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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



L'inedita che come consuetudine introduce il numero di Paperino è questa volta italiana: Paperino e la scompagnata disturbata (Camerini/Usai); piacevole, anche grazie ai disegni del promettente Usai.
Dopo questo antipasto, si entra subito nel vivo con uno dei pezzi forti del numero: Zio Paperone e la caccia al Puka con i disegni di Scarpa a supportare il testo del sempre brillante Dick Kinney. La storia è particolare, con una strana alleanza Rockerduck-Qui Quo Qua per fare un regalo di compleanno a Paperone.
Si prosegue con altre storie interessanti, come I paralipomeni della dinastia dei paperi - Paper Micca e l'assedio di Torino (finita questa chissà perchè su Paperino Mese, in quanto le altre due della serie della coppia Figus-Held) sono apparse su Topolino nei primi anni '90) e Zio Paperone e la stella di Burbank, disegnata dal bravo Rebuffi su soggetto americano. Degna di nota è anche Paperino, Paperoga e il brocco scavatore, avventura sia scritta che disegnata da Bordini e particolarmente rielvante perchè mai più ristampata dal suo esordio. Si chiude infine con la lunga Paperino e il viaggio impossibile, lunga avventura di Corteggiani a metà tra "Viaggio al centro della Terra" e "Mondo perduto", che presenta tutti i classici pregi e difetti dell'autore francese, ovvero buoni soggetti annacquati da sceneggiature un po' troppo dilatate.
Un altro numero di buon livello, da tre stelle e mezzo, che conferma Paperino come una delle testate più interessanti del periodo.

Recensione di cianfa88


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Look nuovo vita nuova. Dopo il restyling del mese scorso, la qualità della testata sembra essersi impennata e il numero di febbraio conferma il livello di quello precedente. Due numeri consecutivi di questo valore non si vedevano sicuramente da un po': anche questo si merita le quattro stelle.
Si parte con l'inedita straniera, ovvero Paperino e lo stato di Paperonlandia, opera di Hansegard e del nostro Fecchi; il soggetto non è particolarmente originale ma nel suo complesso la storia è piacevole.
Si prosegue poi con ben due storie disegnate da Romano Scarpa del numero, entrambe provenienti dalla produzione del Disney Studio e rimaneggiate in Italia: Zio Paperone e la città sommersa vede Zio Paperone e Rockerduck in una disputa alberghiera, mentre in Zio Paperone e l'energia fulminea il magnate prova ad immagazzinare i fulmini per produrre energia.
Dopo una breve italiana e due straniere, il numero si chiude con il botto con due storie di valore. Di assoluto interesse è Zio Paperone e l'allarme nucleare, avventura scritta da Pezzin probabilmente sulla scia del disastro nucleare avvenuto a Chernobyl nel 1986. La storia presenta numerosa peculiarità, a partire dalla delicatezza del tema trattato (tanto che non era mai stata ristampata), tanto che in prima pagina fu addirittura inserito un'avvertenza che comunicava che "ogni riferimento a situazioni reali è puramente casuale", decisamente insolito per un fumetto Disney. La trama è semplice, con Zio Paperone che si costruisce un suo reattore atomico personale accanto al deposito; come sempre Pezzin è molto bravo a gestire queste tematiche di forte impatto, senza risultare didascalico ma mostrando con chiarezza i rischi del nuclerare in'avventura che comunque rimane gradevole
Infine ecco la più nota Paperino e l'invasione sottozero, una delle migliori storie del frizzante duo Negrin/Leoni, con Paperino alle prese con alieni dal "buffo parlamento".

