Topolino 2977

12 DIC 2012
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Silvia Ziche nasce come autrice satirica ed è naturalmente dotata di una scrittura graffiante (dai tempi di “Alice a quel paese” fino all’odierna Lucrezia). Queste sue caratteristiche affiorano di tanto anche nella sua produzione disneyana ma con la sua ultima fatica, “Zio Paperone e la bontà natalizia”, esplodono letteralmente: l’autrice mette al bando il finto moralismo e il perbenismo di facciata tipico delle festività per regalarci un campionario fedele e spietato di tutte

le ipocrisie e le vacuità di cui ci rendiamo colpevoli con l’arrivo del Natale, distillando anche pillole di verità

“scomode” (“tutti dicono che basta il pensiero ma prova a presentarti con un pensiero da due soldi…” è la sintesi

perfetta). Ecco allora la caccia frenetica ai regali rigorosamente all’ultimo grido, perchè ormai nemmeno i bambini possono

fare a meno di un tablet o di uno smartphone, le difficoltà economiche, la concordia e la convivialità viste come dei

doveri e come tali sopportate. A questo si aggiunge un clima parentale tutt’altro che idilliaco, non si raggiungono i

livelli di Martina ma quelli di “Parenti serpenti” sì: tutti (o quasi, fanno eccezione nonna papera e i nipotini)

interessati solo all’eredità e pronti a qualsiasi cosa per difenderla! Insomma tantissima carne al fuoco che proette un

proseguio davvero scoppiettante.

Augusto Macchetto ed Ettore Gula ci regalano invece una movimentata avventura di Nonna Papera alle prese con

un nemico temibile: le vacanze! L’esile trama venata di spionaggio di “Nonna Papera missione mani d’oro” è l’impalcatura su cui Macchetto costruisce una raffica

di gag e battute che fanno scorrere velocemente e allegramente la lettura, una classica storia da leggere e rileggere per

farsi due sane risate.

“Zio Paperone e la zizzania a bordo dello Snobitania” è una prova assai particolare di Riccardo Pesce,

coadiuvato da un Tosolini a suo agio anche al di fuori delle storie di Paperino Paperotto. Momenti di ilarità e

altri più impegnativi (i paradossi temporali sono sempre un cliente ostico) si alternano in questa avventura in cui

sottotraccia permane comunque una sottile vena di malinconia. Forse difficile da “catalogare” ma è storia dal fascino non

banale.

Ad abbassare un po’ la media del numero è la storia di Indiana pipps, “Indiana Pipps e l’energia dei giganti”, di

Figus e Usai: bella l’idea di ambientarla in Sardegna, ottimo il far conoscere un po’ di storia meno nota,

però il canovaccio (Kranz o non Kranz) è sempre lo stesso ed è difficile farsi sorprendere da una trama uguale a mille

altre dello stesso personaggio.

Oltre alle storie gran parte dello spazio rimanente è occupato, come intuibile dalla copertina, dalla presentazione del

nuovo film disney “Ralph spaccattutto”. Completa il tutto uno speciale sugli e-book da regalare

Autore dell'articolo: Gianni Santarelli

Abruzzese, ingegnere elettronico riconvertito in quel che serve al momento. Il mio rapporto con i fumetti segue tutta la trafila: comincio a cinque anni con le buste risparmio della Bianconi (sovvenzionato da mia zia), poi Disney, i supereroi Corno, i Bonelli (praticamente tutti, anche se abbandonati man mano). Verso i 18 anni scopro le riviste della Comic Art, leggo "Stray toaster" di Sienkiewicz e inizio un giro del mondo fumettistico che ancora non termina. Fumetto franco-belga, argentino, americano, autori celebri e sconosciuti, tutto finisce nella mia biblioteca, molto aspetta ancora di essere letto, nel frattempo dilapido una fortuna. Su due cose sono profondamente ignorante: il fumetto supereroistico "classico" (ad eccezione di Batman, per cui ho una venerazione, non leggo una storia dell'uomo ragno & c. dagli anni 80) e il fumetto giapponese. Per il Papersera, collaboro all'annuale premio, scrivo qualche articolo quando necessario e mi occupo, con puntuale ritardo, del settimanale "Topolino"