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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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Di seguito i fascicoli estratti con i criteri immessi, per tornare alla pagina dell'edicola clicca qui.



Uno degli apici della creatività dei Queen e certamente tra gli album più influenti della storia della musica, A Night at the Opera, introduce le storie di questo nuovo numero de I Migliori Anni Disney dedicato al 1975.
Qualche discreta avventura, un paio di rarità e un pizzico di curiosità per un anno che certamente non annovera grandi capolavori del fumetto Disney. Nonostante sia proprio l'anno che vede la pubblicazione del millesimo numero del settimanale, qui ricordato con la rara breve storia promozionale Il mio e il vostro successo, scritta da Gian Giacomo Dalmasso e disegnata da Marco Rota, pubblicata in origine in un fascicolo distribuito perlopiù agli inserzionisti pubblicitari e già riesumata cinque anni fa su Disney Anni D'Oro 20.
Alla prima ristampa in assoluto sono invece le brevi Robin Hood e il poster dello sceriffo, divertente avventura con alcuni dei protagonisti del celebre lungometraggio d'animazione disegnata da Al Hubbard, e Topolino e il sorcio di campagna, in cui Bill Wright raffigura i due villain Dan il Terribile e Tappetto resi famosi da Paul Murry. Ben più popolari le tre avventure di più ampio respiro del numero. In apertura viene infatti riproposta la seconda storia del ciclo western firmato dal duo Martina-Carpi con protagonisti le controparti in speroni di Topolino e Pippo: Le leggendarie imprese di Topolino Kid: I razziatori del Rio Grande. Scritta dal cartoonist statunitense Dick Kinney e splendidamente disegnata dal Cavazzano sperimentatore dell'epoca è invece Zio Paperone e i capricci della Numero Uno, in cui il disegnatore veneziano da il meglio di sé, tra le altre cose, nella raffigurazione di ingombranti vetture tipiche della tradizione statunitense dell'epoca. Chiude l'albo una delle rare storie in cui Sergio Asteriti si cimenta con il supereroe topolinese: su testi di Anne-Marie Dexter, Super Pippo e i superpoteri a singhiozzo mostra un eroe intento a sventare un triplice attentato sotto gli effetti di un'arachide poco affidabile.

Recensione di Scrooge4


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Un numero prezioso quello attualmente in edicola della collana Uack! presenta Paperopoli. Come già accaduto per King Scrooge the first, pubblicata nel numero 6 della collana nell'ottobre del 2014 con lo storyboard originale di Barks riportato alla sinistra della versione realizzata dal fumettista olandese Daan Jippes, viene presentata in questa sede, nelle stesse modalità, la versione preliminare di Zio Paperone e il disastro paperopolese. Le 12 tavole di storyboard realizzate dall'Uomo dei Paperi costituiscono un inedito importante, ricavato da alcune fotocopie di un collezionista dalle quali, oltre ad alcuni dettagli e note di redazione, traspare autentico il tratto e lo humor del Maestro, già ben definito in quelle che non dovrebbero essere altro che semplici indicazioni per il disegnatore. Per quanto riguarda la storia in se, è significativo come Jippes abbia condotto all'oblio le versioni originali di queste storie: sebbene la versione disegnata dal cartoonist olandese sia qui alla sua terza edizione italiana, la storia disegnata da Kay Wright non è mai stata riproposta in Italia dopo l'esordio del 1972.
Motivo d'acquisto obbligato per tutti coloro che non hanno mai letto la storia è ovviamente Paperino e il cimiero vichingo, qui riproposto con tutti gli altri contenuti dell'originale Four Color 408 del luglio 1952 (un comic book interamente firmato Carl Barks). Autentico capolavoro del fumettista dell'Oregon, la storia è un sapiente ritratto della debolezza d'animo dell'uomo vittima della bramosia di potere, finemente illustrata con splendidi scenari marini, scogliere e iceberg. Ad impreziosire ulteriormente l'albo il seguito della storia realizzato da un Don Rosa, sempre abile nel confezionare trame dettagliate e ricche di autentici riferimenti storici.
Prosegue infine la pubblicazione cronologica delle ten pages di Barks per Walt Disney Comics and Stories. Con il numero 45 è la volta di Paperino al mare, insieme a I Sette Nani e Tippete di Carl Buettner e Roger Armstrong, un'altra pagina delle ormai note War Insignia e una tavola domenicale di Donald Duck di Karp e Taliaferro, con nuova traduzione e lettering rispetto alle due precedenti edizioni italiane.

Recensione di Scrooge4


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Numero decisamente sottotono quello attualmente in edicola della collana i Migliori anni Disney, con una selezione di storie sicuramente valida, con titoli noti e sempre apprezzati dai lettori, ma in fin dei conti poco originale. Si parte con l'appassionante noir di Giorgio Pezzin Topolino e l'evasione clinica, splendidamente disegnata dall'inconfondibile Cavazzano sperimentatore dell'epoca, che infarcisce le vignette disneyane con tanti elementi in stile tipicamente verista. Si chiude con un divertente intreccio martiniano disegnato da Massimo De Vita con la famiglia dei paperi alle prese le ricorrenti beghe familiari condite da un sequestro di persona in Paperino e il ponte di Ferragosto.
Certamente, la storia più importante dell'albo è Zio Paperone e il deposito oceanico, la più famosa e rappresentativa tra le opere di Marco Rota, che vanta numerose e prestigiose ristampe in Italia come all'estero. Nel mezzo due brevi divertissement: Zio Paperone e lo scherzo cinese, scritta e disegnata da Luciano Bottaro e Dinamite Bla e il guida-scolari (con i disegni di Al Hubbard), unica straniera dell'albo già riproposta non più tardi di un anno e mezzo fa su I Grandi Classici Disney.
Da segnalare la pubblicazione delle brevi strisce contenute all'interno delle confezioni del dentifricio Paperino's. Riproposizione purtroppo incompleta e insoddisfacente: delle cinque storie ne vengono qui riportate purtroppo solo quattro (manca Le invenzioni di Archimede), una delle quali (La Radio Marziana) in qualità davvero pessima e non conforme agli standard che l'editore dovrebbe sempre garantire.

Recensione di Scrooge4


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Anche questo nuovo numero di Uack! regala agli appassionati più di uno spunto di novità capace di arricchire finanche le più complete collezioni.
Prosegue parallelamente la riproposizione cronologica delle storie di Barks per Walt Disney Comics & Stories e quella non ordinata degli albi Four Color. Un terzo del numero è appunto riservata alla ristampa integrale dello one shot 256 del dicembre 1949 intitolato Donald Duck in "Luck of the north". Tradotta in Italia come Paperino e il tesoro dei vichinghi, della storia resta memorabile, tra tutti gli altri elementi, la profonda analisi psicologica compiuta da Barks nei confronti di un Paperino dapprima accecato dal risentimento verso un Gastone tronfio ed ostentatore della sua sfacciata buona sorte, quindi risoluto nell'intrecciare un ardito stratagemma per allontanarlo un bel po' da Paperopoli, fino al rimorso e alla paura di essere andato troppo oltre tanto da attentare alla vita del cugino. Esemplare la sequenza che si dipana dalla seconda metà della settima tavola alla prima metà della nona, con un Paperino insonne che realizza, nello spazio di due vignette mute, di aver intavolato, con il suo tiro mancino, il peggiore dei destini per il biondo cugino. Sta al lettore scoprire come, nelle tavole successive, si vada via via disegnando un esito ben diverso.
Di Walt Disney Comics & Stories sono invece qui riproposte le quattro storie di Barks pubblicate sui numeri dal 41 al 44: con una serie di extra davvero interessanti. Del 42, 43 e 44 sono riportate le tre tavole domenicali rimontate, originariamente pubblicate in seconda di copertina degli albi, che ci restituiscono uno spaccato della realtà quotidiana del secondo conflitto mondiale, tra rifugi antiatomici, scarsità di derrate alimentari più pregiate e sacrificio di beni personali per l'esercito. Dal n. 41 ritroviamo invece un curioso contest che non mancherà di appassionare anche i lettori d'oggi più abili con la lingua inglese.
Venendo alle storie del Maestro dell'Oregon, segnaliamo la presenza di un'edizione inedita di Paperino in Meglio le ragazzine. Realizzata da Barks in dieci tavole da tre strisce, viene riadattata (fin dalla sua prima edizione su WDC&S 42) in un formato a quattro strisce per complessive sette tavole, con aggiustamenti e tagli realizzati in sede editoriale. Per la prima volta in Italia viene quindi qui riproposta una ricostruzione della storia il quanto più possibile fedele alle intenzioni originarie dell'autore, realizzata da Kim Weston per il nono (e finora ultimo) volume della Carl Barks Fan Club Pictorial, pubblicato nel febbraio 2016.
Di Taliaferro sono presenti anche tre tavole domenicali consecutive del 1937, poco comuni in Italia all'interno di collane di ampia diffusione ma rintracciabili (come le tre precedentemente citate) nella storico volume strenna Mondadori del 1975 intitolato Paperino 365 storie per un anno.
Guest star dell'albo è ancora una volta Don Rosa, con l'atipica Paperino... Da Paperopoli a Lillehammer, realizzata in occasione delle Olimpiadi invernali del 1994 e qui alla sua quarta edizione italiana.

Recensione di Scrooge4


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«Vi informo che i Ki-Kongi hanno preso il volo! Suggerisco di intonare il "Chi ha avuto ha avuto ha avuto" e di tornare a casa dove le gentili consorti hanno buttato la pasta». Si chiude così l'indimenticabile intervento pacificatore di Paperone alle Associazioni Sparpagliate per annunciare la partenza delle creature provenienti dal lontano pianeta di Piramidonia nella mai troppo lodata Zio Paperone e l'invasione dei Ki-Kongi, scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giorgio Cavazzano. La storia, qui alla sua quinta ristampa ad undici anni dalla precedente, si ricorda anche per tutta una serie di perle dell'autore di Palmanova: dalle sensazioni di minaccia avvertite da Paperone, alle conseguenti visite dallo specialista che lo analizza "da nord a sud"; dalle pittoresche forze armate e forze dell'ordine che si affannano per trovare la modalità giusta per contrastare gli invasori, alle litigiose e volubili già citate Associazioni Sparpagliate, riferimento neanche troppo velato alle Nazioni Unite; all'ispirato poeta comunale chiamato a smuovere la coscienza del facoltoso magnate per salvare la cittadinanza. La storia, che ne occupa oltre un terzo della foliazione, vale da sola il prezzo (purtroppo pesantemente maggiorato) dell'albo, soprattutto per chi non la possedesse già in precedenti ristampe.
Ma il numero dedicato al 1973 della collana I migliori anni Disney regala al lettore anche altri elementi di rilievo. In particolare la breve Paperino e la scuola per piazzisti, scritta da Carlo Chendi e disegnata da Pierlorenzo De Vita, mai ristampata dal suo esordio. Colpisce inoltre positivamente la riscoperta di cui sta godendo in questo periodo Al Taliaferro: diventate una presenza ricorrente sulle pagine di Uack!, le tavole domenicali di uno dei principali papà di Paperino arrivano anche sul bimestrale antologico. Trattasi in particolare di due sunday pages con protagonista Paperone, già raccolte nel 1972 nel volume omaggio per gli abbonati intitolato Dollari e $piccioli.
Le storie straniere tornano ad avere su queste pagine il giusto risalto: oltre alle due tavole citate, troviamo una breve avventura con Romeo, Scat Cat e gli altri Alley Cats del film Gli Aristogatti, per i disegni dell'ottimo Al Hubbard e Topolino e l'infernale mini-maxi, disegnata da Romano Scarpa su testi dello Studio Program (probabilmente attribuibili a Dick Kinney). In chiusura la fiabesca Qui, Quo, Qua nella magica foresta, scritta da Jerry Siegel e disegnata da Massimo De Vita.
Impossibile infine non citare la splendida cover di Alessandro Perina dedicata ad uno degli album più rappresentativi della storia del rock: The dark side of the moon, giustamente celebrato nelle pagine di approfondimento, che dimostrano ancora una volta l'attenzione del curatore Santo Scarcella nei confronti della musica e della cultura che, a partire da quegli anni, hanno segnato in maniera indelebile tutte le successive generazioni.

Recensione di Scrooge4


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Come facilmente prevedibile, il numero dicembrino del bimestrale è dedicato alle festività natalizie. Pertanto, la riproposizione non cronologica degli albi della collana Four Color con storie del Maestro dell'Oregon continua con il numero 203 del 1948, la cui foliazione è perlopiù occupata dalla classica Paperino e l'albero di Natale d'oro. L'avventura, estremamente atipica all'interno del corpus barksiano, ha per protagonista una strega (da più parti assimilata alla versione trasformata della Regina Grimilde) contro la quale Paperino sferra tutta la sua forza e risolutezza per salvare i tre nipotini. Dal suddetto albo sono qui presenti anche le tre tavole autoconclusive di Barks, ma non Topolino e Pippo aiutanti di Babbo Natale disegnata da Bill Wright, riproposta in Italia un po' di anni fa all'interno della collana I Grandi Classici Disney.
Per buona parte del restante contenuto, questo numero di Uack! sembra tracciare un segno di continuità con la quarta uscita di Tesori International in edicola lo scorso mese. Ritroviamo infatti il vicino Jones, nella sua prima storia da co-protagonista (Paperino e i buoni vicini) tratta da Walt Disney Comics and Stories 38, personaggio ampiamente trattato in quella sede. La cronologia del mensile a marchio Dell prosegue su questo numero anche con le due successive uscite, e quindi con le ten pager Paperino piazzista e Paperino sciatore, altri simpaticissimi esempi della boria e della sfacciataggine di un Donald ancora strettissimo parente di quello delle daily strips e dei cortometraggi d'animazione.
Di tutto rispetto gli extra di questo numero. Assai consistente la presenza di Don Rosa, altro elemento di vicinanza con l'ultimo Tesori International. Oltre alla brevissima Paperino e l'albero di Natale, tra le prime ad essere realizzate dall'autore del Kentucky, viene qui riproposta la vertiginosa Zio Paperone – Una questione di estrema gravità, rocambolesca e dinamica avventura tra le più amate dai fan e pubblicata negli USA anche in occasione del Free Comic Book Day 2014 in un albo distribuito in due varianti di copertina, entrambe qui riproposte a tutta pagina.
Elemento di maggior interesse del numero è però senz'altro la storia al cui interno Don Rosa incontra Paperone ed Amelia: disegnata da Marco Rota, Zio Paperone – Un incontro scottante è un assoluto inedito per il pubblico italiano, pubblicata per la prima volta proprio un anno fa in Danimarca in occasione del festival del fumetto di Copenhagen.

Recensione di Scrooge4


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Terzo episodio del cosiddetto "Ciclo Paperingio" di Luciano Bottaro, Paperino e il tesoro di Papero Magno è certamente la storia più importante tra quelle proposte all'interno di questo numero de I migliori anni Disney. Qui l'autore rapallese riprende, a distanza di sei anni, i personaggi e le ambientazioni cavalleresche già brillantemente trattate nel Paperin Furioso, regalando al lettore, nella seconda parte della storia, anche una delle sue meravigliose vignette a tutta pagina piena di dettagli e mostriciattoli d'ogni genere.
Colpisce negativamente l'assenza di storie straniere, dopo la una presenza più o meno costante all'interno della collana. Il resto dell'albo regala in ogni caso un ventaglio abbastanza variegato della produzione del tempo, con alcuni dei più importanti autori di fumetti Disney di ogni tempo. Rodolfo Cimino e Massimo De Vita firmano la divertente Paperino e il mais della riscossa, che presenta un Donald operoso e astuto, che ben rappresenta quell'immagine del personaggio che sa raccogliere con profitto il frutto dell'impegno e del duro lavoro.
Topolino è invece protagonista di due classici gialli. Nel primo, Topolino e l'operazione karate (Martina e Rota), lo troviamo insieme a Pippo a caccia di una banda di falsari; nel secondo, Topolino e il "colpo" impossibile (Pavese e Scarpa), i due indagano su un furto di gioielli nelle vesti di giornalisti.
Sempre puntuali ed interessanti le rubriche di Santo Scarcella, che per il 1972 sceglie di evidenziare, tra gli altri eventi, il rinvenimento dei Bronzi di Riace e l'introduzione di Pong, tra i primissimi videogiochi commercializzati.

Recensione di Scrooge4


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Un numero entusiasmante, colorato ed allegro, quello che attende i lettori di Uack!, giunto alla sua ventisettesima uscita, la quarta con il titolo di Paperopoli.
Contrariamente a due mesi fa, questa volta la cronologia delle storie di Barks da Walt Disney's Comics and Stories prosegue con un solo numero, il 36 del settembre 1943, con Paperino e il grande trappolatore. Siamo ovviamente ancora alle origini dell'opera del Maestro dell'Oregon, ai tempi in cui il conflitto tra Paperino e nipoti, raccontato al ritmo di tre strisce per pagina (struttura che ben presto Barks abbandonerà), toccava vette di tensione e rivalità altissima. Dallo stesso albo troviamo la seconda di copertina che annunciava la prossima distribuzione del lungometraggio Victory Through Air Power e due delle ventisei daily strips di Bob Karp e Al Taliaferro (23 e 27 ottobre 1941) ospitate in quella sede; dove trovavano spazio, tra le altre cose, anche alcune tavole domenicali di Mickey Mouse disegnate da Manuel Gonzales e la prima parte delle strisce giornaliere conosciute con il titolo di Topolino e l'illusionista.
Ben più organica la riproposizione dell'albo Four Color 147, qui ospitato nella totalità dei suoi originali contenuti. Fin dalla movimentata cover di Carl Buettner, già  copertina degli Albi d'Oro 70, quando la storia Paperino in Vulcanovia esordiva in Italia in una curiosa versione proveniente da ricalchi eseguiti da Ambrogio Vergani: versione poi riproposta in diverse occasioni, prima che si imponesse finalmente quella originale dell'Uomo dei Paperi. Da segnalare che, dallo stesso Four Color, trova finalmente spazio in una testata italiana Disney "ufficiale" la storia Donald Duck in Radio Trouble disegnata da Tom McKimson, qui tradotta in Paperino e i guai radiofonici. Con il titolo Paperino e le radiotribolazioni, in bianco e nero, con traduzione e lettering differente, era già  apparsa all'interno del volume Al Taliaferro - Donald Duck Le strisce Inedite (1951-52) pubblicato nel maggio 2015 in tiratura limitata dall'ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione). In quella sede questa veniva presentata come «l'ultima storia lunga di Paperino degli anni '40 a non aver visto ristampe nel nostro paese».
Oltre all'ennesimo revival di Jippes, che questa volta rispolvera Le Giovani Marmotte - Capitani Oltraggiosi, originariamente disegnata da Kay Wright nel 1974, Uack! 27 ospita la scoppiettante Paperino in "I Tre Caballeros cavalcano ancora", primo di due omaggi realizzato da Don Rosa al trio costituitosi in quello che resta probabilmente come una delle pellicole più colorate, variegate ed entusiasmanti dell'intera produzione cinematografica dello studio Disney.

Recensione di Scrooge4


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Una discreta selezione di storie, parzialmente rappresentativa della produzione a fumetti Disney dell'anno preso in esame, accoglie il lettore che si approccia a questa dodicesima uscita de I migliori anni Disney.
A fare da mattatore, in ben più della metà  della totale foliazione dell'albo, è il Professor Guido Martina, autore sia della storia di apertura che di quella di chiusura dell'albo.
Tra le primissime avventura del diabolico vendicatore, Paperinik e la scuola del Krimen (disegnata da Massimo De Vita) rappresenta alla perfezione uno dei classici intrecci dell'alter ego di Paperino nella sua versione più autentica, con il protagonista estremamente sagace e risoluto nel trarre di impaccio i parenti e risolvere l'enigma, facendo buon uso dei nuovi gadget forniti da Archimede.
Di Giorgio Rebuffi sono invece i disegni dell'altra storia scritta dal Professore (Qui, Quo, Qua e il fuoco magico), unica proveniente dall'Almanacco Topolino all'interno di questa selezione, nella quale Paperino è invece relegato ad un ruolo di comprimario, lasciando ai tre nipotini il ruolo di assoluti protagonisti e a Paperone l'insolita parte del credulone raggirato: da segnalare la rara presenza di alcuni Bassotti apprendisti senza mascherina.
Completano l'albo la divertentissima e breve storia disegnata da Giorgio Cavazzano e scritta da Rodolfo Cimino (Paperino e le usanze gentili), il quale questa volta abbandona il tema dell'avventura esotica per esplorare il mondo delle maschere pirandelliane che, anche tra i paperi, regolano spesso il rapporto tra i due sessi, e la pittoresca Topolino e il tesoro tabù, scritta da Andrea Fanton e disegnata da Marco Rota.
Da segnalare, oltre ai sempre ottimi redazionali di Santo Scarcella (sempre attento soprattutto alla musica più rappresentativa dell'anno in oggetto), la presenza di una sola storia straniera, per giunta di una sola tavola: trattasi di Pippo e l'idea risolutiva, disegnata da Paul Murry ed unica riscoperta di un numero che, per il resto, propone esclusivamente storie già  ripubblicate anche in anni molto recenti.

