika


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In questo periodo di fasti e di grandi storie, Topolino 3099 si presenta come un numero leggermente sottotono, data la presenza di sole storie "standard". Ma anche così il livello è tutt'altro che scarso, e a conti fatti il risultato è positivo.
Topolino e le pipposcarpe mnemoniche, scritta da Casty e disegnata da Faccini è a tutti gli effetti una storia di "ordinaria quotidianità" del Castellan, come già successo altre volte. Lo spunto stavolta è molto semplice, e la trama scorre via leggera e frizzante rendendo Pippo il padrone assolto della scena.
Segue Zio Paperone, Paperetta e l'ultimo scrigno (Stabile/Soffritti), in cui il giovane autore approfondisce a modo suo il rapporto tra Paperone e la nipote Paperetta: la storia si presenta, come sempre, ricca di citazioni e rimandi che fanno la gioia dei lettori più attenti. Degna di nota la filosofia della giovane ed esuberante Paperetta, che nel finale sembra convincere a pieno anche il cuore calcolatore di Paperone.
Paperino e il danno inconfessabile (Moscato/Campinoti) è una classica avventura quotidiana di Paperino, che riprende un po' anche le caratteristiche dei corti in cui il papero in giubba da marinaio affronta mille peripezie… e il finale riporta tutto alla realtà. Pur non brillando per originalità, il risultato è comunque una storia molto simpatica.
Superpippo e l'appuntamento da incubo è invece una breve storia in cui il giovane Mazzoleni riporta in auge, dopo neanche un mese, il supereroe in calzamaglia, costretto a fare i conti con gli inconvenienti di una doppia vita… inconvenienti nei quali invece stavolta non sembra riconoscersi il Paperinik protagonista del settimanale Che aria tira a…
A chiudere il numero Battista mago della finanza (Buratti/Guerrini), che affronta il tema (anch'esso non esattamente nuovo di zecca) del rapporto di stima e affetto che contraddistingue la coppia Paperone/Battista. Nonostante le premesse comunque la storia che ne viene fuori ha una sua buona linearità e presenta un utilizzo dei personaggi tutt'altro che scontato.
Ricchi e interessanti anche i redazionali, che spaziano dagli Avengers all'NBA, per toccare poi due eventi particolarmente interessanti per i lettori e il pubblico più affezionato: l'inaugurazione del nuovo Panini Store di Firenze e una piccola anteprima di quello che verrà presentato tra pochi giorni al Comicon di Napoli.

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In questo Topolino 3096 spicca senz'altro L'Isola del Tesoro, a cui, tra l'altro, è dedicata la splendida copertina.
La nuova parodia disneyana ad opera di Teresa Radice e Stefano Turconi si conclude alla grande, mantenendo tutte le promesse e le speranze che erano state enunciate nei precedenti due episodi.
La storia, che più che una parodia sarebbe più corretto definire un adattamento del romanzo di Stevenson, rispecchia in maniera notevole la struttura dell'opera originaria, ma risulta allo stesso tempo permeata di quella disneyanità tanto cara ai lettori del settimanale.
Andando a rileggere tutti gli episodi si può notare come sembri non esserci un solo dettaglio fuori posto: trama e disegni si fondono alla perfezione, conferendo all'intera narrazione una marcia in più. La sceneggiatura alterna sapientemente una parte avventurosa e una parte riflessiva: quest'ultima risulta forse un po' eccessiva per gli standard a cui si è abituati sul settimanale, ma sembra essere l'espediente migliore per amalgamare le atmosfere e i sentimenti dei vari personaggi.
Parlando di protagonisti, impossibile non restare affascinati dall'ambigua figura di Long Pete Silver, dall'evoluzione del rapporto che si instaura tra lui e il giovane Jim Topkins, e tra quest'ultimo e lo svagato Ben Goof.
Sul fronte grafico nulla da eccepire: ogni tavola, ogni vignetta, ogni espressione, sono realizzate con una tale maestria da lasciare a bocca aperta, e la sinergia tra i due autori è pressochè totale (ma questa ormai non è più una novità).