Recensione di cianfa88


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Il numero di gennaio di "Paperino" si rivela essere decisamente succoso. La testata subisce innanzitutto l'ennesimo restyling, sia pure questa volta in modo parziale con un piccolo cambiamento grafico nella copertina, nelle pagine introduttive e nei credits: attendiamo l'articolo di Malachia sulla "storia" di tutti i cambiamenti avvenuti su questa gloriosa testata ormai in edicola da molti anni.
Ma i motivi di interesse non finiscono qui, in quanto le ottime storie proposte e il nome degli autori coinvolti fanno sì che questo sia il miglior numero di "Paperino" da molto tempo a questa parte.
Dopo l'inedita italiana (Paperino e Paperoga impresari...al volo di Martinoli/Milano), si entra subito nel vivo con Zio Paperone e il carbon fuggiasco scritta e disegnata da Rebuffi su soggetto americano, ristampata solo una volta più di venti anni fa. Con Paperino & Paperoga e le foto a sorpresa ritorna sul mensile una coppia di autori che nei primi anni duemila aveva decisamente incontrato il favore degli appassionati: Negrin/Leoni, che ci presentano una divertente storia con i due cugini impegnati in un servizio fotografico.
Si torna indietro nel tempo con la bella Zio Paperone e il segreto della montagna di Barbarossa, opera dei sempre affiatati Chendi e Bottaro, con Zio Paperone e Rockerduck alle prese con un'antagonista a sorpresa, qui alla sua quarta apparizione.
E dopo un paio di minori stranieri, si chiude in bellezza con due storie opera di grandissimi autori Disney. Con Zio Paperone in: chicchi di riso e monete d'oro abbiamo addirittura uno Scarpa completo, in una storia poco nota del suo periodo forse più manierista. La migliore del numero è, a mio avviso, l'attuale Zio Paperone e l'esenzione di Venceslao, opera di un Marconi agli esordi e di un Massimo De Vita che ha appena elaborato un suo stile personale: nella sua continua lotta contro il fisco, Zio Paperone è costretto ad arruolarsi nell'esercito per poter continuare ad usufruire dell'esenzione secolare goduta dai suoi antentati; la storia si distingue per la frizzante sceneggiatura con dialoghi degni del miglior Martina.
Insomma, un numero nettamente al di sopra della media della testata, con un ottimo abbinamento di avventure vecchie e più recenti. Complimenti alla nuova selezionatrice Camerini, e speriamo che la qualità si mantenga questo livello!

Recensione di cianfa88


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L'ultimo numero dell'anno di "Paperino" porta con sè l'ennesimo aggiustamento di rotta della testata. Infatti dopo molto tempo ecco riproposte storie pubblicate originariamente su "Topolino"; se da un lato ciò può significare l'ennesima ristampa di storie ben conosciute, dall'altro si potrebbe avere un aumento del livello qualitativo della testata, in quanto solitamente le storie uscite su "Topolino" sono migliori delle coeve uscite su "Paperino".
Ancora una straniera l'inedita del mese: Zio Paperone e il mammut da record, che non spicca particolarmente rispetto alla media delle danesi; l'unico interesse è la presenza ai disegni di Massimo Fecchi.
Il numero prosegue poi senza particolare picchi, tra storie dimenticabili di provenienza "Paperino" (Paperino e il campionato natalizio, Zio Paperone e la danza aureobica, Paperino e la collezione autunno-inverno con i disegni di un acerbo Faccini), mediocri storie americane di Strobl e la citata storia di origine "Topolino", Zio Paperone e il tempo rovesciato dei compianti Concina e Dalla Santa, che pur essendo la migliore del numero non è di certo la migliore prova dei due autori.
Ultimo numero dell'anno e tempo di bilanci: l'annata è stata in chiaroscuro, con un periodo centrale di buon livello coinciso con la ristampa delle storie del vecchio "Almanacco" (e la presenza delle storie "minori" di autori come Scarpa o Cimino) e un calo abbastanza netto nel finale, culminato con questo numero che non può che ottenere per quanto mi riguarda le due stelle. Speriamo che questa testata assuma una rotta ben definita nel prossimo futuro!