Recensione di Scrooge4


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Arriva in edicola e fumetteria il terzo numero della miniserie Paperopoli interna alla collana Uack! Riflettori puntati quindi sulla cronologia delle storie di Barks provenienti dalla storica testata Walt Disney Comics and Stories con i numeri 34 e 35. Del primo in particolare ritroviamo, oltre ovviamente alla ten pager iniziale dell'Uomo dei Paperi (qui riproposta con il suo secondo titolo italiano, Paperino aviatore) dove esordisce una prima versione del pugnace vicino Jones, tutta una serie di contenuti che restituiscono al lettore di oggi il clima propagandistico statunitense di quegli anni. A cominciare dalla storia d'esordio della gallina Chiquita disegnata da Ken Hultgren, desiderosa di abbandonare il pollaio per coltivare le proprie velleità artistiche, ma ricondotta ai suoi doveri da una coscienza rigorosamente incarnata nel Grillo Saggio di Pinocchio, che la invita a contribuire ad alimentare la produzione di uova in un periodo di scarsità. Oltre ad una tavola domenicale e a tre strisce giornaliere di Al Taliaferro (riproposte come da rimontaggio sul comic book) ritroviamo una delle due pagine di War Insignia ospitate nell'albo. Del numero 35 ritroviamo invece solamente l'esilarante Paperino nel Far West e la pagina finale di War Insignia.
È un Barks ancora lontano dall'eccellenza raggiunta negli anni successivi. Anche il numero della collana Four Color qui riproposto (il 108 del giugno 1946) si colloca cronologicamente prima rispetto ai due pubblicati sulle precedenti uscite del bimestrale. Aperto dall'evocativa cover di Carl Buettner che introduce la celebre Paperino e il terrore di Golasecca (toponimo del quale Luca Boschi tenta di fornire una spiegazione nell'articolo introduttivo), l'albo è essenzialmente un tutto-Barks, comprendendo dalla seconda alla quarta di copertina, oltre alla già citata storia d'apertura, anche la folle Paperino e l'incendiario (di cui si pubblica per la prima volta una reinterpretazione di Daan Jippes dell'ultima vignetta censurata) e Paperino e la foca.
Oltre ad un portfolio di quattro pagine con inediti schizzi di Ken Hultgren, Charles Couch, Thomton Hee e Al Hirschfeld, che riproducono un Barks perlopiù giovane in varie pose ed atteggiamenti, graditissimo extra del numero è la divertente, originale ed istruttiva breve trama intessuta da Don Rosa per Zio Paperone e l'isola alla fine del tempo, qui alla sua seconda edizione italiana, a diciannove anni dall'esordio.

Recensione di Scrooge4


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Con il suo undicesimo numero, la testata Panini che si occupa di offrire ai lettori contemporanei una panoramica della produzione a fumetti Disney comparsa nelle edicole anno dopo anno, entra in quel periodo storico tristemente definito nel nostro Paese come anni di piombo, coincidente quasi nella sua totalità nel decennio degli anni '70 del '900.
La parte centrale dell'albo è certamente quella che regala maggiori soddisfazioni al lettore alla ricerca di materiale raro e poco ristampato. Trovano infatti spazio in questa sede due brevissime storie diffuse in origine all'interno di altrettanti albetti del 1970 e da allora mai più riproposte: Eta Beta e la raffineria Pippo e La grande scelta. La prima delle due rappresenta l'inizio di un ciclo di sei avventure didattiche con protagonista l'"Uomo del 2000" pubblicate tutte tra il marzo ed il dicembre del 1970 in altrettanti supplementi al settimanale Topolino diffusi solo in Lombardia e curati dal Centro regionale per l'Educazione Sanitaria del Popolo. Di queste, solo altre due erano state in precedenza riproposte all'interno delle testate i Maestri Disney e Disney Anni d'Oro.
La seconda, in accordo a quanto riportato nel mai troppo lodato e mastodontico lavoro di Matteo Sonz, appare all'interno di un albetto distribuito in tre versioni per promuovere la campagna abbonamenti 1971-72, che sarebbero state diffuse tutte tra la seconda metà e la fine del 1971, non nel 1970 come la sua collocazione in questa sede potrebbe far pensare.
Anche Bagheera la pantera che piange, scritta da Cecil Beard e magnificamente disegnata da Al Hubbard, beneficia qui della sua prima ristampa. La storia appartiene ad un ciclo di nove avventure con i protagonisti del film Il Libro della Giungla, tutte realizzate dalla stessa coppia di autori per il mercato extra-americano. Anche all'interno della collana Topolino Story, nel volume dedicato al 1970, si optò per la riproposizione di una delle storie di questa serie: in quella sede la scelta cadde su Mowgli e la saggezza da pantera.
Tra le altre, la breve e divertente Paperino e il prezzemolo necessario del duo Chendi Bottaro è la storia più a lungo assente dalle edicole.
Per il resto il numero offre ben due avventure a firma del maestro Rodolfo Cimino (Zio Paperone e la rapina dell'altro secolo e Zio Paperone e il naso meccanico), oltre ad una prova da autore completo di Romano Scarpa con come co-protagonista la nipote di Doretta Doremì (Paperetta e leggenda del luna park) e Topolino e la formula ingarbugliata, scritta negli USA per il mercato extra-americano e disegnata da Giovan Battista Carpi.

Recensione di Scrooge4


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La cronologia delle storie di Carl Barks pubblicate su Walt Disney Comics and Stories prosegue con Paperino e il gorilla e Paperino e lo squalo, rispettivamente apparse sui numeri 32 e 33 del periodico statunitense, entrambi del 1943. Alla prima delle due negli USA è stato successivamente attribuito il titolo The rabbit's foot, ponendo al centro la zampa di coniglio portafortuna dei nipotini, tristemente trasformata in un "piccolo totem" nella sgradevole censura di inizio anni '90 ancora riproposta in questa sede. Per entrambi gli albi vengono pubblicate a pagina intera le bellissime cover di Walt Kelly e Carl Buettner, oltre ad una terza di copertina con una galleria di sei delle tantissime War Insignia realizzate dagli artisti del Disney Studios (tratta però dal numero 30) e una quarta di copertina con la cedola da ritagliare per la sottoscrizione dell'abbonamento (dal numero 33).
Pezzo pregiato del numero è ovviamente Lost in the Andes, certamente tra le più note e celebrate tra le oltre seicento storie dell'Uomo dei Paperi. Avventura appassionante, citata in numerosi contesti e capace di trascendere l'alveo dei soli appassionati di fumetti disneyani, la ricerca della uova quadre e la scoperta della città di Testaquadra beneficiano di un seguito commissionato a Don Rosa dalla Another Rainbow (qui riproposto) per promuovere una serie di litografie che riproducevano il dipinto di Barks, intitolato Return to Plain Awful così come la storia del cartoonist del Kentucky.
Questo numero di Uack! riproduce interamente il contenuto di Four Color 223, con Paperino e il mistero degli Incas e le tavole autoconclusive di Barks, se non fosse che una di esse (conosciuta negli USA come Sleepy Sitters) sparisca in luogo di Slippery Shine (Paperino Non esagerare!) tratta invece dal successivo one shot dedicato a Donald Duck (il 238).
In chiusura del numero viene riproposta per la seconda volta in Italia la seconda versione di Le Giovani Marmotte – La casa da tè del dragone scodinzolante, originariamente disegnata da Kay Wright su testi di Barks nel 1973. È l'occasione per dare il giusto risalto, nell'articolo introduttivo a firma di Luca Boschi, alla presenza nel numero precedente dell'inedita seconda versione di Le Giovani Marmotte bagnini improvvisati.

Recensione di Scrooge4


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Distribuito in anteprima in occasione del Napoli Comicon 2016, il decimo numero della collana I migliori anni Disney è dedicato al 1969. Oltre la metà dell'albo è destinata alla terza ristampa della lunga ed atipica storia firmata da Guido Martina e disegnata da Romano Scarpa, con le chine di Giorgio Cavazzano e del cugino Luciano Capitanio: Topolino allo Zecchino d'Oro. Pubblicata originariamente su un albo omonimo di grande formato, la storia è ovviamente dedicata alla manifestazione canora per bambini al tempo molto popolare tra il pubblico televisivo della penisola. Di stampo prettamente fiabesco ed impreziosita dai meravigliosi disegni del maestro veneziano e dalla partecipazione di tanti personaggi provenienti da corto e lungometraggi d'animazione Disney, la storia viene riproposta nella sua versione completamente a colori già vista due anni fa in Le grandi storie Disney – L'opera omnia di Romano Scarpa. Peccato come, contrariamente a quanto visto nelle due precedenti riedizioni (quella già citata e la precedente su I Maestri Disney 25 del 2003) alcuni capitoli della storia siano inframmezzati da pagine pubblicitarie. Piccolo difetto per una perla rara che da sola vale l'acquisto del numero, soprattutto per chi non possiede nessuna delle precedenti edizioni.
Tra le altre tre brevi storie pubblicate in questo numero, Paperino e il ritorno del vicino (di Abramo e Giampaolo Barosso per i disegni di Massimo De Vita) è quella da più tempo assente dalle edicole italiane.
Unica straniera è Moby Duck e i pirati in crociera di Lockman e Strobl, rovinata dall'inopportuna censura che vorrebbe il papero baleniere divenire fotografo di cetacei.
Ultimo breve divertissement è Topolino e l'eremita del duo Chendi – Scala, con Pippo postino alla ricerca di un eremita al quale consegnare un telegramma.

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Uack! presenta Paperopoli – 1 Una città nel Calisota è il titolo completo di questo ventiquattresimo numero della testata Panini inaugurata giusto due anni fa per presentare ai lettori contemporanei l'opera completa di Carl Barks, e che oggi riparte con un nuovo ciclo e una nuova periodicità: la collana diventa infatti bimestrale, per dar spazio all'ormai prossimo esordio della gemella Tesori International, destinata a tenere compagnia ai lettori nei mesi di assenza di Uack! dalle edicole con gli altri principali autori stranieri.
Completata la riproposizione dell'opera dell'Uomo dei Paperi per Uncle $crooge, si passa ora ad esaminare la collana Walt Disney Comics & Stories, riallestendo di conseguenza l'asset dell'albo organizzandolo su tre filoni. Il primo è quello cronologico: si parte in questo numero con Paperino e i Corvi, in assoluto la prima storia interamente disegnata da Barks e prima dell'autore per la testata in questione (WDC&S 31). Il secondo filone è prettamente tematico, ed ogni tema sarà ricompreso in più di un'uscita del bimestrale. Si parte con la città di Paperopoli, qui rappresentata dalla sua prima menzione in assoluto in Paperino equilibrista (WDC&S 49) e dalla sempreverde Paperino e il Maragià del Verdestan (WDC&S 138), una delle più divertenti ed assurde tenpager di Barks, con Paperone alle prese di una sfida d'orgoglio con il rivale che da il titolo alla storia, invadendo la città di statue sempre più grandi del fondatore Cornelius Coot. All'interno del filone tematico si inserisce anche la riproposizione delle storie di Barks per gli albi monografici della collana Four Color: questa è la volta di Paperino contro l'uomo d'oro (FC 422), emozionante ed imprevedibile caccia al tesoro infarcita di personaggi (El Dorado e Philo T. Ellic, di cui restano memorabili le storpiature del nome di Gastone, chiamato anche Garland e Garfield nell'originale) rimasti nella memoria degli appassionati. Un terzo filone, che si interseca con il secondo appena descritto, è quello riservato all'autore Don Rosa, che da questo numero sarà presente con una storia legata in qualche modo al tema principale. Si comincia con Sua Maestà De Paperoni, fondamentale excursus sulle origini della città del Calisota ed appassionante intreccio che presenta in poche pagine un ventaglio molto ampio delle personalità del papero più ricco del mondo.
Tre considerazioni finali su questo primo numero del nuovo ciclo, disponibile anche in edizione variant con copertina dorata per le fumetterie e le fiere del fumetto. L'albo contiene un prezioso extra per tutti gli appassionati dell'Uomo dei Paperi: la prima edizione italiane del remake, ad opera di Daan Jippes della storia Le Giovani Marmotte improvvisate salvatrici, scritta da Barks nel 1970 ed originariamente disegnata da Tony Strobl. Segnaliamo inoltre che Uack! mantiene l'approccio parzialmente filologico dei primi ventitre numeri, inserendo tutte le copertine degli albi trattati ed interessanti extra originariamente contenuti al loro interno: in questo caso una pagina pubblicitaria, una con lettere dei lettori, le tre tavole autoconclusive di Barks per Four Color 422 e due sunday pages disegnate da Taliaferro già apparse in Italia nei grandi volumi Mondadori. Un piccolo neo? Sparisce l'indice delle storie dalla quarta di copertina dell'albo per far spazio ad una presentazione del nuovo ciclo. Un elemento apparentemente di poco conto ma certamente simbolo di eleganza ed organicità: oltre che di comodità per il lettore collezionista con l'abitudine di conservare gli albi imbustati.

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Elemento di sicuro interesse, per tutti gli appassionati di fumetti Disney rari e poco noti, presente su questo nono numero della collana I migliori anni Disney è certamente Paperino e il divieto di spiaggia. Rinvenuta dal collezionista Paolo Bontempi, la storia (scritta da Gian Giacomo Dalmasso e disegnata da Giovan Battista Carpi) è contenuta in un albo promozionale omaggio per gli acquirenti delle bustine Suco Frio e Kool Frio della ditta Bertagni. Sebbene a prima vista pleonastico in presenza di internet e di Inducks, risulta invece particolarmente gradito, in segno di continuità con le precedenti testate che hanno divulgato al pubblico degli appassionati queste rare, brevi avventure della famiglia dei paperi man mano che venivano riscoperte, lo specchietto riepilogativo che riporta le edizioni delle altre quattro storie del ciclo.
Il resto del numero non si caratterizza per la presenza di ulteriori elementi di spicco. Da segnalare la provenienza delle storie: ben quattro delle sei totali sono tratte dall'Almanacco Topolino e solo due dal settimanale. Contrariamente da quanto visto nei numeri precedenti, non vi è alcuna storia straniera, se si eccettua la presenza di due soggetti del Disney Studio, uno dei quali sceneggiato e disegnato da Romano Scarpa: Paperetta Yè Yè e il treno del profitto.
Il Maestro veneziano è assoluto protagonista del numero con altre due avventure: Zio Paperone e i germogli esplosivi, scritta da Rodolfo Cimino, che vede i Bassotti attentare al deposito del magnate paperopolese grazie ad una sorprendente risorsa vegetale da loro scoperta nell'atto di espiazione dei reati commessi in una insolita "colonia penale floreale"; la seconda, Topolino e lo scarabeo informatore, scritta da Osvaldo Pavese, è invece un appassionante poliziesco parzialmente ambientato nella singolare località di Pippon City, piccola cittadina caratterizzata da una popolazione totalmente assimilabile (nell'indole, nei caratteri somatici e nell'abbigliamento) al miglior amico di Topolino.
Segnaliamo inoltre la presenza del Dottor Enigm disegnato da Luciano Bottaro nella storia scritta da Dalmasso, Topolino e il raggio fusore, e di Super Pippo disegnato da Carpi in Super Pippo e il museo delle statue di cera. Infine, una rocambolesca avventura circense con i la famiglia dei paperi nell'atto di esibirsi in varie discipline sotto il tendone è Paperino e il trio Bassotti, scritta da Abrano e Gian Paolo Barosso e disegnata da Giulio Chierchini, curiosamente supportato da Luciano Bottaro (è senz'altro sua la ventesima tavola a pag. 80).

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Giunge a conclusione, con il ventitreesimo albo della collana, la riproposizione integrale dell'opera di Carl Barks per la testata statunitense Uncle $crooge. Sotto i riflettori i numeri 69, 70 e 71, tutti pubblicati nel corso del 1967. Il primo dei tre contiene quella che risulta essere effettivamente l'ultima storia realizzata integralmente dall'Uomo dei Paperi (Zio Paperone monarca del bestiame), in quanto consegnata all'editore successivamente all'ultima pubblicata (Zio Paperone e la gemma anatema, su Uncle $crooge 70), secondo quanto riportato negli articoli di Luca Boschi ed Alberto Becattini. Nell'avventura ambientata nel vecchio West, Barks narra il difficoltoso raduno del bestiame nel ranch del ricco papero con i furti di manzi sventati grazie a due nipotini travestiti da avvenente vivandiera, dalla loro collosa mousse capace di far deragliare i treni, ed un duello aereo combattuto a suon di pale di elicotteri. Duello che nella storia successiva si sposta in pieno oceano tra le imbarcazioni corazzate di Paperone e dei Bassotti in competizione per il possesso dello sventurato diamante del titolo.
Si riverbera inevitabilmente su questo numero l'errore commesso in occasione dell'allestimento del sesto volume di Uack! uscito nel settembre 2014. Compare quindi in questa sede il remake di Re Paperone I disegnato da Daan Jippes in luogo della versione originale di Tony Strobl pubblicata su Uncle $crooge 71.
Oltre a Zio Paperone – Una cavalcata nella storia, avventura del 1994 scritta da Barks e disegnata da William Van Horn, del Maestro dell'Oregon segnaliamo anche, nel portfolio, un dipinto (Oh-oh! del 1975) e due bozzetti a pastello preliminari del racconto illustrato Go slowly, sands of time! risalenti al 1980: tutti inediti in Italia ma pubblicati nel già citato volume tedesco Die Ölgemälde.
Extra Barks, una tavola auto-conclusiva disegnata da Strobl per Uncle $crooge 69, e già apparsa in Italia su Zio Paperone 147, e due sunday pages del duo Karp – Taliaferro riadattate per Uncle $crooge 70, di cui una (Paperino e Zio Paperone in Canada) inedita in Italia. La Paperopoli di Carl Barks ci aspetta tra due mesi per il proseguimento della pubblicazione delle storie apparse su Walt Disney Comics and Stories e della collana Four Color; oltre a tante altre novità.

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Arriva in edicola ed in fumetteria l'ottavo numero de I migliori anni Disney, a nostro giudizio tra i più interessanti tra quelli pubblicati finora nella stessa collana. All'interno dell'albo dedicato al 1967 trovano infatti spazio ben due storie mai ristampate in Italia dal loro esordio. Pippo e il modello "op", scritta dall'emiliano Pier Carpi e disegnata da Massimo De Vita, è una breve e divertente commedia che mette in risalto l'indole svagata ed oltremodo onesta della spalla di Topolino. Da sottolineare come l'autore della storia, attivo tra gli anni '60 e '70 dello scorso secolo non solo per Disney, sia tra i meno ristampati e riproposti. Stesso destino per la statunitense Uncle Scrooge and money, trasposizione a fumetti del quasi omonimo cortometraggio (Scrooge McDuck and money, diretto da Hamilton Luske), pubblicata in patria su uno one-shot ed in Italia unicamente sul primo numero di Topolino con la costina gialla (il 605), a cui Luca Boschi dedica in questa sede un ricco approfondimento in cui descrive anche le novità ed i cambiamenti che stavano interessando le altre pubblicazioni Disney pubblicate al tempo da Mondadori.
L'onore dell'apertura del numero è invece destinato ad una delle più avvincenti trame intessute da Romano Scarpa: Topolino e l'ultraghiaccio, che con le sue settanta tavole occupa quasi metà volume. Solo una, questa volta, la storia ripresa dall'Almanacco Topolino. È Zio Paperone e la dura legge, avventura onirica scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giovan Battista Carpi, in cui il miliardario scozzese sperimenta sulla propria pelle le pecche e le insidie del più sfrenato liberismo che egli stesso anela ad inizio storia. In chiusura del numero ritroviamo invece la breve Tap e il violino da poco, unica scelta condivisa con la selezione operata nel 2005 per il volume relativo al medesimo anno nella collana Topolino Story di RCS.
Menzione speciale per i redazionali dell'appassionato di musica e fan dei Beatles Santo Scarcella, che propone in questa sede anche due pagine di approfondimento su Il libro della giungla, 19° lungometraggio d'animazione Disney distribuito nel 1967 e diretto da Wolfgang Reitherman, la cui riduzione a fumetti per i comic book arriva in Italia l'anno successivo su un albo speciale.

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Avventura per molti versi atipica quella che inaugura il ventiduesimo numero di Uack! datato gennaio 2016, ma già disponibile in edicola e in fumetteria, come di consueto, dal giorno 20 del mese precedente. In Zio Paperone e il tesoro di Marco Polo, infatti, Barks conduce il ricco tycoon paperopolese e nipoti nell'occhio del ciclone di una feroce guerra civile di un Paese presumibilmente localizzabile in Asia Meridionale, spingendoli fino al cospetto di un regolare plotone d'esecuzione dell'armata rivoluzionaria. Non senza più di una punta della sapiente ironia che rende immediatamente riconoscibili le opere del Maestro dell'Oregon.
Non è che la prima delle quattro storie di ampio respiro ospitate in questo numero, per altrettanti albi della collana Uncle $crooge qui parzialmente riproposti: troviamo infatti anche i "micropaperi da un'altra dimensione" (come dal titolo dell'episodio della serie Duck Tales ispirato alla storia) di Zio Paperone e il bilione in fumo, i meccanici equini di Zio Paperone e lo zoccolo di fuoco e l'avvenente quanto volubile sovrana subaquea di Zio Paperone e la reggia delle sirene.
Tra un Barks e l'altro, spazio anche a due brevissimi inediti: la tavola autoconclusiva intitolata La risposta di Zio Paperone disegnata da Tony Strobl e tratta da Uncle $crooge 66; la mezza tavola non tradotta dall'originale Well Belted disegnata da Paul Murry e ripresa dal numero successivo della collana. Due le tavole domenicali di Karp e Taliaferro qui ripubblicate: La Bottega di Zio Paperone, con lettering rinnovato rispetto alle precedenti edizioni italiane, e Zio Paperone e il vaso da 200 $, ripresa invece (ad eccezione del bianco e nero in luogo dei colori) nella versione già pubblicata su Almanacco Topolino nel 1969 e Super Almanacco Topolino nel 1985.
Da sottolineare la presenza nel portfolio di due illustrazioni a pastello su carta realizzate da Barks negli anni '90: inedite in Italia, sono parte integrante della collezione di disegni pubblicate nel prezioso volume tedesco Die Ölgemälde edito da Egmont nel 2012.

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Ventunesimo e terz'ultimo numero di Uack! per questo primo ciclo dedicato alla riproposizione delle storie di Carl Barks originariamente pubblicate sulla collana Uncle $crooge. Come prassi, sono tre i fascicoli della collana considerati in quest'albo, tutti pubblicati nella prima metà del 1966. È dunque l'occasione per rileggere il terzo ed ultimo scontro tra il papero più ricco del mondo ed il rivale Cuordipietra Famedoro narrato dall'Uomo dei Paperi in Zio Paperone – Tutto per la concessione, avventura ambientata in un territorio ostile dell'Africa meridionale con la presenza dei più svariati rappresentanti della fauna locale. Seguono Zio Paperone e la Regina dei Dingo, con i nostri eroi alla scoperta di una ragazza cresciuta tra i selvatici cani australiani, e Zio Paperone e il castello del duca pazzo, ennesima avventura alla ricerca di un sicuro nascondiglio per il denaro lontano dalle grinfie dei Bassotti.
Tre storie non tra le più note e celebrate dell'artista dei Merril, qui riproposte, come di consueto, nell'edizione già pubblicata al tempo sulla collana Zio Paperone. Come per gli ultimi numeri, Uack! presenta anche due tavole domenicali di Bob Karp disegnate da Al Taliaferro e pubblicate in origine rispettivamente su Uncle $crooge 62 e 63. Ben tre in realtà le tavole di questo tipo rintracciabili all'interno di Uncle $crooge 62 e due quelle apparse sul numero successivo. Nessuna sul numero 61, che rappresenta un po' un unicum in questa fase della collana, essendo apparentemente l'ultimo costituito quasi interamente da storie di Barks (a parte il solito raccontino in testo con testatina di Murry ed una breve storia con protagonista Archimede scritta da Lockman e disegnata da DeLara): anche se le due autoconclusive Zio Paperone datore di lavoro e Zio Paperone e il contabile, ivi contenute e qui riproposte, sono solo disegnate dall'Uomo dei Paperi su testi altrui.
Pezzo forte del numero la riproduzione di diverse tavole originali ed illustrazioni preliminari per le cover degli albi qui considerati.
Riprende infine la tradizione inaugurata lo scorso anno nel ripubblicare, nei numeri a cavallo con le festività natalizie, le storie di Barks appositamente realizzate per gli albi gratuiti distribuiti dalla ditta statunitense Firestone: dopo quelle appartenenti agli albi del 1945 e 1946, rispettivamente proposte su Uack! 9 e 10, è ora la volta di Paperino e i tre buoni piccoli paperi, originariamente pubblicata nel giveaway del 1947.

