I Classici Disney 400

01 MAR 2010
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Mediocrità. Invece di consultare il dizionario comprate pure il numero 400 dei Classici Disney, numero a cifra tonda ma che di celebrativo ha solo la copertina (per di più non un granchè) di Freccero. Non c’è infatti una storia che faccia da piatto forte, né che inviti all’acquisto dell’albo, ultimo esempio di una linea editoriale che – ahimé! – da parecchio tempo sta affossando sempre di più una testata cosí longeva come i Classici. Per carità, le storie sono quasi tutte godibilissime ma non si puó mai urlare al capolavoro anche stavolta. Altro che “Le storie che hanno fatto storia”… Ricordiamo Topolino e la zia impossibile (Bosco/Coppola), se non altro per i risvolti comici che regala una zia di Mickey (Topazia), scatenando un po’ di imbarazzo tra il protagonista e alcuni dei suoi più importanti comprimari. Buona anche la ciminiana Zio Paperone e i falchi difensori (con i disegni di Gottardo), nello stile solito del maestro e con alcune chicche (la poetessa ermetica e le poesie silenziose, il concerto muto, il sindaco di Paperopoli e i suoi cartelli). Finale simpatico per Super Pippo e la festa per un soffio (Macchetto/De Vita) e buona caratterizzazione di Paperoga in Paperoga papero con la toga (Salvagnini/Forcelloni). Non che il resto sia il peggio della produzione (recente) disneyana, ma sono storie da poter considerare dei “Classici”? Ai posteri l’ardua sentenza.

Autore dell'articolo: Davide Del Gusto

Sono cresciuto a pane, letteratura, storia e fumetti. Paperseriano dal remoto 2004, colleziono, leggo e recensisco. I miei indiscussi numi tutelari tra i fumettari sono Carl Barks, René Goscinny e Albert Uderzo, Floyd Gottfredson, Hergé, Vittorio Giardino, in rigoroso ordine sparso.