Recensione di cianfa88


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Piccola novità per quanto riguarda Paperino: come per le altre testate Disney, la nuova selezionatrice delle storie è Valentina Camerini, che prende il posto di Stefano Ambrosio. Probabilmente i numeri di questo periodo soffrono un po' del cambio, presumo per motivi di "assestamento" della novità.
Non brilla particolarmente il numero di novembre di Paperino, introdotto dalla solita piacevola copertina di Coppola. La principale novità sembra essere l'assenza di storie provenienza "Almanacco Topolino": ciò comporta da una parte un vantaggio in quanto spesso si trattava di storie pluriristampate, ma dall'altra parte una diminuzione delle qualità delle storie.
L'inedita straniera, Paperino e i topi giganti ha il solo merito di proporre i disegni di Massimo Fecchi, in quanto la sceneggiatura è ampiamente insufficiente.
Gli amanti di Stobl avranno comunque di che rallegrarsi, con bel quattro storie dell'autore americano, la migliore delle quali è l'ultima, Paperino e l'isola dell'arcobaleno (1955)
La storia migliore del numero è Paperino e l'avventura ai confini della realtà (Staff di if), in cui il nostro eroe si ritrova a sognare una serie di mirabolanti avventure ispirato dal suo telefilm preferito; la storia è gradevole, anche se nella seconda metà perde un po' di mordente. Chiudono il numero altre due trascurabili storie di produzione italiana; in definitva, numerò così così che si prende tre stelle stiracchiatissime in segno di "augurio" alla nuova selezionatrice.

Recensione di cianfa88


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Flemming Andersen raddopia, anzi triplica in quanto in questo numero di Ottobre la storia d'apertura oltre ad avere la sua mano nei disegni porta anche la sua firma nei testi. Si tratta di Paperini in: Motori struggenti, pubblicata nei paesi scandinavi una quindicina di anni fa. E oltre ad eccellente disegnatore, Andersen si rivela anche ottimo scrittore: la storia è simpatica e scorrevole e strappa più di un sorriso. Speriamo di vedere altre prove dell'autore su questa testata.
Di buon livello anche il resto del numero. Le due brevi "ten-pages" straniere sono ad opera di Vicar, dal piacevole gusto barksiano. Degna di nota Zio Paperone e l'inventore di sventure in cui i Barosso mettono a dura prova la pazienza di Zio Paperone nei confronti di Filo Sganga. Non male nemmeno Zio Paperone e l'impronta chiave (Gazzarri/Chierchini) e Paperino cuoco da ingresso (Bordini), assente dalla sua prima pubbilcazione ventitre anni fa.
La migliore del numero è Zio Paperone e l'angolare di sicurezza, una Cimino/De Vita d'annata doc che vede i Bassotti alle prese con l'"angolare" cava del deposito di Zio Paperone da cui rubare facilmente le sue ricchezza. La storia parte in maniera ottima, ma si conclude in modo un po' frettoloso, lasciano la sensazione che manchino qualche pagina (è questo forse il maggior difetto imputabile al Maestro Cimino nel corso della sua eccezionale carriera).
Un numero comunque tra i primi tra dell'anno, che si merita tre stelle piene.

Recensione di cianfa88


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Difficilmente su Paperino potremo trovare i capolavori del fumetto Disney, ma i numeri di questo periodo offrono una interessante raccolta della produzione per così dire "minore" di molti Maestri: nel numero di Agosto incontriamo infatti nomi mportanti come Gatto, Scarpa, Carpi, Pezzin, Chendi. Ciò basta a garantire all'albo una valutazione di tre stellette, a maggior ragione se poi le storie sono di buon livello come in questo caso.
Tra le note liete citiamo senza dubbio Zio Paperone e i 50 depositi, testi di Gazzarri e disegni di Scarpa, con lo zione impegnato una volta di più a nascondere i suoi averi dalle grinfie dei Bassotti. Altra "big" del numero è Paperone e la fusione fredda, classica schermaglia tra Zio Paperone e Rockerduck made in Pezzin, inedita dal suo esordio venti anni fa.
Altre storie degne di nota Paperino e il pianeta verdolino e Zio Paperone e le bande rivali, nella quale lo sceneggiatore Pier Carpi crea con i disegni del suo omonimo Giovan Battista il cane dei Bassotti Ottoperotto.