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Nel numero dedicato al 1966, I Migliori anni Disney rendono omaggio a Walt Disney a cominciare da un'evocativa cover disegnata da Alessandro Perina con Topolino che saluta malinconicamente il suo creatore scomparso il 15 dicembre di quell'anno: impossibile non pensare alla celebre immagine di Giovan Battista Carpi di Topolino in lacrime sotto l'albero per la copertina di Epoca 848 (dicembre 1966) e riproposta anche in questa sede. Spazio a Disney anche all'interno con una pagina di approfondimento scritta da Santo Scarcella, all'interno delle ormai consolidate rubriche della testata.
Oltre a queste, e oltre alle introduzioni delle storie, sempre ben documentate, a firma di Alberto Becattini, trova spazio in questo numero un corposo portfolio di Luca Boschi che ripropone in dieci pagine le novanta figure di altrettanti characters disneyani di varia estrazione, originariamente pubblicate in coda al volume Le nostre prime leggendarie imprese, prima storica strenna omaggio per gli abbonati a Topolino.
La selezione delle storie appare molto ben variegata ed assortita, con tre storie italiane su sei, a testimonianza di una crescente attenzione dell'editore nei confronti della grande produzione straniera, da troppi anni quasi assente all'interno delle collane disneyane. Colpisce anche la provenienza delle storie, con ben quattro tratte dall'Almanacco Topolino e solo due dal settimanale.
Spazio in apertura alla storia che valse alla Mondadori, e soprattutto agli autori Carlo Chendi e Giovan Battista Carpi, una lettera di complimenti da parte dello Studio Disney di Burbank nella persona di George Sherman, all'epoca direttore del reparto pubblicazioni: Paperino Missione Bob Fingher, sagace parodia dei film di spionaggio ed in particolare del terzo episodio della saga cinematografica di James Bond, Goldfinger, uscito nelle sale due anni prima. Da notare che dieci anni fa la storia era stata scelta per rappresentare il 1966 anche all'interno della collana Topolino Story edita da RCS.
L'altra storia tratta dal settimanale è Topolino e i guai dei bongustai, divertente siparietto domestico con protagonisti Topolino, Pippo ed Orazio, scritta dai fratelli Barosso e disegnata da Sergio Asteriti. In sommario i credits sono erroneamente attribuiti agli autori della storia successiva, Paperino e lo sprint fulminante, dove l'antagonista di Paperino proposto da Osvaldo Pavese per i disegni di Romano Scarpa ha tutte le caratteristiche, tranne la statura ben più slanciata, del Boldan True della barksiana Paperino boxeur da titolo mondiale del 1964.
Delle tre storie straniere proposte, ben due sono alla prima ristampa italiana: Comare Orsa va in commercio, storia del Disney Studio per il mercato estero, e l'autoconclusiva Le avventure dell'Ultra Pippo, apparsa negli USA nel primo numero della collana intitolata a Super Goof. L'ultima, 01 Paperbond allo sbaraglio, fa parte del breve ciclo di avventure del papero (o meglio oca) agente segreto realizzate da Kinney ed Hubbard per gli albi d'oltre oceano.

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Il miglior Barks di fine carriera. Dopo le entusiasmanti avventure riproposte su Uack! del mese scorso, il numero di novembre conclude la panoramica sugli Uncle $crooge del 1965, consacrando l'anno precedente a quello del pensionamento dell'Uomo dei Paperi come uno dei più creativi della sua intera produzione.
Tre le storie di ampio respiro riproposte questo mese: di queste, due sono ricordate come autentici capolavori e tra le più rappresentative dell'autore. Zio Paperone a Nord dello Yukon è senz'altro tra le più amate dai lettori: l'incontro del papero più ricco del mondo con un glorioso cane da slitta, il reciproco rispetto tra i due e il sacrificio di Paperone per salvare l'anziano amico da morte certa rappresentano una definizione esemplare della personalità del vecchio Scrooge che Barks lascia in eredità agli artisti che ne avrebbero proseguito il lavoro. Una sorta di testamento spirituale per ricordare ancora una volta la complessità di un personaggio troppo spesso semplicemente e semplicisticamente etichettato solamente come burbero e spilorcio.
Nell'altra celebre storia del numero, Zio Paperone e i Misteri della Cattedrale, Barks presenta ai lettori la monumentale cattedrale di Duckburg, Notre Duck, culla di numerose leggende e segreti, in un'avventura appassionante e ricca di colpi di scena. Pregevole la rappresentazione grafica dell'imponente tempio sacro, dalle alte guglie, alle ampie arcate, agli angusti e remoti cunicoli.
Oltre a Zio Paperone e la meraviglia scientifica (storia principale di Uncle $crooge 58) e alle tavole autoconclusive degli albi USA presi in esame, anche questa volta Uack! ripropone due tavole domenicali scritte da Bob Karp e disegnate da Al Taliaferro risalenti al 1960 e rimontate per comparire rispettivamente su Uncle $crooge 58 e 60. Entrambe già apparse nel già citato volume Mondadori Dollari e $piccioli, compaiono in questa sede con nuova traduzione e lettering.
In chiusura dell'albo la seconda versione de Le Giovani Marmotte e le balene in pericolo, una tavola auconclusiva inedita in Italia scritta da John Lustig e disegnata da Daan Jippes su soggetto di Barks ed un ricco portfolio con le meravigliose immagini di Jack Hannah per lo storyboard del film Timber (1941) al quale l'Uomo dei Paperi prese parte nel suo periodo di attività presso i Walt Disney Studios.

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Dopo oltre cinque anni torniamo ad occuparci di un manga a marchio Disney. Da novembre 2014 Panini Comics ha ristampato integralmente, all'interno della nuova pubblicazione Disney Planet, gli undici volumi delle tre serie di Kingdom Hearts già pubblicati da Disney Italia all'interno della defunta collana Disney Manga: trattasi dei quattro volumi della prima serie, i due albi di Chain of Memories ed i primi cinque di Kingdom Hearts 2.
Nonostante un finale che finale non era, la dicitura "5 di 5" presente in copertina di Disney Manga 20 sembrava mettere definitivamente la parola fine su questa lunga storia. Si scoprì successivamente che in Giappone la serie era stata solo momentaneamente messa da parte per lasciare spazio a Kingdom Hearts 358/2 Days per poi riprendere con ulteriori cinque volumi alla fine di quest'ultima. Ebbene, da questo mese Panini inizia a pubblicare in Italia i cinque restanti volumi di Kingdom Hearts 2: torniamo quindi dopo tanto tempo ad accompagnare Paperino, Pippo e Sora alla ricerca del re Topolino e Kairi, in un mondo strano e variegato, pieno di characters provenienti dai lungometraggi animati Disney. Rilevante in questa fase del racconto il ruolo di Malefica; poco più di una comparsa il piccolo Stitch; sorprendente ed inaspettata la lunga sequenza con TRON e il Master Control Program (che, chissà perchè, viene ribattezzato Main Computer Program).
Per chi ha già seguito la serie nella sua prima edizione italiana tralasciando le ristampe finora pubblicate, segnaliamo che Panini ha ripreso in toto l'estetica e la veste grafica di allora, compresa la sovracoperta in carta lucida. Kingdom Hearts rappresenta senz'altro il meglio di quanto proposto al tempo all'interno di Disney Manga, pur restando un prodotto ovviamente lontano dalla tradizione del fumetto Disney tradizionale.

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Tanti i motivi di interesse di questo Uack! 19, uno dei numeri della collana da non lasciarsi assolutamente scappare. Innanzitutto le storie: senza nulla togliere alle altre, Zio Paperone a caccia di fantasmi e Zio Paperone e la palude del non ritorno costituiscono due degli intrecci barksiani più affascinanti in assoluto. In entrambe l'autore riesce a trasmettere in poche tavole al lettore un forte senso di angoscia e smarrimento, pur trattandosi di situazioni estremamente distinte: il ritorno in quel che resta di una città dove Paperone ha vissuto alcuni anni della sua giovinezza; l'amnesia provocata da uno straordinario macchinario in mano al console di una potenza straniera (indovinate quale?).
In apertura dell'albo troviamo invece Zio Paperone e l'elefante picchiettato, finalmente restituita, grazie al lavoro di Luca Boschi, al suo senso originale dopo l'assurdo stravolgimento perpetrato ad inizio anni '90, in nome del più spinto ed inopinato politically correct, per l'edizione su Zio Paperone 21 (poi ripresa anche per La Grande Dinastia dei Paperi 29). Tornano così i fratelli siamesi, l'individuo che campa alle spalle delle compagnie assicurative, la spiaggia di Newport Beach e soprattutto il vero oggetto della storia: Paperone possiede uno zoo ed è alla ricerca di nuovi animali rari da esporre; non li ha rinchiusi "in attesa che venga ultimato il parco" dove lasciarli liberi e non è certo angustiato dall'idea che insieme possano non andare d'accordo, come invece voleva il fantasioso "traduttore" di venticinque anni fa.
Già in passato alcuni utenti del forum hanno avuto modo di confrontare le prime edizioni italiane di storie di Barks con quelle successive realizzate per Zio Paperone, sottolineando la maggiore fedeltà delle prime rispetto all'originale americano. Probabilmente l'episodio dell'elefante picchiettato costituisce un caso limite: resta tuttavia il profondo dispiacere nel pensare che, in occasione di questa nuova edizione completa delle storie dell'Uomo dei Paperi, si sia scelto solo in questa occasione di rimettere mano alla traduzione.
Chiuso questo doveroso inciso, segnaliamo l'altra storia di ampio respiro contenuta in questo numero (Zio Paperone Lawrence d'Arabia, avventura esotica alla ricerca delle miniere di Saba), oltre ad una tavola autoconclusiva di Al Taliaferro con protagonista Zio Paperone. Trattasi del rimontaggio di una delle tante sunday pages che i lettori italiani hanno conosciuto soprattutto grazie al volume Dollari e $piccioli, distribuito come omaggio per gli abbonati a Topolino nel 1972, e che a partire dal 1965 diventano una presenza costante all'interno della collana statunitense Uncle $crooge.

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La serie de I Migliori Anni Disney prosegue con un numero dedicato in massima parte ai fratelli Abramo e Giampaolo Barosso, già Premio Papersera 2008 e certamente tra gli autori più rappresentativi del Topolino degli anni '60. Ben tre le storie della coppia di soggettisti e sceneggiatori torinesi disegnate da altrettanti Maestri del fumetto nostrano: Topolino e la gita a Vecchiapepita (disegnata da Luciano Bottaro) è una gradevole commedia degli equivoci in salsa western giocata sull'ingenuità di Pippo e sulla sua incapacità nel distinguere realtà e finzione; Paperino e la settimana... calma (disegnata da Massimo De Vita), di cui stona la contemporanea presenza in edicola su Paperino 423, è un veloce resoconto di sette giorni frenetici nella vita dello sfortunato Donald alle prese con il miraggio di un weekend di relax; Topolino e il Natale movimentato (magistralmente illustrata da Giovan Battista Carpi) è una classica, corale avventura natalizia poco ristampata ambientata nell'amena località di Paperonzòla nella cadente villa di Paperone.
Oltre alla scarpiana pluririproposta Gancio vince sempre, completano l'albo tre storie straniere: Paperoga e il cruccio del singhiozzo, tra i primissimi confronti tra il pittoresco cugino di Paperino e Dinamite Bla ad opera del duo Kinney – Hubbard; Maga Magò e il club degli esclusivi, breve divertissement con protagonisti diversi villains dei classici d'animazione Disney, qui alla sua prima ristampa italiana; L'Ultra Pippo contro Macchia Nera, una sorta di pilot apocrifo dell'epopea di Super Goof sei mesi prima di Zanzipar.
Con un Santo Scarcella che dimostra ancora una volta il suo grande amore per i Beatles e la musica leggera degli anni '60, e colophon introduttivi delle storie con qualche mancanza (tre le ristampe assenti per la prima storia) e refuso (la prima edizione italiana di The Phantom Blot meets Super Goof riportata anche nell'introduzione a Paperino e la settimana... calma), l'albo si colloca nella media generale della collana, pur risultando di scarso interesse per l'appassionato collezionista in cerca di materiale di ben più difficile reperimento.

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Il numero di Uack! in edicola dallo scorso 20 agosto abbraccia quasi tutta la produzione barksiana pubblicata sulla collana Uncle $crooge nella seconda metà del 1964. Troviamo in questa sede le cinque storie principali degli altrettanti fascicoli della serie dedicata al papero più ricco del mondo a partire dal numero 49 del maggio 1964 al numero 53 dell'ottobre dello stesso anno.
Tra queste, due vedono ancora una volta contrapposto Paperone ad altrettanti villain ricorrenti nelle storie che hanno caratterizzato la testata negli anni precedenti: in Zio Paperone e il tappeto volante Barks fa affrontare per l'ultima volta Paperone con Amelia, in una storia dal sapore esotico comunque lontana dalla poesia di simili avventure realizzate dall'Uomo dei Paperi negli anni '50; in Zio Paperone e la lattuga mimetica sono invece i Bassotti ad attentare di nuovo al patrimonio del ricco zio di Paperino, in un'avventura urbana con protagonisti talpe e colombi ammaestrati. Per questa storia, si tratta della quarta ristampa italiana successiva alla realizzazione da parte di Don Rosa di due vignette andate perdute e ridisegnate a seguito della restituzione dello sviluppo originale della storia dopo i tagli intercorsi all'origine per esigenze editoriali. Tali vignette sono tuttavia assenti: nel nostro Paese sono apparse solo in piccolo formato nel 2008 nel ventinovesimo volume de La Grande Dinastia dei Paperi.
Le altre tre storie si caratterizzano per la forte aderenza al costume e alle mode del tempo: dalle nuove trovate di stile oggetto di Zio Paperone e la moda della parrucca, al fascino della conquista dello spazio in Zio Paperone e la Corsa all'oro e Zio Paperone postino dello spazio. Di queste, la prima rappresenta per Barks una nuova occasione per narrare le debolezze e la volubilità dell'integrità umana, con i fatti che puntualmente smentiscono le buone intenzioni degli individui quando obnubilati da miraggi di facile ricchezza; la seconda è una stramba escursione dell'autore nell'ambito del fantastico più spinto, con marziani volatili-postini-cassette delle lettere e vogliose teenager venusiane alte cinque metri.
Tra le storie non di Barks pubblicate nei cinque Uncle $crooge presi in esame viene qui ripresa la sola Paperino e il momento peggiore disegnata da Tony Strobl; tutte le altre hanno comunque visto la luce almeno una volta in Italia su Topolino o Almanacco Topolino.
Delle cinque testatine dei racconti in testo, quattro trovano spazio tra le pagine di Uack!: Tale Teller, attribuita erroneamente al numero 58, appartiene in realtà al 51; non vi è invece traccia di Jouncy Jalopy disegnata da Paul Murry con protagonisti Topolino, Pippo, Tip e Tap.
Infine, in assenza del classico Portfolio, chiude questo numero il remake ad opera di Daan Jippes di Le Giovani Marmotte e la foresta in pericolo, prima di una serie di storie scritte da Barks dopo il suo pensionamento espressamente per il periodico statunitense Huey, Dewey and Louie Junior Woodchucks ed affidate in origine a disegnatori quali Tony Strobl, Kay Wright o John Carey. Proprio a quest'ultimo appartengono i disegni della versione originale della storia, mai pubblicata in Italia in nessun periodico Disney ufficiale: ad oggi infatti la sua unica edizione nel nostro Paese resta quella realizzata dall'allora ANAF nel 1987 all'interno del sessantatreesimo ed ultimo volume della collana Paperino: collana che al tempo, come Uack! oggi, costituiva un primo tentativo di riproposizione dell'opera omnia di Carl Barks.

Recensione di Scrooge4


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La cronologia delle storie di Barks edita da Panini Comics prosegue con un numero leggermente più avaro di curiosità rispetto alla media, ma con un Portfolio finale estremamente prezioso. In questa occasione, infatti, Luca Boschi prosegue la sua personale illustrazione di parte della produzione pittorica (oli ed acquerelli) di Barks extra Disney, soffermandosi su opere risalenti agli anni '70 del secolo scorso: degno di nota il meraviglioso King Beowulf, facente parte di una serie di cinque oli dedicata ai miti e alle leggende e qui riprodotto in dimensioni più che accettabili.
Proseguendo a ritroso, segnaliamo una storia inedita recente (pubblicata per la prima volta solo lo scorso dicembre in Svezia) con Archimede protagonista, scritta da John Lustig e disegnata (inutile dirlo!) da Daan Jippes su un soggetto desunto da un appunto dell'Uomo dei Paperi rinvenuto dopo la sua scomparsa.
Probabilmente per l'ultima volta (titolo e contenuto della pagina relativa creano qualche ambiguità) Uack! ripropone le testatine delle pagine con racconti in testo contenuti nei comic book presi in esame, con Boschi che segnala ancora come la prerogativa della filologicità degli albi perda sempre più senso con il diradarsi del contributo di Barks.
È infatti proprio l'Uncle $crooge 46 qui riproposto, con Paperino reporter degli abissi come storia principale, l'ultimo della serie a contenere pagine a fumetti opera del solo Mestro dell'Oregon. Piatti forti dei successivi due numeri qui affrontati sono ovviamente l'esilarante natalizia Zio Paperone spendaccione per ipnosi e l'inquietante Amelia maga del cangiante, storia tra le più riuscite con protagonista la fattucchiera partenopea, alla quale è dedicata anche la copertina di questo numero.

Recensione di Scrooge4


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Il bimestrale Panini dedicato alla celebrazione anno per anno della migliore, o comunque più significativa, produzione Disney a fumetti, giunge al 1964 con una compilation di storie variegate, in parte poco ristampate ma comunque tutte riproposte in anni più o meno recenti.
Torna Romano Scarpa ad aprire le danze, con la folle Sgrizzo il più balzano papero del mondo, storia introduttiva dell'eccentrico cugino di Paperino di creazione italiana, al quale fa da contraltare l'altrettanto pittoresco Paperoga, nato negli USA (ma per il mercato extra-Americano) per opera del duo Kinney – Hubbard. Ecco quindi, come seconda storia, l'immancabile Paperino e il fanatico igienista, storia d'esordio di Paperoga e di un gatto Malachia con una personalità ancora acerba rispetto ai successivi sviluppi. È questa l'unica storia non italiana all'interno del presente albo, scontentando chi si aspettava in questa sede una riproposizione della mai ristampata versione a fumetti del lungometraggio La spada nella roccia disegnata da Pete Alvarado. Due dei principali characters del lungometraggio animato trovano comunque spazio in I Migliori Anni Disney 5 nella promozionale Mago Merlino presenta: Paperino e la "850", qui alla sua seconda ristampa dopo soli tre anni dalla precedente.
Nell'introduzione alla storia Paperone e i trofei di caccia grossa, scritta da Carlo Chendi e disegnata da un giovanissimo Massimo De Vita, Alberto Becattini riprende quanto precedentemente scritto all'interno dell'ultimo numero di Uack! in riferimento a due celebri storie di Barks dell'anno precedente (1963), in cui viene posto l'accento su un Paperone alla ricerca di un riconoscimento sociale all'interno di diversi consessi.
Chiude l'albo Topolino e la torta aurifera, un avvincente poliziesco natalizio tratto dall'Almanacco Topolino (quindi con quattro strisce per pagina) ad opera dei fratelli Barosso e disegnato da Luciano Bottaro.
Da segnalare il breve ma interessante racconto di Santo Scarcella sull'epopea di Radio Caroline, prima storica emittente libera britannica la cui storia ha ispirato I love radio rock, film del 2009 interpretato, tra gli altri, da Bill Nighy e dal compianto Philip Seymour Hoffman.

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Data la minore concentrazione di tavole di Carl Barks all'interno dei nuovi albi della collana Uncle $crooge distribuiti con il marchio Gold Key, con questo sedicesimo numero Uack! riesce ad abbracciare ben quattro uscite con altrettante storie lunghe dell'Uomo dei Paperi. La scelta editoriale, più volte esplicitata da Luca Boschi all'interno dei suoi articoli, è quindi quella di abbandonare la pressoché totale filologicità degli albi USA a vantaggio della sola opera di Carl Barks, come da mission della testata.
Spazio dunque a quattro storie non tra le più note e celebrate, ma che sicuramente appassioneranno i lettori che per la prima volta vi si approcciano: dai Bassotti divenuti misteriosamente nababbi in Zio Paperone e il denaro colloso, agli attacchi sempre più pericolosi di Amelia in Zio Paperone e l'inespugnabile deposito e nella divertente L'arcipelago dei piumati, all'entusiasmante scoperta di una città perduta del centro America in Zio Paperone e la corona dei Maya.
Non mancano in ogni caso le curiose rarità per l'appassionato che di Barks ha già tutte le storie: oltre alle testatine dei racconti in testo, trovano spazio tre interessanti pagine che testimoniano le campagne divulgative e promozionali dell'editore dell'epoca, una delle quali presenta l'ampia varietà di albi a fumetti disponibili al tempo nelle rivendite statunitensi; e soprattutto un prezioso portfolio con la riproduzione di tre dipinti a olio di Barks con tema extra Disney mai pubblicati prima d'ora in Italia.
Tornando alle storie, segnaliamo che da Uncle $crooge 45 manca Zio Paperone e il problema di stile, quattro tavole con disegni di Barks su testi di Vick Lockman, che sicuramente troverà spazio nel prossimo numero. Numero che ospiterà anche il successivo albo della collana (il 46) che torna ad essere costituito esclusivamente di storie di Barks, al netto della sola pagina con raccontino.

