Definitive Collection 24 – DoubleDuck 2

15 GEN 2018
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Con la seconda uscita dedicata dalla Definitive Collection alla serie spionistica DoubleDuck, si completa il quadro relativo alle avventure dell’elegante, ma pur sempre impacciato, agente segreto impersonato da Paperino. La saga, infatti, alterna storie lunghe a episodi (spesso veicolo dei gadget allegati al libretto), come visto nello scorso volume, a storie più brevi quali quelle inserite nel presente albo.
Le tre avventure qui ristampate, riproposte nel corretto ordine cronologico, vedono tutte DoubleDuck agire lontano da Paperopoli, impegnato in missione nelle metropoli del nostro mondo: si tratta di un elemento caratteristico della serie, l’inserimento di Paperino in un contesto assolutamente realistico, a contatto con eventi di rilevanza mondiale, quasi sempre da salvaguardare.
L’esempio migliore di quanto appena spiegato sta proprio nella storia d’apertura, Prima della Prima. DD si trova infatti a sventare una macchinazione ordita da un aspirante guerrafondaio di uno Stato forse mitteleuropeo, le cui losche manovre hanno però luogo durante l’apertura della stagione lirica al Teatro alla Scala di Milano. Vitaliano imbastisce una trama solida punteggiata dalle sue tipiche caustiche battute, le matite di Cavazzano fanno il resto e il risultato è una storia oggettivamente fra le migliori del ciclo.
Anche la seconda avventura è ambientata in Europa. In Souvenir de Paris, affiancato dall’ambigua e molto affascinante Kay K ritratta da Mangiatordi, Paperino si muove nella capitale francese per recuperare un importante segreto informatico, in un intreccio fra i più classici del genere, ideato stavolta da Bosco.
Di stampo leggermente diverso è invece l’ultima storia, Total Reset Button, che vede il nostro eroe in trasferta a Il Cairo. Sempre Bosco approfondisce qui le dinamiche interne all’Agenzia, che prevedono la cancellazione della memoria in caso di dimissioni dal ruolo di agente segreto. Qualcosa può però sempre andare storto: è così che gli agenti ancora attivi, come DoubleDuck, devono intervenire per evitare la diffusione di informazioni scottanti. Il tratto nervoso di D’Ippolito ben si adatta alle atmosfere della vicenda.
In conclusione, l’albo si compone di tre buone avventure ed è sicuramente da consigliare agli appassionati della serie. E’ però doveroso segnalare come, al di là dell’ottima copertina di Freccero, non compaia nessun redazionale o contenuto inedito che qualifichi il volume rispetto ad altre testate mere ristampatrici di sole storie: una svolta ormai evidente da qualche numero, che ci auguriamo non sia il preludio a scenari tutt’altro che positivi.

Autore dell'articolo: Kim Don-Ling

Sabaudo di nascita, romano d'adozione e veneto per amore, leggo fumetti da quando ero bambino e non ho ancora smesso! I miei preferiti: Tex, Asterix, Lucky Luke, Corto Maltese, Mafalda… ma Topolino resta il compagno di viaggio più fedele, una passione che mi ha portato a conoscere il Papersera (e a incontrare tanti amici e una splendida sposa) lungo tutto lo stivale italiano. Il mio idolo disneyano di sempre è Romano Scarpa, ma non posso dimenticare l'emozione del mio primo raduno, nel quale ho avuto la fortuna di incontrare due miti come Don Rosa e Carlo Chendi.