Paperinik 22

05 OTT 2018
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Nei quasi due anni di vita di “Paperinik” i numeri poco entusiasmanti si sono succeduti numerosi, così come nella precedente serie Appgrade. Non è il caso di questo mese. Il numero di ottobre dedicato al Diabolico Vendicatore, infatti, è uno di quelli che un lettore attento e affezionato non può perdere, viso un indice ricco di storie dal valore collezionistico ma anche e soprattutto di gradevole lettura.

Non a partire dall'inedita Il rapimento in la minore, però, che non offre nessuno spunto originale e generalmente sa di “già visto” nonostante Fontana ce la metta tutta a inserire qualche battuta divertente e un paio di personaggi di contorno che fungano da tormentone. Il risultato è una storia sì piacevole (anche grazie ai disegni della Castellani) ma che sembra di aver già letto in qualche altra versione con minime varianti.

Ma basta voltare pagina per trovare una storia decisamente più atipica. L'indistruttibile lista infatti è una interessante vicenda interiore di Paperino/Paperinik e del suo travaglio psicologico su cosa sia giusto fare e cosa gli convenga, e se il ruolo che gli spetta sia quello di giustiziere oppure di vendicatore. Cirillo rende bene questo dilemma interiore, anche se gli si può criticare una eccessiva “bontà” nascosta da parte dello Zione. I disegni di Lavoradori in questo contesto risultano quasi onirici e decisamente più adatti che in altre storie. È un'interessante approfondimento del lato “Paperino” anche la breve Il terrore dei furfanti.

Ma il cuore del numero è costituito da 4 storie d'annata (dagli anni '70 e '80) di cui due scritte da Guido Martina e ben tre disegnate da Massimo De Vita.
Le due avventure scritte dal Professore, Le intercettazioni telefoniche e Il signore del raggio di luna, rappresentano tutti i tratti tipici dell'autore. Al centro di entrambe le vicende ci sono Zio Paperone e Rockerduck alle prese con affari ai quali non possono mancare. E, entrambi, sono disposti a tutto per prevalere sul rivale, compreso ricorrere a stratagemmi decisamente poco ortodossi, dai rapimenti alle denunce false. Ovviamente sarà Paperinik, come sempre, a fare da arbitro.

Oltre a queste due storie, troviamo i disegni di De Vita anche in A mani nude, stavolta su testi di Bruno Concina. Il quale immagina un Paperinik costretto a battersi (a mani nude, appunto) contro i Bassotti che gli hanno rubato la 313 X. Piacevole anche Paperinik Superstar, data 1981 con la firma della Damianovich e di Navarrini. Storia che costituisce una variazione sul ricchissimo tema dello sfruttamento dell'immagine di Paperinik da parte di Paperon de Paperoni.

Chiude il numero, infine, la storia guest Il costume fa il supereroe, unica avventura dedicata ad Halloween. Monteforte Bianchi mette in scena una vicenda priva di azione e ricca di ricordi, che si chiude senza troppi intoppi e nemmeno tanta adrenalina (anche se il cliffhanger finale cerca di restituirne un po' al lettore). Gula fa un buon lavoro e dona alla storia tratti che fanno venire in mente il film de “Gli Incredibili”. Da segnalare la splendida copertina di Freccero, che raffigura un Paperinik appollaiato su un gargoyle dagli echi pikappici.

Autore dell'articolo: MiTo