I Grandi Classici 35

25 NOV 2018
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Copertina pienamente natalizia per il numero di dicembre dei Grandi Classici, che inaugura anche la novità della firma del disegnatore a corredo dell'illustrazione. L’albo si apre con uno degli ultimi capolavori scarpiani e pezzo forte del numero, a sottolinearne il carattere festivo: Topolino e le dolcezze del Natale. Ad un Topolino indebitato e snobbato da parenti ed amici (Pluto compreso) viene mostrato grazie all’intervento di Babbo Natale come si sarebbe tramutata la città in sua assenza, inducendolo a ritrattare la sua precedente decisione di abbandonare Topolinia per sempre: un omaggio al cinema classico amato da Scarpa, in particolare a It's a Wonderful Life di Frank Capra.
Valida è anche la ciminiana Zio Paperone e la vite della ricchezza (pur non toccando vette altissime), così come Intellettuale-176 genio incompreso, storia che vede il Bassotto inventore non affiancato ai fratelli bensì in una “strana coppia” con Archimede, sotto le cui spoglie prende parte ad un concorso per cervelloni e affini.
Il consueto articolo di approfondimento introduce poi le Superstar dell’albo. Non si tratta di storie notissime, unite però da un ipotetico fil rouge magico-natalizio cui fa eccezione Paperino e la montagna d’oro, martiniana d.o.c. ambientata in parte sulla neve, che vede Paperone alle prese con il sempiterno problema di nascondere il suo denaro dalle grinfie dei Bassotti. Martina firma inoltre sia il secondo pezzo forte del numero, Biancaneve, la strega e lo scudiero, sequel del ben noto cartone animato Biancaneve e i sette nani, sia Topolino e Pippo chiromante, dove attribuisce al bizzarro amico di Topolino poteri paranormali che lo porteranno a predire il futuro attraverso la lettura… dei guanti! La quarta Superstar è infine Topolino e la statuetta misteriosa, giallo che ruota attorno ad una statuetta di Babbo Natale (il carattere natalizio non si evince infatti dal titolo italiano, come suggerito invece da quello originale The Mystery of the China Santa) e ad un traffico di gioielli.
Alle due brevi brasiliane che vedono protagonisti rispettivamente il “Club dei Supereroi” e Paperinika, confermando peraltro Mega Almanacco tra le fonti del nuovo corso, si affianca poi Pippo e il ciak africano, basata su un ipotetico film girato in Africa con Pippo protagonista e che a tratti ricorda la ben più nota Topolino e il Pippotarzan di scarpiana memoria. Segue Zio Paperone, Paperino e il Galà del 200, divertente storia su 30 pagine del duo Faraci/Deiana che si concentra sulla partecipazione dello Zione ad un talk-show televisivo per contrastare il proprio calo di popolarità (tema abbastanza insolito, dal momento che Paperone non è solito badare più di tanto a questioni d’immagine). A chiudere l’albo infine una piacevolissima storia a firma di Pezzin/Scala: Paperino portaborse. Caratterizzata da satira dissacrante e quanto mai attuale, la trama si svolge attorno alle disavventure di Paperino, portaborse dell’onorevole Papeotti, nei gangli e nelle inconcludenze di un mondo politico ricalcato sul modello della italianissima Prima Repubblica.
Nel complesso si tratta di un buon numero (pur non propriamente natalizio nel vero senso del termine, il che giustifica le 3 stelle assieme ai diversi alti e bassi), che ristampa alcune storie precedentemente ristampate soltanto sull’ormai defunta testata de Le Imperdibili, dalla quale sono probabilmente tratte le versioni qui pubblicate, data l’alternanza di b&n/colore. Resta da vedere se il trend verrà confermato con il prossimo numero o se varrà il proverbiale detto “anno nuovo, vita nuova!”.

Autore dell'articolo: TubaMascherata21