Carl Barks l’Uomo dei Paperi

13 APR 2020

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni 2000, in un’epoca in cui l’e-commerce praticamente non esisteva ancora, la possibilità di acquistare libri e fumetti “a distanza” facendoseli spedire per posta avveniva attraverso arcaiche modalità.

Carl Barks - L'uomo dei Paperi

La copertina del volume.

Nello specifico, Disney Italia aveva iniziato a diffondere aperiodicamente i cosiddetti Topocataloghi, pieghevoli in cartoncino leggero che contenevano una selezione di proposte di pregio più o meno recenti: poteva trattarsi di avanzi di magazzino per collane o volumi pubblicati a suo tempo, della riedizione più lussuosa – magari cartonata – di materiale uscito precedentemente in edicola  ma anche di edizioni realizzate appositamente per quel canale di vendita, il tutto ordinabile tramite bollettino postale in cui si sarebbero indicate le proprie scelte di acquisto.

Venivano allegati all’interno di alcuni numeri di riviste disneyane, da Topolino a Zio Paperone, ma potevano arrivare anche direttamente tramite posta a chi aveva già ordinato in passato tramite questo canale. Solitamente venivano distribuiti a dicembre e all’inizio della bella stagione.

Tra i diversi volumi che ottenni in questo modo, naturalmente grazie ai buoni uffici dei miei genitori, nell’estate del 2001 ricevetti il volume Carl Barks l’Uomo dei Paperi nella versione Disney Libri, uscito pochi mesi prima in occasione del centesimo anniversario dalla nascita dell’autore, che non poté festeggiarlo essendo venuto a mancare pochi mesi prima.

All’epoca avevo 12 anni e non possedevo particolari conoscenze sul fumetto Disney, gli autori, la storia dei personaggi ecc. Mi limitavo a leggere le storie proposte da Topolino o da altre testate generaliste da edicola, abbinando al massimo nomi dei fumettisti del periodo al loro stile caratteristico. Iniziavo a intravedere il retroterra storico e a sentir parlare davvero di Carl Barks soltanto da un annetto, e questo tomo fu quello che per primo mi diede informazioni di base ben strutturate per poter conoscere questo artista fondamentale e per capire la sua importanza nell’ambito di quel contesto che tanto amavo leggere e che faceva capo a Paperopoli.

Carl Barks l’Uomo dei Paperi fu curato ovviamente da Lidia Cannatella, Luca Boschi e Alberto Becattini, responsabili da diverso tempo di ogni testata per cultori e edizione da collezionisti: il terzetto realizzò un vero e proprio manuale sull’artista dell’Oregon, un utilissimo compendio per conoscere nel dettaglio la sua biografia e le sue esperienze professionali, grazie a una massiccia presenza di articoli non semplicemente introduttivi alle storie contenute ma anche autosufficienti perché di natura generale, avvicinando il prodotto a un saggio in maniera più marcata e completa rispetto ad altre operazioni analoghe e pur sempre valide.

Attraverso questi approfondimenti ho potuto infatti seguire le tappe della vita di Barks, apprendere dei primi passi come vignettista e nell’animazione Disney, leggere una delle sue ultime interviste, ammirare diverse fotografie personali e avere sottomano una pratica mini-guida ai numerosi personaggi creati nel corso della sua carriera.

Si tracciava in questo modo un quadro esaustivo, interessante tanto per l’appassionato di lungo corso quanto per chi – come me in quegli anni – non era ancora così esperto.

Paradossalmente, le storie dell’Uomo dei Paperi contenute su un totale di 320 pagine erano solo due: Paperino nel tempo che fu e Il marinaio antico-ma-non-troppo: se la prima è certamente una delle più famose dell’autore, la scelta della seconda non appare molto chiara. Apprezzabile comunque in entrambi i casi la scelta di pubblicare a fianco di ogni tavola la versione in lingua originale.

Da Paperino nel tempo che fu

L’introduzione dei nuovi personaggi nella storia “Donald Duck in old California”.

Le due avventure mi piacquero molto, da allora le ho rilette molte volte e hanno sicuramente il merito di “fotografare” lo stile del Maestro in due momenti ben distanti della sua carriera.

La seconda parte del libro è dedicata a storie realizzate da altri fumettisti, in qualche modo debitrici delle atmosfere barksiane: due inedite firmate rispettivamente da Luciano Bottaro e Massimo De Vita e alcuni esempi significativi ad opera di grandi nomi internazionali: Giorgio Cavazzano, Giovan Battista Carpi, Vicar, Don Rosa e Daan Jippes, che ampliavano la mia conoscenza dei suddetti autori e delle radici delle loro influenze. Allora non ci feci caso, ma probabili motivi di foliazione avevano costretto ad escludere diversi altri nomi importanti, primo fra tutti Marco Rota.

In questa sezione spiccavano senz’altro La vera storia della cimice Tuff-Tuff di Bottaro, L’imperatore d’America di De Vita e Zio Paperone e l’Uomo dei Paperi: le prime due, come detto realizzate apposta per l’occasione, sono dei fantasiosi sequel di due storie celebri di Carl Barks (La cimice Tuff-Tuff e Il cimiero vichingo), mentre la terza è un vero e proprio omaggio all’artista americano realizzato nel 1992 da Rudy Salvagnini e Cavazzano in cui si immaginavano creatore e creature come appartenenti a una stessa realtà, in dialogo tra loro.

Da Zio Paperone e l'uomo dei Paperi

Barks ci racconta il suo lavoro con Zio Paperone.

Carl Barks l’Uomo dei Paperi – elegante fin dalla grafica di copertina, che usa come sfondo un sobrio blu effetto telato e al centro un collage di disegni, schizzi e dipinti tra cui fa capolino una foto dell’artista sorridente – costituisce una perfetta introduzione al mondo creato da questo fumettista fondamentale per la narrativa Disney e per la nona arte nel complesso, rappresentando una miniera di informazioni e, per quanto mi riguarda, una pietra angolare per costruire il mio bagaglio culturale in ambito disneyano.

Autore dell'articolo: Andrea Bramini

Andrea Bramini, detto Bramo, nasce a Codogno nel 1988. Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su Watchmen. Ha avuto esperienze professionali nell'ambito delle pubbliche relazioni e come segretario. Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, le graphic novel autoriali e alcune serie Bonelli e affini. Scrive di queste passioni su alcuni forum tematici e principalmente per il sito di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, nel quale ricopre la carica di caporedattore.