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Dopo averlo sottilmente fatto trasparire all'interno dei numeri immediatamente precedenti, Uack! 15 affronta un aspetto finora poco approfondito all'interno delle simili collane che in passato hanno condiviso l'approccio filologico nei confronti del fumetto disneyano made in USA: la netta cesura ravvisabile alla fine del 1962 con la conclusione del lungo sodalizio tra la Western (titolare della licenza per la produzione di storie con i personaggi Disney) e la Dell Publishing (editore e distributore) con la costituzione, da parte della prima, di un'etichetta proprietaria per l'espletamento in proprio di tutte le attività editoriali (Gold Key Comics). Un cambiamento talmente significativo e d'impatto da poterlo quasi considerare come l'inizio di una sorta di Silver Age all'interno dell'epopea dei comic book con personaggi Disney (e non solo). Oltre a coincidere con la fine della storica collana Four Color (anch'essa tuttavia parzialmente rispolverata sotto il nuovo marchio) il passaggio risulta oltremodo tangibile nella tipologia dei contenuti e nell'estetica di tutte le collane disneyane, tale da indispettire lo stesso Barks, come è evidente dallo stralcio di una sua lettera riportata in questa sede all'interno di un articolo di Alberto Becattini. Tra le curiose novità proposte, puntualmente esplicitate da Luca Boschi all'interno del Portfolio, solo poche restano tuttavia ancora visibili al lettore di oggi: ci riferiamo ai baloon rettangolari di Zio Paperone Novello Ulisse e di Archimede Pitagorico e l'irriducibile vocazione, precedentemente eliminati e rintrodotti in occasione della pubblicazione rispettivamente su Zio Paperone 19 e 20 del 1991, oltre alla bordatura blu di quest'ultima storia, creata ad hoc su Zio Paperone 20 per rievocare quella ben più variegata presente su Uncle $crooge 40.
In questo numero si completa la pubblicazione delle storie provenienti da Uncle $crooge 38 (iniziata il mese scorso); totale la riproposizione dei contenuti dal numero successivo (l'ultimo totalmente opera di Barks, al netto della pagina del racconto in testo di cui appare, come ormai di consueto, la sola testatina disegnata da Strobl) completa anche di Zio Paperone intenditore d'arte disposta, come in origine, verticalmente. Dal fascicolo numero 40 mancano una breve storia disegnata da Jim Fletcher ed una tavola autoconclusiva di Strobl (entrambe già pubblicate in passato in Italia), mentre non vengono rispettati il bianco e nero (e per la seconda anche la posizione, certamente per esigenze di impaginazione) per Zio Paperone – Cara vecchia università e Zio Paperone – Tanto di cappello.
Al netto degli aspetti legati al contesto in cui gli albi originali videro la luce negli Stati Uniti, segnaliamo la presenza in questo numero di due storie particolarmente significative appartenenti all'ultima fase creativa del Maestro dell'Oregon. In entrambe emerge sprezzante la carica ironica di Barks nei confronti di diverse figure estremamente pittoresche del suo tempo: dai volenterosi colonizzatori-educatori alle prese con popolazioni dalle ben diverse "necessità" (Zio Paperone e gli indiani paperuti), agli arrampicatori sociali elevatisi per il semplice possesso di stravaganti status symbol (Zio Paperone snob di società).
Merita ovviamente una riflessione la già citata Zio Paperone Novello Ulisse, avventura fondamentale nell'evoluzione del personaggio di Amelia, da qui in poi occasionalmente considerata discendente della maga Circe, come ella stessa si spaccia all'inizio della storia; di cui resta memorabile la sequenza dell'ingresso dello zione e Paperino nell'antro della maga con l'affascinante papera partenopea distesa sul triclinio.
Poco da dire, infine, sull'inedita del numero, totalmente opera di Daan Jippes e solo marginalmente ispirata ad una storia di Barks con protagonista Barney Bear.

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Quarta uscita della collana antologica I Migliori Anni Disney che ricalca pressoché fedelmente la struttura del precedente numero, proponendo per il 1963 gli stessi autori già visti all'opera due mesi fa nella selezione di storie relative all'anno precedente. A tre avventure italiane (di cui due molto note e ristampate) se ne alternano altrettante brevi di provenienza statunitense, mai riproposte in Italia dopo il loro esordio avvenuto appunto nel 1963 sulle pagine di Topolino.
La parte centrale dell'albo ospita le due puntate della celebre avventura mistery di Romano Scarpa Topolino e l'uomo di Altacraz, scelta tra l'altro anche dieci anni fa per rappresentare il 1963 nel quindicesimo volume della collana Topolino Story. Curiosamente, all'avventura di Scarpa quella volta era affiancata anche I Tre Caballeros e la guerra dei juke-box. In questa occasione sono invece di scena Pier Carpi e Giovan Battista Carpi con Paperon De' Paperoni e la "mossa-mossa", l'unica altra storia di produzione italiana con Josè Carioca (ad eccezione di alcune grandi parodie) oltre a quella citata e scritta dai fratelli Barosso nello stesso anno.
Dopo il confronto con Archimede nello scorso numero, torna su I Migliori Anni Disney la strega Nocciola per opera di Luciano Bottaro in Zio Paperone e il telescrocco. Ancora una volta sono il mondo della televisione ed i suoi protagonisti a sollecitare la fantasia degli autori, segno di una presenza sempre più significativa del mass medium casalingo per antonomasia nella cultura popolare dell'Italia dei "favolosi anni '60".
Il cartoonist di Minneapolis Don Ragnvald Christensen (conosciuto anche come Don Arr) è invece autore delle assai poco note Pico De Paperis incantatore di Tori e Archimede e il nutrimento cerebrale, realizzate graficamente rispettivamente da Paul Murry e Tony Strobl e già pubblicate entrambe su Topolino 379. Sempre alle prese con characters provenienti dal cinema d'animazione troviamo infine Al Hubbard con Bongo fata della foresta, unica storia con differente protagonista contenuta originariamente nel comic book Scamp 7 (1958) completamente disegnato dall'artista californiano.

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Qualora persistano ancora dubbi sulla reale natura di Amelia, la fattucchiera che ammalia, così come venne concepita nel 1961 dal suo creatore, ovvero se considerarla una strega dotata di poteri magici o, al contrario, una papera che studia, pratica ed esercita le arti magiche, la riscoperta di due tra le sue prime avventure sulle pagine di questo quattordicesimo numero di Uack! dirige senza dubbio il lettore su questa seconda interpretazione, fortemente ribadita a più riprese dallo stesso Don Rosa; con buona pace di alcuni fumettisti italiani e delle loro tracotanti invettive nei confronti del cartoonist del Kentucky.
Oltre a concludere la riproposizione di Uncle $crooge 35 con la presenza finanche della tavola autoconclusiva disegnata da Pete Alvarado e già pubblicata in Italia con il titolo Cip & Ciop e gli uccelli invadenti, il presente albo ristampa quasi totalmente i due numeri successivi della collana dedicata al papero più ricco del mondo, lasciando fuori unicamente due mezze tavole disegnate da Tony Strobl ed inchiostrate da John Liggera, già pubblicate in Italia su Topolino nel 1962, entrambe tratte da Uncle $crooge 36. Del numero successivo due intere tavole, sempre disegnate da Strobl, di cui una (Can't Take It With You) inedita in Italia, sono pubblicate in dimensioni ridotte all'interno di una sola pagina.
Chiudono l'albo una breve storia inedita in Italia e pubblicata per la prima volta in Svezia nel 1976, parzialmente rielaborata dall'autore Albert Cosser da un soggetto di Barks mai realizzato, oltre ad un portfolio che ripropone parte dello storyboard disegnato da Barks per il cortometraggio Donald's Penguin, distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi nel 1939.
Nell'articolo introduttivo Luca Boschi accenna al lento cambiamento che Uncle $crooge stava vivendo in quel periodo, con il sensibile diradarsi della presenza di Barks un numero dopo l'altro: preludio dell'avvento dell'etichetta Gold Key a partire dal quarantesimo fascicolo, che vedrà tra l'altro l'esordio di una delle più evocative e significative storie del Maestro dell'Oregon con Amelia protagonista: ma di questo parleremo il mese prossimo.

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Oggi, nel 2015, con alle spalle la collana intitolata a Paperino dell'allora ANAF, Zio Paperone di Mondadori e Disney Italia e La Grande Dinastia dei Paperi di RCS, sarebbe facile ritenere che Carl Barks abbia ben poco di nuovo da dire ai lettori del nostro Paese. Sebbene tale pensiero risulti quantomeno ingeneroso vista dell'immensa varietà dell'opera dell'Uomo dei Paperi, questo appare oltremodo lontano dalla realtà in considerazione della particolarità di alcuni inediti ospitati in questo tredicesimo numero di Uack! All'interno del Portfolio conclusivo dell'albo, Luca Boschi porta all'attenzione del lettore una serie di illustrazioni inedite dalla rilevanza storico-artistica immensa, a cominciare da un disegno realizzato nel 1935 con soggetto Topolino, Minni, Clarabella ed Orazio minacciati dalla rivoltella di Wolf Barker e già pubblicata nell'edizione principe del celebre volume statunitense edito dalla Another Rainbow nel 1988 (Mickey Mouse in Color) ma non nella sua versione "popolare" della Pantheon Books. Accanto a questa, due versioni preliminari molto ben rifinite di altrettante vignette appartenenti ad una ten pages di Donald Duck mai realizzata, oltre ad altre umoristiche su soggetto extra Disney.
Di inedito in Italia troviamo anche la terza ed ultima storia con protagonista Ciccio realizzata da Daan Jippes dalla genesi quantomeno particolare, essendo ispirata ad un soggetto utilizzato da Barks prima per Barney Bear, poi per Happy Hound (la storia pubblicata su The Carl Barks Fan Club Pictorial numero 4 citata in sede di recensione di Uack! 12) e successivamente per tale Orso Candido disegnato nel 1981 (questa volta in stile davvero barksiano dallo stesso Jippes) qui ristampato e già proposto sette anni fa nella citata collana del Corriere della Sera.
La parte del leone è ovviamente costituita dal prosieguo della serie Uncle $crooge con i numeri 33, 34 e parte del 35, con Zio Paperone e il riduttore atomico, che vede il ritorno della Banda Bassotti dopo un solo albo d'assenza, Zio Paperone e il Valhalla cosmico, epica avventura ai confini della realtà dalla tormentata genesi (come testimoniato dagli stralci di lettere di Barks al suo fan Malcolm Willits e allo studioso Geoffrey Blum riportate da Becattini nell'articolo che la precede), e Zio Paperone e la barca d'oro, corsa all'oro sui generis dalle splendide running gags, quali quelle di Paperone che piccona il terreno in ogni condizione climatica e di contesto, quelle di Paperone e Gastone che si alternano nel ruolo di stregoni propinanti erbe medicamentose e quella del lancio del sassolino rinvenente pepite.
Probabilmente nessuna di queste è tra le storie più note ed apprezzate dall'Uomo dei Paperi. Ma certamente siamo comunque al cospetto di uno dei numeri più interessanti della collana, tra quelli finora pubblicati.

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Si presenta con una simpatica cover disegnata da Alessandro Perina raffigurante Paperone e nipoti nelle vesti dei quattro ragazzi di Liverpool il terzo numero della collana I migliori anni Disney, dedicato proprio all'anno d'esordio in studio di registrazione degli storici Fab Four. Il breve apparato storico dell'albo a cura di Santo Scarcella appare questa volta più raffinato che in precedenza, anche per la qualità nella scelta dei personaggi e degli eventi citati: peccato per l'assenza di un breve richiamo agli esordi disneyani nella breve biografia dell'attrice Jodie Foster.
Per la prima volta non troviamo Romano Scarpa con Brigitta in apertura di volume: d'altra parte un'eventuale presenza in questa sede di Paperino e la farfalla di Colombo avrebbe nuovamente ricalcato parzialmente le scelte compiute a suo tempo per la simile iniziativa editoriale di Rcs (Topolino Story, attualmente in edicola con un secondo ciclo di volumi), dalla quale al contrario questo numero si distacca totalmente. Scarpa è ugualmente presente nel sommario con la pluriristampata Eta Beta e la cometa al fenantrone, avvincente plot fantascientifico "simil Armageddon" scritto da Roberto Catalano.
Come storia di apertura troviamo invece la sadica Paperon De' Paperoni e la cintura del bucariota, scritta da Attilio Mazzanti e disegnata da Giovan Battista Carpi, riproposta integralmente con tanto di tavola iniziale di secondo tempo. Di scena anche Chendi, Bottaro e Scala con Archimede contro Nocciola, strana coppia alle prese con un'esilarante sfida tra scienza e magia senza esclusione di colpi. Anche questa storia vanta numerose ristampe; ma non quella dichiarata su I Grandi Classici Disney 142, certamente un refuso nella modifica della scheda dalla già citata storia con Eta Beta.
Ben più rare le due brevi straniere nel numero. La prima, Peter Pan e la campana dei pirati, non conosceva altre edizioni italiane successive a quella d'esordio: disegnata da Al Hubbard, si tratta della prima di cinque storie con protagonista Campanellino originariamente pubblicate su Four Color 896, primo dei due albi della collana (l'altro è il 982) dedicati all'avvenente fatina e disegnati pressoché integralmente dall'artista californiano. La seconda, Orazio e il falso allarme, scritta da Don Christensen e disegnata dal prolifico Tony Strobl, non veniva riproposta dal lontano 1967.
Segnaliamo infine la presenza di un breve episodio appartenente alla serie dell'Ispettore Point disegnato da un giovanissimo Massimo De Vita: tra l'altro uno dei due, Il nipote goloso (l'altro era Contrabbando sull'acqua), già riesumati nel 2007 per I Maestri Disney 34.

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È uno Scrooge Mc Duck particolarmente concreto e deciso quello che attende i lettori di Zio Paperone magnate del petrolio, storia di apertura di Uncle $crooge 30 nonché di questo dodicesimo numero di Uack! Tutta la vicenda ruota attorno alla figura del "grande operatore", personaggio capace di gestire e comandare al meglio i suoi uomini in vista di importanti e prestigiosi risultati. Barks costruisce vignetta dopo vignetta l'austerità ed il carisma del plurimiliardario fino all'inesorabile e repentino crollo dello stesso, nel momento in cui realizza che la sua opera rappresenterebbe un'atroce condanna per un'intera comunità. Crollo che corrisponde ad un istantaneo cambio di ritmo della narrazione, che ha il suo picco nelle tavole tredici e quattordici con l'affannosa ricerca di una salvezza da parte di un Paperone in preda al panico, a cui fa da contraltare la solida fierezza del sovrano del piccolo popolo pericolosamente minacciato.
Torna invece in Zio Paperone e il grano d'oro il tema dell'assillante ricerca di una modalità sicura per il trasporto di valori, con l'immancabile minaccia dei Bassotti e con la genialità del Maestro dell'Oregon che individua in una prolifica colonia di topi la salvezza per il nostro plutocrate.
In Zio Paperone e la fonte della giovinezza, storia principe di Uncle $crooge 32 (ultimo dei tre volumi della serie riproposti integralmente in questo albo), Paperone rievoca per Nonna Papera la rocambolesca e fortuita scoperta della magica sorgente e l'estremo sacrificio che avrebbe dovuto affrontare per sfruttarne il potere.
Segnaliamo in chiusura la pubblicazione della seconda delle tre storie scritte e disegnate da Daan Jippes con protagonista Ciccio, che riprendono in parte precedenti sequenze realizzate da Carl Barks per il comic book Our Gang con personaggi della Metro-Goldwyn-Mayer, oltre ad un portfolio dedicato alla prima storia realizzata dall'Uomo dei Paperi con protagonista il cagnolino Droopy intitolata Happy Hound Detective e riproposta integralmente solo pochi mesi fa nel già citato quarto numero della rivista statunitense The Carl Barks Fan Club Pictorial.

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Siamo all'inizio degli anni '60 del '900: la creatività di Carl Barks raggiunge uno dei suoi momenti più ispirati nella raffigurazione della poetica incarnata dal suo personaggio principale. L'ironia con la quale l'artista dipinge la tenera follia del papero più ricco del mondo è mirabilmente simboleggiata dalla quinta tavola di Zio Paperone e la macchina scassatutto (pag. 53 del fascicolo), nella quale Scrooge tenta disperatamente e senza successo di svuotare il suo deposito con improbabili mezzi di fortuna, fino a condurlo a manciate in una banca, dove si vede rifiutare dall'impiegato finanche i pochi spiccioli salvati, a causa del troppo denaro di sua proprietà già ivi custodito.
Il tema della pressante preoccupazione della preservazione della ricchezza e del prestigio sociale da essa derivato restano centrali nelle storie originariamente pubblicate nei numeri 27, 28 e 29 di Uncle $crooge, qui riproposti integralmente. Contrariamente a quanto avviene nella storia già citata, nella quale Paperone è costretto a prendere pittoresche contromisure nei confronti della reale minaccia dei Bassotti, in Zio Paperone e l'isola nel cielo Scrooge anticipa l'avvento di eventuali pericoli imbarcandosi in un viaggio nello spazio alla ricerca di un inesplorato rifugio per i suoi averi. La scoperta di una primitiva e semplice popolazione privata, da un semplice e avventato gesto di Paperino, dell'unica sua fonte di sussistenza, muta completamente il registro della storia, regalandoci una delle più belle ed intense pagine dell'opera barksiana e del fumetto Disney in generale.
In Zio Paperone e il campionato di quattrini, così come nella breve Il clan di Zio Paperone, sono invece in gioco la reputazione derivante dal denaro e la considerazione e il rispetto trasmesso nei confronti di chi ne fa sfoggio. Nella prima è in scena ancora una volta il miliardario africano Cuordipietra Famedoro, nella ripresa della sfida di tre anni prima; nella seconda (dove troviamo purtroppo invertite nell'impaginazione la sesta e la settima tavola) Paperone scopre come il denaro possa non aprire tutte le porte al cui interno il prestigio si misura anche attraverso altri più nobili fattori.
Come ormai tradizione, dei raccontini con protagonisti Topolino, Minni e nipotini vengono proposte solo le testatine illustrate. Trovano posto in questo numero, invece, ben quattro pubblicità d'epoca (due a pagina intera, due a mezza pagina), che non mancheranno di affascinare gli appassionati del genere.
Chiude l'albo la prima di tre storie inedite con protagonista Ciccio realizzate da Daan Jippes (le restanti due saranno pubblicate rispettivamente nei numeri 12 e 13 di Uack!) ed ispirate ad altrettante storie di Barks degli anni '40 con protagonista Barney Bear, come esaustivamente espresso dal sempre ottimo Luca Boschi nell'articolo che la precede.

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Un Paperino di Alessandro Perina, che rende omaggio a Yurij Gagarin, astronauta sovietico e primo uomo a volare nello spazio, presenta in copertina il secondo numero de I Migliori Anni Disney dedicato al 1961. Dopo la storia d'esordio di Brigitta, ristampata due mesi fa nel primo albo della collana, ad aprire questo numero è Zio Paperone e il ratto di Brigitta, trentaquattresima storia della personale cronologia di Romano Scarpa e seconda apparizione del fortunato personaggio creato dall'autore veneziano. L'episodio contribuisce a delineare lo spirito intraprendente della papera aspirante alla mano di Paperon de' Paperoni e, tra rapimenti reali e presunti tali, introduce il personaggio di Filo Sganga, affarista inconcludente che negli anni stringerà un costante sodalizio proprio con Brigitta. Seconda ed ultima storia italiana del numero è la fantascientifica Paperino... Anno 2001, viaggio nel futuro di Paperino e nipoti, scritto da Attilio Mazzanti e disegnato da Luciano Gatto, alla scoperta della Paperopoli di cinquant'anni dopo e della mutata indole dell'erede delle fortune del ricco zio.
Torna in edicola dopo vent'anni, e solamente per la seconda volta dopo il suo esordio, lo splendido adattamento a fumetti del fortunato lungometraggio animato La Carica dei 101. Scritta da Carl Fallberg e disegnata da Al Hubbard (ovviamente errati i credits riportati nel sommario) la storia esordisce negli USA all'interno della celebre collana Four Color Comics nel 1961, poco dopo la distribuzione della pellicola nelle sale cinematografiche. La riproposizione della storia in questa sede è quanto di più gradito per gli appassionati, data la carenza di collane dedicate o comunque adatte a questo tipo di storie, da sempre ingiustamente poco diffuse e considerate nel nostro Paese.
Sempre da Four Color, e precisamente dal terzo dei quattro albi dedicati all'inventore paperopolese pubblicati nella collana tra il 1959 ed il 1961, è Archimede Pitagorico e il cervello in tensione, breve avventura disegnata da Carl Barks ed attribuibile per i testi allo sceneggiatore Vic Lockman.
Completano il numero una breve storia disegnata da Jack Bradbury originariamente intitolata a Cip e Ciop e tradotta in Italia in Paperino e il secondo canale, che presenta per la prima volta ai lettori nostrani il concetto di zapping televisivo, al tempo ancora sconosciuto qui da noi, e Topolino e il generatore di uragani, scritta da Carl Fallberg per i disegni di Paul Murry e qui riproposta dopo ben cinquant'anni dall'ultima edizione.

