I Classici Disney 385

01 DIC 2008
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E’ con una copertina a tema natalizio che si apre l’ennesimo “numero medio” dei Classici Disney, che ormai hanno intrapreso un cammino caratterizzato dalla ristampa di storie assolutamente recenti. Peccato che molto spesso la qualità ne risenta. E parecchio. Si comincia con una storia di Tito Faraci decisamente sottotono rispetto ai suoi standard, avventura, se non altro, abbastanza significativa per il “grande ritorno di Macchia Nera”, come strillava appunto la copertina di Topolino n. 2447, in cui Topolino e il segreto della “pecora bianca” esordì per i disegni di Andrea Ferraris. L’albo non offre poi certo delle perle rare, ma possono essere salvate alcune storie. Ricordiamo giusto Topolino e il bilocale ottimale (Panaro/Gatto), in cui il trio formato dal topo, Pippo e Orazio si ritrova a convivere insieme con tutte le circostanze (e i guai) del caso, e le due brevi Paperino in Fermata d’autobus (Faraci/Razzi) e Pico il severissimo! (Mognato/Gula), basate sul topos degli equivoci. Infine, le simpatiche I Bassotti e il rap del rapinatore (Panaro/Ferraris) e Zio Paperone e Paperino a scuola guida (Palmas/Gula) che possono strappare qualche sorriso e far dimenticare le altre brutture pubblicate.

Autore dell'articolo: Davide Del Gusto

Sono cresciuto a pane, letteratura, storia e fumetti. Paperseriano dal remoto 2004, colleziono, leggo e recensisco. I miei indiscussi numi tutelari tra i fumettari sono Carl Barks, René Goscinny e Albert Uderzo, Floyd Gottfredson, Hergé, Vittorio Giardino, in rigoroso ordine sparso.