Recensione di cianfa88


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Il numero di Giugno di Paperino si mantiene nella media della testata, senza particolari guizzi.
Si parte con Paperino specialista in comportamento, inedita, ennesima storia nella quale Paperino insegna a Ciccio come comportarsi con una ragazza. Senza infamia e senza lode le tre italiane che seguono: interessanti più per gli autori (Pavese, Bordini, Cimino, Scarpa) che per il loro effettivo valore; la migliore è probabilmente Zio Paperone e la pesca musicale.
Mi soffermerei quindi un po' di più sulla storia rivelazione del numero, ovvero Paperino star della pop music, breve danese di Jim Kenner e dell'ottimo Vicar. Si tratta infatti di una delle migliori brevi straniere che io ricordi, molto simile alle ten-pages di Carl Barks nell'impostazione e nel ritmo. I vocalizzi casuali di Paperino vengono notati da un produttore musicale, che lo mette rapidamente sotto contratto e lo rende la star del momento. Divertimento e trovate azzeccate fanno di questa storia la migliore del numero.

Recensione di cianfa88


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L'inedita del numero di Maggio di Paperino è questa volta straniera. Si tratta di Paperino e i panini dei campioni, il cui unico interesse potrebbero essere i disegni dell'italiano Massimo Fecchi.
Il numero si completa poi con cinque storie italiane e due (come al solito dimenticabili) straniere.
La migliore si rivela essere Paperino e gli scavi...archeologici, di Missaglia/Gatto, con il povero Paperino più maltrattato che mai da amici e nemici.
Da segnalare, se non altro per la loro "rarità" di ristampe, Zio Paperone e la città autoclimatizzata (Michelini/Amendola) e Zio Paperone e il disidratatore disidratante (Chendi/Rebuffi).
Un numero leggermente inferiore alla media della testata, che non presenta particolari motivi che ne caldeggino l'acquisto ai non collezionisti della testata: inevitabile la valutazione con due stellette.

Recensione di cianfa88


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Il numero di marzo di Paperino ci offre una carrellata della produzione per certi versi "minori" di molti autori che hanno fatto la storia del fumetto Disney italiano.
Dopo l'inedita italiana, al solito facilmente dimenticabile, ecco la coppia Chendi / Bottaro alle prese con la divertente Paperino principe dei principi, breve ma piacevole.
Subito dopo ecco il primo di due Cimino consecutivi. La rodata coppia con Bordini firma Zio Paperone e gli abiti ingualcibili, meritoriamente alla prima ristampa: la storia non delude, presentando tutti i clichè ciminani, da contatori di cassa musicali a isole lontane popolate da autoctoni bellicosi. La seconda invece, la recente Zio Paperone e la teoria delle ombre cupe, è probabilmente una delle peggiori realizzate dall'autore veneto: trama confusa, buchi di sceneggiatura, finale affrettato; non giovano i disegni di un Soldati spesso troppo sopra le righe.
Dopo due storielle straniere ed altre due italiane a firma Michelini e Russo, ecco il vero pezzo forte del numero. Si tratta di Zio Paperone e l'arca deposito, eccellente avventura scritta da Giorgio Pezzin e disegnata ottimamente da GB Carpi. La storia (del 1979) non sfigura assolutamente se confrontata con le coeve opere di Pezzin pubblicate su "Topolino": si tratta del consueto scontro tra Zio Paperone e Rockerduck supportato dalla Banda Bassotti; la trama ruota intorno ad un possibile secondo diluvio universale, e all'arca costruita da ZP per salvare il suo denaro dall'inondazione.

Tre stelle per questo buon numero, anche se caratterizzato da un po' di alti e bassi, per la caratura degli autori proposti.

