Topolino 3232

01 NOV 2017
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Finisce al terzo episodio Zio Paperone e il segreto di Cuordipietra, di Francesco Artibani e Alessandro Perina, ed è giunta quindi l'ora di tirare le somme e dare un giudizio sulla storia nella sua interezza.
In quanto seguito di quel capolavoro che è stato Zio Paperone e l'ultima avventura, uscito quattro anni fa, la sua pubblicazione è stata lungamente attesa e moltissimi lettori avranno sicuramente apprezzato i differenti personaggi che sono stati ripescati dall'oblio appositamente per questa narrazione.
Alla luce però delle attese e dell'eredità che si portava dietro, è chiaro che le aspettative per questa storia erano molte, e di certo non tutte sono state soddisfatte, perchè nel complesso della narrazione ci sono diversi punti deboli, a cominciare dal piano di Famedoro, che si presenta talmente contorto da reggere addirittura quasi da solo (con tanto di soliloquio a mo' di diabolico spiegone) l'impalcatura dell'intero secondo episodio, episodio che a conti fatti risulta di scarso o nullo interesse ai fini degli sviluppi finali della vicenda. Anche il modo in cui sono stati tirati in ballo prima Gedeone e poi Sgrizzo sembra essere alquanto gratuito, e alla luce della loro labile (per non dire nulla) utilità nella trama, assume l'aspetto di una cosa inserita più per accendere gli entusiasmi che altro (in gergo si parla di fan service, e questo caso sembra rientrarci in pieno).
Fuorviante risulta essere anche il titolo, dato che di segreti non se ne vede traccia: quello che traspare di Famedoro è “solamente” l'essere un tipo senza scrupoli e con una forte invidia nei confronti di Paperone, che oltre ad essere il papero più ricco del mondo, possiede anche molte altre ricchezze immateriali che a lui invece sono negate. Insomma, le idee ci sono sicuramente, ma così come sono state assemblate rendono molto poco.
Senza dubbio alcuno si tratta di un'avventura che vive di luce riflessa: dell'ultima avventura di qualche anno fa manca tutto il pathos che lì traspariva da ogni singola tavola e che qua si trova, forse, giusto sul finire del primo episodio, perchè successivamente tutto sembra sgonfiarsi e diventare molto prevedibile, anche se alcuni passaggi sono comunque un po' spiazzanti per il lettore.
Personalmente ho trovato assurdo anche il contrasto tra Paperone e Paperino nell'ultimo episodio, con il primo arrendevole e il secondo combattente, mentre mi sarei aspettata tranquillamente il contrario. Viene anche da chiedersi come faccia Paperone a sapere per certo che l'isola di Cuordipietra affonderà sotto il peso del denaro del riscatto, ma alla fine questo è un dettaglio marginale, dato che i limiti della storia sono ben altri.
Certamente c'era il potenziale per fare molto meglio, anche se, intendiamoci, se questa fosse la media standard delle storie pubblicate, sicuramente il settimanale migliorerebbe di non poco le vendite.
A seguire Topolino e la minaccia piccolina, storia di ordinaria follia di Casty (coadiuvato dai disegni di Perina, che fa il bis) in cui ritroviamo il trio Gambadilegno-Plottigatt-Trudy alle prese con uno dei tanti ricatti collettivi alla città di Topolinia. Non è un kolossal, ma l'autore sa il fatto suo e difficilmente manca il bersaglio (in questo caso una storia piacevolissima e per niente banale).
Fa il bis anche Francesco Artibani (coadiuvato alla sceneggiatura da Alberto Saracco e ai disegni da Marco Mazzarello), che propone un'altra storia appartenente al ciclo Comics & Science. Paperino e i ponti di Quackenberg è forse la storia che più di tutte riesce a centrare l'intento di coadiuvare divertimento e apprendimento, dato che l'argomento scientifico (in questo caso un problema matematico) è presentato in maniera chiara e semplice, senza stravolgimenti ad opera di orpelli fantascientifici che spesso invece che aiutare confondono i lettori.
L'albo finisce con il prologo de La nuova storia e gloria della dinastia dei paperi (Sisti/Sciarrone), che funge da ideale raccordo tra la vecchia narrazione di Guido Martina e questa odierna che sarà ambientata nel futuro, da qui le azzeccate (per chi riesce ad apprezzarle a pieno) matite futuristiche di Claudio Sciarrone.
Completano il libretto anche le ultime notizie sulla manifestazione di Lucca, oltre a cinque one page a tema a firma Tito Faraci e Silvia Ziche, ambientate nel regno dei due laghi.

Autore dell'articolo: Paperinika

Ho imparato a leggere a 4 anni con Topolino e non l'ho più abbandonato. È stata anzi la molla che mi ha portato a scoprire l'amore per la lettura, in tutte le sue declinazioni. Dalle strip dei Peanuts ai Bonelli (sono una texiana incallita), ad Asterix, ai romanzi e a molte altre declinazioni, la lettura è sempre stata una mia compagna fissa. Sono sul Papersera dal 2006, oltre che alla moderazione del forum collaboro alla gestione della pagina Facebook, mi occupo delle recensioni settimanali di Topolino e, tempo permettendo, contribuisco a supportare le varie iniziative dell'Associazione, sia attraverso lo schermo, sia dal vivo in occasione di fiere e raduni.