PKNA – Paperinik New Adventures

27 MAR 2020

Introduzione

Primo numero della testata uscito il 14 marzo 1996.

Il 14 marzo 1996 irrompe in edicola una testata completamente unica per gli standard disneyani. Si trattava di uno spillato di grande formato con copertina che proseguiva nella quarta, grande logo di testata in alto e sul lato destro che saliva dall’alto al basso. Un approccio unico per un esperimento altrettanto unico. Paperinik New Adventures (da ora in poi PKNA) è stata una serie di riferimento per più di una generazione, capace di creare non solo un nuovo modo di fare fumetto Disney, ma anche di costituire un rapporto editore – lettore inedito e molto attivo, con una serie di campagne marketing “virali” in un’epoca quasi senza internet. PKNA ha anche spronato giovani autori a dare il massimo, ben diretti dal PkTeam, struttura preposta all’ideazione e alla gestione delle linee narrative in modo da evitare incongruenze. Tutto questo durò quasi cinque anni, 52 numeri regolari, 4 speciali, un nuovo microcosmo di riusciti personaggi e molteplici iniziative da libreria, merchandising vario e omaggi abbonati. Tutto questo, e altro ancora, è stato PKNA.

Storia

Teaser pubblicitario pubblicato su Topolino, con ancora la data di uscita del 15 marzo.

La direzione di Topolino condotta da Paolo Cavaglione a metà anni ’90 spinse per un allargamento dei temi, realizzando nuove testate che andassero a coprire target precisi. Nacquero così GM – Giovani Marmotte, I Maestri Disney, PaperFantasy, Topolino Adventure, tutte testate composte però per la maggior parte di materiale ristampato. Gli obiettivi di PKNA erano molto più ambiziosi: l’idea era di creare una testata marvelliana – nel formato, nella gabbia delle vignette, nei temi maturi e realistici – in linea con lo spirito Disney. Un azzardo, ma decisamente anticipatore dei tempi, visto che fu proprio la Disney a comprare la Marvel nel 2009. Cavaglione si attornia di validi collaboratori desiderosi di prendersi dei rischi e fare qualcosa di nuovo: Ezio Sisto in primis che, come caposervizio sceneggiature dei periodici Disney, recluta i talenti e imposta la testata; Alessandro Sisti, abile sceneggiatore, coordina le trame e scrive parecchi numeri (come ricorda lui stesso, Cavaglione gli aveva proposto di scrivere da solo tutte le uscite); Max Monteduro, vulcanico copertinista di Paperinik e altri supereroi, sperimenta tutte le nuove tecnologie in fatto di colori ed effetti speciali; infine Alberto Lavoradori, che proprio in quel periodo aveva presentato molteplici schizzi, studi e idee per un bellicoso popolo di paperi alieni viola. Questo gruppo è il primigenio nucleo del PkTeam, che si allargherà sempre più ospitando nuovi autori, dai freschi talenti dell’Accademia Disney di G.B. Carpi come Claudio Sciarrone, Paolo Mottura, Fabio Celoni, Silvia Ziche, Stefano Intini e Corrado Mastantuono, all’esordiente Lorenzo Pastrovicchio fino all’outsider Francesco Guerrini, passando per le penne di Francesco Artibani, Gianfranco Cordara, Bruno Enna e Tito Faraci.

Altro teaser pubblicitario pubblicato su Topolino, con la data di uscita definitiva del 14 marzo.

Il PkTeam utilizza Paperinik, personaggio molto amato, per demolire tutte le sicurezze del lettore disneyano. Saltano i nemici deboli e buffoneschi, rimpiazzati da minacce vere e letali. Gli alleati diventano ambigui e sospetti. La stessa ambientazione si trasforma, dalle tranquille villette a schiera ad una metropoli tentacolare e oscura. La Ducklair Tower, il grattacielo di 150 piani + 1, diventa simbolo di questa ricostruzione, mentre la tavola si trasforma in layout arditi, in cui le classiche tre strisce da due vignette si moltiplicano e si smontano: doppie splash page, vignette verticali lungo tutta la pagina, spazi bianchi che scompaiono, nuovi accorgimenti schiaffeggiano il lettore che viene travolto da questo grande movimento. L’ampio formato si presta bene, e la stessa doppia copertina è un perfetto biglietto da visita.