Recensione di cianfa88


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Da un paio di mesi il "calderone" di Paperino si è allargato anche alle storie del vecchio Almanacco Topolino, a patto che queste siano già state ristampate sul fu Paperino Mese: peccato che siano apparse recentemente sulle Imperdibili. E così questa settimana ecco Paperino e la berlina extralusso (testi dei fratelli Barosso e disegni di Chierchini), con Paperino che deve ritirare una bella macchina per Zio Paperone. La sceneggiatura è frizzante, e la storia si rivela divertente.
Altro motivo di interesse del numero è Zio Paperone e il sostituto conteso, ciminiana irristampata dall'esordio una ventina di anni fa. La storia parte e si sviluppa bene, presentando l'interessante tema del doppio di Paperone, ma scade nel finale troppo rapido a cui non giovano i brutti disegni dello Studio Comicup.
Discreta anche Zio Paperone e le suole da scasso, disegnata da Scarpa su testi di Fallberg, che vede presentata la ricorrente situazione della cassaforte di Zio Paperone che si incastra.
Dimenticabili il resto delle storie, a partire dall'inedita (purtroppo ancora una volta italiana) Paperino e l'odissea del navigatore dell'esordiente Silvia Lombardi. Chiudono il numero tre brevi straniere Pico e gli indios Paperindi di Gentina.
Un numero abbastanza deludente, a cui assegno tre stelle per la presenza di Cimino e sulla fiducia per il nuovo anno.

Recensione di cianfa88


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Il numero natalizio di Paperino ci porta in regalo un dono interessante, ovvero una delle storie disegnate da Giorgio Cavazzano per la Egmont e ancora inedita in Italia. Si tratta di Paperino e qualche Babbo Natale di troppo (uscita per lo scorso Natale); oltre ai bei disegni del Maestro, la trama di Rune Meikle non è niente male e la storia si rivela come una piacevole avventura natalizia.
Promosse anche le due successive storie dell'albo, provenienti dal vecchio Almanacco: Zio Paperone e i semi di peperone (Barosso / Carpi) e Paperino e il catalizzatore aurifero (Gentina).
Altro "pezzo forte" del numero è Paperino e il minerale venuto da lontano, simpatica storia scritta da Pezzin e disegnata dall'ottimo Guerrini, irristampata dal suo esordio, nella quale Paperino si dedica alla vita agreste spinto dal costo esorbitante di frutta e verdura.
Meno interessanti le altre due storie scritte in origine per Paperino, Zio Paperone e il regalo inaspettato e Paperino e il cavaliere misterioso, che soffrono di trame poco interessanti e un po' stiracchiate. Infine, ecco una delle storie del Disney Studio disegnate in Italia dal grande Romano Scarpa: è la volta di Zio Paperone e l'alligatore d'oro, risalente al 1972.

In definitiva, uno dei migliori numeri dell'anno (se non il migliore), che conferma il trend positivo iniziato con lo scorso numero. Obbligatorio l'acquisto se siete fan di Cavazzano.

Recensione di cianfa88


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Il numeri di novembre ci offre un'interessante novità. Sono infatti ristampate tre storie provenienti originariamente dall'Almanacco Topolino, e già apparse in seguito come ristampe su Paperino Mese. Sembra quindi che adesso l'unico criterio per la ristampa sia una già precedente comparsa su Paperino (a parte ovviamente l'inedita): un numero molto ampio di storie ristampabili, in definitiva.
Molto ben rappresentato è Guido Martina: sua è infatti la miglior storia, a mio parere, del numero, Paperino e i tre talismani, risalente agli anni 50 e disegnata da Chierchini. Qui, Quo e Qua sono i protagonisti, che "assorbono" misteriosamente le personalità dei loro parenti più prossimi durante una gita al luna park.
Divertenti e con molto trovate interessanti sono Zio Paperone e il tonico esentasse e Paperino e Marzipan della giungla, disegnata da Carpi.
Di un livello inferiore sono le altre tre storie del numero: "Qui, Quo, Qua e il fuoco magico", "Paperino e l'ufo a ufo" e l'inedita Paperino e il weekend di puro stress (Orsi/Pochet).
Concludono il numero due sconclusionate straniere: numero quindi di buon livello, che si merita tre stelle abbondanti.

