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Intervista a Carlo Chendi


Carlo Chendi nella redazione di Topolino all'inizio degli anni Novanta.

Dove è nato e quando?
Nacqui, nascei, venni al mondo, vidi la luce (?) a Ostellato in provincia di Ferrara, un lunedì nel mattino del 10 luglio 1933... e appena nato pare mi beccai subito uno schiaffo nel sedere...

Che tipo di corso ha frequentato per diventare sceneggiatore? E dove?
L'unico corso che ho frequentato, dei sette anni in poi (e dura ancora oggi!) è la lettura di libri (Cervantes, Dumas, Verne, Salgari, Steinbeck, Hemingway, Kafka, Calvino, Rodari, etc etc ) e fumetti: Topolino, Mandrake, Gordon, Peanuts, Steve Canyon, Beetle Bailey, Jacovitti, Carl Barks, Hugo Pratt, etc. etc. Dove ? A casa, in genere. E poi a 17 anni, in treno, ho cominciato ad andare da editori, a Milano, per proporre storie e storielle che scrivevo e sceneggiavo... praticamente da autodidatta... e nel 1952, avevo appena 18 anni, la casa Editrice Alpe mi pubblicò la mia prima storia di Cucciolo e Beppe... poi proseguii con le Edizioni Bianconi, etc. etc.

In che anno ha iniziato a collaborare con Topolino?
Dopo due anni di tirocinio con le Edizioni Alpe e le Edizioni Bianconi, mi presentai al Topolino, feci alcune prove, finalmente nel 1954 sugli Albi d'Oro, venne pubblicata la mia prima storia Disneyana: Le Miniere di re... Paperone. Di lì in avanti proseguii con altre storie che finirono sul tascabile Topolino.

Come fu arruolato (cioè ha partecipato ad un concorso o ha fatto un colloquio o collaborava già con un altro fumetto ed è stato chiamato per collaborare con Topolino)?
Non sono stato "chiamato", mi sono presentato in redazione, allora la Mondadori era in via Bianca di Savoia, proponendo storie per Paperino (lo preferivo e lo preferisco a Topolino). Al direttore, Mario Gentilini, (dopo un po' di tiricinio) le mie storie piacquero e così cominciai a collaborare al Topolino...ho scritto svariate centinaia di storie: brevi, a puntate, parodie, etc. etc.... per un periodo di quasi 50 anni...

Qual è la prima storia che ha scritto?
Non la ricordo. Durante il "tirocinio" ne feci diverse, che furono scartate (giustamente perchè dovevo imparare il "mestiere"). La prima non disneyana pubblicata è "Le Istantanee di Beppe" sul mensile Le Gaie Fantasie delle Edizioni Alpe, la prima disneyana pubblicata è "Le Miniere di re... Paperone".

A quale epoca del Topolino è più legato?
A tutte le epoche... perché quando si scrivono storie, si pensa sempre che la prossima sia la migliore...

Quale pensa sia stato il periodo più importante per lei per questo fumetto?
Quello nel quale gli editori e i direttori dei periodici per i quali lavoravo, mi hanno lasciato piena libertà nel realizzare le storie che più "sentivo", che più mi piacevano, sia per Topolino che per gli altri settimanali ai quali collaboravo: Il Corriere dei Piccoli, Il Giornalino, LancioStory, Skorpio, eccetera.

Tra i direttori con cui ha lavorato, a chi è più legato?
Per il Topolino ero molto legato a Mario Gentilini e a Gaudenzio Capelli, poi a Luciano Visentin (Corriere dei Piccoli), Tomaso Mastrandrea (Il Giornalino).

Qual è la storia scritta da lei a cui è più legato?
In genere a tutte le storie che hanno per protagonisti Ok Quack e Umperio Bogarto.

Qual è la storia in generale a cui è più legato?
Forse due: Il Dottor Paperus e Paperino Missione Bob Fingher.

A quale autore/autrice (che magari è stato/a suo collega o maestro) è più legato?
Indipendentemente dall'aver lavorato assieme per molti anni, Luciano Bottaro e Giorgio Rebuffi (insieme abbiamo fondato lo "Studio Bierreci Comics", e poi l'amico Giorgio Cavazzano.

Qual è la sua tipologia di storie preferita?
Quelle basate sul carattere, la psicologia dei personaggi.

Quanto tempo impiegava mediamente per scrivere una storia?
Non c'era mai un tempo definito, pressappoco per 30 pagine da quindici a venti giorni.

Qual è il personaggio in cui si identifica di più? E quale dei personaggi da lei creati è il suo preferito?
Io SONO Paperino, ma sono anche Ok Quack, l'extraterrestre giunto sulla Terra con un Disco Volante che poteva ingrandire e rimpicciolire facendogli leggere l'impronta del dito indice della mano sinistra: ingenuo, sognatore, amante della natura, ecologico, disinteressato, generoso: il personaggio che si perdeva a guardar crescere un fiore.

Quanto pensa sia importante per la gente questo fumetto?
Le storie di Ok Quack hanno anticipato i problemi dell'ecologia, prima che questa materia diventasse di moda.

Cosa pensa sia necessario per mantenere alta la qualità di Topolino?
Scrivere belle storie che, in qualche modo, stimolino l'immaginazione dei lettori.

Cosa pensa riservi il futuro a questo fumetto?
Il fumetto, per adulti e ragazzi, credo che continuerà a intrattenere milioni di lettori in tutto il mondo, come i suoi parenti più prossimi: Il cinema e la televisione.

- Matteo Gatti




 

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