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Le copertine DisneyDallo storico Topolino, ai più oscuri supplementi: nella galleria delle copertine è possibile ammirare letteralmente migliaia di copertine, provenienti da quasi tutte le pubblicazioni Disney! E la collezione continua a crescere grazie alla collaborazione di molti appassionati.

 

 

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I fumetti Disney in edicola

Qui vengono periodicamente riportati, a cura del team dei recensori del Papersera, i nostri giudizi su quanto attualmente reperibile in edicola o in libreria in ambito Disney, anche tu puoi inserire il tuo voto, e confrontare il voto dato dal recensore con quello medio dato dai lettori del Papersera.
Se l'albo non è più disponibile in edicola, puoi comunque trovarne la recensione nell'archivio dell'edicola, o cercando direttamente quello che ti interessa nella form qui sotto!

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E per chi volesse approfondire la discussione, per molti dei fascicoli qui presentati c'è anche l'apposita discussione sul forum del Papersera, alla quale sei invitato per argomentare il tuo voto, o semplicemente per dire la tua!.



Finisce in questo numero la storia d'esordio del nuovo ciclo di Paperinik ad opera di Marco Gervasio, Paperinik e l'inghippo del B&B. Per chi già conosce le prime storie del diabolico vendicatore la prima impressione è quella di un forte déjà-vu, con situazioni molto (forse troppo) simili a quelle già viste, appunto, nelle prime avventure, ma nel complesso il risultato può dirsi riuscito: le atmosfere che si respirano sono quelle degli esordi (con pregi e difetti, se vogliamo) e il balletto tra i paletti della censura non sembra aver inficiato troppo l'insieme. La critica resta comunque sull'eccessiva pesantezza dei monologhi, che stanno diventando quasi un marchio di fabbrica delle storie di Gervasio, prima con Fantomius e adesso - sembra - anche con Paperinik.
Altra storia che continua è Young Donald Duck - Un papero in città (Ep. 2) saga dal respiro internazionale ad opera di Artibani/Ambrosio con, questa settimana, le matite di Mazzarello. La vicenda prosegue come prevedibile con l'ambientazione di Paperino nella nuova scuola e con la conoscenza con i nuovi compagni, da Topolino a Paperina. Le dinamiche sono esattamente quelle che ci si può aspettare da un'ambientazione del genere, e il tutto è ben amalgamato, resta solo da vedere come evolverà la narrazione negli episodi successivi e quanta carne verrà messa al fuoco.
Tolte queste due storie, il resto del numero è improntato all'ironia più o meno dissacrante, e come sempre giudicare obiettivamente questo genere di storie è molto difficile: o piacciono o non piacciono. Certo, il menu è variegato, da quella di stampo più classico a quella più nonsense, e per chi apprezza lo stile è di certo un gran numero, tanto più che il connubio testi/disegni nella prima e nell'ultima storia del numero funziona a meraviglia.
Pippo e il brontolatore estivo presenta un'avventura di stampo quasi classico, condita dall'umorismo fine di Faraci e impreziosita dagli splendidi disegni di Cavazzano, che con i Topi raramente manca il bersaglio.
Filo & Brigitta e i tesori di serie B - Il Phon di Cleopatra è invece il palcoscenico dove Roberto Gagnor dà libero sfogo a paradossi e comicità, a cui i disegni di Silvia Ziche calzano letteralmente a pennello, essendo l'ideale per questo tipo di ritmi.
Le brevi lasciano anche questa settimana molto poco, quella dei tre cugini è niente più che un episodio dei tanti con una gag che si ripete per tutta la durata della storia, e il nuovo episodio di Topolino eroe per caso lascia (anche in questo caso) ben poco una volta terminata la lettura, presentando gag fini a sé stesse ma totalmente out of character. Molto interessante anche la rubrica sui viaggi, che stavolta porta in Islanda, e il redazionale sulla meteorologia: argomenti trasversali che (ci si augura) sono sempre interessanti e stimolanti per i giovani lettori.

