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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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I fumetti Disney in Edicola
I fumetti Disney in edicola

Qui vengono periodicamente riportati, a cura del team dei recensori del Papersera, i nostri giudizi su quanto attualmente reperibile in edicola o in libreria in ambito Disney, anche tu puoi inserire il tuo voto, e confrontare il voto dato dal recensore con quello medio dato dai lettori del Papersera.
E per chi volesse approfondire la discussione, per molti dei fascicoli qui presentati c'è anche l'apposita discussione sul forum del Papersera, alla quale sei invitato per argomentare il tuo voto, o semplicemente per dire la tua!.


Topolino 2828

I.N.D.U.C.K.S.   Forum   Voto:

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Finalmente uno di quei (rarissimi) numeri in cui le storie con i Topi superano quelle con i Paperi (3 a 1, sebbene Topolino non sia in nessuna di queste protagonista assoluto)! Si incomincia con Indiana Pipps e l'enigma di "Vent'anni dopo", firmata dai Maestri Sarda e De Vita, storia di qualità al di sopra della media rispetto alle avventure del cugino di Pippo dell'ultimo decennio, ma dal ritmo un po' troppo "spezzettato" per i continui "enigmi" da risolvere nella, tutto sommato, prevedibile "caccia al tesoro". Si prosegue, quindi, con la parte finale di Cronache del regno dei due laghi, forse, nel complesso, il Faraci più divertente dai tempi dell'insuperabile Topolino e il genio nell'ombra (1999). Nonostante il "telefonato" sviluppo delle vicende, si continua a (sor)ridere, anche grazie agli espressivi disegni dell'abile Silvia Ziche. Spiazzante, e, sinceramente, demenziale, il finale "politico" che chiude il teatrino. Gastone e la fortuna simulata è l'unica storia "papera" del numero. Non è la prima volta (e non sarà l'ultima) in cui il cugino di Paperino perde, seppure momentaneamente, la sua proverbiale fortuna, ma Panaro sa qui mettere in piedi una gradevole e divertente "commedia degli equivoci" (forse solo un po' troppo "buonista"), accompagnata dagli appropriati disegni di Valerio Held. Il numero si chiude con il ritorno della Macchina del Tempo in Topolino e il misterioso Stradivari stonato, interessante soggetto di Valentina Camerini che, nonostante lo sviluppo semplicistico - e non privo di qualche "buco" narrativo - si lascia leggere con piacere. Il tocco ricercato di Sergio Asteriti conferisce, poi, alla storia quel certo fascino del "tempo che fu".

Autore: Malachia


I Grandi Classici 279

I.N.D.U.C.K.S.   Forum   Voto:

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Certamente migliore degli ultimi usciti è il nuovo numero de I Grandi Classici, che si apre con Topolino e il mistero del primo uomo volante (Michelini/Asteriti), in cui facciamo la conoscenza di un geniale avo di Pippo, credibile inventore di un antenato dell'aereoplano, storia che, fra l'altro, ispira la bella copertina dorata di Cavazzano. Segue Zio Paperone e la psicosi dell'oro, avventura martiniana non di primo ordine, passata alla storia non tanto per la trama (contraddistinta, a mio avviso, da troppi passaggi logici un poco forzati o, almeno, semplicistici), quanto per l'inusuale forma che G.B. Carpi ha dato al deposito di Zio Paperone. Non brilla particolarmente nè per trama (quella dei fratelli Barosso), nè per disegni (quelli di un Giuseppe Perego che in una vignetta "si dimentica" di disegnare le pupille a Pippo e in un'altra lascia bianco un braccio di Topolino), l'avventura esotica Topolino e la "Pinguinella Pectinis". E', invece, molto divertente Zio Paperone e il ratto del cucciolo verde, sempre dei fratelli Barosso, con i disegni, questa volta, di un gradevole Luciano Capitanio, che, in più punti, sembra fare suoi gli stilemi dei cartoni animati prodotti in quel periodo dagli studi Hanna & Barbera. Minni e le vacanze separate, ricorda vagamente, invece, le atmosfere hitchcockiane de "L'uomo che sapeva troppo", ma il frettoloso - se non banale - finale è di tutt'altra pasta. Di non molte pretese, ma, almeno, carina, Zio Paperone e il banchetto chic (Chendi/Scarpa/Cavazzano), purtroppo proposta qui in versione ricolorata. Contorna il numero una manciata di storie straniere in precedenza poco ristampate: una con Super Pippo (Kay Wright), due con la coppia Amelia-Magò (Kinney/Fletcher), una con Moby Duck (Alvarado). Menzione speciale per la brasiliana Pennino e il gioco proibito, che ho trovato molto divertente, e per le sole quattro tavole, ma decisamente SPIAZZANTI di Topolino alla ricerca dell'uccello cri-cri. Ciò detto, il vero "piatto forte" del numero è, comunque, costituito dalla sezione "Superstar", che questa volta ospita due vecchie e storiche avventure di Guido Martina (Paperino e l'operazione "Jota", disegnata da un acerbo Luciano Bottaro e Paperino e il Febbraio ingannatore, disegnata da Giuseppe Perego), entrambe incentrate sul tema dell'eredità di Zio Paperone e sulle prove da superare che questi propone ai potenziali eredi. Entrambe le storie presentano, poi, arguti dialoghi, ma anche parecchie ingenuità narrative, specialmente agli occhi del lettore odierno, se non le contestualizza in quel periodo d'oro della "commedia all'italiana" in cui esse furono concepite. Nella sezione c'è, infine, spazio per Pippo terrore della prateria , storia poco nota, ma pregevolmente disegnata dal grande Al Hubbard, che ripercorre le atmosfere del corto Two Gun Goofy. Insomma, un numero che, certamente, offre almeno qualcosa per ogni genere di palato.

