Topostorie 41 – Nemici per la pelle

05 SET 2017
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Topolino e Gambadilegno. Eroe e antieroe. Il quarantunesimo volume di questa collana è dedicato ai due eterni nemici che da anni calcano le scene del panorama giallo-fumettistico disneyano in un tour de force di mistero, thriller e comicità come dei veri attori sempre intenti a recitare un canovaccio tutt’altro che ovvio o scontato. Non c’è da stupirsi dunque se la frame-story di Marconi verta proprio su uno scenario tipicamente teatrale misto a un po’ di sana irrealtà che lo rende unico nel suo genere. La copertina assai significativa di Perina e un titolo azzeccato ci spingono ancor di più all'acquisto di questo albo, che non si prefissa il solo obiettivo di rinsaldare i rapporti tra gatto e topo, ma anche di rendere onore da un punto di vista tecnico ad autori come di Carlo Panaro e Massimo de Vita, i quali, l’uno ai testi l’altro ai disegni, si spartiscono idealmente le opere raccolte.
E andiamo a riscoprire anche noi allora, come i protagonisti scorrono nei ricordi, le storie qui riunite. Il vento di libertà è già una certezza riconosciuta e acclamata non solo a Mouseton, dove hanno ben imparato a proprie spese di cosa è capace un ragazzo non troppo onesto nei momenti di grande orgoglio o commozione personale. Sarda orchestra alla perfezione la compagnia di Topolinia, rendendola una grande squadra mista di buoni e cattivi. L’idea di un parente di Pietro è buona e non dovrebbe suonarci strana. Claudia Salvatori infatti aveva già pensato ben diciannove anni prima a un contatto con la famiglia di Gamba e, grazie al sapiente intreccio di filoni narrativi che è poi il destino stesso, riesce a ricongiungere affettivamente la nonna col nipote, pur ricorrendo a qualche stratagemma ordito da Mickey.
A spunti di profonda riflessione si alternano giustamente leggeri momenti di pura ironia e divertimento ed ecco allora Lo scasso con spasso, breve commedia all’italiana degna del miglior Macchetto con un poco tenebroso Macchia Nera, travolto come tutti dall’assurdità generale. La follia continua anche nelle storie di mezzo, prime apparizioni dei pestiferi nipoti Pierino e Pieretto. Nati dalla matita di Corrado Mastantuono sono a loro modo un grande ritorno (quantomeno in fatto di ristampe). E pensare che doveva essere solamente un favore da nulla
La chiusura del tomo spetta infine a due gradevoli prodotti dell’epopea classica. La voce della coscienza e Il ladro derubato infatti si differenziano sia per lo stile che per la forma, ma sono la prova definitiva di come il tormentato rapporto tra i protagonisti possa essere analizzato sotto infinite chiavi di lettura e possa diventare estemporaneo: due artisti maledetti che cercano ripetutamente di legare i loro mondi così diversi, ma che sul più bello non ci riescono e forse non ci riusciranno mai.

Autore dell'articolo: Topolino08