Pagina promozionale su Topolino, in cui finalmente si spiega di che cosa si tratta, in maniera chiara e sintetica.

I temi cui ruota la saga sono essenzialmente quattro:

  • L’invasione aliena, con gli Evroniani e i loro complotti;
  • I viaggi nel tempo, con Lyla, il Razziatore e la Tempolizia;
  • Le avventure di spionaggio e di sfide militari, con la PBI e la minaccia di Belgravia;
  • La battaglia contro Due e i rapporti con Everett Ducklair.

A queste tematiche si aggiungono pochi numeri one – shot, ovvero con nessun collegamento particolare con le linee narrative principali (a parte qualche vago richiamo). Gli autori traevano idee da altri media – dal cinema al fumetto – per riversarlo nelle singole tematiche e legare gli episodi in  una stretta continuity interna. Il fatto che i numeri fossero fortemente legati tra loro era un’assoluta novità in nel fumetto disney, e sicuramente uno dei motivi del successo dell’iniziativa. La serietà di ogni singolo episodio, il fatto che la storia si muovesse in un teatro in cui ogni evento aveva una potenziale conseguenza che poteva verificarsi in maniera inaspettata era un vero toccasana per il lettore, in maniera non diversa da quanto stava realizzando Don Rosa per Paperone negli stessi anni. La continuity faceva da collante per temi ampli e seri: morte, amore, sacrificio, vendetta, tutto veniva trattato in maniera seria e aperta. Xadhoom si aggira per la galassia con l’obiettivo di distruggere gli Evroniani, Paperopoli rischia di essere spazzata via con l’operazione Sole Freddo, lo stregone Ahrimadz si ritrova tagliato fuori dalla società dopo anni di sacrifici, Angus Fangus crea fake news per screditare Paperinik, gli Evroniani vogliono rendere schiavo l’universo, l’Esercito nasconde segreti e scende a patti con il nemico, Uno non può fare a meno di combattere suo fratello Due. E si potrebbe andare avanti a lungo con decine di esempi. Questa maturità ha permesso alla testata di essere memorabile e di diventare una vera pietra di paragone per tante altre iniziative, oltre ad essere un felice precedente per storie più mature.

Numerosi portafogli a tema PKNA.

L’innovazione non era presente solo nel fumetto, ma anche nella rivista stessa, con una serie di rubriche fisse che ben riflettevano la maturità dell’operazione. La testata iniziava con un editoriale in cui, in maniera molto ironica e a volte eccessivamente vaga, si parlava del soggetto dell’albo. Poi c’era la posta, ovvero la PkMail: probabilmente si tratta della rubrica più innovativa, non per il suo contenuto – lo spazio dedicato alle lettere è un classico di qualsiasi rivista – ma per il suo approccio volutamente canzonatorio e fuori dalle regole. Infatti, se i lettori scrivevano in maniera seria e compita, la redazione rispondeva in modo contrario, usando tantissima ironia e prendendo in giro, in maniera comunque leggera e piacevolmente beffarda. Così, a chi faceva notare degli errori si rispondeva con “Poche ragazze da quelle parti, eh?” oppure “Comprati un bel criceto!”, mentre si citavano i vari membri del PkTeam per prenderli in giro, scatenando inevitabili tormentoni. I lettori capirono subito il gioco, divertendosi ad inviare lettere volutamente assurde, che ricevevano risposte ancora più assurde.

Le carte di PKNA.

Erano presenti anche rubriche serie, come PkProject: si trattava di approfondimenti di due o più pagine che analizzavano, in maniera scientifica, argomenti accennati nella storia dell’albo, oppure veniva spiegato il funzionamento di alcuni macchinari presenti. Il lettore scopriva come funzionava la cronovela o come funzionava il processo di cooflamizzazione, oppure le specifiche tecniche del PkJet. Memorabili i tre maxi PkProject dedicati alla Ducklair Tower (14 pagine pubblicate sul numero zero/3 come PK Speciale, prova generale del Pkproject), ai mezzi della flotta evroniana (11 pagine pubblicate su PKNA #17) e alle spore evroniane (di nuovo 11 pagine su PKNA #35 con qualche articolo riciclato). Erano articoli ben curati, che mischiavano aspetti scientifici veri con qualche “tecno – bubbola” che rendeva il tutto estremamente credibile. Poi vi erano i PkFiles, ovvero le schede del personaggio: una pagina dedicata ai personaggi nuovi introdotti nel numero in cui, punto dopo punto, si descrivevano le caratteristiche fisiche e psicologiche. Era un altro modo per dare sostanza e credibilità alle storie, e per rendere ancora più amata la struttura narrativa. Il numero si concludeva poi con la terza di copertina, una pagina dedicata all’anteprima del numero successiva. Si trattata di una illustrazione senza alcuna indicazione sul fatto che si trattasse di un’anticipazione. A volte c’era una scritta, a volte solo immagini: un altro modo per stimolare l’attenzione del lettore e farlo riflettere, per trenta giorni, su che cosa aspettarsi.

