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Intervista a Marco Mazzarello


Marco Mazzarello

Quanti anni fa hai iniziato a collaborare con Topolino?
Ho iniziato a collaborare per Disney circa 25 anni fa grazie alla guida del grande Guido Scala prima, e G.B. Carpi successivamente che, presso quella che allora si chiamava Scuola Disney, aveva il compito di formare i nuovi disegnatori.

Quanto pensi sia importante la rivista per le persone e per l'editoria?
Beh Topolino è una colonna storica del fumetto italiano. Nessuno può dire di non aver mai letto almeno una volta il giornale. Io ritengo che l'importanza di Topolino rivista, nel panorama italiano, sia fondamentale. Ha sempre costituito infatti una garanzia di qualità di contenuti. Con Topolino si impara veramente divertendosi.

Qual è la storia disegnata da te a cui sei più legato?
In realtà non c'è una storia in particolare a cui sono legato, c'è però un ciclo di storie alle quali penso sempre con grande amore. Sono le storie disegnate per la testata X-Mickey . Quelle storie hanno per me una grande forza narrativa. Il personaggio di Pippwolf poi è straordinario. Disegnarlo è veramente divertente.

Qual è l'autore/autrice a cui sei più legato?
Anche in questo caso non posso dire di avere un autore a cui sono più legato , ma sicuramente nel novero degli sceneggiatori a me più cari non posso non mettere Bruno Enna, Francesco Artibani , Fausto Vitaliano, Roberto Gagnor e Marco Bosco. Tra i più giovani invece meritano un plauso particolare Pietro Zemelo e Vito Stabile. Intendiamoci con questo non intendo dire che gli altri non sono validi, ma per la mia esperienza e le mie inclinazioni questi sono quelli con i quali è più facile per me entrare in sintonia.

Qual è il personaggio in cui ti identifichi di più? e qual'è il tuo preferito?
Il personaggio con il quale mi identifico di più forse è Pippo. Mi accomuna a lui una certa inclinazione alla distrazione... Ma il personaggio che invece disegno sempre molto volentieri è Topolino. Gli sono sempre stato affezionato fin da ragazzino. Topolino è stato per me un compagno di giochi e avventure che mi ha sempre accompagnato e per questo lo disegno sempre con grande amore.

Cosa pensi sia necessario per mantenere un Topolino di qualità?
La ricetta per avere un Topolino di qualità non è semplice, al giorno d'oggi i giovani lettori hanno molte "distrazioni" alla lettura per cui l'unica soluzione è puntare sui contenuti (storie divertenti con tematiche anche nuove ma che sappiano coniugare queste novità con la tradizione Disney calssica) e sulla qualità del disegno sempre di più per riuscire a tenerli agganciati.

Quanto tempo impieghi mediamente per disegnare una storia?
Per disegnare una storia mediamente impiego circa un mese. Il mio ritmo lavorativo prevede circa una tavola finita al giorno.

Quale periodo della rivista pensi sia stato il più importante? E a quale epoca della rivista sei più legato?
Il periodo della rivista più interessante, secondo me, è quello che va dai primi anni '70 a tutti gli anni '80. È l'epoca in cui i grandi autori classici quali Scarpa, Carpi, De Vita, Cavazzano, Scala, Bottaro. Sono anni in cui sono stati pubblicati capolavori quali la Trilogia della "Spada di Ghiaccio" ,"Il Mistero dei Candelabri", "Sandopaper", "Zio Paperone e l'acqua quietante" tutte le storie di Reginella nata dalla fantasia di Cavazzano e Cimino. Insomma l'epoca d'oro è per me quella ed è anche il periodi a cui sono più legato essendo gli anni nei quali sono cresciuto con Topolino.

Qual è il direttore tra quelli con cui hai lavorato a cui sei più legato?
Il direttore al quale sono stato più legato è senza dubbio Valentina De Poli. Nulla da togliere agli altri. Gaudenzio Capelli sicuramente fu un grandissimo direttore, c'era lui quando sono entrato in Disney nel 1994, ma il cambio di direzione che dopo poco ci fù non mi ha permesso di conoscerlo bene. Gli anni trascorsi invece con Valentina sono stati per me molto importanti per questo la ricordo con grande affetto.

Cosa pensi riservi il futuro a questa rivista?
Il futuro della rivista è legato, come ho già avuto modo di dire, a un rinnovamento che tenga conto della tradizione dei classici senza mai tradirla proponendo storie che lascino ai lettori qualcosa. Quel "qualcosa" che ti porta ad affezionarti al giornale a considerarlo uno di famiglia.

Per diventare disegnatore hai seguito un corso "normale" o hai frequentato l'Accademia Disney?
Il mio percorso formativo è iniziato prima che nascesse l'Accademia Disney. Nel 1993 ho conosciuto Guido Scala, uno degli autori che più avevo apprezzato negli anni della mia giovinezza, fu lui che credette per primo nelle mie capacità e che per primo iniziò a darmi i primi fondamentali del fumetto. Quando Scala ritenne che ero pronto per fare un salto di qualità mi mandò alla Scuola Disney diretta da G.B. Carpi con l'aiuto di Roberto Santillo. In quei tempi la Scuola Disney era la struttura destinata a formare i nuovi disegnatori. Li ebbi modo di crescere ulteriormente fino a debuttare l'anno successivo con la mia prima storia.

- Matteo Gatti




 

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