The Don Rosa Library – Zio Paperone e Paperino 20

06 GIU 2019
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Siamo infine giunti al numero conclusivo di questa testata a lungo attesa dai fan del cartoonist del Kentucky, grazie alla quale – per la prima volta in Italia – gli appassionati di fumetto Disney hanno potuto avere a disposizione una ristampa organica dell'intera opera di Don Rosa. Rimandando, tuttavia, alcune considerazioni complessive alla fine di questa recensione, concentriamoci adesso, per l'ultima volta, sulle storie proposte.
L'albo si apre con Zio Paperone – Il Cavaliere Nero colpisce ancora, storia che, come già  svela il titolo, ripropone un personaggio molto particolare: il Cavaliere Nero. Si tratta di un villain creato proprio da Rosa, probabilmente il più difficile da contrastare e arginare. Il Cavaliere Nero nasce, quindi, dal riadattamento nell'universo dei Paperi di una vecchia idea che il Don aveva sviluppato in passato in altre sue storie: è un personaggio molto sui generis, estremamente ricco ed eccentrico, che desidera derubare Paperone solo per la grande fama che ne deriverebbe, senza alcuno specifico interesse venale. Già  apparso, oltre che nella storia d'esordio anche in una breve, qui il personaggio ritorna al meglio delle sue peculiarità  quali l'ironia, l'abilità  predatoria e, ovviamente, la sua specialissima armatura. Storia ricca di suspance e colpi di scena: non è da tutti i giorni vedere Paperone in seria difficoltà  a proteggere il suo amato deposito, rischiando seriamente di perdere per sempre tutto il suo contenuto. Una particolarità , fra le tante, merita una menzione: chi sarà  mai l'innominato artista preferito di Paperone? Lasciamo ai lettori indovinare la risposta…
La seconda storia è Paperino – I magnifici sette (meno quattro) Caballeros: già  il titolo rimanda, col suo semplice gioco di parole, al trio formato da Paperino, Josè Carioca e Panchito Pistoles, con cui già  il Don ebbe modo di costruire un bella storia (pubblicata sul 17° volume della testata); omaggiando le origini dei due compadres di Paperino, all'ambientazione messicana della prima storia segue quella brasiliana di questo secondo episodio, che consiste anch'esso in un'avventurosa caccia al tesoro. Molti sono i dettagli e le curiosità  che il lettore troverà  nell'articolo di presentazione, cui rimandiamo. Qui basta solo ricordare, al pari della precedente storia con gli stessi personaggi, che uno degli elementi portanti della vicenda è lo spiccato senso di gratificazione di Paperino messo in piedi dall'autore affiancandogli due personaggi suoi pari: sia Panchito che Josè nutrono una sincera stima nei confronti del loro amico yankee, e questo è un elemento più unico che raro in un contesto dove Paperino è quasi costantemente bistrattato, umiliato e compatito da amici e familiari.
Il finale dell'albo è di quelli memorabili, l'ultima storia scritta dal Don con protagonisti i Paperi: egli stesso scrive che “sebbene non sapessi che cosa mi riservava il futuro quando ho completato La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca, penso che nel profondo fossi consapevole che il mio percorso era concluso”. E' toccante leggere ciò, a maggior ragione a fronte dell'importanza che questa storia riveste per il personaggio di Paperon de' Paperoni, per come ne completa la caratterizzazione nell'universo donrosiano, per come lo rende ancora più “umano” e non solo un “duro da saloon” unicamente preso dalla corsa alla ricchezza. Paperone è molto di più e questa storia, universalmente nota e per la quale ogni commento potrebbe apparire superfluo, ne è la riprova.
Con questo ventesimo volume si conclude dunque l'opera omnia italiana di Don Rosa, forse la migliore collana mai prodotta dalla Panini Comics con la Disney. Abbiamo compiuto tutto il cammino insieme all'autore che appassionatamente ci ha accompagnato in questa lunga ed entusiasmante carriera a fumetti, una vera e propria avventura. Un capolavoro dietro l'altro, avventure che hanno segnato per sempre la storia del fumetto Disney e l'universo dei Paperi, nel bene e nel male.

Autore dell'articolo: Gancio