Recensione di Paperinika


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Cominciano in questo numero le nuove avventure di Paperinik direttamente ispirate alle storie originali di Martina degli anni '70. Artefice di questa operazione è Marco Gervasio, già artefice della riscrittura delle origini del vendicatore di qualche numero fa e anche in questa occasione autore completo.
Essendo più o meno suo coetaneo, non posso non valutare questo progetto con gli occhi di chi ha letto già da bambino quelle avventure. Indubbiamente "Paperinik e l'inghippo del 'B&B'", in questa prima parte, è scorrevole e rispettosa dei personaggi originali. A lasciarmi perplesso è però tutta l'operazione. L'autore e anche il direttore del giornale erano stati fin troppo espliciti, dichiarando a più riprese la diretta ispirazione alla versione primordiale del personaggio, ma qua non si tratta di semplice ispirazione: si riprendono pedissequamente elementi, caratterizzazioni, quasi intere sequenze di quei vecchi lavori per ottenerne una rimasticatura e riproponendoli senza un po' di originalità. Che senso ha? I limiti del Paperinik martiniano, per quanto sia un suo accanito fan, mi sono fin troppo chiari e tra l'altro emergono subito dopo poche storie dell'autore piemontese: il Paperinik vendicatore che ha come nemesi naturali il cugino e lo zio è un filone che si inaridisce presto e, già dopo alcune avventure, a questa raffigurazione si alterna quella di un "vigilante" sui generis che porterà poi a quella di supereroe cittadino a tutti gli effetti solo qualche anno dopo la sua prima apparizione. Riuscirà Gervasio a evitare il vicolo cieco cui porta inevitabilmente la figura del Paperinik vendicatore di se stesso? Aspettiamo la seconda puntata (e magari le storie successive) per un giudizio completo, tuttavia, in mancanza di qualcosa di realmente nuovo, rischia di essere una iniziativa velleitaria, senza un vero appeal.
Altra storia da segnalare è "Young Donald Duck", una nuova serie ideata da Francesco Artibani e Stefano Ambrosio che si dipanerà per otto puntate. Si tratta di una serie che narra il periodo adolescenziale di Paperino e di altri personaggi Disney (compresi quelli di Topolinia) pensata anche (soprattutto) per il mercato americano. Questa prima parte è poco più di un prologo e al di là che sembra essere interessante, soprattutto considerando il pubblico ben specifico cui si rivolge, c'è poco altro da dire. Non resta che aspettare le puntate successive. Artibani comunque ha già realizzato un buon lavoro con Slam Duck, operazione per certi versi analoga, ed è quindi lecito sperare in una felice riuscita.
Delle altre storie presenti val la pena notare la divertente breve di Vito Stabile e Fabio Pochet e "Indiana Pipps e la tavola del re delle onde". Questa in particolare si segnala, oltre che per i disegni di Vian, per aver inquadrato in un contesto preciso il personaggio creato da Sarda. Sisto Nigro lo assimila ancor di più alla sua controparte cinematografica, facendone un professore universitario. In tal modo gli dà una connotazione più realistica non solo rispetto all'avventuriero senza arte né parte come era in origine, ma anche rispetto al goffo tentativo fatto dal suo stesso creatore quando lo aveva inserito tra i custodi del mistero. Inoltre, la presenza di Kranz resa da subito palese, pur non dando chissà quale valore aggiunto, evita almeno al lettore di chiedersi in quale pagina salterà fuori "a sorpresa". Ci si toglie il dente subito e va bene così.
Complessivamente un numero sufficiente che, in più, ha come allegato il secondo mazzo di carte da gioco disegnate da Paolo Mottura.

Recensione di piccolobush


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Sono numerosi gli spunti che offre il nuovo numero di Topolino.
La copertina, innanzitutto, introduce alla conclusione della Missione Zione, saga che ha accompagnato il lettore per tutto il mese di luglio e che qui giunge al quinto e ultimo episodio. Risolto l'indovinello seminato nelle puntate precedenti, uno specialissimo team composto da Topolino, Paperino e Paperina si reca nel luogo dove tutti i misteri saranno svelati! La risoluzione dell'intreccio costruito da Bosco per questo appuntamento estivo si rivela efficace nella sua semplicità, al netto di un forse eccessivo sentimentalismo in chiusura. Buona prova alle matite per Mangiatordi (che in alcune vignette ricorda un Massimo De Vita di qualche anno fa), soprattutto considerando la quantità di attori che viene chiamato a raffigurare.
Le due avventure successive vedono all'opera rispettivamente Giuseppe Zironi e Roberta Migheli come autori completi. Entrambi danno vita a una storia con i personaggi e gli ambienti che più sono nelle loro corde, ma non riescono a raggiungere lo stesso risultato finale.
In Topolino e la montagna dei gorilla, Zironi porta Mickey, Minni e Gambadilegno in Congo, mettendoli appunto a contatto con i gorilla di montagna tutelati all'interno del Virunga National Park, come illustrato nel bel redazionale a corredo. Il taglio della vicenda oscilla fra la classica avventura e la commedia scanzonata, restituendo una lettura fresca e leggera, lontana da certe narrazioni fin troppo didascaliche più facili da seguire considerando il tema: manca qualcosa nel finale per spiccare definitivamente, ma nel complesso può dirsi promossa.
In Paperino Paperotto e il galeone del pirata Long Quack Gold, Migheli recupera e rimescola invece alcuni dei più tipici elementi delle avventure dei paperotti di Quack Town: ne viene però fuori una trama che da un lato non brilla come originalità, dall'altro procede confusamente fino ad un finale prevedibile e un po' brusco.
Chiude il libretto, infine, la ristampa di Topolino e la promessa del gatto. Una scelta voluta dalla redazione per ricordare il creatore de Il commissario Montalbano, ovvero lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, recentemente scomparso all'età di 93 anni. La trasposizione fumettistica di un personaggio letterario e televisivo così celebre, affidata a Francesco Artibani e Giorgio Cavazzano, si rivelò nel 2013 perfettamente riuscita e apprezzata in primis dal suo papà: non una parodia, ma un incontro, quello fra Topolino e Topalbano, in cui ambedue gli investigatori riuscirono a convivere, senza pestarsi i piedi ma anzi, mettendo in risalto le loro rispettive qualità. Tale riproposizione sarà quindi l'occasione per leggere (chi l'avesse persa a suo tempo) o rileggere un ottimo giallo, divenuto già un classico dopo pochissimi anni.

