Topolino 3351

19 FEB 2020
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Topolino 3351

Rockerduck e la filantropia contagiosa, facente parte della serie incentrata sul Papersera, rappresenta il tipo di storia che ci vorrebbe più spesso sul settimanale.

È un’avventura classica che riprende il tema della rivalità tra Rockerduck e Paperone ma regala il palcoscenico soprattutto alla più sgangherata coppia di reporter di Paperopoli.

Ci sono più o meno tutti gli ingredienti tipici, c’è un Rockerduck truffaldino con tanto di segretario, c’è un Paperone spilorcio, ci sono guai in agguato ovunque e l’immancabile finale con la punizione per il miliardario in bombetta e il trionfo per quello col cilindro.

Mastantuono non cerca di fare il simpatico, né il fenomeno: scrive e disegna una storia godibile, divertente. Una storia media, di quelle che non finiranno in nessuna deluxe ma che si fanno rileggere volentieri tutte le volte che ci capita di riprenderle in mano.

San Valentino è l’occasione per far tornare Brigittik, creatura di Roberto Gagnor disegnata da Vitale Mangiatordi , stavolta nelle vesti non di romantica vendicatrice ma come supereroina supplente al servizio di Paperone.

Uno spunto simile, anni addietro, aveva dato vita a quella che ormai è un classico, Paperinik e il mistero di Tuba Mascherata. Qua invece abbiamo a che fare con una storia totalmente inconsistente. E’ un difetto che vedo sempre più spesso in sempre più autori: si perde di vista la narrazione per inseguire il facile compiacimento del lettore (e di riflesso il proprio).

Basta imbattersi in una parodia dell’Arkham Asylum o di una immagine ormai iconica per dire di essere soddisfatti dalla lettura? No, se questi, che dovrebbero essere dei bonus, un semplice di più, diventano le uniche componenti di interesse. Tutto il resto è solo umorismo da social, lo stesso che si vorrebbe denunciare.

Donald Quest, dopo il prologo della scorsa settimana, torna con le prime due puntate della nuova avventura. A giudicare da queste pagine non sembra ci si debba aspettare nulla di più di quanto già visto in passato. D’altra parte il prodotto, come detto in precedenza, punta ad altro e il gioco da tavolo abbinato al libretto della settimana prossima è lì a testimoniarlo.

Chiusura con una storia anch’essa piuttosto classica, scritta da Bruno Sarda e disegnata da Marco Palazzi. L’accoppiata Paperone-Paperoga non è inedita ma la storia ha i suoi momenti divertenti e il risultato è fondamentalmente riuscito. Quantomeno, come mi è stato fatto notare, ha un inizio, una fine e un senso e, per quello che si vede sempre più spesso in giro, è già molto.

Ovviamente grande spazio per la ricorrenza di San Valentino, con i redattori che hanno dato vita alle loro fantasie più malate per mettere insieme le coppie peggio assortite dell’universo disneyano e una rubrica della posta monstre con millemila lettere pucciose e caricature a profusione.

Autore dell'articolo: Gianni Santarelli

Abruzzese, ingegnere elettronico riconvertito in quel che serve al momento. Il mio rapporto con i fumetti segue tutta la trafila: comincio a cinque anni con le buste risparmio della Bianconi (sovvenzionato da mia zia), poi Disney, i supereroi Corno, i Bonelli (praticamente tutti, anche se abbandonati man mano). Verso i 18 anni scopro le riviste della Comic Art, leggo "Stray toaster" di Sienkiewicz e inizio un giro del mondo fumettistico che ancora non termina. Fumetto franco-belga, argentino, americano, autori celebri e sconosciuti, tutto finisce nella mia biblioteca, molto aspetta ancora di essere letto, nel frattempo dilapido una fortuna. Su due cose sono profondamente ignorante: il fumetto supereroistico "classico" (ad eccezione di Batman, per cui ho una venerazione, non leggo una storia dell'uomo ragno & c. dagli anni 80) e il fumetto giapponese. Per il Papersera, collaboro all'annuale premio, scrivo qualche articolo quando necessario e mi occupo, con puntuale ritardo, del settimanale "Topolino"