Queste sono state le rubriche fisse della rivista. Per le rubriche meno stabili, e più buffonesche, si vada nella sezione dedicata alle curiosità.

Litografia e #1 speciale presentati alla prima mostra su PKNA a Roma nel 1996.

L’uscita di PKNA fu anticipata da un ricco battage pubblicitario su Topolino e su altre testate. Primi piani di strani personaggi con sfondo nero e il criptico, ma intrigante, messaggio “Pikappa non ci scappa”, facevano capolino tra le pagine. Redazionali spuntavano qua e là tra le ordinarie pagine del settimanale, mentre veniva allegato al numero 2103 un depliant che, simile ad un foglio di giornale (con la testata PkNews), promuoveva il numero zero di PKNA (iniziativa uguale fu replica con il numero 2117 uscito il 18 giugno 1996 per il numero 0/2). Per dimostrare quanto fosse sperimentale la testata, basta vedere la numerazione. A marzo del 1996 esce il primo numero, indicato proprio come 0 per mostrare come si tratti una prova, di un esperimento, un modo per testare il pubblico. Anche all’interno, rivolgendosi ai lettori ovvero i pkers, si dice che si tratta del primo numero di una serie che potrebbe terminare subito, se la risposta non sarà positiva. La periodicità appare fin da subito aleatoria e, in un tempo in cui la comunicazione era molto più lenta, i lettori potevano solo aspettare e puntare le edicole. Il numero 0/2 uscì nella seconda metà di giugno del 1996, e anche in quel frangente il PkTeam non poteva promettere molto. Finalmente, con il numero 0/3 uscito a settembre, la redazione può cominciare a sbottonarsi e a rilevare come la testata sia riuscita ad ottenere, grazie all’entusiasmo dei lettori, uno status solido e, a partire dal 25 ottobre, si comincia con il #1 e la bimestralità. Finalmente, con il #3 del marzo 1997 la testata diventa mensile. Anche il numero di tavole della storia principale non fu fisso da subito: partì da 71 tavole per passare a 60 (numeri zero/2 e zero/3), per andare a 70 dal #1 al #7, e a 64 dal #8 al #10, fino ad assestarsi a 62 con il #11 (questo cambio di foliazione fu dovuto all’inserimento delle storie brevi, per cui rimandiamo alla sezione dedicata alle curiosità).

Copertina intera del #3.

Servì ben un anno di rodaggio per confermare al PkTeam e a Cavaglione quanto l’ardita scommessa fosse vinta, e con successo. I numeri zero esaurirono in fretta in edicola, e il servizio arretrati metteva a disposizione una sola copia a richiedente di quei numeri; i primi abbonati potevano avere il mitico trio con uno speciale timbro apposto; le quotazioni nel mercato dell’usato, per molti anni, furono inaspettatamente alte per albi comunque non con una piccola tiratura. PKNA diventava fin da subito un oggetto di culto, con una fan base che cresceva esponenzialmente e che non aveva precedenti in ambito disneyano. Il PkTeam li stimolava a creare fan-club, siti internet e momenti di aggregazione, che venivano prontamente pubblicati. Per dare un segno di riconoscimento – oltre al fatto di chiamarsi pkers – veniva inviata la Pkard a chi inviava lettere o risposte a vari quiz. Più tardi poi, con il #15 del marzo 1998, venne creata la Pk Action Hero Card, un’altra tessera simile che però sul retro aveva lo spazio per ospitare cinque bollini, che venivano consegnati solo con il completamento di alcune assurde missioni che il PkTeam proponeva, da farsi la doccia in una cabina telefonica a mostrarsi insieme all’amico invisibile. Un modo folle per creare l’effetto community, utilizzando tattiche quasi virali e da guerilla marketing decisamente avanzate per l’epoca. Le foto di questi momenti assurdi venivano pubblicate in fluviali articoli all’interno della testata, che quindi andava ben oltre il suo contenuto fumettistico, per diventare qualcosa d’altro, un luogo dove sentirsi parte di qualcosa più grande uniti dalla passione per le avventure di un papero mascherato.