Il resto dell'albo ci riporta invece nella dimensione quotidiana di topi e paperi, alle prese con i problemi di tutti i giorni.
Un ottimo esempio di quotidianità è rappresentato da Zio Paperone e le frottole da un dollaro, di Vito Stabile e Alessandro Perina. Messo da parte il leitmotiv delle catastrofi finanziarie, il giovane autore sforna una piccola perla, che pur partendo da uno spunto tutt'altro che nuovo si sviluppa poi come se niente fosse in maniera originale e divertente. Gag e citazioni si susseguono in maniera spontanea e naturale, senza forzature, e i bei disegni di Perina sono la classica ciliegina sulla torta.
Abbiamo poi Pippo e la febbre delle due ruote (D'Antona/Ubezio), una breve che sembra riprendere la struttura dei cortometraggi della serie How to, con protagonista sempre il nostro Pippo, e Paperino, Paperoga e la missione strappalacrime (Sarda/Lucci), che riporta invece in scena la P.I.A., con una trama che rispecchia il solito canovaccio della serie (e che onestamente, in questo caso, sa un po' troppo di già visto).
Chiude l'albo Il lago dei paperi (Michelini/Gatto), che ha un po' deluso le aspettative di buona parte dei lettori: a conti fatti la storia risulta - spiace dirlo - piuttosto scialba e con una trama non molto chiara, sia per quello che succede sia per le motivazioni che portano i protagonisti ad agire in quel determinato modo.
Tra i redazionali spicca un articolo sul neonato magazine "Storie della buona notte", e non si può poi non citare l'editoriale di Valentina De Poli, da sottoscrivere con forza parola per parola!

Recensione di Paperinika


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Con copertina, editoriale, storia e approfondimenti dedicati, si può ben affermare che questo Topolino 3093 sia il numero di Casty e dell'Impero Sottozero.
Topolino e l'impero sottozero è l'ennesimo kolossal dell'autore goriziano, attesissimo da tempo dai lettori più affezionati (e non solo)… e non delude le altissime aspettative che lo accompagnavano.
Casty ci offre una storia ricca di riferimenti e di dettagli reali e non, in un'atmosfera che attinge a piene mani dalle leggende e che si intreccia con un'ambientazione ed una trama dai tratti decisamente realistici. Quel che ne viene fuori è una narrazione spettacolare che, in un crescendo di adrenalina inframmezzato da gag tutt'altro che banali o fuori contesto, ci accompagna alla ricerca della leggendaria città perduta degli iperborei, la mitica Agarthi.
I personaggi sono calati splendidamente nelle loro parti, da quelli ripescati per l'occasione (Atomino Bip-Bip e un azzeccatissimo Nataniele Ragnatele) a quelli creati appositamente: il Conte Dragpo, la dolce Tabìa e la spietata Aljoska.
Nonostante l'abbondanza di temi trattati, tutti i tasselli vanno al loro posto e si incastrano alla perfezione nel mosaico, come in un preciso meccanismo ad orologeria: la trama scorre in maniera naturalissima e niente affatto forzata, come Casty ci ha sempre abituato, e il colpo di scena finale è qualcosa che arriva all'improvviso, spiazzante e ben gestito.
Come la definisce Valentina De Poli nel suo editoriale, «una bellissima fiaba», in cui l'autore si è superato anche dal punto di vista grafico: non bastasse la splendida copertina, molte delle vignette doppie e quadruple sono mozzafiato, ed è più che evidente l'evoluzione grafica dell'autore rispetto alle precedenti storie.
A corredo di questa storia, un compendio di spunti, reali e non, a cui si è ispirato Casty.
A confronto con cotanta epicità, il resto del numero sfigura, pur non essendo affatto di scarsa qualità.
Paperina e il viaggio impossibile (Mazzoleni/Asaro) è una brevissima, ma simpatica gag che riprende una situazione abbastanza comune a chi viaggia sui mezzi pubblici metropolitani, mentre Paperino e il "selfie" definitivo (Cirillo/Picone) affronta un argomento decisamente moderno (la visibilità sui social network) in maniera spensierata, pur facendo riflettere.
Chiude l'albo Zio Paperone e il castello della doppia battaglia (Panaro/Baldoni), che pur partendo da uno spunto già usato diverse volte in passato si lascia comunque leggere piacevolmente, merito forse anche delle numerose citazioni presenti.
Si presenta di buon livello anche il comparto extra-fumettistico: si spazia da Rat-Man all'imminente parodia di Dylan Top, da un'anticipazione degli albi che saranno presentati al Cartoomics di Milano tra qualche giorno a Brachetti, presente anche in questo numero grazie ad una dissacrante one page di Silvia Ziche.
Davvero un ottimo numero!