Recensione di Scrooge4


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Il decimo numero di Uack!, oltre a riproporre integralmente tre pregevoli numeri della collana Uncle $crooge (24, 25 e 26) si rivela una preziosa fonte di aneddoti ed informazioni anche per il lettore più navigato. Innanzitutto Luca Boschi fornisce un'ampia e documentata risposta indiretta al quesito da noi lanciato non più tardi di due mesi or sono in sede di recensione del numero 8, in riferimento al prezzo di copertina di alcuni albi USA. Sottolineiamo invece, ancora una volta, la stretta relazione tra Uack! e la collana The Carl Barks Fan Club Pictorial, dal cui numero natalizio è tratta non solo Paperino e il gabbiano del faro, originariamente pubblicata in un albo omaggio del 1946 e proposta nel nostro Paese unicamente nelle collane antologiche barksiane, ma anche un breve approfondimento dedicato a Gilberto Ugolini, toscano, ex ispettore del lavoro in pensione che inizia a dedicarsi alla riproduzione dei dipinti di Carl Barks nel 2000 per puro diletto. L'ultimo numero della citata collana statunitense ospita infatti un'ampia analisi del lavoro dell'artista oltre al particolare di una sua opera in copertina.
La parte del leone è però ovviamente costituita dalle storie principali: la più nota è senz'altro Paperino e il vascello fantasma, una tra le più ispirate, inquietanti ed avvincenti narrazioni dell'artista dell'Oregon. Ad essa è dedicata anche la cover dell'albo, con una componente spoiler purtroppo decisamente elevata, che rovina in parte la sorpresa al lettore che per la prima volta si avvicina alla storia. Un po' come avvenuto poco meno di un mese fa nel quarantacinquesimo volume dell'opera omnia di Romano Scarpa edita da RCS. Zio Paperone e la luna a 24 carati insieme alla poetica e vertiginosa Zio Paperone e l'oro di Pizarro offrono invece due divertenti letture sulla vacuità delle ricchezze materiali e di quanto il loro valore possa spesso risultare effimero o finanche dannoso. Due perle meno conosciute e senz'altro da riscoprire: quale migliore occasione?

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Zio Paperone e il re del fiume d'oro e Zio Paperone e il Pirata Spazzola sono le due storie principali del nono numero di Uack!. Pubblicate rispettivamente su Uncle $crooge 22 e 23, pur presentando due ambientazioni e contesti differenti (nella prima più rilassato e intimo, nella seconda più teso ed inquieto), entrambe condividono un'aura di trascendente ed arcano latente che diverte e tiene incollato il lettore fino all'ultima tavola. Il presente mensile ripropone integralmente tutte le storie di Barks contenute in origine nei due albi citati, oltre alle brevi del precedente restate fuori il mese scorso. Stranamente si perde il bianco e nero della penultima storia del ventiduesimo numero, criterio invece prontamente seguito per tutte le altre tavole autoconclusive disposte in seconda e terza di copertina nei rispettivi fascicoli.
Come già avvenuto per il numero natalizio della collana The Carl Barks Fan Club Pictorial di recente pubblicazione, anche Uack! sceglie di celebrare le prossime festività con Donald Duck's Best Christmas, breve storia originariamente pubblicata in un rarissimo giveaway comic book del 1945 e rimasta inedita nel nostro Paese per oltre tre decenni prima di comparire nelle prime pubblicazioni amatoriali.
Altro extra dal continuum riferito alla serie intitolata al papero più ricco del mondo è l'incompiuta Archimede Pitagorico - Il pifferaio magico di Paperopoli, storia per la quale Barks realizza le sole prime tre tavole non lasciando traccia alcuna di una sceneggiatura o di un soggetto che la descrivano nella sua interezza: prima che Don Rosa la completi esclusivamente di suo pugno nel 1990. Non sia mai detto, tuttavia, che Daan Jippes possa resistere nel vedere un'opera realizzata parzialmente da Barks completata da altri all'infuori di se stesso: vedendosela finanche pubblicata nel proprio Paese natio. Quale affronto! Eccolo quindi riprendere anch'egli le tre tavole della storia per offrirci la sua personale interpretazione. Uack! di dicembre viene incontro al lettore completista ripubblicando di seguito entrambe le versioni.

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"Si svolgono a Roma i Giochi della XVII Olimpiade. Partecipano 8484 nazioni con 5438 atleti (4738 uomini e 610 donne)". Come non partire da questa frase per introdurre il primo numero di questa nuova collana, presentata a fine ottobre in occasione dell'edizione 2014 di Lucca Comics and Games e da pochi giorni disponibile in tutte le edicole della penisola? Oltre al numero degli atleti, la cui somma di uomini e donne non dà il totale espresso, balza all'occhio la copiosa varietà geopolitica prodottasi sul globo terracqueo appena quindici anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ovviamente non è che la più eclatante delle tante inesattezze contenute negli approfondimenti storici distribuiti negli articoli dell'albo; per le altre vi rimandiamo a quanto già scritto dagli utenti nel thread relativo. Anzi, ne segnaliamo giusto un'altra, clamorosa, vista anche la sua stretta attinenza al mondo Disney: tra i nati nel 1960 si cita a pagina 9 Tony Anselmo "voce ufficiale di Topolino al cinema e alla televisione". Peccato che si tratti di colui che nel 1985 ha ereditato il pesante ruolo che fu di Clarence Nash, ovvero quello di doppiatore di Donald Duck.
E' molto triste approcciarsi ad una nuova testata con questi presupposti; segno che la scarsa cura ed il pressapochismo non vengono mai messi da parte, neanche in occasione di un lancio relativamente importante.
I migliori anni Disney condivide il formato con Uack! e Definitive Collection. Pur con una foliazione superiore, viene proposto ad un prezzo nettamente inferiore al primo e di poco superiore al secondo. Piccola curiosità, le copie che si è riusciti ad esaminare condividevano tutte la stessa particolarità: da pagina 131 viene utilizzata una diversa qualità di carta, più lucida rispetto al resto dell'albo (ma non è detto che ciò sia comune a tutta la tiratura).
Il paragone più facile è ovviamente quello con Topolino Story, collana in trenta volumi pubblicata nel 2005 in allegato al Corriere della Sera. A differenza di questa I migliori anni Disney prende le mosse dal 1960, anno del ritorno alla periodicità settimanale di Topolino, e ristampa anche storie apparse sull'Almanacco. In questo primo numero la selezione delle storie regala un giusto mix tra capolavori molto noti e chicche poco ristampate. Tra le prime segnaliamo Pippo e la fattucchiera, attualmente in edicola anche su Topostorie 7 e proposta a suo tempo proprio nel volume dedicato al 1960 delle citata collana edita da RCS; tra le seconde la corale natalizia La Banda Disney e l'espresso di Natale e Paperino e quelli del rififì, splendidi esempi dello stile duro, cinico ed a tratti violento del Guido Martina del tempo. Completano l'indice la storia d'esordio di Brigitta, Zio Paperone e l'ultimo balabù, e la breve Lupetto e il bullo mercenario disegnata da Jack Bradbury.
Appuntamento a gennaio con il 1961: con meno strafalcioni, ci auguriamo.

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E' stato bello finché è durato! Era oltremodo scontato che l'impostazione rigorosamente filologica di Uack! avrebbe presto ceduto il passo ad una disposizione più libera e parziale dei contenuti degli albi originali statunitensi. Così l'ottavo numero della collana, in edicola ed in fumetteria come sempre dal 20 del mese ma distribuito in anteprima dal 2 al 5 ottobre scorsi in occasione della XVI edizione di Romics, inaugura un nuovo corso in cui i contenuti non direttamente legati a Barks occupano meno spazio che in precedenza. Come dichiarato in apertura da Luca Boschi, non vengono riproposte tutte le pagine pubblicitarie, da fine anni '50 sempre più presenti all'interno dei comic book. Trova spazio su questo numero solo l'originaria quarta di copertina di Uncle $crooge 18, già iniziato nel precedente albo. Stesso destino per i racconti in testo con protagonisti Topolino e nipoti, dei quali questo mese appaiono le sole testatine illustrate da Tony Strobl e Paul Murry. Viene meno anche quella sorta di rigore che ci aveva portato a vedere, nei mesi passati, tutte le storie fisicamente al loro posto e le tavole autoconclusive in bianco e nero quando originariamente collocate in seconda o terza di copertina: Zio Paperone e il richiamo convincente è posto a conclusione di Uncle $crooge 20, non all'inizio come appare in questo numero di Uack!; Zio Paperone - Troppo semplice, in quanto storia di seconda di copertina di Uncle $crooge 21, sarebbe dovuta essere ristampata in bianco e nero e non colorata.
In ogni caso, messa da parte ogni velleità filologica, questo numero regala tre imperdibili storie dell'Uomo dei Paperi. Tre avventure nelle quali Barks riserva al suo main character tutto il miglior campionario di espressioni e stati d'animo, mostrando un Paperone protagonista in tre scenari ricorrenti: una caccia al tesoro, una disputa di famiglia e una sfida a difesa del proprio patrimonio.
Chiudono il numero due tavole autoconclusive inedite di cui Barks scrive il soggetto: la prima, Archimede Pitagorico – Lo scambio, è stata realizzata da Daan Jippes; la seconda, Paperino – La mania della moda, é scritta da John Lustig e disegnata dall'immancabile Jippes.
Da segnalare, subito in apertura dell'albo, tre righe di errata corrige e scuse ai lettori per l'"inconveniente" del sesto numero. I lettori apprezzano ed invitano a non ripetere più simili sviste.
Infine una piccola curiosità: in un periodo in cui negli USA il costo dei comic book di questo formato era tarato sui 10 cents, il numero 20 di Uncle $crooge (dicembre 1957) ha un prezzo di copertina di ben 5 centesimi in più, come si vede dall'immagine riprodotta a pagina 57. Tornerà a 10 cents dal numero successivo e tale resterà fino al rincaro del numero 33 del marzo 1961, ben tre anni dopo. Magari un approfondimento in uno dei prossimi numeri potrebbe chiarirci la ragione di questo caso isolato.

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«Chi ha vergato questi strani segni? Con qual diritto, con quali pegni v'ha ceduto il lago e la laguna? Forse il sole? Forse la luna? Forse il vento che fa tremar le foglie? Forse il tuono, forse il lampo v'ha ceduto il nostro antico campo?».
«No! E' stato Trippa Marciapiede! E posso condurti da lui, se non mi credi!».
E' tutta qui, in questo breve dialogo, la sintesi perfetta del conflitto socio-culturale messo in scena da Carl Barks in una delle sue opere più poetiche e romantiche. Il settimo numero di Uack! si chiude con la prima parte di Uncle $crooge 18, albo del giugno-agosto 1957, che ospita appunto Paperino nella terra degli indiani pigmei, pungente affresco di un duplice, violento scontro: quello tra un mondo incontaminato (ed intenzionato a rimanere tale secondo le leggi che da sempre ne regolano i naturali equilibri) e la minaccia di una svolta globalizzatrice "ante-litteram" incarnata dall'arrivo di un facoltoso papero bianco di nostra conoscenza; quello interno allo stesso papero di cui sopra, che da una parte anela il ritorno ad una vita lontana dalle logiche del caos generato dalla ricerca spasmodica del profitto, ma dall'altra resta succube della propria natura, che il profitto lo ricerca in ogni forma o sostanza.
Oltre a concludere il quindicesimo fascicolo della collana statunitense dedicata a Paperon De' Paperoni, l'albo presenta la riproposizione integrale dei numeri 16 e 17, comprese le rispettive novelle domestiche di Mickey, Minnie e nipoti, introdotte da illustrazioni di Tony Strobl e mai ristampate dopo la loro pubblicazione originale.
Compare così in questo numero di Uack! anche la celebre Zio Paperone e il tesoro sottozero, brillante parodia della sfrenata corsa agli armamenti e alle risorse energetiche tra i due blocchi contrapposti in piena Guerra Fredda. Paperone ha la meglio sulla caricatura barksiana del leader sovietico Nikita Chruščëv, impossessandosi di un misterioso elemento dal potenziale sconosciuto e partendo per l'Antartide con il solo scopo di preservarne l'integrità: e non per "trovarne altri esemplari" come erroneamente riportato nell'articolo introduttivo alla storia.
Un portfolio stringato (sicuramente per esigenze di foliazione) dedicato al character delle Silly Symphonies Elmer Elephant chiude un ottimo numero della testata Panini, sicuramente consigliato per le storie citate, certamente tra quelle che più hanno contribuito ad alimentare il mito dell'Uomo dei Paperi.

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Ci risiamo! Due anni ed una manciata di mesi dopo la clamorosa svista operata sulle pagine del famigerato Tesori 14, ci tocca attribuire ancora una volta una valutazione estremamente negativa ad un albo potenzialmente ottimo. Oltre alla riproposizione completa di Uncle $crooge 14 e a quella parziale (e, per la prima volta, non ordinata – probabilmente per esigenze di foliazione) del quindicesimo fascicolo della serie, pezzo forte di questo numero di Uack! è la pubblicazione dello storyboard realizzato da Carl Barks per King Scrooge The First, ultima storia del Maestro di Merril pubblicata sul trimestrale dedicato al suo personaggio più rappresentativo con i disegni di Tony Strobl.
Nel presentarlo, Luca Boschi riprende quanto scritto da Joseph Robert Cowles nella "Premiere issue" di The Carl Barks Fan Club Pictorial dello scorso dicembre (la cui versione digitale è disponibile qui), giovane collana di studi barksiani di cui probabilmente torneremo presto a parlare da queste parti.
Come accaduto anche per tutte le altre storie scritte dall'Uomo dei Paperi dopo il suo pensionamento, disegnate originariamente da Kay Wright, John Carey e dallo stesso Strobl, di King Scrooge The First esiste una seconda versione disegnata dall'autore olandese Daan Jippes nel 2007 e pubblicata in Italia l'anno successivo nel trentaduesimo volume della collana La Grande Dinastia dei Paperi.
Nelle intenzioni dei curatori della testata era proprio questa la versione della storia destinata ad essere riproposta in questa sede, in luogo di quella originale di Strobl poi effettivamente stampata. Un errore a dir poco grossolano che evidenzia ancora una volta come, nell'iter realizzativo di una testata, si incorra spesso in incidenti commessi per sciatteria e scarsa cura, oltre che per vera e propria incompetenza da parte di chi materialmente impagina e chi successivamente controlla (o dovrebbe controllare). E' infatti oltremodo evidente in questo caso che chi ha dato l'ok per la stampa dell'albo non conosca affatto i due autori in questione, o non abbia letto con attenzione sommario ed articolo che si riferiscono inequivocabilmente alla versione di Jippes.
Chi scrive non ha mai fatto mistero di non apprezzare affatto la verve revisionistica dell'autore olandese. Ciò non toglie che, in questo contesto, la mancata pubblicazione della sua versione comprometta non solo la leggibilità dell'albo stesso (il confronto con lo storyboard originale, per come proposto, aveva senso proprio con la versione ad esso più fedele), ma il continuum stesso della testata, che si sarebbe dovuta trovare a ristampare questa versione di Strobl in sede di riproposizione del n.71 di Uncle $crooge.
Non aspettiamoci rettifiche o scuse a stretto giro: è noto che i tempi di realizzazione di un mensile di questo tipo non possono consentirle, in quanto i numeri immediatamente successivi saranno già in un'avanzata fase di realizzazione.

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Prima di tuffarsi nell'integrale riproposizione dei fascicoli 12 e 13 di Uncle $crooge, il quinto numero di Uack! completa l'undicesimo albo statunitense dedicato al papero più ricco del mondo con quella che potremmo definire quasi un'operetta morale del Maestro di Merrill. In Zio Paperone e il denaro a palate (titolo che identifica la storia nel nostro Paese fin dalla sua prima pubblicazione avvenuta nel lontano dicembre 1955, ma che meno riesce a coglierne l'essenza rispetto al più letterale Tesori, tesori ovunque! proposto in Zio Paperone 5), Barks dimostra al lettore quanto possano rivelarsi estremamente inutili immense ricchezze nelle mani di coloro che non hanno il necessario per sopravvivere: e lo fa mettendo alla berlina l'inusitata capacità di Paperone nel riuscire a scovare favolosi giacimenti di preziosi, pur essendo alla ricerca di una fonte di acqua per placare la sete nel deserto australiano.
Uncle Scrooge 12 costituisce una sorta di cesura all'interno della serie Dell, in quanto ultimo numero costituito da un'unica lunga storia con Zio Paperone protagonista. Oltre alla celebre avventura nella Colchide sulle orme degli Argonauti, Zio Paperone e il vello d'oro, l'albo propone infatti le sole tre tavole autoconclusive collocate rispettivamente in seconda, terza e quarta di copertina. Dal tredicesimo numero tutto cambia a seguito di nuovi accordi stabiliti tra l'editore e la US Postal: oltre a dover forzatamente ridurre a 27 tavole Zio Paperone e i Terremotari (ma in questa sede, così come nelle precedenti pubblicazioni italiane, troviamo l'edizione estesa a 29 tavole grazie al recupero di diverse vignette da parte di alcuni appassionati, circa trent'anni dopo la realizzazione della storia), Barks è costretto a sostituire Qui, Quo e Qua con Tip e Tap nella breve Archimede Pitagorico fabbricante di pioggia, in quanto i summenzionati accordi prevedevano vantaggi economici nella spedizione per gli albi con almeno due storie con diversi protagonisti. Stesso destino, come vedremo il mese prossimo, che toccherà a Paperino in Archimede Pitagorico e il muro illegale, sostituito all'ultimo momento da tale Velocino (Speedy) in Uncle $crooge 14. Nel suo articolo introduttivo Alberto Becattini cita le nuove regole postali solo a proposito della riduzione della storia principale dell'albo, mancando altresì di motivare la sorprendente comparsa dei due nipoti di Topolino. Viene da pensare che i redazionali di Uack! subiscano in sede di editing qualche taglio o modifica da parte della redazione, anche in considerazione di un paio tra inesattezze ed incongruenze ravvisabili nelle didascalie di supporto: a pag. 66 la prima immagine (copertina degli Albi d'oro 29 del 1956) è citata come cover di Uncle $crooge 13 e la seconda immagine (copertina di Albi della rosa 305 del 1960) come cover del summenzionato Albo d'oro; a pag. 120 la prima didascalia cita esplicitamente la "nota società petrolifera" che nel corpo dell'articolo Luca Boschi si prodiga nel non palesare per evitare qualsivoglia forma di pubblicità occulta, essendo la nota società tuttora pienamente operativa sul mercato.
Quest'ultimo redazionale introduce Paperino spiega gli aquiloni, storia solo disegnata da Carl Barks originariamente apparsa nel 1954 in un giveaway statunitense pubblicato in tre differenti versioni sponsorizzate da altrettante società elettriche: nello specifico la versione pubblicata è quella già nota in Italia fin dalla prima pubblicazione sul fascicolo dell'ANAF del 1985, ovvero quella della Southern California Edison Company e della Florida Power & Light Company. La terza, per la Pacific Gas and Electric Company, differisce per tre vignette nella penultima tavola. Da notare infine che questa storia non è che la seconda di tre sullo stesso tema realizzate negli USA tra il 1953 ed il 1955 con characters disneyani: sempre sponsorizzate dalle medesime compagnie elettriche, le altre due storie avevano per protagonisti rispettivamente Pinocchio e Fratel Coniglietto.
Due parole infine per l'inedita del numero: scritta da Carl Barks per sette delle dieci tavole totali, la storia Zio Paperone – Metti un papero a cena è stata completata da John Lustig e disegnata da Daan Jippes, il cui "stile barksiano" è sempre più ravvisabile nei commenti e nelle dichiarazioni degli addetti ai lavori piuttosto che nei suoi stessi disegni. Apprezzabile la scelta di corredare l'articolo introduttivo con le pagine autografe di Barks con la sceneggiatura della storia; un po' meno per le dimensioni delle stesse, talmente infinitesimali da renderne impossibile la fruizione.

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Puntuale come ogni mese, è disponibile dallo scorso 20 giugno il numero 4 di Uack!, nuova edizione dell'opera omnia di Carl Barks con la quale Panini Comics si ripromette di accompagnare lettori giovani e meno giovani alla scoperta di uno dei più grandi narratori del secolo scorso. Scoperta ma anche ri-scoperta, visto che la testata punta a suscitare l'interesse anche di tutti coloro che hanno già avuto modo di collezionare le precedenti edizioni di Mondadori - Disney Italia (Zio Paperone) e RCS (La Grande Dinastia dei Paperi) grazie ad approfondimenti, materiale inedito e storie postume centellinati di mese in mese.
Al di là di questi elementi, la caratteristica più interessante di Uack! è senz'altro l'organicità di una ristampa che tenta di riproporre, nella modalità più fedele possibile, l'intero albo originale americano, organizzando la cronologia per testate e non per storie. Le prime annate della collana saranno così dedicate ad una riproposizione completa di Uncle $crooge fino al n° 71 dell'ottobre 1967. La pubblicazione, in questo quarto numero, della tavola autoconclusiva di Tony Strobl originariamente posta come quarta di copertina di Uncle $crooge n° 10, lascia aperta la possibilità di ritrovare in questa sede altre storie esterne al corpus barksiano, sempre più frequenti nei successivi comic book della serie dedicata al papero più ricco del mondo. La tavola del cartoonist di Cleveland è anche l’occasione per Luca Boschi di informare i lettori del bollo del Comics Code Authority, che inizia a comparire sui comic book statunitensi nella metà degli anni ’50, analogamente al nostrano MG (Garanzia Morale) presente sulla copertina di Topolino a partire dal n° 345 del luglio 1962. Particolarmente d’effetto a questo proposito la triste immagine del rogo di fumetti pubblicata a pag. 8 dell’albo, che richiama quel clima tipicamente americano da levata di scudi a difesa di integrità e moralità mirabilmente parodiato da Sam the Eagle nel Muppet Show.
Oltre a completare il contenuto dell’ottavo numero, l’albo presenta interamente la nona e la decima uscita di Uncle $crooge, oltre alla storia d’apertura dell’undicesimo fascicolo. Trovano quindi spazio in questo numero di Uack! pietre miliari quali Zio Paperone e il ratto del ratto e Zio Paperone e la favolosa pietra filosofale, avventure di ampio respiro accomunate dal tema del viaggio e della scoperta, sempre a cavallo tra storia e leggenda. Una particolarità è rappresentata dalla storia Zio Paperone e la tigre stanca, della quale si ripropone la versione già presentata sul nono volume de La Grande Dinastia dei Paperi, una sorta di edizione ibrida tra quelle pubblicate su numeri 4 e 214 di Zio Paperone, riportando la colorazione della prima ma traduzione e lettering della seconda.
Veloce riflessione infine sull’inedita Paperino accalappiacani accanito di Daan Jippes, breve storia di sei tavole desunta da un soggetto di Barks per una tavola autoconclusiva, ripreso più o meno fedelmente dall’autore per il finale della storia. Il fumettista olandese rispolvera il topos del Paperino impegnato in un mestiere dipingendolo fin da subito depresso e demotivato, al contrario della tradizione del Maestro dell’Oregon che in questo tipo di storie sapeva regalare al lettore una consistente pars construens prima di demolirla sotto la scure del fato avverso o, più frequentemente, dall’eccessivo zelo del protagonista. Quasi a volerci ricordare che non basta cercare di imitare il tratto o le espressioni di Barks per assurgere a suo erede quando si è incapaci di coglierne lo spirito.