Un efficace slogan.

Gli allegati ai vari speciali estivi: poster, calendari, agende e adesivi.

Tutto questo entusiasmo era supportato ovviamente da contenuti fumettistici di alto livello. Il PkTeam coordinava gli autori in modo da mettere le trame in forte rapporto tra loro, creando personaggi credibili e situazioni davvero memorabili. Non possiamo fare una recensione di ogni singolo volume (vi invitiamo a cercare le recensioni nella pagina dell’edicola), ma sono svariate le tematiche degne di nota che gli autori hanno sviscerato. Bruno Enna ha realizzato numeri poetici in cui la forza dei sentimenti si scontra con le convenzioni sociali (Gorthan che è costretto a nascondere le sue pulsioni umane contro la crudeltà evroniana in Mekkano è una potente metafora di chiunque debba allinearsi al comune sentire) o con la tirannia del tempo che passa (Leonard Vertighel è simbolo di chi, pur avendo tutto, senza sentimenti non riesce ad essere una persona completa). Francesco Artibani ha scritto personaggi ambigui in cui è difficile capire dove comincia la ragione e dove finisca il torto (si veda lo struggente Morgan Fairfax di Terremoto, in cui anche Uno è costretto a decidere tra la ragione e il cuore, ma anche il Razziatore, beffardo ladro temporale la cui morale lascia ampie zone grige). Gianfranco Cordara ha realizzato svariate vicende di ambito militare, in cui i giochi di potere si mischiavano alla spicciola forza bruta (nonostante alcuni risultati altalenanti, il messaggio di Virus, in cui i segreti di stato non devono essere tali, getta le basi per intriganti riflessioni). Davide Catenacci, nonostante un’unica sceneggiatura lunga all’attivo per PKNA, ha realizzato una potente trama dove la manipolazione delle informazioni diventa un pericoloso strumento di potere, in un messaggio decisamente attuale. Tito Faraci ha usato il suo stile umoristico per un numero fuori da tutti gli schemi, in una corrosiva satira dello show business, e utilizzato le didascalie introspettive e la voce narrante del protagonista tipica dell’hard boiled (ricreato in salsa Disney con la riuscita MMMM) per una riuscita storia in cui Paperinik deve trovare in Paperino la forza per vincere un nemico terribilmente forte. Alessandro Sisti, infine, ha realizzato numerose storie in cui ha inserito intelligenti spunti narrativi mischiandoli con azzeccate, e credibili, teorie scientifiche, specie legate ai viaggi temporali (memorabile la rilettura della storia che può essere riscritta), e creato un nemico credibile come Due dal destino davvero struggente.

Pkers, la fanzine ricca di anteprime regalata agli abbonati.

Tutte queste trame incredibili sono state valorizzate dalle matite, coraggiose e innovative, dei freschi talenti dell’Accademia Disney. Abbiamo detto di come Alberto Lavoradori abbia realizzato le linee guida dei vari personaggi e degli Evroniani: il suo stile spigoloso e squadrato è perfetto per questo popolo assetato di emozioni. Claudio Sciarrone ha colto la lezione di Carpi per andare verso nuove ed emozionanti direzioni: il suo Paperinik dal becco piacevolmente quadrato si accompagna a inquadrature ardite e ad un prezioso lavoro sui macchinari (si veda l’incredibile doppia pagina di Ombre su Venere). Alessandro Barbucci, seppur per un paio di incredibili numeri, porta tutta la sua morbidezza e il suo approccio euro – manga per dare ai paperi sinuosità nuove. Infine Lorenzo Pastrovicchio, che praticamente esordiente realizza un lavoro mostruoso in Trauma, con esoscheletri giganti, battaglie urbane e doppie splash page di effetto, e che continua in questa scia con una brillante evoluzione (basti pensare alle coinvolgenti immagini evroniane di Lontano lontano.

Diari e quaderni con le copertine dei numeri zero.