Recensione di Paperinika


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Il numero dedicato a San Valentino è, come lecito aspettarsi, un numero dedicato (quasi) completamente all'argomento dell'amore. Peccato però che Topolino 3090 non sia all'altezza di ben altri numeri celebrativi, l'ultimo dei quali, quello natalizio, risale a meno di due mesi fa.
Dopo la fulminante vignetta di apertura di Silvia Ziche segue Topolino e Minni in: Scoppiati! (Agrati/De Vita), avventura decisamente atipica per la coppia più famosa di Topolinia: se è vero che la storia si lascia leggere abbastanza bene, è anche vero però che manca di quel quid necessario per spiccare tra le altre storie.
Più facile, ahimè, esprimere un giudizio su Belle spaziali (Arrighini/Intini), che di positivo non offre granché. Un gran peccato, visto che la stessa storia è stata rilanciata sui media nazionali per la presenza di Sam Paperinetti, evidente omaggio all'astronauta Cristoforetti. Al contrario di quel che è capitato ad altri suoi colleghi (ricordiamo Roberto Vittori, protagonista di ben tre avventure, e Paolo Nespoli), il personaggio dell'astronauta qui illustrato appare decisamente fine a sé stesso, nel complesso di una narrazione di stampo tutt'altro che realistico, oltre che eccessivamente sdolcinato. Per non parlare di certe forzature e buchi narrativi…
Ciccio e i biscotti di San Valentino (Secchi/Ermetti) è invece la storia di San Valentino meno celebrata del numero, e forse proprio per questo la più riuscita. L'ingenuità di Ciccio può sembrare eccessiva, ma ben si confà al personaggio, che, come si sa, non è nuovo a comportamenti particolari.
Con Cattive compagnie giunge al termine la miniserie I casi di Rock Sassi (Panini/Asaro), che, dopo le pessime prove delle settimane passate, si rimette in carreggiata con questa simpatica breve che, se non altro, fa il suo lavoro senza infamia (fortunatamente) e senza lode, centrando in pieno quello che dovrebbe essere lo scopo primario di una storiella di quattro pagine: far sorridere.
Cosa che sfortunatamente non riesce molto bene a Zio Paperone e il portiere conteso (Figus/Amendola), che parte bene ma poi finisce inaspettatamente dopo poche pagine, chiudendo il cerchio sul malinteso (fin troppo prevedibile) senza metter su, come facilmente ci si sarebbe aspettato visto l'inizio decisamente articolato, una storia un po' più lunga.
Chiude l'albo una simpatica danese con Cavazzano ai disegni: Paperino e la vacanza fuori misura è, come la maggior parte delle storie di produzione estera, basata su personaggi che sono caratterizzati in maniera differente da quella a cui siamo abituati leggendo le storie italiane, e per leggerla con obiettività bisogna tenerne conto. La trama non risulta essere nuova, ma scorre bene e senza troppi paradossi (altro tratto spesso presente in queste storie).
Sparsi tra una storia e l'altra sono poi presenti delle illustrazioni a tema San Valentino illustrate da Alessandro Perina. Da rimarcare sono anche l'articolo sulle "valentine" e quello dedicato all'iniziativa ecologica "Mi illumino di meno".