P.S. Abbinate alla copia in edicola, al prezzo complessivo di € 6.50, segnaliamo le Carte da gioco d'autore di Paolo Mottura, ultime eredi di una lunga tradizione di mazzi di carte realizzati nel corso degli anni dai più importanti maestri Disney. In quest'ottica, le illustrazioni presenti, pur splendide, restituiscono soggetti un po' uniformati ed è un peccato, considerando che, con il suo talento, il disegnatore piemontese avrebbe potuto offrirci immagini ben più ricche e particolareggiate. Ciò non toglie, ad ogni modo, che si tratta di un gadget da non perdere: dopo il mazzo rosso di questa settimana, seguirà la prossima il mazzo blu.

Recensione di inthenight


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Il pezzo forte di questa settimana è senz'altro la seconda e ultima parte della storia di Casty: Topolino e il castello sulla luna. Non si tratta certamente di uno dei tanti kolossal a cui l'autore ci ha abituato, ma il risultato è ugualmente soddisfacente, vuoi per la circostanza (si tratta pur sempre di una storia "lanciata" per i 50 anni dell'allunaggio) sia per lo sviluppo e i personaggi presentati. Spicca a tal proposito lo zio Bippo, che in una singola storia ha un percorso che nasce, si sviluppa ottimamente e trova la sua degnissima conclusione nel finale.
A seguire troviamo il penultimo episodio della saga estiva di Marco Bosco: L'enigma della lettera dal passato - Episodio 4: La Banderuola segue il solco delle puntate precedenti, con una svolgimento abbastanza semplice e lineare e personaggi che anche questa volta si limitano a seguire il canovaccio classico senza nessun guizzo particolare. A questo punto non resta che aspettare il finale per vedere dove si andrà  a parare.
Simpatica è invece I corti di Paperino - Le gioie del buon vicinato (Stabile/Amendola), in cui il giovane autore ci presenta per la prima volta il duo Anacleto/Jones, dando così nuova linfa a quella che altrimenti sarebbe stata una riempitiva come tante altre.
Altra accoppiata particolare e degna di nota è quella presente in Paperina, Paperoga e l'impresa tennistica (Salati/D'Ippolito): Salati non è nuovo a rendere le storie interessanti cambiando giusto quei pochi dettagli che possono fare la differenza, e qui troviamo un duo che si presenta decisamente più vivace rispetto alla solita coppia di cugini. Anche lo sfondo sportivo contribuisce a rendere la storia piacevole.
In chiusura troviamo invece Paperino e il colosso di Pianrigoglio (Panaro/Held), storia dallo stampo classico in cui però si ritrovano degli elementi che a conti fatti sono superflui (vedasi il cattivo, per una volta che non ce ne sarebbe stato bisogno... oppure anche l'arrivo in extremis di Zio Paperone perchè sì), ma resta comunque una lettura piacevole, allietata anche dal tratto di Valerio Held.
Molto interessante anche la parte extra-fumetto, con una corposa intervista a Sting e un reportage collegato allo spot del Trio Medusa sulla Missione Zione, spot che sta andando in onda da alcune settimane in tutta Italia.
Resta poi molto interessante anche la rubrica sui viaggi, che questa settimana propone la seconda parte del reportage sul Giappone.