Questa voglia di innovazione e di cambiamento porta il PkTeam a cambiare le carte in tavola. Vengono infatti compiute delle scelte coraggiose, destabilizzanti per i loro lettori. A partire dal #35, con l’inizio della trilogia di Xadhoom, i pilastri della saga cominciano a crollare uno dopo l’altro. La minaccia evroniana scompare, e la bella xerbiana trova finalmente pace. I viaggi nel tempo si interrompono bruscamente. Due trova il suo posto nel futuro. Perfino la relazione con la PBI si interrompe. Numero dopo numero, come in un domino, le certezze dei pkers precipitano. La redazione comincia a lanciare messaggi sibillini di cambiamento. Nel #42 viene lanciato un sondaggio per raccogliere idee su che cosa cambiare nella testata (i risultati saranno pubblicati nel #46, per essere poi effettivamente realizzati con la serie successiva). Le rubriche cominciano ad assottigliarsi, e nel #46 appare un countdown nell’anteprima. In questi cambiamenti, qualcosa va storto e appaiono degli errori della continuity notevoli (i #47 e #48, ricchi di viaggi temporali, non potrebbero accadere a fronte di quello che succede nel #43), segno di una certa confusione generale. Nonostante ciò, il PkTeam fa un lavoro coraggioso ed ordinato nel chiudere le trame con garbo e pulizia una per una. Così, l’ultimo numero presenta una foliazione maggiore per una storia di 86 tavole, e una numerazione raddoppiata in #49/50 per fare cifra tonda, e diventa un’occasione per celebrare la saga, in particolare i primi tre numeri classici. Stefano Ambrosio, supportato da tre disegnatori, realizza un what – if in cui rilegge, mischiando vari albi, le trame di numeri del passato. Le tavole di raccordo ai tre racconti interni fanno da base per gli sconvolgenti avvenimenti che daranno il via alla seconda serie di PKNA, ovvero Pk2.

Conclusioni

Copertina intera dello struggente #22.

Il coraggio con cui il PkTeam chiuse PKNA è la vera cifra distintiva di tutta la saga. Un coraggio che venne declinato in molti modi, dall’approccio innovativo nella tavola alle tematiche complesse e mature. Sempre alta fu l’attenzione per raccontare temi ambigui, nei quali non si sceglieva mai la strada più facile. Questo, unito a personaggi riuscitissimi, ad una cura redazionale di livello e ad una serie di iniziativa bizzarre e forse per questo funzionanti, è stata la ricetta per fare di PKNA una rivista capace di incidere una intera generazione, e di creare un mito destinato a durare.

Curiosità

  • Ad agosto 1997 la storia lunga di PKNA si assestò a 64 tavole (per poi divenire 62 tre mesi dopo), dalle precedenti 70, lasciando così spazio alle storie brevi. L’idea del PkTeam era di pubblicare serie di vicende da 8 tavole (solo la prima serie ebbe 10 tavole ad episodio, a parte l’ultimo, pubblicato molto tempo dopo) focalizzandosi su personaggi secondari che potevano meritare un approfondimento. Particolare il caso di Trip, il figlio del Razziatore che esordì prima nelle storie brevi. Era anche uno spazio in cui i disegnatori erano lasciati sperimentare, dai colori seppiati o da finto quaderno da disegno di Ziche, ai pastelli di Turconi, dai colori espressionisti di Mottura agli sperimentalismi di Celoni, fino al disegno umoristico fino all’eccesso di Intini e Lavoradori. Qui di seguito la lista delle brevi, con gli autori coinvolti e il numero di episodi complessivo, oltre al numero di pubblicazione.
    Titolo Serie (numero di episodi)Sceneggiatore DisegnatorePubblicazione
    Angus Tales (7) Tito Faraci, Paola Mulazzi, Silvia Ziche Silvia Ziche PKNA #7-13 e PKNA #48
    Arriva Trip (3) Francesco Artibani Alessandro Barbucci e colori di Barbara Canepa PKNA #14-16
    Starring the great Burton La Valle (4) Rudy Salvagnini Paolo Mottura PKNA #18-21
    Vedi alla voce EVRON (3) Augusto Macchetto Stefano Intini e colori di Alberto Lavoradori PKNA #22-24
    5Y (5) Francesco Artibani Corrado Mastantuono PKNA #26-30
    Io sono Xadhoom (3) Tito Faraci Fabio Celoni PKNA #31-33
    Trip’s strip (4) Bruno Enna Silvia Ziche PKNA #34 e PKNA #40-42
    Fuori… onda (4) Diego Fasano Paolo Mottura PKNA #36-39
    Lo Zen e la fisica dei quanti (5) Alessandro Sisti Stefano Turconi PKNA #43-47
  • Copertina intera del numero zero/2.