Autore: Malachia


Disney Annni d'Oro 6

I.N.D.U.C.K.S.   Forum   Voto:

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Un interessante articolo di Luca Boschi sulla "invasione" dei "robottoni" dei cartoni animati giapponesi della seconda metà degli anni Settanta, introduce Zio Paperone e le criminose imprese dei Gufo-Robot, storia di apertura del nuovo numero di Disney Anni d'Oro. Il soggetto di Guido Martina, alquanto bislacco, non è certamente dei suoi migliori e la parte finale lascia un po' a desiderare, tuttavia si fanno apprezzare i nemmeno tanto velati elementi di disinteressata critica sociale. I disegni del Maestro Carpi, come ben osserva lo stesso Boschi, rivelano poca attenzione di rifarsi agli stilemi grafici nipponici suggeriti, invece, dalla trama. Migliore, anche se molto più breve, è l'altra storia di Martina ospitata: la grande parodia L'amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina, dove ritmo, dialoghi ed espedienti narrativi sono perfetti. Belli sono anche (nonostante gli impianti di stampa utilizzati) i disegni di Scarpa/Del Conte, e molto interessante l'articolo introduttivo di Becattini con il dietro le quinte di questa breve avventura originalmente pubblicata su Tv Sorrisi e Canzoni. Ottima è anche la "classica ciminiana" Zio Paperone e le serrature cerebrali, disegnata da un giovane e sperimentale - ma già dinamico - Cavazzano, che pure si auto-ritrae in un paio di vignette.
Piatto forte del numero è, però, Topolino e l'adolescente adulto,spassosissima avventura americana (Fallberg/Hubbard/Steere) del ciclo Mickey and the Sleuth, di cui viene proposto l'inedito e dettagliattissimo storyboard del bravo Carson Van Osten che, quasi sembra una storia a sè, bella e pronta per il ripasso a china. Chiude il numero Pippo e il carnevale di Topolinia, carina avventura - ma forse un po' troppo "mielosa" - di Claudia Salvatori con i disegni dal bravo Miquel Pujol. Pubblicata sul secondo numero di Paperino Mese del 1986, la storia è qui alla sua prima ristampa.
Un numero, se volessimo fare un bilancio, certamente di qualità, con storie attentamente selezionate e criticamente approfondite. Tuttavia, non mancano ancora i soliti tre elementi esecrabili. a) Innanzitutto, una buona metà del volume è occupata da fumetti pluriristampati: "Le criminose imprese dei Gufo-Robot", storia, peraltro, di qualità non eccelsa, è qui, con le sue ben 66 tavole, alla quinta ristampa (l'ultima risale ad appena sedici mesi fa), quando le pagine del volume sono poco più di 190. b) Le sei pagine di intervista (puntualmente pubblicizzata in copertina) con personaggi più o meno famosi che non hanno nemmeno lontanamente a che fare con il mondo Disney - è la volta del cuoco Cracco - mi paiono quantomeno "sprecate". c) L'editing delle storie, infine, considerando il prezzo di copertina, potrebbe essere più curato (di due storie su cinque sono proposti gli impianti recentempente ricolorati). Nonostante ciò, la rivista sta sempre più guadagnando il mio favore e le mie pie aspettative per i numeri futuri.