Recensione di Paperinika


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La prima parte di "Topolino e il castello sulla luna", scritta e disegnata da Casty, è il pezzo pregiato del numero di Topolino in edicola questa settimana. La storia, che celebra anche la ricorrenza del primo sbarco umano sul nostro satellite, in queste sue prime 38 tavole si articola come tante altre storie di largo respiro dell'autore: un breve prologo che si conclude con un cliffhanger, l'entrata in scena dei protagonisti e il loro progressivo coinvolgimento, quindi la svolta decisiva che fa entrare la vicenda nel vivo.
Il tutto condito da enigmi, colpi di scena, sequenze quasi "horror" (si pensi alla scena del rientro dei tre presunti astronauti, tipica di tanto cinema di genere), piccoli omaggi e dettagli che sicuramente si tramuteranno in qualcosa di più concreto nella seconda parte, come l'accenno al classico quesito matematico del foglio piegato 42 volte. Insomma, nonostante qualche "scorciatoia" di sceneggiatura (gli emissari di un ente governativo coinvolti in una missione, a detta di loro stessi, segretissima che imbarcano in tale missione persone che non hanno mai visto prima. Ma evidentemente il numero di pagine è tiranno), si tratta di un lavoro che promette una conclusione di alto livello e offre tanti spunti di approfondimento per chi ne ha voglia (l'elio-3 è davvero un elemento usato nella ricerca sulla fusione nucleare, piuttosto raro sul nostro pianeta ma presumibilmente più abbondante proprio sulla Luna).
La saga dell'estate, "L'enigma della lettera dal passato", giunge al terzo episodio ma appare abbastanza spenta. Si regge unicamente su una classicissima caccia al tesoro per enigmi, tuttavia non è particolarmente intrigante, né divertente. Decisamente da Bosco (con disegni "originali" di Tosolini) ci si aspettava qualcosa di più, dato che con trame mistery e gialle ha sempre dimostrato di cavarsela ottimamente. Non resta che aspettare gli episodi successivi e sperare che il tutto converga verso una conclusione degna di una storia in diverse puntate con tanti (forse troppi) protagonisti.
L'autore non si riabilita del tutto neanche con la sua seconda storia del numero: "I Bassotti e il gadget prodigioso" (disegni di Lara Molinari) avrebbe funzionato meglio se fosse stata un po' più breve. Le troppe pagine finiscono col depotenziare lo spunto di base e soprattutto conducono inevitabilmente il lettore ad intuire quello che voleva essere un finale a sorpresa.
Un enorme punto di domanda scaturisce invece dalla visione della storia che chiude l'albo, "Paperino e il timbro cittadino" di Venerus e Palazzi.
Mi sono convinto che sia una di quelle storie che hanno bisogno di una seconda lettura (e magari anche una terza... e una quarta... e una quinta...) per coglierne appieno il significato. Il problema è che ho fatto fatica anche a finire la prima. E' stata un'esperienza quasi lisergica, sensazioni che mi mancavano dai tempi delle storie di Siegel e Fanton.
Anzi, ritiro quello che ho detto: niente seconda lettura, non voglio rovinarla rischiando di trovare (per puro caso, ovviamente) la giusta chiave interpretativa. Voglio ricordarla così, meravigliosamente confusa, gioiosamente anarchica, totalmente ad minchiam.
I contenuti redazionali sono piuttosto corposi ed includono un articolo celebrativo della missione Apollo 11, uno sul Giappone (per la rubrica dei topoviaggi) e la presentazione del Giffoni Film Festival.
In conclusione, mi permetto una annotazione nella ipotesi che qualcuno della redazione legga questo intervento: nella mia città (Arezzo) è stato impossibile trovare una copia senza pupazzetto allegato. Forse le poche arrivate, se sono arrivate, sono andate via subito o forse sono state distribuite a pochissimi punti vendita. Non è la prima volta che accade e anche questa volta, come le precedenti, stavo per rinunciare ad acquistare il numero: essere obbligato, perché di questo si tratta, a spendere 13 € per il settimanale è una opzione da me non contemplata e non avrò problemi (come non ne ho avuti in passato) a lasciarlo ancora in edicola quando si ripresenterà nuovamente tale situazione.
Per cui, se si tratta di una scelta deliberata dell'editore, ne prendo atto senza problemi. In caso contrario, sarebbe forse il caso di riesaminare le strategie di distribuzione.

