Topolino 3358

09 APR 2020
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Un ottimo numero Topolino 3358.

La copertina ci porta a dedurre che sia Zucchero il grande protagonista del numero della settimana ma, fortunatamente, si tratta di un falso indizio. Di sicuro non leggerete da queste pagine l’ennesima filippica contro i vip che fanno di volta in volta capolino sul settimanale, anche perché va certamente detto che il format scelto ormai da diverso tempo per queste occasioni (copertina + intervista) permette di dare sì un certo risalto all’ospite, ma anche di lasciarlo rapidamente da parte e concentrarsi sul resto del giornale. Il punto debole del numero in effetti può essere rintracciato proprio nelle tre brevi strip di una pagina poste a corredo dell’intervista al cantante reggiano. Nessuna infatti ci appare particolarmente ispirata.

Ma passando oltre l’inserto musichereccio, nel resto del numero ci imbattiamo in una serie di storie tutte molto godibili. In apertura Topolino e il richiamo dell’Outback vede una bella prova da autore completo di Giuseppe Zironi. La storia fa parte della serie Topolino giramondo ed è forse la più riuscita di questo ciclo. Il protagonista stavolta si trova a fronteggiare le difficoltà del deserto australiano ed è suo malgrado testimone di un rapimento. Possiamo notare un riferimento al celebre romanzo di Jack London Il richiamo della foresta sia nelle suggestioni evocate dal titolo, sia in alcuni rimandi nella trama. Il Topolino di Zironi è sempre gradevolissimo dal punto di vista grafico e il suo tratto graffiante è l’ideale per mostrare la natura selvaggia dell’inospitale territorio australiano.

Si prosegue poi con la seconda storia di Marco Nucci e Stefano Intini con protagonista il personaggio di Newton Pitagorico. Anche stavolta il risultato è molto buono. Newton Pitagorico e la pistola aspira-arcobaleno è una storia divertente e ben costruita, che si prende il giusto respiro per raccontare gli avvenimenti e inserire piccole digressioni che vivacizzano la narrazione, fonte di ottime gag umoristiche. I disegni di Intini in questo senso sono ideali in quanto contribuiscono al tono allegro e scanzonato della storia.

Allegria che lasciamo da parte nel leggere la quarta puntata di Area 15, la saga teen di Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone. Buona fortuna Qua è una storia che fa della malinconia (unita ad un pizzico di sentimentalismo) la sua cifra stilistica, andando ad analizzare in maniera abbastanza verosimile i classici problemi di chi sta crescendo, mettendoli in rapporto alla loro controparte adulta (Paperino, in questo caso). La scelta di proporre metà della storia senza dialoghi accentua in maniera molto piacevole il dialogo che segue, in particolare il momento netto in cui Paperino rompe il silenzio. Tuttavia la parte muta risulta un pochino macchinosa e non sempre immediata nella comprensione, soprattutto a causa delle vignette “disegnate”, francamente evitabili.

Godibile anche Zio Paperone e la regola sregolata, una breve intelligente in cui Marco Bosco riesce, in poche pagine, a mostrare l’applicazione di una legge fondamentale del marketing: il principio di Pareto. Amendola non impressiona e risulta anzi particolarmente legnoso.

Il numero si conclude con la storia in due parti Paperino e Paperoga in… una notte al deposito, che vede ai testi l’accoppiata Giorgio Fontana e Giulio D’Antona e ai disegni Federico Franzò ed Emanuele Virzì. Interessante l’idea di proporre il racconto di una stessa vicenda da due differenti punti di vista ed è simpatico anche il pretesto che fa da base all’intreccio. Il risultato è buono, anche se forse non mi sarebbe dispiaciuto trovare maggiore verve nella sceneggiatura e nei dialoghi perché questo buono spunto potesse essere sfruttato in maniera ancora migliore.

Insomma un numero in cui nessuna storia spicca in maniera particolare, ma solamente perché si tratta di tutte storie di buon livello, piacevoli da leggere e da commentare.

Autore dell'articolo: Matteo Gumiero

Costretto a scrivere qualcosa in questo spazio, sono ingegnere, non amo scrivere ma in compenso mi piace leggere. Fumetti, soprattutto.