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In edicola e in libreria:
Qui vengono periodicamente riportati i "pezzi" più interessanti attualmente reperibili in edicola o in libreria. Mentre per i titoli da libreria la permanenza è solitamente più lunga, i prodotti da edicola hanno una vita editoriale molto più breve, dunque il contenuto di questa pagina potrebbe non essere sempre aggiornatissimo con le effettive disponibilità degli edicolanti...
| La scala di votazione utilizzata è la seguente: |
 | Spendete meglio i vostri soldi... |
 | Bof.... giusto se già collezionate la testata... |
 | Nella media: non passerà alla storia, ma... |
 | Buono! Acquistatelo e non vi pentirete! |
 | Da acquistare, senza esitazioni! |
Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma ho deciso di darli coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie apparse su Topolino Libretto, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate ovviamente prende in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che *in assoluto* è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!
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In edicola
- Maestri Disney 35 Un MD dedicato a Rodolfo Cimino era da tempo voluto e cogliendo come pretesto la premiazione del II Premio Papersera è stato finalmente confezionato con immancabili riferimenti al Premio stesso che spaziano da un’importante citazione nella biografia, che costituisce una sorta di approvazione ufficiale del riconoscimento, alla classica foto raffigurante autore e delegazione paperserosa passando per alcuni omaggi di autori (Celoni, Gervasio e soprattutto Faccini con una bellissima, dissacrante vignetta). Persino la copertina prende in prestito il disegno di Cavazzano già sulla cover del Dalla Tana del Bestio all’Angolo dei Salici
Sempre interessanti gli articoli di Becattini e Boschi a cui se ne aggiunge uno di Stefano Ambrosio, grande ammiratore ed amico di Cimino, di cui riesce a coglierne i tratti essenziali con efficacia facendo cenno anche ad una storia di futura pubblicazione ed al relativo tormentone. Strano però che abbia taciuto le sue frittolate dei Ki-Kongi, ma vabbè… indubbiamente meglio così.
Paperino e l’Aurite Acuta (Cimino/Scarpa): estremamente godibile, una delle avventure che certo non spicca tra le sue migliori nella sua vastissima produzione ma comunque assai valida. Cimino fa ricorso a uno dei topoi più cari alla tradizione barksiana, quello delle fantasiose patologie che affliggono i Paperi, chiara eredità barksiana. Ma se in Barks era Scrroge ad ammalarsi, qui è Paperino ad essere affetto dall’inesistente malanno verificatosi grazie ad un originale preambolo. Paperone trova il modo di sfruttare a fini di lucro il morbo portandolo alle estreme conseguenze e alle relative, irresistibili gag. Anche in Zio Paperone e la Triplicità Progressiva (Cimino/Carpi) si parla di infermità, anche se psicologiche. Questa piccola perla tocca parte dal collaudato tema del sotterfugio giuridico che già da solo potrebbe reggere la trama: ma Cimino non si accontenta di intessere trame, lui vuole raccontare storie.
Paperino e l’Avventura Sottomarina (Cimino/Cavazzano): “Ho sempre cercato di far vibrare le corde che suonano dentro tutti noi”, ha detto Rodolfo Cimino. E c’è sempre riuscito, dico io. E certe volte è persino andato oltre, intonando una maestosa melodia che ci ha portato ad evocare pensieri, emozioni, ricordi: è il caso de L’Avventura Sottomarina. Una storia che inizia come tante, ma che nel corso del suo svolgimento si rivela unica, tanto da giustificare un intero ciclo di sequel negli anni a venire.
Perchè in questa avventura si sogna, attraverso gli occhi di un Paperino perdutamente innamorato della dolce Reginella, che coglie in Donald quella purezza che Cimino gli ha sempre attribuito come caratteristica principale, ancora prima della sfortuna cronica voluta dalla tradizione italiana e delle tendenze autodistruttive con le quali Barks lo ha reso celebre. Ci si emozione ad assistere agli affettuosi sentimenti della coppia, ma mentre la storia prosegue si resta anche sulle spine chiedendosi se lo status quo verrà ripristinato e in che modo. Così non si può fare a meno di rimanere colpiti mentre Paperino osserva con distacco i nipotini immobili alla disperata ricerca del loro zio. E ovviamente non si può non commuoversi nell’ultima, fantastica vignetta in cui Paperino getta negli abissi il medaglione regalatole dalla regina, congedandosi da lei promettendo tuttavia di non dimenticare -al pari del lettore- degli idilliaci momenti trascorsi.
Cavazzano d’altro canto riesce a catalizzare ottimamente le emozioni e la comunicatività del testo di Rodolfo (fantastiche le espressioni di Paperino nelle sequenze finali) e nonostante sia ancora legato allo stile del maestro Scarpa presenta già notevoli picchi di personalità che lo porteranno a raggiungere il magnifico stile degli anni ottanta, che si evolverà infine nel celebratissimo tratto odierno.
Sono queste le Storie che hanno fatto la Storia.
Paperino e il Ritorno di Reginella (Cimino/Cavazzano): il sequel de L’Avventura Sottomarina non raggiunge i lirici picchi della storia precedente, si dimostra un buon seguito, coinvolgente ed emozionante. Illustrata da un Cavazzano più morbido e maturo, la storia nonostante le gag spensierate riesce ad evidenziare ottimamente l’intensità del dramma vissuto da Paperino e Reginella, senza elementi stonati o sdolcinati nonostante l’agrodolce finale quasi consolatorio.
Chiude l’albo Topolino e i Tam-Tam Preistorici (Cimino/De Vita): raro esemplare di una storia ciminiana con Mickey. Con tanto di tipico bestio ed autoctono (questa volta solo uno, non un’intera popolazione), il buon Rodolfo intreccia un’avventura esotica che grazie agli elementi mangerecci tipicamente italiani riesce a farla suonare anche un po’ deliziosamente casereccia, senza però stravolgere i canoni come fanno alcuni obbrobri danesi che pur di inserire elementi tipicamente culturali stravolgono l’intero contesto narrativo.
Un MD che vale appieno il proprio prezzo d’acquisto, finalmente completo in ogni suo aspetto e piacevole ad ogni singola pagina. Da avere, leggere, capire e custodire gelosamente nella libreria e nella mente.
Da bravi, in edicola, su.
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