Recensione di piccolobush


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Siamo infine giunti al numero conclusivo di questa testata a lungo attesa dai fan del cartoonist del Kentucky, grazie alla quale - per la prima volta in Italia - gli appassionati di fumetto Disney hanno potuto avere a disposizione una ristampa organica dell'intera opera di Don Rosa. Rimandando, tuttavia, alcune considerazioni complessive alla fine di questa recensione, concentriamoci adesso, per l'ultima volta, sulle storie proposte.
L'albo si apre con Zio Paperone - Il Cavaliere Nero colpisce ancora, storia che, come già  svela il titolo, ripropone un personaggio molto particolare: il Cavaliere Nero. Si tratta di un villain creato proprio da Rosa, probabilmente il più difficile da contrastare e arginare. Il Cavaliere Nero nasce, quindi, dal riadattamento nell'universo dei Paperi di una vecchia idea che il Don aveva sviluppato in passato in altre sue storie: è un personaggio molto sui generis, estremamente ricco ed eccentrico, che desidera derubare Paperone solo per la grande fama che ne deriverebbe, senza alcuno specifico interesse venale. Già  apparso, oltre che nella storia d'esordio anche in una breve, qui il personaggio ritorna al meglio delle sue peculiarità  quali l'ironia, l'abilità  predatoria e, ovviamente, la sua specialissima armatura. Storia ricca di suspance e colpi di scena: non è da tutti i giorni vedere Paperone in seria difficoltà  a proteggere il suo amato deposito, rischiando seriamente di perdere per sempre tutto il suo contenuto. Una particolarità , fra le tante, merita una menzione: chi sarà  mai l'innominato artista preferito di Paperone? Lasciamo ai lettori indovinare la risposta...
La seconda storia è Paperino - I magnifici sette (meno quattro) Caballeros: già  il titolo rimanda, col suo semplice gioco di parole, al trio formato da Paperino, Josè Carioca e Panchito Pistoles, con cui già  il Don ebbe modo di costruire un bella storia (pubblicata sul 17° volume della testata); omaggiando le origini dei due compadres di Paperino, all'ambientazione messicana della prima storia segue quella brasiliana di questo secondo episodio, che consiste anch'esso in un'avventurosa caccia al tesoro. Molti sono i dettagli e le curiosità  che il lettore troverà  nell'articolo di presentazione, cui rimandiamo. Qui basta solo ricordare, al pari della precedente storia con gli stessi personaggi, che uno degli elementi portanti della vicenda è lo spiccato senso di gratificazione di Paperino messo in piedi dall'autore affiancandogli due personaggi suoi pari: sia Panchito che Josè nutrono una sincera stima nei confronti del loro amico yankee, e questo è un elemento più unico che raro in un contesto dove Paperino è quasi costantemente bistrattato, umiliato e compatito da amici e familiari.
Il finale dell'albo è di quelli memorabili, l'ultima storia scritta dal Don con protagonisti i Paperi: egli stesso scrive che "sebbene non sapessi che cosa mi riservava il futuro quando ho completato La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca, penso che nel profondo fossi consapevole che il mio percorso era concluso". E' toccante leggere ciò, a maggior ragione a fronte dell'importanza che questa storia riveste per il personaggio di Paperon de' Paperoni, per come ne completa la caratterizzazione nell'universo donrosiano, per come lo rende ancora più "umano" e non solo un "duro da saloon" unicamente preso dalla corsa alla ricchezza. Paperone è molto di più e questa storia, universalmente nota e per la quale ogni commento potrebbe apparire superfluo, ne è la riprova.
Con questo ventesimo volume si conclude dunque l'opera omnia italiana di Don Rosa, forse la migliore collana mai prodotta dalla Panini Comics con la Disney. Abbiamo compiuto tutto il cammino insieme all'autore che appassionatamente ci ha accompagnato in questa lunga ed entusiasmante carriera a fumetti, una vera e propria avventura. Un capolavoro dietro l'altro, avventure che hanno segnato per sempre la storia del fumetto Disney e l'universo dei Paperi, nel bene e nel male.

Recensione di Gancio


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Il Topolino di questa settimana è composto da storie buone ma, fin dall'editoriale, si capisce che l'attenzione è tutta rivolta al prossimo numero. Il direttore Bertani infatti ci spiega che fra poco ricorrono i 50 anni dal primo sbarco dell'uomo sulla Luna e che le esplorazioni nello spazio sono sempre state fonte di ispirazione per storie di fantasia ambientate anche nel mondo disneiano e, proprio nel solco di questa tradizione, per celebrare una ricorrenza così importante, Casty ci proporrà  una saga in due puntate dal titolo Topolino e il castello sulla Luna. Lo stesso autore ci anticipa in un'intervista qualche piccolo particolare già  nel corso di questo numero.
Ma iniziamo a parlare del Topolino 3320. Prosegue L'enigma della lettera dal passato, storia estiva a puntate di Marco Bosco, affiancato questa volta ai disegni da Emmanuele Baccinelli. Partiamo con Paperina, Nonna Papera, Brigitta e Miss Paperett alla volta di Cape Clam, uno dei punti indicati nella mappa ritrovata nell'episodio precedente. Le quattro papere inseguite da un Bassotto e Amelia, pronti a carpire le loro scoperte, devono rintracciare l'indizio nascosto, per poter risolvere il mistero della scomparsa di Paperone, mentre al deposito i nipotini cercano di coordinare le ricerche. Marco Bosco con questa squadra va sul velluto avendo già  lavorato più volte con le quattro protagoniste in Papere alla riscossa e l'episodio scorre via liscio. Tutto porta a pensare che Paperone sia alla ricerca dell'ennesimo tesoro, speriamo però di non trovarci di fronte ad una storia troppo classica e di poter contare su qualche colpo di scena, ma è ancora presto per giudicare.
Paperino e il sognatore delle spiagge (Panaro/Limido) vede Paperino e i nipotini imbattersi, mentre sono in vacanza, in un personaggio molto particolare in grado di addormentarsi sulle spiagge e sognare, se si presentano le condizioni ottimali, la collocazione di un tesoro. I nostri amici si offriranno subito di aiutarlo nella ricerca in cambio di una piccola parte del ritrovamento, ma verranno ostacolati dal cattivone di turno. La storia è piacevole ed è accompagnata dai bellissimi disegni di Limido, quello che stona un po' è il continuo ribadire la morale finale, che rende il tutto un po' stucchevole.
In Topolino e il mistero dell'ultima pagina (Vitaliano/Held) Topolino si trova a leggere un romanzo, ma arrivato alla fine scopre che manca proprio la conclusione e che la sua non è l'unica copia che presenta questo difetto, in quanto nessuno possiede la versione integrale. Questo lo porta a conoscere l'editore che, in modo molto superficiale, ammette di non aver letto il libro da cima a fondo, ma di averlo pubblicato perché gli piacevano titolo e incipit e che non ha mai visto lo scrittore, avendo sempre comunicato con lui via mail. Topolino e Pippo partono quindi alla ricerca del misterioso autore e arriveranno ad una scoperta inaspettata. La storia prende in giro, in modo riuscito, vari temi legati all'editoria, come il "ghostwriter" che in questo caso è un computer, o il fatto che se una storia o un libro non funzionano è solo perché è il lettore a non capire.
Le storie meno brillanti del numero sono Pluto e il misterioso superdog (Secchi/Piras) che propone in poche pagine gag viste e riviste e Paperoga e la scuola per supereroi (Buratti/Del Conte), dove Paperoga decide di aiutare Paperinik creando una scuola di supereroi e rispolverando quindi i panni di Paper Bat. A questa scuola si iscrivono tre personaggi improbabili: un appassionato di fumetti, un esperto di computer e una vecchina. Seguendo le lezioni pratiche del loro mentore finiranno per combinare un sacco di pasticci, ma Paperinik, insospettabilmente, si troverà  infine ad avere bisogno di loro. La storia porta avanti gag a volte un po' prevedibili, e nonostante l'aiuto di tre comprimari simpatici, non può considerarsi pienamente riuscita.
Per quanto riguarda i redazionali, oltre alla già  citata intervista a Casty, abbiamo un approfondimento sul parco nazionale Etosha in Namibia e un articolo dedicato all'avventura brasiliana di Francesco Guerrini, invitato come rappresentante della scuola Disney italiana al festival Guia dos Quadrinhos, tenutosi a San Paolo.

