Topolino 3300

20 FEB 2019
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Cominciamo citando la riuscitissima copertina di Andrea Freccero, dedicata all'altrettanto riuscita storia di apertura del numero, Paperino e il bastone tubetano (Stabile/Zanchi). Non volendo rivelare niente della trama, si può dire però che la storia va sicuramente letta. Come sempre, si nota quanto Stabile ami questi personaggi, quanto profondamente li conosca e come riesca, di conseguenza, a muoverli nel modo più naturale possibile. La storia è molto classica, ma l’autore riesce sempre ad aggiungere un guizzo proprio: bello infatti che sia Paperino a trascinare questa volta lo zio all'avventura, e senza utilizzare un pretesto strampalato o banale (come purtroppo a volte accade) e bello come, ancora una volta, Paperone dimostri grinta e carattere da vendere in ogni situazione.
Il conte di Anatrham (Bosco/Picone) è giunto ormai al quarto episodio e terminate le presentazioni, si comincia a tirare le fila della narrazione; bisognerà aspettare il prossimo numero per la conclusione della storia.
Fra le brevi, Consegne Paperino & Paperoga – Dolci a domicilio (Zemelo/Rigano) è abbastanza riuscita e alla fine lascia il lettore con un sorriso. Wizards of Gamba (Panini/D’Ippolito), invece, si trascina da qualche numero senza lasciare nulla; non fa ridere, ma neanche sorridere, le trame sono sempre un po’ banali ma, quel che è peggio, è che la serie dovrebbe intrattenere il lettore in attesa del nuovo capitolo di Wizards of Mickey, il cui gran ritorno è previsto fra un paio di settimane e che, come promesso dal direttore Bertani nell'editoriale di questo numero, dovrebbe portare grandi novità e grosse evoluzioni (tremo al pensiero).
In Zio Paperone e la palandrana auto-adattante (D’Antona/Meloni), il papero più ricco del mondo è alle prese con lo sciopero della sua casa di produzione cinematografica, che protesta per la mancanza di costumi adeguati per la realizzazione dei film. In soccorso viene, come sempre, un’invenzione di Archimede, ovvero un tessuto in grado di assumere all'occorrenza nuova forma e colore. Paperone ne approfitta per produrlo su larga scala e venderlo all'intera Paperopoli, non sapendo però che i guai sono dietro l’angolo. La storia, a tratti, sa di già visto, ma alla fine, grazie anche a qualche gag, gli autori riescono a portarla a casa.
Topolino e il mistero multiplo della valigia scambiata (Camerini/Piras) è ambientata nel 1901 e vede Topolino pronto a partire per un viaggio in treno, quando nella sua carrozza arriva una signora abbastanza lamentosa e petulante. Da questo momento in poi comincerà uno scambio multiplo di valigie ad opera di Gamba e Sgrinfia alla ricerca di preziosi documenti. La storia parte in modo avvincente, il classico giallo all'interno di un treno, dove il colpevole è per forza uno dei passeggeri, ma, secondo me, poi si complica un po’ troppo con i continui scambi di valigia, fino ad arrivare ad una soluzione fin troppo semplice che spegne la storia in poche vignette.

Nel numero si trovano inoltre due interessanti redazionali, il primo dedicato a Linda Raimondo, ambiziosa ragazza di vent'anni che sogna di diventare astronauta, e il secondo dedicato all' IFAB, International Football Association Board, l’organo decisionale del calcio a livello mondiale.

Autore dell'articolo: Chen Dai-Lem

Sono cresciuta prima con la Pimpa, i disegni di Tony Wolf, ma anche e soprattutto Cip e Ciop, e poi leggendo Topolino. Sono appassionata di cinema, amo leggere, ma la mia passione più grande è la montagna e, quando possiamo, io e mio marito Kim saliamo a fare trekking tra le amate Dolomiti. Papersera per me significa fumetti, ma soprattutto amici, è un po’ una famiglia allargata sparsa in tutta Italia..e non solo!