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Quattro volte Paperino al Wow


La riproduzione del poster della mostra su pannelli stampati dà il benvenuto al visitatore.

Se è vero che il personaggio da cui tutto è cominciato è un topo, è altrettanto vero che il personaggio disneyano più amato è, senza dubbio, un papero.

Ovviamente tutti sanno di chi stiamo parlando: si tratta di Donald Duck, a cui è dedicata una mostra presso il museo del fumetto WOW, in quel di Milano, dal 19 novembre 2016 al 19 febbraio 2017 (quindi avete ancora pochissimi giorni per andarla a visitare!). Una mostra dedicata alle varie sfaccettature del personaggio esplorate nel corso dei decenni.

Per questo il titolo della mostra è "Quattro volte Paperino". Quattro sono infatti le identità principali con cui lo abbiamo visto agire, nei suoi primi oltre 80 anni di vita: il "papero comune" Paperino, il vendicatore Paperinik, il supereroe Pikappa, l'agente segreto DoubleDuck.
L'ampio spazio espositivo del museo si divide dunque in quattro parti, ognuna riservata ad una diversa personalità. Si parte, naturalmente, da Paperino. Il papero più sfortunato del mondo, secondo la tradizione italiana; ma anche e soprattutto il papero comune, capace di provare, riuscire, fallire e riprovare in qualsiasi impresa, senza arrendersi mai. Le cacce al tesoro al seguito di zio Paperone, le disavventure quotidiane con i nipotini, la ricerca del regalo perfetto a Paperina, restano spunti sempre in grado di regalare risate e buonumore a tutti quei lettori che, inevitabilmente, non possono che solidarizzare con lui. L'area riservata a Paperino è, giustamente, la più ampia. All'ombra di un cartonato raffigurante la sua casa, trovano posto tavole dedicate alle sue avventure, una riproduzione di un olio di Barks, pagine provenienti dalla prima rivista a lui intestata – il Paperino giornale made in Italy, una selezione di alcuni fra gli innumerevoli gadget che lo raffigurano e uno schermo in cui scorrono i cartoni animati di Donald, dai classici a quelli contemporanei.

Seguendo un criterio cronologico, la seconda area è dedicata al principale alter ego, Paperinik il diabolico vendicatore, come da titolo della sua storia d'esordio, apparsa nel 1969 sulle pagine di Topolino a firma di Guido Martina e G.B. Carpi, su idea di Elisa Penna. Protetto da una mascherina e da un costume ereditati dal ladro gentiluomo Fantomius, Paperino può finalmente vendicarsi delle vessazioni a cui viene sottoposto da parenti e fidanzata. Il primo ciclo di avventure del personaggio è l'adattamento disneyano dei fumetti "neri" in voga all'epoca: col passare degli anni il suo ruolo cambierà notevolmente... come vedremo fra poco.

Nell'area di Paperinik, ad ogni modo, ecco le tavole delle storie d'epoca, alcuni suoi mezzi usciti in allegato a Topolino, la riproduzione della 313-X – sua fedele auto che lo accompagna sempre, il raro disegno del personaggio fatto da Don Rosa e i bellissimi modellini di Andrea Salimbeti, raffiguranti, fra gli altri, Villa Rosa, dove tutto ebbe origine, o la poltrona dove si nascondeva il diario di Fantomius.

Come dicevamo prima, la caratterizzazione da vendicatore durò poche storie; Paperinik andava evolvendosi nel difensore di Paperopoli, in colui che combatte il crimine con le armi avveniristiche di Archimede... in altre parole, in un supereroe. Il culmine di questo percorso arrivò nel 1996, con la comparsa nelle edicole di Paperinik New Adventures. Il personaggio, in un certo senso, acquisiva una dimensione mondiale, trovandosi a essere l'ultimo baluardo contro nientemeno che un invasore alieno. Nacquero così nuovi nemici e nuovi amici, insieme a un nuovo modo di raccontare le avventure, nel giornale spillato che tutti i fan più affezionati ricordano. Questa strada, sperimentale e di grandissimo successo, si chiuse nel 2001 per ripartire poi, sulle pagine di Topolino, nel 2014: la nuova era ha definitivamente sancito l'utilizzo sistematico, in questo setting, di quello che anni prima non era che un soprannome riservato agli amici.

La terza area della mostra ospita dunque i cimeli di Pikappa. Ed è forse l'area più ricca e interessante, dato che, oltre alle consuete tavole, all'album di figurine e ai mazzi di carte che vennero realizzati negli anni Novanta, è presente un angolo "only for pkers" dove si possono vedere alle pareti gli studi dei personaggi a cura di Alberto Lavoradori e gli storyboard di Claudio Sciarrone, mentre in una teca ecco le pagine che svelano il lavoro preparatorio degli sceneggiatori nella fase di ideazione e lancio della serie, un piano di uscite – che venne poi modificato in corsa, e una prova di copertina per il numero Zero. Una vera gioia per gli occhi!

L'ultima incarnazione del papero è quella che lo vede, a partire dal 2008, nelle vesti dell'agente segreto DoubleDuck, detto anche DD. Un progetto nato sulle pagine del libretto, sulla falsariga di quello che vide la nascita di PKNA: nuovi personaggi, avventure strettamente concatenate fra loro, una colorazione più curata e accattivante rispetto alle normali storie di Topolino. Una serie che ha suscitato grandi aspettative al suo esordio ma che è andata via via perdendo smalto, fino quasi a scomparire con il ritorno di Pikappa. Proprio questa più recente identità ha fatto sorgere la domanda sull'esistenza di vari universi paralleli, ognuno dedicato ad un diverso alter ego e indipendente dagli altri. Ma Francesco Artibani ha dimostrato con TimeCrime, storia in cui Paperino si trova a destreggiarsi tanto nelle vesti di PK quanto in quelle di DD, come il personaggio si muova sempre all'interno dello stesso contesto. La quarta ala della mostra, vuoi per la breve storia del personaggio, è oggettivamente la meno ricca: ma resta significativo il suo inserimento, a testimonianza di come questa sia stata una delle migliori idee dello scorso decennio.

In conclusione, la mostra "Quattro volte Paperino" è stata sicuramente un'ottima iniziativa, un modo per mantenere alta l'attenzione su un mondo, quello Disney e di Topolino, che fa parte della nostra storia e che produce a tutt'oggi un settimanale in grado di rivolgersi a grandi e piccoli.


- Federico "Kim Don-Ling" Pavan

 

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