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Giusto un paio di mesi or sono, nell'apprestarci a presentare il numero 29 di Disney Anni D'Oro, consideravamo con piacere come la Panini avesse scelto di proseguire in questa esperienza inaugurata dalla Disney Italia nell'aprile 2009, al contrario di quanto fatto con Tesori Disney. Tuttavia è con il numero successivo, il trentesimo, in edicola dallo scorso 24 gennaio, che apprendiamo la scelta dell'editore modenese di sospendere la testata con questa uscita, lasciandoci facilmente supporre che quasi sicuramente la chiusura di entrambe le pubblicazioni sia stata pianificata contemporaneamente, all'indomani del passaggio di consegne tra i due editori, ma con due numeri di Disney Anni D'Oro, se non già pressoché pronti, in avanzata fase di lavorazione.
La testata saluta in ogni caso con un albo di tutto rispetto, riproponendo ben tre delle dieci storie che allietarono i lettori di Topolino Più, serie di 10 albi cartonati editi da Mondadori tra l'aprile del 1983 e il gennaio dell'anno successivo. Tra queste segnaliamo soprattutto Papermosca e i Lanzichenotti di Giulio Chierchini, sequel di La disfida di Paperetta, anch'essa scritta e disegnata dall'autore genovese, originariamente pubblicata in due tempi su Topolino 1403 e 1404, dieci mesi prima di questa ideale seconda parte. Più volte Chierchini ha dimostrato di porre molta attenzione alla cosidetta "fidelizzazione" del lettore, proponendo talvolta storie tra loro connesse a distanza di diversi mesi (si vedano come esempio le storie legate all'asteroide El Dorado all'interno della saga di Little Gum), in un periodo in cui questo tipo di esperienze trovava poca rispondenza tra i suoi colleghi, se non in poche, pregevoli eccezioni. Sempre da Topolino Più troviamo Topolino e la regina d'Africa di Romano Scarpa, storia d'esordio di Zenobia, character che successivamente entrerà più o meno stabilmente tra i comprimari delle storie dell'autore veneziano; e Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile di Rudy Salvagnini e Giorgio Cavazzano, unica della serie ad esser stata così riproposta sia su Zio Paperone, sia su I Maestri Disney e sia su Disney Anni D'Oro, le tre testate che negli anni hanno ristampato in compartecipazione tutte le storie di Topolino Più ad eccezione di Topolino e il pizzaiolo scomparso e Paperino e l'operazione F. Completano l'albo l'avventura western dei Fratelli Barosso e Marco Rota Topolino e la banda dei rubamandre, con una tavola, la terzultima, evidentemente ricavata da una precedente edizione a causa di una probabile indisponibilità del negativo originale, e la dinamica Zio Paperone e il porto nella nebbia, con un Cavazzano vintage all'opera su testi di Michele Gazzarri. Direttamente dall'Almanacco Topolino provengono invece le due brevi storie made in USA del numero, mai ristampate dalle loro prime, lontane edizioni italiane.
Con l'interessante portfolio di Alberto Becattini sulle ceramiche a tema disneyano prodotte dall'azienda Zaccagnini, concludiamo la nostra piacevole esperienza, durata poco meno di un lustro, in compagnia di Disney Anni D'Oro. Una testata che ha regalato interessanti spunti, documentate curiosità e soprattutto preziose testimonianze, tra le quali ci teniamo a ricordare la passione ormai distaccata di Gaudenzio Capelli sul primo numero, l'opera meritoria della compianta Diane Disney nella preservazione del patrimonio artistico del padre, intervistata da Luca Boschi per il numero 16, e l'estrema gratitudine di Massimo Marconi nel numero 24 per quello che il settimanale Topolino ha rappresentato negli anni per la cultura di questo Paese e che ci auguriamo possa continuare a rappresentare in futuro.

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Per gli appassionati di questa collana la buona notizia è che, per ora, la Panini non ha optato per la sua soppressione, come invece avvenuto per l'altra pubblicazione "nobile" di casa Disney. La ventinovesima uscita di Disney Anni d'Oro raggiunge così puntuale le edicole con un albo in linea con l'andamento generale che ha contraddistinto la serie fin dalle sue origini.
Pretesto narrativo di questo numero sono le videocassette VHS, lo storico supporto popolare per prodotti audiovisivi che ha contribuito non poco a diffondere, anche nel nostro Paese, la filmografia Disney tra i giovanissimi degli anni '80 e '90 del secolo scorso. Da notare la presenza, sottoforma di piccola immagine a corredo dell'articolo introduttivo di Luca Boschi a pag. 8, di quello che negli anni ha assunto la connotazione di un vero e proprio Sacro Graal tra i collezionisti: il volume di Bambi, con la storia a fumetti di Chase Craig e Morris Gollub (unica edizione in Italia) e diverse pagine con disegni preparatori del piccolo cerbiatto ad opera di Carl Barks. Questo libro, pubblicato proprio per questi contenuti come "supplemento a Zio Paperone" (testata che, in quegli anni stava riproponendo l'opera omnia del Maestro di Merril), ha raggiunto le edicole nel giugno del 1992 allegato alla videocassetta del classico d'animazione nel cinquantenario dalla sua uscita, un mese dopo la sua distribuzione (senza libro) presso le videoteche ed i negozi specializzati. A promuovere la videocassetta anche la breve storia, pubblicata in questo numero, Bambi e l'adozione... da sogno, scritta da Massimo Marconi e disegnata da Giorgio Cavazzano, seconda delle tre con protagonista la giovane paperopolese attivista del WWF Pandy Pap. Disegnata dal Maestro veneziano è anche Tip & Tap e la solitudine di Jack, cronologicamente la terza delle quattro storie realizzate tra il 1990 ed il 1993 come promozione a Telefono Azzurro (la prima, Topolino e il segreto di un bambino, era stata invece riproposta nello scorso numero di Disney Anni D'Oro).
Sempre sul tema dell'home video e, per estensione, delle produzioni seriali per la tv, è Paperino e la serie televisiva, brillante satira sul piccolo schermo e sul suo potere di generare tra il pubblico modelli di comportamento, scritta e disegnata da Massimo De Vita. E' così che, a seguito dell'improvviso successo di Paperino come protagonista di un telefilm autobiografico, i paperopolesi si scoprono indolenti, scansafatiche e dediti al riposo, come vuole la classica tradizione nostrana perlopiù lontana dall'intraprendenza barksiana, grazie alla quale invece il nostro Donald sembrava inizialmente riuscire abilmente in decine di lavori diversi.
Introdotte da un sintetico, ma molto ben documentato, articolo di Alberto Becattini, campeggiano nella parte centrale dell'albo due esempi della spiccata vena nonsense di Luciano Bottaro e Jerry Siegel. Del primo viene riproposta Paperino e il vaso rosso dei Ming, da più parti attesa sette mesi or sono nella raccolta delle storie del Maestro ligure a tema piratesco per l'ultima uscita di Tesori Disney; dell'autore nativo di Cleveland troviamo invece Zio Paperone e il viaggio nel paese-che-non-c'è, onirica avventura della coppia Paperone - Rockerduck a bordo di una nave governata da un diabolico, novello Mida, per i disegni di Romano Scarpa. Da notare che, in redazione, nell'approntare il sommario dell'albo (sulla base evidentemente di quello del precedente), una svista ha fatto sì che per questa seconda storia campeggiasse anche un'ulteriore (errata) attribuzione.
Completano il numero due brevi storie statunitensi di ben più difficile reperibilità: Re Luigi nel giorno del "fiore rosso", ottimamente illustrata da Al Hubbard, sempre a proprio agio nel rappresentare figure umane e personaggi dai film d'animazione, e Pico De Paperis in: Sassotromboclarino, quattro tavole disegnate da Tony Strobl ed inchiostrate da John Liggera, in cui riscopriamo la genuina essenza del primo Ludwig Von Drake televisivo, geniale e sperimentativo fino all'eccesso nelle scienze come nelle arti. Entrambe le storie erano assenti dalle edicole italiane dalla loro prima pubblicazione sull'Almanacco Topolino negli anni '60.

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«Lavorare per Topolino non era, e non è, come fare il redattore per altre testate. Topolino non è un semplice "giornalino a fumetti" e non va sottovalutato. E' autorevole. Forse non è indispensabile, ma se non ci fosse stato saremmo tutti un po' più poveri. Lavorandoci, si può avvertire una forte responsabilità in quello che si fa». Parole di Massimo Marconi, già capo servizio ed autore per Topolino, intervistato da Luca Boschi per il numero di Disney Anni d'Oro da pochi giorni in edicola. Oltre alla lunga intervista (ma non tanto quanto quella realizzata anni fa dal nostro Paolo Castagno e disponibile tra le pagine del sito), in cui l'autore ripercorre alcune delle tappe più significative della sua attività, di Marconi troviamo qui ristampata per la prima volta, a vent'anni dal suo esordio, Topolino e il rompicapo dell'inesauribile, storia disegnata da Roberto Santillo tra le più riuscite tra quelle che annualmente, negli anni '90 del secolo scorso, accompagnavano l'uscita dei gadget estivi componibili.
Non altrettanto rare le altre storie del numero, tra le quali segnaliamo curiosamente un paio di aspetti poco ricorrenti nei fumetti disneyani, soprattutto in fasi storiche di estremo politically correct, quali il Rockerduck deliziato dal profumo di "otto squisiti, fragranti, stagionati sigari avana" in Zio Paperone e la spada di Damocle (Guido Martina e Massimo De Vita) e il Paperone che prima, intervenuto ad una festa di un collega miliardario, prende contemporaneamente due coppe di champagne, e poi, nel corso di un'altra festa da lui organizzata, invita il nipote a servire gli ospiti con la frase «Paperino, champagne come se piovesse!», in Zio Paperone e la festa favolosa (storia scritta da Gian Giacomo Dalmasso per i disegni di Romano Scarpa).
Completano il numero Zio Paperone e la caccia al cent (Siegel e Cavazzano) e Zio Paperone e l'eredità controversa (Chendi e Bottaro) oltre ad un interessante portfolio di Alberto Becattini dedicato alle creazioni di due gloriosi marchi italiani, l'azienda LARS di Schio e la Ledraplastic di Osoppo, produttrici di numerose serie di personaggi Disney, rispettivamente in stoffa e vinile, a partire dagli anni '50 e '60.

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Riflettori puntati sul mondo dello spettacolo in questo quindicesimo volume di quello che è attualmente il più prestigioso (almeno nelle intenzioni, sicuramente nel prezzo al pubblico) tra i periodici Disney in edicola. Due cicli di storie interpretate esclusivamente dai cittadini di Topolinia (salvo un breve cameo di Archimede ne Il Visconte Dimezzato), per due diverse forme di intrattenimento, entrambe calcate in prima persona e con grande successo da uno dei due autori di queste serie: quel Lello Arena che, in coppia con Francesco Artibani, inaugura, rispettivamente nel 1993 e nel 1995, le brevissime stagioni del Teatro Alambrah e del Mickey's Movie Parade. Due serie per due generi narrativi completamente diversi che la premiata coppia riesce a padroneggiare con eguale maestria: al linguaggio più compassato e declamatorio del ciclo teatrale, che pone l'accento sulla grandissima capacità interpretativa del Topolino caratterista di tradizione italiana, fanno da contraltare il ritmo e le gag della serie cinematografica, che riesce nell'intento di trasporre su carta la tipica immediatezza e vivacità dei cortometraggi che hanno reso grande il Mickey delle origini. Pezzo forte del volume è senza dubbio quel Miseria e Nobiltà con Topolino e Pippo nei ruoli che furono di Totò ed Enzo Turco nella celeberrima trasposizione cinematografica del 1954 diretta da Mario Mattòli, qui impreziosita dai disegni di Giorgio Cavazzano, a cui succede Silvia Ziche per i restanti due episodi allestiti sul palcoscenico del Teatro Alambrah. Di Corrado Mastantuono invece i disegni di entrambe le storie del Mickey's Movie Parade. Cinque storie da riscoprire per due serie finalmente riproposte nella loro interezza, in attesa dei possibili nuovi allestimenti teatrali ai quali si accenna nell'Intervista a due voci realizzata da Luca Boschi con i due autori e pubblicata in questo numero di Tesori Disney.

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Tocca al numero 21 di quella che probabilmente è oggi la testata disneyana più prestigiosa e curata celebrare degnamente l'amico del Papersera Rodolfo Cimino a quattro mesi dalla scomparsa. Celebrazione costituita in primis da Zio Paperone e l'elmo del comando, che torna in edicola cinque anni dopo l'ultima pubblicazione, recuperando in questa sede la prima tavola del secondo episodio. Preceduta da un articolo di tre pagine a firma di Luca Boschi, dove viene tracciata una breve retrospettiva sull'autore e sulla storia in oggetto (una di quelle "alle quali Cimino era più affezionato"), la storia ha l'onore di vedersi dedicata una nuova copertina da parte di Giorgio Cavazzano, come già avvenuto per la precedente ristampa su Grandi Classici 246 (maggio 2007). Dello stessa coppia di autori e dello stesso anno di pubblicazione (1973) è anche Zio Paperone e la moltiplicazione degli affitti ospitata nella seconda metà del volume.
Assenti dal 1990, quando ad inizio estate alcune furono riproposte sul brossurato one-shot Disney Enigmistica, fanno il loro ritorno sulle pagine di un periodico disneyano i Proverbio Quiz, serie di 53 brevi storie di due tavole realizzate da Guido Scala tra il 1986 ed il 1987 per Topolino, prima di essere rimpiazzate dai più noti Spot della Settimana. Disney Anni d'Oro ripropone qui i primi tre episodi della serie in cui i nostri tradizionali characters sono impiegati in brevi sketch evocanti ognuno un noto proverbio: al lettore il compito di individuarli. Ad Alberto Becattini invece il compito di introdurre magistralmente Rip Van Pippo (di Vic Lockman e Paul Murry) con un articolo di livello ricco di rimandi e riferimenti a tutte le occorrenze della celebre novella americana (Rip Van Winkle) in ambito disneyano e non.
Pezzo pregiato del volume, che ospita anche due storie del duo Chendi – Bottaro e una di Jerry Siegel e del poco produttivo in ambito disneyano Giancarlo Tonna, sono due brevi storie del 1968 scritte da Giangiacomo Dalmasso e disegnate da Giovan Battista Carpi per i rari albetti promozionali regalati con la bevanda solubile Suco Frio della ditta Bertagni. In chiusura Luca Boschi riporta alla mente dei lettori più navigati i cosiddetti miniassegni, utilizzati in Italia a mo' di carta moneta alla fine degli anni '70: grazie al collezionista Francesco Di Bella, Disney Anni d'Oro è in grado di riproporre le immagini dei sei miniassegni recanti ognuno l'immagine di un personaggio Disney.


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Se ci trovassimo a dover prendere in considerazione solo ed esclusivamente la storia ci sarebbe ben poco da discutere. Paperolimpiadi è uno dei più importanti e riconosciuti capolavori del compianto Maestro Romano Scarpa. Un’avventura lunga e corale con protagonisti i canonici characters della banda dei paperi oltre ad altrettanti coprotagonisti creati negli anni dallo stesso artista veneziano. Una sorta di summa dell’opera scarpiana, alla quale andrebbero assolutamente strette le "sole" cinque stelle contemplate dal nostro sistema di valutazione. Più volte in passato abbiamo cercato in questa sede, per quanto possibile, di passare oltre ai tanti episodi di estrema sciattezza che hanno accompagnato la non lunga vita editoriale della testata Tesori Disney. Nata sotto i migliori auspici e con la dichiarata consapevolezza di finire in "mani esigentissime", come ha personalmente ribadito la stessa direttrice De Poli non più tardi di tre mesi fa nel giustificare l’importante aumento di prezzo nello scorso numero, la testata si è resa ripetutamente colpevole di macroscopiche sviste (non ultima il colore dei capelli della sirena nelle tavole finali di Il bel cavaliere e la regina del lago perduto sul numero 13, per dirne uno dei tantissimi tra tavole invertite o colorazioni e dialoghi non originali), che hanno contribuito non poco a compromettere la stessa fiducia del pubblico di appassionati nei confronti di redazione ed editore. Se in passato, quindi, si è cercato di chiudere più di un occhio nei confronti di una cura editoriale non idonea per evidenziare d’altro canto la qualità del prodotto sotto tutti gli altri aspetti quali redazionali ed approfondimenti, oltre ovviamente alle storie stesse, questa volta è impossibile non soffermarsi su cosa suddetto numero poteva essere e non è stato. Nell’articolo che introduce il primo episodio della storia si ripercorre la difficile vita editoriale di Paperolimpiadi in riferimento alla nota "tavola scomparsa" della terza puntata, inedita in Italia ma pubblicata all’estero. Tavola che per la prima volta appare in questa sede e che renderebbe finalmente giustizia al capolavoro del Maestro Scarpa: se non fosse che, come già avvenuto nella prima ristampa della storia sul volumetto Disney Olimpiadi del 1996, a mancare sono altre quattro tavole (dalla trentunesima alla trentaquattresima del primo episodio) poi ripristinate nella successiva ristampa del 2008 (Super Disney 43). Un clamoroso ed ingiustificabile autogol per un volume prestigioso e costoso; e che a pagina 12 per l’appunto dichiara questa versione della storia come l’unica "veramente integrale". La redazione del Papersera, nel riconoscere e lodare ovviamente il competente ed appassionato lavoro che Luca Boschi ed Alberto Becattini svolgono da anni per questa e per analoghe testate dell’editore, non considerando minimamente ammissibile né che tale lavoro possa essere svilito da simili, macroscopici abbagli, né che una testata (la cui fruizione per gli appassionati comporta un esborso monetario non indifferente) possa contraddistinguersi esclusivamente per una cura inadeguata, si augura quantomeno un gesto di riconoscenza, pur simbolico, che possa in qualche modo riparare al torto subito da coloro che continuano con enormi sforzi a sostenere, nonostante tutto, le pubblicazioni a marchio Disney.

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Risalite di tono già dal numero scorso, le interviste di Anni d'Oro tornano finalmente a far accendere i riflettori su un protagonista di primo piano della storia (in questo caso recente) della Disney. A rispondere alle domande di Luca Boschi c'è questa volta nientemeno che John Lasseter, animatore, regista e da ormai sette anni Direttore Creativo dei Walt Disney Animation Studios, che nelle sei pagine di intervista regala ai lettori una sintetica retrospettiva sulla sua vita professionale, le sue maggiori influenze in campo cinematografico e la sua visione sul connubio cinema-tecnologia (oltre a qualche piccola anticipazione sui progetti futuri).
Punta di diamante del numero sono comunque senza dubbio le storie, per la maggiorparte lontane dalle edicole da ormai molto tempo. A cominciare da Zio Paperone e la $cuola del Dollaro, dissacrante testo di Martina, che dipinge un Paperone dall'ingenuità disarmante nel cimentarsi nella pazza impresa di realizzare un sensibile utile dalla limatura delle sue monete sottraendo alle stesse un quantitativo minimo di peso, illustrata da un Giuseppe Perego in cui è più che evidente l'influenza del primissimo Barks in alcune espressioni di Paperino e nipoti (si vedano le pupille piene e tondeggianti). Barks a cui strizza l'occhio anche Zio Paperone e il prezzo della fama, trama veloce del Disney Studio disegnata da un Carpi in ottima forma, in cui troviamo un Paperino all'affannosa salvezza di uno zione alla ricerca di facile notorietà, che nella sequenza della botte in balìa della corrente e nell'approssimarsi di una cascata riecheggia un analogo passaggio di Paperino e le assicurazioni (1955) del Maestro dell'Oregon.
Un redazionale sulle Grandi Parodie Disney di produzione statunitense a firma di Alberto Becattini introduce Il Segugio di Basketville (Lockman e Strobl), breve storia pubblicata in Italia una sola volta del 1966 su Almanacco Topolino 113 in cui Mickey fa il verso al detective di Sir Arthur Conan Doyle e al romanzo al quale già si era ispirato lo stesso Barks per la sua Hound of the Whiskervilles (1960).
Come se non bastasse, questo diciannovesimo albo della collana ci regala anche uno Scarpa autore completo in Topolino e la "Stella del Sud" e la pluriristampata Paperinik e la marcialonga "furtiva" del duo Pezzin-Cavazzano, al quale la testata è solita dedicare spazio sin dagli albori.
Chiudiamo con l'inizio: l'albo si apre infatti con la particolarissima Zio Paperone e la scomparsa di Paperopoli una delle sole quattro storie disneyane illustrate dal disegnatore piemontese Ivo Milazzo. Un'occasione imperdibile per ammirare l'autore di Ken Parker alle prese con Paperone e nipoti.

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Potremmo definirlo un numero buono per tutti i palati questo Topolino 2937, in edicola questa settimana. O almeno per quasi tutti, vista la scelta, tutt'altro che ricorrente, di proporre solamente tre storie "lunghe" senza nessuna breve o riempitiva. Si comincia con il secondo episodio de La macchina delle nubi, nuova storia di DoubleDuck a firma Vitaliano, che ci consegna una trama densa e adrenalinica, con un Paperino leggermente meno fastidioso dell'ultra-sarcastico di sette giorni fa e splendidamente resa da un Mangiatordi in ottima forma. Di Silvia Ziche (per testo e disegni) la storia centrale e più lunga del numero, a cui è dedicata anche la copertina dell'albo ad opera della stessa autrice veneta. Topolino e la saga burocratica non riesce in alcun modo a scontentare i fan della brava disegnatrice con la sua solita dose di umorismo a raffica con il quale dipinge un Topolino "uomo comune" e ligio cittadino in fila presso l'ufficio comunale di Topolinia per regolare la sua posizione dinanzi al Fisco. Scenario di vita quotidiana che lascia spazio in poche tavole ad una trama assurdamente fantasy, ambientata in un regno fondato su un'estrema burocrazia che travalica qualunque paradosso immaginabile sull'argomento. Chiusura del numero riservata ad una classica storia d'autore. Con Zio Paperone e i bottari diogenisti Cimino regala al lettore un canonico viaggio in una terra lontana abitata da una pittoresca popolazione seguace del filosofo greco. Storia magistralmente illustrata da Luciano Gatto con un tratto sensibilmente più curato rispetto ad altre sue recenti storie.