Recensione di Chen Dai-Lem


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Varata nel 2017, la collaborazione fra il Salone del Libro di Torino e la redazione di Topolino continua ad offrire una meritata vetrina al settimanale che, nel corso dei suoi 70 anni di vita appena festeggiati nell'attuale formato, tanta cultura ha portato ai suoi lettori, non meno dei romanzi e saggi grandi protagonisti della manifestazione. Siamo dunque lieti che il cambio al vertice avvenuto sul finire del 2018 non abbia interrotto questo felice connubio, regalandoci per il terzo anno consecutivo uno speciale libretto realizzato per l'occasione.
Come già  accaduto nella passata edizione, è il tema del Salone a dettare il titolo al volumetto. Il Direttore editoriale della manifestazione, Nicola Lagioia, illustra così nella sua prefazione il romanzo dell'argentino Julio Cortàˇzar, Il gioco del mondo: un libro magico in cui lo scrittore lascia la libertà  al lettore di agire come meglio crede, consentendogli di procedere nella lettura in ordine regolare, inverso o casuale, trasformandolo pertanto da ricettore passivo a protagonista attivo.
Un'operazione, insomma, molto particolare se applicata ad un romanzo ma del tutto normale su Topolino, in cui il lettore può procedere in maniera ordinata dalla prima all'ultima pagina, oppure iniziare dalle rubriche per poi passare alle storie, o dedicarsi prima alle brevi e poi alle avventure portanti del numero, e così via...
Le cinque storie selezionate per questo volumetto, però, propongono un ulteriore livello di lettura e di possibili combinazioni offerte dal mondo del fumetto a quegli autori che abbiano voglia di giocare, sperimentare e sovvertire l'ordine precostituito.
Paperi palindromi è probabilmente l'esempio migliore, una sceneggiatura completamente simmetrica a livello di disegni, a servizio di una trama labirintica; un movimento insieme progressivo e circolare, uno spunto originale e divertente. Seguono poi due classiche avventure nelle quali è il lettore a dirigere l'azione. Zio Paperone e l'incredibile avventura di Capodanno è una storia a livelli, ispirata allo svolgimento di un videogioco: alla fine di ogni pagina chi legge è chiamato ad una scelta che, se corretta, lo traghetterà  verso la parola "Fine"; se sbagliata, lo farà  ricominciare da capo, come fosse un "Game over". Furono tre le storie a livelli apparse sul settimanale nei primi anni 2000: questa si caratterizza però per i ben 42 disegnatori presenti (uno per tavola) ed è un piacere ritrovarla qui selezionata.
Gambadilegno, Macchia Nera e i bivi del crimine è invece un tipico caso di storia a bivi, fortunato schema che vide la luce nel 1985 sulle pagine del libretto, dove tuttora viene utilizzato. Anche in questo caso è il lettore a indicare ai personaggi la strada da percorrere, al termine però non di una singola tavola ma di un piccolo segmento narrativo. La ramificazione lineare che va creandosi ad ogni biforcazione darà  quindi come risultato l'esistenza di diversi finali per una stessa avventura.
L'elemento caratteristico di Paperogate di Creta e l'enigmatico destino dell'eroe è invece l'enigmistica: i personaggi (con l'aiuto di chi legge) dovranno infatti superare gli ostacoli che incontreranno sotto forma di quiz e giochi intellettivi per riuscire nell'impresa a cui sono destinati.
Infine, a completare il volumetto ecco Due passi nel parco: una brevissima che testimonia la possibilità  di catturare l'attenzione del lettore senza usare i dialoghi e senza attenersi agli schemi realistici a cui il fumetto può sottrarsi con grande facilità !
In tutte le storie selezionate, in conclusione, il lettore viene chiamato a partecipare all'avventura, a mettersi in gioco, a dare vita alle inerti linee presenti sulla carta. Un esercizio che può apparire banale e scontato a chi sia in grado di farlo abitualmente, ma che deve essere invece insegnato fin da piccoli e coltivato in seguito, soprattutto in un'epoca come quella contemporanea, dove spesso sono le avveniristiche dotazioni tecnologiche a svolgere questo compito.
Il Topolibro 2019 prova dunque a (ri)accendere la fantasia del lettore, con un prodotto veramente ben realizzato, dal contenuto appena analizzato alla confezione, che si avvale di una splendida copertina di Paolo Mottura e di una robusta cartonatura. Vale la pena segnalare che a differenza degli anni scorsi, l'albo viene inserito nella testata ombrello Disney Special Events e non presentato come una "variant", seppure solo nominale, del libretto contemporaneamente in edicola. Purtroppo si registra un aumento di prezzo rispetto al passato, ma, per tutti i motivi sopra evidenziati, è assolutamente doveroso promuovere e acquistare un volumetto di qualità  come questo.

