Paperinik Cult 62

01 GIU 2010
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Numero che aspettavo da mesi, attendendo la pubblicazione della storia inedita (qui in Italia) danese The Legacy.
Paperinik e l’Eredità (The Legacy) (Andreas Phil/Mårdøn Smet) è una storia decisamente interessante. Minata però da qualche incongruenza in parte attribuibile allo sceneggiatore e in parte a una traduzione che, basandosi sulle parole del sito su Paperinik di Andrea Salimbeti, non pare molto fedele.
Intanto è da ricordare che questa è la prima storia di quella che si può considerare una miniserie composta (nell’ordine) da questa, da Il Grande Pulitore (PKCult # 58) e dalla Volpe di Giada (PKC # 52), che come si può vedere il mensile ha ben pensato di pubblicare completamente a caso, senza badare all’ordine degli eventi.
Passando alla storia in sè, essa affonda le radici nel sentimento di colpevolezza che affiora nell’animo di Paperino, il quale sa che il suo essere diventato Paperinik è nato tutto da uno sbaglio/truffa che in quel 1969 commise ai danni di Gastone, il legittimo proprietario di Villa Rosa. Lo sceneggiatore è abile qui a proporre 2 tavole di flashback in grigio che ripropone scene dalla prima storia di Paperinik, in modo abbastanza fedele, e a far sottointendere che chi avrebbe dovuto ereditare la Villa avrebbe dovuto ereditare anche il costume e i “poteri” di Fantomius. E’ infatti interessante leggere le riflessioni di Paperino, che filosofeggia sul fatto che quando indossa il costume da Paperinik non commette disastri come invece tipico di Paperino. Un “esecutore testamentario” appartenente a una setta di monaci tibetani si reca a Paperopoli, su incarico di Fantomius, per controllare che l’erede di Fantomius si comporti bene… peccato che la sua indagine lo porterà a Gastone! La storia a questo punto diventa una storia standard, con Paperinik che vuole scoprire chi si sta sostituendo a lui nello spaventare i criminali di Paperopoli, Gastone che viene allenato dal vecchio monaco e un terribile nemico (classicissimo villain da supereroe dei fumetti) darà filo da torcere un po’a tutti. Il problema è che, secondo chi ha letto la storia in altre lingue e secondo logica, il presunto esecutore testamentario dovrebbe esseere lo stesso Fantomius; osserviamo poi che il personaggio è visualizzato anche in una scena del Grande Pulitore e identificato proprio come l’antico ladro gentiluomo, in vignette che richiamano questa storia. Anche perchè a un certo punto indosserà proprio il costume di Fantomius/Paperinik. Non si capisce il perchè del cambiamento nella traduzione, per quanto visualizzato in modo diverso da come lo si è visto nelle storie italiane quel papero dal cranio simil-Uno è evidentemente Fantomius, ancora vivo grazie al suo periodo di permanenza in un monastero (chissà se ha incontrato un certo Ducklair?) che gli avrà aperto la mente a chissà quali segreti di vita. Oltre a ciò, incongruenza grave (questa penso della sceneggiatura) è la missione di Fantomius: lui era un ladro gentiluomo, anche ammettendo come si fa in queste storie che “rubasse ai ricchi per donare ai poveri” dovrebbe al massimo istruire il suo erede a fare altrettanto, non a fare il supereroe. Al di là di queste pecche (e in un dialogo senza senso, colpa della traduzione stramba, in un balloon di pag. 30) invece la storia è davvero avvincente, sia per lo scavo psicologico nei timori e nell’animo di Paperino/Paperinik (già visti nella storia danese precedentemente pubblicata) sia per la figura di Fantomius (che, ripeto, è per forza lui) che come monacao combattente spacca di brutto, e sia per la parte più “action” che ho apprezzato nel suo ripercorrere gli stilemi supereroistici. Notare che in questo ciclo danese Paperinik ha un super-guanto simile per le sue funzioni allo Scudo Extransformer di PK. Disegni ottimi, mi piace molto il tratto di questo artista che rende le tavole molto aperte e libere da griglie e schemi, e con un’estetica affascinante per i personaggi.
A seguire abbiamo altre storie, come Paperinik e la… Primissima Impresa (Leoni/Negrin), storiella carina ma niente di eclatante, ennesima variazione sul tema (fuori continuity) del liceo con Paperino, Paperina, Gastone e Paperoga. Splendidi però i disegni. Paperinik e la Fortuna a Quattro Ruote (Valentini/Dossi) è una storiella banale e dimenticabilissima. Paperinik e il Normale Controllo (Salvagnini/Freccero) è stupenda. Ovviamente niente di epico o avventuroso, ma questa storia del mitico Salvagnini non delude affatto sull’umorismo. Il controllo di patente, libretto e carta d’identità fatto da un vigile troppo zelante a Paperinik ha dalla sua l’ironia del paradosso, e mi ha divertito un sacco. Eccezionali poi i disegni di Freccero che sperimenta a man bassa col suo stile moderno e folle. Paperinik e il Lavoro Di Un Giorno (Valentini/Dossi) ripresenta gli autori della terza storia, e anche il giudizio è il medesimo.
Infine, vengono ristampate le due storie di “PK – Frittole” # 17, cioè I Senzanome (Ambrosio/Dalena) e Fuori Orario (Cordara/L. Pastrovicchio), due avventure bellissime, tra le migliori della bistrattata serie. La lunga è una delle storie più riuscite di Ambrosio, che scrive una storia intensa e drammatica con un interessante parallelo con la giovinezza di Paperino che scorre per tutta la storia. La breve invece è una storia senza parole, che intrattiene grazie ai bei disegni del Pastro che qui nel tratteggiare Birgit Q ritorna ad avere un po’ di smalto, in una storia che si basa solo sulle immagini.
Un numero che vi consiglio quindi per le pikappiche, per la storia divertentissima di Salvagnini e soprattuto per L’Eredità.

Autore dell'articolo: Everett_Ducklair