Recensione/comparazione – Mickey Parade

01 NOV 2006
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Due sorelle compiono gli anni: la prima, quella italiana, 30; l’altra, francese, 40. La “mamma” invece, il prossimo anno, avrebbe festeggiato i 50 anni, anche se, purtroppo, è morta a soli venti. No, non sono diventato pazzo tutto d’un colpo: sto parlando di giornali a fumetti, la mamma è “I Classici di Walt Disney”, testata nata nel 1957, che nel Gennaio 1977 ha lasciato il passo alla seconda figlia: “I Classici di Walt Disney”.
“Mickey Parade”, la figlia francese, invece nasce nell’aprile 1966 e ristampa i “Classici Disney”. In ordine praticamente sequenziale vengono pubblicati quasi tutti i numeri usciti dal 21 (Topo-Show, tradotto proprio in “Mickey Parade”, che darà il titolo a tutta la collana), ai Classici 36 della seconda serie (Topolino V.I.P.). Nel gennaio 1980 la testata diventa mensile, acquisisce dominazione propria (Mickey Parade) e continua a ristampare i Classici (il numero 1 della seconda serie per loro sarà “I Gialli di Paperino”). La ristampa dei Classici Disney proseguirà nel tempo alternando ristampe di numeri italiani a numeri assemblati direttamente in Francia. Con il numero 205 la testata “cattura” Giorgio Cavazzano alle copertine, mentre dal 217, un anno più tardi, si decide di aprire il numero con una classica storia di Scarpa. Parallelamente la testata si avvale della collaborazione di Luca Boschi all’introduzione e per loro Romano Scarpa produrrà una cover inedita. Con il numero 265 del gennaio 2001 la testata diventa bimestrale e aumentano le pagine: da 164 si passa a 308.
Veniamo quindi al Mickey Parade 295, dedicato ai 40 della rivista. Si apre con una copertina inedita di Cavazzano con Topolino abbigliato e disegnato come negli anni 30, coricato su un grosso 40. L’interno presenta i ringraziamenti a coloro che hanno contribuito al numero (che siano autori, rubricisti o altro). La prima storia ristampata, ovvero la prima ad essere uscita, è “Les r?ltes des ombres”, poi 5 tavole inedite, come in tutti i numeri, di Michael Souris e Topolino che a modo loro festeggiano la testata e le prime due storie, rimontate su tre strisce, con protagonista lo stesso Souris; a seguire una storia danese di Fleming Andersen, autore molto pubblicato e copertinato negli ultimi anni dalla testata; una grande parodia, in onore al titolo italiano della testata madre, come “L’inferno di Paperino”, purtroppo con impianti molto poco valorizzanti del colore e dei disegni; una storia con Paperino disegnata da Cavazzano e due storie di Scarpa, la prima di Pezzin, la seconda di Cimino “Paperino e l’aurite acuta”. In mezzo alle storie, che fanno la parte del leone in tutto il numero, due interviste inedite: la prima a Cavazzano che ricorda i primi approcci con il fumetto e con Romano Scarpa, la seconda a Fleming Andersen; piccoli articoli dedicati alle varie storie ripubblicate, ma soprattutto molti omaggi di autori francesi alla testata. Molto toccante, tra le altre, la vignetta creata da Francois Corteggiani che mostra Topolino sognare i nomi degli artisti italiani più importanti… Carpi, Scarpa, Cimino, Bottaro, Chendi, Mastantuono, Asteriti e altri.
Poco da dire, invece, sui Classici 360, dedicato ai 30 anni della rivista. A parte una copertina allusiva e troppo promettente (30 anni di storie che hanno fatto storia!), le storie ristampate non hanno una vera e propria motivazione per restare li tranne forse, “Zio Paperone e i cento anni dell’automobile” ristampata in occasione del 100+20 anniversario dalla creazione dell’automezzo. Una brutta delusione ha colto i lettori alla lettura del sommario di questo speciale trent’anni, ma soprattutto è molto spiazzante l’assenza (come già avvenuto per il 600 numero del MEGA) di un qualsiasi redazionale, che richiami alla ricorrenza. Al contrario, promosso a pieni voti il “Mickey Parade G?t” dedicato ai 40 anni di questa storica testata.
E poi ci stupiamo delle vendite della testata francese rispetto alle nostre (per inciso quasi tre volte quelle dei classici)…

Autore dell'articolo: Francesco Gerbaldo