Recensione di cianfa88


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Il numero di settembre di Paperino presenta autori decisamente prestigiosi. Da notare la presenza (finalmente) di sole due brevi straniere, a vantaggio delle irristampate italiane provenienti dai numeri del glorioso "Paperino Mese" degli anni '90. Apre l'inedita, Zio Paperone e il nipote introvabile, realizzata da una coppia "storica" del fumetto Disney: Carlo Panaro e Luciano Gatto, che spediscono il miliardario a caccia del nipote fuggiasco, con finale blandamente a sorpresa. Segue Zio Paperone e la pesa dei gioielli, storia simpatica adattata e disegnata da Romano Scarpa su soggetto americano, con un finale un po' troppo sbrigativo. Abbiamo due storie scritte dal francese Corteggiani, Paperino e il vaso Ping Pong e la lunga Zio Paperone e lo psico-vampiro: ambedue sono godibili, ma soffrono dei soliti difetti dello sceneggiatore francese, ovvero qualche salto logico e eccessiva lentezza dell'azione. Simpatica ma non indimenticabile, chiude il numero Zio Paperone principe da 1 cent, con Michelini ai testi e un Ottavio Panaro all'esordio ancora ben lontano dal suo stile attuale. Delle due straniere l'unica appena sufficiente Paperino e un maialino per amico, soprattuto grazie ai bei disegni di un ottimo Branca. Un numero leggermente sopra la media della testata, ma che non offre nessuna storia che spicchi al di sopra delle altre.

Recensione di cianfa88


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Un numero leggero, adatto alle letture estive sotto l'ombrellone, quando la mente non si vuole impegnare troppo. La solita bella copertina di Coppola introduce l'inedita di turno, Paperino e lo scherzo incombente, con Paperino e Paperoga nella classica veste di bagnini pasticcioni: temi e situazioni ampiamente rivisti, ma il risultato è gradevole. Più interessante Zio Paperone e Rockerduck soci per forza (Concina - Gatto), gradevole duetto tra i due finanzieri da tempo irristampata. Paperino e il tesoro del signor Smith è una "caccia all'uomo" in due tempi, scorrevole ma un po' troppo lunga e piatta. L'ultima storia italiana del numero (Zio Paperone "Per un milione di diamanti e qualche matita in più") è forse anche la migliore: il bravo Michelini ci mostra un simpatico Paperino in delirio di onnipotenza che prova a ribaltare le leggi della finanza; la storia è tra l'altro la prima disegnata da Camboni, molto lontano dal suo stile attuale ma ugualmente piacevole.
Tra le cinque straniere che corredano il numero, spicca Paperino e il silenzio costoso, breve commedia degli equivoci impreziosita dai disegni di Vicar. Merita una piccola citazione anche Paperino e la missione super-segreta che conclude questo numero "balneare".

Recensione di cianfa88


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Il numero di Luglio di Paperino contiene come al solito un gruppo di storie abbastanza eterogeneo. L'inedita è una straniera, Paperino e la città perduta di Scar-Ping: la storia sa molto di già visto, e rientra nello schema "Zio Paperone vs Rockerduck alla caccia del tesoro", forse sarebbe stato meglio inserire una straniera più recente e originale. Paperino e la corsa solare è la prima delle tre storielle brevi americane presenti nell'albo, e forse la più meritevole.
Segue quello che è indubbiamente il pezzo forte del numero: l'irristampata "Paperino in: Il milione", ad opera completa di Guido Scala in uno dei suoi migliori momenti della carriera. Non si tratta di una parodia del libro con protagonista Marco Polo come potrebbe far supporre il titolo, bensì di una caccia ad un biglietto della lotteria perduto nella Parigi del 1930 (da un milioni di franchi, appunto). La storia non delude, semplice e garbata, con un bel finale lieto e romantico e un'atmosfera parigina ber ricreata dal bravo autore.
Paperinérik è una sorta di "epopea" altomedievale di un antenato nordico di Zio Paperone. Opera della meteora Alberto Finizio, la trama non si distingue per particolari spunti ma si fa leggere. Dopo Zio Paperone e il prezioso pezzo da un dollaro, nobilitata dai disegni di Gatto, chiude il numero Paperino e la nuvola intelligente, anche questa irristampata da vent'anni ma senza particolari spunti di interesse.
In conclusione, un numero che offre forse poco oltre alla storia di Scala, che da sola merita però l'acquisto.