Recensione di inthenight


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Il corso della nuova Definitive Collection Extra prosegue con il quarto volume dedicato a DoubleDuck, un volume effettivamente "double", di ben 274 pagine. Se da un lato tale aspetto segna una certa discontinuità  editoriale rispetto alle precedenti uscite, dall'altro sembra promettere un completamento più rapido della ristampa di un ciclo articolato come questo, elemento da non disdegnare considerando la periodicità  quadrimestrale della testata.
Il presente balenottero consente inoltre di gestire al meglio la riproposizione in ordine cronologico delle avventure e della loro irregolare alternanza fra lunghe e brevi. Trovano così spazio qui due storie della prima tipologia e due della seconda, realizzate complessivamente da ben 4 sceneggiatori e 6 disegnatori; questa raccolta rende pertanto l'albo idealmente esemplificativo della varietà  di trame, tratti e atmosfere offerte dalla serie.
Si parte con Cacciatori e prede, scritta da Marco Bosco e che vede susseguirsi alle matite Francesco D'Ippolito, Marco Mazzarello, Emilio Urbano e Andrea Freccero. Siamo alle prese con un raro caso di ambientazione urbana, una caccia all'uomo dai ritmi serrati e dagli immancabili e ripetuti colpi di scena: una storia utile a traghettare i personaggi verso un nuovo status quo, già  modificato quindi rispetto ad un esordio non così lontano nel tempo, segno della mutevolezza di una serie dove tutto può essere rovesciato in un solo episodio.
Hong Island si inserisce invece nel filone delle avventure esotiche. Teresa Radice, eccezionalmente all'opera senza il marito, spedisce DD in Thailandia in compagnia di una Kay K più avvenente che mai - sebbene non particolarmente esaltata dalle linee di Marco Mazzarello - e mette al centro dell'attenzione uno fra i più importanti comprimari come l'inventore Gizmo.
Segreti in bella mostra va invece classificata fra le avventure legate ad eventi che hanno luogo nel mondo reale: come era già accaduto per la prima della Scala, viene chiamato Giorgio Cavazzano a illustrare le mosse che vedono DoubleDuck aggirarsi fra le calli e i canali di Venezia, durante l'annuale Mostra del Cinema. Alessandro Sisti dà  vita ad una storia piuttosto slegata dalla continuity, che però consente al maestro veneziano di regalarci scorci e angolazioni stupendi della sua magica città .
Chiude infine l'albo Una missione lunga tre giorni, con cui viene finalmente riempito il vuoto rimasto fin dalla prima apparizione di questa nuova incarnazione di Paperino come agente segreto. La storia, sceneggiata per i primi due quarti da Fausto Vitaliano e per gli ultimi due da Marco Bosco, risulta fra le più avvincenti della serie, fino al climax finale che però verrà  lasciato cadere alla ripresa delle avventure di DD. Ai disegni, va segnalata l'ottima prova di un Lorenzo Pastrovicchio splendidamente a suo agio nel corso delle quattro puntate.
Proprio Pastrovicchio sostituisce nell'occasione Freccero come copertinista, producendo l'unico contributo inedito. La cura editoriale del volume si conferma dunque minima, ma resta fortemente apprezzabile l'intenzione dell'editore di portare avanti le saghe fin qui proposte all'interno della testata.

