Topostorie 43 – Non toccare quel tasto

08 NOV 2017
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Fin dalle prime sperimentazioni giovanili Romano Scarpa ha sempre mostrato un notevole interesse nei confronti della pubblicità: accenni sull'argomento si possono osservare in alcuni suoi capolavori come la Dimensione Delta e le Lenticchie di Babilonia (fra l’altro recentemente ristampate nella White edition), identificandolo come tema scanzonato e umoristico, fonte di molteplici spunti di satira alla società di ieri e di oggi. Topolino e il gigante della pubblicità, che apre il volume recensito, rappresenta il culmine di tali esperimenti, nonché il definitivo atto d’amore nei confronti delle storie di Floyd Gottfredson. Il maestro veneziano riesce infatti ad amalgamare una gran quantità di semplici gag concatenate fra loro, ricalcando i canoni classici dell’umorismo anni ’30 pur lasciando il suo inconfondibile segno innovativo. Nel secondo tempo il ritmo varia d’improvviso, trasformando la storia in un giallo coi fiocchi, dalla soluzione inaspettata e per niente politicamente corretta data l'epoca. Ottima prova dunque, così come la seconda storia dell'albo: L'attore e il giornalista è il primo episodio autoconclusivo della serie di Topolinia 20802, un ciclo molto noir, realistico, desideroso di rinverdire i fasti di un troppo presto scartato MMMM. Vitaliano e Mastantuono agiscono in perfetta sinergia, conducendoci dentro la vicenda a partire dai toni e dalle inquadrature in prima pagina. Lo svolgimento è poi costellato di richiami vari al mondo dei quotidiani e della stampa, sapientemente descritti dallo sceneggiatore. Interessante anche Topolino maestro investigatore, dove Mantelli fa un buon uso del personaggio di Pippo, affidandogli pose sempre bislacche ma genuine, giocando anche sul tasso d'influenza di Mickey sui suoi concittadini: l’impatto psicologico è enorme e non basterà la diplomazia di Basettoni a placare la folla inferocita. Dal canto suo Luciano Gatto si dimostra molto fedele agli schemi americani raffigurando un antagonista classico à la Murry, al contrario di Silvio Camboni, il quale cerca di distaccarsi il più possibile dal reale in Topolino e le trame nell’ombra. Il resto dell’albo è purtroppo assai fiacco, senza significativi acuti, a dispetto invece della frame-story marconiana che riesce finalmente a convincere dopo diverso tempo e che mantiene omogenee quasi tutte le storie inserite.

P.S. di V: dopo aver pubblicato la recensione, in maniera abbastanza fortuita tramite Facebook, abbiamo scoperto che la testata termina qui. Il 43 sara l'ultimo numero di Topostorie, vicino ai quattro anni di vita editoriale. Sinceramente, spiace vedere una chiusura così improvvisa, senza alcun comunicato, di nascosto e di soppiatto, ma evidentemente la Panini preferisce essere più discreta. Sul forum potete commentare la vicenda e lasciare un vostro messaggio. Facciamo qui un plauso comunque alla collana e a Massimo Marconi che ne è stato curatore, realizzando un eccellente lavoro sopratutto nella scelta delle storie, sempre molto buona, ricercata e sorprendente. Il livello della frame-story, seppur altalenante, regalava comunque momenti piacevoli, e il rapporto qualità prezzo era eccellente. Ancora un ringraziamento a tutta la squadra di lavoro, a partire da Marconi fino ai disegnatori Molinari, Perina e Deiana.

Autore dell'articolo: Topolino08