Recensione di cianfa88


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La solita bella copertina di Alessio Coppola introduce il numero di marzo di Paperino. L'inedita è questa volta una straniera: "Paperino e la ricetta dell'oro", scritta da Per Hedman e disegnata dal nostro Massimo Fecchi. Si tratta senza dubbio di una delle migliori storie estere arrivate in Italia ultimamente: contrariamente al solito, qui la sceneggiatura non presenta eccessivi "buchi", la trama è interessante e dimostra una certa tendenza ad "osare" forse un po' mancante nelle storie nostrane.
Solo due le ristampe di storie italiane in questo numero: "Zio Paperone e i rottami orbitali" (Pezzin/Colomer Fonts) e "Zio Paperone e i musicanti truffaldini" (Cimino/Bordini). La prima si inserisce nel classico filone pezziniano degli scontri Paperone-Rockerduck, e si rivela una buon episodio, pur penalizzata da un finale decisamente tronco e affrettato. La seconda è invece una ciminiana assolutamente di buon livello, con i Bassotti alla prese con una rapina musicale (simile per idea e svolgimento alla recente Zio Paperone, Amelia e l'organetto di Romeo il Pellegrino dello stesso autore).
Tra le due storie italiane abbiamo sette storielle brevi straniere, tre danesi e quattro americane: si elevano dalla mediocrità Paperino ranger eroico e Paperino e il viaggio spaziale, ambedue disegnate da un Vicar in ottima forma.
In conclusione un numero al di sopra della media recente della testata, interessante se non altro per la presenza di storie alla prima ristampa di maestri come Pezzin e Cimino e per la bella inedita straniera.

Recensione di cianfa88


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Una bella copertina natalizia del bravo Coppola apre il numero "festivo" di Paperino. La testata continua con l'accozzaglia di storie sia straniere che italiane provenienti da Paperino Mese come da un po' di mesi a questa parte. Da segnalare che, oltre all'inedita iniziale, le ristampe italiane sono solo due a fronte di ben otto straniere. L'inedita è Paperino e le castagne coi fiocchi (Sarda/Meloni), simpatica storiella senza troppe pretese che ha il merito di presentare una location alpina un po' inconsueta. Segue un blocco di quattro danesi a tema natalizio, già ristampate insieme una decina di anni fa su Paperino 234: Zio Paperone e l'amnesia natalizia, Paperino e il natale generoso, Zio Paperone gli abeti di Monte Boschivo, Paperino e l'acquisto "epico"; alle trame un po' banali fanno da contraltare gli splendidi disegni di Vicar e Branca in grande forma.
Dopo una trascurabile americana, ecco Paperino e la gara con la puntualità (1986) con Amendola autore completo. Il tratto di Amendola è personalmente più gradevole di quello odierno, ma la storia scade presto in una trama scontata. Tra la brasiliana Pennino e il prinncipe ranocchio (un richiamo a The Princess and the Frog di prossima uscita?) e l'americana La Banda Bassotti e la crociera di Lusso (Strobl), ecco l'altra ristampa italiana, la più recente "Paperino e i veri sogni d'oro" (Tulipano/Dossi): storia di echi ciminiani un po' confusionaria non particolarmente interessante. Chiude quella che secondo me è la miglior storia del numero, "Zio Paperone e la corona dei Tuca Tuca", che si fa notare per essere alla sua prima ristampa italiana e per gli ottimi disegni di Vicar, che segue pedissequamente lo stile barksiano nei personaggi secondari e nelle ambientazioni naturali.
Un numero un po' sotto la media quindi, a cui non giova la presenza di troppe "brevi": preferirei qualche storia lunga in più.

Recensione di cianfa88


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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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