  • Molto vasta è stata la produzione extra per il mercato librario e non solo. Una ridda di volumi speciali, cartonati, numerati messa in vendita in libreria o solo via bollettino postale, con pubblicità inserite nella PkMail o in particolari depliant interni:
  • PkOne : il primo grande volume speciale, edito da Disney Libri. Si tratta di un cartonato di ampie dimensioni da 35×23,5 di 212 pagine che ospita i primi tre numeri zero in bianco e nero con il formato delle tavole originali. Una “artist edition” che mostra le inchiostrazioni e il disegno nella sua forma pura. Pubblicizzato nel PkStore (l’inserto promozionale interno all’albo #24 del dicembre 1998), l’albo era tirato in 3500 copie numerate e costava 49mila lire. Volume bello e prezioso, fu anche pubblicato in una versione da libreria (non numerata) pubblicata nel settembre del 2000.
  • Pk – I viaggiatori del tempo : nel numero 25 della collana dei Super Miti Mondadori, contenitore di variegate uscite editoriali, esce all’inizio del 2001 una raccolta di 350 pagine al prezzo popolare di 15900lire dedicata a PKNA. Vengono pubblicate cinque storie, tra cui i primi tre numeri zero. Si tratta di un volume che si presta a rinverdire l’interesse per la testata, proprio nel momento in cui veniva lanciato in edicola Pk2. Forse era un modo per mantenere alta l’attenzione e creare nuovi lettori, sia per il mercato degli arretrati che per le nuove storie. Qui un bel ricordo.
  • PK Memories : nella primavera del 2001 esce per le librerie, edita da Disney Libri, una collana in cinque volumi dedicata a PKNA. Ogni volume raccoglie tre storie con un focus particolare su un personaggio, nell’ordine: Evroniani, Lyla, Razziatore, Uno e Xadhoom. Si tratta di pregevoli cartonati di un formato poco più grande di PKNA, con del contenuto editoriale extra di poco conto (qualche redazionale che racconta un po’ la storia del personaggio o i commenti di persone che lo conoscono). Anche questa era un’iniziativa destinata a rinverdire i successi di PKNA e a tenere alta l’attenzione. Pk2 propose la vendita via posta del lotto insieme al raro Pk Tech Book.
  • PkTwo : il secondo grande volume speciale, sempre edito da Disney Libri. Si tratta di un vero e proprio numero uguale nelle caratteristiche a PkOne. Pubblicava la trilogia di Xadhoom, con purtroppo meno articoli (giusto uno scarno editoriale), con sole 196 pagine. Pubblicizzato nel PkStore (l’inserto promozionale interno all’albo #36 del dicembre 1999), permetteva a chi lo avesse comprato subito di leggere in anticipo sull’uscita in edicola il #37. L’albo era tirato in 5000 copie numerate e costava 49mila lire. Anche questo volume fu pubblicato in una versione da libreria (non numerata) pubblicata nel 2000.
  • Pk Strettamente Riservato : si tratta di un volume da libreria uscito nel 1999, sempre con l’etichetta Disney Libri. Grande formato (28×19), brossurato, presenta le tre storie più amate della testata. Non conosciamo il criterio con cui fu effettuata la scelta, ma effettivamente sono tutti e tre capolavori. Il volume è arricchito da un discreto bagaglio di contenuti speciali, tra PkFiles pubblicati sui PKNA originali e sei pagine di contenuti speciali, con molti bozzetti e commenti.
  • Fogli promozionali allegati a Topolino.

