I Classici Disney 393

01 AGO 2009
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Toh, Casty! E finalmente su una testata come “I Classici Disney”. Perché Topolino e il mistero pop è appunto la sua seconda storia ristampata in assoluto dopo la prima pubblicazione (l’apripista è stata Topolino e le regolissime del Guazzabù, sui Mitici). Non una delle sue migliori, ma senza dubbio una delle primissime storie che hanno contribuito a farlo conoscere e apprezzare a pieno dai lettori. Il mistero pop è un giallo lineare e con un finale decisamente a sorpresa, ma nella sua semplicità racchiude alcune chicche che strizzano volentieri l’occhio all’appassionato e alle storie del Maestro Scarpa. Basti pensare al fatto di aver rispolverato un personaggio come Bruto (alias Gancetto), posto al fianco del protagonista nella sua indagine, ma anche al palese riferimento alle false piste seguite da Topolino nel classico L’unghia di Kalì (i cantanti che, con fare misterioso, si dileguano dalla scena per… poter mangiare dolciumi!). Il tutto impreziosito dai disegni di De Vita, ottimi come sempre.
Ma non sono tutte rose e fiori. E “I Classici” rimangono, pur con qualche raggio di luce di quando in quando, una testata purtroppo mediocre. Ci sono alcune idee carine, come Paperino e le piante melodiche (Panaro/Scala) con la solita sfida tra Paperino e Gastone, abilità e fortuna, che si riscatta bene nel finale, o Rockerduck e il nipote migliore (Russo/De Rosa, Gatto), con la solita scommessa tra Paperone e il suo rivale. Ma per il resto, roba da albo estivo per lettori (estivi) occasionali. Non convince granchè Topolino e la tromba di Satchmouse (Cordara/Mottura), sorta di noir ambientato a New Orleans ma abbastanza (troppo) sbrigativo… però sempre meglio di storie sconclusionate e assolutamente superflue come Nonna Papera e Super Kate (Salvatori/Baggio).
Insomma, la presenza di Casty e di altre buone storie non riesce a compensare il vuoto qualitativo del resto dell’albo… e I Classici si prendono le solite tre stelline. Ad maiora, comunque!

Autore dell'articolo: Davide Del Gusto

Sono cresciuto a pane, letteratura, storia e fumetti. Paperseriano dal remoto 2004, colleziono, leggo e recensisco. I miei indiscussi numi tutelari tra i fumettari sono Carl Barks, René Goscinny e Albert Uderzo, Floyd Gottfredson, Hergé, Vittorio Giardino, in rigoroso ordine sparso.