Recensione di Paperinika


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Se mai a qualcuno mancasse una prova del fatto che Topolino, inteso come giornale a fumetti, si rivolge ad un'utenza da 0 a 99 anni mantendosi sempre fedele a sé stesso ma con un occhio all'attualità, non ha che da prendere in mano il numero di questa settimana per cambiare subito idea.
Topolino 3087 si apre con l'editoriale silenzioso di Valentina De Poli, che ricorda, con la migliore sensibilità che si possa immaginare per un giornaletto 'per bambini', i tragici fatti avvenuti a Parigi lo scorso 8 gennaio. «Quando non sai che cosa dire», diceva già diversi anni fa Tippete a Bambi, «è meglio se non dici nulla», e mai come in questo caso, per ciò che è successo e per l'udienza a cui i fatti sono riportati, il silenzio vale più di mille parole.
Ma torniamo indietro e diamo uno sguardo alla bella copertina del Maestro Cavazzano, che introduce alla storia di apertura. Paperino e l'idolo acquatico sembra essere una storia un po' classicheggiante che rimanda ai piacevoli anni '90 - non fosse altro che per i nomi degli autori - e che si dipana in maniera fresca e frizzante, come è lecito aspettarsi quando ci mette la mano un Artibani in ottimo spolvero. Anche i bei disegni di Camboni si mantengono dinamici e contribuiscono al buon risultato finale.
Prosegue poi la miniserie Zio Paperone e la sfida da 50$ di Salati e Urbano; dopo la lunga introduzione della scorsa settimana, Un nuovo inizio sembra essere a tutti gli effetti un episodio di transizione, che aggiunge poco alla trama ma conferma le buone aspettative della puntata precedente. Anche qui il comparto grafico è ad ottimi livelli, con un tratto molto piacevole e che ricorda molto quello di un altro Maestro delle matite, Stefano Turconi.
Dopo una breve dedicata a Rock Sassi, segue una tipica avventura paperopolese: Paperino e il colpo in soggettiva (Buratti/Held) sembra una tipica storia di Paperino e dei Bassotti, simpatica e anche vagamente originale nel suo sviluppo, ma forse troppo approssimativa nel finale.
Chiude l'albo Minni e il grosso guaio dei Grrr (Macchetto/Limido), un'avventura di stampo futuristico.
E' interessante comunque notare come gli stili grafici delle storie siano tutti piuttosto differenti tra loro, ma si mantengano su un livello qualitativo decisamente elevato, il che non può che essere un bene.
Sul fronte redazionali si segnala invece una mai troppo piccola rassegna di titoli dedicata ai piccoli lettori, a cui segue dopo poche pagine un articolo riassumente alcune iniziative volte a stimolare l'interesse della lettura nelle scuole, iniziative alle quali hanno partecipato anche alcuni autori Disney del calibro di Paolo Mottura, e non ultimi Bruno Enna e Fabio Celoni… in veste di spettatori.
Da rimarcare anche, oltre alle consuete pagine dedicate ai giochi, anche un paio di enigmi che si rifanno al bimestrale L'Enigmistica di Topolino.

Recensione di Paperinika


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Il primo numero del 2015 si presenta piuttosto compatto a livello di contenuti, data l'insolita presenza di sole tre storie lunghe, oltre alle classiche one pages e vignette isolate.
L'onore di aprire il numero, con tanto di copertina dedicata che non ha mancato di sollevare dubbie polemiche improntate al politically correct è dell'agente DoubleDuck, con una lunga avventura in due tempi. L'ultimo giorno (Bosco e Mazzarello, con i colori di Max Monteduro) si inserisce nel solito filone complottistico in cui si muovono gli agenti dell'Agenzia, ma stavolta l'avventura strizza decisamente l'occhio alle atmosfere del buon vecchio progetto di PKNA (qualcuno ha nominato il progetto del professor Fairfax?). Nel complesso la trama scorre bene e lo svolgimento non è per niente scontato: l'ombra del già citato progetto Pangea c'è ma non risulta d'intralcio all'avventura e ai colpi di scena, che, seppur non spettacolari e intricati come spesso ne abbiamo visti nella serie, fanno sì che il tutto risulti decisamente armonico. Forse non rispecchia i gusti di tutti, sicuramente non sembra essere una storia legata ai festeggiamenti di Capodanno, ma di sicuro fa il suo lavoro, e a conti fatti lo fa anche bene.
Segue La pattuglia spaziale e gli ipnopotami predoni, quarto episodio della fantascientifica serie Amazing Papers ad opera di Alberto Savini e Stefano Intini, in cui tra astronavi e alieni da tutta la galassia, i paperotti di Quack Town (e gli autori con loro!) danno libero sfogo alla loro fantasia.
In chiusura troviamo Topolino, Minni e l'incubo in scatola (Agrati/Bertolucci), dissacrante e gradevole narrazione delle peripezie di Topolino in uno dei più noti (e per certi versi temuti) punti vendita dei nostri tempi.
Come ad ogni inizio anno che si rispetti, non possono poi mancare i buoni propositi, enunciati in maniera tanto rigorosa quanto leggera da Paperino, nel "Che aria tira a…" e l'oroscopo in codice ispirato al personaggio di DoubleDuck.