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Come per Tesori Disney, il nuovo anno regala un sensibile rincaro anche per l'altra testata prestige di casa Disney, ora venduta a ben 7,50 euro. Partendo dai giochi a quiz televisivi, il tema del numero spazia dai concorsi a premi alle prove d'intelligenza in generale. Punto forte dell'albo è senz'altro Paperino e la caccia all'errore (di Guido Martina e Giovan Battista Carpi), storia del 1956 assente dalle edicole da oltre trent'anni e contestualizzata in questa sede proprio grazie alla sua precedente edizione su I Classici di Walt Disney (seconda serie) 41 del 1980. Anni d'Oro infatti, lo ricordiamo, punta l'attenzione sugli anni '80 e '90 del '900 ed in questo numero si analizza anche la longeva pubblicazione dei Classici Disney in edicola nella sua seconda serie fin dal 1977. Della storia del duo Martina-Carpi viene riproposta appunto la sua ultima edizione emendata di due intere tavole e con i dialoghi parzialmente alterati rispetto alla prima pubblicazione.
In apertura di questo diciottesimo numero della collana troviamo la prima delle due storie ispirate alla trasmissione tv Pista!, in onda su Rai Uno dal 1986 al 1987 e condotta dal milanese Maurizio Nichetti, ridisegnato per l'occasione in copertina da Giorgio Cavazzano ben ventiquattro anni dopo la seconda ed ultima volta. Nichetti è protagonista anche dell'intervista di questo numero. Intervista questa volta a cura di Luca Boschi e che regala al lettore qualche curiosità sul Nichetti autore di gag per film di Bruno Bozzetto e conduttore di uno show (Pista! appunto) che ha portato in televisione tante produzioni Disney mai viste prima di allora in Italia se non sul grande schermo.
Chiudono il numero le meno rare Paperino spia (di Jerry Siegel e Romano Scarpa) e Paperinik e il test dell'intelligenza (di Antonio Bellomi e Massimo De Vita), entrambe introdotte da approfondimenti di Alberto Becattini nei quali si analizzano in particolare il lavoro dei due sceneggiatori. In chiusura del numero un breve estratto di quaranta quesiti (con relative risposte rigorosamente capovolte) tratte dai due Manuali Quiz della Mondadori pubblicati nel 1971 (quello con Febo Conti come testimonial) e nel 1983. Erano quelli gli anni in cui la Mondadori sfornava un manuale dopo l'altro, di ogni disciplina e tematica.

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Ancora pochi giorni a disposizione per i ritardatari che ancora non si fossero accaparrati il numero di novembre di Disney Anni D'Oro (ultimo a riportare come prezzo di copertina euro 6.90 prima del rincaro di gennaio). Va a questa testata il merito di ricordare degnamente, ad un anno dalla prematura scomparsa, il mai troppo celebrato Bruno Concina, con la riscoperta di una delle sue storie più belle (Topomouche, storia di amori e spada) mirabilmente illustrata dal Maestro Giorgio Cavazzano e qui riproposta integralmente dopo essere stata completamente riletterata sulla base dell'edizione danese della Egmont.
Oltre alla scarpiana Zio Paperone e le palme da colla ed all'ottima Paperino e la difesa dell'indipendenza (sequel della ben più nota Paperino e il revival dell'indipendenza) del duo Martina-Carpi, scelte quest'ultime che livellano verso l'alto la qualita' del numero ma non certo la sua rilevanza storica viste le tante ristampe di cui entrambe hanno goduto negli anni, segnaliamo la riscoperta di cinque delle dieci tavole autoconclusive del ciclo Sei in gamba Pippo realizzate nel 1991 da Giovan Battista Carpi per una campagna didattico-pubblicitaria che di certo non vede Pippo "nelle vesti di un automobilista imbranato" come riportato erroneamente nel box introduttivo di pagina 10.
Alla breve e puntuale retrospettiva del personaggio ad opera di Alberto Beccatini, fa seguito la rara ma poco degna di nota Maga Magò cuoca di bordo di Kinney ed Hubbard realizzata a metà anni '60.
Neo più grande del numero l'intervista (realizzata via e-mail!!) alla band dei Modà, che riesce nell'ostico risultato di affermarsi come peggior intervista nei 17 numeri finora pubblicati. Quante volte dovremmo ancora sentirci dire che "in fondo c'è un po' di Paperino in ognuno di noi" da gente che avrà letto si e no un paio di raccolte estive da bambino?

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Forse per la quasi contemporanea ed anticipata uscita di Tesori, questo numero dell'altra testata pregiata di casa Disney è passato ingiustamente alquanto inosservato. Ingiustamente per almeno tre fattori, tra i quali non possiamo certo includere l'ennesima ristampa di Paperinika e il filo di Arianna, comunque ottimamente contestualizzata dall'articolo introduttivo di Luca Boschi sul tema del femminismo in Italia, ma di certo Eta Beta e le debolezze di Zombi, prima delle due uniche storie con il rarissimo esemplare di razza baturza realizzate in origine per l'Almanacco Topolino. Questa in particolare, dai toni espressamente classici - che riecheggiano a tratti il miglior Mickey delle strips statunitensi - ed ottimamente illustrata dal Maestro Sergio Asteriti, era assente dalle edicole da ben 24 anni; ma che in questa sede viene paradossalmente accostata alla ben più nota Topolino e le Metamorfosi di Zombi, probabilmente la più ripubblicata tra le sei della serie.
Oltre alla breve I tre porcellini nella valle dei fantasmi, impreziosita dai meravigliosi disegni di Gil Turner nettamente valorizzati dal bianco e nero delle tavole alternate a quelle a colori, il numero in questione riesce a guadagnarsi la quarta stella grazie all'intervista di Luca Boschi (ma cosa sarebbe oggi la Disney Italia senza il suo preziosissimo lavoro?) a Diane Disney, intervenuta lo scorso giugno al Biografilm di Bologna; città dove tornerà la prossima primavera in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi, dove interverrà insieme al marito Ron Miller (già in passato produttore esecutivo di molte pellicole disneyane) per presentare un libro realizzato per celebrare i 75 anni del primo lungometraggio d'animazione della storia del cinema: Biancaneve e i sette nani.

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In anticipo di un mese, rispetto alla consueta periodicità della testata, giunge già in settembre il secondo e conclusivo volume di Tesori Disney dedicato ad Atomino Bip Bip. Dopo i tre capolavori firmati Romano Scarpa ospitati nel numero precedente, la saga dell'atomo della Dimensione Delta prosegue per mano del Maestro Veneziano con la celebre Topolino imperatore della Calidornia, giallo in salsa western che affonda le sue radici nel lontano 1880 e in un prezioso documento cercato per ottant'anni dal fuorilegge Topo The Kid, e con Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà, vero e proprio omaggio di Scarpa al film Orizzonte Perduto e al suo regista Frank Capra: storia che nel suo prologo sancisce l'effettiva conclusione della saga di questa originalissima spalla del nostro Mickey, con la sua partenza alla volta della Dimensione Delta. Personaggio che negli ultimi cinquant'anni torna comunque a calcare le pagine in un'altra manciata di storie. Due volte in coppia con Gancio (sempre per mano di Scarpa, ma inchiostrato da un giovane ed eclettico Cavazzano) tra il 1964 ed il 1965, inframmezzati da una parentesi orientale in quel di Tokio in occasione delle Olimpiadi avvenuto nel Classico I serie n.16, di cui vengono riproposte in questa sede le tavole di raccordo con il personaggio (non tutte, come ne I Maestri Disney 36). Successivamente tocca a due autori poco prolifici in ambito disneyano (Umberto Volpini e Alessandro Bencivenni), testimoniare il proprio affetto nei confronti di Atomino ed Enigm in tre storie illustrate tra il 1982 ed il 1985 da altrettanti Premi Papersera (Gatto, Asteriti e De Vita). Storie a cui fa seguito Topolino e la missione in Losconia del duo Figus - Dotta, dove Bip Bip fa la conoscenza dell'antico character gottfredsoniano Captain Doberman. Chiude il volume l'omaggio di Luca Boschi al personaggio di Gancio realizzato in occasione dei cinquant'anni del mynah bird, nel quale l'autore di Pistoia rievoca anche le due brevi missioni stile comic-spy story della "strana coppia" merlo-atomo. Con questa e con la precedente uscita della collana i lettori hanno quindi a disposizione l'intero corpus delle storie di questa storica spalla di Topolino (in attesa di un ulteriore ritorno di Atomino, evocato dallo stesso Boschi nell'ultimo redazionale del volume), a cominciare dalla saga scarpiana dipanatasi in cinque avventure a cavallo degli anni '50 e '60 del secolo scorso, finanche alle restanti sporadiche apparizioni del personaggio. Un'iniziativa pregevole, con qualche piccola pecca (la data della quartultima tavola di Topolino imperatore della Calidornia attualizzata ad una sua recente ristampa), ma con il lodevole pregio dell'intento filologico e completistico, che ci auguriamo si continui a preservare anche per le future iniziative editoriali riservate a questa e ad altre testate disneyane.

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La sorpresa che non ti aspetti. Da quanto tempo il settimanale di casa di Disney non ospitava una storia disegnata da Carlo Gentina? Quasi vent'anni; e si sentono tutti! Sembrerebbe paradossale, finanche una contraddizione in termini, ma questo ritorno simboleggia quanto la tradizione possa a volte essere foriera di novita'. La novita' nel ritrovare su queste pagine uno stile lineare, semplice, un tempo considerato quasi canonico ed oggi purtroppo dimenticato. Lo stile di un autore che i tanti lettori cresciuti sulle pagine del Topolino e del Paperino Mese di fine anni '80 ed inizio anni '90 del secolo scorso non potevano che confrontare e paragonare con quello del Maestro dell'Oregon, che stavano parallelamente iniziando a conoscere su quella gloriosa testata monografica (almeno per i primi due cicli) che è stata Zio Paperone. L'autore piemontese presenta così il suo tratto ad una nuova generazione di pubblico, che non potra' fare a meno di notare la sensibile differenza di stile con la gran parte della produzione attuale, ben rappresentata su questo numero dal sempre ottimo Corrado Mastantuono (autore del bellissimo disegno di copertina qui in alto), questa volta tuttavia all'opera su un discutibilissimo testo proprio per il quale, oltre a riesumare dopo ben sette anni la doppia identita' della sua creazione Bum Bum Ghigno, tratteggia un Paperinik insolitamente gradasso e spocchioso. Oltre alla divertente e brevissima Quella volta che... Hai Deciso di Fare Sport del duo Macchetto e Gottardo, segnaliamo purtroppo altri spiacevoli episodi di scarsa cura editoriale della pubblicazione, quale un redazionale sui nemici di Paperinik con fin troppe, banali imperfezioni ed un paio di errori grossolani nel lettering della storia di chiusura: che comunque alza di netto la valutazione di un numero altrimenti facilmente dimenticabile.

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Forse il punto più alto del fumetto disneyano di produzione italiana. La collana Tesori torna finalmente a rispettare il suo antico proposito (quello cioè di riproporre ai lettori storie tra loro concatenate con una certa soluzione di continuita', non semplici fumetti a puntate) inaugurando una duplice uscita dedicata al ciclo di storie in cui Atomino Bip Bip fa coppia fissa con Topolino in avventure epiche e di ampio respiro, così come aveva gia' fatto Eta Beta fino a nove anni prima nelle strip di Bill Walsh e Floyd Gottfredson e come avverra' successivamente negli anni '80 e '90 con Bruto alias Gancetto per mano dello stesso Scarpa. L'undicesimo volume di Tesori, infatti, prende le mosse dal primo contatto tra Mickey e l'atomo ingrandito due birilliardi di volte in Topolino e la Dimensione Delta, dove Topolino ha l'occasione di stringere di nuovo la mano al Professor Enigm, ben più di trent'anni dopo la prima (e, fino ad allora, ultima) volta. Con un proposito filologico pressoché totalmente rispettato, la cronologia delle storie prosegue con tre autentiche perle, nelle quali il Maestro veneziano riversa tutta la sua fantasia narrativa (vedi Topolino e Bip Bip alle Sorgenti Mongole, nuova affascinante lettura sulle reali origini delle popolazioni amerinde pre-colombiane, sette anni dopo la versione barksiana di Paperino e il cimiero vichingo) nonché la sua notevole cultura cinematografica, con trame dense di rimandi e citazioni, che hanno il loro apice in Topolino e la Collana Chirikawa (tra l'altro storia d'esordio di Zia Topolinda e Trudy) e nei suoi riferimenti ad Hitchcock. Un volume unico, assolutamente imperdibile e da accaparrarsi al più presto vista la non capillare diffusione della pubblicazione, nel quale potremmo rintracciare un ''difetto'' esclusivamente nell'illustrazione di copertina: semplicemente per una questione di stile, non di qualita' (non ce ne voglia il bravissimo Marco Gervasio). Ma quanto ci sarebbe stato bene un bel disegno di Casty...

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Libero dei fardelli pirateschi ed in attesa di accogliere di nuovo Casty (la prossima settimana in coppia con Rodolfo Cimino), Topolino rende omaggio a Giuseppe Della Santa, compianto disegnatore recentemente scomparso. E lo fa, oltre che con l'editoriale del Direttore Valentina De Poli ed un breve articolo introduttivo del duo Catenacci Petruccelli, con Topolino e la minaccia acquatica, storia di livello limitata però fin troppo da un annoso problema: un soggetto interessante ed aperto a molteplici sviluppi ma penalizzato da una sceneggiatura fin troppo veloce, che avrebbe richiesto molte più tavole per esprimersi al meglio. Piacevoli comunque i momenti di tensione e affetto tra Minnie e Mickey che fanno da preludio al sacrificio di quest'ultimo. Ottimi i disegni di Della Santa, che raffigura un Macchia Nera old-style, alla ricerca di tecniche raffinate per sopprimere il suo nemico che fanno il verso a Gottfredson e Scarpa. La meravigliosa Genova di Freccero non fa che confermare il fatto che Le avventure di Monsù Paperin e della Giovane Italia (qui alla sua terza parte) sia una storia da ricordare e degnamente rappresentativa dell'evento che va a celebrare, facendo ritrovare al settimanale una vocazione educativa e didascalica che di certo gioverebbe alla sua valorizzazione, qualora venisse perseguita un po' più spesso e con prodotti di questa qualità. Tra le altre storie, merita di certo una menzione Zio Paperone e l'antifurto bramo-sensibile, anche solo per il bucero becero dal becco lesto, ottimamente caratterizzato da Valerio Held e capace di strappare più di un sorriso al lettore.

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Atteso per trent'anni, annunciato in lavorazione una decina di anni fa con un soggetto poi cancellato e riciclato in videogioco (TRON 2.0), TRON Legacy (sequel del film cult del 1982, primo a fare largo uso della computer grafica) non entusiasma come il suo illustre predecessore. Come non entusiasma la graphic novel distribuita in questi giorni in una duplice versione, da edicola e da libreria. Caratterizzata da un ritmo malamente cadenzato, con uso di didascalie narrative eccessivo e velocemente stancante, la storia scorre a singhiozzo, a tratti fin troppo celermente, come fosse, quasi, un riassunto veloce della trama della pellicola. Apprezzabili senz'altro il comparto grafico (soprattutto per le vaste panoramiche valorizzate da effetti di luce brillanti e colori notturni, un po' meno per l'espressività dei personaggi) e l'ampia parte redazionale corredata da approfondimenti e immagini sui personaggi, i veicoli e in generale sull'universo di riferimento. Tuttavia, a penalizzare fin troppo la qualità della pubblicazione, resta l'approssimativo adattamento narrativo della storia.

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Anche quest'anno una testata Disney rende merito al Premio Papersera, con una citazione in apertura del riconoscimento riservato da questo sito a Carlo Chendi, autore del quale l'albo presenta ben tre storie (una degli anni '70, due degli anni '80) tra cui la "didascalica" Topolino e le vacanze in immersione, che apre l'albo assumendo un po' il ruolo che nei numeri passati hanno avuto le storie di Paperino & Paperoga del duo Pezzin/Cavazzano.
Papersera presente anche nella persona di Francesco Gerbaldo, con un articolo di due pagine in cui viene esposto il ritrovamento da parte dello stesso di una tavola autoconclusiva di Romano Scarpa pubblicata in Inghilterra nel 1959 e tuttora inedita in Italia. La consueta intervista si focalizza questa volta sul duo comico Lillo & Greg, con il secondo che non risparmia un'aspra critica ("appiattimento di costumi e gotico moralismo") al Topolino settimanale dei giorni nostri. Da notare l'inusuale pubblicazione (su un'albo disneyano) di una frase dello stesso attore che cita un suo passato come "romanziere porno" presso una casa editrice romana. Continuano gli approfondimenti sulle testate storiche dei decenni passati (è la volta de Gli Albi di Topolino) e la riproposizione di storie apparse nella collana Topolino Più (Paperino e il pianeta Esalion). Peccato per la mancata pubblicazione a tutta pagina della storia inedita di Scarpa e per i fin troppo grossolani errori nella pagina dell'indice.

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Dopo Alice in Wonderland le librerie ospitano un'altra graphic novel tratta da un film Disney live action. E' il turno di Prince of Persia recente lavoro del celebre Jerry Bruckheimer, già produttore delle serie di film di Pirates of Caribbean e National Treasure. La storia, scritta da Jordan Mechner, ideatore della celebre saga di videogames dalla quale il film (e questa graphic novel, di conseguenza) è tratto, e che affonda le sue radici alla fine degli anni '80 del '900, è disegnata a più mani da autori di diversa estrazione e dai differenti stili grafici. Una storia che contiene in sé più storie, le cinque narrate da altrettanti prigionieri condannati a morte nella speranza di ottenere la grazia. Storie dal fascino esotico, tra le quali segnaliamo Il racconto di Sharzad, per le pregevoli ombreggiature ed effetti di luce di Tommy Lee Edwards, e Il Racconto di Dinarzad per le tinte calde dei colori pastello di Niko Henrichon. Un albo che merita assolutamente l'acquisto, in considerazione soprattutto del fatto che siamo di fronte ad una delle rare espressioni di fumetto Disney in stile verista; nonché per il fatto che si tratta di una delle pochissime opportunità che l'editore ci offre per conoscere inediti di provenienza estera.

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Con solo poco più di due anni alle spalle, La Vera Storia di Novecento, (adattamento del monologo Novecento di Alessandro Baricco) sceneggiata da Tito Faraci e disegnata da Giorgio Cavazzano, conosce già la sua ennesima edizione. Dopo essere stata eletta dai lettori tra le storie meritevoli di comparire nel volumetto celebrativo Topogold, Novecento aveva riesumato tredici mesi fa, la defunta collana Buena Vista Lab. Dodici mesi dopo questa storia capolavoro conosce una nuova pubblicazione, questa volta destinata alle librerie, questa volta destinata a rimanere disponibile per molto più tempo. E' proprio questo il punto a maggior favore di questa edizione, che poco aggiunge alla precedente dello scorso anno, se non una veste grafica più curata, una meravigliosa copertina inedita e poco altro. Acquisto obbligato per chi non conosce la storia (uno dei massimi capolavori del fumetto Disney del decennio passato); consigliato comunque, per l'importanza della storia (le cinque stelle sono soprattutto per questo), dell'iniziativa e per la cura con cui è stato confezionato il volume, a tutti gli altri lettori.

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Con il ventesimo albo di questa collana arriva alla sua conclusione anche la terza serie di Kingdom Hearts, che i lettori italiani avevano iniziato a leggere lo scorso ottobre, con il sedicesimo volume di Disney Manga. In questi ultimi capitoli la trama continua ad evolversi e a coinvolgere ulteriori personaggi disneyani incontrati anche nelle precedenti serie (è il caso dei characters del film Aladdin), iniziando laddove il precedente volume ci aveva lasciato, ovvero ad un ritorno al passato di Sora, Pippo e Paperino: un passato stile anni '30, con un Paperino dal becco lungo e dai neri piedi palmati, con un Mickey in calzoncini rossi ed un Gambadilegno prima maniera. Sequenza questa con diversi riferimenti ai primi cartoon di Topolino, con la presenza del vaporetto Willie e segmenti che a tratti riecheggiano The Fire Fighters (1930). Peccato per l'eccessiva stilizzazione dei personaggi, dovuta ad un Amano poco duttile soprattutto nell'approcciarsi ad uno stile forzatamente retrò.
Dopo due anni e mezzo di vita, con una pausa di ben sei mesi ed un successivo cambio di periodicità, Disney Manga potrebbe (niente di ufficiale è stato scritto) chiudere qui i battenti. Una testata alquanto atipica, ostica e sicuramente straniante per il tipico appassionato di fumetti disneyani e che ha avuto proprio nelle serie di Kingdom Hearts i suoi punti qualitativamente più alti.

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Veste elegante e carta patinata per questo immancabile adattamento a fumetti del film Disney campione di incasso Alice in Wonderland, nei cinema in questi giorni, che vede il ritorno di Tim Burton alla regia per un prodotto della casa di Topolino. Alessandro Ferrari, Massimiliano Narciso e Marieke Ferrari ci regalano un albo atipico ed inaspettato, stile graphic-novel e che quindi va a collocarsi come ideale settimo numero della collana Buena Vista Lab. La sceneggiatura della storia, come prassi per questo tipo di adattamenti, puó in alcuni casi deludere per via di un'approssimazione purtroppo forzata dalla trasposizione della storia da un medium dinamico ad uno più statico. La realizzazione grafica, al contempo, con le sue vivaci tinte stile acquerello, se da un lato puó lasciare indifferente l'appassionato di fumetto disneyano classico, non puó non essere notata per la sua originalità ed i suoi scenari evocativi. Buona parte dell'albo è riservata ad una interessante retrospettiva della storia a fumetti, con approfondimenti sui personaggi, sugli autori e sul loro lavoro nella realizzazione di questo curioso adattamento che tuttavia difficilmente appassionerà i tanti delusi dall'ultima fatica cinematografica di Burton.