Recensione di inthenight


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Il secondo e ultimo numero dedicato a Silvia Ziche promette il contenuto annunciato dal titolo, pubblicando varie storie di paperi, scegliendo tra sceneggiatori diversi e pescando in piccole cose meno note. Buona la scelta di proporre tre storie da due miniserie di PKNA, eguagliando quanto fatto per MMMM nel primo volume. Rumori di fondo presenta una gag sonora di Faraci resa in maniera geniale dall'autrice, portando il lettore a danzare al ritrmo della tavola, compatendo il povero Angus. Trip's strip presenta le idee di Enna che porta in Paperino Paperotto trasportandole nel personaggio di Trip e condendole di paradossi temporali e furbe gag. Il tutto reso in maniera metafumettistica, con la storia disegnata sul quadernetto dello stesso Trip. La Ziche si trova del tutto a suo agio nel trasporre le fantasie infantili, minimizzando gli sfondi e giocando con la fantasia dei bambini.
Le altre storie scelte, purtroppo, non sono dello stello livello, e impallidiscono di fronte a quelle del primo volume. Il roditorinco nordico ha numerose ristampe, mentre la sfida 2 a 2 era presente nel primo Disney d'Autore, senza essere molto aiutata da disegni troppo affrettati. Risulta valida invece Operazione Archimede, ristampata per la prima volta dal 1993. Corteggiani propone il suo tipico ritmo sincopato e dinamico, in cui la Ziche si cala alla perfezione. Corse e gag si susseguono con piacere.
Il volume ha parecchio materiale iconografico, articoli curati di Boschi e una discreta cartonatura (con un tipo di carta un po' troppo ruvido). Questo secondo volume non ha lo stesso peso del primo, e per questo diamo un giudizio minore, ma tutta l'iniziativa presenta bene le caratteristiche dell'autrice disneyana.

Recensione di V


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Penultimo numero per Pk Giant Double, cui va dato l’apprezzato riconoscimento di voler portare a termine la ristampa di PKNA. Come scritto all’interno, l’ultima uscita sarà presentata a Lucca Comics 2019, quindi a novembre. Si conferma il riciclo della copertina, avviato già nel numero precedente.
Questo volume è ambivalente, riesce a raggiungere i picchi e gli abissi della qualità, cosa che non rispecchia l’andamento generale della testata, che si tenne sempre su alti livelli. Effettivamente, Prima dell’alba è una brutta storia. I disegni modesti e mediocri di Gervasio non risollevano uno sceneggiatura di Faraci dello stesso livello. Il soggetto sembra un remake di Trauma, con un mostro alieno che attacca Paperopoli: il tutto però si risolve, invece che in epica battaglia, in gran caciara di povere battute e insopportabili tormentoni. Il tutto appesantito dalla sottotrama preistorica piuttosto fastidiosa. Paperinik si trova in balia degli eventi senza combinare molto, mentre la coppia Angus Fangus-Camera 9, che in passato aveva regalato momenti intelligenti, qui risulta del tutto fastidiosa e senza verve. Il tutto è poi ancor più azzoppato dalla presenza enorme di viaggi nel tempo, che il numero 43 avrebbero dovuto eliminare: è evidente un errore del PkTeam all’epoca, che pubblicò dopo storie che sarebbero dovute uscire prima. Questo errore, che tramortisce una storia da dimenticare, è l’unico neo della storia successiva, completamente agli antipodi per qualità e profondità.
Le parti e il tutto è un bellissimo apologo dell’intelligenza artificiale e di come la realtà sia ben più complessa di quel che certe vulgate vogliano farci credere. Sisti realizza l’ultimo, intenso, melanconico capitolo della sua personale tetralogia dedicata a Due. L’incontro/scontro tra i due fratelli cibernetici è fatto di dolore e calore, di affetto e repulsione, e sembra condannato solo ad una sofferenza infinita. Non basterà il padre – un Everett Ducklair moderno Victor Frankestein – a riappacificarli, ma solo la saggezza di Uno, conscio che l’amore e l’umanità imperfetti non possano non contenere il loro contrario per essere davvero reali. Un messaggio importante, che scavalca l’incongruenza narrativa temporale (nonché la presenza di Lyla), e che ci consegna l’ultima perla di PKNA, prima della sua conclusione. I disegni di Freccero, infine, sostengono e rafforzano questa toccante sceneggiatura.

Recensione di V


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La scala di votazione utilizzata è la seguente:

  •  Spendete meglio i vostri soldi...
  •  Bof.... giusto se già collezionate la testata...
  •  Nella media: non passerà alla storia, ma...
  •  Buono! Acquistatelo e non vi pentirete!
  •  Da acquistare, senza esitazioni!

Da tener presente che i voti non sono da intendersi in maniera "assoluta", ma vengono dati coerentemente con quello che ci si aspetta di trovare in una testata: ad esempio Paperino e Tesori Disney sono testate molto diverse tra di loro: la prima contiene esclusivamente ristampe di storie già apparse sulla testata, la seconda presenta storie di difficile reperibilità o addirittura qualche inedito (oltre, ovviamente, a tutta una serie di articoli). Il voto dato a due numeri di queste testate deve prendere in considerazione quello che ci si aspetta di trovare all'interno del fascicolo: un Paperino con ristampe di Bottaro, Scarpa, Carpi, Cavazzano e cosi' via, sarà giustamente ben valutato, e se anche dovesse prendere 5 stelle, non significa che in assoluto è migliore di un numero di Tesori che ne prende solamente 4!

 

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