Addio a Giulio Chierchini

18 AGO 2019

Ci giunge purtroppo la notizia della scomparsa di Giulio Chierchini, autore di grandissima importanza nel panorama dei Disney Italiani, dei quali fece parte sin dalla prima ora, assieme a G. B. Carpi, come lui proveniva dalla “scuola di Genova”. Lavorò con continuità sulle pubblicazioni Disney (e non solo) a partire dagli anni Cinquanta, producendosi in storie memorabili e raffigurando un Paperino molto più “proletario” di quanto fosse lo standard. Negli anni Settanta raggiunse forse l’apice del suo successo con la nota parodia “I Promessi Paperi“. Successo che ha poi rafforzato negli anni Ottanta con storie come quelle del dottor Talos o le famose “storie dipinte”.

Dal tratto inconfondibile, sia nelle sue linee sottili nel disegno dei protagonisti, sia per le ambientazioni dove faceva muovere i personaggi della Banda Disney: nelle scalcinate periferie italiane, in stanze comicamente trascurate e malridotte, sia che si trattasse della catapecchia di Paperino, sia che fosse il deposito del suo ricco zio.

Chierchini pur lasciando un patrimonio di storie molto corposo, mi mancherà moltissimo, non per le sue storie degli ultimi tempi, ma perché‚ personalmente mi sentivo rassicurato dal sapere che c’era qualcuno in grado di far apparire dal nulla una mazza chiodata nelle mani di Paperone, per poter difendersi meglio dai Bassotti, qualcuno che potesse raffigurarlo con il cappuccio da boia nell’atto di punire Paperino per qualche sua scelta maldestra, qualcuno che credesse che l’esagerazione di certi atteggiamenti fosse un ottimo spunto comico. O che ci fosse qualcuno in grado di instillare una vena di inquietudine in storie altrimenti banali e scontate.

Mi mancherà una persona che ho avuto la fortuna di conoscere in occasione del Premio Papersera a lui dedicato (2009, giusto 10 anni fa) e di rincontrare poi in altre occasioni sempre con enorme piacere.

Autore dell'articolo: Paolo

Sono appassionato lettore e collezionista di fumetti Disney sin da quando ho imparato a... guardare le figure. Il Papersera - sia il sito sia l'associazione - sono per me motivo d'orgoglio!