Autore: Malachia


Tesori Disney 5 Paperino il Paladino

I.N.D.U.C.K.S.   Forum   Voto:

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Riprendo a interessarmi della testata col suo quinto numero, dopo aver snobbato i precedenti due, perché finalmente il progetto "Tesori" sembra ritrovare una sua minima ragion d'essere ristampando il cosiddetto Ciclo Paperingio di Bottaro. Il volume si apre dunque con Paperino il Paladino (Chendi, Bottaro), racconto che Nocciola fa a Paperino su un suo antenato, appunto un valoroso paladino. La storia ha dalla sua un Donald Duck piuttosto coraggioso e determinato, capace di buttarsi a testa bassa nelle battaglie, e l'ottima idea di Chendi di usare un buffo italiano aulico per le parole di Paperino. Peccato che ci sia di mezzo un certo menestrello Gastone...
Segue Paperin Furioso (Bottaro, Bottaro), fin dal titolo dichiarata parodia dell' Orlando Furioso: forse la storia migliore del ciclo, qui Paperino è paladino di re Papero Magno, e perde il senno dalla rabbia (causando guai e distruzione) quando la bella principessa Margherita, da lui liberata, va in sposa allo scudiero Ciccio. I disegni si fanno più raffinati ed eleganti, la trama è un susseguirsi di divertimento sfrenato. Apprezzabile resta anche Paperino e il Tesoro di Papero Magno (Bottaro, Bottaro), dove le risate non mancano di certo e dove la trama è sicuramente interessante, sia per l'avventura che per i paradossi umoristici che vengono a crearsi. Chiude il ciclo Paperino e Paperotta (Bottaro-Autelitano, Bottaro), dove un Papero Magno assediato dalle mire amorose di Matilda, si innamora di una leggiadra fanciulla (Paperotta, appunto) mandando il paladino Paperino a rapirla per sposarla. Ma nel viaggio i pericoli e le magie non mancheranno a complicare le cose al protagonista. Un'altra bellissima storia, che si distingue dalle altre sul lato grafico, qui tipico del Bottaro più moderno e affascinante, che spinge le sue distorsioni grafiche sempre più in là, talvolta in inquadrature ardite, tal altre in mostri dall'aspetto grottesco.
Se i pregi della quattro storie paperingie sono il divertimento, l'avventura e un Paperino (ma anche un Paperone-Papero Magno) molto ben caratterizzati, il difetto che si nota, soprattutto in questa veste completistica, è quello che di ciclo unitario queste avventure hanno ben poco, come del resto fanno notare anche gli articoli di presentazione. Non c'è un vero collegamento o nesso che accomuni le storie, tanto che una è ambientata in Francia e l'altra in una Paperopoli medievale. Questo diminuisce la legittimità del ciclo di essere presente in "Tesori Disney", e di fatto rende il Ciclo Paperingio un ciclo di nome e non di fatto, derivato da cose in comune come le ambientazioni medievali, un Paperino nel ruolo di paladino con lo scudiero Ciccio, Papero Magno (a parte la prima storia) e la presenza, pur con ruoli di volta in volta diversi se non addirittura opposti, di Nocciola.
I difetti del volume in sé invece sono relativi alle censure: si plaude l'impegno di aver messo le prime tavole dei secondi tempi di ogni storia, ma vedere i dialoghi di Paperin Furioso così malamente e ridicolmente ritoccati non può che far storcere il naso a chi vede questa collana come l'edizione definitiva (e quindi migliore) delle storie presentate. Peccato, perché per il resto il volume è ok, dalla copertina di Gervasio ai sempre ottimi ed esaurienti articoli di Boschi e Becattini.

Autore: Everett_Ducklair



La scala di votazione utilizzata è la seguente:

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Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e I Maestri Disney sono testate molto diverse tra di loro, la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero de I Maestri che ne prende solamente 4!