Tesori Disney

19 FEB 2018

Introduzione

Il primo numero della collana, pubblicato a maggio 1998.

Nel 1994 uscì un volume extra della testata Zio Paperone, che si stava occupando di riproporre in modo filologico e completo le storie firmate da Carl Barks che, in Italia, avevano precedentemente visto la luce rimontate o tradotte in modo non sempre fedele su Topolino.
Questo albo, intitolato semplicemente Zio Paperone – Speciale, era indicato come un supplemento al n. 60 dell’omonima testata e ristampava le storie di Barks che vantavano alcuni primati: la prima (e unica) con Topolino, la prima disegnata completamente dall’autore, la prima scritta e disegnata da Barks e l’ultima in ordine di tempo, fino ad allora.
Nel 1998 la redazione di Zio Paperone decise di riproporre quel volume con un nuovo titolo e una nuova veste grafica: nasceva il progetto Tesori.

Storia

Etichettato come “Supplemento a Zio Paperone n. 104“, Tesori si inserisce perfettamente, come idea, nel florido periodo di fine anni Novanta durante il quale l’attenzione di Disney Italia verso edizioni per collezionisti è alta e foriera di iniziative atte a valorizzare i grandi autori disneyani.

In particolare, i volumi erano proposti all’avvicinarsi del Natale in un piccolo catalogo allegato alle riviste Disney. In esso vi erano raccolte le proposte ideali da farsi come regali speciali, e acquistabili solo tramite bollettino postale, inviati direttamente da Disney Italia. Inoltre, per sottolineare l’aspetto ricercato, gli albi erano in edizione limitata e numerati uno per uno, fino ad un massimo di 5.000 copie. 
In un elegante cartonato blu con scritte incise in oro, i lettori possono trovare le quattro “prime” di Carl Barks di cui sopra: Topolino e il mistero del cappellino rossoPaperino e i corviPaperino e il gorilla (tutte molto semplici, appartenendo alla produzione iniziale del Maestro), Zio Paperone – Una cavalcata nella storia, che con l’Uomo dei Paperi ormai in pensione rimane ancora, in quegli anni, il fumetto più recente da lui firmato (pur in collaborazione con William Van Horn ai disegni).

Le storie, oltre ad essere tutte introdotte da un puntuale articolo di Luca Boschi (e per l’ultima storia dal filosofo Giulio Giorello), hanno la particolarità di essere interamente presentate in doppia lingua: vengono infatti affiancate le tavole originali in inglese, in bianco e nero, e la versione tradotta in italiano a colori. Mossa azzeccata che rende l’edizione ancora più appetibile e di rilievo.

Il colore scelto per la copertina del secondo numero è decisamente elegante.

Un anno dopo il progetto prosegue con Tesori Due. Stessa estetica di copertina – con il colore verde a sostituire il blu del primo volume – ma con una scelta più azzeccata per il disegno di cover (un quadro a olio di Barks, che sarà la costante anche delle uscite successive) e una grafica interna migliore: più strutturata ed elegante, con diverse immagini a corredo dei redazionali firmati da Lidia Cannatella, Luca Boschi e Alberto Becattini.

Il leit-motiv stavolta sono le figure femminili nelle storie dell’Uomo dei Paperi: il volume si apre quindi con Paperino e le spie atomiche, nella quale compare una letale Madame XXX, per proseguire poi con Zio Paperone e l’inespugnabile Deposito dove incombe la presenza di Amelia e Paperino fa una conquista, nella quale il protagonista si invaghisce di una fascinosa papera.
Infine viene presentata una storia allora ancora inedita in Italia: Paperino e la minaccia del loup garou, scritta da Barks dopo il suo ritiro e disegnata da Daan Jippes, che ha realizzato una nuova versione dopo quella d’epoca con le matite di Tony Strobl.

Il tomo, pur avendo forse una ragion d’esistere meno stringente del primo, offre una sventagliata di ottime storie e approfondimenti di grande interesse. Inoltre la storia inedita funge da ulteriore richiamo. Inoltre, viene mantenuta l’idea della versione originale, anche se solamente per la storia d’apertura per ragioni di foliazione.
In ogni caso si tratta di una felice riconferma della bontà di questo progetto, che valorizza ulteriormente il materiale barksiano.

In questo volume fu presentata l’allora ultima storia con la partecipazione di Barks.

Nel novembre del 2001 esce Tesori Tre – Storie di fantasmi e altro. L’aggiunta del sottotitolo rende ancora più esplicito il tema portante dell’albo, che oltre nella solita edizione cartonata vede la luce anche come brossurato venduto in edicola come supplemento al n. 134 di Zio Paperone.
Contraddistinto stavolta da un regale colore rosso, il volume si attesta come di grande importanza per via della storia di apertura: viene infatti pubblicata per la prima volta in tutto il mondo l’ultima storia ideata da Cark Barks prima della sua morte, avvenuta il 25 agosto del 2000. Sviluppata in sceneggiatura da John Lustig e disegnata da Pat Block, Paperino – Da qualche parte, in mezzo al nulla è una piacevole avventura di Donald Duck in mezzo ai ghiacci dell’Alaska. Niente di eccezionale, naturalmente, ma una buona storia il cui significato va al di là del suo valore intrinseco, soprattutto all’epoca.
Il resto del volume si compone di una tavola autoconclusiva dalla storia editoriale travagliata e infine da due ghost-stories che giustificano il sottotitolo che campeggia in copertina: Paperino e il fantasma della grotta e Zio Paperone a caccia di fantasmi sono due racconti avventurosi che ben rappresentano lo stile (narrativo e grafico) dell’autore in due diversi periodi della sua carriera, dato che la prima storia è del 1947 e la seconda del 1965.