Recensione di Paperinika


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Giunge al termine questa settimana la trilogia di Star Top… o almeno per il momento.
Con Sospesi nel tempo, Bruno Enna conclude quello che sembra a tutti gli effetti un po' un prologo ad ulteriori avventure del capitano T.J.J. Tirk e del suo equipaggio. Il risultato finale è leggero ma decisamente gradevole, con una trama che scorre liscia e senza forzature. Questo terzo episodio (disegnato stavolta da Alessandro Perina) riprende in sé le caratteristiche di entrambi gli episodi precedenti, unendo coerentemente ironia e un valido sviluppo a livello di trama e contenuti, limitati questi ultimi dall'auspicabile (e prevedibile) prosieguo della narrazione.
Segue Paperino e l'uomo della bufera, di Panaro e Marini, che risulta ben articolata e con un co-protagonista di un certo spessore. Certo, la trama non è esattamente delle più originali, ma l'handicap, se così si può definire, non si fa certo sentire, e il risultato è decisamente valido.
Altra storia molto valida, con un ulteriore capitolo dell'infinita sfida tra i due miliardari paperopolesi è Zio Paperone e l'oro telefonico (Salati/Usai), che ripropone ancora una volta con occhio critico le smanie dei paperopolesi, tratteggiati, qui come spesso accade anche in altre storie, come un personaggio a sé stante, una vera e propria massa di persone facilmente sensibili al consumismo e a manipolazioni da parte di individui anche con pochi scrupoli.
Completano l'albo due avventure più brevi: la prima, con protagonista Pippo, è poco più che una gag allungata (già vista, peraltro), mentre la seconda risulta già essere molto più originale. L'accoppiata Paperoga e Gastone è insolita, ma ben utilizzata, e la trama che ne deriva, seppur chiaramente di intento comico, finisce con l'essere anche piuttosto attuale.
Da segnalare, nelle rubriche, il consueto approfondimento relativo alla saga di Star Trek, un articolo su X-Factor con intervista al presentatore Cattelan e una graphic story con Paperetta e Paperoga dedicata al nuovo film di Aldo, Giovanni & Giacomo.

Recensione di Paperinika


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Dopo il capolavoro di Casty e Faccini della scorsa settimana è facile che a prima vista Topolino 3078 passi un po' come un numero di scarso interesse, ma la sensazione non può che durare un attimo, perchè se è vero che non sono presenti picchi come quello che ha fatto deliziare quasi tutti i lettori qua sul forum, è anche vero che le storie presentateci questa settimana sono tutte ben variegate, sia come ambientazioni sia come tematiche.
Ad aprire le danze sono Vito Stabile e Giada Perissinotto con Zio Paperone in… a proposito di deposito, storia a cui è dedicata anche la cover. L'elemento più interessante della storia è senza dubbio costituito dal personaggio della blogger Vickie, in missione alla scoperta della dimora del papero più ricco del mondo, a cui fa da contraltare una seconda sottotrama con protagonisti i Bassotti. Lo spunto è buono, ma la trama complessiva sembra troppo portata per le lunghe e nel totale la storia sembra risentirne un po'; la tavola conclusiva però stempera il tutto e fa finire l'avventura con un inevitabile sorriso, che non è poco.
Segue la simpatica Amelia, aliena che ammalia (Sisti/Martusciello) il cui spunto iniziale richiama alla memoria una bella avventura pezziniana di qualche anno fa, che evolve però in tutt'altra direzione. Con Il gangster film continua la serie infinita (?) di Andiamo al cinema? di Marco Bosco, che stavolta vede ai disegni il sempre verde Asteriti. Abbiamo poi un'avventura in costume che ci trasporta nella pampa argentina: Il gaucho Paperin e la pampa selvaggia (Venerus/Vian) è una storia che sa molto di già visto, ma che si lascia comunque leggere piacevolmente, complici anche l'aspetto vagamente scanzonato e i piacevoli disegni. L'ultima storia proposta (Sulle tracce di Zio Paperone, di Mazzoleni/Marini) risulta essere un'avventura à-la-Cimino, con popoli remoti e tradizioni esotiche, a cui però si affianca una trama tutto sommato piuttosto esile, con i personaggi di primo piano che, secondo il parere di chi scrive, agiscono un po' forzatamente.
Degni di nota sono comunque, oltre ad una simpatica one page di Enrico Faccini, i redazionali, tra cui spicca un riepilogo delle ultime notabili "imprese" dei Toporeporter, dal Next di Trieste al Salone del Gusto di Torino.