  • In PKNA il tempo scorre regolarmente insieme al mondo reale. I numeri di dicembre sono effettivamente ambientati durante il periodo natalizio (si veda il #13 o il #24 come esempio). Oppure il #8 ambientato in pieno agosto. Mentre nel #45 si fa chiaro riferimento al fatto che siano passati 30 giorni dall’arrivo del tenente McCoy sulla terra, avvenuto un mese prima nel #44. Un modo in più per sottolineare la serietà del fumetto.
  • Sono state fatte due mostre dedicate a PKNA. La prima nel novembre 1996 in occasione di ExpoCartoon a Roma, con tavole originali e materiale di studio. Si trattava di una presentazione in pompa magna della neonata iniziativa editoriale che, con il #1, diventava finalmente regolare. Per il pubblico di appassionati fu messa in vendita una speciale edizione con inserti dorati del #1 insieme ad una litografia di Lavoradori tirata in 5000 copie numerate. Un’altra mostra fu realizzata tra il 7 aprile e il 31 maggio 2000 a Catania in occasione di EtnaComics, in cui PKNA era presente, insieme a parecchio altro materiale Disney, quindi non si tratta di una mostra monografica.
  • Una sciarpa dedicata a PKNA.

  • A partire dal #21 del settembre 1998, esce per gli abbonati una rivista trimestrale, Pkers o Paperink New Adventures Official Fanzine. Si tratta di un pieghevole in cartoncino spesso contenente anteprime e work in progress dei numeri di futura uscita. Un modo per rendere l’abbonamento ancora più interessante: infatti, durò per tutto Pk2 e anche per PK – Pikappa (per quanto le uscite cominciarono a diradarsi e ad avere sempre meno informazioni). Ad oggi si tratta di materiale di non facile reperibilità. Grazie all’utente hendrik, in questo topic trovate la cronologia completa.
  • Uno zaino a marchio PKNA.

  • Sono ben quattro i numeri speciali di PKNA facenti parte della continuity ma usciti come numeri extra in estate, per approfittare del periodo vacanziero. In tre casi su quattro si tratta di raccolte di storie brevi, realizzate da più autori, legate da un filo conduttore. Memorabile lo zero barra uno, destinato a riempire il buco tra i primi due numeri zero. Più ordinario il terzo, che presenta una lunga storia che si snoda tra due binari temporali paralleli, e che presenta delle svolte molto interessanti per la continuity, oltre a raccontare i retroscena della caduta di Xerba. Il quarto risulta invece piuttosto poco centrato, con delle storie brevi incolori e un filo conduttore geniale nella sua assurdità: un foto-romanzo con protagonista Bertoni, divertente ma un po’ poco per l’ultimo speciale di PKNA. Assieme agli albi erano presenti anche dei gadget: un doppio poster, due adesivi, un gioco da tavolo sui generis, il calendario evroniano e la mitica agenda “Quarantena” disegnati da Claudio Sciarrone.
  • PKNA ha avuto numerose rubriche, come abbiamo già esposto nell’articolo. Molte però furono brevi e imprevedibili. All’inizio, da PKNA #2 al #7 (con una coda nel #16), era presente Angus Fangus News, due pagine che rileggevano la storia dell’albo sotto la lente distorta, e buffonesca, del kiwigiornalista. Materiale che anticipava anche la prima serie di storie brevi, Angus Tales. Sulla falsariga di questa rubrica venne realizzata, per il solo #10, Lyla Lay News, con un servizio sulle bande di bulli mascherati che si aggiravano per Paperopoli, e che erano presenti all’inizio della storia. Oltre a queste, pubblichiamo qui di seguito una lista ragionata delle rubriche non standard, ovvero quelle molto ironiche e sopra le righe in cui, tramite Oskar Bertoni, ovvero Davide Catenacci, si rideva di manie o di eventi ricorrenti come le vacanze e il calcio. Fu particolare il PkQuiz, partito con domande generiche per ottenere l’irrinunciabile diploma di PkMaestrino, per proseguire con quesiti specifichi su Xadhoom e gli Evroniani. Interessante il Referendum ospitato sul #42, dove la redazione chiedeva ai lettori voti e giudizi sulla struttura della rivista (editoriali, rubriche, posta, storie brevi e lunghe): un vero banco di prova su come cambiare la testata, tanto che molti dei suggerimenti, a vedere i risultati sul #46, furoni accolti e messi in pratica con Pk2. Si noti come gli ultimi numeri non presentino nulla, segno di un lento ma preciso disarmo da parte del PkTeam:
    Titolo rubricaNumero
    Angus Fangus News #2-7 e #16
    Lyla Lay News #10
    PkNews #15
    PkQuiz #27-29, #31, #35 e #37
    PkTravel #26, #38 e #0/1
    PkCarneval #39
    PkOskar #40
    PkSport #41
    PkSoccer #42
    Referendum #42
    PkUeb #43
    PkFerie #44
    PkGame #45
  • Gli snowboard di PKNA realizzati da Rossignol in tre modelli.