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Ritorna Casty, e lo fa alla grandissima. Finalmente in edicola la tanto attesa prima parte (di due) della storia Topolino e l'Isola di Quandomai da tempo annunciata da interviste, articoli e perfino trailer sul web. Introdotta da un'eccellente copertina con Topolino, Minni, Pippo e Pluto sull'isola e con un paesaggio marino mozzafiato sullo sfondo, la storia conferma appieno le aspettative generate nei mesi passati: intrigante e ricca di pathos, con un intreccio che si dipana in ben quaranta pagine pienissime di eventi, personaggi e misteri. Il tutto strizzando l'occhio a Scarpa e a Gottfredson (è inutile, un Mickey con questo spessore oggi sa regalarcelo solo il Maestro Castellan) oltre che a Lost, serie di successo prodotta dalla stessa Disney per il suo network ABC. Inutile dire che la storia catalizzi su di sè tutto il potenziale del numero nel quale si distinguono anche i bei disegni di Valerio Held in Zio Paperone e il video orripilante, anche se la trama della storia non convince appieno. Da segnalare anche l'anteprima del film Alice in Wonderland, nonché della graphic novel ispirata al film e attualmente in edicola. A questo numero diamo il massimo: la storia di Casty è imperdibile e rappresenta quanto di meglio la Disney Italia offre in questo periodo.

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Cimino & Cavazzano: coppia vincente sotto ogni punto di vista. L'Oro Freddo e i 3 Lupi Siberiani è una storia semplice e garbata, con una trama lineare dallo schema più che collaudato. Con un finale da un lato didascalico (la natura che si ritorce contro chi cerca di alterarne l'equilibrio per ricavarne profitto) dall'altro sentimentale (con un Paperone che torna a mostrare una sua indole amorevole nei confronti del mondo animale), la storia beneficia del tratto tondeggiante ed espressivo del Maestro veneziano e della non troppo velata citazione del capolavoro di Barks North Of The Yukon, con i tre lupetti che, proteggendo Paperone dal freddo polare, riecheggiano appunto il salvataggio di Barko di cinquant'anni prima.
Unica nota stonata i "cuoricini" che circondano i lupacchiotti nella quartultima e terzultima tavola (così come nella copertina) del tutto inutili e ridondanti, dallo spiacevole retrogusto nipponico.
Oltre ad un sempre esilarante Badino, che immagina un Paperoga alle prese con alieni e crop-circles, il numero offre poco o nulla di indimenticabile. Ma bastano Cimino e Cavazzano a rendere l'albo assolutamente imperdibile.

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Questa volta vogliamo recensire Topolino da un punto di vista diverso, inedito per questa sede e questo newsgroup che si occupa esplicitamente di fumetti Disney. Non ce ne vogliano i Mastantuono, i Faccini, i Panaro e tutti gli altri autori che a questo numero hanno duramente lavorato e brillantemente contribuito con le loro storie e i loro baloon. Su Topolino 2823 si parla dell'Aquila, della catastrofe che l'ha colpita il 6 aprile scorso: se ne parla sia per voce della redazione, in visita a dei luoghi a lei pressoché sconosciuti fino a prima, sia per quella di alcuni bambini che quella città l'hanno amata, vissuta e vista sgretolarsi in una manciata di secondi. Bambini che hanno guidato gli inviati di Topolino nella zona rossa, mostrando i loro luoghi, i loro affetti, le loro quotidianità svanite. Non è una cosa da poco vedersi rappresentate, sulle pagine del settimanale che si acquista ininterrottamente da vent'anni, la realtà attuale dei propri borghi fatta di impalcature, vigili del fuoco, ruspe, cani e gatti randagi. Così come il ritrovarsi in copertina Paperinik circondato da bambini a Piazza del Duomo dell'Aquila, con impresso sul mantello un motto che inneggia alla città. Con le loro storie fatte di lunghe giornate da sfollati nei campi (eravamo in 20 in una tenda da 8, pioveva dentro, c'era fango, faceva freddo e ogni piccolo rumore sembrava un terremoto), appelli incompleti al rientro a scuola (mancavano ragazzi e prof che sono andati via perché hanno perso la casa o dei parenti), tristi ma reali constatazioni (in 20 secondi mi sono ritrovata grande), i bambini della Scuola Media Dante Alighieri e quelli del giornale Zero Nove di San Demetrio Ne' Vestini hanno raccontato a Topolino, quindi indirettamente all'Italia, che la situazione attuale dell'Aquila e dei comuni limitrofi colpiti dal sisma è ancora lontana anni luce dal risolversi positivamente: contrariamente a quanto troppo spesso i mass media facciano credere. Come è evidenziato anche dalle ultime parole che chiudono la parte fumettata del servizio: "Forse c'è ancora qualcosa da fare e in questo caso la fantasia non basta... No, proprio non basta. Per una volta ci vuole davvero qualcosa di più". Dal Papersera i più sinceri auguri per un sereno 2010.

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In attesa del ritorno di Double Duck previsto per il prossimo numero (con tanto di gadget componibile annesso), si conclude questa settimana l'apprezzata Topolinia 20802. Episodio lungo e concitato: originale e non scontato l'inserimento nella trama di Gambadilegno; da applausi la seconda strizzata d'occhio a Gottfredson con il cameo di Giuseppe Tubi. Desta forse qualche perplessità solamente l'eccessiva rotazione di disegnatori, che non contribuisce appieno alla caratterizzazione dei personaggi secondari.La Brenda visualizzata da Pastrovicchio si discosta parecchio da quella di Casty di appena sette giorni fa: e ciò può nuocere alla "fidelizzazione" del lettore più giovane. Ottimo comunque il finale aperto, che conferma le "voci" che vorrebbero, prossimamente, un seguito di questa appassionante avventura metropolitana di Mickey. A giudicare anche dal lettering "a mano", tutte le altre storie dell'albo di questa settimana erano in attesa di pubblicazione da un bel po' di tempo. La redazione ha sicuramente fatto un ottimo lavoro di assemblaggio, inserendo in questo numero un bel po' di Maestri con la M maiuscola. Oltre a Cimino, sempre piacevole e degnamente reso da un buon Gottardo, troviamo due ottimi disegnatori come Held ed Amendola. Il primo che, in Filo & Brigitta e la rimpatriata degli Sganga, raffigura alcuni elementi della famiglia del bislacco affarista scarpiano; il secondo, in Paperino e Paperoga maghi delle indagini commerciali, rende al meglio un testo non troppo originale di Salvagnini con i due cugini "presunti" esperti di marketing. Se non è più un caso isolato il fatto che, delle cinque storie del numero, ben quattro siano dedicate all'universo paperopolese, stupisce però il ricorrere per ben due volte, all'interno dello stesso albo, del "conflitto" tra Paperone e Rockerduck.

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Dopo ben sei mesi di pausa, torna in edicola la discussa testata disneyana che pubblica esclusivamente produzioni nipponiche. Un ritorno atteso, oltre che dagli appassionati di manga, soprattutto dagli appassionati della serie di videogiochi a marchio Square-Enix: Kingdom Hearts. Il diciassettesimo albo della serie propone appunto la prima parte di Kingdom Hearts II, terza incarnazione della celebre saga con protagonisti personaggi Disney (di un po' tutti gli universi, dai characters dei fumetti a quelli del cinema d'animazione), personaggi tratti dalla serie di Final Fantasy e altri originali. Opera di Shiro Amano, stesso autore delle due serie precedenti, KH II prende le mosse diverso tempo dopo i fatti narrati in Chain of Memories. Sora è ancora colpito dal sonno nel quale sta cercando di recuperare i ricordi perduti. Ricordi che pian piano cominciano a riaffiorare anche nell'amica Kairi. Ma la presenza di Sora e della Keyblade sconvolgono le ultime giornate delle vacanze estive di Roxas, il vero protagonista di questa nuova serie insieme al suo gruppo di amici. Dei characters disneyani non c'è traccia in questa prima parte, tranne che in alcune raffigurazioni e in poche immagini. Nel complesso l'episodio è apprezzabile, ma niente di sostanzialmente nuovo a quanto già visto in precedenza. Tuttavia questa terza serie si svilupperà in altri quattro volumi e ci accompagnerà, a conti fatti, fino al giugno 2010, vista la nuova periodicità bimestrale della testata.

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Il numero della nota rivista di informazione e critica sui fumetti in edicola questo mese risulta un acquisto più che appetibile per ogni appassionato del mondo Disney. Innanzitutto per una lunga ed interessante intervista a Giorgio Cavazzano, nella quale l'autore ripercorre alcune delle fasi più interessanti della sua carriera (disneyana e non), regalando curiosità quali l'evoluzione del suo stile e il suo rapporto con quello di Barks, nonché la sua passione per il ciclo de I racconti attorno al fuoco (al quale è dedicato un box a pag. 9 dove sono elencate tutte le storie del ciclo). Secondo motivo all'acquisto un imperdibile dossier dedicato a Paperino scritto da Luca Boschi, nel quale l'esperto autore e critico toscano (amico del Papersera) va alla ricerca delle origini del papero più famoso del mondo e dell'autore che per primo ne ha tracciato i lineamenti. L'articolo vuole essere una sorta di celebrazione per i settantacinque anni di Donald, che esordisce nei fumetti del settembre del 1934 (dopo essere già apparso sul grande schermo dal giugno dello stesso anno). A questi due buoni motivi se ne aggiunge un terzo (che in qualche modo riassume i primi due): uno splendido Paperino inedito disegnato da Cavazzano fa bella mostra di sè sulla copertina della rivista.

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Mentre già si guarda con timore e con un po' di sconforto al numero della prossima settimana, questo Topolino 2808 riesce a farsi apprezzare pur senza strafare. Introdotta da una gran bella copertina di Paolo Mottura, troviamo l'ennesima "storia-vip" ad aprire il numero. E questa volta , stranamente, è una storia niente male. Con protagonista la versione papera del pianista Stefano Bollani (già noto in ambiente "disneyano" per aver riadattato la celebre "Crudelia DeMon" per la recente edizione speciale de "La Carica dei 101") la storia si caratterizza per un comparto grafico con i fiocchi, che sembra a tratti strizzare l'occhio alle rimpiante "storie dipinte". Bellissimi i chiaroscuri degli interni (l'ultima vignetta di pag. 23 è favolosa), così come gli effetti delle vetrate.
Si conferma nel comparto grafico anche "Pippo Reporter", nella seconda puntata intitolata "Vasetto Sospetto": serie ancora un po' troppo acerba, ma ottima nella rappresentazione dei cattivi, nuovi personaggi tutti ottimamente caratterizzati ed ognuno con la propria sfaccettatura.
Si conclude con questo Topolino "Missione Effetto Farfalle": se poteva sembrare interessante il far evolvere il soggetto (molto buono) con un ciclo di puntate mensili, disturba alquanto la volontà dello sceneggiatore di mettere continuamente alla berlina i protagonisti, con un umorismo demenziale eccessivo e disturbante. Continuano ad insegnare fumetto i tre Maestri (tutti Premio Papersera) Asteriti, Chierchini e Cimino. Il primo, che inaugura un ciclo di brevi storie scritte da Marco Bosco e dedicate ad Orazio, il secondo ed il terzo all'opera su un testo semplice e divertente, a tratti vero e proprio slapstick. Maestri che sono una garanzia, non stancano mai.

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Sicuramente siamo di fronte ad un acquisto obbligato per ogni appassionato e, soprattutto, per ogni collezionista di fumetti disneyani (e non). Copertina dorata di Alessio Coppola (non male, ma l'occasione avrebbe meritato qualcosa di meglio), formato identico al normale Topolino libretto eccezion fatta per la foliazione quasi doppia (324 pagine), l'albo è la naturale conclusione delle celebrazioni del sessantennale del più celebre tra i "giornalini" per ragazzi in Italia. Vengono riproposte in questa sede, infatti, non le storie più rappresentative di questi sessant'anni, non le "migliori", non le "più belle", ma le "preferite" dai lettori: le cinque risultate vincitrici del sondaggio condotto da Topolino (prima esclusivamente online, poi anche tramite cartoline inviate per posta) negli scorsi mesi. Non stupisce quindi il primo posto dell'affascinante "La vera storia di Novecento" (Alessandro Baricco, Tito Faraci e Giorgio Cavazzano) che, pur recentissima (maggio 2008) e quindi vivissima nei ricordi e nelle emozioni dei lettori, è già alla sua seconda ristampa. Quasi scontata la presenza dell'apripista del ciclo delle celebri parodie "L'Inferno di Topolino" (Guido Martina, Angelo Bioletto), così come della prima storia dell'amatissimo papero mascherato "Paperinik il diabolico vendicatore" (Elisa Penna, Guido Martina, Giovan Battista Carpi) qui all'ennesima ristampa tra anni '90 e 2000, nonchè della fantasy "Topolino e la Spada di Ghiaccio" (Massimo De Vita). Novero di capolavori tra i quali a prima vista stupisce l'inserimento di "Paperino e il segreto della 313" (Fabio Michelini, Massimo De Vita), storia che riconduce le origini della sfortunata vettura di Paperino sul set del cortometraggio "Don Donald" (1937). Nota dolente di cotanto albo è sicuramente la poca cura nella realizzazione. Si va dal refuso nell'indice (dove l'ultima storia citata in questa sede è erroneamente intitolata a Paperinik), alla madornale svista del curatore che, nell'introduzione alla terza storia (pag. 86) considera le tre parti di "Topolino e la Spada di Ghiaccio" come la "Trilogia della Spada di Ghiaccio", dimenticandosi d'un tratto di "Topolino e il Torneo dell'Argaar" e di "Topolino e il ritorno del "Principe delle nebbie"" che, nei due Natali successivi a quello del 1982, seguirono la storia ospitata in questo albo, che non è che la capostipite del ciclo. Nonostante il diverso trattamento delle storie (alcune in versione originale, altre con censure e senza le originarie suddivisioni), Topolino Gold rappresenta sicuramente un appuntamento importante, che con poche accortezze in più sarebbe potuto risultare imperdibile.

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Luglio 2009: un mese in cui il portafogli dell'accanito collezionista di fumetti Disney tende a prosciugarsi non poco, vista la contemporanea presenza nelle edicole della terza uscita di Tesori Disney e di questo Disney Anni D'Oro. Pubblicazione, quest'ultima, che ha ereditato da Zio Paperone lo scettro di testata ammiraglia tra quelle di più alto profilo presenti nel panorama disneyano attuale: vuoi per la maggiore genericità rispetto ai "monografici" Tesori, vuoi per la periodicità più stretta rispetto al cartonato trimestrale. Le tre stelle di questa valutazione relativa al numero estivo racchiudono in se tutti i pregi ed i difetti dell'albo.
Promossi i contributi redazionali di Boschi e Becattini, due nomi una garanzia (come sempre), capaci in questa sede di spaziare dall'approfondimento fumettistico in senso stretto molto più che altrove (come è anche prerogativa dichiarata della testata che, più che un filone o un genere, approfondisce un'epoca).
Gradevolissima l'intervista al Maestro Cavazzano, rubrica che si conferma come forse la più riuscita di Anni D'Oro (anche se la più interessante in quanto a curiosità resta quella del primo numero a Gaudenzio Capelli).
Le storie presentate sono tutte di alto livello, a cominciare da Paperoga e il peso della gloria (1975), prima del duo Pezzin-Cavazzano a far assurgere Paperoga a ruolo di protagonista, a Paperino, Paperone e i magnifici 95... per non parlare del disegnatore! (1987) di Giovan Battista Carpi, uno dei poco frequenti esempi di autoreferenzialità nel mondo del fumetto Disney. Tuttavia ci troviamo ancora una volta di fronte ad un indice privo di perle rare, vero limite di una testata (che nel primo numero ci ha comunque regalato un Wright che mancava in Italia da più di trent'anni) per molti versi atipica ma che comunque, pur nei limiti del ventennio in esame, ha ampi margini di miglioramento.

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Torna nelle edicole italiane, a distanza di tre anni esatti, la versione manga del celebre capolavoro cinematografico di Tim Burton. L’undicesimo albo della collana Disney Manga ospita infatti l’unico fumetto Disney giapponese per noi non inedito, in quanto già pubblicato come terzo volume della serie Buena Vista Lab nel dicembre 2005. Proposto nella classica veste orientale (dall’ultima alla prima pagina e da destra verso sinistra, contrariamente a quanto fatto su Buena Vista Lab n° 3) il fumetto (scritto e disegnato dalla giovane Jun Asuka), si contraddistingue per una narrazione particolarmente spezzettata e leggermente ostica per il lettore nostrano. Disegni che si avvalgono dell’uso massiccio del retino: forse a tratti un po’ approssimativi, ma comunque nella media rispetto agli altri visti nei precedenti albi della collana. Tre stelle: forse ne meriterebbe due, ma la terza la aggiungiamo un po’ per devozione nei confronti di uno dei più grandi capolavori d’animazione degli anni ’90. Ci aspettano ora quattro mesi in compagnia di un altro adattamento cinematografico di tutto rispetto: I Pirati dei Carabi. Riuscirà il manga a conservare almeno parzialmente il fasto e la magia del più celebre blockbuster prodotto dalla Walt Disney Pictures degli ultimi anni? Nell’attesa di scoprirlo, buon Natale "da tutti noi, a tutti voi".

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E anche Mad Sonja chiude i battenti. O meglio così sembra, a giudicare dal sibillino messaggio introduttivo del sesto albo Gioia, in cui Sonja, rivolgendosi ai suoi lettori, dichiara che "cose più grandi di me mi costringono ad andare via" e che "quando e se tornerò sarete i primi a saperlo". A conferma della precoce dipartita della testata è anche la mancanza della classica fascetta nella pagina delle gerenze, nella quale si rimandava al giorno 18 del mese successivo per il nuovo numero. Tutto resta in sospeso dunque. Ai lettori non è dato sapere a cosa sta andando incontro la protagonista: quale è stato il destino dei suoi genitori, chi è lei veramente, quale missione è chiamata a compiere… In una storia in cui normalità e quotidianità stavano lentamente e sempre più insistentemente cedendo il passo al surreale e all’extra-dimensionale (emblematica, in tal senso, la sequenza finale del precedente albo), Mad Sonja lascia le edicole con ancora troppo da raccontare, lasciando intendere che mancherebbe molto più di un albo per esaurire il tutto. Un altro ottimo fumetto (graficamente ineccepibile come più volte rimarcato) che "poteva essere, ma non è stato".

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Dopo l’anteprima in quel di Lucca di un paio di settimane fa, sbarca anche nelle edicole il secondo ed ultimo volume di Kingdom Hearts Chain of Memories, seconda serie del manga Disney tratto dalla saga videoludica prodotta da Square – Enix. Continua così il viaggio di Sora, Paperino e Pippo all’interno del Castello dell’Oblio alla ricerca dei ricordi e degli amici perduti. Con l’andare avanti del loro cammino i nostri si scontrano con il riaffiorare di memorie e fantasmi del passato reali o solo presunte tali (vedi la comparsa del nuovo personaggio Naminé), oltre a restare invischiati nella lotta tra le due componenti della misteriosa Organizzazione XIII, che qui si palesa maggiormente dopo essere rimasta ai margini del precedente episodio. Forse è in questo, ancor più che nei precedenti albi (includendo anche i quattro della prima serie) dove è Sora l’unico vero protagonista, con Pippo e Paperino ridotti a meri comprimari, e con la componente disneyana praticamente assente. Niente di nuovo rispetto a quanto detto il mese scorso su Shiro Amano, con una prova che si attesta sui livelli del primo episodio, continuando a mettere l’accento molto più sui personaggi che sulle ambientazioni. Menzione a parte per l’evocativo finale "da videogioco" con l’alba che sorge sul nuovo giorno: tipica da titoli di coda post-sconfitta del Boss di fine livello all’interno dell’ultimo dungeon. Ma le avventure di Sora & Co. non finisce qui. Già annunciata per il 2009 la terza serie Kingdom Hearts 2.

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In un panorama editoriale avaro di novità e con albi di sole ristampe a farla sempre più da padroni, accogliamo con piacere il quinto episodio della rossa ragazza partorita dalla fantasia del Greyhound Studios. Amicizia,questo è il titolo dell'episodio del mese, continua a presentare al lettore il mondo di Sonja e dei suoi amici, soffermandosi un po' più su alcuni (vedi Nick) meno approfonditi negli albi precedenti. Pur restando ancora solo ai margini di quella reale, la componente onirica e sovrannaturale continua ad emergere a poco a poco, fungendo sempre da traino per l'acquisto del numero successivo, mutuando l'escamotage dalla contemporanea serialità televisiva adolescenziale. Punto forte della serie resta il comparto grafico ricco di colori, sfumature ed effetti grafici degni di nota, che dimostra di avere alle spalle un grande lavoro di squadra da parte di provetti della matita e del mouse.

Recensione di Scrooge4


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Kingdom Hearts - Chain of Memories
Nona uscita della collana che sta facendo conoscere anche al pubblico italiano i fumetti disneyani pubblicati in Giappone. E si torna lì da dove si era inaugurata la collana, con il primo sequel di Kingdom Hearts, storia pubblicata in quattro uscite tra febbraio e maggio scorsi, e basata su un videogioco di successo della nipponica Square - Enix. Peculiarità della saga è l'incontro di characters disneyani con protagonisti della celebre serie di videogame "Final Fantasy" creata dalla Square (prima di unirsi alla Enix) negli anni '80 del secolo scorso. Dopo due uscite deludenti, che hanno visto sulla scena gli adattamenti giapponesi di tre tra i più celebri lungometraggi disneyani degli ultimi anni (Monster Inc. e Lilo & Stitch ad agosto, Finding Nemo a settembre) con manga dallo stile fortemente infantile, e quindi difficilmente digeribili dall'esigente pubblico italiano abituato a ben altro, si torna finalmente ad un prodotto quantomeno di qualità, con un volumone di ben 208 pagine (il più grande della collana, insieme al secondo capitolo di WITCH). Oltre ad essere sicuramente più "adulto" rispetto alle ultime uscite, Kingdom Hearts Chain of Memories si caratterizza per una narrazione pulita e scorrevole, meno ostica anche rispetto alla prima serie, con pochi momenti troppo concitati e confusi. Apprezzabili i disegni, nei quali l'autore (Shiro Amano) dimostra però di dedicare molta più attenzione ai personaggi rispetto all'ambientazione, eccezion fatta per qualche bella illustrazione del castello (ma si poteva fare di più) e della Città di Mezzo. Elemento portante della narrazione sono i ricordi e le memorie del passato: ricordi e memorie che vanno a scontrarsi e a confondersi con il presente, così come la realtà si confonde con l'illusione. Da notare l'introduzione delle carte, elemento ricorrente in molti giochi di ruolo giapponesi degli ultimi anni. In conclusione, Kingdom Hearts Chain of Memories volume I è sicuramente un buon albo, straconsigliato soprattutto a chi ha già apprezzato la prima storia, ma soprattutto a chi si è appassionato del videogame Square - Enix.

Recensione di Scrooge4


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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