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Dopo gli ultimi numeri leggermente sottotono, ecco che il settimanale si riassesta sui binari buoni in attesa del prevedibile ulteriore salto di qualità della prossima settimana. Topolino 3069 non ha al suo interno una storia che si possa definire un capolavoro, ma tutte le quattro storie si presentano come avventure tutt'altro che dimenticabili, il che porta quindi a considerare il numero decisamente in linea con l'alta qualità degli ultimi mesi.
La storia di apertura, a cui è dedicata anche la splendida copertina, è Zio Paperone e l'enciclopedia eccessiva (Sisti/Mottura), una corposa avventura in due tempi che prende il via da uno dei tanti confronti tra Zio Paperone e Rockerduck. I due arcimiliardari si lanciano alla ricerca di una leggendaria quanto completissima enciclopedia, e l'evolversi della trama, che presenta evidenti echi ciminiani, spinge a riflettere su cosa possa essere definito culturale o meno. In linea con l'argomento della storia anche il simpatico Che aria tira… di Silvia Ziche, con protagonista il Prof. Pico De Paperis.
Paperina e lo stage molto movimentato (Panini/Gatto) presenta Paperina in un'insolita veste lavorativa, il che si rivela occasione per utilizzare il personaggio in modo diverso dal solito. La fidanzata di Paperino si comporta infatti in modo deciso e determinato, e ne esce decisamente rivalutata in confronto al banale utilizzo che di solito le viene riservato. Ma questa storia è da rimarcare anche perchè rappresenta l'esordio di Luciano Gatto al disegno digitale. Il tratto già di per sé pulito del Maestro risulta così, se possibile, ancora più fresco del solito.
Paperinik e l'invasione dei supereroi (Mazzoleni/Zanchi) sa un po' di già visto, ma la trama è molto ben gestita e fa dimenticare agevolmente la non originalità del canovaccio. Il supereroe paperopolese si dimostra un personaggio che ha ancora tanto da dire, a condizione che lo si sappia usare senza cadere nei soliti banali cliché.
L'ultima storia, Topolino in: questioni di distintivo (Cirillo/Amendola) ci porta, infine, all'interno di un ben noto commissariato di Polizia, da cui Topolino, non essendo un poliziotto, viene invitato a prendere le distanze. Non una avventura memorabile, ma una valida prova di Cirillo che chiude degnamente un numero ben variegato e valido dal punto di vista sia qualitativo sia grafico.
Completano l'albo l'ottavo itinerario del Topotravel, affidato a Gastone, e l'articolo sull'E3, la fiera dei videogames di Los Angeles.

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Il Topolino 2908 si presenta, tutto sommato, come un buon numero. Ottimo, tanto per cominciare, il Che Aria Tira della Ziche. La prima storia del numero è Topolino e la mano di Crom (Bosco/De Vita), con una trama scorrevole e ottimi disegni (e ci mancherebbe, vista la firma); simpatica, anche se il tutto risente forse dei soliti cliché (Topolino e Gambadilegno che, dovunque siano, incrociano sempre e comunque loro strade). Gradevole anche Paperino e il sereno scambio estivo (Secchi/Barbaro), con un Paperino barksiano ma-non-troppo che da voce a quelli che probabilmente sarebbero i dubbi di molti di noi in un caso del genere, anche se ovviamente il caro vecchio Donald non riesce a mettere un freno alla sua immaginazione. Storia simpatica, con gag (anche se immaginarie) stupende e un ottimo finale. Segue la divertente Cronache del regno dei due laghi: La voce del popolo (Faraci/Ziche) che da l'impressione, però, di essere fin troppo allungata; delle autoconclusive di una pagina forse sarebbero state la scelta migliore per queste simpatiche riempitive. A seguire l'anonima Paperoga, Paperino e la rivincita del M.O.L.E.S.T.O.: La sfida del L.O.Q.U.A.C.E. (Badino/D'Ippolito), che prosegue le serie di storie incentrate sull'associazione del M.O.L.E.S.T.O. e la bella Dinamite Bla e il salame tripiccante (Gagnor/Soldati) storia gastronomica che, invece del classico duo Paperino&Paperoga contrappone al montanaro l'inedita coppia Pico&Paperina. Redazionale ed articoli nella norma.

Recensione di Paperinika


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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