  • Sterminata è la lista di gadget, merchandising e oggetti vari realizzati a tema PKNA, dalla testata stessa oppure fatti su licenza. Qui di seguito proviamo ad elencare quelli di cui siamo a conoscenza, ma qualcosa potrebbe spuntare fuori. Scriveteci se siete a conoscenza di altro. Ringraziamo per numerose foto , Angelo, Venos e Pacuvio.
    OggettoCommenti
    PkSegnalibro Allegato da staccare a PKNA #2 – 3.
    Cartoline Inviate dal PkTeam con quattro soggetti (Razziatore, un Evroniano, Xadhoom e Paperinik)
    Pkard Inviata dal PkTeam a chi scriveva alla testata
    PkAction Hero Card Da completare con cinque bollini per cinque diverse missioni.
    Spille Vendute in cofanetto per corrispondenza nel dicembre 1998.
    PkEnda Una speciale agenda venduta per corrispondenza nel dicembre 1998.
    PkPocket Book Un libro di frasi del PkTeam, venduto per corrispondenza nel dicembre 1998.
    Calendario 1997 Realizzato da Mastantuono, Sciarrone e Monteduro.
    Carte Realizzate da Mastantuono e allegate in omaggio a Topolino 2167 – 2170, e poi a PKNA #32 – 33.
    Materiali di cancelleria Realizzati da Franco Panini Carterie per quattro anni scolastici 97 – 00, comprensivi di diari, quaderni, zaini e astucci.
    Chrom PkBox Cofanetti raccoglitori venduti per corrispondenza con le etichette fino al 2001.
    PkClock Orologio da parete venduto per corrispondenza, rappresentante Uno e Paperinik.
    Figurine Panini Album realizzato con due copertine e uscito nell’ottobre 1998.
    Pattini più adesivi Premio del concorso fatto da acqua Rocchetta nel 1998.
    Snowboard Realizzati da Rossignol in tre modelli.
    ExtrArredi di PKNA Orologio, torre porta-cd e fermalibri a tema in un nuovo concorso dell’acqua Rocchetta nel 1999.
  • Copertina intera del #5.

  • PKNA è stata ristampata più volte. Un primo tentativo – quasi una ristampa anastatica – si fermò al #21 con PkReloaded . Una seconda ristampa, in 20 volumi cartonati, allegata a L’Espresso, presentava i numeri alla rinfusa con una distribuzione in edicola piuttosto frammentata tra regioni. Molto accurata e completa fu la terza ristampa, pubblicata insieme alle altre due serie: Pk Il Mito , allegata al Corriere della Sera, era una collana settimanale in 36 volumi ricca di contenuti speciali, articoli di approfondimento e materiale inedito, oltre ad allegare delle schede per realizzare la Pk Style Guide, ovvero il materiale illustrativo tecnico dei personaggi per realizzare prodotti di merchandising. Infine, PkGiant, ristampa in grande formato di PKNA edita da Panini Comics: mensile, con copertine inedite e contenuti nuovi, ha via via ridotto all’osso l’apparato redazionale, limitandosi a pubblicare la sola storia (senza le storie brevi). Diventato bimestrale, rischiò la chiusura, ma le lamentele dei lettori portarono ad una conclusione della testata ristampando le storie in coppia e completando la serie.
  • Copertina intera del #48.

  • PKNA è stata ristampato anche in altri paesi. Ricordiamo la breve esperienza americana e le complete versioni svedesi e norvegesi .
  • PKNA ha avuto diversi prezzi, come esposto nella tabella di seguito. Inseriamo anche i prezzi degli Speciali:
    PrezzoNumero con nuovo prezzo
    3300lire Zero
    3800lire Zero/3
    4000lire #20
    4300lire/2,22€ #44
    5800lire Speciale 97
    6000lire Speciale 98
    6900lire/3,56€ Speciale 99 e 00
  • Per il ventennale di PKNA, nel 2016, Max Monteduro ha ricolorato il numero zero pubblicandolo in grande formato. Inoltre, un albo ha ristampato lo Speciale 99 con una serie di omaggi disegnati di vari autori.
  • Visualizza le informazioni relative a Paperinik New Adventures sull’INDUCKS

    Le nostre recensioni

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    Autore dell'articolo: Amedeo Badini

    Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.