Il volume dedicato alle avventure nel Klondyke, dove però l’opera di Barks pare essere in secondo piano.

La testata non sembra arrestare la sua corsa e dodici mesi dopo viene pubblicato, con colore bianco panna e ancora nella duplice versione cartonata e brossurata da edicola (Super Disney n. 23), Tesori Quattro – Zio Paperone nel Klondike, primo passo falso dell’iniziativa editoriale.
Il motivo principale è lo smarrimento della mission del progetto: il focus di questi volumi dovrebbe rimanere sempre Carl Barks, che qui è invece presente solo in due storie su quattro. Ma anche volendo allargare il cerchio ad altri autori, in ossequio al tema portante scelto per questo quarto appuntamento, la scelta sarebbe potuta cadere su storie senz’altro più calzanti o significative.
Di fatto, solo la celeberrima Zio Paperone e la Stella del Polo centra il punto, impreziosita dalla doppia versione inglese-italiano. Per il resto Klondike Annie di Gail Renard, Tom Anderson e Daniel Branca è attinente all’argomento ma non è nulla di eccezionale, Zio Paperone – Ma che cosa succede? di Marco Rota è invece piacevole e vagamente disturbante nello sviluppo narrativo, ma come unico appiglio al Klondike ha la presenza di Doretta Doremì, pur nel presente e a Paperopoli: non proprio due avventure che possano fregiarsi del titolo di “tesoro”.

Il volume si chiude con Le Giovani Marmotte e l’oro del 1849, di Barks e Jippes, che non solo non vede Paperone nel cast ma parla della corsa all’oro della California, esulando quindi dall’argomento.
Scelte più ponderate sarebbero state quelle di inserire Zio Paperone a nord dello Yukon di Barks e un’avventura di Don Rosa ambientata in quel contesto, a scelta tra Cuori dello Yukon e L’ultima slitta per Dawson. In entrambi i modi si sarebbe mantenuto il focus su Doretta, sulla quale l’apparato editoriale si sofferma molto, rendendo però il tomo più coerente e valido.

Il volume conclusivo della serie.

Novembre 2002 è la data di uscita di Tesori Cinque – Storie rare, sempre proposto sia come cartonato che come brossurato da edicola (Più Disney n. 26), caratterizzato da un austero grigio come colore di copertina, mutuato in azzurro cromato per gli interni.
Rispetto al volume precedente, questo quinto albo torna in carreggiata e ospita tutte storie di Carl Barks: Paperino nell’Africa più neraPaperino e la valle proibitaLe Giovani Marmotte e il salvataggio delle aquilePaperino e l’isola misteriosa.
Invero, anche stavolta il sottotitolo si presenta in maniera un po’ pretestuosa: se la rarità vale a tutti gli effetti per la prima storia (ancora una volta proposta anche in lingua originale), che ha avuto una vita editoriale tortuosa tra rimaneggiamenti ed edizioni introvabili e che viene pubblicata qui per la prima volta nella sua versione più fedele, le altre avventure più che essere rare trattano il tema della rarità al loro interno, avendo a che fare con animali estinti o a rischio estinzione.
Al di là della forzatura, comunque, il prodotto è curato e offre storie valide, oltre ai soliti approfondimenti sempre interessanti. Anzi, pare incredibile ma l’ultimo numero è proprio quello più elegante, completo e raffinato tra tutti e cinque, nonostante la collana avesse ormai il destino segnato.

Un Tesori Sei non sarebbe mai arrivato. Una collana così elitaria e “extra” poteva terminare la sua corsa in qualunque momento senza grandi possibilità di informazione; si stava inoltre entrando in un periodo storico nel quale le testate di questo tipo avrebbero vistosamente diminuito la loro presenza in edicola e libreria, e Tesori non poteva esserne immune.
Il titolo venne ereditato qualche anno dopo da Tesori Disney, e in tempi recenti Panini Comics lo ha utilizzato per le testate Tesori International e Tesori Made in Italy, tutti progetti ad ogni modo scollegati con il senso e gli obiettivi di questa mini-collana.

Statistiche

  • Visto il focus su Carl Barks che Tesori si riprometteva (con tanto di firma riprodotta su ogni copertina), è chiaro che sia proprio lui il protagonista assoluto della testata, con 18 storie che lo vedono tra gli autori.
  • Segue il suo epigono Daan Jippes con tre apparizioni, ai disegni di Paperino e la minaccia del loup garouLe Giovani Marmotte e l’oro del 1949 e Le Giovani Marmotte e il salvataggio delle aquile.
  • Abbiamo poi autori con una sola comparsa: William Van Horn ai disegni di Una cavalcata nella storia, John Lustig e Pat Block per Da qualche parte, in mezzo al nulla, Gail Renard, Tom Anderson e Daniel Branca per Klondike Annie e Lars Jensen e Marco Rota per Zio Paperone – Ma che cosa succede?.

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Autore dell'articolo: Andrea Bramini

Andrea Bramini, detto Bramo, nasce a Codogno nel 1988. Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su Watchmen. Ha avuto esperienze professionali nell'ambito delle pubbliche relazioni e come segretario. Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, le graphic novel autoriali e alcune serie Bonelli e affini. Scrive di queste passioni su alcuni forum tematici e principalmente per il sito di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, nel quale ricopre la carica di caporedattore.